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Sino a dieci anni fa si
parlava solo di loro, o soprattutto di loro, quando si parlava del “dramma”
dei giovani laureati senza un posto di lavoro sicuro, senza certezze per il
loro futuro: gli insegnanti non di ruolo.
Le loro manifestazioni
degli anni settanta e ottanta avevano la solidarietà di tutti.
Oggi, come abbiamo più
volte scritto nel nostro giornale nuovo, parlando del problema più grave
della nostra società, per le sue negative implicazioni sociali prima ancora
che economiche, il 70% dei ragazzi italiani di 30 anni, sono precari!
Come dire, tanto per stare
a uno solo tema, che solo al 30% “è data facoltà di sposarsi e di
procreare”!
Ovviamente in quel 70%, gli
insegnati continuano a fare la loro “triste” parte. Finalmente, questo
Governo ha risolto il problema per circa 60mila di loro!
Uno studio della Uil Scuola
sulla situazione della nostra provincia, riporta che il 70 per cento dei
“fortunati” che finalmente avranno un posto di lavoro sicuro e quindi
certezza sugli stipendi dei mesi a venire, ha più di 37 anni!
Strano Paese, il nostro.
Quale futuro hanno le nostre finanze pubbliche, preso atto che si va in
ruolo a 35 anni e in pensione a 57?
35 anni per prepararsi al
lavoro, per formarsi e altri 30, dopo il lavoro, per godersi la pensione:
complessivamente 65 anni senza produrre, metà dei quali a carico della
famiglia e metà a carico dello Stato…
Arrigo
Antonellini
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