|

I tempi di nascita di nuove infrastrutture, quelle
stradali in particolare, hanno l’unità di misura nella decina non
nell’unità: il tempo breve è di 10 anni, il medio di 20, il lungo, di
trenta.
Mi mandarono nel 1982 alla società autostrade a proporre la liberalizzazione
dell’A14 bis (risero, mi ricordarono che loro le autostrade le fanno, non le
vendono!) e ci sono voluti vent’anni, pur non dovendo realizzare strade
nuove.
La E45 Orte-Ravenna fu “decisa” nel 1950, con il trattato europeo: è stata
finita dopo 45 anni.
La strettoia da Cesenatico a Rimini sull’Adriatica è stato lo scandalo dei
giornali, tedeschi in particolare, per mezzo secolo.
In questi giorni iniziano i lavori della tangenziale di Alfonsine, sempre
sulla statale Adriatica. Era la prima priorità del Sindaco Torricelli, oltre
vent’anni fa, quando veniva a discuterne in Provincia.
Ma il momento in cui si dà una buona notizia (quella finalmente dell’avvio
di quei lavori) è il migliore per accompagnarlo ad altre.
Ravenna e la sua provincia sono scollegate dal nord dell’Italia e
soprattutto dell’Europa, da quando duemila anni fa, i Romani, arrivando a
Rimini, per cause di forza maggiore (!), deviarono su Bologna per “andare
su”
La Statale Adriatica sino a Ferrara, rappresenta lo sbocco immediato (sempre
con gli anni contati per dieci) per andare a Nord,appunto, essendo la Romea
la strada dei Lidi Nord e del Parco.
Il completamento della ristrutturazione dell’intero ultimo tratto nord della
statale Adriatica, collegherà Ravenna (e la sua provincia) con Ferrara e
quindi con la grande rete autostradale internazionale.
La realizzazione della Cispadana, la Ravenna-Parma, è oggi la prima priorità
della Regione Emilia-Romagna, “arricchita” da progetto del collegamento
autostradale Ferrara-Brennero.
Della serie quindi che, dopo la Tangenziale di Alfonsine che percorreremo
tra una ventina di mesi, per gli ultimi chilometri che mancheranno ancora
per completare la ristrutturazione da Ravenna a Ferrara, si prevedono
“tempi brevi”.
Arrigo Antonellini |