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LETTERE AL DIRETTORE

 


BILANCIO DI UN'EPOCA - Parte seconda

Fare un viaggio in aereo

1969 :
Viaggi con Alitalia, ti danno da mangiare e ti invitano a bere quello che vuoi, il tutto servito da bellissime hostess: il tuo sedile è talmente largo che ci può stare in due.

2010 :
Entri in aereo continuando ad impigliarti con la cintura, che ti hanno fatto togliere in dogana per passare il controllo.
Ti siedi sul tuo sedile e se respiri un po' forte dai una botta con il gomito allo schienale del vicino. Se hai sete lo stewart ti porta la Lista: i prezzi sono stratosferici.


Le successive parti di “Un bilancio di un’epoca” saranno pubblicate la prossima settimana

A proposito di “Una voce fuori dal coro” e della preannunciata perdita di lettori.....

Egregio Direttore,

“Il consenso non viene prima delle regole e non legittima la violazione dei diritti di tutti.” E’ scritto anche questo nel documento del PD di adesione alla manifestazione di sabato 13 marzo a Roma. E di questo io, Direttore, sono fermamente convinta.
Sabato il Partito Democratico non scende in piazza, come ha scritto lei nel suo editoriale, per “chiedere che gli elettori del centro destra non possano votare per chi vorrebbero votare”; il PD scende in piazza perché la posizione del Governo è un attentato al principio di legalità, è un prendere in giro le parti politiche che si sono presentate correttamente alla competizione elettorale, è l’ennesimo insulto nei confronti degli italiani che vedono come le regole che valgono per loro per altri non valgano.
Forse gli elettori della Pdl, nel Lazio, non potranno esprimere il loro voto a favore del partito nel quale si riconoscono ma questo è dovuto solo alla sciatteria e all’arroganza dei responsabili della presentazione della lista. E solo chi è molto arrogante e poco democratico può pensare di poter piegare le leggi per adattarle alle proprie esigenze di parte; solo chi non ha il senso delle Istituzioni e del proprio ruolo dentro le Istituzioni può pensare di derogare impunemente ai principi che regolano la vita civile e democratica della società.
E’ per questo che sabato è importante scendere in piazza, perché la politica è anche difesa delle regole e perché senza regole non c’è vera partecipazione: non ho voglia, cito dal suo editoriale, di vincere la partita a tavolino, ma non sono neanche disposta a giocare una partita truccata. E credo moltissimo nel fatto che le regole siano competenza non solo dei burocrati, come scrive lei, ma anche, anzi prima di tutto, di ciascuno di noi, cittadine e cittadini. E’ importante che anche il Partito Democratico abbia aderito ufficialmente alla manifestazione perché ritengo che tra i doveri di un partito ci sia anche quello di definire e testimoniare i valori in cui crede, e questo non significa “pontificare”.
Penso che in politica dovrebbero vincere i principi, le idee e i progetti e non la seduzione e la simpatia; penso che l’ascolto e il dialogo con i cittadini, indispensabili modalità di relazione, non si debbano tradurre in un’accettazione acritica e passiva di certe suggestioni che nascono dall’istinto e dall’emotività. Lascio volentieri a Berlusconi le lusinghe, il “lisciare il pelo” delle masse.
E non mi interrogo su cosa piace ma su cosa posso fare io, dentro e fuori il mio partito, per corrispondere ai bisogni delle persone. Che è cosa molto diversa da quella che propugna lei.

Alessandra Fiorini

Dal momento che sono gli elettori, i cittadini, che decidono cosa, e putroppo sempre più, CHI, vince in politica, se l’obbligo del rispetto dei regolamenti o la simpatia, se i progetti o la “seduzione”, sarà bene chiederselo, il “cosa piace”, se non vogliamo essere condannati a fare testimonianza a vita......

Il direttore


BILANCIO DI UN'EPOCA - Parte prima

Latte, burro e uova
1969 :
Vai a prendere il latte dal lattaio, che ti saluta, con in mano il bidone
in alluminio; prendi il burro fatto con latte di mucca, tagliato a
panetti.
Poi chiedi una dozzina di uova che sono messe in un vaso di vetro. Paghi
con il sorriso della lattaia ed esci sotto il sole splendente. Il tutto
ha richiesto 10 minuti di tempo.
2010 :
Prendi un carrello del cavolo, che ha una ruota bloccata, che lo fa
Andare in tutti i sensi salvo in quello che tu vorresti, passi per la porta che dovrebbe girare, ma che è bloccata perché un cretino l'ha spinta; poi
cerchi il settore latticini, dove normalmente ti ghiacci e cerchi di
scegliere fra 12 marche di burro, che dovrebbe essere fatto a base di
latte comunitario. E controlli la data di scadenza....
Per il latte: devi scegliere fra vitaminico, intero, scremato, nutriente,
per bambini, per malati o magari in promozione, ma con la data di
scadenza ed i componenti.... Lasciamo perdere!
Per le uova: cerchi la data di deposizione, il nome della ditta e
soprattutto verifichi che nessun uovo sia incrinato o rotto e,
accidenti!!!
Ti ritrovi i pantaloni sporchi di giallo!
Fai la coda alla cassa, ma la cicciona davanti a te ha preso un articolo
In promozione che non ha il codice....
allora aspetti e aspetti.... Poi sempre con questo carrello del cavolo,
esci per prendere la tua auto sotto la pioggia, ma non la trovi perché
hai dimenticato il numero della corsia....
Infine, dopo aver caricato l'auto, bisogna riportare l'arnese rotto e
Solo in quel momento ti accorgi che è impossibile recuperare la moneta....
Torni alla tua auto sotto la pioggia che è raddoppiata nel frattempo....
E' più di un'ora che sei uscito.


NO ALLA CENTRALE BIOMASSE DI BAGNARA DI ROMAGNA

Buongiorno Sig. Sindaco di Bagnara , mi rincresce il fatto di aver potuto partecipare all'incontro chiarificatore di giovedì scorso avente ad oggetto questa famosa centrale a biomasse. Vorrei comunque, benché a poco serva, esprimere il mio parere... forse uno su migliaia di poco conto. Lavoro, e quando dico lavoro...lavoro sodo, in un ufficio ubicato in un soppalco al centro di un magazzino, con luce neon dalle ore 8 alle 19, senza pausa pranzo..senza aria di finestra che ossigeni il cervello... Ho comprato casa qui, dove vivo con la mia splendida famiglia. La sera, soprattutto d'estate, non mi importa del caldo... arrivo a casa, apro tutte le finestre, voglio respirare ... aria ... aria sana , cosi come il mio bambino, che adora giocare fuori, come credo tutte le altre centinaia di bambini che vivono nel nostro paese... Tutto questo perche ho il diritto di vedere anche io il sole di respirare non solo aria di chiuso.. che di certo non favorisce un buono stato di salute.. Salute ? parliamo di salute: questo inverno è stato piuttosto rigido, ha favorito davvero tanti malanni di stagione, che per fortuna sono niente rispetto alle gravi malattie che ogni anno colpiscono sempre piu il nostro comprensorio ! Per prevenire, che come tutti sanno è meglio che curare... ogni anno facciamo i dovuti controlli e fino ad ora, e vorrei anche nel futuro, sono risultati sempre ok.
ok per la mia famiglia.. ma purtroppo devastanti per altri nostri concittadini, anche giovani, che abbiamo perso a causa di tumori, e che tuttora ricordiamo e piangiamo sulle spalle di qualcuno che per fortuna è ancora al nostro fianco. E ci auguriamo che ci rimanga ancora per lunga vita.
Ma non credo.. non credo che tutto questo possa continuare a proseguire qui..con quella maledetta centrale.. E allora si ! che non potremo più aprire le finestre.. piu mangiare una mela senza lavarla.. piu far stare i nostri bambini fuori.. perche non sapremo cosa ci sarà nell'aria che respiriamo...L'aria è indispensabile per vivere, non per morire ! Capisco però che Viviamo in una società dove i soldi sono ancora troppo prevaricanti sulla salute dell'uomo .. e dove, causa questi maledetti soldi, non ci siamo ancora resi conto dei valori fondamentali della vita. Confido nella sua GRANDISSIMA sensibilità di fronte a questi ultimi eventi, e affido a Lei, primo cittadino, il compito di aiutare tutti coloro, che come me ed i nostri bambini, hanno ancora voglia di vivere, con la felicità nel cuore, con la salute.. ed anche con qualche soldo di meno nel portafoglio.

Molto cordialmente
Silvia Fabbri


Il vero talebano

Il cavaliere, nonché amatissimo Presidente del Consiglio dei Ministri, il uno dei suoi più arditi interventi ha dichiarato che i Giudici italiani sono “talebani”. Solo due giorni prima il Presidente della Corte Costituzionale aveva invitato al rispetto, di e tra tutti gli organi istituzionali, affermando che i giudici non fanno politica ma giurisprudenza. Era un invito per qualcuno ad abbassare i toni polemici. Dal colle del Quirinale spesso il nostro presidente della Repubblica è costretto ha invitare il mondo politico a maggiore pacatezza, rispetto delle regole, educazione.
Il cavaliere, dall’alto del suo potere, ottenuto con i voti dei tanti italiani, plagiati dal suo monopolio informativo e dal miraggio della ricchezza facile e speculativa, non sente ragioni e spara sempre a zero sui malcapitati del momento: sempre più spesso per costui sono i giudici, colpevoli di lavorare contro il suo potere, inviolabile e inattaccabile, perché lui è il padrone che ha sempre ragione. Il nostro rispettabile Primo Ministro, nostro malgrado, dimentica spesso e volentieri che il suo operato è molto più vicino ai talebani che non quello dei giudici.
Previdi, Dell’Utri, Mills, lavoravano per lui e per i suoi grotteschi traffici, corrompevano e compravano uomini e imprese. Il cavaliere mette sempre le mani avanti, ma ormai sporco di marmellata sin sulla punta del naso gli credono solo i vassalli più berlusconiani: medita Silvio medita, lavora meno, fai meno l’amore e dormi bambino dormi, per la speranza di un’Italia prodigiosa e non “Bordello”.

Claudio Cesari


Tre neri in maglia azzurra

Calcio: l’Under 21 italiana, un felice esempio di integrazione e civiltà.

Con grande sorpresa e altrettanto piacere, martedi’ sera, 4 marzo ho ammirato la formazione azzurra under 21 che ha affrontato l’Ungheria a Rieti. Non più solo oriundi argentini o canadesi, ma giovani e bravi atleti neri italianissimi:Ogbonna, Okaka e Balotelli. Il calcio, spesso conservatore, altre volte di parte e corrotto, per una volta ha anticipato la futura e inarrestabile realtà italiana, quella dell’integrazione e della multietnicità. Da grande amante del gioco del calcio ho sempre ammirato la grande nazionale brasiliana, che oltre alla cultura del “bel gioco”ha da sempre annoverato nelle sue file atleti neri, mulatti, meticci, bianchi e amerindi. Il verde oro delle maglie carioca era arricchito dalle espressioni gioiose e colorite dei suoi atleti.
Nell’epoca della globalizzazione la Francia e l’Inghilterra sono stati i primi Paesi Europei ad avere calciatori di origine africana, nera o araba. Oggi finalmente l’Italia si allinea, perlomeno nella nazionale
giovanile di calcio a queste nazioni all’avanguardia.
Questo piccolo passo è importante non solo per questi tre giovani atleti, ma per tutti gli italiani, sempre più spesso plagiati dalla politica xenofoba e razzista di certuni, tra l’altro perfettamente identificabili.
Per la cronaca l’Italia ha vinto 2 a 0; Ogbonna si è dimostrato insuperabile nel suo lavoro di difensore, Okaka e Balotelli sono stati tra i migliori, con fraseggi nel reparto offensivo molto tecnici, eleganti e potenti. Sembravano due “rockstar”alla fine di un concerto di grande successo, che Okaka ha coronato anche con un bel goal.

Claudio Cesari


Due funerali

Ricordo ancora, la prima volta che “dovetti" partecipare ad un funerale. Fu uno dei primi segnali, uno dei più chiari, che non ero più un bambino. Più passano gli anni, più, “stranamente”, aumenta il numero dei funerali cui partecipo.
Negli ultimi giorni sono stati due, in poche ore l’uno dall’altro: il marito di mia cugnina Daniela dal Pozzo; il mio Assessore, il Vicepresidente della Provincia, Bruno Baldini. Due uomini giovani, distrutti entrambi dal Male.
Due funerali diversi, per uno stesso evento, la morte. Il primo religioso; il secondo, come si usa dire, civile, pur con la Santa Messa.
Parlare di diversità di fronte alla morte, tra cattolici e non cattolici come si fa da noi in politica o in altre occasioni (quando lo feci in Brasile, parlare di differenza tra cattolici e non cattolici, nessuno mi capiva!) è l’ultima delle cose che voglio fare.
Così come mi riesce difficile, com’è per tutti, parlare di morte. Non a caso i sociologi parlano di una società che volutamente nasconde questo tema: l’unico che è di tutti, visto che la nascita appartiene all’inconscio. L’unico in assoluto, la morte, che è di tutta l’umanità. Non fosse per altri motivi, la morte è la ragione che rende i cinesi fratelli dei brasiliani, degli italiani, dei romandioli.
Non posso non dire però, da “cattolico incerto”, quanto sia diverso affrontare la morte per un laico rispeto ad un cattolico. Una diversità abissale, la più grande delle dversità possibili, molto più di quella che c'è tra un ricco e un favelado, perchè tocca la cosa più drammatica del vivere, il "sapere della morte".
Incredibile: il momento che ci rende più uguali e nello stesso rempo più diversi.
La vera ragione di queste righe è però don Gigino Savorani, parroco di San Giacomo, le cose che ha detto al funerale di Lino.
Non ci penso nemmeno, come qualcuno ha provato a proporrmi di fare, di riportare anche solo parte delle sue "miracolose" parole, che hanno colpito i tanti presenti.
Non posso che limitarmi ad andarlo a sentire, con un invito a cattolici e ai non cattolici, per stare in tema.........Di più non so fare.

Arrigo Antonellini


Petizione al Parlamento Italiano: diritto ai sentimenti per i bambini in affidamento

Gentili onorevoli, da anni siamo costretti a vedere, dall’osservatorio delle associazioni che si occupano di affidamento, bambini amatissimi costretti a cambiare famiglia, senza che essi possano capire perché ciò avvenga, e famiglie distrutte dal dolore. Ci si riferisce qui alla situazione per cui un bambino (talora neonato), posto in affidamento, dopo anni, viene dichiarato adottabile e poi “dato” in adozione ad altri genitori e fratelli. Ben si sa che, in alcuni casi, i tribunali e i servizi potrebbero collocare fin da subito quel bambino in adozione a rischio giuridico, evitandogli così il trauma di vedere spezzati i suoi legami affettivi, ma non sempre ciò accade e non sempre si ha a che fare con situazioni prevedibili.
Ci sono tribunali che, in questi casi, decretano l’adozione nei casi particolari, ex art. 44 della legge 184/83, considerando il rapporto con la famiglia affidataria tra i rapporti “stabili e duraturi” precedenti l’abbandono dei genitori di cui si parla in tale articolo. Altri Tribunali ancora, se i genitori affidatari hanno, come spesso succede, i requisiti per l’idoneità all’adozione, suggeriscono loro di chiedere un’adozione “mirata” e di fare il percorso per l’idoneità al fine di applicare l’adozione legittimante a quei bambini che già sono felicemente con loro.
Ma ce ne sono altri, forse la maggioranza, che non vogliono assolutamente accettare che si possa passare dall’affidamento all’adozione e considerano simile interpretazione della legge una forma di tutela per i bambini. Essi infatti ritengono che, se si aprisse un varco tra i due istituti, soprattutto nei casi dei bambini piccoli, si permetterebbe di aggirare la legge sull’adozione, che prevede requisiti diversi per adottare o prendere in affidamento. Essi sostengono che in questo modo:
1) anche persone prive dei requisiti per l’adozione finirebbero per poter adottare;
2) l’idea di adozione, che prevede l’allontanamento dalla famiglia d’origine, finirebbe per essere snaturata.
A noi appare inimmaginabile che ci siano persone che si offrono per un compito tanto pesante come quello dell’affido nella speranza di aggirare la legge e appare invece non sempre necessario l’allontanamento dalla famiglia d’origine.
Tutta la legge 184/83 si riferisce sempre al “superiore interesse del minore” ed è evidente che, quando un bambino si è legato a dei genitori e a dei fratelli, considerandoli la sua famiglia, è nel suo superiore interesse crescere assieme a loro e non sentirsi da loro abbandonato, dopo aver già subito la perdita della famiglia naturale.
Ci sono varie prassi e sentenze che vanno in questa direzione, da parte sia di tribunali che di corti d’appello, ci sono dichiarazioni sui diritti dei bambini ai legami affettivi, sancite perfino da convenzioni internazionali, ma non bastano. Alcuni operatori sostengono che i bambini, se seguiti, possono riprendersi dal trauma del distacco dalla famiglia che consideravano la loro. E’ certo che la vita ha il sopravvento e i bambini spesso si risollevano dalla depressione che segue il cambiamento di famiglia, ma ciò non significa che questo cambiamento non li danneggi in profondità e che tali traumi non possano riemergere durante l’adolescenza e nella vita futura.
Per questo si propone di inserire il testo seguente in calce all'articolo 4, comma 5, della legge 184/83 come riformata dalla legge 149/01:

"Qualora l'affidamento di un minore si risolva in un’adozione, a causa del mancato recupero della famiglia d'origine, vanno protetti i rapporti instauratisi nel frattempo tra affidati e membri della famiglia affidataria. Va quindi favorita la permanenza del bambino nella famiglia in cui egli già si trova; ove ciò non sia possibile, va comunque tutelato il mantenimento di un rapporto affettivo con la famiglia affidataria, nelle forme e nei modi ritenuti più opportuni dagli operatori, dopo aver ascoltato la famiglia affidataria stessa e la futura famiglia adottiva.”.

Carla Forcolin
Presidente dell’Associazione “La Gabbianella e altri animali”
 


NUOVI ORARI NELLA TRATTA FERROVIARIA RAVENNA FERRARA

Il nuovo orario riguardante la tratta ferroviaria Ravenna Ferrara rappresenta un modesto, seppur apprezzabile, segnale di attenzione rivolto alla nostra città da molto tempo isolata rispetto ad altre località. Ravenna, infatti, è baricentrica rispetto a Rimini, Ferrara e Bologna, ma le numerose critiche di inefficienza rivolte per anni in modo unidirezionale alle Ferrovie dello Stato, oggi correttamente dovrebbero essere girate ai due organismi creati appositamente per migliorare il trasporto emiliano romagnolo: vale a dire Fer e Rfi. Evidentemente anche l’organizzazione in capo alla regione, mi pare non avere prodotto i risultati attesi, rispetto alla frequenza dei collegamenti, ai ripetuti disservizi, ai lunghi tempi di percorrenza, alla qualità e al comfort dei convogli. Basterebbe chiedere l’opinione dei pendolari costretti a segnalare il non raro blocco delle motrici o altri disservizi.
E’ fuori dubbio come si deve limitare il numero di auto in transito sulle strade per contenere l’ inquinamento e per mettere in sicurezza il transito nelle principali arterie, ma al contempo servono scelte coerenti e coraggiose tese a rilanciare il sistema di trasporto su rotaie, ancor oggi assolutamente inadeguato. Gli enti locali per troppo tempo hanno ignorato questo tema o, in ogni modo, non lo hanno ritenuto una priorità fondamentale per far fronte alle richieste provenienti da molte direzioni, a cominciare dai settori del turismo e della cultura. Per non dimenticare, poi, l’esigenza di consolidare il trasporto merci su rotaie al fine di aderire alle naturali ed imprescindibili esigenze dei comparti economici e di quelle legate alle attività del nostro porto.
Ben venga, dunque il miglioramento degli orari per la tratta Ravenna – Ferrara, peraltro segnalato più volte dal sottoscritto come un’assurda situazione da dopoguerra, ma le questioni del trasporto ferroviario richiedono investimenti e scelte ormai improrogabili.



Gianfranco Spadoni
 


LE COP ACLI IN EMILIA ROMAGNA

Sabato 20 marzo la conferenza organizzativa regionale
“Sentinelle del territorio, costruttori di solidarietà” questo è il titolo delle Conferenze Organizzative e Programmatiche delle ACLI che si sono aperte sabato 20 febbraio.
Si tratta di appuntamenti importanti che offrono un’occasione di riflessione sul ruolo delle ACLI nell’attuale momento storico e sulle prospettive della costruzione di una società più solidale al bene comune.
Le COP provinciali eleggeranno 24 delegati che parteciperanno alla COP Regionale e Nazionale in rappresentanza di. 30.000 iscritti ACLI in Emilia Romagna.
La COP Regionale ha scelto come tema “Legalità nel lavoro, la tutela dei diritti”.
L’attenzione delle ACLI a questo tema è da sempre presente nella vita associativa e gli ultimi avvenimenti sul lavoro ci stimolano ad un impegno sempre maggiore verso i temi della legalità, dell’integrazione degli immigrati, della qualità e dignità nel lavoro, ricordando che “il primo capitale da salvaguardare e valorizzare è l’uomo, la persone nella sua integrità” (Papa Benedetto nell’Enciclica Caritas in Veritate).
Durante lo svolgimento delle COP, proseguirà la raccolta firme per lo “Statuto dei Lavori- Più diritti e più tutele per tutti”.
Sabato 20 MARZO ALLE ORE 9.00 COP Emilia Romagna presso lo Starhotel Excelsior di Viale Pietramellara n° 51 – BOLOGNA –
MILANO dall’8 al 10 aprile COP Nazionale.
Il Presidente Regionale
Walter Raspa
 


MOZIONE CONCLUSIVA

L’Assemblea Organizzativa e Programmatica delle ACLI Provinciali di Ravenna, riunita il 26 febbraio 2010 presso la sede del Circolo ACLI “San Martino” di Villa San Martino di Lugo, udita la Relazione Introduttiva del Presidente Provinciale, unitamente alle Comunicazioni dei Responsabili dei Servizi, dei Settori e di alcuni Circoli, l’APPROVA.



Raccogliendo anche le espressioni ed i significati degli interventi che si sono succeduti e che hanno riguardato i temi relativi alla Relazione, la Conferenza

- prende atto del positivo evolversi della gestione dei servizi ed auspica ulteriori sviluppi nel senso di una sempre maggiore adesione alle attese dei soci e della cittadinanza;

- valuta positivamente lo sviluppo dell’attività in alcuni settori guida (attività sportiva, turismo, servizio civile) ed auspica che vengano presto considerati anche altri settori attualmente carenti,in particolare quello della formazione professionale;

- chiede di dare maggiore incisività alla vita dei Circoli estendendo quanto più possibile l’adesione, specialmente da parte dei giovani, ed impegna la Presidenza Provinciale a svolgere un’azione di promozione in zone del territorio provinciale in cui il Movimento risulta assente (in particolare in località di passata tradizione Aclista);

- ritiene fondamentale il recupero di centralita del problema “lavoro”, non solo per il fatto che ora si sta vivendo una situazione di grave crisi economica e chiede che vengano organizzati momenti di formazione e di approfondimento, anche in collaborazione con altri Enti, sulle tematiche produttive ed occupazionali;

- impegna la Presidenza Provinciale ad attivare modalità di scambio e sinergia fra tutte le componenti dell’Associazione, a vantaggio di tutte le parti interessate;

- sollecita momenti di approfondimento dei temi della dottrina sociale della Chiesa, con particolare riferimento ai temi della recente enciclica “Charitas in veritate”.
 


PIU’ GLASNOST SUL FUTURO DI A.T.M.

Il Comune di Ravenna detiene la maggioranza azionaria dell’azienda trasporti e mobilità ATM S.p.A. ma il consiglio comunale è escluso dalle fasi d’avvio della nuova azienda unica del trasporto della quale faranno parte oltre al nostro, i comuni di Forlì, Rimini e Cesena, e le relative Province. Il nuovo soggetto del trasporto pubblico con dimensione di area vasta romagnola, pare rappresenti una tappa obbligata soprattutto per ottimizzare i costi, pareggiare alcuni bilanci in sofferenza, creare nuove sinergie, ed assicurare risultati certi a proposito dell’efficienza e dell’efficacia dei servizi. Una sperimentazione impegnata sostanzialmente sul fronte della razionalizzazione e del miglioramento dei servizi erogati, cui va aggiunto l’obiettivo, non certamente secondario, di potenziare il servizio pubblico, come risposta ineludibile per fronteggiare il perdurante sforamento delle polveri sottili e dell’ inquinamento atmosferico. L’azienda unica dei trasporti, dunque, si deve porre come strumento innovativo per migliorare le situazioni locali che evidenziano un servizio di trasporto pubblico lacunoso, non attrattivo, o, in ogni modo, non idoneo a fronteggiare un potenziale aumento di utenti costretti a rinunciare all’uso dell’auto. Un progetto ambizioso quello dell’ azienda unica, ma forse essenziale se si vuole dare respiro ad un obiettivo fondamentale per il futuro delle nostre città. Per fare questo servono idee, un serio progetto industriale e una programmazione basata sul rigore e sul dinamismo, evitando sterili campanilismi, pena la realizzazione di un ennesimo carrozzone a maggioranza pubblica e, come sempre, con una partecipazione ai privati sempre troppo limitata. Si tende a dimenticare spesso, infatti, la sinergia con l’imprenditoria privata, elemento vitale per il nuovo soggetto che già parte con lacci e laccioli da parte delle pubbliche amministrazioni.
Sul piano strettamente locale, il consiglio comunale deve potere conoscere meglio i disegni di ATM. Il consesso elettivo, infatti, non può accontentarsi di voci ufficiose che annunciano la vendita della storica sede di via delle Industrie, il trasferimento di buona parte degli uffici presso i locali della stazione ferroviaria in piazzale Farini, la ventilata ipotesi di realizzare un immobile ex novo a Ravenna nonostante la costituzione dell’azienda unica della Romagna. Proprio su questa il consiglio comunale deve ottenere ampie rassicurazioni sia sul versante della riorganizzazione complessiva attraverso la delineazione di un chiaro piano industriale, sia per quanto attiene il futuro del personale dipendente, senza dimenticare, poi, l’esigenza imprescindibile di semplificare e ridurre i livelli dirigenziali e gli organi di amministrazione e di controllo.
Su queste riflessioni, e più in generale sul futuro del trasporto pubblico, ritengo serva un ampio confronto aperto, come ho più volte affermato, al Consiglio comunale.


Gianfranco Spadoni


PRECISAZIONI SUL BLOCCO DEL TRAFFICO DI DOMENICA 28 FEBBRAIO

Considero il blocco del traffico di domenica prossima una grossa manifestazione finalizzata a sensibilizzare i cittadini e gli amministratori sul tema dell’ inquinamento atmosferico ed in particolare sulla necessità di tutelare la salute come bene primario. In questo senso, saluto favorevolmente questa iniziativa bipartisan d’area Padana, proprio per le finalità sociali e pedagogiche sulle quali poggia la filosofia di fondo del blocco del traffico, dal sapore, in ogni caso, meramente simbolico. Dopodichè, da questa premessa teorica e squisitamente simbolica e di sensibilizzazione, occorre passare ai fatti attraverso iniziative serie e credibili attuate su vari fronti: dall’industria, al monitoraggio continuo del traffico urbano, al controllo delle fonti inquinanti, alla verifica dei sistemi di riscaldamento, sino ad arrivare agli investimenti strutturali, a sistemi incentivanti per chi si dota di auto con alimentazione a metano e GPL, e inserendo, soprattutto, maggiori risorse in favore del sistema di trasporto pubblico. Quando si parla di inquinamento atmosferico si pensa prevalentemente al traffico veicolare e al trasporto su strada, dimenticando come i sindaci possiedano ogni facoltà di intervenire in materia ambientale, a cominciare dal rilancio del settore della mobilità pubblica, ancora molto carente. Non si può chiedere ai cittadini di rinunciare all’uso della propria auto, quando non si offre loro una valida alternativa attraverso sistemi di trasporto collettivo non inquinante. Oggi, purtroppo, si chiedono sacrifici enormi ai cittadini senza offrire una controparte in grado di stimolare il cambio delle abitudini e favorire scelte più responsabili. In questa direzione gli enti locali devono compiere scelte coraggiose.

Gianfranco Spadoni


Corruzione all’italiana

Notizia di questi giorni, oltre allo scandalo Bertolaso, è che guarda a caso in Italia sono aumentate le denunce per il reato di corruzionee che il governo è pronto a varare un ddl anti-corruzione. Nonostante i decreti e Tangentopoli, la corruzione italiana appare invincibile. Tutti lo sappiamo che esiste, come si sapeva alla vigilia di Mani Pulite.

Come fu per Mani Pulite, anche oggi sul banco degli imputati non si trovano soltanto nomi eccellenti e pezzi grossi, ma un intero sistema.
Sono gli italiani che purtroppo non sono più quelli di allora, oggi sono assai più rassegnati e molto meno informati. I telegiornali dell'epoca esaltavano i magistrati inquirenti come eroi, questi li perseguitano come nemici del popolo.

Sono cambiati i protagonisti degli scandali e l’identikit dei nuovi ladri. Quelli rubavano per far politica, questi fanno politica per poter rubare o se hanno già rubato per non andare in galera.

Ma oggi come allora c’è la stanchezza e la sfiducia degli italiani in una classe dirigente non solo corrotta, anche inconcludente e obsoleta, che potrebbe come allora scatenare la tempesta finale sul sistema.

La corruzione italiana non è solo un problema politico, da ridurre a destra e sinistra, ma affonda radici profondissime nello stato sociale italiano (la politica è uno degli ambiti dove è più facile corrompere); le tangenti continuano a girare anche nel privato: dappertutto qui da noi, quando ci sono soldi in ballo, non si dà e non si fa niente per niente.

Anche i concorsi più vari (non solo le gare d’appalto!) chi più chi meno sono sempre manipolati, riservati agli amici, e il tutto naturalmente in barba a ogni credo politico. E che colore politico ha la violazione dei regolamenti urbanistici ed edilizi? o l’evasione fiscale dilagante?

La natura è nella nostra storia, nei tratti negativi dell’Italia e degli italiani da sempre denunciati: poca legalità, assenza di Stato, molto individualismo, troppo clientelismo.

Matito


Mourinho “in manette”, Leonardo “libero”

Sabato sera in Inter-Sampdoria, l’arbitro Tagliavento si è trovato ad arbitrare in una gabbia di matti ed è riuscito comunque a cavarsela benissimo.

Non ha sbagliato e non ha condizionato lui la partita.
L’ Inter è in silenzio stampa, ma il suo sito internet (e il suo allenatore) definisce incredibili sia i cartellini rossi toccati a Samuel e Cordoba sia l’ammonizione ad Eto’o; invece erano da regolamento le espulsioni dei due difensori nerazzurri, ed evidente alla moviola la simulazione. In più era da espellere Milito per quell'entrata coi tacchetti in avanti su Palombo e lo stesso Eto'o, che abrracciava e urlava in faccia ripetutamente all’arbitro quando lo ammoniva per suddetta simulazione. L’Inter applaude l’arbitro solamente per l’espulsione dell’attaccante della Sampdoria Pazzini.

Il campionato lo stanno riaprendo gli avversari, non gli arbitri come Tagliavento che vedono benissimo.

Con lo show dell'indemoniato Mourinho “in manette” a bordo campo a izziare i tifosi e giocatori, con quella tensione e nervosismo in tutto lo stadio, dico da ex arbitro (sottolineo mai arbitrato a S.Siro) che non si può giocare a pallone e non si può arbitrare serenamente, non è accettabile intimorire e condizionare l’arbitro in ogni momento del match. Alzare costantemente e artificialmente la temperatura del campionato, aizzare giocatori e pubblico da bordo campo, come fa Mourinho non si può fare. La Federcalcio deve dirlo forte e chiaro.

Le provocazioni del portoghese stanno infiammando, pericolosamente, il campionato. Dicono che non faccia mai nulla per caso, che anche i suoi comportamenti più estremi siano sempre frutto di un preciso disegno, di uno studio. Eppure non capisco a cosa serva il Mourinho fuori di testa che si è visto in Inter-Sampdoria. E' convinto che quelle sceneggiate e gli attacchi ad arbitri e colleghi facciano bene all'Inter? L’associazione arbitri ha già protestato ufficialmente minacciando uno sciopero.

