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SAPORI DELLA BASSA RO...MAGNA

 

19 luglio

DAL NOSTRO INVIATO ALLA FESTA DELL'UNITA' DI BARBIANO

 

Nonostante il giornale fosse in ferie, le sagre sono continuate anche per ferragosto, e quindi anche la rubrica di enogastronomia (come purtroppo il sottoscritto) non è andata in ferie.
Pubblichiamo solo ora quindi la recensione sulla festa dell’Unità di Barbiano del 4 agosto scorso.
Questa volta abbiamo fatto il record di degustatori, mi sono presentato alla festa con tutti gli esperti dell’Ass. Gradisca, ai quali a fine cena ho chiesto i loro commenti su tutto quello che avevano assaggiato e che riporto fedelmente.
So che ormai interessa il mio parere personale (???) quindi vi dico che il risotto di pesce era buonissimo e conditissimo e anche il prosciutto cotto non era male.
Invece ho raccolto i seguenti giudizi per le altre portate.
Molto meglio i tortelli dei cappelletti, i curzul erano buoni ma lo scalogno si sentiva poco.
La grigliata di pesce era abbondante e buona ma un appunto, davvero sottile, che mi è stato riferito, è di mettere la sogliola in cima al piatto non sotto (ma!!!).
Il castrato è da rivedere, o meglio da riassaggiare, il fritto misto era talmente buono che forse per questo mi è stata segnalata la poca abbondanza.
Nettamente bocciate da tutti le melanzane, promosse invece le altre verdure grigliate.
Chiudo il salato con le patate, neanche qui erano buone, insipide e con una cottura da non accontentare né gli amanti di quelle croccanti, né di quelle moscie.
Eravamo tanti quindi ci è scappato anche il dolce: squisiti la torta alla robiola e il sorbetto.
Buono e fresco il vino, assolutamente imbevibile la birra alla spina.
Ringraziando gli organizzatori per l’ospitalità, ne approfitto per ricordare che chiunque voglia fare una recensione su una sagra a cui non abbia partecipato io o anche di una a cui ho partecipato, può inviarla in redazione che verrà sicuramente pubblicata.

Matito

 


30 luglio

DAL NOSTRO INVIATO ALLA FESTA DELL'UNITA' DI MASSA LOMBARDA

 

Sono tornato, dopo una pausa, non di ferie ma di lavoro diretto ad una festa (a proposito ringrazio tutte le persone della Bassa Romagna che sono venute al Birravezzanen) eccomi qui a recensire una nuova festa dell’Unità, quella di Massalombarda.
Entrato nello stand sabato scorso appena in tempo per non beccare un nubifragio, mi sono accomodato non nel classico ristorante, ma nell’adiacente osteria.
Menù alternativo ma altrettanto ricco e valido, l’osteria non ha deluso le mie aspettative sulla bontà delle pietanze servite.
D’accordo con la mia collega di mangiare pesce, la cena è iniziata con zuppa di cozze e vongole e insalata di polipo alla greca. La zuppa era ricchissima di pesce e insaporita con un sughino delizioso che si insinuava nelle conchiglie aromatizzando ancora di più i molluschi. Due belle fette di pane condito completavano il piatto.
Io non sono mai stato in Grecia, ma di sicuro un’ insalata di polipo così buona non la fanno neppure li: polipo tenerissimo con rosmarino, patate e cipolla. Cipolla che a malincuore ho dovuto scartare, se volevo avere qualche speranza per il dopo cena con la mia collega…
Abbiamo poi proseguito con tagliolini e crespelle al pesce, i primi erano abbondanti e conditissimi dando un risultato stupefacente; le crespelle ripiene di ricotta e spinaci erano condite con gamberetti e una salsina delicatissima ma saporita, una delizia.
Ha innaffiato il tutto un bianchetto onesto senza pretese. Complimenti quindi all’organizzazione che non ha smentito la sua fama di provetti chef.

Vi state chiedendo se ne è valsa la pena rinunciare alla cipolla?... è una rubrica enogastronomia non di gossip!

