CNA COSTRUZIONI

Assemblea di CNA Costruzioni, Walter Alessandrelli è il nuovo presidente


L’Assemblea congressuale ha eletto presidente di CNA Costruzioni Ravenna, Walter Alessandrelli. Il nuovo presidente è un imprenditore di Faenza che si occupa di recupero e manutenzione dei fabbricati. Sarà affiancato, in qualità di vicepresidente, da Davide Pezzi, titolare di un impresa edile di Russi.
Oltre ad Alessandrelli e a Pezzi, il Consiglio provinciale di CNA Costruzioni è stato completato con l’elezione di Alfeo Poli di Faenza, Gianfranco Carattoni, Pierluigi Fanti, Paride Poggiali, Andrea Siboni, Juri Tramonti e Paolo Versari di Ravenna, Giulio Contoli di Fusignano, Giancarlo Moretti, Paolo Piatto, Terzo Placucci, Salvatore Succurro ed Elmo Vitali di Cervia.
Questi imprenditori, in ragione delle loro caratteristiche e competenze tecniche, nonché dell’esperienza maturata in molti anni di partecipazione alla direzione di diverse strutture associative sapranno sicuramente svolgere, in maniera completa e adeguata, la funzione di rappresentanza e tutela degli interessi delle imprese associate.
La relazione del responsabile provinciale, Franco Ventimiglia, ribadendo l’importanza del ruolo della CNA e delle imprese associate e le importanti proposte avanzate per lo sviluppo dell’intera comunità, ha toccato temi di importanza strategica per le imprese, evidenziando la funzione di sostegno all’economia del settore che in fase di crisi economica, è svolta dalle opere pubbliche. La necessità di avviare tutte le opere pubbliche necessarie alla qualificazione del territorio e per l’ammodernamento delle infrastrutture di comunicazione, ha il vantaggio che, con il superamento della crisi, imprese e cittadini si troveranno di fronte un ambiente più favorevole e adatto alla nuova fase di crescita.
Il deficit di bilancio impone, però, scelte oculate: devono essere scelti obiettivi che tengano in considerazione l’interesse complessivo del Sistema Paese, privilegiando opere come il collegamento Cesena Mestre o altre infrastrutture piuttosto che opere faraoniche scollegate dall’intero sistema. L’adozione di piani di investimento pubblici e i relativi risvolti economici, hanno effetti più o meno positivi anche in relazione ai sistemi di programmazione e di affidamento di tali opere, il Codice degli Appalti - dopo tre Decreti correttivi - sta aspettando ancora il Regolamento di attuazione.
Le proposte della CNA sono sempre state improntate all’ottenimento di una crescita di valore per l’intero Paese, non per difendere in maniera corporativa propri interessi di bottega, con la convinzione che il luogo migliore dove vivere e operare si realizzi mediante iniziative condivise che sviluppino il sistema nel complesso.
Un esempio da citare è la realizzazione de “Il Quaderno di Sistema CNA Cresme - Emersione del lavoro nero e riduzione del costo del lavoro in edilizia” da cui scaturirono le norme per gli incentivi del 36% per la manutenzione del patrimonio edilizio: incentivi fiscali rivolti ai cittadini che hanno avviato un ciclo virtuoso, permettendo di sviluppare occupazione, di avere città più curate e favorito la crescita di lavoro regolare. In maniera analoga, ma con l’ulteriore vantaggio di fornire un saldo positivo al consumo di energia del Sistema Paese, gli incentivi fiscali del 55% per chi attua interventi di contenimento energetico negli edifici.
Siamo convinti che questa iniziativa produca un saldo finale complessivo molto positivo e siamo rammaricati che il Governo abbia deciso, in modo frettoloso, di ridurne la portata, fissando e limitando il livello massimo di incentivi e l’iniziativa dei cittadini.
E’ stata illustrata agli imprenditori l’attività operativa di Assoacquisti, una società costituita dalla CNA e dalle imprese, aperta a tutti i soci che ne condivideranno lo spirito, per creare opportunità e sinergie nella ricerca di servizi e nell’acquisto di materiali, elementi sempre più importanti nel bilancio delle opere edili, e che costituiscono spesso la condizione essenziale per risultare competitivi sul mercato.
In conclusione, è stato presentato il progetto, che la CNA ha presentato alla nostra Regione “Ridisegnare e Ricostruire sostenibile” aperto da alcuni mesi al confronto con gli Enti locali del territorio. Questo progetto ha l’ambizione di sostituire gli edifici obsoleti e realizzare nuove costruzioni che rispettino l’ambiente, che riducano al massimo i consumi energetici, offrendo alla collettività un aspetto urbanistico migliore.
Con questa filosofia, i primi fabbricati che dovrebbero avviare i lavori sono senza dubbio i caseggiati costruiti fino al secondo dopoguerra, con materiali e criteri costruttivi ormai datati e che soprattutto hanno la caratteristica di essere grandi consumatori di energia. La CNA ritiene che il promotore pubblico o privato dell’opera - a fronte dell’iniziativa - possa ottenere un aumento della cubatura dell’edificio e, quindi, un numero di alloggi superiore del 30%.
Questo progetto è stato oggetto di discussione, soprattutto per le affinità con il Piano Casa ventilato, in queste settimane, dal Governo centrale e che come CNA siamo ansiosi di esaminare nei contenuti.
La CNA, per tutto quanto sopra detto, è convinta della necessità di intervenire a sostegno dell’economia nazionale con un Piano Casa che può fornire un contributo decisivo per la ripresa economica, ma ritiene che la proposta debba essere discussa con le Associazioni di categoria del settore e condivisa con le Regioni, che hanno il compito di legiferare, in questa materia, insieme allo Stato.
Questo confronto, fra le parte sociali e il Governo, per la realizzazione di un Piano Casa in grado di dare risposte anche a coloro che hanno bisogno di abitazioni, ci auguriamo possa concludersi a Roma il 22 aprile nella cornice degli Stati Generali dell’edilizia a cui la CNA non mancherà di dare un costruttivo contributo.

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