Sia chiaro: il tecnico portoghese è una miniera d’oro per tutti i mezzi di comunicazione, è fonte inesauribile di titoli e di discussioni, tanto che mi chiedo se non abbia alle spalle un autore in grado di scrivergli sempre la battuta più appropriata. E se poi a colleghi o arbitri la rabbia per le sue esternazioni non è ancora passata, pazienza, tanto con i giornali del giorno prima si incartano pesce e verdure al mercato, l’importante è quello di oggi e soprattutto quello che si scriverà domani.

Leonardo invece, con personalità e con dignità incarna il ruolo dell’anti Mourinho. Alla fine Leonardo non vincerà il campionato, però riesce a essere competitivo inventando calcio e senza offendere colleghi e avversari quando parla.

È poi il primo tecnico che rivendica la propria totale libertà dal presidente esteta Berlusconi. E' l'unico dell' entourage del presidente del consiglio, dalla politica allo sport, che ha avuto il coraggio di rispondergli per le rime. Se non va bene come lavora toglie il disturbo. Leonardo ha chiarito che la sua libertà, parola tanto sventolata dal PdL, non è in vendita e non accetta compromessi.

Berlusconi però prima di lanciare accuse a Leonardo per la mancanza di risultati del Milan, dovrebbe confrontare la sua campagna acquisti con quella dell'Inter.

Ma forse come ha detto Zaccheroni, gli allenatori di buonsenso oggi non vanno di moda.



Matito


UN “FINALMENTE” CONDIVISO

Forse posso “persino” vantarmi di essere stato uno dei primi ad “osannare” la partecipazione di Bersani al Festival di San Remo.

L’ho scritto subito dopo, nella lettera al direttore che trovate qui, sotto all’allusivo testo della canzone di Simone Cristicchi (non a caso quella, tra le canzoni di San Remo, che a Bersani è piaciuta di più).

Quel “finalmente” che mi è scappato a voce alta dopo aver visto il servizio del Tg sulla presenza del segretario del Pd al Festival, ho scoperto, con grande piacere, dai media nazionali, che è stato condiviso da tanti altri elettori di sinistra! Vero, finalmente un dirigente di un partito di sinistra che fa qualcosa di simpatico, che piace alla gente.

Già, perchè il tema è, e qui torno ad essere critico, non, esprimere giudizi soggettivi sul fatto che il Festival di San Remo sia o no un evento culturale,

ma il prendere atto che più di tre italiani su quattro che erano davanti alla televisione, e sono tanti gli italiani che la sera, anzichè venire al partito ad emendare un documento o un programma elettorale, stanno davanti alla Tv, guardavano il Festival!



Arrigo Antonellini


Simone Cristicchi ”Meno male”

La gente non ha voglia di pensare cose negative
La gente vuol godersi in pace le vacanze estive
Ci siamo rotti il pacco di sentire che va tutto male
Della valanga di brutte notizie al telegiornale
C’è – l’Italia paese di Santi
Pochi idraulici e troppe badanti
C’è – l’Italia paese della Libertè
Egalitè e del Gioca Giuè!
C’è – l’Italia s’è desta ma
Dipende dai punti di vista
C’è la crisi mondiale che avanza
E i terremoti ancora in vacanza
Ma meno male che c’è Carla Bruni
Siamo fatti così – Sarkonò Sarkosì
Che bella Carla Bruni
Se si parla di te il problema non c’è
Io rido… io rido…
Ambarabaciccicoccò soldi e coca sul comò!
C’è l’Italia dei video ricatti
C’è la nonna coi seni rifatti
E vissero tutti felici e contenti
Ma disinformati sui fatti
Osama è ancora latitante
L’ho visto ieri al ristorante!
Lo so che voi non mi credete
Se sbaglio mi corigete
Ma meno male che c’è Carla Bruni
Siamo fatti così – Sarkonò Sarkosì
Che bella Carla Bruni
Se si parla di te il problema non c’è
Io rido… io rido…
La verità è come il vetro
Che è trasparente se non è appannato
Per nascondere quello che c’è dietro
Basta aprire bocca e dargli fiato!
…Carla Bruni… Carla Bruni…
Ma meno male che c’è Carla Bruni
Siamo fatti così – Sarkonò Sarkosì
Che bella Carla Bruni
Se si parla di te il problema non c’è
Io me la prendo con qualcuno
Tu te la prendi con qualcuno
Lui se la prendi con qualcuno
E sbatte la testa contro il muro
Io me la prendo con qualcuno
Tu te la prendi con qualcuno
Lui se la prendi con qualcuno
Noi ce la prendiamo…


BERSANI HA CANTATO A SAN REMO

"Dì qualcosa di sinistra", implorava Nanni Moretti dopo la prima delle tante vittorie di Sivio Berlusconi, l'imprenditore imprestato alla politica, una vittoria che stupì tutte le democrazie occidentali (e anche chi scrive!?).
I tempi da quando Moretti "implorava" così, sono cambiati, molto cambiati, o ancora meglio, Moretti forse non aveva capito cosa stava succedendo....
Sono tanto stupido da credere che il segretario del Pd, Bersani, andando alla serata conclusiva del festival di San Remo, abbia portato voti al suo partito!?.
Il servizio andato in onda sabato sera sul TG2, sulla sua presenza a San Remo, è stato davvero delizioso, con un segretario dell'ex partito di Garmsci e di Togliatti, davvero simpaticissimo nelle sue intelligenti battute, più che mai, quando ha anche "canticchiato". Un Bersani simpatissimo, un leader del Pd finalmente simpatico.
Già, finalmente, è il commento che mi è uscito ad alta voce.
Finalmente un segretario del Pd che ha capito in che tempi viviamo, che prende atto di "come il regista ci ha fatti diventare". Il primo indispensanbile passo per giocare una partita alla pari.

Arrigo Antonellini


IMPEGNO CONTRO LO SGRETOLAMENTO DEL MATRIMONIO E DELLA FAMIGLIA

Occorre rafforzare i servizi integrando politiche più adeguati a sostegno del nucleo familiare. L’elevato numero dei divorzi, il ricorso a forme di convivenza, lo sfascio demografico, il crollo delle unioni tradizionali, sono solo alcune cause ed esempi dei nuovi modelli che hanno accantonato in buona parte la classica unione fra uomo e donna basata sul matrimonio. E’ preoccupante vedere le statistiche dei matrimoni celebrati in chiesa, rispetto a quelli con rito civile, per non parlare della larga parte di convivenze di ogni tipo, spesso artatamente non censite. Non sono in discussione il diritto e la libertà di ogni singolo individuo, ma soprattutto si sta minando seriamente l’attuale società proprio per l’evidente crollo valoriale a tutti i livelli. Puntuale ed opportuna la nota dottrinale del cardinal Carlo Cafarra di Bologna attraverso la quale, in modo chiaro ed inequivocabile, richiama tutti i cattolici impegnati nella vita sociale e politica ad attuare scelte coerenti sulla base delle indicazioni che provengono dalla Chiesa. E’ impossibile conciliare la fede cattolica e il sostegno, contro natura, dell’unione fra sessi uguali, assimilandoli e dando loro un riconoscimento legale, così come si trattasse di nozze ordinarie. Siamo di fronte ad una materia molto delicata sulla quale, tuttavia, non servono fraintendimenti ma assoluto rispetto per i diritti di tutte le persone ma altrettanto rigore, moralità e senso civico, proprio per il ruolo insostituibile ed il valore sociale rappresentato dalla famiglia tradizionalmente concepita.
L’ente pubblico è chiamato a favorire la formazione e lo sviluppo della famiglia mediante la rimozione degli ostacoli che si presentano nelle varie fasi della vita familiare, con particole riguardo a quelli di carattere abitativo, lavorativo, scolastico ed economico in genere.


Gianfranco Spadoni Consigliere Comunale di Ravenna


L’ASP E LE EMERGENZE SOCIO SANITARIE

Come si ricorderà, la nuova ASP, Azienda pubblica di servizi alla persona, ebbe sin dall’inizio enormi difficoltà legate alle singole realtà locali più interessate a mantenere il potere che non ad avviare una sperimentazione integrata fra sociale e sanitario avvalendosi della forte e radicata esperienza del Consorzio dei servizi sociali. Il dibattito su questo tema, soprattutto inizialmente, è stato caratterizzato esclusivamente dalla divisione dei ‘pesi’ delle cariche in seno al consiglio d’amministrazione, e dalle discutibili nomine politiche del presidente e del direttore, e poco più.
Oltre alla definizione dei ruoli e delle competenze, il contenitore va poi riempito di contenuti veri. La base programmatica su cui si fonda tale azienda, deve rappresentare l’oggetto centrale della discussione, all’interno del quale il consiglio comunale ha pieno titolo di indicare le linee progettuali e a conoscere la graduale evoluzione delle attività intraprese. Serve un modello più idoneo in grado di passare dalla mera assistenza ad un progetto più articolato incentrato sulla individualizzazione dei bisogni riguardanti la persona attraverso percorsi mirati di cura e di servizi. Il welfare locale, visto su un piano di vera integrazione organizzata, va gestito con un’ ottica più dinamica attraverso l’individuazione di nuovi modelli innovativi d’ intervento, alla luce di un panorama socio sanitario complesso e particolarmente difficile. In un contesto sociale così composito, non emergono strategie di armonizzazione e di razionalizzazione efficaci delle vecchie Ipab, in risposta ad uno degli obiettivi alla base della legge di trasformazione. Per questo occorre individuare un percorso dei bisogni per la terza età in grado di affrontare l’emergenza dell’attuale secolo; situazione emergenziale destinata ad aumentare sensibilmente con un incremento annuo di circa 600 nuovi ultra settantenni. L’avvio dell’Asp deve porre al centro un lavoro sinergico e continuato con l’azienda Usl e con tutti i soggetti sociale e sanitaria pubblici e privati, oltre a coinvolgere in modo continuo i consigli comunali al fine di contribuire ad ottimizzare l’avvio ed il consolidamento della nuova Azienda pubblica – ASP.

Gianfranco Spadoni
consigliere comunale di Ravenna


Il Progetto di Solidarietà con Sao Bernardo

Intesa di collaborazione tra i Comuni di Lugo, Imola, Castel Bolognese, Dozza, Castel del Rio e il Comune di São Bernardo do Campo

Fra i Comuni di Lugo, Imola, Castel Bolognese, Dozza e Castel del Rio (Repubblica Italiana) – rappresentati dai rispettivi Sindaci o loro delegati;
Il Comune di São Bernardo do Campo – rappresentato dal Sindaco;
Preso atto che la presente Intesa rappresenta un proseguimento dei rapporti di collaborazione esistenti da anni tra i comuni stessi, anche grazie al lavoro svolto dalle organizzazioni della società civile brasiliana ed emiliano romagnola presenti nell'area, che dal 2000 promuovono progetti per la tutela dei diritti umani, la formazione e inserimento professionale di giovani, promozione del cooperativismo.
Considerato che é stato rinnovato l’Accordo di collaborazione tra le Regioni Italiane Emilia-Romagna, Marche, Toscana, Umbria e Liguria con la Presidenza della Repubblica federativa del Brasile;

Ritenuto opportuno consolidare i rapporti di amicizia e collaborazione tra le comunità delle Parti firmatarie per favorire lo sviluppo economico, sociale e culturale;

Nel pieno rispetto degli ordinamenti e delle legislazioni vigenti nei rispettivi paesi nonché degli obblighi internazionali e di quelli che derivano all’Italia dall’appartenenza all’Unione Europea

si conviene quanto segue:
Articolo 1

Ambiti di Collaborazione:

Le Parti dichiarano di voler collaborare e di promuovere lo scambio di esperienze e di informazioni nei seguenti settori:

1.Collaborazione Istituzionale:

Al fine di rafforzare il partenariato tra le istituzioni delle due Parti e di favorire l’avvio di progetti comuni le Parti intraprenderanno azioni congiunte per lo scambio reciproco di informazioni sui compiti e le funzioni dei rispettivi organi istituzionali.

2.Promozione economica:

Le Parti svilupperanno attività di scambio e la diffusione di informazioni per favorire la conoscenza delle reciproche realtà territoriali, nei principali settori socio-economici, al fine di realizzare le migliori condizioni a sostegno dello sviluppo dei rapporti tra gli operatori economici e le aziende delle Parti, con particolare riferimento al settore della industria, agricoltura, turismo, ricerca scientifica e innovazione tecnologica, politiche sociali.

3. Cooperativismo, economia solidale:

le Parti favoriranno attività di economia solidale, il rafforzamento di cooperative per favorire alternative di generazione di reddito e facilitare l’accesso delle produzioni artigianali locali nell’ambito del commercio equo, la promozione dell'inserimento lavorativo per giovani in condizione di svantaggio socio-economico.

4. Università, Scuola, Formazione Professionale:

Le Parti incoraggeranno e promuoveranno i rapporti diretti tra le strutture Universitarie, dell'istruzione e della Formazione Professionale presenti nei rispettivi territori,

5. Altri ambiti di collaborazione:

Le Parti promuoveranno la collaborazione fra i soggetti presenti nel territorio di São Bernardo do Campo, (con particolare riferimento alle organizzazioni della società civile) per rafforzare ulteriormente lo sviluppo, economico, culturale, sociale ed umano della collettività interessata.
Nel perseguire le attività di cui ai precedenti punti le parti intendono, per quanto possibile, utilizzare congiuntamente, anche con altre istituzioni anche appartenenti ad altri Stati, le opportunità offerte dall'Unione Europea ed da altre istituzioni internazionali atte a favorire la collaborazione e lo scambio di esperienze fra istituzioni dell'America Latina e dell'Europa.
Sulla base di questa intesa, le Parti potranno firmare nel rispetto delle rispettive normative nazionali, accordi complementari per la messa in opera di programmi in settori specifici di interesse comune.

Articolo 2
Verifiche:

Le Parti organizzeranno periodicamente incontri per verificare i risultati della collaborazione concordando la composizione delle delegazioni su base paritetica.
I costi di soggiorno ed alloggio saranno a carico della Parte invitante, mentre le spese di viaggio saranno a carico di ciascuna delle Parti.
Le Parti nomineranno un coordinatore a cui fare riferimento per le direttive comuni al fine di facilitare lo svolgimento di questa intesa di collaborazione.

Articolo 3

Normativa di riferimento:

La collaborazione si svolgerà nel rispetto delle procedure vigenti in ambedue i Paesi, nell’ambito delle competenze delle Parti ed in collaborazione con le rispettive rappresentanze diplomatiche che saranno tempestivamente informate delle iniziative svolte.

Articolo 4

Durata dell’Intesa:
La presente intesa di collaborazione ha durata triennale con inizio dalla data della sottoscrizione e potrà essere rinnovata per accordo fra le Parti.
La presente Intesa viene redatta in due esemplari identici in lingua italiana e in lingua portoghese entrambi i testi facenti ugualmente fede.
La presente Intesa entra in vigore il giorno in cui è sottoscritto dalle Parti, o della ratifica se e in quanto prevista nell'ordinamento dei sottoscrittori.


FILASTROCA: A SILVIO

Ma dove vive oggi l’ardito popolano zazà,

trovatore trovatello.

Canta che la borsa crolla! Balla che il carburante impenna!

Suona perchè fuori piove, scaldati, tra poche ore, nevica.

Il gas sale, maledetto nucleare e il governo lo vuole,

caro il mio ecodistruttore.

Facciamo il ponte, l’opera più grande del sole,

per noi che abbiamo la Sicilia nel cuore.

Domani a piedi si potrà visitare

basta non soffrire il mal di mare,

tutta l’isola si può plagiare

e la mafia può ritornare,

così l’appalto può controllare

e quando il “picciotto” va a votare

Forza Sicilia potrà gridare.

La Calabria può governare lo stesso “fetente” che fa tremare

Noi vecchi compagni, anime rosse da eliminare.

E “l’andrangheta” continua a controllare, molto denaro da accumulare,

e tanto potere da gestire.

Silvio adora se stesso, mitomane-poplulista, ogni giorno rilascia un’intervista,

così va alla conquista della femmina egocentrista.

Lascia questo paese, se sei avversario del piduista:

la vita è più dolce accanto al leghista-razzista.

Ciao zazà barbone oltransista, anarchico musicista,

filantropo terzomondista, fallito marxista;

lascia il tuo posto al leghista

e al potente liberista-monopolista.



Claudio Cesari


UNA SPLENDIDA GIORNATA

Ti ho vista sabato alle 16,15, dalla mia macchina, mentre passeggiavi, rigorosamente sulla pista pedonale, per il viale di Lugo, davanti all'ingresso vecchio dell'ospedale. Eri sola, non più giovanissima, visto che sei strafelicemente nonna ed eri alle prese con un favoloso gelato.
Ti stavi godendo il sole della splendida giornata di sabato: mi hai riconciliato con la bellezza della vita! Grazie.
Sabato, sotto l'aspetto climatico, è stata una splendida giornata per tutti. Spero che ti abbiano vista in tanti!? Le giornate sono davvero belle, non solo se sono per noi, ma per tutti, per tanti, anche per gli altri...

Anonimo


DALL’ITALIA NOI SIAMO PARTITI

Il libro “DALL’ITALIA NOI SIAMO PARTITI” , che prende il titolo del primo verso del celebre canto popolare “Merica Merica “ racconta storie di varie famiglie di Emiliano-Romagnoli emigrati in Brasile per “fare l’America”.
La Legge del 24 Aprile 2006 Nr.3 approvata dalla regione Emilia Romagna prevede, infatti, la possibilità di promuovere azioni a favore degli Emilian-Romagnoli nel Mondo, e le ACLI Regionali , per le proprie sensibilità formative e per le risorse umane che possono attualmente mettere in campo, privilegiano in questi anni iniziative tese a diffondere la conoscenza della lingua italiana, nonché la conoscenza delle storie e della cultura regionale per “non dimenticare il dovere dell’accoglienza quando l’italia era paese di emigrazione e per chi sa amare la terra dove vive, quella dove è nato e quella dove andrà “
Walter Raspa

La Presidenza Regionale Acli è lieta di invitarla alla presentazione del libro “DALL’ITALIA NOI SIAMO PARTITI”
storie e speranze di emigrati emiliano-romagnoli e dei loro discendenti in Brasile che si terrà Martedì 16 febbraio 2010 ore 16.30 Sala Zodiaco Provincia di Bologna Via Zamboni, 13 - Bologna

Interverranno:
Vasco Errani
Presidente Regione Emilia-Romagna
Beatrice Draghetti
Presidente Provincia Bologna
Silvia Bartolini
Presidente Consulta Regionale Emiliano-Romagnoli nel mondo
Piero Ragazzini
Segretario Nazionale Confederale CISL
Mons. Silvano Ridolfi
Responsabile stampa Migrantes
Michele Consiglio
Vice Presidente Nazionale Acli - Resp. Dipartimento Rete Mondiale Acli
Prof. Pierantonio Zavatti
Autore del libro - Consigliere Regionale Acli

Walter Raspa
Presidente Regionale ACLI


Donne e potere

Il potere trema sotto i colpi delle donne. E sono loro, le donne, sulla spinta del desiderio di vendetta, dell’interesse personale o pubblico, che creano imbarazzo nei governi, fanno cadere giunte comunali, mandano in crisi amministrazioni regionali.
A suo tempo, già Bossi disse: «Ha paura soltanto della moglie», e proprio Berlusconi ha avuto molti più problemi pubblici, oltre che privati, dalle lettere di Veronica ai giornali e dalle sue polemiche culminate con la separazione (oltre alla D’Addario, a Noemi, ecc) piuttosto che a causa di qualsiasi grana interna al governo o nello scontro con l’opposizione.
Quando il privato irrompe in pubblico, svelando le cattive abitudini dei maschi di potere, c’è quasi sempre una donna alla base che diffonde i segreti inconfessabili e dei vizi della ”casta”.
Già la Prima Repubblica cominciò a crollare quando l’ex moglie di Mario Chiesa raccontò i traffici di tangenti del marito.
Nella Seconda Repubblica oltre ai soldi c’è di mezzo anche il sesso. Ogni tanto spunta una donna, offesa e arrabbiata, che spiffera ai governati il male nascosto dei governanti. Provocando un putiferio.
Viene quasi da pensare che la grande abbondanza di donne candidate in queste elezioni regionali, possa anche derivare dal pensiero maschile che le donne siano più morigerate, nei riguardi di sesso & soldi, rispetto ai colleghi uomini. I quali, in effetti, non stanno dando una prova virtuosa di sè…

Matito


APPROFONDIRE SERIAMENTE LA PROPOSTA DEL SINDACO DI FORLI’

La proposta di Roberto Balzani sindaco di Forlì di unire le province di Forlì-Cesena con Ravenna, devono portare i cittadini e chi li rappresenta ad un ragionamento di riordino geografico ed amministrativo complessivo. Da una parte vi è la sacrosanta richiesta di rendere la Romagna autonoma e finalmente indipendente dall’Emilia: tema sul quale tenere vivo l’interesse dei territori interessati sino ad arrivare ad una positiva conclusione. Dall’altra sorge l’esigenza di riordinare meglio il territorio in un’ottica di migliore distribuzione delle risorse per ottimizzare le spese in generale, a cominciare da quelle della politica. L’idea avanzata dal primo cittadino di Forlì, dunque, dovrebbe essere esplorata al fine di avviare una coraggiosa opera di razionalizzazione nelle province, su cui, peraltro, non si sono mai registrati orientamenti e decisioni coerenti e conseguenti da parte dei vari governi centrali. Tenuto conto, inoltre, come l’obiettivo contemplato nei programmi elettorali di buona parte degli schieramenti verta sempre nella direzione di abolire le province, ma questo, evidentemente, è una scelta politica antipopolare e, di conseguenza, non va toccata. Altra cosa, invece, è il tentativo di unificare province omogenee e geograficamente confinanti, come primo risultato di una pseudo rivoluzione in chiave organica ed organizzativa dei territori. La proposta del sindaco forlivese, tuttavia, fa pensare alla scelta adottata a suo tempo da molte aziende sanitarie locali, tra cui la nostra, le quali, soprattutto per ragioni di contenimento delle spese, portò all’ unificazione degli ospedali sparsi sul territorio, concentrando le attività sanitarie nelle strutture ospedaliere di Lugo, Faenza e Ravenna. Dopo anni da quella miniriforma, e alla luce dei fatti, la spesa sanitaria ha dimostrato la stessa difficoltà di contenimento, pertanto non si sono verificati i risultati sperati. Per analogia, teoricamente potrebbe verificarsi cosa analoga nel raggruppamento di una o più province, e per questa ragione, il problema reale non è tanto la mera unione istituzionale e la creazione di un nuovo contenitore dalle dimensioni più vaste, ma piuttosto quello di riempirlo con contenuti nuovi. Tenendo presente, soprattutto, come nei processi di decentramento e di federalismo i territori diventino sempre più lo snodo per affrontare le sfide dei prossimi anni, le quali richiedono non solo capacità di adattamento ma soprattutto innovazione e una nuova progettualità.
I benefici potrebbero essere tanti, e basterebbe citare solo alcune questioni a titolo di esempio: un unico riferimento aeroportuali, un organico collegamento turistico fra mare ed entroterra, migliori sinergie sul versante dell’agricoltura per far fronte al crollo dei redditi nelle campagne, politiche d’integrazione più forti nell’università e nella cultura, valorizzazione del porto di Ravenna come scalo funzionale al bacino romagnolo, ed altri ancora.
Ben venga, dunque, un momento di confronto possibilmente privo dai rigidi schematismi politici e partitici.

Gianfranco Spadoni
consigliere comunale di Ravenna
 


GIUDIZIO POSITIVO DELLA COLDIRETTI

"La Regione Emilia Romagna ha sospeso il pagamento della tassa sui controlli igienico sanitari a carico delle imprese agroalimentari fissati dal decreto legislativo 194 del 2008". Lo comunica con soddisfazione Coldiretti Emilia Romagna, che sin dall'inizio della pubblicazione della normativa si è battuta per evitare che il balzello pesasse su imprese agricole, senza avere in realtà nessun reale effetto in termini di garanzie di sicurezza.
"Lo stop della Regione - commenta Coldiretti - è più che mai opportuno per ridefinire l'applicazione della normativa in termini più adeguati a contenere i costi delle imprese, come già avviene nella maggioranza dei Paesi comunitari".


Fondamentali le Primarie

La Bologna politica che si ritrova nel centro sinistra è nel caos. Un dato che potrebbe avere effetti pesanti anche sulle prossime regionali, a meno che il “solito” Prodi (mai dimenticare che fu l’unico a battere Berlusconi due volte su due) non rinunci a quell’”Ho già dato” con cui ha risposto alle prime, inevitabili, sollecitazioni.

E sempre per stare in ambiente universitario, il prof. Piergiorgio Corbetta, docente di sociologia, alla domanda “E adesso?”, risponde: “Ritornare a candidati di stretta osservanza politica?. Tre volte no. Sono invece fondamentali le Primarie, a patto che si lasci veramente l’ultima parola ai cittadini. E’ la sola possibilità per il Pd di tornare a sintonizzarsi con l’elettorato”.

Un sostenitore delle Primarie da “qualche” anno.


No a nuovi tagli indiscriminati al personale. A pagarne il prezzo saranno i cittadini

“Siamo assolutamente contrari ai nuovi e indiscriminati tagli al personale che l’emendamento al Milleproroghe vorrebbe disporre”. Così il segretario generale della Cisl Fp Giovanni Faverin sulla modifica alla legge di conversione del decreto proposto dal relatore al Senato, Lucio Malan. L’emendamento prevede infatti una ridefinizione delle dotazioni organiche che porterebbe ad abbattere del 10% sia il numero dei dirigenti che quello dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche. Tagli che si aggiungerebbero a quelli realizzati nel 2009 dalla legge 133.

“Non è riducendo il personale con provvedimenti generalizzati – ha attaccato Faverin – che si rendono efficienti le amministrazioni. E il risparmio di spesa sarebbe solo illusorio perché in questo modo i tagli di organico si tradurrebbero in un indebolimento dei servizi ai cittadini e alle imprese. Operazione molto rischiosa, soprattutto in un momento difficile come questo per tanti lavoratori e tante famiglie”.

“Siamo i primi a dire che la spesa pubblica e i bilanci degli enti vadano riqualificati – ha concluso il segretario della funzione pubblica Cisl - Ma a partire dalla lotta agli sprechi, dai risparmi di gestione e dalla fine delle logiche clientelari che fanno lievitare i costi. In modo da far pesare meno i servizi e dare più valore ai soldi dei contribuenti. Non con misure draconiane che non risolvono nulla e che al contrario aprono nuovi problemi”.


Faccio l'abbonamento TV?

Caro direttore,

non sopporto più la televisione, specie verso la fine di gennaio quando si stringono i tempi per il pagamento del canone, che mi sembra una tassa sulla demenza, dal momento che i programmi - senza differenza fra Rai e Mediaset - sono funzionali alla pubblicità. Che ne dici, è grave?
Passo le serate a saltare da un canale all’altro senza trovare pace, ma soprattutto senza scovare una trasmissione su cui valga la pena soffermarsi. Adesso vanno di moda i “reality” da guardare dal buco della serratura, oppure le inchieste su questioni decisive per le sorti del mondo, con tanto di sondaggi d’opinione; ad esempio: sono più sexy gli slip o i boxer? E ogni sera c’è almeno un dibattito politico, dove il “gossip” e il vaniloquio prevalgono sulla crisi economica, in un sovrapporsi di insulti e di urla da stadio. Pare che la cagnara faccia "audience". Alcuni presentatori come Bonolis urlano così forte che si potrebbe sentire anche senza antenna.
Dal canto loro i telegiornali ci aggiornano mettendo sullo stesso piano il terremoto di Haiti, la guerra in Afganistan e le alterne vicende del Grande Fratello. Poi ci sono le notizie privilegiate, gli eventi cioè di cui si deve per forza parlare per settimane e mesi fino allo sfinimento totale. Di colpo si cambia argomento lasciando tutti nell’angoscia di non sapere com’è andata a finire. Cosa faranno, ad esempio, Amanda Nox e Raffaele Sollecito? Interrogativi da non dormirci la notte.
E dove li mettiamo i filoni? C’è stato quello delle prostitute incarnato da Cicciolina, poi è passato di moda e si è ripiegato sui gay, con Grillini che tutte le sere dava lezione di etica in TV; infine si è ripiegato sui trans ed è stato il momento d’oro di Luxuria. L’importante è parlare di cose pruriginose. Le stesse malattie (come l’aids) e perfino i reati(come la violenza sulle donne) hanno una corsia preferenziale se sono a sfondo sessuale.
Infine ci sono gli allarmi e le catastrofi planetarie. Chi non ricorda la mucca pazza, la pandemia aviaria, la peste suina e il flagello dell’influenza A? Si è creata una psicosi di massa, con danni commerciali incalcolabili; sono stati acquistati milioni di vaccini e adesso i telegiornali ci fanno la morale dicendo che ci siamo preoccupati per nulla. Quindi la colpa è nostra!
Infine ci sono gli esperti dello scibile umano: una ventina di personaggi che passano da una trasmissione all’altra pontificando su tutto e su tutti senza sapere nulla di nulla. Due soli esempi: Alba Parietti che non si è mai potuto sapere che cosa sappia fare e quante lauree abbia in tasca, e Alessandro Cecchi Paone che ha condotto una vita stentata finché si è ostinato a fare divulgazione scientifica; quando si è dichiarato omosessuale e nemico giurato della Chiesa gli si sono spalancate le porte di tutte le televisioni. E non possiamo dimenticare Malgioglio, Platinette e Pippo Baudo come profeti del terzo millennio (quest'ultimo anche del secondo).
Da un po’ di tempo ho trovato un compromesso: accendo la televisione senza audio, così vedo le persone (e già è dura!), ma non sento le scemenze e il turpiloquio.
Cosa ne dici: lo faccio lo stesso l’abbonamento alla TV?

Giuseppe Gamberini

P.S. - C'è una sola trasmissione che mi piace, ma mi vergogno a dirlo: è "Art Attack".
 

Dal momento che lei è uno dei proprietari di questo giornale dato che lo legge avrà capito la mia totale condivisione su quanto scrive. Per il rinnovo del canone bisognerebbe girare la richiesta al presidente del consiglio dei ministri, al proprietario delle massime tv private, al proprietario della Rai, al proprietario del Milan Calcio, al proprietario.....che ha dichiarato di augurarsi un calo degli abbonati Rai, ma non mi sento, per amicizia nei suoi confronti, di consigliarle questa “impervia” strada. Ho faticato tre anni, dopo la sua morte, per non far pagare il canone a mia madre..
 

Arrigo Antonellini
 


Tanti tituli…no complotti

Dopo il derby Mourinho, Moratti e Paolillo parlano di sospetti, di venti contrari, di complotti… Negli ultimi 5 anni, l’Inter ha vinto 4 scudetti di fila di cui tre con largo margine, ora vola verso il quinto titolo, e hanno la spudoratezza di parlare di complotti. Ma quali? Ridicolo. Figurati se il derby lo perdevano…..
Una sparata contro tutti, Milan in testa. L’episodio scatenante in settimana è stato il cambio, voluto dalla Lega su “richiesta” di Galliani, della data del recupero Fiorentina-Milan.
Ma le stesse accuse l’Inter non le lanciava già prima di Calciopoli? Ora che Moggi è fuori dal gioco, vorrà dire che colui che organizzava quelle cose poco chiare, è rimasto dentro......
E c’è un preciso fatto che manda all’aria tutte le lamentele e i sospetti di cui il vertice nerazzurro accusa i presunti e anonimi nemici: l’Inter vince in Italia, dove è convinta di essere bersagliata dai complotti, invece perde in Europa, dove tutto dovrebbe essere regolare…

Matito
 


MATERAZZI E IL "PRESIDENTE"

Che sia vero che all'Inter vogliano fare perdere il campionato riguarda "solo" il mondo del calcio, ma che il giocatore di nazionalità italiana, Materazzi, che gioca nel'Internazionale goda di immunità nei confronti delle leggi dello Stato Italiano, riguarda tutti.
Già dal momento che per principio costituzionale, la legge è uguale per tutti.
Perchè Materazzi non è stato arrestato per il reato che credo si chiami (scusate l'ignoranza giuridica) villipendio delle Istituzioni? Come si può impunemente offendere la più "alta" carica dello Stato, in termini sostanziali non formali, il Presidente del Consiglio dei Ministri? Addirittura farlo davanti a milioni di spettatori televisivi, prendendolo in giro con una maschera carnevalesca che offende le Istituzioni e per di più, dopo che il Presidente aveva perso!
Deridere un presidente di una squadra di calcio viene punito dalla Federazione gioco calcio, ma il Milan gode dell'immunità che il suo Presidente non può essere deriso.
A questo punto mi si confondono le idee, però! Ci deve essere un pò di confusione nel nostro "strano" Paese, un pò di casino, mi consenta il termine “Magnifico” Direttore, tra i ruoli......forse sto giocando con il termine presidente, proprietario, padrone.......calcio, Tv, Istituzioni: certo un discreto intreccio per chi guardasse da fuori!
Materazzi l'ha fatta franca perchè il Presidente del Milan (scusate anche questa di ignoranza calcistica: è ancora Berlusconi il presidente del suo Milan? ma il dato non è sostanziale) non era presente, domenica sera, allo stadio, a godersi lo spettacolo.


