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Ci
ritroviamo più numerosi del previsto noi irriducibili superstiti delle
biciclettate domenicali e, animati dal clima insolitamente mite per questo
periodo autunnale, lì per lì, decidiamo la nostra meta odierna, anche perché
al nostro tacito appuntamento non si è presentato nessuno dei soliti
organizzatori. Qualcuno propone con entusiasmo: “Andiamo a Solarolo, c’è la
festa dei sabadoni!”. La proposta è subito accolta e dopo una breve consulta
tra i nativi della zona, che conoscono alla perfezione ogni angolo più
recondito del territorio, viene deciso il percorso, che a me, lughese di
adozione, appare come un labirinto di sentieri, argini, canali, ponti e
ponticelli, tra cui lascio vagare lo sguardo, incantata dalle macchie di
colore che si mescolano sullo sfondo verde della campagna. Il rosso acceso
di alcune bacche occhieggia tra i cespugli, il giallo-oro del fogliame
spicca tra gli alberi che prima di spogliarsi si vestono dei colori più
lussureggianti; i frutti arancioni dei cachi ornano come addobbi natalizi i
rami spogli … E arriviamo a Solarolo in festa: stand gastronomici mostrano
scenografie allestite con prodotti e frutti di stagione, in una sinfonia di
colori e odori che inebria i sensi. I più golosi di noi si fermano allo
stand dove sono in vendita i sabadoni, una specie di tortelloni dolci con un
ripieno di castagne e fagioli, irrorati di saba, un mosto concentrato
dolcissimo, un vero nettare… Le ricette per il ripieno dei sabadoni variano
da zona a zona: questi sono morbidissimi e imbevuti di saba. Sarà l’effetto
della saba, ma il ritorno è come in un sogno ed è bello pedalare lentamente
tra il dipanarsi di argini e canali.
Velia Ferrioli |