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dei 65 delegati al congresso provinciale delle Acli, con una presenza pari
al novanta per cento, hanno eletto il nuovo consiglio provinciale al termine
di un dibattito politico che ha appassionato gli aclisti in una riscoperta
dell’identità del Movimento forse mai così forte sino ad ora. Una novità
resa purtroppo più facile forse dal terreno fertile lasciato sempre più
vuoto dalla politica partitica, che ha sempre più perso in questi anni
quella P maiuscola di cui invece le Acli fanno la loro bandiera.
Merito della relazione del presidente uscente, Raffaele Clò che ha svolto
una relazione improntata sul “fare”, sul cosa è stato fatto dalle Acli
provinciali in questi suoi due anni di presidenza e sul cosa si potrà fare
nei prossimi quattro anni di mandato del nuovo consiglio: sul fare al
servizio dei cittadini, l’unico vero fine della Politica. Merito di due ore
di “saluti” tutt’altro che formali ma di grande spessore politico, portati
dai tanti rappresentanti delle Istituzioni, dei Sindacati e delle
Associazione, che hanno evidenziato il peso politico che le Acli hanno nella
nostra provincia. Un ruolo politico, ha detto un delegato, che non può più
essere considerato di serie B rispetto a quello dei partiti, a testimonianza
appunto di quella identità forte che è stata la più rilevante novità del
Congresso di Bagnacavallo.
La mozione conclusiva approvata all’unanimità, prendendo atto che sono già
in atto progetti ed azioni per migliorare la presenza dei Circoli nel
territorio e per la diffusione delle altre strutture di carattere
associativo (US Acli, CTA, Unasp, ecc..), chiede che il Consiglio
Provinciale che risulterà eletto faccia propri questi obiettivi con grande
determinazione, affinché venga resa più omogenea e continuativa la presenza
delle Acli sul nostro territorio.
Il Congresso auspica che le Acli Provinciali di Ravenna, in tutte le loro
attività, possano essere supportate da un’azione di volontariato più
diffusa, raggiungendo intese di governance nell’ambito di tutti i livelli
del Movimento.
Il Congresso intende, inoltre, impegnare il prossimo Consiglio Provinciale a
svolgere, durante il periodo del mandato quadriennale, un’azione di
coinvolgimento dei soci Aclisti di tutti i Circoli per l’approfondimento dei
20 temi congressuali, messi a punto dalle Acli Nazionali, mediante un
processo di formazione interna che possa sviluppare la cultura solidaristica
alla quale si richiama il Movimento.
Infine, il Congresso chiede che vengano resi sempre più intensi i rapporti
con le tre Diocesi e che venga lasciato adeguato spazio alla conoscenza ed
alla pratica del Magistero della Chiesa nella promozione associativa e dei
servizi, favorendo l’integrazione fra le comunità e tenendo sempre al centro
del proprio operato la valenza dell’uomo ed il sommo rispetto della sua
vita.
Sono addirittura sei i lughesi eletti nel nuovo consiglio provinciale:
Arrigo Antonellini, presidente del Circolo di Lugo, Gennaro Carovita,
Raffaele Clò, Claudio Nerozzi, presidente del Circolo di San Gabriele di
Lugo, Giuseppe Taroni e la ventiduenne Stefania Taroni, vice presidente del
Circolo di Lugo.
Walter Raspa
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