Arrigo Antonellini


Processo breve? Addio a Calciopoli...

Un lavoro di anni, tantissimi soldi spesi fra intercettazioni e pedinamenti: ma adesso c'è il rischio che, se passerà la riforma della giustizia con il processo breve, Calciopoli finisca nel nulla. Il processo napoletano riprende a febbraio, gli ultimi testi dell'accusa poi la sfilata dei tanti testi della difesa. Ma a giugno potrebbe finire tutto nel nulla. Luciano Moggi, il principale imputato, ha già detto che lui vuole essere giudicato e vuole difendersi. Ma non dipenderà da lui….
Matito
 


Poi dicono che.....

Anche questa è bella grossa !! Quanto ci vorrà per avere un partito senza ombre e la funzione pubblica senza il controllo diretto dei partiti ??
Ne vogliamo parlare ??
Giacomo Casadio

Le intercettazioni
Marino e la nomina a Bologna saltata per le primarie
Al telefono due medici del Sant’Orsola raccontano: si è schierato da un’altra parte e gli hanno fatto il voltafaccia
L’attività di chirurgo di Ignazio Marino sarebbe stata ostacolata quando decise di candidarsi alla segreteria del Partito democratico in concorrenza con Pierluigi Bersani e Dario Franceschini. È quanto emerge da alcune intercettazioni telefoniche di un'inchiesta giudiziaria calabrese su tutt'altri temi. Alcuni dirigenti del Servizio sanitario regionale dell'Emilia Romagna avrebbero montato un’azione di boicottaggio ai danni del senatore Pd, chirurgo notissimo, uno dei maestri del trapianto di fegato. L'obiettivo (raggiunto) era sbarrargli le porte del S.Orsola-Malpighi, policlinico universitario nel cuore di Bologna con un reparto all’avanguardia nei trapianti di fegato. Con il S.Orsola, struttura pubblica, il medico aveva già raggiunto un’intesa. «Marino arriva al S.Orsola», titolavano i giornali bolognesi a fine aprile 2009. E c’era l’ok dell’assessore regionale alla Sanità, Giovanni Bissoni (Pd). Poi, a luglio, la candidatura alle primarie del Pd. A quel punto che cosa succede?Lo raccontano le intercettazioni captate in un’inchiesta mille chilometri più a sud. Il pm Pierpaolo Bruni della Procura di Crotone indagando su presunti illeciti nella realizzazione di due centrali termoelettriche incappa nelle conversazioni «bolognesi», ritenute potenzialmente «apprezzabili» sotto il profilo penale. Dunque potrebbe essere aperta un’inchiesta specifica. «Le conversazioni mettono in risalto — scrive la procura crotonese — le azioni ostruzionistiche che alcuni dirigenti dell’Azienda sanitaria di Bologna avrebbero posto in essere nei confronti del senatore Ignazio Marino, candidato alle primarie del Pd. In particolare non gli sarebbero stati perfezionati i contratti che lo avrebbero legato, quale chirurgo, al policlinico S. Orsola di Bologna, per essersi contrapposto all’onorevole Luigi Bersani nella corsa all’elezione di segretario del Pd». Il telefono intercettato è quello di Giuseppe Carchivi, commercialista originario di Crotone ma con studio in provincia di Siena. È un professionista molto quotato e con relazioni politiche ad alto livello. Il 25 agosto lo chiama un «professore » (omettiamo il nome) chirurgo al S.Orsola.GIUSEPPE CARCHIVI: «Io penso che sia rimasto molto male (Marino, ndr) per la questione di Bologna»
PROFESSORE: «Sì, bè, non è che poi han detto no ...L’han rimandata, capito? Però sono quei rinvii ... Lui c’è poco da fare, s’è schierato da un’altra parte di dove stanno questi». La mattina del 20 agosto 2009 e in altre occasioni il commercialista riceve telefonate da un numero interno del S. Orsola. È un altro medico amico (identificato negli atti), sempre chirurgo del policlinico, a stretto contatto con l’équipe del professor Antonio Daniele Pinna direttore della chirurgia dei trapianti di fegato e multiorgano, quella dove Ignazio Marino avrebbe dovuto operare.
CHIRURGO (C): «... Ti volevo raccontare una cosa, successa la settimana scorsa ... dopo lo schieramento politico di Marino ».
GIUSEPPE (G): «Eh Eh». C: «Hanno fatto il volta faccia (...) in sostanza i vertici regionali, che come tu sai si sono schierati con Bersani, e quindi Marino non è più gradito qua ... il mio direttore generale Cavina (Augusto Cavina dg del S.Orsola, ndr) lo ha chiamato dicendogli "sa...abbiamo difficoltà di sala operatoria, problemi di consiglio di facoltà, sa che c’è un centrodestra molto forte a Bologna", pensa che cazzate che gli ha raccontato ... io l’ho ascoltata la telefonata: insomma, conclusione, gli ha detto che al momento non se ne fa niente. E lui (Marino, ndr) m’ha detto: "ma allora adesso come faccio, io ho i miei pazienti da operare...". Insomma lui è rimasto a piedi, non ha una sala operatoria, con i pazienti da operare. Allora mi ha detto: "Mi devi aiutare a trovare un’altra soluzione". Io che cazzo di soluzione gli trovo, Giuseppe? Dove lo faccio operare, a casa mia? Non so come aiutarlo perché, capisci, ha fatto una scelta politica che lo ha messo in una certa luce con l’entourage di questa zona».
G: «Che tristezza».
C: «Eh, che tristezza, lo so però così è andata la storia. Ti ripeto, in realtà ufficialmente non è mai stato detto questo. Ufficialmente è stato detto che abbiamo problemi di sala operatoria, che le sale operatorie sono troppo piene che ... insomma tutte cazzate, ovviamente, tutte minchiate ...».
G: «A Siena potrei aiutarlo, ma Siena è come Bologna ... E Pinna (direttore reparto trapianti, ndr), che dice?».
C: «Pinna ha detto che (Marino, ndr) ha fatto una mossa che gli ha tagliato le gambe, Bissoni (assessore regionale alla Sanità, ndr) era favorevolissimo all’operazione ».
G: «Ma come si può nella sanità italiana andare avanti?»
C: «Però è così, Giuseppe ... questo è uno che, si potrà dire tutto, ma sicuramente il fegato lo sa trattare. Oh, e questi lo tagliano perché, capito?, per fare le vendette trasversali. (...) È un’assurdità che un chirurgo di quella portata non abbia una sala operatoria ... che c’ha i malati che aspettano... Marino aveva in mano un contratto che doveva solo essere controfirmato. E si è fermato tutto».
G: «E se lo controfirmasse?»
C: «Marino me l’ha detto: se devo venire al S.Orsola che c’è una guerra nei miei confronti ... io mi troverò un altro posto ...Tra l’altro non chiedeva manco un cazzo di soldi: s’era fatto un contratto da 1.500 euro... tu calcola che ogni ritenzione epatica che faceva Marino, il S. Orsola intascava 25.000 euro e gliene dava 1.500...» (...)
G: «Renditi conto che qui siamo al paradosso ... andare ad aiutare il Presidente della commissione d’inchiesta (sulla sanità pubblica, ndr), uno dei migliori chirurghi al mondo, a trovare una sala operatoria. (...) Io ne parlo con Ignazio, sarei per fare una rivoluzione ... questo è uno scandalo nazionale».

Mario Gerevini

 


Sono troppo “basso”

Caro Marcello (prof.Savini, n.d.r.) intanto ti ringrazio sentitamente per il tempo che hai voluto dedicare al nostro giornale con le righe che ci hai mandato.
Relativamente agli interrogativi che poni non posso che dirti che non avrai risposte da un direttore che, nemmeno se sale su una scala dei pompieri, è all’altezza di rispondere.
Un Dio che tace. Una terrificante sequela di massacri che si aggiungono alle epidemie e ai terremoti nella storia dell’umanità. Un Dio che taciuto ad Auschwitz (ha parlato con la voce di padre Kolbe, “uccidete me”, con i rischi di tanti cattolici che si sono adoperati per salvare vite?) ed è stato muto testimone della strage di Haiti...
E il disegno intelligente di Dio?
Non posso darti risposte perchè la mia Fede mi dice che quel disegno è per me incomprensibile.....
Un disegno nel quale la vita umana ha un valore diverso, una scala diversa, da quella che uso io con la mia mente di uomo. La morte non è un atto drammatico ma il ritorno a Lui? La mia di mente, mi dice che queste migliaia di morti (non drammatiche per Lui??) stanno seminando nell’Umanità, specie in quella dei paesi “ricchi”, in Italia, che ne ha un bisogno drammatico come mai, il valore della Mondialità, della fratellanza in Cristo per noi cattolici, della Solidarietà Universale, negli anni dell’ecceso della difesa del “particulare” a tutti i livelli (dalla “difesa” dei confini della “propia” casa, del “proprio” quartiere, della “propria” nazione, della”propria” razza) del proprio possedere, di fronte a miliardi di persone come noi, che soffrono la fame.
“Le immagini del dramma di Haiti – dice il nuovo presidente delle Acli di Lugo, la giovanissima Elena Ghiselli – hanno il “merito” di farci sentire come non esiste il “nostro territorio”, la “nostra Italia”, ma un solo Mondo....”
La teologia, il pensiero di Vito Mancuso, di Enzo Bianchi, il peccato originale, la teodicea: dovrei salire ulteriori gradini di quella scala che non mi è data.
Non posso che dirti che condivido pienamente lo sforzo per stringerci in una forte “social catena”.
Infine, che condivido anch’io il dubbio che i mercanti non siano fuori dal tempio, ma condividerai con me che anch’essi sono uomini come noi, non certo divinità da adorare.............

Arrigo Antonellini

 


Amico Direttore

Anche questa mattina, domenica 17 gennaio, ho ascoltato la trasmissione radiofonica di Gabriella Caramore dedicata al profetismo e alla lettura della Bibbia. Non sono credente, ma leggo il Vecchio e il Nuovo Testamento dai quali non si può prescindere se si vuole tentare di capire la cultura europea, in primis la letteratura e l’arte. Ho sempre immaginato che Dante, mentre componeva la Commedia avesse sul tavolo la Bibbia e l’Eneide.
Mi rivolgo al Direttore del periodico telematico cattolico di Lugo per chiedere a lui o a qualche lettore una risposta, che non sia banale e convenzionale, alla domanda che mi balza alla mente ogni volta che leggo la Bibbia. Questo Dio che interviene nella storia dell’uomo, che parla, condanna, esalta, abbatte e distrugge, che nelle vesti di Cristo promette salvezza, da secoli tace. La storia dell’Occidente è una terrificante sequela di massacri che si aggiungono alle epidemie e ai terremoti. Dio ha taciuto ad Auschwitz ed stato ora muto testimone dell’orrenda strage di Haiti.
Sappiamo chi sono stati i feroci aguzzini dei campi di concentramento e di sterminio creati negli anni ’30 e ’40 nel cuore dell’Europa cristiana. Allora la malvagità degli uomini fece le sue prove più orrende. Ma chi ha la responsabilità di un orrendo terremoto? Non gli uomini né Dio, il quale, se esiste, mostra di essere ben distante. Resta immobile. E il disegno intelligente?
Io giudico la teologia un atto di grande superbia in quanto pretende, posta l’esistenza di un dio creatore del mondo, di capirne le finalità, l’operatività, la veste di salvatore. Tempo fa il teologo Vito Mancuso si è difeso dall’accusa mossagli da un altro teologo di fama, Enzo Bianchi, di essere gnostico. Nella sua difesa finì col chiedersi se ci si salva dentro o fuori della Chiesa. Ma di quale salvezza i due teologi cattolici parlavano? Salvezza da che cosa? Da chi? Perché? Verso quale orizzonte?
Ma Dio, secondo Mancuso, Bianchi e tutti i credenti, non è il creatore onnipotente e, dunque, anche di una natura matrigna, del male, della malattia e della morte? I due sostengono che Dio vuole salvarci dal peccato. Quale peccato? Quello originale? E cosa sarebbe il peccato originale che macchia tutti fin dalla nascita? Non siamo davanti a una mitologia? Francamente le elaborazioni teologiche, compresa la teodicea, mi paiono semplici patetici tentativi di esorcizzare un dato inoppugnabile: la condizione umana, tanto tragica da indurre gli esseri umani da sempre a creare una divinità nella speranza di vincere la morte.
Noi tutti dovremmo cercare di rendere meno tragica la nostra condizione di fragilità stringendoci leopardianamente, ogni giorno, in una forte “social catena”. Il messaggio cristiano di soccorso agli ultimi deve prescindere dagli apparati di potere, dalla pompa, dalle cure mondane, dalle manovre politiche, dalle cointeressenze economiche, dagli sgargianti vestimenti, dai paramenti obsoleti dei quali si ammanta la religione. Siamo certi che i mercanti siano fuori dal tempio?
Grazie dell’ospitalità e un saluto fraterno
Marcello Savini

 


Qualche riferimento storico?

Vorrei attirare la vostra attenzione su questo documento storico. Ci vedete qualche riferimento attuale o è soltanto la mia immaginazione ?

Ho evidenziato le parti più intriganti.

Scusate il disturbo.

Giacomo Casadio

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3 gennaio 1925, Discorso di Mussolini sul delitto Matteotti.

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Fu alla fine di quel mese, di quel mese che è segnato profondamente nella mia vita, che io dissi: "voglio che ci sia la pace per il popolo italiano"; e volevo stabilire la normalità della vita politica.

Ma come si è risposto a questo mio principio? Prima di tutto, con la secessione dell'Aventino, secessione anticostituzionale, nettamente rivoluzionaria. Poi con una campagna giornalistica durata nei mesi di giugno, luglio, agosto, campagna immonda e miserabile che ci ha disonorato per tre mesi. Le più fantastiche, le più raccapriccianti, le più macabre menzogne sono state affermate diffusamente su tutti i giornali! C'era veramente un accesso di necrofilia! Si facevano inquisizioni anche di quel che succede sotto terra: si inventava, si sapeva di mentire, ma si mentiva.

E io sono stato tranquillo, calmo, in mezzo a questa bufera, che sarà ricordata da coloro che verranno dopo di noi con un senso di intima vergogna.

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Ma poi, o signori, quali farfalle andiamo a cercare sotto l'arco di Tito? Ebbene, dichiaro qui, al cospetto di questa Assemblea e al cospetto di tutto il popolo italiano, che io assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto. Se le frasi più o meno storpiate bastano per impiccare un uomo, fuori il palo e fuori la corda! Se il fascismo non è stato che olio di ricino e manganello, e non invece una passione superba della migliore gioventù italiana, a me la colpa! Se il fascismo è stato un'associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere!

Se tutte le violenze sono state il risultato di un determinato clima storico, politico e morale, ebbene a me la responsabilità di questo, perché questo clima storico, politico e morale io l'ho creato con una propaganda che va dall'intervento ad oggi.

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Ho saggiato me stesso, e guardate che io non avrei fatto ricorso a quelle misure se non fossero andati in gioco gli interessi della nazione. Ma un popolo non rispetta un Governo che si lascia vilipendere! Il popolo vuole specchiata la sua dignità nella dignità del Governo, e il popolo, prima ancora che lo dicessi io, ha detto: Basta! La misura è colma!

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Signori!

Vi siete fatte delle illusioni! Voi avete creduto che il fascismo fosse finito perché io lo comprimevo, che fosse morto perché io lo castigavo e poi avevo anche la crudeltà di dirlo. Ma se io mettessi la centesima parte dell'energia che ho messo a comprimerlo, a scatenarlo, voi vedreste allora.

Non ci sarà bisogno di questo, perché il Governo è abbastanza forte per stroncare in pieno definitivamente la sedizione dell'Aventino. L'Italia, o signori, vuole la pace, vuole la tranquillità, vuole la calma laboriosa.

Noi, questa tranquillità, questa calma laboriosa gliela daremo con l'amore, se è possibile, e con la forza, se sarà necessario.

Voi state certi che nelle quarantott'ore successive a questo mio discorso, la situazione sarà chiarita su tutta l'area. Tutti sappiamo che ciò che ho in animo non è capriccio di persona, non è libidine di Governo, non è passione ignobile, ma è soltanto amore sconfinato e possente per la patria.

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Il giorno dopo scattava la fase dittatoriale del fascismo.

 


Haiti: Acli Aderiscono A Raccolta Straordinaria Cei

Roma, 15 gennaio 2010 – Le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani esprimono il proprio cordoglio e sgomento per le migliaia di vittime del catastrofico terremoto che ha colpito Haiti, ed invitano i propri iscritti ad aderire con generosità alla raccolta straordinaria indetta dalla Conferenza episcopale italiana per il 24 gennaio.
«La sciagura immane che ha colpito la popolazione di Haiti ci chiama in causa tutti come esseri umani» afferma il presidente delle Acli Andrea Olivero. «Un Paese già afflitto da una drammatica situazione di povertà e dimenticato fino ad oggi dalla Comunità internazionale chiama oggi tutto il mondo ad una gara eccezionale di solidarietà». «Il nostro essere cattolici – aggiunge Olivero - ci spinge a sentirci pienamente parte di un’umanità che non ha confini. Per questo invitiamo tutti ad aderire con grande generosità alla raccolta straordinaria di fondi indetta dalla nostra Chiesa per domenica 24 gennaio in tutte le parrocchie italiane».
 


LUGO CITTA' DEL TRICOLORE

Mi sembra veramente inverosimile che oggi appaia su PavaglioneLugo.net una nota a proposito del Tricolore a firma Oriano Casadio e Francesco Morini.
Che Oriano Casadio non sappia è ammissibile, ma non posso accettare che Francesco Morini faccia finta di non sapere (amnesia politica?).
Da molti anni l'Amministrazione Comunale, con Unione Nazionale Ufficiali in Congedo e il Lions Club di Lugo organizza nel mese di gennaio la Festa del Tricolore, solitamente il primo sabato dopo il 7. Infatti il 7 gennaio di ogni anno gli eredi di Giuseppe Compagnoni vengono invitati a Reggio Emilia, così come il Sindaco di Lugo e il Presidente dell'Unuci. Le manifestazioni vengono svolte sempre nell'aula magna dell'Istituto G. Compagnoni, dove il Prof. Francesco Morini insegna (forse sarà un caso di omonomia?) e qualche volta si è svolta al Teatro Rossini.
Abbiamo per due volte invitato il Presidente della Camera a partecipare alla nostra celebrazione: nel primo caso l'On. Violante mandò un messaggio, ma non potè partecipare per la caduta del Governo, nel secondo caso l'invito era stato rivolto all'On. Casini, ufficialmente ed anche tramite amici, ma non ci fu nè la presenza e neppure un rigo.
Abbiamo avuto chiarissimi professori a condurre memorabili celebrazioni nel teatro Rossini imbandierato con centinaia di Tricolori. Abbiamo organizzato concerti, ma soprattutto abbiamo rivolto il nostro sforso organizzativo verso gli studenti a cui abbiamo distribuito migliaia di bandiere, confezionate con un cartoncino sulla vita di Giuseppe Compagnoni e la storia del Tricolore.
Da più di quindici anni ci impegnamo a far conoscere la vita e le opere del nostro concittadino e soprattutto a condividere con i giovani il valore dei simboli della Patria.
Anche quest'anno sabato 23 gennaio nell'aula magna dell'Istituto G. Compagnoni (Ragioneria per il Prof. Morini) si svolgerà la Festa del Tricolore e naturalmente invitiamo la cittadinanza a partecipare. Durante la mattinata verrà proiettato un elaborato informatico, preparato dagli studenti guidati dalla Prof. Isa Casale, sulla storia del Tricolore e la vita e le opere di Giuseppe Compagnoni.
Ai politici voglio ricordare che sono questi comportamenti a far allontanare i cittadini dalla politica.

Guido Neri


Ma fa davvero caldo?

Il freddo e la neve di questi giorni, potrebbero essere erroneamente portati a pretesto per contestare le preoccupazioni degli esperti sul clima del pianeta, che sta registrando un progressivo aumento.
L’errore starebbe infatti nel riportare un dato di un solo anno, all’interno di un trend che è invece calcolato su decine e decine di anni.
Potrebbe sorgere però un dubbio che usi lo stesso metro di misura.
Un anno o qualche anno, hanno un peso assolutamente irrilevante se il campo di osservazione è, ad esempio 100, 100 anni. Ma con la stesso logica, che peso ha il trend di “soli” cento anni su una realtà, quella dell’esistenza del pianeta dove viviamo, che si dice essere di milioni o miliardi di anni?
Non è che gli studiosi pecchino di superbia, quando “pretendono” di fare previsioni, potendo utilizzare la miopia dei pochissimi anni per i quali possono disporre di dati, rispetto alla “vera” storia del pianeta? Non è che abbiamo la superbia di non ricordarci che nelle storia del mondo, noi, gli anni in cui viviamo, sono meno di una goccia nell’oceano, di un chicco di sabbia nel deserto?
E se nella storia del mondo, a cicli di aumento della temperatura, se ne fossero alternati altri, al contrario, di progressiva diminuzione della temperatura?.E se il secondo secolo dopo Cristo fosse stato più freddo per primo secolo dopo Cristo? Duemila anni prima? E se fra venti o trent’anni, le condizioni climatiche iniziassero una di queste ipotetiche fasi di progressivo raffreddamento? E se fosse il 2010 l’inizio di questa fase in controtendenza rispetto agli ultimi cento anni.............


Arrigo Antonellini


Fasce di reperibilità

Carissime \ Carissimi,

anche al fine di rispondere alle numerose richieste pervenute, segnaliamo che allo stato attuale le fasce di reperibilità in caso di assenza per malattia non sono mutate e restano pertanto dale ore 10,00 alle ore 12,00 e dalle ore 17,00 alle ore 19,00.
Tali fasce sono peraltro oggetto di un recentissimo Decreto Ministeriale, emanato secondo quanto previsto dall’articolo 69 del D.LGS 150 del 2009, che le modifica e le amplia dalle ore 9,00 alle ore 13,00 e dalle ore 15,00 alle ore 18,00.
Come si legge anche nel sito della Funzione Pubblica, queste nuove fasce entreranno in vigore solo 15 giorni dopo la pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale, che non è ancora avvenuta e che sarà nostra cura comunicarvi non appena ne avremo notizia.
La CISL Funzione Pubblica ha più volte ribadito la mancanza di opportunità nell’intervenire legislativamente su questa materia, alterando peraltro l’uniformità della normativa tra settore pubblico e settore privato. Anche in questa occasione non possiamo che ribadire il nostro giudizio negativo.
Ciò detto, entrando nel merito del testo del decreto, che al di là di ogni opinione troverà presto applicazione, rileviamo favorevolmente l'introduzione esplicita di alcune esclusioni dall’obbligo della reperibilità che fino ad oggi erano state lasciate solo ad una "definizione giudiziaria":
patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
infortuni sul lavoro;
malattie per le quali è stata riconosciuta la causa di servizio;
stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta;
dipendenti nei confronti dei quali è stata già effettuata la visita fiscale per il periodo di prognosi indicato nel certificato.
In allegato il testo del decreto non ancora pubblicato ed una tavola sinottica che riepiloga l'evoluzione della normativa sull'argomento.

Cordiali saluti

La Segretria CISL Funzione Pubblica di Ravenna


C’era UNA VOLTA un re…

Recentemente sono scomparsi in contemporanea due principi reali, da appassionato di storia che sono mi sono informato tramite il web della loro vita e delle loro famiglie; ho scoperto così quanto il tempo sia passato...

1)Alessandro del Belgio era il terzo figlio di re Leopoldo III dei Belgi e della regina Astrid di Svezia. Dopo la morte della moglie Astrid in un incidente stradale, Leopoldo chiamò a corte come bambinaia dei sui tre figli una certa Liliane de Rethy. Il re e la baby sitter si sposarono mentre Leopoldo era tenuto in ostaggio da Hitler che aveva invaso il Belgio . Il fatto che Leopoldo si preoccupasse più di sposarsi che non del suo popolo gli costò, a guerra finita, il trono. Valeva la pena: Liliane de Rethy era bellissima, ma il trono traballava. La sorella di Leopoldo, Maria José, ultima regina d’Italia, andò da Hitler a perorare la causa del fratello: pare che il Fuhrer ci abbia provato... lei rifiutò e la guerra continuò. Oggi non si perde il trono nemmeno per una escort.

2)Ferial d’Egitto era figlia del Re Faruk I, il quale quando venne spodestato dal trono del Cairo, scelse di vivere tra Roma e Capri. Ripudiò la madre di Ferial perché partoriva solo femmine. Amava il poker e spesso chiudeva la mano mischiando le carte sul tavolo e sostenendo di avere un punto superiore a quello mostrato dall’avversario. E aggiungeva: parola di re. Nessuno poteva discutere quella parola: era il lodo Faruk. Oggi re e presidenti continuano a mischiare le carte: fortunatamente e democraticamente la loro parola è discussa. Il peggio è che spesso è la loro parola ad essere discutibile.

Matito


LASCIAMO CRAXI AL GIUDIZIO DELLA STORIA

Mi è difficile capire il senso di importare a Ravenna un problema che
non ci riguarda e di cui non se ne sentiva il bisogno.
Per questo trovo singolare la proposta di intitolare una strada
cittadina all'on Bettino Craxi, in nome di un rinnovato impegno ad
abbassare i toni e per dare un segnale concreto di distensione e di
dialogo, appellandosi al grande spirito di apertura e confronto che
caratterizza da sempre la nostra città. Sulla questione, già aperta
tra mille polemiche dal sindaco di Milano, la penso esattamente come
Massimo Gramellini.
Uno Stato che non sia una sit-com fininvestiana, non può smentire se
stesso, intitolando siti pubblici alla stessa persona che ha
condannato in via definitiva, emettendo sentenza in nome del popolo
italiano, cioè in none se medesimo.
Che il Craxi statista abbia avuto dei meriti indiscutibili credo che
nessuno lo disconosca.
Ma credo anche che questo non sia sufficiente per dare un'aura di
martirio alla sua figura, che in ogni caso giganteggia rispetto alla
miseria politica nazionale e ai tanti nani che la popolano.
Allora rivedere la storia di quel periodo, non in senso revisionista
ma in quello di approfondimento critico, attraverso un convegno
incentrato sulla figura di Craxi, potrebbe essere un atto sensato e di
grande significato politico.
Ma per favore, lasciamo strade e piazze ad altri, soprattutto
incensurati. E per Ravenna pensiamo ai tanti ravennati che si sono
distinti, magari nel campo della ricerca, molto spesso guardati con
sufficienza e derisione dal mondo medico, e nella più totale
indifferenza delle istituzioni locali.
Per questo credo che sarebbe un bellissimo gesto di riconoscimento,
ancorché postumo, intitolare una strada cittadina alla memoria del
dott. Silvio Buzzi e lasciare l'on Bettino Craxi al giudizio della
storia.

Eugenio Fusignani
 


DALL'ATTENTATO, ALL’ABBRACCIO

Scusi direttore, ma voglio tornarci sopra, su questa cosa dell’”attentato” al Papa, dei “martiri” di questi ultimi giorni..
Prima, l’attentato al Presidente del Consiglio, che con il suo amore per il prossimo ha assolto lo squilibrato e redento il mondo o, per lo meno, il Bel Paese.
Poi quello al Papa, cui Berlusconi ha immediatamente inviato la sua solidarietà di fratello nel martirio.
Un attentato che in un paio di giorni si è trasformato nel gesto di un’altra squilibrata protesa a volerlo toccare, il Papa; così come miliardi di persone, sane di mente, hanno fatto e fanno, protendendosi dalle transenne nel momento del suo passaggio. La trasformazione di una verità che era ampiamente scontata, anche solo guardando con oggettività le immagini. Ma una oggettività che è volutamente mancata a chi preferiva fare notizia, con un.... “attentato al Papa”.
Un’ennesima, orribile, ricerca del fare notizia, che ha privato miliardi di persone dell’attenzione e della “necessaria” riflessione, sulle straordinarie parole del Papa sulla solidarietà e sull’accoglienza, da lui pronunciate nel suo messaggio al Mondo del giorno di Natale.
Ma quando mai la solidarietà aumenta l’audience o fa vendere giornali?

Il direttore di un “altro” giornale.


IL MINISTRO BRUNETTA RIMETTE MANO ALLE FASCE DI REPERIBILITA’ PER MALATTIA

Da gennaio entreranno in vigore le nuove fasce di reperibilità per malattia dei dipendenti pubblici

E’ stato firmato dal ministro Brunetta il decreto interministeriale (di cui alleghiamo il testo) che estende a 7 ore la fascia di reperibilità in caso di visita di controllo; il provvedimento sarà pubblicato la prossima settimana nella Gazzetta Ufficiale.
Si torna, quindi, nuovamente indietro sulle consistenza delle fasce di reperibilità, riportate, quest'estate, a 4 ore, a seguito della mobilitazione dei lavoratori.
La visita fiscale potrà essere fatta, la mattina, dalle ore 9 alle ore 13 e nel pomeriggio, dalle ore 15 alle ore 18. La misura, però, non interesserà tutti i dipendenti pubblici malati: saranno, infatti, previste eccezioni nei casi di malattie più gravi.
Toccherà, poi, al dottore inviare online il certificato medico all'Inps, che lo girerà, sempre in via telematica, all'amministrazione di appartenenza del dipendente in malattia.
In questa prima fase attuativa, consigliamo comunque di seguire anche la procedura ordinaria di inoltro del certificato cartaceo.

FP CGIL Ravenna


MARTIRI

Non sarebbe stato "utile", NECESSARIO, che il 25 dicembre, i media nazionali, avessero rilanciato agli italiani la "sollecitazione" all'Accoglienza, alla Solidarietà, inviato dal Papa nel messaggio di Natale, come PRIMA notizia?
La cronaca del gesto di una ragazza più o meno psicolabile che, quasi certamente si è buttata per abbracciare il Papa, lo ha fatto scivolare e ha provocato l'infortunio di un cardinale, ha influenza sulla vita degli italiani e dei milioni di affamati che bussano alle nostre porte?
L'"attentato" (attentato?) al Papa, affiancato all'"attentato" al Presidente del Consiglio, entrambi martiri, e a quello a Giovanni Paolo II (!), è notizia che coinvolge il ricordo della venuta nel Mondo del Salvatore? Era Natale, il 25 dicembre, per i media?

Arrigo Antonellini


Un Natale più vero

Fa sempre una certa impressione vedere la propria città sotto la neve.
I romagnoli non sono abituati a vedere le loro città coperte dal soffice manto bianco e ovviamente non sono pronti a far fronte ai disagi che la neve comporta.
In questi giorni nei luoghi di lavoro, nelle scuole e nei negozi ci sono sicuramente meno persone del solito, ma si respira un clima comunque piacevole.
Al di là delle difficoltà negli spostamenti, la neve mette sempre allegria, rende il Natale più simile a quelli delle favole che eravamo abituati ad ascoltare da bambini.
Alla fine la neve rappresenta una nota romantica che rende più dolce questo periodo dell'anno.