Matito

 


10 luglio

DAL NOSTRO INVIATO ALLA FESTA DI VILLA SAN MARTINO

 

Dopo un mese di feste dell’Unità, finalmente lunedì sera ho cambiato “fazione”, recandomi a cena a Villa San Martino alla festa di Rifondazione Comunista.

Giunti al parco oltre le 21, siamo rimasti stupiti dalla presenza di una lunga fila. Ma senza demordere ci siamo incolonnati, e per fortuna ci siamo seduti abbastanza velocemente.

Probabilmente l’organizzazione ha pensato a me: nel menù era presente il tris di minestre!

Di solito quando “lavoriamo” in 2 abbiamo scelta limitata per ovvi motivi di linea.

Ecco a voi il podio:sul gradino più basso i cappelletti al ragù, senza infamia e senza lode e poco conditi, al secondo posto i tortelli, al primo posto senza dubbi i garganelli alla zingara, un sugo davvero delizioso e abbondante.

Come secondo abbiamo scelto il salame ai ferri, risultato particolare ma ottimo, e la fiorentina veramente squisita e tenera.

Come contorno molto meglio i pomodori delle patatine, risultate ancora una volta poco saporite.

Un’altra nota di merito va allo staff per aver offerto ciambella a tutti dopo la cena, peccato che la scarsa qualità del vino non ha invogliato alla “tocciata”.

Davvero una bella festa, con prezzi onesti, piatti deliziosi,  una bella atmosfera e tanti giovani nell’organizzazione che danno dinamismo.

 

Matito


27 giugno

DAL NOSTRO ALLA FESTA DELL'UNITA' DI VOLTANA


Martedì sera sono stato per la rubrica eno-gastronomica a cenare alla serata conclusiva della festa dell’Unità di Voltana. Eh già, con tutte queste feste che ci sono (e che potete trovare segnalate nella Agenda Eventi del vostro quotidiano online preferito), mi “tocca lavorare” anche fra settimana per recensire il più possibile.
Ancora col ricordo dei cappelletti dello scorso week end, ho optato per gli strigoli, ma purtroppo erano esauriti. Così sono ritornato sui cappeletti al ragù, che non erano male, ma sinceramente erano meglio quelli mangiati lo scorso week end a Russi. I cappelletti di Voltana sapevano troppo di parmigiano, ottimo invece il ragù.
Anche sta volta il mio team di assaggiatori mi ha lasciato solo con la mia collega che ha scelto gli spaghetti alla chitarra allo scoglio. Abbondanti, con molto pesce e anche di varie tipologie, cotti al dente erano davvero buoni, ma discutendo con la mia collega, è nata una discussione: con lo scoglio, meglio spaghetti classici, alla chitarra o i tagliolini?
Dibattito a cui vorremmo partecipassero tutti i nostri lettori, quindi dopo aver espresso la vostra opinione sulla moschea, mandateci anche il vostro parere culinario.
Come secondo mi ha deluso molto la salsiccia con le patate, ma non dal punto vista qualitativo, ma economico: 5€ per un pezzo di salsiccia e una manciata di patatine, mi sembra esagerato. Anche se devo dire che la salsiccia era squisita.
Le patate invece… oh una volta che le avevo trovate saporite…erano poco cotte!!!
Il vino bianco fermo che avevo scelto era pessimo, per fortuna che passava di li, il presidente della Gradisca che amichevolmente ci ha offerto una mezzetta di vino frizzante che ci ha risollevato il morale.
Concludo riportando la voce di un uccellino, di cui mi fido ciecamente, che mi ha assicurato che il risotto di pesce era squisito.

Matito

 

Foto: l'assessore voltanese Ombretta Toschi


24 giugno

DAL NOSTRO ALLA FESTA DELL'UNITA' A RUSSI

Nell’arduo compito di visitare tutte le feste dell’Unità della Bassa Romagna, (non so se riuscirò a frequentarle proprio tutte) questo week end è toccato a Russi.

