TRA DUE O PIU’ FUOCHI?

Alla notizia della convocazione da parte di Giuseppe Taroni di un incontro dei cattolici simpatizzanti del Pd per domenica prossima 6 aprile, a San Lorenzo, abbiamo avuto due “reazioni” che per la verità, ad una prima lettura, appaiono l’una l’opposta dell’altra.
Da un lato, qualche cattolico ci ha definiti “inutili idioti” per la nostra simpatia, appunto per il Pd.
Dall’altro, qualche altro cattolico si è stracciato le vesti (per carità, senza “estremismi” ma solo per una nota di colore) nel vedere che un cattolico voglia “distinguersi” dagli altri, chiamali per semplicità, laici, nel suo impegno in politica.
Sarebbe troppo facile semplificare dicendo che le due reazioni contrarie, si annullano, dandoci automaticamente ragione, per lo meno nella nostra volontà di trovarci a discutere, a ragionare insieme.
Ma è proprio questo il punto che vorrei sottolineare, questa esigenza del confronto e del discutere insieme. Ho sempre rifiutato, considerazione assolutamente personale, l’ipotesi di affrontare il tema del mio impegno in politica solo con la mia coscienza, con la MIA Fede.
Così come è necessario che il cammino di Fede sia un cammino comunitario (non dirò più che faccio affermazioni solo assolutamente personali), credo di non scandalizzare nell’accostamento, nel dire che anche l’impegno in politica dei cattolici debba essere una scelta, sì, personale, ma confrontata e condivisa con i mie fratelli nella Fede. Certo, per arrivare a scelte diverse, ma nel confronto…
Evitando ovviamente di esprimere qualsiasi giudizio su chi faccia scelte diverse dalle mie.
L’iniziativa di Taroni è splendida: troppo riduttiva definirla coraggiosa, perchè è di più, è necessaria.
Ed anche tempestiva, e si sa quanto i tempi in politica siano fondamentali.
Tra un anno sceglieremo gli amministratori dei nostri Comuni. Forse non siamo sufficientemente consapevoli del dato che la qualità della vita, ma soprattutto l’humus, il terreno, su cui costruiamo il percorso della nostra vita, della nostra famiglia, dei nostri figli, a partire dal tema prioritario dei Valori, è molto più condizionato dalle scelte di Raffaele Cortesi che non da quelle di Romano Prodi e di chi verrà dopo di lui.
E forse non siamo stati sufficientemente consapevoli che negli ultimi anni diversi cattolici hanno assunto ruoli di grande responsabilità diretta in questa “influenza”, così come è altrettanto vero che potrebbe essere che ciò avvenga anche sino almeno al 2014.
Un anno è un tempo brevissimo: forse già troppo breve per “ragionare” e confrontarsi in profondità su questo e per dare successiva attuazione ai percorsi giusti e corretti che gli esiti di tale confronto produrrà.


Arrigo Antonellini

Back