Alessandro Antonellini


Lamentele

Carissimo Direttore,
scrivo a Lei, sperando che la rigiri a chi di dovere.
Con questa bellissima nevicata il nostro Sindaco o chi per Lui, si è comportato veramente bene!!!
Nonostante che fossero vari giorni che si prevedesse questa situazione, non si è visto neanche l' ombra di uno spargisale, ne in centro ne tanto meno nelle strade periferiche rendendo quindi la viabilità sia automobilistica che pedonale un vero inferno.
Penso che invece di pensare a quale souvenir fare della nostra Città sarebbe meglio far si di viverci meglio e senza tanti problemi che potevano essere evitati.
Grazie per l'attenzione e spero che in futuro questo inconveniente non si ripeta nuovamente.
Stefania Zaccarini



Non le rispondo sul tema della neve: non mi schiero in questa ennesimo dualismo tra chi lamenta disagi perché, “sindaco ladro”, nevica di brutto! E chi lamenta mancanza di risorse finanziarie e ringrazia i tanti che hanno lavorato di notte, a “quattro” soldi al mese.
Non mi iscrivo ad uno dei due partititi, che persino un fenomeno neutrale come la neve o un terremoto, spacca in due tra chi si lamenta (i senza tetto) e chi loda……………..
Mi fermo sul souvenir solo per sottolineare come su di lui la neve non possa fortunatamente creare alcun disagio, né essere causa di spreco dell’introvabile sale, visto che è frutto solo del sale della testa della redazione.
Il direttore


Cartoline di Lugo

Fra le immagini da immortalare nelle cartoline di Lugo si potrebbe aggiungere quella della bellissima vetrata della chiesa di san Gabriele che raffigura l’annunciazione?
A me piace moltissimo e penso che molti cittadini non l’abbiano mai vista.

Bruna Marini
 


Dittatori e comunisti

Secondo me la ragione di tutti questi viaggi strani del nostro Premier tipo Bulgaria, Russia, Emirati Arabi, etc etc e ora Bielorussia, anche in località segrete, è sempre la stessa, avere un pò di topa lontano da occhi indiscreti (ora che non e’ più facile nemmeno per lui farsi portare le escort in casa, a villa Certosa o a palazzo Grazioli) e poco importa se deve lodare comunisti veri (in Italia si riempie la bocca di nemici comunisti) o dittatori per anni isolati dalla comunità internazionale.

Un amico... che viaggerebbe volentieri col Premier
 


Condanna aggressione a Silvio Berlusconi

A nome dell'intero Gruppo Consiliare PdL di Lugo, intendo esprimere la più convinta solidarietà al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, vittima di un gesto di inqualificabile violenza, frutto del clima di tensione e di odio che, da qualche tempo, alimenta, avvelenandolo, lo scenario politico del nostro paese.Stigmatizzando con fermezza la vile aggresssione rivolta al Premier, auspico che, al più presto, il clima politico torni alla connotazione che gli è propria, riscoprendo il civile confronto ed il dibattito democratico, veri baluardi contro ogni spirale di violenza e di intolleranza.
Laura Baldinini
(Capogruppo PdL- Consiglio Comunale di Lugo)

 


L'aggressione di Bersani

"Frutto del clima di tensione e di odio che, da qualche tempo, alimenta, avvelenandolo, lo scenario politico del nostro paese": la unanime dichiarazione di tutti gli esponenti del centro destra dopo l'aggressione al Presidente del Consiglio.
Vediamo di analizzare la parole dal momento che tutti sanno farlo e la prima cosa da fare quando si chiede di "abbassare i toni" è, appunto, in primo luogo, iniziare dal misurare la parole, dall'usare quelle giuste.
La causa VERA, il mandante di quanto è successo, dice tutto il centro destra, non è una persona mentalmente instabile, ma il "clima di tensione e di odio". Il colpo dato al Presidente è stato "sparato" dal clima di tensione e di odio.
Chi deve svolgere indagini, chi deve capire e guai se non fosse chiaro, guai se la politica fosse ancora non chiara nemmeno su episodi come questi, una volta resa nota la causa, il movente, ha il dovere di individuare il colpevole. La domanda che deve essere fatta a chi, senza alcuna incertezza ha individuato la causa, allora è: "chi è il responsabile del clima di tensione e di odio? Perchè nel momento in cui si dice con tanta veemenza qual è la causa, non si ha la correttezza di esplicitare anche il colpevole? E' stato commesso davvero un delitto gravissimo, solo su questo siamo tutti d'accordo, naturalmente sinistra compresa. Di fronte ad un delitto non ci si può fermare a metà nelle dichiarazioni, si ha l'obbligo di andare sino in fondo.
Non c'è un solo italiano che non pensi che quando il centro destra parla di clima di tensione e di odio non ne attribuisca la causa a Bersani, anche, a Bersani. Non si tira il sasso tirando indietro la mano. A colpire Berlusconi è stato Bersani, il vero mandante sono state le forze antidemocratiche del centro sinistra.
Alla faccia della tensione.............

Arrigo Antonellini
 


Al nuovo Segretario del P.D.

Caro Bersani,
le scrivo per segnalarle il disagio di una persona più o meno sua coetanea, ma anche la voglia di rimettere un po’ di ordine nei valori di riferimento.
Ho vissuto negli anni '70 insieme alla generazione che sognava di cambiare il mondo, ho frequentato i banchi del Consiglio Comunale della mia città per circa 15 anni: un punto così basso, nella condizione generale del nostro paese, non l'avevo mai visto!
Il livello medio "etico-morale" italiano non è mai stato così basso: si organizzano comportamenti illeciti e poi si approvano leggi per farli diventare condotte da imitare, si raccontano bugie e si vuol fare credere pazzo chi non se le fila, si vende l'anima del paese e si fa pensare che stiamo facendo passi avanti.
Mi sento abbastanza stanco e disilluso: auguro il successo a Lei e a tutti coloro che si prenderanno sulle spalle la responsabilità di provare ad invertire la rotta.
Secondo la mia filosofia di vita, è importante essere dei bravi “mediani” come diceva Ligabue; dare il proprio contributo, magari un po’ di seconda fila, ma contribuire a far vincere la propria squadra: il nostro paese.
Per il nostro paese perché, in ogni caso, sappia avviare un percorso che ci faccia sentire orgogliosi di essere italiani, indipendentemente da chi ci governerà: che valori condivisi possano tornare ad essere un terreno di riconoscimento per tutti!
I migliori auguri a Lei e al Partito Democratico.

(Tommaso Moro)
 


Una domanda al nuovo pastore Calderoli

L'altro ieri Calderoli celebrava riti pagani al dio PO
e matrimoni celtici,
poi è passato a benedire terreni con urina di suino.

Dopo di che Calderoli ha dato lezioni di interpretazione del Vangelo
e di pastorale al card. Tettamanzi.

Ma quando Calderoli si è convertito al cristianesimo?

I leghisti hanno dichiarato
che con il tricolore ci si pulivano il c**o.

I leghisti oggi sul tricolore
ci vogliono mettere la Croce.

Nel frattempo hanno almeno lavato il tricolore?


Lettera firmata.............


Giornate mobilitazione PD

Le giornate del 12/13 e 19/20 dicembre sono, come sapete, dedicate a una mobilitazione straordinaria del Partito Democratico dell'Emilia Romagna.

Siamo, dunque, tutti coinvolti per animare i banchetti che allestiremo nelle piazze, per tenere aperti i circoli, per diffondere i materiali di "propaganda"

In particolare, per quanto riguarda Lugo città, i banchetti saranno fatti n largo della Repubblica:

sabato 12 - 15.00/18.00; domenica 13 - 10.00/12.00, sabato 19 - 15.00/18.00 e domenica 20 - 10.00/12.00.

Inoltre, quasi tutti i circoli di Lugo staranno aperti sabato 19 (dalle 15.00 alle 17.00) e domenica 20 (dalle 10.00 alle 12.00) per cominciare la campagna di tesseramento. Tutti i votanti alle primarie riceveranno, nei prossimi giorni, una lettera in cui li ringraziamo per la partecipazione e li invitiamo a recarsi, in queste due giornate, al loro circolo.

Infine, sono molto ben accette idee e proposte per dare vita a momenti di sensibilizzazione sui temi che ci stanno a cuore (giustizia, crisi economica, enti locali, etc etc).

Certi della vostra disponibilità a darci una mano, vi salutiamo cordialmente.



Alessandra Fiorini e Giacomo Baldini


Il tempo è scaduto!
Sciopero generale dei comparti pubblici


Il perdurare di un atteggiamento di totale chiusura da parte del Governo, il mancato finanziamento dei contratti in finanziaria, la volontà del Governo di perseguire una linea che esclude il dialogo ed impone le scelte, richiedono uno slancio nella lotta dei dipendenti pubblici in difesa dei loro diritti, diritti messi in discussione dalla legge 15 del Ministro Brunetta e dalla totale umiliazione della democrazia sindacale.

L'11 dicembre 2009 la Funzione Pubblica Cgil effettuerà lo sciopero generale di tutti i comparti pubblici!

La costante ricerca della sintesi unitaria con Cisl e Uil, ricerca continuata anche in queste settimane, non ha dato ancora i suoi frutti. In una tale situazione, una grande organizzazione come la Cgil, pur continuando a perseguire il percorso unitario, non può sottrarsi alla sua missione sindacale.

È per questo che l'11 Dicembre effettueremo uno sciopero generale di 8 ore di tutti i comparti pubblici, che culminerà in 3 manifestazioni interregionali. La nostra manifestazione interregionale si terrà a Milano da Porta venezia a Piazza Duomo.

-Per contrastare una legge finanziaria che non prevede i rinnovi dei contratti pubblici.
-Contro il tagli del salario accessorio e le decurtazioni per assenza per malattia.
-Per combattere la controriforma Brunetta che elimina i contratti nazionali e mortifica il lavoro, per chiedere la sua abrogazione.
-Per il diritto al contratto nazionale e la stabilizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori precari in tutti i comparti pubblici.
-Per un incremento tabellare di 150 euro nel prossimo triennio.
-Per sostenere il ruolo delle Rsu e rivendicarne la convocazione delle elezioni, per difendere la democrazia.

Partecipa allo Sciopero e alla manifestazione!!

comunica l’adesione Cgil di Ravenna 0544/244211-237-249
Cgil di Faenza 0546/699611
Cgil di Lugo 0545/913011
Cgil di Cervia 0544/973350
oppure invia una e-mail ra.fp@er.cgil.it
o fax 0544/34192
Partenze pullman
Ravenna ore 5.00 - Piazzale L. Vacchi
Cervia ore 4.40 - Via Ospedale (piazzale)
Lugo ore 5.00 - Piazza Garibaldi
Faenza ore 5.20 - Piazzale Pancrazi


FPCGIL Ravenna

Il Segretario Generale

Marinella Melandri
 


Cara democratica, caro democratico,

vogliamo ringraziarti personalmente per aver partecipato il 25 ottobre alle elezioni primarie del PD. Una giornata straordinaria nella quale oltre tre milioni di italiani si sono recati ai seggi per sostenere, ancor prima dei singoli candidati, il progetto politico del Partito Democratico.
Rinnovati gli organismi dirigenti, il PD è di nuovo in campo, con concretezza e con tutti gli strumenti della buona politica, per combattere al fianco dei cittadini e per costruire un’alternativa di governo credibile e capace di rappresentare le tante energie positive del Paese.
Come indicato dal segretario Pierluigi Bersani, il Partito Democratico è un partito “dove c’è bisogno di tutti”.
In questa sfida difficile ma appassionante saremmo felici di poter ancora contare sul tuo prezioso contributo.
Convinti che gli ingredienti della “buona politica” siano il confronto costruttivo, il fare assieme e la partecipazione attiva dei cittadini, ci preme informarti che il PD di Lugo sta per inaugurare la nuova stagione di adesioni e il rinnovo del tesseramento.
Vorremmo poterci confrontare con te sugli argomenti che più ti stanno a cuore e per questo abbiamo il piacere di invitarti presso le sedi del PD: potremo così incontrarci e valutare come continuare assieme questa nostra straordinaria avventura.
Puoi trovarci, sabato 19 (dalle 15.00 alle 17.00) e domenica 20 dicembre (dalle 10.00 alle 12.00), nelle nostre sedi di:
Lugo Città - banchetto in largo della Repubblica e sede PD in corso Matteotti 25
Belricetto – sede PD presso Casa del Popolo
Bizzuno (solo domenica mattina) – Casa del Popolo
S.Bernardino – presso centro civico
S.Lorenzo – sede PD presso Casa del Popolo
Voltana – sede PD presso Casa del Popolo
Aderisci al Partito Democratico… continuiamo insieme a costruire il nostro futuro!
A presto
Alessandra Fiorini
Segretario Unione comunale Lugo
 


ALTRO CHE FUORI ONDA...

Altro che fuori onda, c’è un’altra sparata di Fini ancora più grossa: “In Italia c’è un bipolarismo al viagra”. Non poteva dire cosa più cattiva, nei confronti del povero Silvio. Sarebbe stato meglio, per il Cavaliere, che il suo amico-nemico gli avesse dato del mafioso, o del ladro, o del comunista.
Ma dargli dell’utente di viagra: no, questo è troppo alle orecchie del super-potente di Palazzo Grazioli, che si vanta di essere ancora «un focoso ventenne».
Neppure Patrizia D’Addario s’era spinta a tanto. Anzi la escort narra di un Cavaliere amatore instancabile al naturale e non chimico e grande faticatore da letto che non ha bisogno di aiutini farmacologici. Anche se ... racconta ancora Patrizia... «Ogni tanto, durante quella lunga notte, il Presidente se ne andava in bagno e poi tornava nel letto. Più aitante di prima e non si fermava un attimo».
E allora, forse, ha ragione Fini: «Bipolarismo al viagra»?

Un amico… che non fa uso


IL REATO DI CLANDESTINITÀ

Caro direttore, fra gli innumerevoli lettori del tuo interessante giornale c’è qualcuno che mi sa spiegare come funziona in Italia l’espulsione per il reato di clandestinità?
Il mio interesse è dovuto ad un episodio che mi è capitato due anni fa e che ora collego all’attualità.
Mi spiego: una mia zia novantenne aveva una “badante” moldava, giunta in Italia clandestinamente (con un viaggio avventuroso e doloroso a bordo di un tir). Si sono cercate tutte le vie possibili per regolarizzarla, ma non ci siamo riusciti. La cosiddetta “sanatoria per le badanti” non era ancora in vigore.
La signora era brava, buona, onesta e benvoluta da tutti coloro che avevano occasione di avvicinarla,
Un giorno si sono presentate a casa di mia zia le forze dell’ordine che hanno constatato e contestato alla moldava il reato di clandestinità; il giorno dopo è stata rimpatriata e chi l’aveva ospitata ha subito una denuncia alla quale ha fatto seguito, secondo le leggi vigenti, una sanzione pecuniaria notevole, e, quel che è più grave, mia zia inferma e bisognosa di assistenza continua è rimasta sola.
Ed ora vengo all’attualità: ieri sera dal programma televisivo “porta a porta” sono venuta a sapere che l’ormai nota trans Natalie, che guadagna dai 12 ai 15.000 euro esentasse (non 750 come la badante), era in Italia clandestinamente da circa sette anni, aveva un contratto d’affitto, e come lei/lui anche le altre/altri che si prostituiscono nelle nostre città per il diletto dei nostri pagatissimi politici/amministratori.
Concludendo: forse le badanti sono troppo visibili, danno troppo scandalo o sono troppo pagate?
E’ per questo che occorre rimpatriarle immediatamente?.

Ringrazio chi mi saprà rispondere.


PILLOLA RU486
VA APPLICATO ANCHE SUL NOSTRO TERRITORIO L’OBBLIGO DI RICOVERO

La delibera dell’Agenzia italiana del farmaco - Aifa - va riformulata alla luce dei necessari orientamenti del ministro del Welfare Maurizio Sacconi. Il ricovero ospedaliero con il diretto controllo medico, unito ad una puntuale osservanza dei protocolli clinici, devono rappresentare il percorso naturale per fornire la massima sicurezza alla donna. Il delicato tema dell’aborto non può essere ricondotto ad una mera prassi di taglio amministrativo; occorre puntare, invece, sulla tutela e sulla promozione della cultura di accoglienza della vita garantendo alla donna un’adeguata assistenza. Sulla questione si sta facendo molta confusione arrivando addirittura ad insistere come la pillola del giorno dopo non sia da considerare abortiva e che tale “modalità chimica” sia diversa e preferibile a quella chirurgica, invece di affermare con chiarezza che il tipo di aborto resta in ogni caso un metodo di eliminazione di un essere umano. Numerosi sono i motivi per evitare l’uso della pillola Ru486, perché ad ogni modo si tratta di un metodo abortivo molto pericoloso che non consente una riflessione adeguata alla donna dovendo assumere il farmaco in modo semplice e rapido entro le prime settimane. In altri termini si correva il rischio che tale metodo potesse rappresentare un sistema routinario deresponsabilizzante, che mortifica la donna rendendola particolarmente sola nella gestione dell’aborto. Di qui l’opportuno intervento teso a rendere obbligatorio il regime di ricovero in ospedale sotto il diretto controllo medico.
Su questo tema servono riflessioni approfondite volte ad aumentare l’informazione e la prevenzione senza perdere di mira la tutela della salute della donna ed il diritto alla vita del feto.

Gianfranco Spadoni
consigliere comunale di Ravenna


IL PENTITO: INFAME OD EROE?

Strana condizione quella del pentito di mafia, altrimenti detto collaboratore di giustizia. Quando permette con le sue indicazioni di arrestare l’ennesimo latitante viene salutato come un prezioso strumento di lotta al crimine organizzato che dimostra la mirabile efficacia del governo. Quando denuncia qualche personaggio della politica e del potere, come per esempio un Dell’Utri o un Cosentino, è uno infame in combutta con le toghe rosse. Aiuto, a quale versione devo credere?

Un amico


IL PRESIDENTE DELLE ACLI SUL PROCESSO BREVE

"Questa legge danneggia i piu' poveri. Più fondi per la giustizia"
Il presidente delle, Acli, Andrea Olivero, si schiera

"Processo breve, un passo indietro
tutti i cittadini sono uguali" di Vladimiro Polchi

ROMA - "Sarà nostro compito vigilare affinché tutti i cittadini si rendano conto della posta in gioco e del rischio che vengano di fatto condonati reati lesivi dei diritti di tutti". Andrea Olivero, presidente nazionale delle Acli (Associazioni cristiane dei lavoratori italiani: oltre 980mila iscritti, 4.500 circoli) è un moderato per eccellenza. Ma sulla riforma del processo breve il suo giudizio è radicale: "E' un grave passo indietro nel rispetto del principio di eguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge".

L'intento, dichiarato, del disegno di legge è però solo quello d'accorciare i tempi dei processi.
"Sull'intento siamo tutti d'accordo. I guai della giustizia italiana li conosciamo bene e siamo i primi a voler tempi brevi e giusti. Ma qui si fa ben altro".

Cosa?
"Accelerare in corsa i tempi della prescrizione è pericolosissimo per la giustizia. Perché questo progetto va a colpire solo i cittadini più poveri che non hanno mezzi adeguati, mentre da sempre i potenti e la malavita organizzata hanno fatto dell'allungamento dei tempi dei processi e dell'utilizzo sofisticato delle tecniche processuali, il perno della loro strategia ai fini del raggiungimento della prescrizione. Insomma, siamo dinnanzi a un passo indietro nell'eguaglianza di tutti cittadini".

Le nuove norme varranno solo per alcuni reati. Vede in questo un'ulteriore discriminazione?
"Certo, si accelera la prescrizione per reati molto rilevanti come la corruzione, in un Paese come il nostro caratterizzato da un sistema di corruttela molto diffuso nella pubblica amministrazione: non è accettabile garantire ora una sorta di impunità. D'altro canto, attualmente si esclude dalla riforma il reato d'immigrazione clandestina, cadendo così nel ridicolo.

Ma bisogna stare molto attenti: l'opinione pubblica vede la problematicità dell'immigrazione, ma non dimentica certo la corruzione, la truffa-Parmalat, la tragedia della Thyssen. Anche per questo, le Acli sono preoccupate dello stato di salute della legalità in Italia".

Ci spieghi meglio.
"Non possiamo dimenticare lo scudo fiscale, con capitali consistenti che stanno rientrando dall'estero e con i loro titolari che mantengono l'anonimato. Proprio da noi, che siamo il Paese dei grandi capitali in mano alle mafie. La nostra preoccupazione cresce: ci vuole una riforma della giustizia, ma senza condoni di fatto".

Che tipo di riforma, allora?
"Più mezzi, più organici e più risorse. Chiediamo uno sforzo straordinario per la giustizia. Noi vogliamo avere più giustizia. Il governo invece fa il contrario: una riforma svincolata dagli investimenti significa infatti meno giustizia".

Andrea Olivero


PDL

I lanci di agenzia dal conclave del Pdl riportano il diktat del Premier: «Chi non è d’accordo sulle decisioni prese a maggioranza è fuori dal partito».

Ma non è il Popolo della libertà?

Un amico


LETTERA AL DIRETTORE

Caro Direttore,
ho appreso dal telegiornale regionale che a Medicina domenica 22 sotto il Voltone del Comune sono state distribuite gratuitamente dai volontari di Legambiente tantissime piantine per siepi e per alberature, con il patrocinio e il contributo del Comune. Sarebbe bella un'analoga iniziativa per Lugo, che diventerebbe ancora più vivibile e più vicina al motto: più clorofilla e meno effetto serra. Ci posso sperare?
Confidando nella certezza che l'Amministrazione legga questo giornale, saluto assieme a Lei tutti i Lughesi

Lucia Baldini


IL DUCA DI LUGO

Da qualche giorno su tutti i giornali del mondo si parla del Duca di Lugo.
No, non siamo tornati ai tempi antichi.
E Lugo, dove signoreggiarono i Conti di Cunio prima e gli Estensi poi, non è
stata retrocessa , come potrebbe sembrare, da libero Comune, fiorente centro di attrazione economico e commerciale della Bassa Romagna, a livello di feudo.
La Lugo, di cui in questi giorni si stanno largamente occupando le cronache giornalistiche, non è la nostra, quella del Pavaglione, bensi’ una città un po’ piu’ popolata (sfiora gli 85 mila abitanti) della Galizia, una regione della Spagna.
Da tempo non è più moda consultare il Gotha, il secolare annuario della nobiltà europea.
Forse non si pubblica nemmeno più.
Ma forse basta Internet.
Dove si può trovare conferma del fatto che la Lugo spagnola sarebbe diventata ducato una quindicina di anni or sono quando Elena di Borbone, primogenita del re di Spagna, decise di convolare a nozze con Jaime de Marichalar.
Un affascinante aristocratico basco cui il futuro suocero volle conferire subito un più altisonante titolo nobiliare: duca di Lugo.
Il matrimonio è ora entrato in crisi, si va rapidamente verso la separazione.
Ma anche, a quanto pare, verso la revocazione della relativa nomina.
Poco male.
Ormai cosi’ va il mondo.
Viene spontanea, comunque una domanda.
I due (il duca e la duchessa di Lugo) hanno avuto due figli : Felipe Juan che ora ha 11 anni e Victoria Federica di 9.
Se il titolo viene revocato al padre che cosa accadrà ?
I due nipoti del re di Spagna saranno degradati al rango di “non nobili” ?
Oppure, visto che la loro madre, l’ Infanta Elena , continuerà, malgrado tutto, ad occupare uno dei primi posti nella graduatoria per la successione al trono Spagna (tra l’altro anche il fratello Filippo, principe ereditario, si è sposato , un po’ morganaticamente con Letizia Ortiz, ormai ex conduttrice televisiva) verranno rinobilitati con altri adeguati riconoscimenti di portata araldica?
Nel nostro continente l’istituto monarchico pare avviato da tempo verso il viale del tramonto.
Trascinando con se istituzioni ancora più antiche.
La nostra Costituzione ha da tempo abolito i titoli nobiliari.
Tuttavia un emendamento ha consentito, e probabilmente consente ancora, la possibilità di integrare nei cognomi anche i predicati nobiliari.
I titoli feudali, i più antichi, i più aristocratici, i più duri, i più militareschi.
E penalizzando, invece, quelle che furono a suo tempo le ascrizioni ai vari patriziati cittadini che premiavano, molto spesso, coloro che avevano operato al servizio della comunità.
Ne fu un esempio la Repubblica Romana.
D’altronde è abbastanza evidente come anche nella Lugo dei nostri tempi, quella di Romagna, dove peraltro forse non si sa più chi fosse Uguccione della Fagiuola, cui sarebbe dovuta la Rocca che protegge il Pavaglione, non si è spenta del tutto la memoria dei Biancoli, degli Emaldi, dei Manzoni, dei Marescotti, dei Ricci Curbastro.
Il patriziato di una comunità nella quale è sempre stato vivo il culto di un Impegno civile.

Costantino Cavallini
 


LA RISTRUTTURAZIONE DI VILLA MALERBI

’Pubblichiamo anche se con “grave” ritardo per motivi tecnici di cui ci scusiamo, le informazioni fornite dal Sindaco di Lugo al sig. Giorgio Fugattini, relative alla ristrutturazione di Villa Malerbi.
Il direttore


Lugo, 4 novembre 2009

Al Sig. Fugattini Giorgio
Via Wagner, 1
Lugo


Egregio sig. Fugattini,
desidero risponderLe in merito alla questione posta nella lettera che ha inviato al direttore di PavaglioneLugo.net e riguardante la situazione della ristrutturazione di Villa Malerbi.
Premetto che l’Amministrazione Comunale di Lugo tiene particolarmente al recupero del complesso monumentale di Villa Malerbi che da oltre due secoli è considerata una istituzione culturale di rilievo ed un’eccellenza architettonica della Città per il peso culturale dell’Istituto e la didattica insegnata, per la sua storia, per il prestigio delle personalità artistiche che ne hanno fatto parte in qualità di docenti e per i numerosi musicisti che qui hanno intrapreso la loro formazione musicale. Allo scopo di una maggiore chiarezza ritengo opportuno illustrarLe sinteticamente, di seguito, lo stato dell’arte della progettazione e dei lavori già realizzati, e puntualizzare che la suddivisione del cantiere in più stralci esecutivi con importi relativamente contenuti, ha determinato e determina l’inevitabile dilatazione dei tempi complessivi dell’intervento generale legati alla progettazione, appalto, esecuzione e collaudo delle opere rientranti nei singoli lotti.
Convengo con Lei che i tempi di recupero vanno oltre la programmazione iniziale. Tale situazione è determinata dalle risapute problematiche economico/finanziarie che in questi ultimi anni hanno penalizzato enormemente gli investimenti degli Enti Locali ed all’obbligatorio rispetto del patto di stabilità, ovviamente con ricadute negative sui progetti delle Aministrazioni.
Il progetto complessivo di restauro e riuso del complesso monumentale “Villa Malerbi” mira a raggiungere due obiettivi: da un lato assicurare la conservazione dell’edificio principale “Villa”, della sua dependance “Studio d’Artista” e del giardino di pertinenza, dall’altro il riuso integrale dell’immobile mantenendo la destinazione a Centro Musica con particolare attenzione al miglioramento acustico di ogni corpo di fabbrica e di ogni singolo ambiente interno. Al piano terra troveranno ubicazione diversi ambienti dedicati alle ricerche musicali alla biblioteca, ad un ampio spazio polivalente per incontri, saggi musicali etc.; al piano primo la parte amministrativa e le aule didattico/musicali al secondo altre aule e la “sala teatro” con il soffitto decorato. L’intervento generale comprende più approfondimenti progettuali nonché diversi stralci esecutivi di opere, il primo già ultimato e collaudato ha comportato il consolidamento complessivo della Villa migliorandone il comportamento antisismico con opere di rinforzo delle fondazioni, dei solai e delle murature portanti nonché realizzando lavorazioni puntuali di consolidamento quali il rinforzo di archi e volte in muratura con impiego di componenti in fibre di carbonio.
Inoltre nell’ambito dei lavori del I° lotto si è provveduto alla completa ristrutturazione del sistema della copertura della Villa, articolato in più corpi di fabbrica collegati fra loro nonchè all’intonacatura e dipintura quasi completa delle facciate esterne della Villa stessa. Il II° lotto, in corso di collaudo, ha interessato il consolidamento strutturale, fondazioni, solai e murature portanti con il completo ripristino del tetto del corpo di fabbrica annesso, dependance, nonchè la messa in opera di ulteriori opere edili all’interno del corpo principale della Villa. Il primo lotto ha comportato un impegno finanziario di 516.000,00 Euro, il secondo di 405.000,00 Euro, costi comprensivi di IVA e spese generali. Attualmente è in corso la progettazione esecutiva di un terzo lotto dell’importo complessivo di €. 1.000.000,00 di cui €. 350.000,00 concessi dalla regione Emilia Romagna.
Il progetto relativo al terzo stralcio, i cui lavori inizieranno nel primo semestre 2010, prevede la realizzazione di ulteriori opere di consolidamento strutturale, la realizzazione di lavorazioni impiantistiche, l’abbattimento delle barriere architettoniche mediante l’istallazione dell’impianto ascensore, la realizzazione di alcune opere di restauro relative alle aggettivazioni decorative nelle zone in maggior stato d’avanzamento dei lavori, ad esempio il recupero del soffitto dello spazio al secondo piano “sala - teatro”, la cui spazialità è stata integralmente ripristinata in occasione delle opere realizzate nell’ambito dei lotti precedenti, ambiente che si affaccia verso sud mediante l’apertura tripartita presente nella parte centrale della facciata che qualifica e caratterizza il prospetto principale della Villa. I lavori del terzo lotto, escludendo eventuali imprevisti comunque da ritenersi realisticamente fisiologici per interventi di ristrutturazione come quello in esame, hanno come obiettivo l’ultimazione del recupero dell’intero piano primo.
Credo di aver esposto con chiarezza la situazione e con ciò di aver risposto alla Sua domanda. L’Amministrazione ha fatto in questi anni ciò che sta nelle sue possibilità. Per il resto si deve prendere atto che tira aria non favorevole alle Autonomie Locali. Lo si evince dalla vicenda Malerbi e da tanti altri progetti ritardati o rinviati per effetto di scelte non dipendenti dalla nostra volontà. Ma questo, come si dice, è un’altra storia….
Con cordialità.
Il Sindaco
Raffaele Cortesi


Sorridere, sempre!

E’ stato il rappresentante del popolo italiano, il suo Presidente Silvio Berlusconi, a presiedere, a Roma, il vertice nazionale della FAO, l’organizzazione che si occupa della fame del Mondo. Un Berlusconi in gran forma, come sempre, con il sorriso sulle labbra.
Avete mai confrontato il suo modo di presentarsi agli elettori, rispetto a quello dei leaders della sinistra, serio, “composto”, impegnati al cellulare o a prendere appunti?
Ai membri della FAO Berlusconi ha regalato una battuta su Carlo Marx (“Lavoratori di tutto il mondo, scusatemi”) ed altre amenità, nel dare la parola agli ospiti.
Una parola avente per tema la morte di un bimbo, per fame, ogni cinque secondi…..
Ma l’Italia, è il bel Paese!

Arrigo Antonellini


Un altro partito???

Sembra davvero impazzita la politica del nostro "bel paese". Con miloni di italiani che soffrono della "influenza B", la malattia della terza settimana che sembra non avere vaccini preventivi, il come fare nei dieci giorni che ancora mancano allo stipendio per chi ce l'ha ancora, il Governo propone ANCORA provvedimenti per liberare il presidente del consiglio dai suoi problemi con la giustizia, dopo la bocciatura del lodo Alfano, mentre qualche illuste esponente della pazza politica italiana fonda un nuovo partito. E lo fa chi di partiti ne ha già frequentato una decina.
Non basta dire, "chi se ne frega". E' infatti un segnale troppo pesante di quanto si stia allargando il baratro tra politici e cittadini.
Un partito in più è destinato a far aumentare il numero di coloro che non vanno più a votare, più di un italiano su quattro. Un'operazione, fondare un partito con schede elettorali come lenzuoli con dozzine di simboli, dovrebbe essere considearto un reato, visto che si vuole parlare di giustizia..........

