SUONA IL CAMPANELLO! NON APRIAMO, SPALANCHIAMO LA PORTA

 

Buongiorno direttore,
questa è la prima volta che scrivo a un giornale web e cercherò di essere sintetica per non togliere spazio ad altri.
Conosco bene la sua bella città anche se manco da un po' di tempo. Mi complimento con Lei per la Sua iniziativa, per lo spirito critico ma anche per la valorizzazione del territorio che traspare da ogni articolo pubblicato.
Se è vero che dobbiamo essere cittadini del mondo è pur vero che la dimensione locale e le nostre radici influenzano fortemente il nostro carattere e i nostri valori
Pavaglione.net ci racconta il passato ma ci tiene aggiornati su presente e sul futuro dei luoghi e fa sentire anche noi che viviamo a km di distanza parte di una comunità viva e piena di iniziative, e condivido in pieno la linea del Pensiero Positivo.

Volevo quindi proporLe uno spunto di riflessione.
Con il termine OUTSIDER si definisce un atleta che, pur non essendo tra i favoriti di una gara, la vince o comunque si distingue per aver dato un'ottima prova di se'.
Tanti complimenti quindi agli atleti della Gattelli per le brillanti prestazioni e per il messaggio che hanno saputo trasmettere con il loro entusiasmo e il loro senso dello sport. Ma al di là del campanilismo, mi chiedevo: ma perché ci piacciono tanto gli outsider?
Nello sport
In politica
Ovunque ci sia una competizione.
Forse che tutti vogliamo... pensare positivo e fino all'ultimo pensare che i giochi siano aperti e non siano sempre I SOLITI a vincere?
Simona G.

Abbiamo scelto un titolo che potrebbe far pensare all'accoglienza, tema del resto assolutamente consono al nostro giornale nuovo, ma come avete letto non è di questo che si tratta. Anche se quando la gentile lettrice (non lughese!) parla di "bella" città, forse la calda ospitalità del "cuore della Romagna" non è estranea al suo lusinghiero giudizio.
Il campanello, già: la Prima lettera in redazione. Un Evento che non può passare sotto silenzio per un giornale che faccia del dibattito, dello scambio di idee e quindi del confronto, la sua prima ragione di vita.
Che poi, come accennato, la prima lettera ci arrivi da fuori Lugo, ci fa ancora più piacere. Del resto fa parte del gioco, il gioco moderno della rete dove tutti possiamo sapere di tutti, che costituisce la più grande rivoluzione degli ultimi decenni e nel quale abbiamo voluto essere, pur nella limitatezza delle risorse (umane e finanziarie), protagonisti. Già, cittadini del mondo lughesi, dicevamo nelle prime righe, quando solo un mese fa, abbiamo aperto.
Simona (signora, signorina?) ci parla, con una considerazione estremamente intelligente, della Gattelli, la più bella realtà lughese degli ultimi mesi, quella che, non a caso come attesta questa stessa prima lettera, ha portato il nome della nostra città fuori dai confini comprensoriali, molto fuori e molto in alto!
Condividiamo la motivazione espressa dalla nostra lettrice circa le preferenze verso gli outsider, in tutti i settori della competitivissima (se ci è permesso il termine) società di oggi! Una competizione sempre più estrema: dalle scuole elementari (quando non si passa più in compito al compagno di banco), alla ricerca del lavoro, alla scelta della casa, dell'auto, di un abito, alla carriera, allo stesso sport.
E che la Gattelli ci abbia insegnato che dentro al sistema della competitività (i primi due set di Mantova) si può anche predere, e dentro a quello del divertimento e del gioco (il dominio nel terzo) si può anche vincere (se l'arbitro non sabaglia e la fortuna ci assiste), ci aiuta a riflettere in quale logica stressante abbiamo deciso di vivere. E che allora almeno le nostre simpatie, come giustamente dice Simona, vadano per Davide (la Gattelli) e non per Golia (Mantova, strapagati, strallenanti e mediamente 10 cm più alti dei nostri) significa che dentro abbiamo ancora del buono: già, Penso Positivo!
Saremmo davvero lieti ci venisse a trovare, Simona... nella camera degli ospiti.

Arrigo Antonellini

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