ADEGUARE I CONTRIBUTI ECONOMICI PER LA PROCREAZIONE

 

Riceviamo e pubblichiamo

L’appello di Giuliano Ferrara per una moratoria sull’aborto ha avuto il merito di rimettere al centro del dibattito alcune questioni importanti a proposito di aborto e di impegno a favore della vita. Una moratoria sull’aborto, infatti, non può non trovare una condivisione per chi, come me, è un convinto sostenitore della difesa della vita dal concepimento fino alla morte naturale. Sarebbe sbagliato, tuttavia, affrontare il delicato tema classificandolo semplicisticamente in un dibattito tra laici e cattolici o, ancor peggio, tra abortisti e antiaboristi: va evitata una crociata che risulterebbe assolutamente dannosa. La materia è molto più complessa e attiene prima d’ogni altra cosa la coscienza e la sensibilità etica: valori che devono portare al superamento degli steccati, delle ideologie e dei semplici schieramenti politici. Per questo condivido buona parte delle riflessioni espresse dalla senatrice Paola Binetti, ed invito i cattolici appartenenti ai vari schieramenti, a momenti di dialogo proficuo e a gesti di coerenza.
A livello locale servirebbero provvedimenti più adeguati per potenziare le politiche familiari e a sostegno delle scelte di paternità e di maternità, attraverso l’ampliamento delle funzioni consultoriali e dei servizi per l’infanzia. Anche sul nostro territorio vanno sviluppate iniziative per migliorare la funzione dei Consultori pubblici, come centri per l’educazione e la consulenza, per la procreazione libera e consapevole, per l’assistenza alla maternità e alla famiglia. I Consultori possono rappresentare l’habitat naturale per prevenire e rimuovere le difficoltà che possono portare la donna all’interruzione della gravidanza. Va promossa e sviluppata la rete dei servizi sociali e sanitari, assieme a tutte le iniziative dirette a rimuovere la causa dell’aborto.
L’aborto, insomma, non può essere considerato l’unica strada a disposizione della donna soprattutto in momenti di reale disperazione. Il compito precipuo del Consultorio, trasformatosi via via come mero centro di distribuzione di contraccettivi o d’ avvio alla pratica abortiva, deve tornare ad essere centrale per la vita della donna e della famiglia.
I fondi a favore delle donne che coraggiosamente e responsabilmente desiderano portare avanti la loro gravidanza, vanno adeguati, poiché dopo pochi mesi dagli stanziamenti, restano incapienti. Anche l’aspetto economico dà la misura della sensibilità da parte degli enti locali sul tema della procreazione.

Gianfranco Spadoni
consigliere comunale Ravenna

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