LA SCUOLA AL CENTRO DEL DIBATTITO AL "TAVOLO DEI CATTOLICI"

 

Una nuova tappa nel percorso di riflessione avviato dalle A.C.L.I. provinciali sull’argomento generale “Politica: progetti per una società a misura dell’uomo” è stata raggiunta con la presentazione a Lugo, presso la Parrocchia della Collegiata, del documento elaborato dal 2° Laboratorio della sessione 2007-08 del “Tavolo dei Cattolici impegnati in Politica e nelle Istituzioni” sul tema “Il compito educativo della scuola nella società dell’informazione”. E’ intervenuta la Prof.ssa Graziella Giovannini, docente di Sociologia dell’educazione presso l’Università di Bologna.
Il Presidente Provinciale delle A.C.L.I., Raffaele Clò, ha ricordato la motivazione di fondo del “Tavolo dei Cattolici”: restituire forza e visibilità all’esperienza del cattolicesimo democratico e dei suoi valori, promuovendo un confronto tra tutti i cattolici, partendo dall’associazionismo, per recuperare le radici comuni ed elaborare insieme idee e progetti per una società migliore. Ha aggiunto che i politici andranno richiamati alle idee e dovranno confrontarsi sui progetti per avere la legittimazione del mondo cattolico; ha inoltre auspicato che si ristabilisca un clima politico di sereno confronto, in cui il Bene Comune diventi il valore di riferimento.
Il Prof. Andrea Bassi, coordinatore del Laboratorio, dopo aver espresso grande soddisfazione per il numero delle adesioni e la qualità dei contributi ricevuti, è passato ad illustrare il percorso seguito nella trattazione, soffermandosi sui passaggi particolarmente significativi. Dopo un inquadramento storico del diritto all’istruzione, il laboratorio si è occupato della definizione dei compiti dell’istituzione scolastica nella realtà di oggi, della sfida multi-etnica, del ruolo nell’educazione alla salute, dell’importanza della formazione professionale, in particolare nella valorizzazione delle differenti intelligenze.
Il Prof. Bassi ha sottolineato la grande similitudine nell’impostazione che si riscontra nei documenti fondamentali del diritto all’istruzione, civili e religiosi; essa è dovuta al comune punto di partenza: la centralità dello sviluppo della persona nell’ambito della comunità. Ha citato le idee profondamente all’avanguardia del documento conciliare “Dichiarazione sull’educazione cristiana”, che afferma il diritto della persona ad una educazione che risponda alla propria vocazione, cultura e tradizione.
Le funzioni della scuola, ha spiegato il Prof. Bassi, sono essenzialmente tre: l’istruzione (il trasferimento di conoscenza), la formazione (l’attività professionalizzante) e l’educazione, ovvero l’insegnamento dei valori e del senso dell’esistenza; si è rilevata la necessità di dare impulso a quest’ultima funzione, in collaborazione con le altre agenzie formative (famiglia, Chiesa, associazioni), poichè è responsabile della costruzione della persona e quindi della società.
Altro punto cruciale: in un mondo in cui i mass-media (televisione e Internet) rendono disponibile un’enorme quantità di informazioni, la scuola deve insegnare a utilizzarne le grandi potenzialità, ma anche educare ad un loro uso critico. A questo proposito il Prof. Bassi ha citato l’esortazione ad andare controcorrente e a vigilare contro l’invadenza dei vuoti ma persuasivi modelli di vita diffusi dai media, che Benedetto XVI ha rivolto ai giovani dell’agorà di Loreto.
Nelle considerazioni conclusive, il Prof. Bassi ha ribadito la difficoltà dell’opera educativa all’interno di una società diseducante, dove si sono persi la gerarchia dei valori, il riferimento alla tradizione, il principio di autorità dell’educatore; ma ha anche testimoniato quanto il mondo della scuola sia ricco di energie ed ottimismo che attendono solo di essere valorizzati.
Nel suo intervento, la prof.ssa Giovannini ha rivolto l’attenzione alla società della globalizzazione e del pluralismo etico e religioso auspicando che la scuola si occupi di formare alla cittadinanza e alla convivenza. Successivamente ha definito l’educazione come sorgente di speranza, nel momento in cui mira alla costruzione del futuro con il coinvolgimento delle persone che vengono educate. Occorre, ha detto, evitare di mettere i giovani sotto tutela, insegnare loro ad essere responsabili affidando responsabilità, rielaborare insieme la tradizione per mantenerla al passo con i bisogni dell’uomo. Inoltre, ha ricordato l’importanza della meritocrazia, che non deve essere competizione, ma valorizzazione dei meriti individuali perché siano messi a disposizione della collettività.
Tanti qualificati interventi hanno animato il successivo dibattito, in cui si è manifestato il grande interesse suscitato dai temi esposti, che sono stati estesi toccando gli aspetti della libertà, dell’autorevolezza in contrapposizione all’autorità, della necessità di bilanciare la meritocrazia con il lavoro di gruppo e delle opportunità della globalizzazione.

Paolo Tellarini

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