
SUOR INNOCENZA AL CENTRO SOCIALE CA' DI CUNTADEN
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Sono numerosi gli insegnanti, i genitori e gli alunni
che hanno conosciuto suor Innocenza, al secolo Nicolina Turchi, quando
dirigeva la Scuola Materna “Maria Immacolata”, delle suore di S. Francesco
di Sales a Massa Lombarda. Una direttrice efficiente ed aggiornata, una
madre affettuosa per tutti i bambini, perciò molto amata e stimata. E tutti
ricordano quando, fra la sorpresa, ( benché non fosse nuova all’esperienza
missionaria) l’ammirazione e la delusione di essere lasciati, annunciò la
sua partenza, per Sao Bernardo, rinunciando ad una vita sicura, seppure
piena di responsabilità. Se ne andava all’altro capo del mondo, in missione
fra i più poveri dei poveri, fra assoluta indigenza, miseria e malattie, a
San Paolo del Brasile. Da allora sono trascorsi oltre 15 anni e Suor
Innocenza, che ha superato i 60, ma non li dimostra, ha lasciato davvero
poche volte i suoi amici, un ritorno a casa, in media, ogni 4 anni. Però, ha
sempre mantenuto i contatti con tante persone del luogo, per chiedere e
ricevere gli aiuti generosamente inviati che vengono, poi, distribuiti, a
seconda delle esigenze, sotto forma di cibo, vestiario, materiale
scolastico. Da due anni, ormai, si è trasferita a Santos, una località che
dista circa 70 km da San Paolo, dove l’opulenza stride con l’immenso
degrado, fra le favelas di una comunità ancor più povera, bisognosa di
tutto, senza strade, senza luce, senza medici né ospedali, dove le case,
come la suora ci ha raccontato, sono di cartone, con una sola stanza, senza
pavimento, né letti, né servizi. Manca un edificio, un asilo dove ospitare i
ragazzi di strada e, lei, vorrebbe costruirlo, mentre, per ora, ogni sabato
li raccoglie, col magnifico rapporto che sa stabilire, nello spazio prestato
da una benefattrice. Instancabile, impiega il resto del suo tempo a visitare
le baracche, a dare consigli, a distribuire quanto serve per sopravvivere,
con la solita forza e la sua inesauribile dedizione. Un mese fa è ritornata
a Massa Lombarda ed ora è già in partenza, ma ha voluto visitare amici e
benefattori, fra i quali anche gli anziani del Centro Sociale “Ca di
Cuntadèn” di S. Agata. Questi, da tempo, hanno adottato “a distanza” due
bambini della sua comunità per farli crescere meglio, assieme alla loro
famiglie, composte, come tante, solo dalla madre con numerosi figli. Si
chiamano Katljn e Andressa e, per ora, crescono bene. |