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Beh, con un presidente del consiglio competente di
calcio, un uomo che nella sua lunga carriera politica si è proposto come
uomo vincente, anche nello sport più amato dagli italiani, riferimenti
calcistici ci possono stare.
Si è detto che questa, per Berlusconi, era la quinta gara, la quinta
volta che si presentava come candidato a guidare l’Italia.
Il risultato, se a qualcuno la notizia non fosse arrivata, è stata
vittoria. La terza, appunto, su cinque gare disputate.
Il cattolico Romano Prodi, ricordava, in proposito, un dato: “ne ho
fatte due di gare con Berlusconi e le ho vite entrambe”.
Riprendo il dato da prodiano da sempre, dal 1975 quando frequentavo le
sue lezioni di Economia Politica in via Zamboni a Bologna e da quando,
quindici anni fa, detti vita a Lugo, al primo Comitato Prodi del Paese.
E non vi farò grazia dal ripubblicare la mia foto di laurea con lui.
Già, ancora (ma prometto davvero per l’ultima volta), nel momento in cui
il professore ha lasciato la politica attiva.
E per aggiungere, infine, che con il blocco della guerra in Libano per
merito dell’Italia, il ritiro dell’Italia dall’Iraq, la moratoria sulla
pena di morte, l’assegnazione dell’Expo e la riduzione del debito
pubblico che ci ha salvati dalla banca rotta, l’ultimo governo Prodi, è
stato, “a mio parere”, il migliore che l’Italia abbia mai avuto negli
ultimi decenni, secondo solo al suo precedente, quando ci portò
nell’Euro.
La “malattia” della quarta settimana, come il diffondersi del
precariato, risalgono al precedente Governo Berlusconi e l’avvio del
risanamento del debito, aveva creato i presupposti per la crescita reale
delle retribuzioni del lavoro dipendente che Prodi aveva in cantiere, se
Mastella (?) e Dini (??) l’avesero lasciato governare.
DOTT. Arrigo Antonellini
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