
FINALMENTE LA DEMOCRAZIA DELLE PRIMARIE
Per
chi da circa quindici, concentra tutto il suo impegno in politica su un unico
obiettivo, le elezioni Primarie a tutti i livelli, titoli come, "Rutelli promette
le primarie permanenti", "Prodi, il Pd avrà una spinta popolare" o ancora
"Prodi, Primarie, spero siano un flusso di popolo", sono musica. Già, le
Primarie: la scelta degli amministratori della Cosa Pubblica, a tutti i livelli
e dei dirigenti dei partiti, fatta da tutti, "tutti" gli elettori, nel primo
caso, "tutti" gli iscritti al partito, nel secondo. Non più, come accade dalla
nascita della Repubblica, fatta dai dirigenti dei partiti, dopo defaticanti
accordi (finalmente potranno riposarsi!?), ma da tutti. Sessant'anni nei quali
alla nostra democrazia, è mancato un dettaglio, l'esercizio del potere del
cittadino di scegliere i suoi amministratori. Un potere trattenuto alla fonte
dai dirigenti dei partiti, nonostante la crisi di credibilità scoppiata nel '68,
con il conseguente impegno al rinnovamento, continuamente promesso e mai
attuato; nonostante il crollo di credibilità di tangentopoli; nonostante il
vertiginoso calo degli iscritti e l'altrettanto vertiginosa crescita dei non
votanti alle elezioni. Pare fin troppo ovvio che l'unica possibile cura ad un
ammalato, sempre più ammalato, sia quell'inizio di ripresa di consenso, di
fiducia, che può venire solo da un passo indietro, anch'esso promesso, e mai
fatto. Un passo indietro che non può che essere fatto lasciando ai cittadini,
quello che è costituzionalmente un loro diritto. Se sino a poco tempo fa tutto
ciò era doveroso, immaginarlo, pensarlo, e farlo, dopo le prime esperienze di
Primarie fatte, sarebbe davvero un suicidio non "concederlo". Non è sicuramente
un caso che chi per primo ha fatto le Primarie, abbia poi vinto le elezioni,
nonostante il recupero del centro destra nei mesi in cui il popolo delle
Primarie cominciava a sentire il peso della disillusione. Conforta il dato che
l'effettuazione delle primarie viene premiato dagli elettori e che quindi il
tema non sia solo un tema dell'Ulivo ma di tutto il "complesso" sistema
partitico italiano, come la scelta di Berlusconi di fare le Primarie per elezioni
a Roma, attesta. E finalmente, dopo, i partiti potranno riprendere, o iniziare,
la loro fondamentale funzione di parlare, discutere e proporre di politica,
buttando quelle bilancine che hanno usato sino ad ora.
Arrigo Antonellini |