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Ieri, domenica, nelle chiese,
è stato letto il Vangelo delle Beatitudini, cosi
commentato da Giuseppe Lipari sul settimanale "la Domenica":"Un discorso
capace di provocare un salutare discernimento in ciascuno di noi. Certo,
questo messaggio è agli antipodi del sentire mondano; anzi è alla
lettera
non-credibile. Possiamo domandarci: chi è beato? Il ricco che giorno
dopo
giorno vede aumentare la sua solitudine e il suo amore di se stesso, o
il
povero che nella sua indigenza forse deve aprire la mano per implorare
un'elemosina, il suo bisogno dell'altro, e così apre vie di condivisione
e
di comunicazione? E' beato chi è sazio e non cerca nulla nè attende più
nulla, o chi è sempre alla ricerca di giustizia umana?".
Ancora, Madì Drello, nella stessa rivista che accompagna le liturgie
domenicali, scrive:"Le Beatitudini s'incarnano in volti precisi, quelli
familiari, degli amici, di chi passa accanto, dei diversi e dei
lontani".
Durante la Liturgia di ieri, si è poi anche pregato così:" Dona ai
governanti e ai potenti della terra la volontà e la forza di impegnarsi
per
il bene comune, affinché tutte le forme di miseria e di povertà vengano
combattute, in nome della giustizia e dell'uguaglianza di ogni uomo".
ana
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