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Da oggi venerdì 27 marzo, al cinema Giardino di
Lugo
"Ho
il furore d'amare. Il mio debole cuore è pazzo.
Non
importa quando, né importa chi o dove, che un
lampo di bellezza, di virtù, di valore splenda,
subito vi si precipita, vola, si lancia, e, nel
tempo d'un abbraccio, cento volte bacia l'essere
o l'oggetto che la sua scelta insegue".
Così
scrive, nelle prime righe, Paul Verlaine nel
1988 in "Ho il furore di amare", poesia dedicata
al suo compagno scomparso cinque anni prima,
Lucien Létinois. “Non importa chi” ci dice,
perché l’amore per alcuni non ha vincolo di
sesso, si rivolge alle persone al di là di
quella che è la loro sessualità. Il titolo della
prima regia di Umberto Carteni, "Diverso da
chi?", ribadisce proprio questa considerazione:
l’amore non ha limiti né convenzioni. E siccome
nella parte migliore della società di oggi,
quella che per fortuna non si interroga più
sulle scelte private d’amore che taluni operano,
ponendosi al di fuori da quella che altri
considerano "normalità", anche l’essere
omosessuale rischia di diventare una tipologia
definita di tipo umano, l’allontanarsi anche da
questo stereotipo, come succede al protagonista
del film, fa porre la domanda del titolo.
Ma
bando alle ciance e alle divagazione filosofiche
e dalla sintassi complicata. "Diverso da chi" è
una bella commedia. Satirica nella sua prima
parte, perfetta nelle delineazioni delle
strategie e dei personaggi politici, più virata
all’aspetto sentimentale, ma non per questo meno
divertente, nel restante. Lo sceneggiatore Fabio
Bonifacci e il regista Umberto Carteni,
raccontano una vicenda ad alto rischio
macchiette e banalità, data la delicatezza del
tema, trovando invece il giusto registro
narrativo, rimanendo credibili e simpatici anche
di fronte le svolte narrative più ardite. La
storia di questa strana coppia politica e poi
sentimentale, di un aspirante sindaco
dichiaratamente gay cui viene affiancato come
vicesindaco una novella Binetti, tutta casa e
chiesa seppur di centrosinistra, scorre per i
suoi cento minuti circa divertendo con
moltissime battute ad effetto (da "Qui dal ’48
si vince solo con tre parole. Centro, centro,
centro" a "Di solito i centristi parlano di
famiglia e poi vanno a puttane", passando per il
"Muro delle libertà"), riuscendo comunque a
parlare, senza morbosità, di un intenso amore:
quello che lega Piero sia ad Adele che,
soprattutto, a Remo. Merito va dato anche al
brillante cast: non solo i tre protagonisti,
Luca Argentero, Claudia Gerini e Filippo Nigro
si confermano tre bravissimi attori, forse, e
tutti e tre per ragioni diverse, non
completamente sfruttati o apprezzati per i loro
reali meriti ( chi comunque viene da un reality,
chi purtroppo, a parte i lavori con Verdone, non
riceve forse i copioni che meriterebbe e chi
ancora non è famoso al grandissimo pubblico, ma
non sbaglia un colpo), ma anche i ruoli di
contorno sono rivestiti da grandi professionisti
del sorriso come Francesco Pannofino, Antonio
Catania e Giuseppe Cederna. Mai sottovalutare
quanto possano dare anche i ruoli, così detti,
di secondo piano ad una commedia, la differenza
tra film come "Diverso da chi?" e altre, troppe
recenti commedie, purtroppo italiane, che non
divertono né riescono a dare qualche spunto di
riflessione, si vede anche da questo.
L’impressione definitiva è che non solo "Diverso
da chi?" sia un film da vedere, capace di
parlare delle problematiche di oggi senza
scadere in considerazioni ovvie o populiste, ma
anche un sano intrattenimento godibile da
qualsiasi tipo di pubblico (basta che non sia
bigotto). La partnership produttiva e
distributiva tra Cattleya e Universal si rivela
quindi riuscita, dopo il buon esordio di
"Lezioni di cioccolato", mentre in generale si
può forse parlare finalmente di un buon cinema
italiano popolare e intelligente, forse
esportabile, sicuramente dal piglio europeo:
"Diverso da chi?" va ad affiancarsi a gradevoli
pellicole come "Notturno bus", "Amore bugie e
calcetto", "Solo un padre", "Non pensarci" e il
già citato "Lezioni di cioccolato". Speriamo non
sia solo un fuoco di paglia.
La
frase:
-
"Ora questo se vinciamo ci tocca farlo minimo
assessore..."
-
"Non ti preoccupare, gli diamo qualcosa di poca
importanza, tipo cultura, istruzione, quelle
cose lì..."
Orario delle proiezioni: Oggi, venerdì alle ore
21; domani, sabato, alle ore 20,30 e 22,30 e
domenica alle ore ore 16,30 - 18,30 - 22,30.
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