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Mercoledì
18 febbraio 2009 alle 20.45 al Teatro Comunale
di Russi
Mercoledì
18 febbraio 2009 alle 20.45 va in scena il
penultimo appuntamento della stagione di prosa
del Teatro Comunale di Russi. Per la prima volta
sul palco del Comunale saliranno i popolari
attori comici Andrea Brambilla e Nino Formicola,
meglio noti come Zuzzurro e Gaspare, che
porteranno in scena “Scherzi” di Anton Checov,
con l’accompagnamento musicale al piano di
Giovanni Vialetti e la regia di Massimo Chiesa.
SCHERZI
L’orso, Tragico controvoglia, Il Tabacco fa
male, La domanda di matrimonio
di Anton Cechov
con Andrea Brambilla, Nino Formicola, Eleonora
D’Urso
al pianoforte Giovanni Vitaletti
musiche originali di Arturo Annecchino
scenografie di Antonella Conte
regia di Massimo Chiesa
“Mai si deve mentire. L'arte ha questo di
particolarmente grande: non tollera la menzogna…
Volevo solo dire alla gente in tutta onestà:
guardate, guardate come vivete male, in che
maniera noiosa. L'importante è che le persone
comprendano questo, se lo comprendono,
inventeranno sicuramente una vita diversa e
migliore. L'uomo diventerà migliore quando gli
avremo mostrato com'è." (Anton Cechov)
SCHERZI
Composti fra il 1884 e il 1891 si inseriscono
nel vaudeville, genere di spettacolo assai
gradito dal pubblico soprattutto moscovita e
pietroburghese, in cui si avverte una lettura
rinnovata del senso e della funzione del comico,
che porta ad una versione asciutta, controllata,
realistica.
L'orso
Una bella vedova risiede chiusa in casa da sette
mesi a elaborare il lutto per la morte del
marito. Le fa visita un giovane creditore che
ormai smagato e disincantato ritiene di aver
chiuso definitivamente col mondo femminile verso
cui ha elaborato una personale (ma diffusissima
) teoria misogina, e s'impone di concentrarsi
solamente sui rapporti di forza esigendo
perentoriamente il proprio credito. In una serie
di dialoghi leggeri e vaporosi da vaudeville, ma
anche di fronte all'inattesa accettazione da
parte di lei di una sfida a duello, che ne
rivela grinta e animosità, il creditore senza
scrupoli cade follemente innamorato della bella
vedova.
Tragico controvoglia
Narra di un povero impiegato che, oberato di
commissioni da amici e parenti, fa la spola
continuamente tra la propria città ed il luogo
di villeggiatura
Il tabacco fa male
E' un grande esempio di teatro comico, spinto al
grottesco. Si ride di una tragedia. La tragedia
di un uomo finito, perduto, schiacciato dalla
vita, e ossessionato dalla moglie, che lo
costringe a vivere senza libertà. La schiavitù
di un essere solo e inutile, che piange e ride
di disperazione. Un naufrago della vita, una
vita mai vissuta e soffocata, privata dei
sentimenti più profondi che qualsiasi uomo ha
bisogno di vivere. Il suo bisogno disperato di
libertà, da sempre soffocato dalle necessità
quotidiane, esplode in una tragicomica
confessione in cui egli mette a nudo le sue
miserie davanti ad un pubblico che,
impietosamente quanto inevitabilmente, riderà di
lui.
Il "fantoccio" del suo essere si muove sotto una
luce che lo accompagna nel buio della sua vita,
senza conforto esistenziale e l'ironia veste il
personaggio molto più del suo ridicolo frac.
La domanda di matrimonio
Ivàn Vassilievic si reca in casa di Stefan
Stefanevic a richiedere la mano della figlia
Natasha Stefanovna. Uomo debole e nervoso Ivàn
non ha il coraggio di dichiararsi prontamente e
nell'enumerare i propri beni al sole cita
imprudentemente anche il Prato del bove. Apriti
cielo!, sul prato Natasha ha le idee chiare:
appartiene alla sua famiglia. Per niente al
mondo, ribatte Ivàn, uomo indeciso a tutto, ma
disposto a scavare trincee di fronte alle
"questioni di principio", che da sempre in
questo mondo coincidono col denaro. Ma di
"principio" in "principio" i due litigano
ferocemente fino all'espulsione del giovane
pretendente. Entra il padre e informa la figlia
che la persona appena buttata fuori gli aveva
chiesto poc'anzi la di lei mano. Contrordine, si
richiama il giovane spasimante, che preso
coraggio si dichiara; ma nel corso della
successiva conversazione l'accento cade sui
rispettivi cani sui cui meriti i due hanno idee
totalmente divergenti. Ma questa volta tanto più
futile è l'argomento che li vede contrapposti
tanto più insanabile esplode il diverbio che li
porterà alla definitiva separazione.
I protagonisti sono esseri buffi che lottano per
padroneggiare il corso della loro esistenza, ma
non ci riescono, “antieroi” ridicoli persi nel
labirinto del quotidiano. La loro densità di
personaggi sta nella vita che scorre, e qui
corre a ritmo di scherzo tra momenti di
normalità e improvvise impennate, turbinii e
galoppi, salti di umore infrenabili.
Andrea Brambilla e Nino Formicola portano in
scena gli atti unici dimostrando, anche con
Cechov, di essere un’ottima coppia comica e
affrontando l’autore russo senza stravolgerlo,
affidandosi giustamente allo spessore comico dei
personaggi, credendo nel testo. Bella
l’intuizione del contrappunto delle musiche di
Arturo Annecchino eseguite al piano dal bravo
Giovanni Vitaletti.
BIGLIETTI
Stagione concertistica: Platea o posto palco 9
euro intero, 7 euro pensionati over 65, 6,50
euro giovani fino ai 26 anni e invalidi, 2,50
euro ragazzi fino ai 15 anni. Galleria 5 euro (2
euro ragazzi fino ai 15 anni).
Stagione di Prosa: Platea o posto palco 18 euro
intero, 16,50 euro pensionati over 65, 10,50
euro giovani fino ai 26 anni e invalidi.
Galleria 10,50 euro (7 riservato ai gruppi di
scolaresche).
Orari di apertura biglietteria (tel. 0544
580742/587641): giornata feriale precedente lo
spettacolo dalle ore 18.00 alle 20.00. Giornata
di spettacolo dalle 19.45.
Tutte le informazioni sugli spettacoli potranno
essere richieste a Ufficio Cultura del Comune di
Russi – via Cavour 21 – tel. 0544 587641/587641.
Sito internet:
www.comune.russi.ra.it. E- mail:
cultura@comune.russi.ra.it. |