LE RAGIONI DI UN IMPEGNO

Riceviamo e pubblichiamo

Faccio parte di una generazione di giovani che è sempre stata molto lontana dalla politica. La sentivo distante da me.
Coi maneggioni di tangentopoli e i loro accoliti ne avevo anche perso completamente la fiducia.
Crescendo però ho capito che in realtà la politica è una cosa che noi tutti tocchiamo con mano ogni giorno, ed ho avvertito la necessità e l’opportunità di non delegare più sempre ad altri le decisioni su quella che è anche la mia quotidianità. Non è semplice, ma soprattutto, a volte, può anche non essere bello, ma sono convinta che di democrazia noi tutti ne abbiamo un gran bisogno, soprattutto oggi che la forbice tra ricchezza e povertà si sta allargando sempre più. L’Italia rischia di tornare ad essere divisa al suo interno tra ceti competitivi e vasti strati sociali in sofferenza e continua lotta contro la povertà.
Ho sempre avuto fiducia nel centro sinistra e mi riconoscevo nei valori di libertà, uguaglianza, solidarietà, pace e dignità della persona, che questo ha sempre perseguito. Avevo infatti condiviso e apprezzato il progetto dell’Ulivo. Non era però solo in un singolo partito nel quale mi ritrovavo, ma appunto nel progetto complessivo dell’Ulivo e ora del PD che nasce infatti sostanzialmente dall'incontro dei due principali partiti del centrosinistra, i Democratici di Sinistra (DS) e la Margherita (DL)( ).
Questo però avviene nella espressione migliore del cattolicesimo democratico e della sinistra. Insieme e in maniera feconda, danno vita a qualcosa di nuovo( ).
Il partito si propone infatti come l'evoluzione dell'esperienza politica de L'Ulivo, intrapresa nel 1995 con l'obiettivo di trovare una sintesi fra le culture socialdemocratica, cristiano-democratica, liberale e ambientalista.
Abbattuti così definitivamente i muri ideologici del novecento abbiamo finalmente iniziato (e sottolineo finalmente) a costruire i ponti tra le diverse culture politiche. Abbiamo di fatto concretamente aperto strade nuove per il futuro del nostro Paese, dove le donne non saranno più escluse dai luoghi della rappresentanza politica.
Io credo pertanto in questo nuovo partito, più grande e più forte, che si chiama democratico. Democrazia che ha già vinto i totalitarismi del secolo scorso e che oggi deve far fronte ad altri grandi problemi. Il PD è comunque già il principale partito politico italiano di centro-sinistra e penso sia lo strumento adeguato per una buona politica in questa particolare e importante fase della storia del paese( ).
Alcuni hanno mostrato perplessità per questo progetto, ma io sono convinta che la politica debba assolutamente smettere di essere frammentata e rissosa, perché, così facendo, si è rivelata troppo spesso incapace di svolgere la propria funzione. Col PD c’è pertanto un’opportunità in più, quella di non essere più così, che significa solo una cosa, cambiare.
Penso che ora, che ricorre l’1° gennaio 2008, il 60° anniversario dell’entrata in vigore della Costituzione italiana, stia a tutti noi riempire di significato questa parola, “democratico”: non solo nome del nostro caro partito, ma anche principio fondamentale espresso al primo comma dell’Art. 1 della nostra Carta Costituzionale “L'Italia è una Repubblica democratica”( ).
Per quando mi riguarda significa che il nuovo progetto dovrà fare dell’Italia un paese dove non si può stare bene solo quando non si ha bisogno di nulla e di nessuno. Spero pertanto che il nostro futuro sia quello di poter confidare nella importante risorsa della solidarietà istituzionale.
Molti giovani non riescono nemmeno a laurearsi e guardano con preoccupazione al futuro, faticano a costruirsi una vita autonoma perché non hanno un lavoro sicuro. La mancanza di una sicurezza economica impedisce a questi ragazzi di uscire dalle famiglie di origine e di costruire qualcosa di nuovo, non permettendo loro una piena realizzazione di se stessi.
Io amo e ho fiducia nell’Italia, per questo confido tanto in un balzo in avanti anche sul terreno della ricerca universitaria e dell'alta formazione, perché accrescere la varietà delle conoscenze ci permetterebbe di vivere meglio. Purtroppo troppo spesso sentiamo parlare di fuga dei cervelli. Tantissimi ragazzi e ragazze italiani, che potrebbero contribuire allo sviluppo economico e sociale del nostro paese si allontanano per orientarsi verso altri paesi europei o, addirittura per l’America.
Il nostro sogno deve, a mia opinione, anche e assolutamente poter rimanere quello di vivere in un paese, dove, indipendentemente da chi governi, la tutela sia unicamente l’interesse nazionale e non solo quello di una parte (o di pochissimi uomini). L’opportunità per molti deve sempre e necessariamente prevalere, rispetto all’occasione per rafforzare il potere e la ricchezza di pochi.
Per concludere, per noi, i democratici, la politica è una nobile forma di amore per il prossimo e per il nostro paese. Per questo dobbiamo difenderla dalle manipolazioni delle oligarchie e restituirla a chi è disposto a impegnarsi per passione civile, in forma volontaria e soprattutto, anche a proprie spese( ).
Sono quindi queste le ragioni del mio impegno: fare in modo che tutti abbiamo le opportunità di una vita dignitosa e più felice.

Federica Zauli

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