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Mercato
equo e sostenibile come sempre è stato protagonista a Terra Futura, la
mostra-convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità
economica, sociale e ambientale, che si è chiusa alla Fortezza da Basso di
Firenze con un bilancio di 94.000 visitatori, 550 espositori, 5.000 realtà
rappresentate, 220 convegni, 160 momenti fra animazioni e laboratori
interattivi di buone prassi.
Il fatturato italiano totalizza all’anno 115 milioni di euro di valore al
pubblico (l’80% dei quali è concentrato nel settore alimentare),
distribuendo i suoi prodotti per metà attraverso le botteghe del mondo e per
l’altra metà tramite i supermercati.
La tre giorni di Terra Futura a Firenze ha visto ritornare più volte la
discussione sulla necessità che la certificazione sociale si coniughi con le
esigenze ambientali: questo è il nocciolo duro anche della strategia di
Fairtrade Transfair Italia, il marchio di garanzia dei prodotti equi e
solidali nel nostro Paese. «Abbiamo sempre lavorato per il miglior sistema
possibile di relazioni commerciali fra i Paesi ricchi e i produttori del Sud
del mondo – spiega ADRIANO POLETTI, amministratore delegato Fairtrade Italia
intervenuto a Terra Futura –, ma proprio perché i nostri prodotti
attraversano interi continenti, rappresentano anche la filiera lunga della
produzione che, per quanto “giusta” dal punto di vista sociale, deve
affrontare le relative implicazioni di impatto ambientale (a partire dai
sistemi di trasporto merci cui anche noi ci appoggiamo), e che diventano
centrali nell’attuale situazione di emergenza climatica».
Di
pari passo con la certificazione sociale deve andare anche quella biologica.
Fairtrade Italia ha sempre incentivato attraverso una retribuzione più alta
i prodotti biologici, che rappresentano il 65% delle merci che certifica.
Una realtà sempre più importante, quella del marchio di garanzia Fairtrade,
che a livello mondiale registra una crescita del 47%, come testimoniano i
dati più recenti predisposti per Terra Futura: sono oltre un milione e mezzo
i produttori e i lavoratori in 58 Paesi in via di sviluppo che ora
beneficiano del circuito; i dati di vendite globali parlano per il 2007 di
ben 2,3 miliardi di euro. Per categorie di prodotto, risultano quadruplicate
le vendite dei succhi, raddoppiate quelle dello zucchero, mentre le vendite
delle banane si attestano al +72%; il tasso di crescita per il caffè è del
19%.
Uno sguardo ai Paesi compratori vede Svezia e Norvegia in testa per tasso di
crescita dei mercati, pari rispettivamente al 166% e al 109%. Il valore
delle vendite Fairtrade, invece, colloca ai primi posti Inghilterra
(incremento del 72%) e Stati Uniti (incremento del 46%). Il record mondiale
per il consumo pro capite, infine, è svizzero, con 20,8 euro spesi dai
consumatori in prodotti Fairtrade.
Trend non altrettanto straordinari, seppure positivi, in Italia, con una
crescita a valore del +12% tra 2006 e 2007, una percentuale stimata in circa
38 milioni di euro di vendite Fairtrade: caffè e cacao che crescono del 23%,
tè del 36%, mentre il cioccolato solo del 9%. Crisi per il miele
equosolidale, con una perdita del 18%. Bene come al solito frutta fresca,
noci e frutta secca.
Numeri che hanno portato il mondo del commercio equo italiano a misurarsi a
Terra Futura col tema portante di questa quinta edizione: il bisogno di
alleanze. Una consapevolezza importante per una realtà che si è divisa per
anni fra chi sosteneva la necessità di investire sulla distribuzione dei
prodotti equi e solidali e chi invece puntava sulla comunicazione. Secondo
POLETTI: «In Italia dobbiamo assolutamente uscire dalla nicchia dei 6
milioni di consumatori che conoscono il commercio equo e mettere in piedi
una massiccia campagna di comunicazione, creando solide alleanze con il
mondo dei media e cercando l’appoggio fondamentale di noti testimonial.
Alleanze - continua – che devono guardare anche al mondo del profit senza
paure né ideologie, come dimostrano i rapporti di collaborazione che
Fairtrade Italia intrattiene con le 80 imprese che hanno deciso di
sperimentare pratiche di commercio diverso, rispettose della dignità delle
persone e dell’ambiente».
E sono proprio le alleanze e il lavoro di rete che hanno portato alla
costituzione di Zoes, il portale della sostenibilità e dell’economia
solidale presentato a Terra Futura, nato grazie alla collaborazione tra
Fondazione Culturale Responsabilità Etica e Fondazione Sistema Toscana.
«www.zoes.it intende mettere in rete le
persone che si occupano di buone pratiche e di stili di vita sostenibili –
spiegano i promotori -: è una piattaforma che connette organizzazioni, enti
locali, progetti e iniziative della società civile, oltre che uno strumento
pensato per dare ai produttori la possibilità di autocertificare la
responsabilità sociale e ambientale dei loro prodotti. Un’iniziativa dove la
tecnologia dell’informazione diviene servizio per i cittadini e la società
tutta, uno spazio web per orientarsi nel mare magnum dell’economia solidale
e creare sinergie e possibilità di scambio».
Terra Futura è stata promossa e organizzata da Fondazione Culturale
Responsabilità Etica Onlus per conto del sistema Banca Etica (Banca Etica,
Consorzio Etimos, Etica SGR, Rivista ”Valori”), Regione Toscana e
Adescoop-Agenzia dell’Economia Sociale s.c., e realizzata in partnership con
Acli, Arci, Caritas Italiana, Cisl, Fiera delle Utopie Concrete, Legambiente,
in collaborazione con Provincia di Firenze, Comune di Firenze, Firenze Fiera
SpA, e numerose altre realtà nazionali e internazionali.
Alessandro Antonellini |