Situata in una location particolare, dietro al Mercatone Uno, la festa presentava, cosa molto interessante, un torneo di calcio a 5, con un bar molto giovanile accanto al campo di gioco.

Ma concentriamoci sul cibo, precisando che la mia solita squadra, stavolta non era presente, ero accompagnato solo dalla mia fedelissima e competentissima collega.

Quindi la varietà di pietanze assaggiate rispetto alle ultime volte è assai minore, ma il giudizio rimane lo stesso.

Dopo aver degustato il pesce la settimana scorsa, abbiamo optato sta volta per “la carne”.

I cappelletti al ragù erano davvero buoni, grossi, con tanto ripieno e tanto ragù. Leggermente peggiori i tortelli burro e salvia, ma da non disprezzare. Unica lamentela: le porzioni dovrebbero essere più abbondanti.

Come secondo abbiamo optato per il classico spiedino di carne, risultato “onesto”.

Davvero ottime e abbondanti le verdure al forno, ancora una volta invece le patatina fritte non sapevano di niente: ripeto, la salamoia!!!!

Qui sono di parte nel complimentarmi con lo staff per la scelta di servire la birra alla spina, è una mia passione e una bevanda abbastanza insolita per una festa paesana.

La qualità della birra poi era elevata... complimenti al fornitore di birra locale...

 

Matito

 


19 giugno

DAL NOSTRO ALLA FESTA A FRUGES

 

 

Per gestire questa rubrica occorre informarsi su tutte le sagre che ci sono, e per lo scorso week end avevo ricevuto tantissimi apprezzamenti per gli spaghetti allo scoglio che si mangiano alla festa dell’ Unità di Fruges. Da più parti non facevano che lodare questa pietanza, a tal punto che sia io sia “i mie aiutanti” siamo stati tutta settimana con l’acquolina in bocca per assaggiare questi spaghetti.
Tra parentesi venerdì sera in spiaggia a Marina di Ravenna abbiamo proprio fatto una cena di spaghetti allo scoglio e… tralasciamo i commenti.
Così domenica ci siamo recati a Fruges per gli spaghetti. Una graditissima sorpresa è stato trovare appena entrati nello stand un banchetto con l’aperitivo offerto a tutti i visitatori: gran bella trovata che non ho mai visto in nessuna sagra.
Accomodati a tavola sono partite le ordinazioni: tutti lo spaghetto allo scoglio! Eh cavolo, allora come facciamo a commentare più piatti possibili? Da buon capo spedizione mi sono “sacrificato” ordinando i tortellini.
Le aspettative di tutti non sono state disattese: gli spaghetti erano abbondanti, cotti alla perfezione e ricchissimi di pesce… se li vedeva il cuoco di Marina di Ravenna…
Purtroppo invece il mio sacrificio non è stato ripagato alla stessa maniera, perché i tortellini stessi erano buoni, ma il ragù non era all’altezza sia in quantità sia in qualità.
Da segnalare anche la bontà e delicatezza dei tagliolini al salmone, degustati da un altro che si è “sacrificato”.
Tutti miei soci hanno ovviamente saltato il secondo, riempitesi a tal punto dallo spaghetto, optando per 3 contorni diversi: pomodori al forno e patate al forno (originali anche queste per una festa) molto buone e patate fritte purtroppo pessime ed insipide: ragazzi la salamoia!!!
Ancora un volta il capo, col senso del dovere, ordina un buonissimo piatto di salame ai ferri:questo si che era saporito! Ci siamo poi addolciti la bocca con il sorbetto, ottimo sia al limone sia al caffé.
Visto che nelle ultime settimane è stato argomento di dibattito, e con questo lo chiudo perché dopo è troppo, volevo evidenziare che all’ingresso, ben visibile, sul menù era riportato che il coperto è offerto dalla festa.