Arrigo Antonellini


I lavori di ristrutturazione del Malerbi

Le scrivo per comunicarle che in seguito al mio quesito sulla ristrutturazione del Malerbi (inviato a nuora perché suocera intenda), ho ricevuto una lettera di risposta inviatami dal Sindaco di Lugo. Nella lettera si riconosce che i tempi si sono allungati, si fa un elenco dettagliato dei lavori già fatti e degli importi dei lavori eseguiti e si dice che entro il primo semestre 2010 ripartiranno i lavori con l’obbiettivo di terminare il recupero del primo piano. Non è chiaro, quindi, quando i nostri ragazzi potranno ritornare a fare lezione nello storico stabile.

Mi sembrava doveroso informarvi di questo. Buon lavoro.

Giorgio Fugattini

“Suocera” intende, se “nuora” è un soggetto “autorevole”!!? Ci piace essere utili: ci siamo solo per questo, leggeteci e fateci leggere, lo saremo sempre di più.

Nel merito, con l’occasione, ringraziamo il Sindaco per darci la possibilità di dare la notizia che i lavori riprenderanno entro il primo semestre del prossimo anno.

Ma ripetiamo ancora una volta: sbagliato dare informazioni, specie da parte degli organi politici e non di quelli tecnici, sui tempi di consegna ai cittadini-proprietari di opere pubbliche, se non relativi a tempi ASSOLUTAMENTE certi e indipendenti da qualsiasi evento o situazione esterna, di qualsiasi tipo. Necessario assumersi in toto la responsabilità di tempi annunciati e non rispettati.

Il direttore


UNA PRESA IN GIRO

lo so che il titolo della mia lettera non è affatto originale, ma mi pare il più rispondente al vero.
I "nostri" parlamentari, scelti con una legge elettorale "infame" grazie alla quale sono stati i segretari dei partiti a mettere i candidati in un ordine che garantisse l'elezione degli "amici", si sottopongono a un esame di vetro, trasparente: hanno preso l'iniziativa di far sapere al popolo, che, loro, non si drogano.
Peccato che qualsiasi medico condotto, con tutto rispetto, sia in grado di dire che trattasi di una burla, dal momento che basta un'astensione di pochi giorni, per risultare puliti.
Solo due considerazioni.
La prima è che il vero esempio che i parlamentari danno al popolo è quello che risulta utile "prendere per il cu...".
La seconda, la soddisfazione che per tre o quattro o giorni, gli "interessati", ammesso che ce ne siano perchè non è certo questo ciò che voglio "immaginare", dovranno astenersi......

Arrigo Antonellini


UNA SQUADRA SPECIALE

Alè alè forza Fusignanè!
Questa è la frase che pronunciamo a fine allenamento.
Voi penserete che la squadra di minibasket in cui mi alleno sia come le altre, beh, si pensate questo vi sbagliate. C’è qualcosa che la rende speciale, ogni allenamento lo trasformiamo in gioco, secondo me questo accade grazie a tutti i miei compagni ed ai miei allenatori, Gemi e Fede 
Proprio perché siamo tutti diversi formiamo un magnifico gruppo. Assieme, siamo come un puzzle e ognuno di noi è un pezzo importante: c’è chi non sbaglia un canestro, chi sa passare la palla attorno alle gambe velocissimo, chi riesce a rubare sempre il pallone e fare bei passaggi.
Gemi e Fede ci insegnano la tecnica, le regole, ci consigliano, correggono i nostri errori, scherzano, ci strapazzano e fanno battute divertenti, però sempre meglio non farli arrabbiare .
Continuerei a raccontarvi cosa sappiamo fare, ma fate prima a venire alle nostre partite, tifando Alè Alè FORZA FUSG!!!

P.S.: Ci hanno insegnato che non importa vincere ma divertirsi insieme!

Valeria Scuola Basket Fusignano
Allenamenti: Pulcini, nati nel 2003 – 2004 lunedì e giovedì dalle 17,00 alle 18,00 palestrina delle Scuole Medie;
Scoiattoli, nati nel 2001 – 2002 lunedì e giovedì dalle 18,00 alle 19,00 palestrina delle Scuole Medie;
Aquilotti, nati nel 2000 lunedì e giovedì dalle 19,00 alle 20,00 palestrina delle Scuole Medie;
Esordienti, nati nel 1998 – 1999 martedì e venerdì dalle 18,30 alle 20,00 Palasport di Fusignano;
Under 14, nati nel 1996 – 1997 lunedì dalle 15,30 alle 16,30, martedì e venerdì dalle 17,00 alle 18,30 Palasport di Fusignano.
Per informazioni: Andrea Geminiani 338 4546993.


RUTELLI? CHI ERA COSTUI ?

Mettiamo la foto così a qualche lettore potrebbe venire in mente chi è!
Sì, perché una delle cose che ha avuto i titoli dei giornali, riguarda questo signore, la sua decisione di cambiare partito per la decima volta...
Ma il tema è: "Che me ne frega a me?"
Sembra, mi pare di aver sentito dire, che se ne parla perché il tema sarebbe quanti voti perderà il PD, il mio partito, con la sua dipartita.
Ho provato a fare un'indagine campionaria con i miei scarsi mezzi. Ho chiesto a una ventina di votanti Pd se cambierà voto a seguito di questo terremoto politico dell'undicesimo cambio d partito di Rutelli. Non ne ho trovato uno che mi abbia detto di sì, e dire che come è noto, il campione era quello giusto, quello dei cattolici del Pd; non ne ho trovato uno che mi abbia detto che nel PD si sentirà nudo, dopo la dipartita di Rutelli.
Parlo di questo non perché mi interessi Rutelli (forse si sarà capito) ma perché mi interessa quella cronaca politica, quei commentatori politici, che ancora pensano che, come succedeva negli anno Novanta, ci siano persone in grado di spostare, con le loro scelte, migliaia di voti. Una cronaca politica che ancora pensa che ci sia chi vota PD, perché Rutelli vota PD!? Dico Rutelli ma potrei dire Fassino o Franceschini o chiunque altro.
Il mondo cambia velocemente, velocemente cambiano usi e costumi, ma i commentatori politici, come i politici, sono ancora quelli di trent'anni fa.
Con l'uscita di Rutelli il Pd perderà 12 voti, amici, parenti e il portaborse. Forse invece saranno tredici quelli che non votavano Pd perchè c'era il NOSTRO candidato a sindaco di Roma, e che ora voteranno PD. Ma soprattutto ci saranno migliaia di persone che continueranno a votare Pd, più convinti!
Bastava non intervistarlo, visto che la sua scelta interessa dodici persone, bastava lasciarlo ad un suo comunicato stampa. Quand'è che i media parleranno di ciò che interessa davvero la gente; quand'è che il governo farà ciò che interessa la gente, piuttosto che pensare solo al rischio dei tribunali?.

Arrigo Antonellini


PRATICHIAMO ANCORA LA GIOIA

“Eravano una , due , tre persone in qualche comune , ed abbiamo fatto in realtà l'impossibile, non solo per i mezzi a disposizione ma anche per il tempo! Eravamo da soli, dobbiamo rendercene conto, e dall'altra parte una macchina consolidata con i tanti volontari che ovviamente parlavano per espandere il proprio pensiero. Tutti gli amministratori contro, la Tv inesistente se non nell'ultima settimana per Marino, tutti i big a fare iniziative
A Cotignola sono andata in giro solo venerdì e sabato, fra lavoro ecc ecc ecc, e fra i giovani che ho incontrato ed avuto occasione di parlare , circa una decina , otto sono venuti, fra cui 3 sedicenni! Ho parlato anche con gli immigrati che incontravo, sono venuti in 9!
Io credo che non dobbiamo disperderci, non per fare ovviamente corrente alcuna, ma per lavorare sul pezzo, cioè sugli argomenti che ci interessano ed espandere tali argomenti in modo che questo seme non vada perso , fare iniziative, politica! Dedicare tempo ad intercettare i tanti che vorrebbero il Pd che vogliamo noi, anzi farlo proprio diventare come vogliamo, ma sopratutto ritrovare la gioia, si la gioia di esserci e della speranza anche per una socialità diversa, come abbiamo avuto in questo ultimo mese!
Pensa sono stata avvicinata da un babbo, mi ha detto mio figlio sta dando la maturità, vorrebbe partecipare lo sento che gli interessa ma non trova interlocutori, è più verso Grillo, magari se organizzate qualcosa chiamatelo!
C'è tanta tanta tanta energia!
E’ stata una prova che la base può contare, che il pulito c'è, ed il pulito ha vinto, anche rischiando, anche rischiando un insuccesso elettorale che in realtà non c'è stato!!!!
Io penso ok riposiamoci ma poi ripartiamo, con calma , con ritmi "umani" , ma pratichiamo ancora la gioia!

Un sostenitore della “novità Marino”


SERVIZI PUBBLICI DI QUALITÀ

Un grande tavolo di confronto con governo, regioni e autonomie locali per discutere di come riorganizzare la macchina pubblica e offrire servizi pubblici più efficienti ed avanzati ai cittadini e alle imprese. Questa la richiesta di Carlo Podda (Fp Cgil), Giovanni Faverin (Cisl Fp), Giovanni Toluccio (Uil Fpl) che si dicono convinti della necessità di puntare sulla partecipazione dei lavoratori e sul coinvolgimento di tutti gli stakeholder affinché ci sia rinnovamento vero. Un confronto sui modelli organizzativi, sulle professionalità, sugli spazi di innovazione per una risposta adeguata ai nuovi bisogni del Paese.
Per questo Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Fpl hanno inviato congiuntamente al Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Silvio Berlusconi, al Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, ed al Presidente dell'Anci, Sergio Chiamparino, una lettera in cui chiedono formalmente che l'apertura della tornata contrattuale coincida con la convocazione del tavolo.
La crisi economica attraversata dal Paese evidenzia la necessità di un sistema di servizi pubblici in grado di fornire un sostegno effettivo e tempestivo ai bisogni di cittadini e imprese. Una crisi che ha reso ancor più evidente la centralità della pubblica amministrazione nell'affrontare congiunture economiche negative, fornendo servizi indispensabili per la qualità della vita e la coesione sociale.
In questo contesto si inserisce la tornata di rinnovi contrattuali del pubblico impiego, un contesto che richiederebbe uno sforzo di innovazione che coinvolga tutti gli attori a vario titolo interessati al funzionamento dei servizi pubblici: i lavoratori, le amministrazioni locali e centrali, le imprese, i cittadini. Ma soprattutto l'avvio di un processo democratico e contrattato di riforma che punti all'efficientamento ed all'estensione dell'offerta di servizi, alla loro predisposizione in base alle reali necessità del territorio e delle persone.
Un sistema pubblico costruito su processi democratici che tengano conto dell'esperienza di chi i servizi li offre giorno per giorno, e delle necessità di chi li utilizza. All'interno di questo quadro di confronto, Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl predisporranno le piattaforme contrattuali, ed i governi locali e nazionale dovranno stanziare le risorse necessarie.

  CGIL FP                   CISL FP                      UIL FPL

Carlo Podda          Giovanni Faverin         Giovanni Torluccio


PRIVATO DEL DIRITTO DI VOTO

"Io oggi sono stato mandato a casa senza poter votare...perchè sono stato in lista per le comunali per conto di un partito differente dal PD...mi sono sentito privato del mio diritto di voto e mi ha dato una bruttissima sensazione...secondo te che senso ha tutto ciò? Che una realtà che sta cercando di darsi una credibilità e che debba essere l'appoggio dei cittadini che si sentono "all'opposizione" rifiuti l'aiuto di tutti coloro che vogliono sostenerli?"

Lettera firmata da un ragazzo di vent’anni.

Ho tentato di esprimerti tutta la mia solidarietà “politica” nel mio articolo di ieri, “Clamoroso autogol del PD”.

Arrigo Antonellini


L’ ASSENTEISMO SI SCONFIGGE CON LA COLLABORAZIONE

Per ridurre davvero l'assenteismo nella Pubblica Amministrazione, il ministro Renato Brunetta deve dare vita ''ad una riforma gestita con sindacati, enti locali e regioni. Perche' nessuno da solo fa nulla''. Lo ha detto il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, a margine della conferenza stampa per presentare la manifestazione del 31 ottobre della Cisl Scuola. Commentando la marcia indietro di Brunetta sui dati sull'assenteismo sulla P.A., Bonanni ha spiegato: ''Brunetta non se la puo' cantare e suonare da solo. Prima ci dice che e' sconfitto l'assenteismo e poi che non ce l'ha fatta. Nessuno - ha spiegato il leader della Cisl - puo' sconfiggere l'assenteismo senza rispettare i lavoratori e senza criteri e dati statistici certificati. Ma soprattutto - ha concluso Bonanni - senza dare vita ad una riforma gestita con sindacati, regioni ed enti locali. Ci vuole cooperazione tra i soggetti''.
''Nessuno puo' sconfiggere l'assenteismo senza rispettare i lavoratori del pubblico impiego, senza il rispetto di criteri e obiettivi e certificati, senza dare vita ad una forma gestita con sindacati, Regione e Comune. Non esiste cambiamento -ha evidenziato Bonanni - senza collaborazione tra i soggetti. Nessuno da solo fa nulla -ha concluso- ognuno da solo puo' fare confusione''.
 


SEMPRE PIU’ BRAVO

Ormai, purtroppo, conosciamo da anni l’imprenditore Silvio Berlusconi, ma va detto che la sua bravura, non finisce ancora di stupire!
Le Primarie di domani 25 aprile daranno al Pd l’onore della prima pagina dei media. Nell’eventualità che i votanti siano molti, il Pd potrebbe raccogliere un 1 per cento in più nell’audience di gradimento, o nella percentuale di voti previsti dai sondaggi (due numeri, gradimento nell’audience e voti, che nella politica di oggi sono esattamente la stessa cosa) a scapito del centro destra.
Il Maestro, ormai da decenni, della programmazione delle sue personali reti televisive, impostata perché “vinca” l’audience con la Rai, non poteva non pensare a qualcosa che attirasse su di sé l’attenzione generale, alla vigilia delle Primarie dell’”avversario”.
Sfido chiunque a trovare qualcosa di maggior oggetto di interesse, che non l’abolizione di una tassa!
Il Nobel Mondiale incontrastato da trent’anni, delle Scienze della Comunicazione”, ha fatto il suo ennesimo centro, con l’”idea” (già, l’idea!) dell’abolizione dell’Irap, a 48 ore dalle Primarie del Pd, “rubando” le prime pagine dei giornali e le notizie di apertura dei Tg e dei Gr.
Ho scritto ancora che nel lontanissimo ‘76, il mio docente di Scienze della Comunicazione teneva il corso sul “Caso Silvio Berlusconi”. Non conosco se il suo collega di urbanistica faceva la stessa cosa con “Milano 2”, perché non ho fatto architettura.
“Silvio Berlusconi” ce lo faceva studiare per capire come oggi (allora), si deve puntare al potere, con quali nuove strategie, piuttosto di come lo si era fatto in Germania e in Italia nel primo dopoguerra, e lo si stava facendo in America Latina, proprio in quegli anni della mia Università. Peccato davvero che mie compagni di corso non siano stati gli allora leader della Dc e del PCI, troppo impegnati, per capire, mentre erano in sala trucco, nei camerini di Canale 5, per essere intervistati, in prima serata, da Silvio Berlusconi.
Eterno potere dei riflettori! Piuttosto stupisce che noi si consenta che sotto i riflettori, ci siano ancora quelli di allora, persino nel Partito Nuovo. Mentre a noi rimane il peso da pagare che a governare, “quelli” abbiano lasciato che arrivasse LUI, con la sua straordinaria, ma neanche troppo “nascosta”, strategia da Nobel!
Davvero una goduria, la mia, poco dopo Tangentopoli, iniziare a vivere nei fatti, gli studi teorici di “tanti” anni prima...

Arrigo Antonellini


BENE...SANITA’

Cronaca, solo cronaca, senza commenti. Quelli li lascio ai media della “malasanità”.
Dolore ad un occhio. Esco dall’ufficio, a Ravenna, alle 16. Alle 18,15 il farmacista mi dava la cura.
Alle 16 ho usato, da buon pendolare, dal luogo di lavoro (Ravenna, appunto), a casa (il Cuore della Romagna), i “lentissimi” mezzi pubblici, quelli che dopo il Ventennio è di uso corrente dire che non arrivano mai in orario; alle 16,45 sono entrato al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Lugo facendo un pò di fila; alle 17,30 sono stato visitato dall’oculista, dopo aver fatto fila; alle 18 sono tornato al Pronto Soccorso come richiedono le norme burocratiche (le odiatissime norme burocratiche); ho chiesto se dovevo pagare subito e mi hanno risposto, “niente da pagare”; alle 18,15 il farmacista mi dava la cura...
Ovviamente non ero atteso, non c’era stata alcuna prenotazione.
Se poi la cura mi farà guarire, direi che è un dettaglio. Questo è tutto un altro discorso: oggi ciò che conta è la forma, l’apparire, non la sostanza, il contenuto.

Un paziente


SINISTRA Democratica dalla parte dei metalmeccanici, della Fiom e della CGIL

 

IL contratto dei Metalmeccanici – Un passo indietro nella condizione dei lavoratori.

La firma separata del contratto dei lavoratori metalmeccanici segna un
passo indietro a danno dei lavoratori. Questo e' evidente specie nel sistema delle relazioni sindacali e sociali per il carattere escludente e discriminatorio, rispetto la maggiore Organizzazione Sindacale dei lavoratori metalmeccanici, la Fiom-CGIL. Nel “nuovo contratto” si sanciscono principi di sostanziale limitazione delle dinamiche salariali e normative. Inoltre, ai lavoratori viene negato il diritto di esprimersi con un voto di accoglimento o di rifiuto. Tutto questo si realizza con la complicità del governo e il disimpegno dell'opposizione Parlamentare.
Sinistra Democratica, senza perplessità e con chiarezza, e' solidale con i lavoratori, la Fiom e la CGIL e chiede con forza che i lavoratori interessati, siano lasciati liberi, in piena autonomia e libertà di scegliere con un voto democratico se la conclusione alla quale si è pervenuti, nel contenuto e nel metodo, e' da approvare o no.
Sinistra Democratica sarà presente in ogni momento di lotta per dare sostegno a quella giusta di una grande categoria di lavoratori e per cambiare la condizione di vita dei lavoratori italiani in generale.
IL LAVORO HA GIA' DATO
Gli sia riconosciuto con un buon contratto.

Sinistra Democratica
Coordinamento Provinciale di Ravenna


Le Primarie anche nel calcio

E così, leggendo i giornali, sembra abbiano deciso, “là dove si puote”, di darmi Lippi! Ma non mi ricordo di averlo chiesto!?
Io, sì, tifoso Juventino, che, ovviamente, com’è necessario e quindi giusto, mi riconosco nelle “decisioni” (?) della maggioranza dei tifosi.
Questa cosa della scelta dell’allenatore di una squadra di calcio, mi fa pensare.....
Che cos’è una squadra di calcio? Qual è il soggetto la cui mancanza, farebbe scomparire una squadra di calcio?
La prima cosa che viene in mente, è ovviamente il presidente, il “padrone”. Ma le cronache sono piene di presidenti che si sono dimessi, anche all’improvviso, ma le squadre di cui erano padroni, ci sono ancora, hanno trovato un altro padrone. Ovvio, una squadra di calcio è un “bene” che ha un prezzo e quindi soggetta a trovare qualcuno, che quel bene lo acquisti, magari anche in tribunale dopo un fallimento.
Allora, chi dà il valore economico ad una squadra di calcio che è la fonte della sua eistenza?. I giocatori, viene da pensare. Ma Zanetti è andato via dalla Juve, e la Juve c’è ancora.
Eppure c’è qualcosa, qualcuno, che se, se ne va, la Juve la fa sparire davvero? Sono io, Arrigo Antonellini.
Io, inteso ovviamente come la comunità dei milioni di tifosi della Juve. Andiamo via tutti e la Juve sparisce. Non può più fare contratti pubblicitari, non ha più nessun valore commerciale, non troverà un padrone!
Facevo la stessa considerazione quando facevo il Liceo e si dicuteva, prima del’ 68, di chi fosse la scuola? Del preside, degli insegnanti, dei genitori che pagano le tasse, del Ministro? Quando facevamo sciopero la scuola era chiusa. Fosse andato via il Preside o gli insegnanti, sarebbero arrivati i supplenti. Fossimo andati via tutti noi studenti, tutti a lavorare, il Liceo avrebbe chiuso. Sparito, come il busto di Ricci Curbasto...
Arrivai alla “folle” conclusione che la scuola non era di chi la pagava, i genitori (il presidente della squadra di calcio); né di chi ci lavorava, gli insegnanti e l’altro personale (i giocatori e l’apparto tecnico), ma degli studenti (gli utenti della società, i tifosi).
E se io, i milioni di tifosi juventini, avessimo voce in capitolo nel dire se vogliamo o no Lippi? Dov’è l’inghippo? Nella possibilità che milioni di persone si organizzino, chiedano, rivendichino un loro “diritto”. Non i 5mila che fanno casino allo stadio, ma la maggioranza dei milioni di tifosi.
Impossibile? Certo, ma attenzione: il mondo è in profonda trasformazione, sarà bene che anche i padroni delle squadre di calcio si aggiornino su ciò che sta succedendo. Ci sono “cose” nuove, “strumenti” nuovi (Pavaglionelugo.net, nella Bassa Romagna!), c’è la Rete. Si sta sviluppando uno strumento nuovo di partecipazione, democrazia, dalle potenzialità infinite. Se ne sono accorti persino i partiti politici (ovviamente, per ora, solo, quello “migliore”) che fa scegliere al popolo il nome dell’allenatore.
Può essere che tra qualche anno, caro presidente della Juve, se fai una “cazzata”, ti trovi lo stadio vuoto, ma soprattutto che chi ti paga la diretta delle partite si accorga di non avere audience e non compri più le dirette della tua squadra. Dopo, andrai a presiedere la bocciofila del quartiere, con enorme rispetto per le bocciofile, che del resto per tanti versi, sono assai “meglio” di una società professionistica del calcio italiano!

Lettera del direttore del giornale, al presidente della Juventus


E il Malerbi?

Sono un genitore di ragazzi che frequentano la scuola di musica Malerbi. Non ricordo neanche più se è stato quattro o cinque anni fa (di tempo ne è passato davvero tanto), che la scuola è stata trasferita nella sede “provvisoria” per permettere i lavori di ristrutturazione della palazzina omonima. Quando i lavori iniziarono, noi genitori fummo convocati e ci dissero che in due, massimo tre anni i lavori sarebbero stati completati. Era pronto uno stanziamento che sarebbe stato erogato in due tempi successivi. In seguito ci fu comunicato che i due stanziamenti erano stati accorpati e quindi si sarebbe proceduto ancor più spediti nei lavori. A oggi lo stato di “avanzamento” dei lavori è sotto gli occhi di tutti, basta andare a misurare l’altezza delle piantagioni spontanee (leggasi erbacce).

Dopo questa premessa le invio una brevissima lettera che tramite lei spero possa arrivare a chi di competenza. Il testo della lettera è molto breve:

E il Malerbi?

Grazie per l’attenzione.

Un genitore Fugattini Giorgio - Lugo


Tagliare le consulenze per rinnovare i contratti dei dipendenti pubblici

“Tagliare le consulenze nella Pa e con i risparmi rinnovare i contratti del pubblico impiego”, il segretario della Cisl Fp Giovanni Faverin rilancia l’idea all’indomani delle sollecitazioni del presidente della Camera Gianfranco Fini.
“Solo in pochi casi – afferma Faverin – le consulenze e gli incarichi fiduciari nelle amministrazioni pubbliche sono giustificate al di là delle ragioni clientelari o di spoils system. Noi riteniamo che sia giunto il momento di cambiare strada e decidere finalmente di scommettere sulla professionalità delle tante ottime risorse interne alle amministrazioni”.
Dal sindacato, dunque un messaggio chiaro: “Chiediamo al governo di tagliare l’80% dei 2,5 miliardi di euro in consulenze e con quei soldi rinnovare i contratti dei dipendenti pubblici. In una nuova prospettiva di efficienza e qualità dei servizi pubblici è indispensabile pensare a pagare bene i lavoratori che si impegnano utilizzando le risorse risparmiate sulla spesa improduttiva. Risorse già disponibili ma oggi male utilizzate che possono tornare alla contrattazione”.
D’altra parte continua il segretario “è la logica del nuovo modello contrattuale che abbiamo sottoscritto con il governo. Ora chiediamo all’esecutivo di essere conseguente: dia il buon esempio, tagli la spesa per incarichi ad personam negli enti centralizzati e firmi un buon rinnovo di contratto che incentivi la produttività e la professionalizzazione dei dipendenti pubblici. Così facendo si aiutano non solo i lavoratori bravi e meritevoli ma tutti i cittadini. Visto che personale più motivato vuol dire risposte più veloci gli utenti e miglior difesa delle fasce deboli”.
Valorizzare le persone a partire dal reclutamento e l’avanzamento di carriera: “Come ha ricordato il presidente Fini il concorso deve rimanere lo strumento essenziale per accedere e per crescere nella Pa, senza scorciatoie. Solo così infatti si assicurano parità di condizioni di partenza, selezioni meritocratiche, apertura delle amministrazioni ai giovani qualificati e alle nuove professioni. E si tengono lontane le ingerenze della politica che rallentano, quando non impediscono, il buon funzionamento della macchina pubblica” ha concluso il segretario.

Roma, 14 ottobre 2009


E SE VINCE MARINO?

Nel dibattito sulle Primarie del Pd, del prossimo 25 ottobre, è entrato un ragionamento sull’esito del voto, in particolare sulla norma del regolamento che prevede che se nessuno dei tre candidati arrivasse al 50 per cento dei voti, il segretario verrà scelto dall’assemblee nazionale.
Bersani e Franceschi, sembra si sia accordati che rispetteranno sino in fondo l’esito del voto degli elettori, senza trasferire la decisione al partito. Chi avrà più voti, qualsiasi percentuale abbia ottenuto sarà il nuovo segretario.
Si legge che Marino non condivida questa cosa e si leggono anche commenti che ne spiegano così la ragione: perderebbe il “potere” di essere lui arbitro della scelta, schierando i voti dei suoi delegati, in assemblea nazionale, o su Bersani o su Franceschini, a seconda di cosa ne otterrebbe in cambio dell’appoggio.
Righe che faccio fatica a scrivere, ma trattandosi di cose lette, è doveroso fare cronaca.
Una sola considerazione. Sarebbe davvero bene che qualche giornalista intelligente chiedesse a Marino come si comporterà se risulterà lui, tra i tre, il più votato, ad esempio con un 35 per cento dei voti. Chiederà comunque che sia l’assemblea a decidere o proporrà a Bersani e a Franceschini di prendere atto che è lui il preferito dagli elettori.

Arrigo Antonellini


NO AL LODO ALFANO

 


Finalmente una proposta concreta...

Finalmente una proposta concreta per risolvere i problemi del Paese...con poche integrazioni renderà radioso il nostro futuro: in carcere le donne che indossano il burqa (*); in carcere i frati che portano la barba e indossano il saio (**); in carcere gli uomini che indossano la cravatta verde e mettono il fazzoletto verde nel taschino(***). (*) - sono un pericolo per la sicurezza - sotto il burqa portano le bombe (**) - sono contrari al Gorverno perché predicano l'accoglienza e la solidarietà (***) - sono pericolosi per l'ordine pubblico in quanto facinorosi rondisti.


PD(L) ambigua sigla di Pier Domenico Laghi


FINALMENTE QUALCUNO CHIARISCE UNA SENTENZA
 

Buon giornalismo è aiutare il lettore a capire i meccanismi del potere.
Avete mai sentito dire che due terzi dei giudici erano diversi nel 2004 ?
Avete mai sentito parlare di una postilla nella precedente sentenza ?
Possibile che i giornalisti che fanno domande non conoscano quasi mai bene il tema in questione ?
Giacomo Casadio

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Il no dei cinque giudici nominati dal Quirinale



È arrivata la decisione che s’intravedeva già prima della discussione e della camera di consiglio. Nelle ultime settimane i giudici costituzionali avevano studiato e cominciato ad affrontare tra loro il nodo del Lodo Alfano, sciogliendolo (a maggioranza) con l’idea di rispedire al mittente una legge illegittima.

L’altro ieri hanno ascoltato gli avvocati, tutti schierati a difesa della norma bloc­ca- processi per le più alte cariche dello Stato, ma senza cambiare idea. Anzi. Qualche accen­no nelle arringhe ha convinto almeno un pa­io di indecisi a dire che proprio no, un Lodo così fatto e così scritto non andava bene.

Qualcuno nella minoranza di chi voleva salvare la norma, almeno nella parte che so­spendeva il processo milanese a carico di Sil­vio Berlusconi per la presunta corruzione del­l’avvocato Mills, ha provato a proporre le co­siddette «soluzioni intermedie»: sancire l’in­costituzionalità ma sanandola con una sen­tenza che lasciasse intatta la parte che più in­teressava il governo e la maggioranza che lo sostiene. Non ce l’ha fatta, e nemmeno ha in­sistito più di tanto. Ha capito in fretta, dopo la decisa introduzione del relatore Gallo, che le sue argomentazioni erano troppo deboli ri­spetto al «macigno» già individuato dalla maggioranza dei giudici: una legge illegitti­ma due volte, nella forma e nella sostanza. Perché doveva essere costituzionale e non or­dinaria; e perché il principio di eguaglianza dei cittadini davanti alla legge è uno di quei capisaldi che per essere intaccato ha bisogno di tali giustificazioni, filtri e controfiltri (co­m’era ad esempio la vecchia immunità parla­mentare abrogata nel ’93) che forse il Lodo Alfano non sarebbe andato bene nemmeno nella veste di una riforma della Costituzione. Ovviamente bisognerà attendere le moti­vazioni della sentenza, ma ieri sera era que­sta la più accreditata interpretazione della de­cisione della Corte. Le voci che filtrano dalla riservatezza che avvolge il palazzo della Con­sulta parlano di una votazione finita 9 a 6 in favore della bocciatura, ma qualcuno ipotiz­za un scarto addirittura maggiore, 10 a 5 o anche di più. Circolano liste di nomi coi voti espressi, verosimili ma senza certezze. Nel­l’elenco di chi avrebbe voluto mantenere in vita la legge ci sono i tre giudici votati dal Parlamento e indicati dal centrodestra (Fri­go, Mazzella e Napolitano) più due o tre elet­ti dalle alte magistrature. Tutti gli altri si so­no detti contrari (compresi i cinque nomina­ti dal capo dello Stato e il presidente della Corte Amirante, che nel 2004 aveva steso le motivazioni della bocciatura del Lodo Schifa­ni), al termine di una camera di consiglio dai toni rimasti sempre pacati e tutto sommato sereni. Anche da parte di chi vedeva profilar­si la sconfitta e ha tentato di scongiurarla confidando sui desideri istituzionali di una soluzione meno traumatica.

Nemmeno l’argomento che ancora ieri se­ra veniva sbandierato dai parlamentari del centrodestra (la sentenza sul Lodo Schifani non aveva detto che serviva una legge costi­tuzionale) ha fatto breccia tra i giudici. Che in grande maggioranza, 11 su 15, non faceva­no parte del collegio del 2004. Però sanno leg­gere le motivazioni dei giuristi; è vero che nel precedente verdetto è scritto che il vec­chio Lodo era illegittimo «in riferimento agli articoli 3 e 24 della Costituzione», senza men­zionare il 138 che regola le riforme della Car­ta, ma subito dopo c’era un’aggiunta: «Resta assorbito ogni altro profilo di illegittimità co­stituzionale ». Il che può significare che una volta individuate le due violazioni citate pote­vano essercene anche altre, ma si decise di non entrare nel merito. Perché considerate «assorbite», appunto, dalla prima bocciatu­ra.

Questa dunque la sintesi della discussione di palazzo della Consulta, per come s’è svolta sul piano tecnico e giuridico. Però tutti i giu­dici erano consapevoli che la loro decisione avrebbe avuto anche significati ed effetti poli­tici, e quindi può esserci una lettura anche «politica» della sentenza. C’è chi pensa, ad esempio, che con questo verdetto la maggio­ranza degli inquilini della Consulta ha voluto rivendicare la propria autonomia rispetto a qualunque pressione o tentativo di influenza­re le proprie decisioni; dai più felpati ai più espliciti, come la drammatizzazione dell’atte­sa nei palazzi della politica, gonfiata dalle di­chiarazioni sempre più allarmate accavallate­si fino a pochi minuti prima della sentenza.

