
CRESCE IL TERZO PARTITO
Non
è quello di centro, il terzo partito che cresce, visto
che ancora non c’è, semmai ci sarà.![]() La semplificazione della lettura del sempre complesso sistema politico italiano, composto da decine di partiti, porta però a leggere i risultati elettorali da parte dei media come una “partita” a due, giocata tra centrosinistra e centrodestra. Una lettura, tra l’altro, che evidentemente piace ai clienti dei giornali, delle Tv e delle radio, visto che sono esperti nella vendita del loro prodotto e quindi nell’andare incontro ai gusti della gente. E molti sostengono che poi questa semplificazione tre due poli, piaccia soprattutto ai giovani. Ma i poli non sono due, in realtà sono tre e tutti e tre, più o meno ormai dello stesso peso, con percentuali di preferenza da parte degli italiani più o meno simili. Domenica e lunedì, sino addirittura alle 15, e quindi con tantissimo tempo a disposizione per votare, negli otto comuni capoluogo, il 36,8% degli aventi diritto al voto ha detto no, grazie, non ci vado. In provincia di Genova, addirittura il 51,8%. Ci mancano poi i dati delle schede bianche e nulle. E siccome questo terzo polo non ha ovviamente rappresentanti ufficiali, spetta alla stampa, se vuole farlo, dichiararne la vittoria (!) sugli altri due, di poli. Il nostro giornale nuovo, anche se non si è votato da noi, intende farlo, perché ai rappresentanti dei due poli “sconfitti” vuole suggerire che qualcosa devono cambiare, e in fretta, se non vogliono essere travolti. Non stiamo infatti parlando di un dato statico, ma di un trend in continua crescita. Arrigo Antonellini |