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Il Consiglio
Provinciale ha approvato, anche con il voto
dell'UDC, la Variante al Piano provinciale delle
attività estrattive (PIAE)
A favore hanno votato Udc e gruppi di
maggioranza. Astenuti FI-PdL e AN-PdL.
“Il Piano – spiega l’assessore provinciale
all’ambiente Andrea Mengozzi - disciplina
l’attività estrattiva nella nostra provincia
fino al 2013, riducendo gli impatti sul
territorio e in particolare sulle aree della
costa e in quelle tutelate dal punto di vista
ambientale”.
“In virtù dell’intesa di pianificazione
raggiunta con la Regione, che ha condiviso
integralmente il lavoro svolto, la Provincia ha
respinto le osservazioni tese ad aumentare le
superfici destinabili ad attività estrattive.
Tra le scelte principali del Piano – aggiunge
Mengozzi -, quella di calibrare l’offerta di
materiale estrattivo solo al fabbisogno
effettivo e la decisione di avviare a chiusura
l’attività di una cava nell’area faentina. Le
quattro attività di cava che si svolgono in
prossimità della costa, erano infatti già
destinate a chiusura nel 2005, in piena adesione
ai principi del progetto di gestione integrata
delle zone costiere (GIZC) deliberato dalla
Regione Emilia Romagna”.
“E’ un piano che ha come caratteristica
principale quella della maggior tutela
ambientale possibile” sottolinea Mengozzi. “Si
tratta di un aggiornamento del PIAE approvato
nel 2005 e, in continuità con quel Piano,
persegue la riduzione del numero delle cave
attive e la riduzione delle superfici destinate
ad attività estrattiva, in ciò aiutato anche del
crescente riutilizzo che si fa degli inerti
derivanti da demolizioni, che stanno iniziando a
sostituire parte della sabbia e della ghiaia
derivanti da attività di cava”.
“Sono confermati i siti dai quali estrarre quasi
4 milioni di metri cubi di materiale tra sabbia,
ghiaia e argilla. L’analisi li ha individuati
come necessari per mantenere l’equilibrio tra il
fabbisogno e l’offerta di materiali. Saranno
calcolati, tra gli inerti utilizzabili, anche i
materiali disponibili per la sicurezza idraulica
del territorio che un tempo non venivano
conteggiati facendo perdere risorse preziose”
precisa Mengozzi.
“Tra le novità più rilevanti, vi è l’obbligo di
recinzione delle cave che presentino profili di
pericolo per eventuali intrusioni di bambini e
persone, o di automezzi alla ricerca di luoghi
dove liberarsi di rifiuti. Infine una novità, da
me fortemente voluta che la Regione ha accolto
con favore: l’invito a fare i conti anche in
questo settore con i cambiamenti climatici in
atto mediante idonei interventi di mitigazione e
adattamento”.
Dopo che Roberto Gualandi, Pd, ha preannunciato
il proprio voto a favore, il capogruppo Udc,
Francesco Morini ha motivato il proprio voto
favorevole: “apprezzo la richiesta di aumentare
la sicurezza delle cave nei confronti degli
estranei (contro il pericolo di tragedie quali
annegamenti, suicidi, ecc.) come anche la
richiesta di piantumare nuovi alberi nelle zone
lavorate”. |