|

Economia, ambiente, clima, finanza alla Sala
Zanelli di Faenza
Economia, ambiente, clima, finanza. Sono solamente alcuni dei temi toccati
nell’incontro a conclusione dei Confronti d’autunno 2008 a cura della
Cooperativa di Cultura Popolare con il patrocinio del Credito Cooperativo
ravennate e imolese.
All’incontro, introdotto dal presidente della Cooperativa Pier Giorgio
Gualdrini e dal saluto del Direttore Generale della BCC Edo Miserocchi, sono
intervenuti Massimiliano Marzo, docente di Macroeconomia all’Università di
Bologna, e Serge Latouche, noto per la teoria della decrescita e docente di
Scienze Economiche all’Università di Parigi Sud.
Entrambi i relatori hanno espresso preoccupazione per la crisi economica che
il mondo sta oggi attraversando, così come hanno concordato sulla necessità
di cambiare “stile di crescita”. Le somiglianze si sono, però, fermate qui.
Se per Latouche l’unica soluzione possibile è quella di una de-crescita o,
meglio, di una “a-crescita”, per Marzo “non possiamo pensare di spegnere
tutto: il problema è cambiare il motore e non ridurre il numero di giri”.
“Se continuassimo a crescere e consumare ai ritmi di oggi - ha argomentato
Latouche, facendo riferimento alla teoria dell’impronta ecologica - nel 2050
saranno necessari 30 pianeti come il nostro per sostenere il passo (consumo
di materie prime, inquinamento, rifiuti)”. E al genere umano non resteranno
che due soluzioni possibili “Scomparire o cadere nella disperazione totale -
ha concluso il professore francese citando Woody Allen - il primo caso si
avrà se ci scontriamo contro i limiti del nostro pianeta, il secondo in caso
di crescita negativa. Esiste tuttavia una terza possibilità: quella di
de-crescere”. Secondo l’economista bolognese va invece cambiato lo stile
della crescita. “Va ripensata la struttura produttiva, cambiato il modo di
produzione affinché siano i beni immateriali e i servizi a crescere”, questa
è per Marzo la vera sfida. “L’economia ha perso la centralità dell’uomo, il
concetto di bene comune, a vantaggio di un bene totale”, che è quello che ha
poi portato alle distorsioni e alle disuguaglianze nella distribuzione del
reddito e alla attuale crisi.
Molte le persone che sono intervenute nel dibattito, in una sala Zanelli
decisamente gremita. |