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Non ci piace fare i conti con i sondaggi, ma
questa volta facciamo un’eccezione perchè ci
avviciniamo a quelle che, abbiamo detto più
volte, sono le elezioni più importanti, le
comunali. Perchè il nostro singolo voto conta di
più e perchè il Comune è l’Ente, la cui azione
influenza maggiormente la nostra qualità della
vita. Non disponiamo ovviamente di sondaggi locali (nè
abbiamo i mezzi per pagarli!!?) e quindi
dobbiamo fare affidamento su quelli nazionali,
l’ultimo dei quali è stato appena pubblicato. Andiamo dall’alto al basso, come è giusto che
sia in democrazia. Ben il 39% al Pdl, meglio al sud e meno bene, si
fa per dire, al nord. Male il Pd, fermo al 28%. Solo nelle due isole
supera il 30%, con il 30,6. Al terzo posto, il “sorprendente” Idv, con
addirittura il 7,9%. Solo al quarto, la Lega che si ferma al 7,5%. Al quinto, l’Udc con appena il 4%, con un vero
tracollo nella circoscrizione insulare dove
scende addirittura al 2,5. Scendendo ancora, al sesto posto, Rifondazione
Comunista, con il 2,3%. I verdi al settimo, con l’1,3%. A “pari merito”, e quindi sempre al settimo,
Sinistra Democratica, sempre con l’1,3.
Al nono la destra di Francesco Storace con
l’1,2%
Al decimo e ultimo , il Pdci con lo 0,6%.
Certo che se questi fossero i risultati nella
Bassa Romagna, parlare di terremoto, sarebbe
poco. E’ noto come. storicamente (?), i
risultati elettorali da noi abbiano ben altro
colore, ma è altrettanto vero, per stare solo al
Comune capoluogo, che alle ultime elezioni, il
Pd, a Lugo, è rimasto sotto la soglia di quel
50% che consente di vincere le comunali al primo
turno... e se il trend nazionale è in calo...
Ma torniamo a Roma, al dato nazionale, l’unico
per il quale il sondaggio ha qualche validità.
Centro sinistra allo sfascio? In aritmetica c’è
un’operazione che dà sempre risultati
sorprendenti: la somma (ve ne siete mai accorti
quando fate un elenco di spese?).
Con i suriportati numeri, la somma dei
POTENZIALI voti del centro sinistra dà il 41,4,
contro il 46,5 del centro destra, con una
distanza ben diversa rispetto a quella di ben
undici punti tra Pdl e Pd.
Ma è nella storia della politica la maggiore
frammentazione della sinistra rispetto a quella
della destra, causa, in tanti paesi e in tanti
decenni di storia, di maggiori sconfitte della
prima, rispetto alla seconda.
Un richiamo alla Prodiana memoria della politica
dell’Ulivo? A quella del 51% di Enrico
Berlinguer? Sempre che alla sinistra “piaccia”
tornare al Governo prima della fine del
secolo...
Arrigo Antonellini
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