Matito

 


12 giugno

DAL NOSTRO INVIATO ALLA FESTA DEL CORELLI

 

 

Dopo un week end di pausa, causa impegni diretti ad una sagra, ecco che sono tornato ad assaggiare per voi le pietanze che proponeva questa volta “Largo Corelli in festa”.
Vista l’ampia scelta di portate proposte mi sono accomodato a tavola per 2 volte sempre in compagnia per essere maggiormente obiettivo ed essendo un cliente abituale del Corelli sapevo bene dove indirizzare le mie scelte.
La prima sera mi sono dedicato al pesce: i tagliolini ai ciliegini sono ormai diventati un must della festa, il risotto, il fritto misto e i gamberoni avevano un gusto fantastico da fare invidia ai più rinomati ristoranti della riviera.
La seconda serata abbiamo optato per la carne: l’antipasto buono e molto curato ha preparato il palato ad assaporare sia i gustosissimi cappelletti sia le gustosissime tagliatelle.
I tanto decantati strozzapreti purtroppo ci sono sembrati un po’ insipidi.
Davvero buono il somarello con polenta, meno il germano perché risultato un pò troppo stopposo all’interno.
Nota negativa infine per le patatine, rimediata però dalle squisite verdure al forno.
Al Corelli, non sta a me a dirlo, ma visto che sto scrivendo lo faccio, si mangia davvero bene e la scelta è davvero vastissima.
Visto che oggi sembra preoccupare più “il coperto” degli “scoperti”, segnalo, per par condicio, che il coperto,anche qui, non ci sta.
Volevo concludere complimentandomi col bar del Corelli, gestito dai ragazzi della Gradisca, che tutte le sere hanno servito ottimi cocktail e caffè (e ve lo dice un bevitore), e proposto sempre baristi cortesi e bariste bellissime (anche qui per la par condicio?… no no è vero, erano tutte stupende).

Matito

 


30 maggio

DAL NOSTRO INVIATO AL PALIO DI BARBIANO

 

 

Lo scorso è stato un week end pieno di eventi e quindi “molto impegnativo” per il sottoscritto nel recensire per voi le varie sagre.
Lunedì quindi mi sono recato alla serata conclusiva del Palio di Alberico a Barbiano.
Detto già nella recensione della sagra di Alfonsine che il mio seguito aumenta, per riuscire ad assaggiare più pietanze possibili, ecco che a Barbiano ci siamo presentati in 9.
Essendo un fedelissimo del palio, gli anni scorsi avevo già testato privatamente alcuni stand presenti, così quest’anno avevo optato per quello della Cooperativa Sociale Arcobaleno.
Purtroppo alla vista del menù abbiamo a malincuore cambiato scelta, passi (a mala pena) per i costi piuttosto elevati delle varie pietanze, ma esserci addirittura 1,50€ di coperto ci è parso eccessivo per il contesto in cui eravamo:una sagra paesana.
Poi tutte le settimana una o più sagre, quindi le mie tasche stanno facendo il contrario della mia pancia... non credevate mica che avessi un rimborso dalla redazione???!!!!
Io giudico per quello che vedo e gli organizzatori avranno i loro giusti motivi per presentare le suddette tariffe, ma obbiettivamente passando davanti a tutti gli stand, il citato stand era quello con meno presenze.
Volendo optare per qualcosa di nuovo, abbiamo deciso per la spaghetteria e bruschetteria del Rione Quercia.
La scelta è caduta ovviamente su spaghetti vari e sulla fantasia di bruschette coadiuvati da del buon sangiovese.
L’attesa per mangiare è stata inspiegabilmente troppa, perché lo stand non era pieno, ma sul serio abbiamo atteso per oltre 30 minuti.
Fortunatamente il vino era buono così il tempo è passato scanzonando nonostante il brontolio dello stomaco, poi proprio nel momento in cui eravamo in attesa della cena siamo stati intrattenuti dal mio complesso preferito che girovagava per il paese: “i Cantastorie di Romagna”.
Grazie a Dio alla fine gli spaghetti erano buonissimi, al dente, abbondanti e con tanto condimento, quelli della casa particolarmente.
Anche le bruschette, alcune con fantasie curiose ed originali, erano squisite.
Concludo con una nota per i maschietti: mangiare e bere ok, ma a Barbiano c’erano veramente un sacco di ragazze e tutte bellissime.

