|
Con
il 94% dei voti favorevoli (575 su 610) l’assemblea dei delegati delle
Acli ha confermato Andrea Olivero alla guida delle Associazioni
cristiane dei lavoratori italiani.
Le elezioni, a scrutinio segreto, si sono svolte nella terza giornata
del 23° Congresso dei lavoratori cristiani, in corso a Roma, presso l’Ergife
Palace Hotel. Punto di arrivo di un intenso percorso democratico sul
territorio, che ha visto svolgersi dall’inizio dell’anno 98 congressi
provinciali e 20 congressi regionali, con 2781 consiglieri e 118
presidenti eletti.
Andrea Olivero è il dodicesimo presidente nazionale delle Acli. A 38
anni, è il terzo presidente più giovane di sempre, dopo Emilio Gabaglio,
eletto a 32 anni nel 1972, e Ferdinando Storchi, eletto trentacinquenne
nel 1945.
Nato a Cuneo il 24 febbraio 1970, laureato in lettere classiche a
Torino, insegnante, Andrea Olivero ha iniziato la sua storia nelle Acli
nel 1992, promuovendo nella sua provincia natale l’Ipsia (Istituto,
pace, sviluppo e innovazione delle Acli) per un importante progetto di
cooperazione internazionale in Bosnia Erzegovina, oltre ad altre
iniziative in Kenya e Brasile.
Il presidente Olivero ha chiesto alla sua associazione il coraggio di
saper rinnovare le proprie forme organizzative e la propria presenza sul
territorio, nella consapevolezza – ha detto – che «un’organizzazione
sociale che non innova può essere non solo inutile, ma persino dannosa
per il Paese». Ha puntato sulla formazione sociale e politica degli
iscritti e dei dirigenti – con la proposta di una Fondazione intitolata
al fondatore delle Acli Achille Grandi - e sull’integrazione delle reti
di circoli e servizi con la proposta dei “punti famiglia” per costruire
percorsi di “cittadinanza familiare”. A caldo, prendendo la parola di
fronte ai delegati appena proclamata l’elezione, ha detto: «Spero che il
vostro entusiasmo corrisponda alla voglia di fare ancore le Acli nel XXI
secolo. Viva le Acli». |