UNA STORIA DIVERSA

 

Seconda puntata

 

Siamo onorati: è venuto il presidente dell'associazione, Omero Pizzinelli, e sarà lui, per la maggior parte del tempo, la nostra voce narrante. Veste in panno verde (chissà che caldo quando fa le dimostrazioni e gli spettacoli d'estate!), giustacuore chiuso da lacci e ganci, calzoni al ginocchi tagliati a larghe strisce attraverso le quali si vede la fodera a sbuffo, stivali decisamente vissuti, cappello nero, lunga spada agganciata a sinistra, pugnale a destra. Saluta i ragazzi, pone una fila di spade davanti a loro. Poche parole per presentarsi e far luce sul periodo storico interessato, qualche domandina per saggiare il terreno. Tutto ok, si può cominciare.
Ecco un favoloso gladio romano, corto, largo, usato per gli scontri a contatto ravvicinato. Da lui si partirà per spiegare l'evoluzione della spada e della tecnica di combattimento nei secoli. Cade l'Impero Romano, e via nel Medioevo, con le sue grandi spade a croce. Cambia il modo di affrontarsi: le lunghe lame a due mani necessitano di movimenti ampi e aperti, con colpi inferti di taglio. Per questo motivo vengono affilate solo ai lati e non in punta.
E' il momento della cotta di maglia, o, più correttamente, dell'usbergo. Gli occhi di tutti sono attratti da quella specie di felpa argentata distesa sull'erba (che pacchia per un metallaro, qualcuno sussurra). Vediamo lo sforzo di Omero che lo mostra: decisamente è pesante, proprio pesante. E' meglio che i genitori e la Dirigente non vengano a sapere che qualcuno, poi, la indosserà, pavoneggiandosi con gioia: è decisamente peggio dello zaino del mercoledì, ma vuoi mettere la soddisfazione.
Poi ecco un duello con due imponenti spade medievali, commentato in diretta da Alex, il più giovane del gruppo, alto, magro, abbigliato in panno color castagna. Sembra quasi un ragazzino e ci si meraviglia sapendolo maestro di scherma medievale, con anni di esperienza. Ci sottolinea che stiamo assistendo " a combattimenti non coreografati", e si sofferma su alcune nozioni di fisica, le leve, ad esempio, ben digeribili in questo contesto. Ricorda poi che ci si batte soprattutto in guerra, dove lo scopo principale è quello di tornare vivi a casa e ogni colpo è lecito per disarmare il nemico, strappandogli l'arma, anche con calci e pugni. (ecco perchè nell'intervallo e non solo, qualcuno si esercita per un ritorno al passato!)
A domani, non temete

Lucia Baldini

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