Si
è concluso il progetto sperimentale “Romagna senza
valigia” che ha visto varie comitive di turisti, in
vacanza nelle principali località di villeggiatura del
litorale ravennate, addentrarsi nell’entroterra
romagnolo partecipando a due itinerari culturali. Questo
primo tentativo ha visto protagonisti il territorio del
Comune di Bagnacavallo, con visite all’Ecomuseo della
Civiltà Palustre, ai laboratori di intreccio delle
vegetazioni spontanee, all’Etnoparco “Villanova delle
Capanne” e alla basilica di San Pietro in Sylvis, e
quello del Comune di Bertinoro, con visite al centro
storico e alla Pieve di Polenta.
Al termine degli itinerari sono state offerte merende a
base di cocomero, melone, prodotti tipici e vini locali.
L’iniziativa ha visto una buona partecipazione da parte
di vacanzieri, sia italiani che stranieri, adulti e
bambini, che hanno potuto sperimentare un’alternativa al
mare, passando un pomeriggio alla scoperta dell’altra
faccia della Romagna, quella dell’interno, che in estate
è spesso lasciata in disparte.
L’avvio di questo progetto, nato dalla collaborazione
tra l’Ecomuseo della Civiltà Palustre di Villanova di
Bagnacavallo e l’agenzia di servizi alle imprese Mauro
Farinella di Ravenna, è in buona parte merito delle
varie strutture ricettive della costa ravennate che si
sono fatte carico delle spese, offrendo un servizio
completamente gratuito ai propri clienti.
“Tutto ciò rappresenta un tentativo di avvicinamento tra
le località di mare e quelle dell’entroterra –
commentano gli organizzatori - che si spera possa
proseguire nei prossimi anni, coinvolgendo anche altri
partner, al fine di migliorare e ampliare questo
importante servizio di promozione del territorio. Un
nuovo servizio al passo coi tempi, in grado di
rispondere alle esigenze di un turismo sempre più
consapevole, alla ricerca di autenticità e cultura”. |
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