Crisi omsa
 

L’intervento dei vescovi di Faenza e di Imola
La crisi economica sta causando la perdita di numerosi posti di lavoro, e questa situazione richiede grande senso di responsabilità da parte di tutti: imprenditori, lavoratori e sindacati, governanti e amministratori.
Il rischio della perdita del lavoro per 350 persone dello stabilimento OMSA di Faenza coinvolge da vicino le comunità diocesane di Faenza e di Imola e ci spinge ad una riflessione.
Anzitutto, come cristiani sentiamo la necessità di incoraggiare la direzione dello stabilimento e tutta la realtà sociale e politica del territorio a fare il possibile per tutelare e far crescere l’occupazione, assicurando un lavoro dignitoso e adeguato al sostentamento delle famiglie.
Infatti, attraverso la tutela e la crescita dell’occupazione, si ribadisce nei fatti che la persona e il lavoro, e non solo il profitto, sono al cuore di ogni sistema economico.
Concretamente l’impresa OMSA ha realizzato fino ad oggi profitti grazie al lavoro dei suoi dipendenti. Crediamo non sia giusto scaricare i lavoratori per rimediare a una fase in cui si accusa un passivo o, addirittura, per migliorare la rendita. Fare ciò significa privatizzare gli utili e socializzare le perdite.
Occorre poi immaginare un nuovo patto sociale per superare la visione dualistica che caratterizza il paradigma economico attuale e che ha contribuito a scatenare la crisi: quella che contempla un mercato libero per far soldi e uno Stato assistenzialista per pagare i costi sociali.
La politica può invece valorizzare l’economia civile che caratterizza il nostro territorio.
Essa infatti non può avere solo la funzione di ridistribuire risorse, ma anche quella di creare lavoro, soprattutto per non lasciare indietro quelli che lo hanno perso e le famiglie che non possono aspettare. Sarebbe bene, per esempio, se gli amministratori studiassero un sistema per aiutare le cooperative e le imprese a occuparsi anche di ambiente, cultura, prevenzione, turismo. Potrebbe essere il cambio di paradigma per uscire forse dalla crisi con qualche prospettiva di ripresa, ripartendo dal lavoro non solo salvato ma anche creato.
Claudio Stagni, vescovo di Faenza-Modigliana
Tommaso Ghirelli, vescovo di Imola

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