|
Dopo
aver superato brillantemente la sfida storica nella caccia al tesoro di
domenica scorsa nel centro di Lugo, i nostri amici cicloturisti, già in
numero piuttosto consistente, alla seconda pedalata del 2008 si sono diretti
a Fusignano. L’aria mite e l’allegro vociare hanno accompagnato il percorso
lungo la via del Pero e sotto l’argine del Senio fino ad arrivare nella
piazza Maggiore davanti alla chiesa del Pio Suffragio. Qui, osservando la
lapide di Arcangelo Corelli posta nella facciata della chiesa, il ricordo è
andato alle vicende di cui nel corso del 600 furono protagoniste le due
famiglie rivali dei Corelli e dei Calcagnini: la storia ci dice che la
chiesa fu edificata nel 1756 nel luogo dove nel 1632 era stato arato e
cosparso di sale il suolo su cui sorgeva la casa di Ridolfo Corelli,
antenato di Arcangelo e caporione della congiura contro i Calcagnini, le cui
membra squartate erano state appese sopra la porta. Sempre tornando indietro
nel tempo, scopriamo che il nome Fusignano ha un’origine latina e allude al
fuso, ancora presente nello stemma cittadino. Nel 1250 i conti di Cunio,
proprietari della zona, dopo una terribile alluvione scelsero il Fundus
Fuscinianus per riedificare il loro castello di Donigallia andato distrutto,
ma poi, in seguito a lotte tra fazioni e paesi limitrofi il castello fu
ceduto, finché venne in possesso degli Estensi di Ferrara. Nel 1465 Borso d’Este
donò Fusignano in feudo alla famiglia Calcagnini,che tenne la signoria fino
al 1796 e fu responsabile appunto di quel fatto di sangue passato alla
storia con l’espressione “Guasto dei Calcagnini”. Ma il nome di Arcangelo
Corelli non evoca solo fatti cruenti: ci fa pensare alle composizioni
musicali che l’hanno consacrato come il più grande violinista dell’epoca
Barocca. E pure alla musica rimanda il nome di un altro fusignanese
illustre: Lorenzo Alberani, direttore d’orchestra, fondatore della sartoria
teatrale Alberani. Per non parlare di un’arte un po’ meno nobile ma
sicuramente più popolare come il calcio: tutti sanno che Fusignano ha dato i
natali ad Arrigo Sacchi! Il nostro interesse storico è ormai stato appagato
e decidiamo di dirigerci verso Villa Prati per poi imboccare la pista
ciclabile per Bagnacavallo. Qui la natura prende il sopravvento sulla storia
ed è rasserenante nei suoi colori primaverili; le distese rosa dei peschi in
fiore si perdono sullo sfondo azzurro del cielo ed il giallo intenso delle
mimose è una nota vivace in mezzo al verde dei campi: sembra proprio di
pedalare in un grande giardino!
Velia Ferrioli |