LA QUESTIONE SETTENTRIONALE E LA ROMANDIOLA

Certo che esiste una questione settentrionale, con al centro il tema della violenza, dei furti, delle violenze sessuali, come in tutte le parti del mondo dove gira molto denaro, dove c’è ricchezza. Pur essendo in calo il numero dei reati per merito dell’incremento dei sistemi di sicurezza, da quelli pubblici a quelli privati, è la percezione della gente che conta, il diffondersi dell’insicurezza.
Esiste come esiste una questione meridionale, con caratteristiche ben più drammatiche in tema di povertà e di morti ammazzati, dalla spedizione dei Mille, dalla sopraffazione della burocrazia torinese sulla cultura borbonica.
Come esiste una questione Basca, una questione Irlandese, una questione Palestinese, notoriamente la più drammatica.
Come esiste, per venire a ben più sereni lidi, una questione senese, una questione fiorentina, una questione romagnola, in un paese “unificato” sulle ceneri non spente dell’Italia dei Comuni e con “Un’Italia fatta in attesa che vengano fatti gli italiani”.
Nella cultura leghista è indiscutibile ci sia una proposta positiva che ci portò a pensare, quando il partito nacque, che non sarebbe stata una meteora, come qualcuno tentò di liquidarla.
Il territorio.
L’attaccamento, l’amore per il proprio territorio, la preferenza verso chi lo abita rispetto agli “stranieri”, da sotto il Pò all’Africa.
Tutti gli studiosi della materie umanistiche, compreso gli economisti, affermano che nella gloabilizzazione, nella “sfida” globale, l’attaccamento al proprio territorio è valore positivo. Non c’è documento del centro sinistra con non lo affermi.
Il Pd è nato con il riconoscimento di questo valore. Non come federazione di partiti regionali o addirittura provinciali, ma come partito federale.
Occorre dare gambe a questo Valore. Operazione non facile per chi ha vissuto la cultura del centralismo democratico!
Occorre dare piena autonomia agli organi locali “scelti” dai simpatizzanti locali. Un’operazione già fatta da tempo a livello istituzionale nella nostra Regione, dove la pianificazione non è più a cascata, ma fondata sul principio della concertazione tra “pari”, dalla Regione, alle Province, ai Comuni.
Occorre che ogni comitato comunale del partito, ogni segretario comunale sia “il dirigente della sua azienda” (se abbiamo chiamato azienda addirittura la sanità, perchè non anche il partito?) con l’obiettivo aziendale dell’incremento dell’”utile”, dell’aumento dei voti e se non raggiunge l’obiettivo, a casa, si cambia.
La Romandiola sta compiendo un’operazione storica, anche se non ce ne accorgiamo: allargare il territorio dell’unità minima del Comune, a quella dei nove Comuni della Bassa Romagna.
Pavaglionelugo.net sta dando il proprio contributo in merito. Noi, al “nostro” territorio vogliamo bene, “lo amiamo”, basta leggere il “Chi siamo” cliccando in basso a sinistra nella home page del vostro giornale. Ma non siamo un giornale leghista.
La differenza? Il “prossimo”, lo amiamo tutto, da Milano a Palermo, dal Sud America all’Africa. Nessun essere umano è un “nemico” da combattere (come in Palestina o come le carrette degli immigrati). Prima l’Uomo, poi la Bassa Romagna.


Arrigo Antonellini

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