UNA PROVINCIA CON DUE UNIONI

Era già un record a livello regionale, la modifica degli assetti istituzionali della nostra provincia, dove nove comuni stanno per costituirsi, come detto nei giorni scorsi, in Unione: tutta, o quasi, la Bassa Romagna. Il record è quello del numero degli abitanti che contrarranno il "matrimonio", quasi novantamila. Ma sembra non finisca qui.
Una decisioni del Governo, con l'obiettivo di ridurre la spesa pubblica, porterà presto alla soppressione della nostra Comunità Montana del Faentino, composta dai comuni di Brisighella, Riolo Terme e Casola Valsenio, in quanto, con i nuovi criteri, comuni ritenuti non "sufficientemente" montani, cioè con problematiche “sufficientemente” diverse rispetto a quelle dei territori di pianura. Il nuovo criterio impone infatti un altitudine superiore ai 600 metri. Il che, solo per fare un esempio relativo al nostro crinale faentino, impone di arrivare addirittura oltre a Crespino del Lamone.
Il presidente della Comunità Montana, Sagrini, ha immediatamente lanciato l'idea, la proposta, di mantenere in vita i positivi legami amministrativi instauratisi nel tempo tra i tre Comuni, andando alla costituzione di un'Unione, come sta per avvenire, appunto, per i nove Comuni della Bassa Romagna. Ma, non solo; ha avanzato la proposta di allargamento anche ai tre comuni della pianura: Faenza, Castel Bolognese e Solarolo.
E le risposte non si sono fatte attendere. Prima il sindaco di Faenza, Casadio, poi l'assessore dello stesso comune di Faenza, Valenti, tra l'altro probabile vice segretario del PD, hanno espresso vivo interesse.
Potrebbe quindi essere non lontano una geografia istituzionale della provincia di Ravenna, articolata in due Unioni, che aggregheranno tra loro, ben quindici, dei soli diciotto comuni della nostra provinciale (una di quelle che ne ha meno). Gia, solo due Unioni e i tre comuni di Ravenna, Cervia e Russi.


Arrigo Antonellini

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