La Corte ha fatto vedere di essere imperme­abile a tutto ciò, e ha fatto sapere che se si vogliono riformare la Costituzione e i suoi principi fondamentali bisogna farlo con chia­rezza e con le procedure previste, non attra­verso qualche scorciatoia. È come se le argo­mentazioni usate nell’udienza pubblica dai difensori di Berlusconi su una Costituzione materiale ormai diversa da quella scritta — quando l’avvocato Pecorella ha evocato un capo del governo eletto direttamente dal po­polo; o quando l’avvocato Ghedini ha soste­nuto che la legge è uguale per tutti ma la sua applicazione no — avessero svelato un tenta­tivo di cambiare le regole (o darle per cambia­te) senza rispettare le procedure. Disegnan­do una situazione di fatto diversa da quella scritta nelle leggi, e prima ancora nella Costi­tuzione. Così non è e non può essere, hanno stabilito i giudici della Consulta. Certamente alcune immunità o protezioni dai processi penali si possono prevedere e stabilire, ma as­sumendosi la responsabilità di farlo con gli strumenti adeguati. Che non a caso prevedo­no l’ipotesi del referendum confermativo. Passando da quella porta la riforma è pratica­bile, altrimenti no. Anche quando le esigenze della politica fossero diverse.

Giovanni Bianconi

Il Corriere della Sera, 8 ottobre 2009


Le elezioni le fanno vincere gli elettori

 

“Certo che, comunque vada a finire, il mio impegno sarà sempre a servizio del Partito democratico e non di una mozione»
Uno dei sei candidati: tre alla segreteria nazionale e tre a quella regionale.
Il direttore risponde

Bene così.
Non facile, dalla “periferia”, poter valutare con oggettività se la gara tra i sei si stia sviluppando con serenità o se si stia trasformando in uno scontro, come si legge sui giornali della destra.
Certo è che se qualcuno pensasse davvero che Franceschini risulti delegittimato nel suo ruolo di guida del partito, ci sarebbe da “inorridire”......e da fuggire dal partito!
In questi giorni i risultati del voto di una parte degli iscritti sono cronaca. Il dato politico che farà la storia del partito di questi anni, e ne condizionerà il futuro, sarà la mobilitazione popolare del 25 ottobre. Il numero di coloro che andranno a votare. Il vero impegno di tutti i dirigenti e di tutti gli iscritti è quello di attivarsi il più possibile perchè quel numero sia grande.
Le partite le vincono i giocatori, non i tecnici o i dirigenti. Le elezioni le fanno vincere gli elettori, non gli iscritti ai partiti.

Arrigo Antonellini


RECIPROCO RISPETTO NELLA DIVERSITA’

 

Carissimo Direttore,
colgo l’occasione per ringraziarla della collaborazione che il Pavaglione .net ha dato alla nostra conferenza stampa in onore del 350 anni dalla morte di san Vincenzo de Paoli, patrono della delle Conferenze di san Vincenzo, e della sua collaboratrice santa Luisa di Marillac, fondatrice delle Suore di Carità, presenti negli ospedali, anche a Lugo.
Durante la conferenza stampa, Lei ha illustrato il lavoro compiuto dallo sportello delle ACLI, che danno effettivamente un contributo importante alla rete di opere cattoliche che si sta creando nel nostro territorio, specialmente, come Lei ha fatto notare, per quanto riguarda il lavoro con gli extracomunitari.
Ma all’inizio Lei ha fatto anche un interessante accenno sul perché un giornale laico on-line come il Suo abbia collaborato ad una iniziativa dichiaratamente cattolica. Condivido la motivazione che Lei ha portato. Vorrei ritornare sull’argomento perché il corretto rapporto fra mondo laico e mondo cattolico mi ha appassionato e mi appassiona tuttora.
Non mi preme tanto riaffermare che occorre un reciproco rispetto delle diversità, perché mi sembra di insistere su una cosa ovvia: entrambi fanno parte della realtà sociale e senza libertà e “stima” nessun o scambio porta frutto. Mi interessa capire invece in che modo i due mondi possano confrontarsi in modo utile alla società. E vorrei analizzare il rapporto dal punti di vista di quello che per semplicità chiameremo il mondo cattolico, cioè le persone che si riconoscono nella Chiesa cattolica.
Qundo la comintà ecclesiale vive un momento di maturità consapevole di ciò che lei è per compito affidatole da CHI La ha costituita, cioè sale, lievito, allora riesce ad aprire un dialogo costruttivo con altre posizioni e lo fa nel modo più semplice, cioè mostrando la verità umana del proprio modo di vivere, come opportunità offerta alla società. E questo sia quando è politicamnte debole, come durante le invasioni barbariche, o nel periodo ottocentesco del “non expedit”, sia quando è predominante, come nei secoli XII e XIII, quando al prestigio anche pubblico affiancò una azione di costruzione reale che giustificò tale prestigio. Ma in entrambi i casi , fragile o potente , non si affidò ad altri per essere sostenuta, ma propose se stessa, come risorsa, in modo umilissimo nell’alto medio evo, quando non aveva né influenza politica né potere militare, in modo più imponente dopo l’anno mille, quando aveva un potere reale, ma i Papi più significativi lottarono sempre per tenerla lontana da un abbraccio coll’Impero che la voleva come” istrumentum regni”.E fu la “lotta per le investiture”, per non fare dei vescovi strumenti dell’Impero, che pure si diceva cristiano.
Quando invece la coscienza della diversità ed originalità del tipo di umanità che le deriva dalla fede che porta (antropologia cristiana) viene meno, allora essa finisce sempre con il rifugiarsi in una posizione di difesa, o ponendosi in dialettica di recriminazione verso la società o appoggiandosi ad un qualche potentato, pensando di potere meglio sopravvivere. Ultimamente è sempre una mancanza di credito alla presenza al suo interno del Mistero che la ha generata e la genera che provoca il suo distacco dalla società ed il venire meno della sua posizione di fascino.
A me piace lottare perché la Chiesa mostri umilmente la risorsa umana che trasmette come ragione stessa del suo esistere, senza illudersi troppo che questo avvenga per altre vie che non siano la testimonianza e la educazione (l’”emergenza educativa”, appunto..). Certamente il cercare una legislazione che favorisca ciò che si ritiene buono per l’uomo è doveroso, ma la schiavitù e l’infanticidio permesso al padre, presenti nell’impero romano, scomparvero dalla legislazione come esito non innanzitutto di una battaglia politica, ma per un avvenuto cambiamento nel dare valore alla persona condiviso nel popolo. La legge può correggere, ma non cambiare le persone, come insegna San Paolo.

Cassiano Tabanelli
 


Le elezioni le fanno vincere gli elettori

 

“Certo che, comunque vada a finire, il mio impegno sarà sempre a servizio del Partito democratico e non di una mozione»
Uno dei sei candidati: tre alla segreteria nazionale e tre a quella regionale.
Il direttore risponde

Bene così.
Non facile, dalla “periferia”, poter valutare con oggettività se la gara tra i sei si stia sviluppando con serenità o se si stia trasformando in uno scontro, come si legge sui giornali della destra.
Certo è che se qualcuno pensasse davvero che Franceschini risulti delegittimato nel suo ruolo di guida del partito, ci sarebbe da “inorridire”......e da fuggire dal partito!
In questi giorni i risultati del voto di una parte degli iscritti sono cronaca. Il dato politico che farà la storia del partito di questi anni, e ne condizionerà il futuro, sarà la mobilitazione popolare del 25 ottobre. Il numero di coloro che andranno a votare. Il vero impegno di tutti i dirigenti e di tutti gli iscritti è quello di attivarsi il più possibile perchè quel numero sia grande.
Le partite le vincono i giocatori, non i tecnici o i dirigenti. Le elezioni le fanno vincere gli elettori, non gli iscritti ai partiti.

Arrigo Antonellini


PRESTO SI VOTERA’ A FAENZA

 

Già, le elezioni comunali di Faenza si avvicinano, mancano appena sei mesi. Un tempo breve per presentare i candidati a Sindaco e a Consigliere Comunale, per costruire alleanze in un Comune dove le maggioranze non sono mai state bulgare, figuriamoci ora con i tempi che corrono, per costruire insieme e in maniera largamente partecipata con i cittadini, un programma che dia certezze all’azione di governo per cinque anni.
Dalla Bassa Romagna, l’elettore di centro sinistra guarda alla via Emilia con sempre maggiore preoccupazione.
Tutt’altro che conosciuto, com’era ampiamente prevedibile anche da chi abbia voluto, magari coscientemente, complicare le cose, il nome del candidato unico del partito; si è ben lontani ancora dall’aver definito le modalità di attuazione delle Primarie, che facciano conoscere agli elettori, con il necessario largo anticipo, il nome del candidato a Sindaco del centro sinistra (e se le vincesse il candidato di un altro partito?); tanto meno, ovvio, la lista dei candidati al Consiglio Comunale, altro tema che non sarà di facile soluzione.
Poi, il centro snitsra di un Comune tra i più importanti della Regione, come Faenza, dovrà saper dare il proprio forte e convergente contributo alla vittoria di Errani, libero da divisioni interne. Ma quella che si chiama la ciliegina sulla torta, è che ora si litiga persino con l’UDV.....

Speriamo bene!

Un iscritto al Pd della Bassa Romagna

 


 

Ignazio Marino

IGNAZIO MARINO SEGRETARIO

 

Care iscritte, cari iscritti,
voglio innanzitutto ringraziare tutti coloro che hanno già votato, consentendoci di raggiungere risultati che ci fanno guardare con ottimismo alla sfida del 25 ottobre.
Una sfida che ci vedrà confrontare sul merito delle proposte, su ciò che ci differenzia e su ciò che ci unisce, finalmente anche con quel dibattito pubblico che inizialmente Franceschini e Bersani avevano rifiutato.
Sarà una sfida, quella delle primarie, nella quale dovremo far arrivare il messaggio del PD a quanti più italiani possibile, per attivare concretamente l’apertura e il rinnovamento del partito che tutti desideriamo.
Nel condurre tale sfida sapremo tutti essere sobri, come noi della terza mozione abbiamo fatto fin dall’inizio. Non faccio fatica, quindi, ad accettare l’invito che Franceschini ha rivolto a me e Bersani a “non sprecare soldi”. È un invito giusto, però, permettetemi, superfluo e che rischia di aprire un inutile fronte polemico: c’è un regolamento che impone limiti di spesa, lo rispetteremo tutti, le commissioni incaricate verificheranno eventuali violazioni.
La sobrietà non è una questione di sprechi, ma rispetto delle regole, rispetto della democrazia e del pluralismo. È utile allora che il partito, a partire dal segretario, si impegni, al di là degli appelli, a garantire quella parità di accesso media a tg e programmi tv che finora non c’è stata, per avere una campagna appassionante, aperta e corretta.
Ci aspetta un mese di grande impegno. Sul sito potete vedere il mio ultimo video e la nostra campagna sui si e i no del partito che vogliamo.
Vi aspetto in tanti negli ultimi congressi e nella sfida delle primarie. È il tempo di vivere il PD e di lavorare insieme per cambiare l’Italia.
 

Buon voto a tutti.
 

Ignazio Marino


E' NECESSARIO UN SEGNALE CHIARO DI SVOLTA

 

Sono Teresa Vergalli e mi trovo molto avanti nella mia storia di vita. Sono stata partigiana combattente, attivista politica e insegnante. Ho due figli due nuore e tre nipoti, tutti meravigliosi e impegnati. Ora sono con te, per vederti segretario di quel partito che è il seguito e l’evoluzione di tutti i miei ideali e le mie appartenenze. Mi hai commossa e conquistata con il tuo intervento al funerale di Welby a due passi dalla mia scuola e dalle case dei miei tanti alunni. Mi hai convinta coi vari interventi, con il programma e con la lettera che proprio ieri mi è arrivata sulla posta elettronica. So bene che Franceschini e Bersani sono persone degnissime e capaci. Credo però che per il partito e per il paese sia necessario un segnale chiaro di svolta, un guardare avanti. Nel nostro passato ci sono stati troppi errori e miopie e forse troppi egoismi che hanno fatto perdere speranza e fiducia. Incontro moltissime ragazze ragazzi e insegnanti, che si sentono inesistenti per la politica e per la collettività ed aspettano soltanto un richiamo valido, per entusiasmarsi e diventare cittadini coinvolti nei destini di tutti. So che la tua persona è quella giusta per ridare fiducia e speranza. Conosco la tua capacità di ascoltare, di riconoscere competenze e qualità. Penso che sarai il nostro Obama, che fa superare i distinguo e sa avvalersi di tutte le potenzialità, non ultime quelle delle donne, eterne emarginate, nonostante l’ovvietà di non sempre sinceri riconoscimenti . Con tutto il mio impegno, auguri !

Teresa Vergalli, autrice di "Storie di una staffetta partigiana"

 


LE PRIMARIE CI HANNO DATO UN OTTIMO GRUPPO CONSILARE FORTEMENTE RINNOVATO

 

Il PD si è presentato alle elezioni del Consiglio Comunale con una lista di candidati nata da un innovativo percorso di partecipazione: i trenta nomi da sottoporre agli elettori sono stati selezionati con Primarie aperte a tutti, che hanno registrato un’enorme affluenza.

Anche per le elezioni comunali si è fatto dunque ricorso a questo fondamentale strumento di demovrazia interna che caratterizza il PD rispetto a tutti gli altri partiti: con le Primarie abbiamo costruito una lista che ha saputo coniugare le esigenze di rinnovamento, competenza e rappresentatitività.

La nostra scelta è stata premiata dagli elettori, che hanno eletto ben diciasette consilieri: il gruppo è composto da undici uomini e ben sei donne (una gran bella novità), con un’età media di appena trentasette anni. Nove consilieri hanno addirittura meno di trentacinque anni e ben dodici, su diciasette, sono nuovi.

Si tratta di dati che testimoniano la volontà di dare spazio all’entusiasmo e alle energie che persone giovani, motivate e preparate sono in grado di trasmettere alla vita amministrativa della città.

Il “nuovo” gruppo consiliare del PD ha pertanto tutte le potenzialità per offrire il proprio contributo vivace al’azione del Sindaco e della Giunta, per far crescere e progredire ancora la nostra comunità.

Questi i diciasette consilieri: Katia Amerighi, Annalisa Antonellini, Marco Bacchilega, Giacomo Baldini, Tiziana Bartolotti, Candia Bassi, Valentino Betti, Luigi Brini, Giuseppe Camanzi, Antonio Campri, Raffaele Coletta, Antonio Cortesi, Marco Maiani, Carlo Monti, Emilio Petrone, Alice Poli, Elena Zannoni, eletta presidente del Consiglio.



Giacomo Baldini

Capogruoppo del Partito Democratico


 

FACCIAMOLE, LE PRIMARIE

 

Sarebbe semplice, quasi banale, trasparente e coinvolgente: primarie con
qualche chiaro e condiviso criterio.
Ma vuoi che noi faentini siano così banali?
In primis, per logiche scritte nelle tavole della legge (da qualche
parte dovranno pure esserci visto che questo è un assunto assoluto) il
prossimo sindaco di Faenza deve essere un "cattolico" (a me basterebbe
che fosse una persona seria, onesta e un po' competente: ma questo non
si può dire), anche se non si sa bene per realizzare quale programma.
Siccome deve essere un cattolico gli ex DS si affannano a trovare loro un
"cattolico".
Intanto i proclamanti cattolici rivendicano un sindaco cattolico e
minacciano una lista civica, magari contattando UDC e qualche altro
esponente del PDL..... raccolgono un po' di firme,
poi prima di uscire completamente allo scoperto, negano tutto con una
intervista su “Sette sere”.
Allora riparte la ricerca del cattolico che sia tale per gli ex DS e per gli
ex Margherita.
Ma il cattolico dovrebbe essere giovane, ma i giovani hanno poca
esperienza, allora potrebbe essere uno che per età dopo i cinque anni non si ricandidi
(magari così possiamo avere 15 anni di sindaci cattolici - uno di
transizione e uno per due legislature).
Ma forse questa soluzione è troppo macchinosa, allora rifacciamo
consultazioni, verifiche, conte, firme, ecc.
Ma basta ciance, vediamo di costruire: il Vescovo è cattolico abbastanza per tutti? Se si, proviamo a proporlo
come candidato sindaco e non se ne parli più.....
Esiste un candidato condiviso che se non è battezzato si faccia
battezzare prima della candidatura e si professi cattolico e/o riprenda
a praticare? Se si, avanti che inziamo con il catechismo.
O più semplicemente continuiamo così, che alle elezioni si risolve il
problema con la vittoria del Centro destra, e per almeno 5 anni il
problema è risolto per la buona pace di tutti.
E se dessimo due settimane agli aspiranti per iscriversi, come hanno fatto quindici comuni della provincia pochi mesi fa, e il 24 ottobre andassimo a SCEGLERE?
In tredici di quei comuni, con ben oltre centomila elettori abbiamo vinto e la somma dei due dove dove abbiamo perso non raggiunge i tremila.

Lettera firmata


 

ISTRUZIONI PER LA RACCOLTA DEI RIFIUTI

 

Rifiuti organici: (scarti di cucina, lettiere di piccoli animali,
fiori recisi, ecc.) vanno inseriti negli appositi sacchi - in distribuzione
al Servizio Clienti di Hera e nei negozi convenzionati
- e depositati nei contenitori marroni.
Nel centro storico di Bagnacavallo, i sacchetti vanno inseriti
nell’apposita pattumiera e posti davanti alla propria abitazione
nelle serate di domenica, martedì e giovedì.
Rifiuti indifferenziati: (gomma, stracci, carta sporca o plastificata,
rifiuti indivisibili) vanno inseriti negli appositi sacchi
che si possono acquistare al supermercato e depositati nei
cassonetti con il coperchio viola.
Nel centro storico di Bagnacavallo i sacchi vanno posti all’esterno
della propria abitazione nelle serate di lunedì e venerdì.
Carta e cartone: vanno inseriti negli appositi cassonetti di
colore blu.
I residenti nel centro storico possono depositarli all’esterno
della propria abitazione nella serata di mercoledì, dopo averli
imballati o legati con spago.
Rifiuti vegetali: (ramaglie, fogliame, erba, ecc.) possono essere
depositati negli appositi cassonetti con il coperchio marrone,
oppure conferiti alla Stazione ecologica di via Cogollo.
Per le grandi quantità può essere richiesto il servizio a domicilio
tramite il numero verde di Hera.
Nel centro storico di Bagnacavallo, rifiuti vegetali, in piccole
quantità (fino a 30 kg) raccolti in fascine o sacchi, possono
essere depositati all’esterno della propria abitazione nella sera
di martedì.
DOVE CONFERIRE GLI ALTRI MATERIALI
Vetro, lattine e plastica: vanno conferiti negli appositi contenitori
posti negli ecopunti o alla Stazione ecologica.
Pile: vanno conferite nei contenitori di colore rosso presso
gli ecopunti o presso la Stazione ecologica.
Medicinali scaduti: vanno conferiti negli appositi contenitori
collocati nelle farmacie o presso la Stazione ecologica.
Rifiuti ingombranti di uso domestico (materassi, mobili,
elettrodomestici, ecc.), RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche
ed elettroniche), ramaglie ed erba, materiali inerti in
piccole quantità, batterie, contenitori con residui di pesticidi o
di vernici e solventi, ecc., possono essere conferiti direttamente
alla Stazione ecologica di via Cogollo.
Per facilitare lo smaltimento dei rifiuti ingombranti è attivo
anche il servizio di ritiro gratuito a domicilio. Per richiederlo
e prenotare la giornata del ritiro occorre chiamare il numero
verde di Hera 800 999500 (199 199 500 da cellulare a pagamento)
attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle 16 e il sabato
dalle 8 alle 13.
ORARI La Stazione ecologica di via Cogollo è aperta al pubblico nei seguenti orari: lunedì, mercoledì, venerdì dalle
11.30 alle 17.30 (da maggio a settembre dalle 13 alle 19); martedì e giovedì dalle 8.30 alle 14.30; sabato dalle
8.30 alle 12 e dalle 15 alle 17.30.
Il Servizio Clienti di Hera, in via Farini 5 a Bagnacavallo, è aperto il mercoledì dalle 14.30 alle 16.30 e il sabato
dalle 8.45 alle 12.45.
• GLI SCONTI SULLA TARIFFA
I conferimenti in stazione ecologica consentono agli utenti domestici di beneficiare degli sconti previsti sulla Tariffa di
Igiene Ambientale - pari a 15 centesimi di euro per kg per alcune tipologie di rifiuti (carta e cartone, vetro, imballaggi metallici,
imballaggi in plastica, batterie per auto e moto, oli minerali e vegetali) - e di partecipare alla promozione Riciclando.
Per le utenze non domestiche gli sconti sono previsti solo per carta, cartone, vetro e plastica.
Ogni conferimento di oggetti ingombranti o RAEE voluminosi (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) permette
di ottenere uno sconto di quattro euro. I conferimenti effettuati in un anno possono essere al massimo tre indipendentemente
dal numero di pezzi consegnati: lo sconto complessivo può quindi raggiungere i 12 euro/anno.
• IL CONCORSO RICICLANDO
La nuova edizione del concorso Riciclando, completamente rinnovata nelle modalità, consente di ritirare premi a scelta fra
un set di eco borse per la raccolta differenziata e una tanica per la raccolta di oli minerali esausti, al raggiungimento di un
numero minimo di conferimenti di almeno 4 kg di rifiuti, e di partecipare all’estrazione finale che mette in palio le Riciclette:
biciclette in alluminio riciclato.
• SMALTIMENTO ETERNIT: NUOVE MODALITÀ
Con l’entrata in vigore del DM 13/05/2009 il cemento amianto, noto anche come “eternit”, non può essere più conferito direttamente
in Stazione ecologica. Pertanto, per poterlo smaltire, è necessario richiedere il servizio gratuito di ritiro a domicilio
effettuato da Hera contattando il call center al numero verde 800 999 500, anche se si tratta di quantità fino a 30 kg
che prima potevano essere portate in Stazione ecologica. Il servizio di ritiro gratuito a domicilio è riservato esclusivamente
alle utenze domestiche titolari di un contratto di Tariffa di Igiene Ambientale. Prima di attivare il servizio, l’utente
deve richiedere l’autorizzazione all’Azienda Usl, contattando il Servizio di Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro
presso la sede di Bagnacavallo in via Veneto, tel. 0545 283041.
Il modulo, debitamente compilato per assunzione di responsabilità relativamente alla correttezza del trattamento, dovrà essere
consegnato all’operatore di Hera al momento del carico. Per quantitativi superiori ai 250 kg l’utente deve rivolgersi a
ditte specializzate nello smaltimento di cemento-amianto.
• SANZIONI
È importante sapere che l’abbandono di rifiuti nelle aree pubbliche, oltre ad essere un comportamento che va a discapito
del decoro e dell’igiene, è punibile con le sanzioni previste dalle leggi in materia.


CONGRESSO PD

 

Care Democratiche e cari Democratici,
il congresso del PD, iniziato con la presentazione dei candidati e delle mozioni, entra nella importante fase di coinvolgimento dei circoli e, quindi, degli iscritti.
Al di là delle singole posizioni espresse dalle tre mozioni, il partito ha bisogno della partecipazione degli iscritti. Infatti, un congresso è tale solo se la partecipazione e la discussione investe prima di tutto il corpo del partito.
In questo contesto crediamo utile, come Comitato Ravennate per Marino, favorire la conoscenza tra gli iscritti delle idee e delle proposte portate avanti da Ignazio Marino.
Ci permettiamo per questo , e nell’ambito di un corretto dibattito, di segnalarti i riferimenti del Comitato ravennate e dei contenuti della mozione. Sempre nell’ottica di mettere in condizione gli iscritti di compiere una scelta consapevole e meditata vorremmo mantenere aperto questo canale di comunicazione/informazione per tutta la durata del congresso, che terminerà con lo svolgimento delle primarie il 25 ottobre e la successiva elezione del segretario nazionale.
Lo faremo con l’invio agli iscritti che dispongono di e-mail di materiale relativo al congresso. Ti invitiamo, nel frattempo, a seguirci attraverso il nostro blog: http://www.ravennapermarino.wordpress.com
e nel sito ufficiale di Ignazio Marino che trovi qui: http://www.ignaziomarino.it/
Grazie per l’attenzione e buon congresso.
 

Comitato Provinciale per Marino segretario
 


DA UN BLOG...I TERREMOTATI HANNO GIA’ LA CASA ???

 

L’arrivo del presidente era previsto ad Onna per le 15,30. Alle 14 ero già lì. Decisa ad entrare fra e con i cittadini. Cittadini pochissimi, spiegamento enorme di forze dell’ordine e protezione civile e croce rossa e dame di carità e misericordia e tantissimi giornalisti. Entro senza problema.
Una curva, si apre davanti a me lo scenario delle casette mobili. Villaggetto colorato, fiori alle finestre. Il prato solo davanti ad una casa, quella che servirà per il set. Le altre hanno terra battuta coperta di paglia. Mi avvicino, apro una porta e varco l’uscio. Vedo un’abitazione che mi fa pensare ad una roulotte, ma decorosa e vivibilissima. Mi guardo intorno in cerca di cittadini. Nulla.
I comitati avevano preparato degli striscioni e stavano arrivando alle 14,30, come da appuntamento. Decido di tornare all’ingresso del paese, dove si era stabilito di incontrarci. Appena arrivano i ragazzi del 3e32, la polizia si fa avanti. L’ordine è quello di non farli passare. E li bloccano. Io sono dall’altra parte. Dentro.
Auto blu, sirene. Arriva Bruno Vespa. A seguire, il presidente.
Mai avevo visto Berlusconi dal vivo. Fa impressione: una statua di madame Tussauds è molto più espressiva e mobile. Suda. Entra nell’unica casina col prato davanti. Mi rendo conto di essere invisibile. Ma voglio parlargli.
Aggiro la casetta per raggiungere un’altra entrata. Improvvisamente un gruppo di signore, mai viste alle riunioni dei comitati, srotola uno lenzuolo, debitamente conservato in borsa. A seguire un altro.
Il presidente esce dalla casina ed urlo con tutta la voce che ho, lui è lì a due passi, “presidente, venga a parlare con i cittadini”, “presidente venga a sentire le nostre istanze”.
Subito un nugolo di poliziotti mi oscura, ma ora urlano anche le altre, “presidente, esistiamo anche noi, non solo i cittadini di Onna, questo non è un teatro, 5.000 sfollati chiedono di rimanere sulla propria terra”. Lui suda e si allontana verso l’asilo.
Sento degli applausi, voglio vedere chi applaude, se è aquilano. Cerco mani che battono e non le trovo. Ma gli applausi ci sono, escono da un altoparlante. Come in una sit com.
Il nostro decide di abbreviare la cerimonia e, sotto i fischi, si allontana. La festa è finita.
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
Anna Pacifica Colasacco - Miss Kappa - è arrivata a pochi metri da Berlusconi durante lo show di Onna.

Tratto dal blog di Giglioli
http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/09/15/%c2%abgli-applausi-finti-dallaltoparlante%c2%bb/
 


PERCHÈ BERSANI, FRANCESCHINI E MARINO SÌ E A FAENZA NO?

 

“Magnifico” direttore,
mi potrebbe spiegare perché Pier Luigi Bersani, Dario Franceschini e Ignazio Marino, in tutta lealtà di amore per il proprio partito, si sottopongono al giudizio e alla scelta che centinaia di migliaia di italiani faranno e i due, tre, o cinque o dieci, faentini che aspirano a diventare Sindaco, non fanno altrettanto?
Perché tutti loro, qualcuno di loro, uno di loro, non chiede che siano i cittadini a scegliere?
A quale norma statutaria risponde il “percorso”, cui tutti questi aspiranti si adeguano, che il Pd di Faenza, a differenza di quello nazionale, di quello di tutte le realtà locali, debba avere un candidato unico di bulgara memoria? Alla Craxiana memoria che, nel Partito NUOVO, il territorio vada ancora spartito ta ex Pci ed ex DC?
Qual’è il significato politico di Primarie di coalizione dove ogni partito della stessa coalizione abbia il SUO di candidato, se non un’inutile pesatura dei voti dei vari partiti, qualche giorno prima delle elezioni? Se non un’invenzione per giustificare il rispetto formale di una norma statutaria? Da qui a sostenere l’inutilità della novità più “bella” che il Pd abbia offerto alla democrazia del paese, le Primarie, il passo sarà breve.....

Il direttore risponde.
Gentile lettore, noi ci occupiamo di ciò che fanno e di ciò che pensano i romandioli.

Arrigo Antonellini
 


IGNAZIO MARINO

W la différence - Prima differenza: identità e radici del partito.