Matito

 


28 maggio

DAL NOSTRO INVIATO ALLA SAGRA DELLE ALFONSINE

 

 

Avevo iniziato il week end scorso “solo bevendo” tra la festa della birra a Castel Guelfo venerdì (dove ho bevuto malissimo) e sabato alla festa dell’AVIS/Gradisca (dove grazie a Dio 2 splendide e bravissime bariste mi hanno ri-asserenato il palato) poi finalmente domenica sera mi sono recato a compiere il mio dovere di degustatore alla sagra delle Alfonsine.
Nella festa c’erano diversi punti ristoro delle più varie tipologie, così dopo aver constatato che il classico romagnolo era sovraffollato abbiamo optato per “l’osteria Spellana” con specialità umbre.
Già, abbiamo, perché per poter essere obiettivo al massimo assaggiando più pietanze possibili (e non rovinarmi ancora di più la linea mangiando tutto da solo) mi sono fatto accompagnare oltre che dalla mia solita collega Dott.sa Antonellini, anche dalla Dott.sa Rambaldi e dal Dott. Antonellini.
Accolti all’osteria da un cameriere del loco, ma davvero entusiasta per le pietanze umbre servite, che ci ha illustrato dettagliatamente il menù e il consolidato sodalizio tra Alfonsine e i cuochi di Spello (PG), ci siamo quindi seduti curiosissimi di assaggiare specialità insolite per una sagra romagnola.
I cuochi di Spello, città famosa per la sua infiorata, proponevano il risotto con fiori e fragole: al mio palato, abituato a sapori tradizionali, non ha lasciato un indelebile ricordo, ma ai mie commensali, molto più predisposti alle novità, è piaciuto davvero molto. Squisiti i garganelli al tartufo, pessimi invece i garganelli campagnoli con salsiccia e… non ho capito cos’altro ci fosse.
Davvero curiosi i secondi proposti: panzanella umbra buona e saporita, braciola con salsa alle fave, buona la salsa ma poco tenera la carne. Il top dell’originalità è stata la tagliata con la ginestra, una classica tagliata con aceto balsamico contornata da commestibili petali di ginestra; sorprendentemente è stata la cosa migliore degustata, petali compresi.
Il solito cameriere sempre più adulatore delle pietanze servite, ci ha poi consigliato giustamente il dolce tipico di Spello: la rocciata. Una specie di strudel imbevuto nel rosolio, ma molto, molto peggio dell’originale dolciume altoatesino. Un classico inoltre, senza infamia e senza lode, i cantucci imbevuti nel vin santo.
Ottimo invece il vino bianco Grechetto perugino che ha innaffiato la nostra cena.
Personalmente ( i mie commensali hanno un’opinione migliore) questa cena non è piaciuta, se fossimo andati al ristorante romagnolo, sarei uscito sicuramente molto più appagato. Le sole cose davvero positive sono stati i prezzi molto bassi e la carineria che facevano a fine pasto omaggiando tutti con dei campioncini di sapone e profumi.
Ancora oggi mi chiedo come faccia quel cameriere di Alfonsine che ci ha accompagnato tutta la sera, ad avere una così elevata considerazione per la cucina spellana, confrontata con quella romagnola…

