POLIZIOTTI DI QUARTIERE IN CLASSE

Nei giorni scorsi è toccato a noi di 1C della secondaria di I grado Baracca ricevere la visita dei poliziotti di quartiere, che si sono presentati e ci hanno fornito informazioni sulla loro attività. Innanzitutto hanno premesso che la divisa non deve farci paura, ma serve come punto di riferimento in caso di bisogno. Erano presentati dall'ispettore capo della Polizia di Stato di Lugo, Giovanni Fontanieri, che ha chiarito le differenze con gli altri poliziotti: il cappello, la cintura, il palmare. Sì, perchè non si servono della radio, ma di un palmare che a prima vista sembra un normalissimo cellulare. Andrea e Roberto (in tutto sono 3, un Roberto e 2 Andrea) esercitano la loro attività di prevenzione e di aiuto ai cittadini dal Tondo al Parco del Loto, ogni giorno, cambiando zona a rotazione, in due turni, dalle 8 alle 14 e dalle 14 alle 20. Li abbiamo tempestati di domande, e ora sappiamo che la loro pistola serve solo negli inseguimenti e per legittima difesa, è una calibro 9 con 15 proiettili, bloccata con una chiave; hanno le manette per gli arresti, si esercitano al poligono, e se abbiamo dei problemi quando non sono in servizio, dobbiamo comporre il 113. Più chiaro di così! Li abbiamo sentiti amici, e abbiamo capito subito una delle loro raccomandazioni: non sono una figura cattiva nè ostile; può accadere infatti che un genitore o un nonno tentino di far obbedire un bambino con una minaccia del tipo: se non la smetti, se non vai a letto, se non mangi, chiamo i poliziotti e ti faccio portare via... Sbagliato, sbagliatissimo, non è così che si educa o si forma una coscienza. A proposito di formazione, grazie alla nostra dirigente che ci ha permesso un incontro così interessante, anche se purtroppo breve, in quando è durato solo mezz'ora. Ci sentiamo un po' più cittadini, arricchiti di conoscenze utilissime, e, perchè no, più sicuri, cosa che di questi tempi non è niente male, vero?

Martina Romagnoli, con la collaborazione della 1A e della 1B

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