
GRUPPI DI ACQUISTO SOLIDALE E FINANZA DAL BASSO
Strozzato
dalle banche e in grave crisi di liquidità per
l’aumento del prezzo del latte, il caseificio
biologico Tomasoni del bresciano ha rischiato di
chiudere, dopo 200 anni di lavoro e tradizione
alle spalle. Lo ha salvato un sos lanciato ai
«Gas» — gruppi di acquisto solidale — che
rappresentano lo zoccolo duro dei suoi clienti.
Così 85 gruppi, quasi mille famiglie lombarde,
hanno comprato in anticipo le forme di grana:
“un’adozione a distanza” lunga 36 mesi, il tempo
necessario per la stagionatura del formaggio. Ma
soprattutto un esperimento di finanza dal basso,
con i clienti che si sostituiscono alla banche,
alla faccia della crisi. Tramite email, il proprietario Massimo Tomasoni, espone ai clienti i problemi e anticipa che con ogni probabilità non sarà in grado di fornire formaggio a lungo. Già dalla sera stessa dell’invio è partito, via Internet, il tam-tam per salvare il caseificio. I Gas vista la difficoltà di trovare un altro caseificio biologico affidabile, decidono di finanziare Tomasoni raccogliendo 110mila euro come anticipo sulle forme di grana. Il reste del debito lo copre una cooperativa finanziaria solidale per il microcredito. Ora Tomasoni è fuori dalla crisi ed è pioniere di questa nuova economia, sviluppata grazie alla fiducia dei sui clienti, alla genuinità dei sui prodotti, ai Gas e alla facilità di comunicazione garantita da internet. Matito |