Matito


21 maggio

DAL NOSTRO INVIATO ALLA SAGRA DI LAVEZZOLA

Una pioggia fine e dispettosa non mi ha impedito sabato scorso di svolgere il mio duro compito di degustare e poi recensire la sagra di Lavezzola.
Pioggia che ha accompagnato tutta la lunga fila, anche se ero al coperto, che ho dovuto fare prima di mangiare. Lo stand era per fortuna pieno lo stesso, nonostante le condizioni temporali avverse.
La sagra della porchetta e del tortellino prevedeva proprio come dice il nome, solo la possibilità di mangiare porchetta e tortellini accompagnati volendo da patate fritte.
Come dire “una, fatta bene”; infatti era davvero molto buona sia la porchetta, sia la doppia scelta dei tortellini tra ragù o panna. Inoltre le porzioni erano molto abbondanti.
Buono anche il sangiovese in bottiglia che ha innaffiato la mia cena.
Devo essere sincero e obiettivo:non mi sono piaciute le patatine fritte.
Molto affascinante e folkloristico la messa in mostra dell’enorme spiedo coi maiali in cottura che diventeranno porchetta, tenuti sempre sotto osservazione, tra un bicchiere e l’altro, dai mastri porchettari di Lavezzola.
Dovrò verificare l’anno prossimo anche l’altro stand minore presente, nel quale mi hanno detto, si possa scegliere tra una maggior varietà di pietanze.

Matito


13 maggio

DAL NOSTRO INVIATO ALLA CONTESA ESTENSE DI LUGO

Domenica sera non potevo evitare di assaggiare la cucina della ormai consolidata Hosteria di Spancione che accompagna la Contesa Estense di Lugo.
Non era il mio debutto in questo stand, ma non mi ricordavo per niente come avevo mangiato gli anni scorsi, si vede che non mi aveva particolarmente soddisfatto.
Invece la cena di quest’anno mi ha soddisfatto parecchio, ho mangiato davvero bene, per citare una vecchia pubblicità, “me lo hanno dato loro il promemoria”.
Io e la mia collega abbiamo iniziato con 2 bruschette (pomodoro/erba cipollina e verdure/formaggio) che da sole vista la bontà e la dimensione, mi hanno compensato dalla scelta di non prendere il primo. Ma per un giudizio completo occorre assaggiare quasi tutto, quindi ci ha pensato la mia collega mangiando la zuppa di porri: personalmente non mi ha entusiasmato, ma lei molto più predisposta per queste pietanze “più fini” è piaciuta moltissimo.
Detto della mancanza del primo, ho ovviamente scelto per il secondo: porchetta!
Un piatto abbondante e molto buono, che ho accompagnato con ceci e rucola, un contorno semplice ma condito alla perfezione che ho divorato. Non potevo certo rinunciare ai radicchi e bruciatini:anche questi ottimi e abbondanti.
Come cibo quindi giudizio molto molto positivo, come bevande mi ha entusiasmato la scelta da parte dell’organizzazione di proporre la birra alla spina, cosa non usuale per situazioni del genere, e ad un prezzo davvero basso per una media.
Essendo modestamente un “po’ intenditore” di birra, non potevo non berla, ma ovviamente il prezzo equivale la qualità…
Rimando ai lettori il giudizio sul vino servito.
Da non lughese mi chiedo perché nonostante l’oggettiva ottima qualità delle pietanze servite, c’era poca gente a cena da Spancione domenica sera. Un evento come il palio che riguarda tutti i cittadini e con uno stand in piazza dovrebbe convogliare li migliaia di lughesi, invece lo stand anche relativamente piccolo era più vuoto che pieno. Basta invece andare fuori città, in qualsiasi festa o sagra per vedere file “chilometriche” davanti agli stand.
Lughesi accettate un consiglio disinteressato:andate da Spancione, avete ancora una settimana di tempo! Se poi vi troverete male fatelo sapere al giornale, che rimetto al direttore la mia mansione di esperto eno-gastronomico.
Buon appetito

Matito


 

8 maggio

LA SAGRA DEL CASTRATO


 

Dal nostro inviato alla sagra del castrato di Bagnara

 

La nuova rubrica “Sapori della Bassa Ro…magna” ha lo scopo di fornire ai lettori di Pavaglionelugo.net una recensione squisitamente eno-gastronimica sulle sagre e le feste paesane di tutta la Bassa Romanga, che Vi segnaliamo quotidianamente in Agenda Eventi.
La recensione è a completa discrezione e responsabilità del sottoscritto, che settimanalmente si recherà nelle varie sagre a degustare il menù proposto e la settimana successiva pubblicherà i suoi commenti nella home page del sito.
Oltre ad essere una guida per i “consumatori” è anche un modo per accendere un dibattito sul sito fra organizzatori e clienti della sagra in questione, scambiarsi opinioni, critiche, apprezzamenti ecc.
Anche se quando verrà pubblicato l’articolo la sagra sarà finita, credo sia comunque utile questo tipo di confronto, in modo che l’ente organizzatore possa eventualmente migliorare la sagra dell’anno successivo e gli altri eventi organizzati nell’anno.

