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Riceviamo e volentieri pubblichiamo, dal Parroco di
San Gabriele di Lugo
Le statistiche con la freddezza dei loro numeri ci mettono a volte
brutalmente di fronte a realtà non confortanti Leggendo del 90 per cento che
non frequenta la chiesa (cifra, qui da noi, ottimistica) deve indurre alla
riflessione.
Ricordo, in pellegrinaggio al santuario della Madonna di Czestochowa, siamo
andati alla preghiera della sera seguita dall'omelia. Ho chiesto alla guida
di fare la sintesi dell'omelia fatta da un padre del santuario. Il padre
aveva detto che i nemici della Polonia sono stati: il nazismo, il comunismo
e l'altro nemico peggiore degli altri era il consumismo. Come voler dire che
ideologie totalitarie non avevano distrutto la fede dal cuore dei polacchi,
anzi l'avevano rafforzata, il consumismo si. Questo riguarda anche noi, i
nostri giovani, gli adulti. E' facile che anche i credenti vengano travolti
dal consumismo. Il problema allora non è principalmente la frequenza alla
messa, ma è la fede che si è illanguidita.
Un'altra causa della mancanza di fede è la cultura che viene trasmessa nelle
nostre scuole. E' illuminante, al riguardo, l'esperienza di Eugenio Pacelli,
futuro Papa Pio XII, i cui nonni avevano incarichi in Vaticano al tempo di
Pio IX e cofondatori dell'Osservatore Romano. Eugenio Pacelli ebbe una salda
educazione alla fede. Frequentò la scuola del nuovo Regno Unito.
L'insegnamento di professori anticlericali e massonici gli procurarono una
grave crisi di fede, tanto da chiedersi se Dio esistesse e desiderava forse
la morte o non essere mai nato: " Come ciechi ci andiamo aggirando nelle
tortuose vie e negli intricati labirinti del nostro cuore". Ne esce poi
rafforzato da questa crisi esistenziale (A. Tornielli: Pio XII).
Pensando ai nostri ragazzi che fatta la cresima lasciano la chiesa, e
frequentano scuole ove gran parte dei professori non sono credenti i quali
mettono in crisi la loro debole fede, ci accorgiamo come sia breve il passo
dall' indifferenza all'incredulità.
Occorre la responsabilità e l'impegno di tutta la comunità cristiana e che i
sacerdoti non vengano lasciati soli in questo delicato e faticoso compito di
educazione alla fede.
D. Franco Villa |