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"Abbiamo prodotto una simulazione e abbiamo mostrato
che lo sversamento potrebbe indirizzarsi verso l'Italia e in circa sei
giorni arrivare al largo di Ravenna. Abbiamo contattato la Guardia Costiera
del medio-alto Adriatico attrezzata con particolari navi dotate di panne
galleggianti che possono bloccare la traiettoria della macchia e difendere
la costa". Così si esprime la professoressa Nadia Pinardi, coordinatrice del
gruppo nazionale di Oceanografia operativa dell'Istituto nazionale di
geofisica e vulcanologia, contatta dalle autorità croate dopo che una nave
cargo turca, la Und Adriyatik , ha preso fuoco al largo delle coste della
Croazia settentrionale.
All'incidente - che potrebbe causare sversamento di idrocarburi e sostanze
inquinanti nel Mar Adriatico - sta tentando di porre rimedio proprio
l'istituto italiano che ha sede a Ravenna.
Il professor Marko Perkovic dell'università slovena di Port Rose, per conto
delle autorità slovene ha contattato il gruppo nazionale di Oceanografia
operativa coordinato dalla Pinardi per poter avere informazioni sul rischio
legato allo sversamento di carburante e altre sostanze nocive. Il gruppo di
ricerca italiano ha un sistema di previsioni marine giornaliere per il Mar
Mediterraneo e in particolare per il Mar Adriatico.
In tempo reale, il gruppo di scienziati sta fornendo appoggio alle autorità
competenti producendo simulazioni dedicate sulle possibili traiettorie di
dispersione degli inquinanti. I ricercatori stanno contattando anche la
Guardia costiera italiana per informarla del pericolo.
Nell'incendio sono rimasti feriti quattro membri dell'equipaggio. A bordo
non c'è più nessuno. La nave turca trasporta 202 tir, 800 tonnellate di
carburante e 50 tonnellate di diesel marino, 11 tonnellate di 'materiali
pericolosi'. |