La rubrica viene inaugurata dal commento sulla sagra del castrato di Bagnara, giunta alla 9° edizione, a cui mi sono recato con la mia collega, sabato scorso a cena.
Preceduta da una coda di 15 minuti, perché lo stand era fortunatamente pieno, la mia cena è stata piacevolmente inaugurata dagli ottimi cappelletti al ragù di castrato, per i quali vanno i miei sinceri complimenti alle “azdore” bagnaresi.
Come secondo purtroppo non ho potuto assaggiare lo stufato tipico bagnarese causa esaurimento, ma la mia seconda scelta ha attutito il mio rammarico: il cosciotto di castrato era “ottimo e abbondante”. Avendo un palato abituato al “saporito”, personalmente avrei insaporito di più i già squisiti arrosticini, che mi hanno ugualmente soddisfatto perché erano buoni, tanti e teneri.
Come contorno molto meglio le verdure al forno delle patate fritte. Vorrei anche che qualcuno della pro-loco mi scrivesse per comunicare il produttore del vino sfuso che veniva servito, perché era davvero buono.
Infine nota dolente, ma ci vuole altrimenti non sarei obiettivo, il dolce ai frutti di bosco che ho scelto non era all’altezza delle altre portate assaggiate.
In conclusione il mio giudizio sulla sagra del castrato di Bagnara è molto positivo e non avendo mai partecipato, sono rimasto particolarmente sorpreso dall’elevata affluenza e dall’ottimo castrato servito.
Ringrazio pertanto Monia e tutta la pro-loco di Bagnara per l’ospitalità e il servizio impeccabile.

Matito

 


SAPORI DELLA BASSA RO...MAGNA

Lunedì, giorno di apertura della settimana, giorno di apertura di una nuova sezione del vostro giornale che vive di novità, a partire dall’essere lui stesso novità con l’uso della Rete, piuttosto che della carta. Sì, novità, con il susseguirsi di nuove iniziative, sempre nuove sezioni che ne hanno caratterizzato il suo prima anno di vita e che ora prosegue con “Sapori della Bassa Ro..magna”, rubrica enogastronomica.

Sempre novità, ma all’insegna della continuità della propria linea redazionale: cos’è la Bassa Romagna, cosa fa, cosa sa proporre per essere territorio attraente, per generare incoming utile al suo sviluppo socio-economico, chi sono e cosa sanno fare i romandioli.

Pavaglionelugo.net è la voce di tutto questo, al servizio dei romandioli che hanno l’intuizione e l’astuzia di usarlo.

La nuova sezione si colloca al centro di questa linea redazionale, ne rappresenta il cuore e va dato atto a Matito, il suo ideatore e curatore, di aver centrato totalmente, con la sua idea, la linea del vostro giornale.

Abbiamo aperto con il suo articolo corredato di foto degli organizzatori, i PROTAGONISTI, della sagra del castrato di Bagnara, svoltasi lo scorso week end.
Ci saranno recensioni eno-gastronomiche sulle sagre che proponiamo in agenda. Già, l’agenda, il “pezzo forte” di Pavaglionelugo.net.
Come sempre proponiamo di accendere una sorta di dibattito online. Aspettiamo i vostri commenti, le vostre proposte, le vostre critiche agli organizzatori che ovviamente avranno ampio spazio per “difendersi”. Abbiamo una particolare simpatia per chi fa, piuttosto che per chi sta seduto a criticare.

La nuova sessione è dedicata soprattutto a loro, con il grazie di Pavaglionelugo.net

 

Il direttore