QUANDO "GIOCHIAMO"?

Già, pur con tutta la buona volontà del mondo, non si può dare solo notizie positive. Rientra nella “cronaca nera”, con tutte le proporzioni del caso, la notizia che la caccia del tesoro prevista per ieri pomeriggio non si è fatta, perché le squadre iscritte erano solo due e il “ricco” montepremi per tre...

Errori organizzativi di cui ci facciamo carico? Sicuramente sì, a partire da quello che le “novità” possono interessare solo se presentate, proposte, attraverso rapporti diretti, personali, e quindi con la ricerca di persone con cui “concordare cosa, “insieme”, si voleva fare. Non a caso le due squadre iscritte erano il frutto di questi rapporti personali.

Ma ci viene un altro “triste” pensiero. Quello che nel modo in cui il Grande Fratello ci organizza la vita, i nostri tempi, le nostre più o meno informatizzate agende, compreso il classico bigliettino, non ci sia più spazio per la novità, per qualcosa di diverso, originale.

Sto pensando all’agenda del ragazzino delle elementari: dagli orari scolastici, a quelli dei compiti, a quelli della piscina, a quelli della scuola di musica. E quando gioca?

I ragazzi delle superiori, quelli cui era rivolta l’iniziativa, quando “giocano alla caccia al tesoro”, piuttosto che ritrovarsi nelle uniche ore disponibili della loro settimana per fare shopping.

 

Arrigo Antonellini

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