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Riceviamo e pubblichiamo
Ormai il convoglio del Partito
Democratico è partito e sarà difficile fermarlo, ora che
ha anche il capotreno in pectore.
La candidatura di Veltroni appare
come la più forte e la più alta fra tutte quelle
possibili, avvenuta in tempi difficili per il
Centrosinistra dopo le sconfitte delle amministrative di
primavera.
Pur non essendo un giovanetto della
politica, il sindaco di Roma ha delle caratteristiche
culturali e morali che gli consentono di essere
difficilmente attaccabile dai detrattori: il suo
curriculum è di qualità, le sue idee sono moderne e
innovative, la sua sensibilità sociale è ammirevole, il
suo carisma è intatto fin da quando sostenne Prodi e
l'Ulivo.
Se altri gli si opporranno con
programmi diversi o progetti alternativi, le Primarie di
Ottobre diventeranno davvero una sfida entusiasmante e
combattuta. Se invece le accentuazioni saranno solo
leggere e sfumate, le Primarie che tanto abbiamo voluto
e che tanti dolori hanno generato nelle classi dirigenti
saranno solo una finzione e perderanno il loro vero
significato rivoluzionario.
Non dobbiamo cedere su questo
punto, come anche su altri che intendo riassumere qui,
per chiarire con limpida sincerità gli elementi
sostanziali che definitivamente conviceranno me e
milioni di cittadini a sostenere il Partito Democratico.
Il catalogo è questo, come dice
Leporello nel Don Giovanni di Mozart:
1 le Primarie dovranno
essere il metodo di scelta di tutti i candidati a
cariche pubbliche, sempre e comunque, senza scorciatoie
o concessioni straordinarie
2 la scelta dei membri
della Costituente del Partito Democratico deve avvenire
col sistema di una testa, un voto, senza
rappresentanze precostituite di politici,
amministratori, intellettuali (più cittadini
parteciperanno, più ampia sarà la garanzia di
democraticità)
3 il partito dovrà darsi
delle regole di trasparenza chiare e condivise che
annullino la diffidenza dei cittadini verso il sistema
politico
4 non può essere più
accettabile il collateralismo economico-finanziario, con
centri di potere occulto al di fuori degli organismi
democraticamente eletti: tutti risponderanno delle loro
azioni di fronte agli iscritti e ai sostenitori, in un
rapporto diretto fra elettore ed eletto
5 dovrà essere
rigidamente codificata la divisione delle liste in parti
uguali fra uomini e donne
6 dovrà essere
impossibile consentire la permanenza nello stesso
ufficio pubblico o istituzionale per più di due mandati,
al fine di permettere la crescita di una nuova e giovane
classe dirigente
7 dovrà essere fortemente
ridotto (consentito solo in casi eccezionali) l'accesso
a ruoli dirigenziali di nomina politica a persone che
abbiano già svolto incarichi pubblici, per stroncare la
mala pianta del professionismo politico, di alto costo
economico per la comunità, ma di basso livello etico e
di insignificante livello professionale
8 dovrà essere garantita
la partecipazione dei cittadini a tutte le fasi di
discussione dei progetti che riguardano le comunità,
consentendo agli amministratori di fare scelte oculate e
convenienti
9 il partito si deve
impegnare a proporre modifiche istituzionali che
consentano la governabilità, rinunciando ad alleanze
instabili e ricattatorie, sostenute dal malsano concetto
del potere per il potere
10 il vero avversario del
partito sarà chi esprime una visione della società
totalmente inaccettabile per ragioni etiche, culturali,
economiche e istituzionali, in cui prevalgano l'egoismo,
l'indifferenza, l'incultura, l'interesse personale,
l'evasione dei doveri di cittadinanza, l'immoralità
sistematica e diffusa, l'ostilità nei confronti del
diverso, la xenofobia, il razzismo.
Queste sono le mie condizioni e mi
auguro che il cambiamento sia davvero radicale rispetto
alla gestione dei partiti tenuta finora nel nostro
paese.
Una nuova cultura politica dovrà
emergere rapidamente e diffusamente, perché ormai il
livello di separazione fra popolo e istituzioni è
davvero al minimo storico.
Il germe pericoloso
dell'antipolitica immesso nel sistema da personaggi
senza scrupoli e senza remore morali sta dando i suoi
frutti e si sta spargendo dappertutto nel paese,
favorito anche dalla cecità e dall'impotenza di molta
parte dei rappresentanti istituzionali.
Credo che questa sia l'ultima
svolta prima del baratro, che ci travolgerebbe tutti
lasciando il campo libero a profittatori e tiranni.
Sarebbe una tragedia per questo
grande paese.
Giacomo Casadio
Coordinatore del Comitato "Uniti
con Prodi"
giacasadio@alice.it
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