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Si parla
molto in queste settimane della disaffezione verso la politica degli
italiani, della loro sfiducia nei confronti dei partiti, anche alla luce di
dati oggettivi, come il solo 5 per cento di iscritti e il 25% di astensioni
al voto. Tema estremamente pericoloso, perchè classico dei periodi
predittatoriali: ovviamente non le dittature dei colpi di stato armati, ma
quelle, terzo millennio, dell'uomo "forte", cui dare incondizionata fiducia.
Mi consola che di crisi della politica, si parlava anche quando avevo vent'anni
(due anni fa!?).
Tra le tante ragioni di cui parlano i media per il crollo del livello di
fiducia (i costi della politica, l'applicazione del manuale Cencelli per la
spartizione dei posti di potere, l'età dei leader, i legami con il potere
economico internazionale, nazionale e locale, i livelli di litigiosità
permanente e tanti altri ancora), mi pare significativo un episodio, a
proposito appunto dell'ultimo di questi temi, la litigiosità, ma non tra i
due schieramenti, quanto invece tra uno solo di questi, l'attuale
maggioranza.
Da qualche mese si è scoperto che il Governo può contare su risorse
finanziarie aggiuntive, rispetto al previsto: il cosiddetto "tesoretto".
Un motivo per ritrovarsi, tutti i leader del centro sinistra, davanti ad una
bottiglia di brut (rigorosamente italiano) per festeggiare?
NO, una delle ragioni che maggiormente sta mettendo a rischio la stessa
sopravvivenza del Governo!
E poi ci dicono di pagare le tasse? Viene da pensare, agli elettori
dell'attuale maggioranza, che sarebbe stato davvero meglio non farlo!
Certo che le convivenze funzionano meglio quando non interviene il "lurido"
denaro a mettere zizzania, ma così è davvero troppo!
Arrigo Antonellini |