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Avere
20 anni, 30 anni oggi, è cosa non invidiabile. Eppure è nella natura
dell’uomo, ricordare con nostalgia la sua giovinezza. Non credo sia mai
successo che la proposta ad un quarantenne di tornare ventenne, abbia avuto
la possibilità di essere rifiutata, come può capitare di sentire oggi...
A quaranta, “di solito”, si ha un lavoro, una famiglia, una casa, in
sintesi, qualche buon livello di sicurezza. A trenta sono tanti, oggi, i
ragazzi che ancora non ne hanno! Ma soprattutto ciò che non hanno, è un
“modello”. Sì, non solo e non tanto sicurezza materiale, ma soprattutto
insicurezza sui valori, già “sul cosa fare e perchè della loro vita”.
Ai giovani, dai 20 ai 30, le Acli lughesi, da una decina d’anni, propongono,
con il loro “progetto Giovani”, di stare in parrocchia ad “occuparsi” dei
ragazzini, di fare gli educatori.
Gara dura? Eppure ci sono. A Lugo, come in tante parti d’Italia. Ci sono
nelle parrocchie di Lugo in tanti, anche se i giornali ovviamente non ne
parlano.
E’ di loro che si parlerà invece lunedì prossimo 15 settembre, alle ore 18,
nella chiesa di San Gabriele (zona stadio-piscina), a Lugo.
Lo si farà lì, perchè questa giovane parrocchia festeggia i suoi primi
trent’anni e lì di giovani educatori di Azione Cattolica ce ne sono, come
tanti altri, anche di altri movimenti, ce ne sono nella altre parrocchie di
Lugo.
Se ne parlerà con il Cardinale Ersilio Tonini, con il Vescovo di Imola,
Tommaso Ghirelli, con il sindaco di Lugo, Raffaele Cortesi, con il
presidente provinciale delle Acli, Raffaele Clò e ovviamente con tutti i
giovani che vorranno essere presenti, alcuni dei quali porteranno anche la
loro personale testimonianza.
Ovviamente un’iniziativa che ha loro, per protagonisti, ma aperta a tutti
coloro i quali ritengano che “i giovani siano importanti”.
Il presidente del Circolo Acli di Lugo
Arrigo Antonellini |