Si sente spesso, negli incontri di presentazione delle tre mozioni congressuali del PD, l’obiezione secondo cui non ci sono “evidenti” differenze fra le mozioni stesse (sottinteso: una vale l’altra, un segretario vale l’altro, che bisogno c’è di tutto questo scompiglio di primarie?). Così ho deciso di cominciare a parlare non tanto “delle differenze” sui temi specifici (che pure ci sono, basti pensare ai temi del lavoro e della laicità), quanto della “differenza” di cultura politica che caratterizza la mozione Marino rispetto alle altre.Ricordiamo tutti le discussioni, alla nascita del PD, sulle “radici” del nuovo partito: discussioni che sempre puntavano sulla “somma”, e mai sul superamento, di due culture politiche, che, nell’unirsi, restavano distinte. Così nel “Pantheon” venivano racchiusi insieme, uno accanto all’altro, Proudhon e Marx, Craxi e Moro, Saint-Simon e Alexis de Tocqueville… infine un grande guazzabuglio, e un esercizio sterile quando non pernicioso.
Marino riconduce l’identità del partito ai due concetti fondamentali di “democrazia” e “libertà“, e quindi lo radica al momento storico della lotta per la conquista della democrazia e della libertà: la Resistenza. La Resistenza è il momento nel quale, dall’azione comune della parte migliore del popolo italiano, nasce un’Italia rinnovata, libera e democratica che trova il suo momento fondante nella Costituzione.
Marino mette quindi una parola definitiva alle discussioni sull’identità del partito, rifiutandosi di collocarla dentro questa o quella tradizione politica (o dentro questa “e” quella), ma fondandola sulla storia del nostro paese e sui concetti di democrazia e libertà: concetti che l’azione politica è costantemente chiamata a curare e rafforzare, per non smarrirne il senso e non dimenticarne la pratica. (segue)
W la différence - Seconda differenza: Il futuro del paese
Tiene banco il tema delle alleanze, perché tutti siamo interessati a sapere come il PD intende vincere le prossime elezioni – e, quindi, come intende governare il paese. Gli esercizi di architettura politica riempiono le altre mozioni, impegnate a fondo a tenere aperte tutte le possibili strade e a non dire nulla di troppo impegnativo per il futuro. Ma, comunque sia, quando si parla di alleanze, che si pensi all’UDC o alla Sinistra Arcobaleno o all’IDV, sono sempre i partiti gli interlocutori privilegiati.
Per questo Marino è veramente “differente”: perché usa questa frase nella sua mozione: “Il Pd… si rivolge a tutti i cittadini con una sua proposta e una sua missione per l’Italia… cercando con esse, di cambiare i rapporti di forza nella società.”
Gli interlocutori, questa volta, non sono le diverse formazioni politiche, con le quali contrattare accordi e posti, ma sono direttamente i cittadini e gli elettori: che devono essere guadagnati al PD, attraverso una proposta politica più credibile di quella degli avversari. Una battaglia, quindi, da portare dentro la società stessa, per cambiarne, appunto, i rapporti di forza e non giocata nelle segreterie dei partiti.
Nel momento in cui qualcuno del PD pensa di fare accordi in Veneto con la PdL, la posizione di Marino appare, più che innovativa, rivoluzionaria.
W la différence - Terza differenza: Chi dice che cosa
Poi è vero, molti contenuti sono gli stessi nelle tre mozioni. Per esempio, tutte tre le mozioni affermano che il conflitto di interesse va risolto. E come no… solo che Franceschini e Bersani, negli ultimi 15 anni, hanno avuto responsabilità sia di partito che di governo, e la questione non solo non è stata risolta, ma non è stata nemmeno affrontata (pateticamente ritardatario arriva adesso Veltroni…). Non si può non denunciare, allora, la responsabilità di una classe dirigente che, come dice Marino all’Espresso: “Ha avuto la sua occasione e l’ha sprecata“.
E qui entra in gioco anche il concetto di responsabilità, la grande assente della politica italiana: abbiamo bisogno di una nuova classe dirigente, di “persone che possono cambiare meccanismi sbagliati perché ne sono estranei e possono dare all’Italia il partito riformista che non ha mai avuto”. E, aggiungo io, capaci di assumersi responsabilità e di rendere conto agli elettori delle proprie azioni. Per questo, Franceschini e Bersani non sono proprio credibili…
 


VOTERO’ LA NOVITA’ MARINO 

 

Due righe di presentazione per arrivare alle Primarie del Pd.
Ho appoggiato la lista Gawronski alle Primarie del 14 ottobre 2007 perchè era composta da sette ragazzi “nuovi”, mai iscritti nè ai Ds nè alla Margherita.
Al congresso cittadino e provinciale delle Acli ho sostenuto l’elezione negli organi direttivi, di parecchi giovani.
Alle Primarie del 25 ottobre voterò per il chirurgo, Ignazio Marino, non per la sua età, ma perchè è “nuovo”.
Franceschini è stato mio compagno (compagno? già, eravamo cattocomunisti!) non nella Dc, ma nella sinistra Dc. Per chi ha la fortuna di non averlo vissuto (fortuna solo perchè significa che è giovane) la Dc non era un partito, erano sette partiti con uno stesso simbolo. Noi “cattocomunisti” eravamo politicamente molto più vicini al Pc che non ai doroteri. Non a caso, con molti di loro, oggi ci siamo ritrivati nel Pd.
Una parentesi, mi piace cattocomunista, termine che è oggi oggetto di pubblico ludibrio: cattolicesimo e amore per la comunità, la comunione tra le persone, dei beni immateriali, mi piacciono. Poi, ovvio, e assolutamente giusto, che la storia abbia finalmente bocciato il marxismo.
Per ragioni professionali ho conosciuto direttamente il lavoro di Franceschini come amministratore pubblico, a Ferrara: è bravissimo.
Sempre per ragioni professionali, ho lavorato con Bersani, Assessore alla Programmazione Territoriale, prima, Presidente poi, della Regione Emilia- Romagna. Sono convinto che sarebbe il miglior Primo Ministro che l’Italia abbia mai avuto. Lo ritengo il più bravo in assoluto.
Ma voterò per Marino perchè faccio da sempre politica con la “soggettiva” (naturalmente) convinzione che le idee, i valori in cui credo, siano quelli che possano portare il maggior bene al Paese. Il partito che condivide le mie idee e i miei valori, è il Pd. Faccio politica quindi, con l’unico obiettivo che il Pd sia, in coalzione, al governo del Paese.
Non farei più politica se il mio obiettivo fosse essere membro di un partito forte con tanti voti e per godere così di un’appartenenza ad una struttura forte: ho altri campi del vivere dove trovare le mie rappresentanze.
Dunque, governare.
Dopo Tangentopoli hanno guidato i Governi del Paese, tre volte, un imprenditore (Berlusconi) e due volte un insegnannte (Prodi). Non ho nessun motivo per credere che la sesta volta, farà eccezione: che sarà un politico di professione a tornare a “vincere”, come accadeva nela Prima Repubblica, che sotto la guida di un politico di professione (Franceschini o Bersani) il Pd possa tornare al governo, come c’è stato con in “Professor” Prodi. Mi si passi il termine visto che tento di interpretare il pensiero della gente, non dei pochissimi che frequentano le riunioni di partito: non credo che, con le difficoltà crescenti del Paese, non solo in termini economici, gli italiani abbiano oggi voglia di una minestra riscaldata, anche se si tratta della minestra più buona che si possa cucinare.
Sia con Bersani che con Franceschini, la mia personalissima opinione, è che perderemo ancora, come stiamo facendo ormai da troppo tempo!
Con il chirurgo Ignazio Marino, semplicemente perchè non è un politico di professione, perchè è una persona che fa un altro mestiere, proprio come gli altri due che hanno vinto negli ultimi quindici anni, avremmo, invece, molte possibilità di vittoria raccogliendo quei “nuovi” consensi che ci servono per vincere. Inevitabile che, con molta convinzione, voti per lui e ovviamente, che il mio invito sia, proviamoci.
Il drammatico dalemiano,“è ora che la politica torni alla politica”, con cui da segretario dei Ds, appunto, D’Alema, liquidò il Professore, segnando storicamente l’inizio della sconfitta della sinistra, fa ancora venire la pelle d’oca....
E che sia Bersani che Franceschini, siano più “barvi” di Marino, io me lo tengo per me, non lo dico a nessuno.......
 

Arrigo Antonellini
 


Diego, un grande? Certo, ma anche Ciro!

 

Le righe sono ovviamente indirizzate agli juventuni anche se gli esempi positivi fanno bene a tutti!

Premetto di interessarmi di calcio da 55 anni (sabato compio i 60) ma che, come tanti, sono talmente disgustato dal vergognoso giro milardi (di euro, non delle mie vecchie lire) che continuo a farlo solo per seguire sino alla fine la carriera di Alex Del Piero. Già, esempi positivi, come dicevo, e non sto a riprendere le doti dell’uomo Del Piero, unite a quelle del fuoriclasse.

La premesa mi serve per esaltare Ciro Ferrara, nel dopo trionfo di Roma, quando del nuovo allenatore, a mio avviso, si è parlato troppo poco, ammesso che nel calcio esista, il parlare troppo poco!?

L’esclusione di Alex fatta con la testa mentre il cuore lo spingeva a farlo giocare, come lo stesso Ferrara ha dichiarato, è un capolavoro di professionalità. Due atleti come Iaquinta e Amauri se stanno bene e sono in forma, si mandano sempre e comunque in campo, nel calcio di oggi. Troppo fortunata (brava!) la squadra che abbia due lottatori così, con un fisico come hanno, che impegnano quattro difensori, che forzano la squadra avversaria ad allungarsi. E oggi nel calcio si segna solo quando la squadra avversaria non è corta.

Ferrara ha avuto la grande intuizione tecnica di tenerli entrambi in campo anche quando doveva difendersi. Lo ha fatto con cambi a centro campo, inserendo Poulsen addirittura al posto di Diego, ma ha lasciato sia Amauri che Iaquinta, quando tutti gli allenatori, invece, rinunciano ad una punta. La Juve non ha subìto il pareggio ma ha fatto il terzo gol.

Certo, la Juve quest’anno ha indovinato gli acquisti e a partire dall’allenatore!

 

Un tifoso di Del Piero

 


Ci sono anch’io

 

Tra le tante foto che ci arrivano per partecipare (e tentare di vincere i super premi!) al concorso del mercoledì del vostro giornale, “Un’estate da cani”, ce sono sono alcune che meritano “gli onori della cronaca”, indipendentemente poi, da quello che sarà il giudizio della giuria. Questo perchè, oltre ad inviarci la foto, ci scrivono.......  

 

“ ....ci sono anch'io....e adoro fare il bagno! Carlotta” di Pierpaolo Fontana


Ma a noi chi ci difende?

La presente lettera vuole esprimere comprensione e vicinanza a Nicolas Fini il ragazzo di 19 anni che ha ucciso il patrigno, il 28enne albanese Emilian Keci che picchiava la madre. A fare queste cose i migliori sono i rumeni, poi vengono gli albanesi. Non è un giudizio razzista, mi spiace, ma è quello che ho sperimentato. Si incuneano nelle solitudini, nelle difficoltà o peggio situazioni di vulnerabilità di malattia di tante donne, all'inizio sono gentili, premurosi, poi si accasano e quando ci riescono si sposano e pretendono la “comunione dei beni”, asserendo che altrimenti "non è una famiglia vera". Poi, dopo poco tempo, la musica cambia e sono botte, violenze, minacce, ricatti, e le donne per vergogna portano nel silenzio i lividi di una truffa che porta via loro non solo tutti i loro risparmi ma anche la dignità, il rispetto della gente, dei famigliari. L'eccessivo garantismo italiano ha portato ad una impunità “di fatto”. E sono loro stessi i piu' abili conoscitori della legge, che sanno abilmente usare a loro vantaggio. Sono ancora difficili da applicare gli art. 572 e 570 del c.penale “maltrattamenti in famiglia”, la stessa L. 612 bis è “nella prassi” in via di perfezionamento ma le donne hanno ancora tanta paura perchè non c'è modo di fermare, di mettere in carcere i loro persecutori, che rimangono così a piede libero a minacciare ogni giorno, ogni minuto della vita delle loro vittime, e te lo dicono in faccia “io non ho nulla da perdere… tu non mi puoi fare nulla….”. Questi uomini si mimetizzano in mezzo a noi, ben vestiti, vanno al bar, fanno sport, sono uomini che cercano quella vita facile che per tanto tempo hanno ammirato dai paesi di origine solo attraverso la televisione. E vogliono averla, la pretendono, dicono “è un loro diritto!”. Basta ascoltare i loro stessi racconti per capire che la vita non è stata facile a casa loro, che la sopraffazione non è una modalità estranea ai rapporti anzi ho sentito con le mie orecchie dire da un rumeno che lo stupro da loro è “NORMALE” perché lo fanno tanti, dopo il lavoro, negli spogliatoi, durante i turni di notte… per dimostrare che sono “uomini veri” oppure “ti derubano” dicendoti “tu hai…. E quindi tu mi devi dare….”. Così vengono in Italia, prima approcciano con gentilezze e premure, e poi “giù botte” se non vengono soddisfatte tutte le loro pretese. E se reagisci, se per una volta sei tu che reagisci e magari gli dai un calcio, sono loro stessi sono i primi a farsi refertare dal pronto soccorso e dallo psicologo, e ti denunciano, chiedendo i danni fisici e morali, aggiungendo al danno la beffa. Per le donne è più facile trovano approdo facile presso qualche vecchietto solo che tengono buono a volte con generose dosi di sonnifero. Mio figlio aveva solo 14 anni quando si è trovato nelle situazioni vissute da Nicolas Fini. Mio figlio al tempo subiva, piangeva, subiva come tutta la famiglia annichilita dall’impossibilità di non potere fare nulla, solo subire. Mio figlio oggi, dopo due anni di palestra e kickboxing saprebbe cosa fare per difendere la madre ingannata, picchiata, derubata, minacciata. Nicolas Fini ha difeso la madre, e non dalla minaccia immediata rappresentata dallo stato di ubriachezza del patrigno, che tanto di lì a poco sarebbe stato di nuovo in libertà, Nicolas Fini ha difeso il diritto della madre e della sua famiglia a vivere sereni in pace.

Lettera firmata

 


Amico del cane

Il migliore amico del cane è quello che dorme sul divano con una coperta di cashemire, su cui LUI si può mettere comodo.

 

 

 

 

 

 


Scusi, vorrei un gol, quanto costa? 2.800.000
“Gli stipendi di divi e divetti, soprattutto per le big, pesano come un macigno sui bilanci”, scrive Matito nella sua, come sempre intelligente e simpatica, lettera al direttore, di sabato scorso.
Gli risponde non l’”ignorante” direttore, ma “Il sole 24 Ore”.
Nel campionato 2007-2008, ogni gol dell’Inter è costato 2,763 milioni di Euro, Ogni gol del Milan, 2,674. A seguire, a prezzi scontati rispetto alle milanesi, i gol della Juventus che, al SUPERmercato del calcio, sono costati appena 1,679 milioni di euro.
Al mercato ambulante, i gol dell’Atalanta sono andati a prezzo stracciato: 373mila euro.
Non è un calcolo che richiede i potenti mezzi de “Il sole 24 Ore” e sono dati certi, certificati. Sufficente dividere il costo del personale in carico all’Azienda Inter, un dato indicato nel suo bilancio pubblico, per il numero dei gol segnati. Analogo calcolo, potrebbe essere fatto per i punti ottenuti in classifica.
Commenti? A ognuno i suoi.
Io ne faccio uno ovviamente particolarmente amaro, come meritano queste cifre.
L’attuale rivoluzione dell’economia mondiale si basa sul calo del prezzo dei beni materiali, per i quali siamo disposti a spendere sempre meno, e la crescita del prezzo dei beni immateriali, relazionali, emozionali, per i quali siamo disposti a spendere sempre di più.
Con un gol non si riempie lo stomaco, ma si scarica una forte dose di adrenalina. Il calcio quindi, ha un futuro. Che sia una buona o una cattiva notizia, fa parte dei giudizi del tutto personali.....

Il direttore
 


Serie A….usterità

L'ex campionato più bello del mondo si apre domenica all'insegna dell'usato sicuro. Una campagna senza squilli, con troppa gente che vende e poca che acquista. Se le grandi cercano di fare cassa per poter comprare, le piccole giocano alle figurine, sperando di azzeccare lo scambio buono: io do un terzino a te e tu dai una punta a me. I pochi che possono, scoprono i talenti dei loro vivai. Era ora. Forse non sentiremo più dire che i buoni giocatori di 18-20 anni devono maturare. Forse.
Dopo anni di sperperi, di folli cifre per acquisti non sempre indovinati, abbiamo dunque scoperto che non è il caso di proseguire nell'eterno, perché ciò significa la bancarotta. Ora si versano lacrime di coccodrillo. Il Milan, che inaugurò la grande corsa a comprare tutti i migliori, dopo decenni trascorsi a sognare un super campionato europeo che sostituisse i logori campionati nazionali, predica l'autarchia. Nel frattempo Moratti fa cassa con Ibra, ma già promette altri acquisti e tiene a libro paga non una squadra, ma tre. Mister petrolio sta cominciando a capire che la sua Inter non è come le pompe di benzina che rendono anche in tempi di vacche magre.
Gli stipendi di divi e divetti, soprattutto per le big, pesano come un macigno su bilanci giocoforza sempre più spartani. C'è tuttavia da dubitare che questa austerità possa avere livellato i valori del campionato a tal punto da sovvertire i pronostici. I ricchi sono sempre tali e gli altri possono solo godere di inciampi casuali.
La giustificazione di eventuali mancati successi è comunque bell'è pronta. Ora infatti siamo diventati i Grandi Moralizzatori e dal pulpito lanciamo strali contro le follie del Real Madrid, lamentando che gli spagnoli e gli inglesi (aiutati anche da sceicchi in cerca di nuove emozioni) per giunta pagano poche tasse. Tutto giusto se non fosse che non è una campagna acquisti sparagnina ad aver messo le cose a posto. Ci vuole ben altro. A partire dai bilanci in ordine per finire all'organizzazione dei club e agli stadi e qui non è il caso di fare paragoni. Le tv sono le vere e incontrastate padrone delle società che accettano ogni condizione senza fiatare.
Viene meno lo spettacolo-calcio e la sua fruizione da parte di un pubblico di sostenitori con il sorriso sulle labbra. Recarsi allo stadio, è diventata un'impresa o meglio una corsa a ostacoli che toglie a molte persone la voglia di comprare il biglietto. Controlli, tornelli e varie barriere non hanno reso il calcio più sicuro, ma solo blindato e cupo. Gli stadi restano in larghissima parte scomodi, brutti, inospitali, pericolosi.

Il problema non è solo l'accesso o quanto accade fuori gli stadi, ma ciò che si lascia fare dentro a rendere la partita per nulla godibile.

Nonostante tutto, noi malati cronici di pallone ci saremo, ai campi o a casa.
Continuando a sbeffeggiare gli avversari, non con insulti, ma con le solite burle verbali che non debbono uscire della buona educazione. Senza far del male, ma per riderci sopra, come dovremmo fare sempre di noi stessi. C'è già troppa gente intorno al calcio che si prende troppo sul serio e combina danni. Buon campionato a tutti.

 

Matito

 


 

Speriamo che quel 6 non esca

 

Dalle colonne (videate) del suo giornale devo pubblicamente ringraziare chi ha deciso di non dividere in due, l’osceno premio del superenalotto. Sicuramente non una scelta, ma un obbligo di legge, un obbligo “contrattuale”, ma non importa.

Ovviamente fosse dipeso da me non l’avrei diviso un due, ma in centomila parti. A ben vedere però, devo dire invece che questa cosa mi sta facendo due insperati, regali. Beh diciamo regalini, ma, come si dice, meglio di un calcio nel s.......

Mi sta regalando, con la crescita esponenziale delle giocate dovute alla follia della vincita, la riduzione della voragine del debito pubblico nazionale, un sessantamilionesimo del quale, ovviamente, è a carico mio. Una quota di debito pubblico che da qualche mese, volontariamente, milioni di italiani stanno restituendo allo Stato, compreso ovviamente, una parte del mio.

Mi sta regalando ancora, che una parte del mio debito mi venga addirittura pagato da cittadini stranieri, con un doppio beneficio. Denaro che lasciato, e quindi fatto circolare in Italia, accresce il nostro reddito, o per meglio dire, di questi tempi, ne “riduce la riduzione”. Riduce quindi anche la riduzione del mio, di reddito.

Certo, regalini, ma devo dire che con l’aria che tira, io prendo su tutto, come si dice da noi, meglio averne di roba.

Incrocio le dita perchè quel sei non esca!

 

Un non giocatore

 


 

37enne romeno

“Conselice, picchia l’ex moglie e aggredisce un militare: in manette 37enne romeno”. Ci ho sperato di non trovare questa notizia nel “mio” giornale e ora posso constatare che la mia speranza era ben riposta.

Perchè se a picchiare è un romeno, la sua nazionalità è esposta dai media al pubblico ludibrio, se è un mio cannozianale no? 37enne italiano picchia......37enne conselicese picchia.....perchè per noi no?

Gli Italiani non picchiano le mogli? I dati dicono che il 90% dei reati di violenza contro le donne sono compiuti dai mariti, italiani!

La realtà che conosciamo (conosciamo?) è quella che i media ci presentano, a parte la nostra strada e poco più. I romeni picchiano le moglie e aggrediscono i militari, quindi sono d’accordo anch’io che vadano respinti, così avremo risolto il problema della violenza alle donne.............


Lettere firmata ?

 


 

PERCHÈ GRILLO NO?

 

Premetto di essere tutt’altro che un sostenitore delle distruttive posizioni di Beppe Grillo che considero persino pericolose, se dovessero divenire maggioritarie, per la stessa democrazia.
Ma è proprio la democrazia l’oggetto della mia domanda.
Quando mai un partito democratico nega l’adesione a chi non la pensi come la sua classe dirigente? Quando mai in un partito democratico non è lecito dissentire?
Ho militato per anni nella DEMOCRAZIA Cristiana, per la precisione in una cottente della DEMOCRAZIA Cristiana, che dissentiva dal suo gruppo dirigente con margini ben più ampi di quanto non dissentissero tutti gli altri partiti. Convenivo sulle posizioni di altri partiti molto di più di quanto non convenissi con le posizioni del gruppo dirigente del MIO partito. Non a caso il mio partito si chiamava DEMOCRAZIA.
Ma anche il partito nuovo si chiama Democratico?

Un democratico
 


PARISI: "Dagli Ulivisti una scelta libera, personale e responsabile."

 

C"Se alla fine del percorso, quello che daremo e chiederemo potrà essere un voto, cioè a dire un auspicio sul futuro del Pd, oggi qualsiasi scelta tra i candidati in campo è una scommessa."
Lo afferma Arturo Parisi, leader degli Ulivisti nel PD in una nota diffusa oggi pomeriggio.
"In questo momento possiamo solo dire che questa volta la competizione non è ancora giusta, ma è tuttavia una competizione vera. Mi auguro che nel tempo possa diventare una competizione giusta, grazie al compiuto chiarimento del profilo politico delle diverse posizioni attraverso il confronto. Nelle scorse settimane avevo proposto, con alcuni amici, alcune precondizioni che facilitassero questo confronto. Allo stesso tempo avevamo riproposto la domanda affinché il progetto che ebbe il nome di Ulivo fosse rinnovato nel futuro a partire dal riconoscimento degli errori passati. Nessuno purtroppo ha finora soddisfatto le precondizioni richieste, né ha dato risposta alla nostra domanda.
Comprendo tuttavia chi, gettando il cuore oltre l'ostacolo, mette a rischio il proprio passato scommettendo assieme ad altri sul futuro di tutti.
Quanti nel tempo si sono chiamati ulivisti hanno ogni volta scelto a prescindere dal passato, mai per abitudine o convenienze, per appartenenze o scambi. Se siamo arrivati fin qui è perché in ogni passaggio di questi lunghi quindici anni, gli ulivisti, a differenza di altri, sono entrati ogni volta nel futuro, ma non sono mai entrati tutti assieme. Sempre ci siamo infatti mescolati con altri riscegliendo ogni volta di nuovo a partire dalle nuove domande del momento, per fedeltà ai nostri principi e per aiutare anche altri a liberarsi dal proprio passato. Anche in questo passaggio penso perciò che ognuno debba sentirsi chiamato ad esercitare in libertà la propria personale responsabilità. Pur collocati su posizioni diverse, chi scommettendo dall'interno, chi dall'esterno, prenderemo sul serio proposte e proponenti, incoraggiando ognuno a confrontarsi con gli altri sul piano delle idee, e spingendo tutti a svolgerle nel rispetto della ispirazione che ha guidato i nostri passi in questi quindici anni.
Eserciteremo il discernimento dentro le contraddizioni presenti in modo che ad ognuno sia consentito di fare in libertà la propria scelta nel rispetto delle distinte domande: a livello nazionale a partire dalle proposte avanzate a livello nazionale, a livello regionale a partire dalle proposte avanzate a livello regionale."

Democratici Dentro e Democratici Davvero, area politica del PD Emilia-Romagna
 


LETTERA APERTA ALLE DONNE DI CISL E UIL

 

Care amiche,
ci rivolgiamo a voi perché pensiamo che il dibattito che si è riaperto in materia pensionistica necessiti di un rinnovato protagonismo delle donne e della riproposizione di elaborazioni comuni che anche recentemente abbiamo condiviso in modo unitario.
L’obiettivo della parità, anche riguardo l’età pensionabile, è il nostro terreno di azione principale, e per realizzarlo siamo noi ad incalzare le istituzioni italiane ed europee, non certo il contrario.
Ma quell’obiettivo non può essere realizzato con atti coercitivi che creano nuove e maggiori disparità non solo tra uomini e donne ma anche tra le stesse donne, nonché tra le lavoratrici del settore pubblico e del settore privato, dopo che per anni ci siamo battute per poter realizzare regole omogenee per i diversi settori produttivi .
Allo stesso modo, è evidente che quanto proposto alle parti sociali non si configura neppure come un nuovo patto solidale tra generazioni (ossia tra gli attuali pensionandi e i giovani inseriti in un sistema pensionistico che si prospetta molto avaro verso di loro) perché l’ulteriore irrigidimento delle condizioni di uscita per tutti, uomini e donne, non comporta assolutamente alcun beneficio sulle generazioni colpite da basse retribuzioni, precarietà e discontinuità nel lavoro.
Pensiamo che il modo migliore per realizzare effettivamente la parità di trattamento tra uomini e donne, tra i diversi settori e tra generazioni, sia tornare alla flessibilità dell’età della pensione secondo lo spirito della riforma Dini, oggi più attuale che mai, proprio in relazione all’evolvere del mercato del lavoro, dei diversi settori produttivi e delle esigenze individuali.
Ripristinare questa possibilità consentirebbe di realizzare anche spazi –per uomini e donne- di responsabilità individuale e di libertà di decidere rispetto alle proprie convenienze, necessità, possibilità e, perché no, desideri e aspirazioni.
Allo stesso tempo, risulta indispensabile riproporre il senso e lo spirito di quanto previsto dalla legge di recepimento del protocollo del 23 luglio 2007 in materia di riconoscimento dei lavori usuranti e di verifica del sistema contributivo nel suo complesso.
Riteniamo, inoltre, che non sia corretto distrarre i risparmi previdenziali realizzati in questi anni verso altri capitoli, fossero anche ascrivibili in senso lato all’ambito del sociale, dal momento che sono ancora tanti gli interventi che necessitano per realizzare la effettiva parità previdenziale delle donne, dal riconoscimento del lavoro di cura, al riconoscimento pieno del valore sociale della maternità, per non parlare della esigenza di ridurre i danni pensionistici determinati dal lavoro part-time o da alcune attività lavorative a prevalente occupazione femminile.
Pensiamo, infine, che sia fuorviante concentrare l’attenzione solo su quale parità al momento del pensionamento se non si pone l’esigenza di realizzare, prima e non dopo, vere politiche di pari opportunità nell’accesso al lavoro, nella permanenza al lavoro, nello sviluppo della carriera, per non parlare della gamma dei servizi sociali indispensabili per permettere ad ogni donna e ad ogni uomo di poter condividere e conciliare i tempi di vita e i tempi di lavoro.
Care amiche, abbiamo ricordato temi frutto di elaborazione comune perché per noi sono ancora valori da riaffermare.
La nostra speranza è che possano essere riproposti anche in modo unitario per rapportarci alle decisioni assunte dal governo, peraltro per decreto legge, e assumere le iniziative opportune a tutti i livelli.
 

Susanna Camusso, Vera Lamonica, Morena Piccinini, Nicoletta Rocchi
 


COMPLIMENTI PER LA NUOVA SEZIONE SUI CANI

Inizierà mercoledì 19 agosto

 

Caro Direttore,

Leggo con piacere che pavaglionelugo.net sta preparando uno spazio dedicato ai cani.

E’ bello poter condividere i nostri cani, vedere le loro fotografie, raccontare le loro storie e quanto riempiano le nostre vite con la loro presenza e il loro affetto disinteressato e sincero.

Ci accolgono esultanti al nostro ritorno, anche se siamo stati fuori per solo mezz’ora, ci cercano con sguardi intensi e profondi, comunicano con noi in mille modi, con l’ingenuità e la completezza del loro affetto, con le loro piccole, buffe abitudini.

I cani hanno grande sensibilità e intelligenza, ci amano sempre, anche se siamo vecchi, o brutti o poveri o altro...

I cani ci aiutano a diventare meno sedentari, a socializzare con altre persone, a dare un giusto valore alle cose nel meccanismo della vita quotidiana fatta di impegni e di lavoro.

…Piccole gioie, come fare una corsa in un bosco o passare tutto il loro  mantello con  la spazzola o sedersi su una panchina, con loro al nostro fianco….Gioie che non hanno prezzo!

Complimenti quindi a tutti voi per la nuova iniziativa, vi leggerò ancora più volentieri.

 

Simona Dalla Benetta

 


A DESTRA O A SINISTRA?
Riceviamo e, come sempre, pubblichiamo.
“Caro Arrigo, sei veramente un Grande e ti apprezzo molto...tranne che quando parli male del centro destra.”


Lettera firmata


Sono poche parole, perché “tagliare” le prime?
Ci piace il pensiero della lettrice. Visto il contenuto delle prime parole, meglio precisare che si tratta di una lettrice! Anche se ovviamente non possiamo pubblicare il nome: ma non me la sono scritta da solo!!!
Mi piace, ovviamente, la sua prima osservazione, ma anche la seconda perché mi permette di chiarire ancora una volta il tema.
La prima risposta da dare ai lettori riguarda la quantità. La quantità di spazio del giornale occupato da notizie del centrosinistra e di quello occupato da notizie del centrodestra: è l’esatta fotografia di ciò che arriva in redazione. Tutto ciò che ci arriva, viene “tutto”, pubblicato! E’ così per tutto ciò che arriva in qualsiasi settore, compreso la politica, ovviamente, senza eccezione!
La seconda riguarda i contenuti di ciò che scrivo io. La mia mission di direttore, quella ricevuta dal presidente “formale” dell’associazione che pubblica il giornale, e quella che suppongo sia voluta da voi lettori, è dirigere un giornale di “successo”, letto dal maggior numero di persone possibile. A chi scrive sul Pavaglione, voi e noi, “piace” che a leggere ciò che scriviamo, sia il maggior numero di persone.
Da qualche giorno abbiamo un inimmaginabile, sino a poco tempo fa, numero di contatti. Sino a un mese fa, avevamo superato i trecento una sola volta Da un paio di settimane, non c’è stato un giorno che siamo andati sotto i trecento. Trecento: siamo già il terzo quotidiano locale...e siamo in piena estate!
Il 50 % dei romandioli ha simpatia per il centro sinistra, “solo” il 30% per il centrodestra: cerco di vendere dove la potenziale clientela è più ampia...

Il direttore
(o la motivazione non vi convince??)

 


GRILLO SI’, GRILLO NO
Finirà che cambieremo al titolo della sezione, non più lettere al direttore ma lettere del direttore.......ma nessun problema, a differenza dei giornali cartacei, noi non abbiamo problemi di spazio. L’ultima delle cose che potrei fare è togliere spazio a voi! Del resto voi siete i proprietari e per punizione mi caccereste. Con l’aria che tira, figurarsi se alla mia veneranda età, potrei permettermi di mettere a rischio il posto di “lavoro”.
Ma veniamo a ciò di cui si parla, la candidatura di Grillo alla segreteria del Partito Nuovo.
Non mi esprimo in merito per non “influenzare l’opinione dei lettori” (figurrarsi se vi fate influenzare da me!). mi limito a fare il mio mestiere di cronista.
Riporto intanto una dichiarazione dello stesso Beppe Grillo.
“Perché candidarsi alla guida di un partito che fino a ieri era oggetto dei suoi strali? Lo statuto del Pd è chiaro: per candidarsi occorre riconoscersi nel Manifesto dei valori, nel Codice etico e nello Statuto del partito. «Io sono pronto a riconoscermi in tutto - ribatte - ma non è questo il punto. Se mi candido è per riempire un vuoto che, dalla morte di Enrico Berlinguer (storico leader del Pci morto nel 1984, ndr) non è mai stato colmato. Che avrebbe detto Berlinguer del lodo Alfano?» si chiede. «Topo Gigio Veltroni, baffetto D'Alema. Avete mai sentito una parola chiara da questa gente sul conflitto d'interessi?. No, loro sono la polizza di assicurazione di Berlusconi. E finché ci saranno loro, sarà rinnovata. E questo perché si chiudono nel loft e non si aprono ai cittadini”.
Poi registro, nel partito dei contrari alla sua candidatura (al di là delle assurde questioni burocratiche, chiaramente di trincea), Bersani e Franceschini; tra i favorevoli il dott. Marino e il giornalista Adinolfi.
Mi limito al solo parere del prossimo segretario del Partito Nuovo che, ovviamente, sarà uno dei quattro (per ora) candidati. Un quinto possibile segretario del Pd, potrebbe essere lo stesso Grillo (!??) ma il suo parere in merito è scontato.
Non credo sia rilevante il parere degli altri big perché dovrebbe valere, una testa un voto, quanto quello del 26 per cento degli italiani che votano PD, parere che, ovviamente, non ci è dato conoscere.
Una scelta discrezionale, soggettiva, però l’ho fatta. Nel citare i quattro candidati, ho messo davanti agli ultimi due (Marino e Adinolfi) il segno della loro professione, del loro mestiere: medico l’uno, giornalista l’altro. Bersani e Franceschini di mestiere, da quando sono diventati maggiorenni, di professione sono “politici”, "politici di professione". La cronaca registra che i "rappresentanti della società civile" tengono la porta aperta a Grillo; i secondi, i "politici", la chiudono.
Arrigo Antonellini

 


LE RACCOMANDAZIONI DI MARINO

Direi che sembra un pochino scomposta la reazione di tutto "l'apparato" del Pd alla sollecitazione del dott. Marino, a fare attenzione su coloro che ricoprono cariche di responsabilità nel Partito. Impossibile conoscere la doppia vita delle persone, è stato detto, a proposito del "violentatore" segretario di un circolo del partito e quindi "vergognose" le accuse di Marino.
Le cronache parlano però di un uomo già processato e assolto....
Forse, piuttosto che "stracciarsi le vesti", meglio accogliere, con spirito costruttivo, i richiami a fare davvero attenzione, in un Partito Nuovo con le stanze di vetro.
Arrigo Antonellini

 


PRIME RIFLESSIONI POST ELETTORALI
Quesiti posti al candidato sindaco per la lista “il tuo Paese”, rag. Antonio Bassi.

