ASCOM E CONFESERCENTI SUL PSC

Per quanto attiene il Piano Strutturale Comunale (PSC) elaborato dai Comuni dell’area Lughese in forma associata, Associazione Commercianti e Confesercenti di Lugo hanno presentato ai Sindaci dei Comuni di Bagnacavallo, Conselice, Cotignola, Fusignano, Lugo, Massa Lombarda e Sant’Agata sul Santerno le osservazioni di seguito riassunte.

1.
In primo luogo si è richiamato integralmente il contenuto del documento delle Associazioni Imprenditoriali della Bassa Romagna del 13 settembre 2007. In particolare in tale documento si chiedeva che nella predisposizione del PSC venisse contenuta l’espansione di nuove aree commerciali, per impedire che la particolarità del territorio Lughese, fatta di un mix equilibrato di varie forme distributive, venisse alterata. A questo proposito si è ritenuto che le previsioni di nuove aree commerciali contenute nel piano siano eccessive e sovradimensionate, e che ciò impedisca di cogliere l’obiettivo del mantenimento e della valorizzazione dei centri commerciali naturali costituiti dai centri storici e delle località del forese. Tali previsioni vanno di conseguenza riviste, anche in considerazione del mutato scenario economico a medio e lungo termine, sia a livello di singolo Comune che a livello più complessivo. In particolare per quanto riguarda il Comune di Lugo e Cotignola va scongiurata qualsiasi previsione che possa consentire l’insediamento di nuove grandi superfici commerciali sia alimentari che extra-alimentari (outlet, ecc.), mentre per altri Comuni, come Sant’Agata sul Santerno, vanno ridimensionate le aree già previste ancora inattuate.

2.
Per raggiungere l’obiettivo di valorizzazione dei centri commerciali naturali occorre anche impedire spostamenti della geografia economica del territorio legati alla realizzazione di nuovi assi viari, quali il nuovo tracciato della S.Vitale, il nuovo tracciato della Naviglio, e tutti i rimanenti. Si ritiene che l’unico strumento utile atto ad evitare tutto questo sia rappresentato dalla apposizione di vincolo di inedificabilità lungo tali nuovi assi viari, al fine di impedire, come peraltro già rappresentato a suo tempo nel documento della Associazioni di impresa sopra richiamato, la perdita di visibilità ed appetibilità alla frequentazione dei centri abitati.

3.
Si ritiene che gli indici previsti per quanto riguarda la realizzazione di nuove superfici ad uso extra-abitativo siano sovra dimensionati, non in linea con gli obiettivi di maggior qualità del territorio, di minor dispendio di superfici, di evitare fenomeni di cannibalismo territoriale, di valorizzazione e riqualificazione del tessuto urbanistico esistente.

4.
Per quanto riguarda il territorio delle frazioni, paiono insufficienti gli strumenti previsti per la loro valorizzazione.

5.
Sono state avanzate osservazioni, infine, In merito alla cancellazione della possibilità di edificare in singole aree, in coerenza con quanto già detto in linea generale con l’osservazione di cui al punto 1, per un totale complessivo stimabile intorno ai 150.000 mq.

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