- Per il centrosinistra pareva la volta buona e invece la lista “Insieme per S.Agata” ha centrato la quarta vittoria consecutiva, terzo successo personale di Amadei che è andato anche meglio di Franca Proni nel 2004: i punti di vantaggio sul centrosinistra sono saliti al 3,5% (erano il 2,3%).
Se poi si sommano i 110 voti raccolti dalla lega Nord il divario diventa ancora maggiore.
Come si spiega questo risultato? Di chi è il merito di questa vittoria?

- Nonostante la presenza della Lega Nord, che dovrebbe aver pescato voti nell’elettorato di “Insieme per S. Agata”, la lista “Il tuo paese” invece ha perso ben 4 punti percentuali.
Quale è stato il vostro tallone d’Achille?

- I “nuovi santagatesi” chi hanno votato e perché?

Risponde Antonio Bassi:
Sant’Agata, 27 giugno 2009

“Pareva la volta buona per il centrosinistra” E’ solo una sensazione soggettiva in quanto la legislatura locale di Proni/Amadei si è conclusa senza scosse ed addirittura il quadro nazionale era ed è cupo per il centrosinistra. Nel 2004 il governo Berlusconi era in crisi ed il quadro politico era più favorevole alla coalizione dell’Ulivo. Tuttavia, ad onor del vero, alle europee il Partito Democratico, ha staccato di gran lunga il Polo delle Libertà e si è confermato il più forte nel nostro Comune.
Amadei è stato più bravo nel raccogliere 55 voti (seggio n.1 -28, seggio n.2 +83) in più rispetto ai 37 (seggio n.1 -13, seggio n.2 -24) raccolti dalla Proni nel 2004. Diciotto voti di scarto rappresentano una tendenza di minima consistenza per una lettura politica. Tra l’altro, nel 2009 hanno votato 72 cittadini in più rispetto al 2004.
Nel corso della campagna elettorale, al sottoscritto è stata attribuita la qualifica di forestiero, cioè colui che si trova lontano dai santagatesi e dai loro problemi e si sono dette tante altre cose inesatte che hanno fatto presa sulla gente.
Il 6 e 7 giugno 2009 non ha votato il 6,26% dell’elettorato pari a 133 santagatesi. ( Sono i nuovi santagatesi ? )
La Lega Nord, a livello nazionale e locale, ha registrato una notevole affermazione. Non è semplice capire quale direzione avrebbero preso i 110 voti dati al Carroccio nelle comunali se la Lega non avesse presentato una lista propria. Inoltre, le polemiche sorte tra Amadei,PDL e Lega hanno creato a Sant’Agata un clima turbolento nell’ultimo mese di campagna elettorale non facile da decifrare in termini di consenso. Però bisogna aggiungere che, sicuramente i 32 voti di differenza fra europee e comunali, sono andati a sostenere Amadei.
Storicamente, Amadei è apprezzato da un centinaio ed oltre di consensi provenienti dal centrosinistra che alle Europee votano per il simbolo di appartenenza ma alle comunali si affidano e
riposano sull’uomo che conoscono. Dispiace che non abbiano apprezzato completamente, come meritava una squadra splendida di giovani preparati e capaci che avrebbero formato una giunta certamente più dinamica di quella di Amadei, senza alcun bisogno di assessori esterni.
Antonio Bassi

 


MICROFONI SPENTI
TEMPO RUBATO AI CONTENUTI
Nei giorni scorsi un giornalista della Rai ha avuto l’incarico di relazionare agli italiani sul pensiero di Veltroni in merito alla liena politica del PD e alle prossime Primarie.di Di un partito che ha avuto il consenso di oltre un quarto degli italiani.
Come sempre, il direttore del TG1 avrà dato all’inviato, il tempo del servizio, che è risulato essere 120 secondi. Un tempo che può apparire equo ma che ovviamente obbliga l’inviato a sintetizzare un intervento di 120 minuti in 120 secondi. è il suo mestiere ed è abituato a farlo.
Il giornalista ha deciso di riservare 20, di quei 120, alla “notizia” che durante l’intervento di Veltroni si è rotto il microfono.
Vi chiederei di fermarvi solo 5 secondi a riflettere. Tema: l’importanza, l’interesse, oggi, degli italiani, del famoso “cittadino medio”, per i contenuti della politica, magari confrontando questo livello di interesse per la politica, per i contenuti della politica non dei suoi gossip, con quello della “cronaca”, delle notizie di cronaca.
Approfondimento del tema: gli interessi del cittadino medio si creano, si formano, si modificano, con ciò che gli viene dato.
Arrigo Antonellini

 


ABOLITI I TICKETS SULLA SPECIALISTICA AMBULATORIALE
Con questi titoli i principali giornali e tv hanno commentato una delle proposte presenti nel recente Decreto legge “Provvedimenti anticrisi” varato venerdì dal Consiglio dei ministri.
Non è vero!!!
L’ unica abolizione, se così si può chiamare, riguarda il "ticket che non c’è" cioè quello da 10 euro che, a partire dal 2007, non è mai entrato in vigore e che ogni anno, in occasione delle leggi finanziarie, è oggetto di discussione fra il Governo e le Regioni. Pertanto l’unica novità è che, a partire dal 2010, si riduce la distanza fra le risorse necessarie e quelle previste per la sanità, che rimane comunque superiore ai 3 miliardi di euro. Per i lavoratori e i pensionati non cambia nulla, tanto si pagava di ticket e tanto si continua a pagare…Cosa c’entri tutto ciò con il sostegno alle famiglie e come provvedimento anticrisi rimane un mistero, in questo caso, facile da svelare.
Assolutamente niente!!!
La Segreteria CGIL E.R., il Dipartimento
Paolo Lanna Fausto Viviani

 


 

RIPRISTINATE LE FASCE ORARIE PER REPERIBILITA’ MALATTIA
Con il decreto anticrisi, è passata l’equiparazione tra pubblico e privato delle fasce di reperibilità per i lavoratori in malattia con l'abrogazione di una norma gravemente vessatoria e il ritorno alle vecchie fasce 10,00 / 12,00 e 17,00 / 19,00, in virtù del principio di equiparazione tra lavoro pubblico e privato.
Oltre alle fasce orarie, a partire da oggi, è prevista l’abrogazione dei tagli al salario di produttività collegati a tutti i permessi.
Pur nella consapevolezza della bontà di questi risultati, non cessa l’azione della CISL FUNZIONE PUBBLICA che chiede che venga rispettato anche l’altro impegno preso dal Governo con il protocollo del 30 Ottobre 2008: il recupero di tutte le risorse tagliate alle leggi speciali per la produttività dei lavoratori delle Amministrazioni Centrali.
 


BERSANI 70%, FRANCESCHINI 30%
Ho già scritto sul suo giornale, gentile direttore. che ascolto spesso, appena posso ovviamente in macchina, Radio2.
Da lì ho avuto l'esito delle primarie, anzi le ultimarie, le hanno chiamate, per il nuovo segretario del Pd.
Hanno fatto un sondaggio campionario (dieci interviste !! e colgo l'occasione per segnalare l'intelligenza dei ravennati, perchè tra 10 italiani che ascoltavano Radio2, un intervistato era di Ravenna e uno di Faenza).
Sette per Bersani e tre per Franceschini, ma soprattutto quasi tutti volevano rifiutarsi di votare perchè hanno chiesto di poterlo fare per un nome nuovo. Ben 4 di loro si sono augurati Debora Serracchiani.
Motivazione: due sei sette che hanno votato Bersani (a tutti veniva chiesta la motivazione del foto) hanno risposto di non voler morire democristiani...
Arrigo Antonellini

 


CHI HA VINTO?
Questa cosa che dopo le elezioni in Italia, tutti hanno vinto e nessuno ha perso, una vergogna che ci trasciniamo da mezzo secolo, deve finire!
Titoli come quello de “Il resto del carlino”, “Il Pd perde” sono vergognosi. Ma ancora più vergognoso, perché è una televisione pubblica, di tutti e il canone lo pagano non solo gli elettori centro destra ma anche quelli di centro sinistra, è il modo come il TG1 ha relazionato sui risultati, tenendo per ultimissimi i trionfi del centro sinistra (il 60%) a Bologna e a Firenze, due comunelli dove da TUTTI, il risultato era dato per incerto. Per certo semmai si dava la vittoria del centro destra alla Provincia di Milano, come è successo, non con il 60, ma con il 50,2, qualche centinaia di voti
Molto meno “scorretta” la lettura dei dati fatta dal TG5, ma, normale: lì i giornalisti giocano in casa, mentre a RAI1 sono in trasferta e il posto devono guadagnarselo.
Me vediamoli, questi dati.
Si giocavano 16 partite nei Comuni capoluogo e 22 nelle Province.
Partite che iniziano dallo zero a zero. il primo risultato è la prima scheda che entra nell’urna alle 7 del mattino.
Se un candidato al primo turno ha fatto il 49,9, significa che la maggioranza, il 50,1 non lo voleva e la vittoria nel ballottaggio va conquistata da zero.
Il centro sinistra ha vinto 11 partite e ne ha perse 5, nei Comuni capoluogo; vinte 13 e perse 9, nelle Province.
Ma cinque anni fa...CINQUE anni fa???
Ve l’immaginate i tifosi della della Lazio che ha battuto la Fiorentina 1 a 0, leggere sui giornali che in realtà ha perso perché l’hanno prima aveva vinto 2 a 0?
CINQUE anni fa! Alla mia età sto iniziando a perdere la memoria. Qualcuno mi aiuti: c’era il Pci, o il Pds o i DS; c’era la Dc o i Popolari o la Margherita? C’era l’Idv? Forse il Pd non c’era, ma mi informerò...
Su 16 grossi Comuni, domenica, in 11 ha vinto il centro sinistra; su 22 province (un quinto di tutte) il centro sinistra ha vinto 13 volte o davvero la matematica è un’opinione!
Non sarà che basta cambiare i giornalisti che ce li danno, i risultati?
Arrigo Antonellini

 


PRIMARIE E ALLEANZE
In politica, la forma, i metodi, sono sostanza. E la politica è qualcosa che oggi va fatta con semplicità e razionalità, eliminando definitivamente quel termine "sottile" che l'ha caratterizzata per troppi anni. Già, la "difficile arte" della politica non può più far parte del ventunesimo secolo.
Oggi gli elettori, pretendono di capire, prima di votarti.
I risultati delle amministrative di domenica scorsa, accendono un faro sul percorso da seguire per liberare il Paese, le Regioni, le Province, i Comuni, dal governo del centro destra: elezioni Primarie e Alleanze.
Già, due metodi. Non un'articolata chilometrica relazione politica a un congresso. Non trecento pagine di un programma elettorale.
Primarie. Alle comunali di Roma il centro sinistra, con il candidato scelto dal Partito ha raccolto il 47%. A quelle di Bologna e di Firenze, con il candidato scelto dagli elettori, il 60.
Alleanze. L'ottima legge elettorale per le comunali, che tutta Europa ci invidia, che tutti i partiti (il centro destro solo prima della sconfitta di domenica) osannavano, istituzionalizza, per sua natura, le alleanze, attraverso il meccanismo del ballottaggio. Il Pd, "costretto" a fare alleanze per i ballottaggi, li ha stravinti.
Ora ci si diverta pure a lacerarsi sui nomi, sulle candidature, sulla Poltrona del segretario del Partito. Se questa guerra non schiferà troppo gli elettori da far perdere gli ultimi entusiasmi, dopo gli errori dei primi due anni per un partito che doveva essere nuovo e invece si è presentato, da Roma sino ai Comuni, con ex PCI ed ex Dc, chiunque la vincerà la guerra fratricida, non importa.
Con Primarie e Alleanze ora tocca a noi a vincere, come abbiamo iniziato a fare domenica.
Arrigo Antonellini

 


MORTE IN DIRETTA NELLA TV PUBBLICA?
Egregio direttore, come si usa dire, quando ci si rivolge ad un direttore di giornale. Un direttore però, io, che questa volta (solo questa!) non è stato in grado di fare il suo "mestiere" e che si rivolge quindi a voi per aiutarlo a rispondere alla domanda del lettore.
"E' vero che il telegiornale di Rai 1, il primo telegionarle della televisione PUBBLICA, sabato scorso, alle 20,05, e quindi nel momento di maggiore audience (l'audience dei telegiornali cala con il passare dei minuti) ha mostrato in diretta l'uccisione di una Ragazza?".
Stavo guardando quel TG, come purtroppo faccio spesso. La televisione di Stato ci stava relazionando sulla esplosiva situazione dell'Iran. La conduttrice ha detto, più o meno:"vi mostriamo le immagini dell'assassinio di una Ragazza".
Mi sono dimenticato di essere un giornalista, che il mio mestiere doveva farmi guardare, per poi "informare" i lettori, spero milioni, milioni di milioni, che in quel momento non stessero guardando la televisione di Stato, su cosa avrebbero mostrato le immagini. Mi sono voltato.
Quelli di voi che hanno visto rispondano al lettore. Anzi, NON lo facciano, perchè non lo pubblico!
Mamma Rai, la mia, la tua, televisione, quella che ti regala tanta pubblicità e per cui paghi il canone e di cui, essendo pubblica, siamo proprietari.
Ore 20,05: adesso ti mostro come si uccide una Ragazza, una Persona, un mio fratello in Cristo.
Hanno mostrato anche il viso? Quel viso che come giornalisti abbiamo l'obbligo di oscurare quando pubblichiamo la foto di un italiano che è al cinema o beve un caffè? Certo, italiano, ma quella persona era (già, ERA!) mussulmana, iraniana.
Ho visto il resto del TG: 25 minuti di cronaca nera, in questo Paese che ha bisogno di ordine, disciplina!
Il direttore

 


BRUNETTA APPLAUDITO QUANDO HA DETTO COSE GIUSTE, ORA VOGLIAMO I FATTI

"Il ministro Brunetta dovrebbe fare più attenzione quando si lancia in dichiarazioni ad effetto come quelle rilasciate a margine dell’incontro con le imprenditrici romane e avere più rispetto per le parti." ha dichiarato il Segretario Generele CISL FP, Giovanni Faverin. "Il sindacato non solo è in piena salute, ma continua a rappresentare la grande maggioranza delle competenze e delle professionalità delle amministrazioni pubbliche, cioè dei “suoi” dipendenti.
Per questo dovrebbe mostrarsi un datore di lavoro più illuminato." La dichiarazione di Faverin prosegue - "E’ vero che al Congresso della Cisl Fp Brunetta è stato applaudito, ma ciò è avvenuto perché ha fatto proprie molte delle sollecitazioni che gli abbiamo fatto arrivare, come per l’apertura del confronto sul decreto attuativo della legge 15, sulle fasce e le quote per l’assegnazione del salario accessorio o sull’impegno a equiparare la reperibilità di malattia tra pubblico e privato. Oppure quando ha ricordato il protocollo del 30 ottobre e i rinnovi firmati insieme. E personalità fondamentali come quelle di Ezio Tarantelli e Marco Biagi. "
"Brunetta ha anche chiesto scusa ai tanti lavoratori pubblici onesti per la campagna antifannulloni che ha finito per riguardarli: anche per questo è stato applaudito. Adesso aspettiamo i soldi tagliati da Tremonti e vogliamo vedere quanti ne stanzierà l'esecutivo nel Dpef per il rinnovo del contratto che Brunetta e il governo hanno firmato con il sindacato del pubblico impiego il 30 aprile."
"Servono più fatti e meno polemiche." - questo il monito conclusivo della dichiarazione.

 


I CIMITERI CI PARLANO, CI INSEGNANO, CI AIUTANO A CRESCERE...
Sono originario di Massa Lombarda, dove il culto per i morti non ha paragone nella bassa Romagna. E' l'unico cimitero con le massime scolpite nel marmo e con le panchine. La famiglia Zini è stata custode del cimitero di Massa Lombarda dal 1811 al 1984 ininterrottamente ed è stato Biagio Zini, l'ultimo della dinastia, a scolpire di suo pugno le frasi tratte da Leopardi o da Foscolo.
Lo zio Biagio (era marito della sorella di mia mamma) fu anche il creatore della frase "FUMMO COME VOI, SARETE COME NOI"; frase che poi è stata ripresa in molti cimiteri italiani ed è diventato il motto dei Pensionati d'Italia. Con grande ironia diceva anche: Gira quanto vuoi ma qui t'aspetto!
Le panchine erano state volute proprio dalla zio Biagio perché diceva che non poteva certo dispiacere al defunto se i parenti si sedevano a fare due chiacchiere, anzi sarebbe stato felice di aver contribuito ad un momento di amichevole contatto in più.
Ma torniamo alle lapidi. Biagio Zini forse non riteneva bastassero le frasi sulle tombe e volle aggiungerne altre affinché la visita al cimitero non si limitasse al cambio dei fiori davanti alla foto dell'estinto, ma diventasse ancora di più, momento di intima meditazione.
Ricordo una traduzione improvvisata che dovetti fare ad una vecchietta della frase "Deorum Manium Iura Sancta Sunto" e del favore che suscitai benché si trattasse di una scritta pagana e la vecchietta fosse invece molto religiosa.
Beh, concludendo, quando è esplosa la polemica pre-elettorale sulle croci al cimitero, sono andato a leggermi il carme "Dei Sepolcri" di Ugo Foscolo; lettura che consiglio a tutti, prima di aprire bocca su questo argomento, naturalmente lo consiglio anche alla Giunta Comunale.
La frase della Duodecim tabulae è scolpita proprio sulla tomba di mio zio.
Guido Neri

 


TORO IN SERIE A?

Permettetemi, da esperto per "qualche" anno di attività nel settore, di fare alcune considerazioni su quanto leggo sui giornali ed in particolare sulla autorizzata fusione fra Toro Assicurazioni e Alleanza, entrambe del gruppo Generali.
Negli anni 60 le Compagnie che guidavano il mercato erano Generali di Venezia (fondata nel 1831), Riunione Adriatica di Sicurtà (fondata nel 1838), Compagnia di Milano (fondata nel 1825), Reale Mutua (fondata nel 1828) e Anonima Torino (fondata nel 1833). Tutte le altre erano di secondo livello, comprese Sai, Unipol e Lloyd Adriatico che praticamente erano appena nate.
Negli anni 60 quelle cinque Compagnie, erano tutte centenarie ed erano guidate da assicuratori puri e non da finanzieri. Negli anni 60 gli agenti di assicurazione dileggiavano i produttori liberi soprattutto di Alleanza, ma anche di INA, che venivano reclutati fra i giovani diplomati e senza nessuna formazione, venivano spremuti ad assicurare parenti, amici e vicini di casa.
Adesso leggere che l’Anonima Torino, poi chiamata Toro Assicurazioni diventerà Alleanza-Toro, per cui forse non potremo più distinguere fra intermediari iscritti al registro unico sezione E) e gli intermediari della sezione C) mi fa accapponare la pelle, con buona pace degli agenti Toro.
Per chiarezza sarà bene precisare che gli intermediari iscritti alla Sez. E) sono i sub-agenti che dipendono da una agenzia e quindi lavorano in tutti i rami sotto il controllo diretto di un agente, mentre gli intermediari della sezione C) dipendono dalla Direzione Generale e fino ad ora hanno venduto solo polizze del ramo vita.
Questa fusione verrà presentata al grande pubblico come una favorevole opportunità per il consumatore, ma si tratta solo del tentativo di raggiungere economie di scala e non ingannerà di certo gli addetti ai lavori.
Per finire la Riunione Adriatica di Sicurtà, poi chiamata RAS, dopo aver rinunciato al logo del leone di San Marco, per troppa assomiglianza con il leone delle Generali, è ora di proprietà della tedesca Allianz, così come la triestina Lloyd Adriatico. La Milano Assicurazioni è passata di mano diventando un feudo della SAI, che ha acquisito anche la Fondiaria (fondata nel 1879).
Guido Neri
Consulente assicurativo

 


BEVETE PURE

Visto che ci è noto, ci è dato sapere solo ciò che chi ha il compito di far sapere, i media, decidono di farci sapere, mi pare sia bene che si sappia (!) che la maggioranza che attualmente governa il Paese ha lanciato il messaggio: bevete pure, bevete quanto volete e quando volete.
Già, il Pdl, il popolo delle Libertà! Compresa ovviamente quella di bere: libertà di chi produce, vende, i locali pubblici, le discoteche, di commerciare “liberamente” alcol.
In commissione alla Camera dei deputati, durante l’esame del disegno di legge Comunitaria per il 2009, è stato approvato un emendamento della maggioranza che elimina il divieto, oggi vigente, di vendere alcolici dopo le due.

Arrigo Antonellini, modesto esponente della solita sinistra sempre triste, oscurantista, proibizionista, non godereccia dei piaceri della vita (alcol e ragazzine)
 


L’ITALIA DI BRUNO VESPA

La sentenza del Tribunale di Milano del 17 febbraio 2009 ha condannato, in primo grado, l’avvocato inglese David Milss alla pena di quattro anni e mezzo di reclusione, per essersi fatto corrompere da Silvio Berlusconi, affinchè rimanesse reticente nei due processi a carico del Cavaliere stesso nel Novembre 1997 (tangenti alla Guardia di Finanza) e Gennaio 1998 ( Al Iberian).
Secondo la sentenza sopracitata, di cui ora è stata depositata la motivazione , “ Milss ha agito certamente da falso testimone, da un lato per consentire a Berlusconi e al Gruppo Fininvest l’impunità dalle accuse o almeno il mantenimento degli ingenti profitti realizzati attraverso le operazioni finanziarie illecite, compiute fino a quella data ( Febbraio 2000 ) e dall’altro lato contemporaneamente perseguire il proprio vantaggio economico”.
Il processo contro Berlusconi per aver corrotto Milss era originariamente unito a quello di cui sopra, ma ha dovuto essere stralciato a seguito della legge, denominata Lodo Alfano, dal nome dell’attuale ministro della Giustizia del governo Berlusconi.
Tale legge ha concesso l’impunità alle prime quattro cariche dello stato , fra cui l’attuale premier. Da notare che il Lodo Alfano, al di là delle lamentele di Berlusconi sulle lungaggini del Parlamento, è stato approvato in soli 25 giorni!
Questi fatti inoppugnabili, derivano non da articoli di giornali, ma da una sentenza di un Tribunale della Repubblica Italiana, che trae la sua legittimazione dalla stessa Carta Costituzionale (vedi Titolo IV).
Orbene, Vespa, nella trasmissione di “Porta a Porta” di mercoledì sera 20 Maggio 2009, ha titolato la trasmissione stessa: “ La nuova guerra dei giudici contro il premier “, come se si fosse trattato di una nuova iniziativa gratuita dei giudici di Milano contro Berlusconi e non invece della motivazione di una sentenza di condanna del 17 Febbraio scorso contro Milss, che i giudici erano obbligati a motivare in virtù di un’elementare norma del codice di procedura penale.
Quale subdola distorsione della verità! E come facevano i giudici a motivare che Milss era stato corrotto senza fare riferimento al corruttore Silvio Berlusconi?
Del resto vi è agli atti la confessione dello stesso avv. Milss, che ha detto: “ La mia testimonianza aveva tenuto mister B ( Berlusconi ) fuori da un mare di guai nei quali l’avrei gettato, se solo avessi detto tutto quello che sapevo. 600 mila dollari furono messi a mia disposizione”.

Ciro Benelli
 


NON SI VOLEVA OFFENDERE IL SENTIMENTO RELIGIOSO

Caro Direttore,
Vivo con molto disagio questo passaggio della vita politica lughese. Ho amici in entrambi i "fronti" (l'opposizione e la maggioranza): vedo che molti sono in buona fede. Riconosco che le critiche di entrambi gli schieramenti possono trovare una giustificazione logica e da rispettare.
Credo che sul piano delle motivazioni politiche la maggioranza non voleva offendere il sentimento religioso: proprio l'amicizia e il passato di comuni esperienze sociali e parrocchiali mi impediscono di poter affermare il contrario.
Cosa è successo, allora?
Non conosco come è impostato il lavoro della Giunta. Proprio non sapendo come è nei fatti organizzata la Giunta, mi è venuto spontaneo osservare che questo episodio dimostra una prassi logora per cui si è persa la cognizione di politica.
In questo vuoto politico i "tecnici" hanno proposto una visione della sistemazione del cimitero basata "solamente" su elementi estetici (il modello canadese) che poi la Giunta ha approvato con la delibera.
Questa visione ha innescato la polemica: alcuni cittadini accusano la Giunta di aver rivelato la sua concezione atea, annullando la concezione cristiana del cimitero come dormitorio e luogo visibile della comunione fra i viventi e i defunti, speranza resa ragionevole dal fatto storico dalla Resurrezione di Gesù Cristo.
La Giunta ribatte che è montata una vergognosa campagna pre-elettorale, perchè mai e poi mai si è voluto offendere le persone.
Personalmente credo che si debba cercare una posizione costruttiva: la vita non finisce il 7 giugno.
Non possiamo lavorare per crearci un clima di contrapposizione esasperata.
Sarebbe auspicabile che nelle prossime ore quando le urne sono ancora da aprire si arrivasse ad una rappacificazione, ad una riforma delle regole della gestione del nostro Comune: quale è il ruolo della Giunta, quale dinamica istituzionale si deve vivere in essa, quale è il ruolo della Maggioranza e quello delle Minoranze, quali atti di indirizzi sono da adottare in via preliminare a certe delibere di giunta, come fare per controllarne la concreta attuazione, ecc.
Il Vangelo ci ricorda che non si può mettere vino nuovo in otri vecchi, perchè la fermentazione in opera può spaccare tutto.
Pur sapendo questo, noi lughesi dovremmo trovare il coraggio per tentare comunque di andare oltre quello che è successo in questi giorni. Esiste un valore comune a tutti? Si. Sono i nostri figli.
La ricerca di questo nuovo equilibrio istituzionale viene complicato dai nessi fra il nostro Comune e l'Unione dei Comuni della Bassa Romagna.
Ciò che ho descritto costituisce il sentiero ideale che vorrei veder percorrere dalle varie forze politiche lughesi. Se ciò non dovesse realizzarsi diventerebbe auspicabile un cambio dell'attuale maggioranza, perchè costringerebbe ad un grande momento di verifica di tutto.
In questi giorni ho riletto la "fattoria degli animali" ed ho riscoperto l'utilità di pensieri fatti anni fa: occorre promuovere una vera democrazia, unica strada per evitare di commettere gravissimi errori.
Il discorso si fa lungo.. A presto

Francesco Morini
 


L'ETICA IN POLITICA: QUESTA SCONOSCIUTA

Dopo la squallida virata della campagna elettorale sul falso divieto di mettere croci e altri simboli religiosi nel cimitero di Lugo, inventato dalla coalizione di centrodestra per raccogliere i voti del famigerato elettorato cattolico, ci sentiamo fare anche noi un commento.
Nulla da dire sulla delibera della Giunta del Comune di Lugo, che, pur essendo stata votata nel maggio 2009 e riguardando solo un ampliamento del cimitero, non fa altro che confermare una delibera già esistente da tempo e che riguarda tutto il cimitero. Nessuno ha mai vietato di mettere le croci e/o altri simboli religiosi sulle proprie tombe e, infatti, basta fare una passeggiata presso il cimitero di Lugo, in una qualsiasi area, e si vedrà che le croci non mancano.
Quello che ci ha colpito è come, da un fatto inesistente, alcuni gruppi politici abbiano inventato un caso, fornendo informazioni che sono sostanzialmente diverse dalla realtà. Viviamo in un periodo in cui la serietà non è certo una delle doti necessarie per fare politica e, anzi, spesso viene premiato dall'elettorato chi la spara più grossa. Questo non toglie che ci sembra “normale” che l'etica debba fare parte della politica. Noi così ci comportiamo.
Ci chiediamo come, questi personaggi del centrodestra che hanno propagandato questa protesta che si basa su un fatto inesistente si possano candidare a governare il Comune. Se sono così ben disposti a dichiarare pubblicamente notizie costruite ad hoc come quella del divieto di apporre croci sulle tombe, cosa faranno se e quando governeranno il nostro Comune? Cosa dobbiamo aspettarci?
Ci chiediamo se ha partecipato a questa protesta basata su un caso inventato anche il candidato sindaco del centrodestra, Laura Baldinini, consigliera comunale da tanti anni, attualmente Capogruppo di Forza Italia e insegnante. Non ci aspettiamo anche da lei un comportamento come questo. Possibile che per strappare qualche voto in più si possa fare qualsiasi cosa? Dichiarare qualsiasi cosa, senza preoccuparsi che sia vera o falsa?
Non sappiamo come questa vicenda finirà, ma continuiamo a credere che sia l'etica che deve guidare l'operato di chi fa politica.
Nella protesta contro questo falso divieto, di etica ne abbiamo vista poca.

Gian Luca Baldrati
Capogruppo Verdi Lugo
 


FRIDAY CASUAL??

Questa va davvero oltre il limite!!
“Poi (dopo il poliziotto panzone, ma non è difficile stare a dieta a 1.200€ al mese) tocca ai dipendenti pubblici – scrive il Resto del Carlino a proposto del Ministro Brunetta – che hanno la brutta abitudine del “friday casual”, cioè di concedersi un abbigliamento comodo nell’ultimo giorno della settimana. “Anche il venerdì – avverte il Ministro “che Dio ci ha mandato”, che Berlusconi ci ha mandato – devono vestire in giacca e cravatta”.
Arrigo Antonellini, dirigente apicale della Provincia di Ravenna, uno dei pochi che non può certo lamentare che con ciò che mi date pagando le tasse, non mi venga girato un salario che non mi possa permettere di comprare una cravatta. Mai messa una cravatta in ufficio in oltre trent’anni di “onorato” servizio.
O per lo meno, m’illudevo onorato, prima di sentire l’ordine del Ministro. Migliaia di giorni di lavoro disonorati senza cravatta, i miei!
Questa volta Brunetta ha davvero passato largamente il segno! Vero che gettare odio sui dipendenti pubblici fannulloni, che in quanto lavoratori dipendenti non godono di parte del salario perchè trattenuto alla fonte, prima di poterlo godere; che “godono” di una dozzina di centinaia di euro per campare e far campare una famiglia per trenta giorni, è sicuramente vergognoso! Ma dirmi come IO mi devo mi deve vestire, quando IO mi alzo da letto, e non dovendo portare una divisa (o sì, o sbaglio? o entrando nella Pubblica Amministrazione sono stato internato e non me l’avano ancora detto i mie Amministratori sinistrosi, mangia-bambini!), entra nella sfera del mio privato, pur svolgendo una funzione pubblica (e con grande passione e piacere nonostante tutto, proprio perchè pubblica).
Il giorno che il Parroco mi dirà di mettere la cravatta per andare a Messa, cambierò Parrocchia. Il giorno che mia figlia mi dirà di mettere la cravatta per andare al suo matrimonio, andrò al matrimonao di mio figlio. Cattolico sì, ma fatico a porgere l’altra guancia.
Ho fondato oggi il Comitato per il referendum che vieta di ricoprire cariche pubbliche a chi non arriva all’1,68.
Arrigo Antonellini

 


 

OLTRE AL BARÇA VINCE PURE ROMA

Quattro accoltellati, in maniera lieve, e 19 arresti: tutto sommato ha tenuto abbastanza bene la macchina della sicurezza a Roma per la finale di Champions League. Anzi, è andato tutto meglio del previsto. Importantissimo è stato il lavoro di prevenzione: qualche malintenzionato ha girato alla larga. Il Viminale ha impegnato in maniera massiccia tutte le sue forze: l’ufficiale dedicato alla sicurezza per la finale ha tenuto i contatti internazionali con Inghilterra e Spagna. Non si è visto un hooligan, qualche ubriaco inglese e basta. A livello romano, eccellente il lavoro della questura: il questore ha potuto contare oltre che sul capo della Digos, anche su Marcello Cardona, suo vicario e profondo conoscitore del mondo del calcio perché ex arbitro di serie A. Sapere come si muovono i tifosi è spesso decisivo: ancor più lo è stato in questa occasione. Insomma, Roma ha superato la prova-Champions, come diceva e sperava Platini, non ha fatto la stupida e anche gli inglesi se ne sono accorti…tanto che qualcuno oltre manica ha già proposto che la finale si giochi sempre allo Stadio Olimpico.
Matito

 


SPERIAMO NON RISENTA ANCHE PAVAGLIONELUGO.NET

Anche il mercato dell’Information Technology (IT) in Italia, l'unico che finora aveva sostanzialmente retto alla crisi economica mondiale, mostra segni di pesantissimi cedimenti con un crollo vertiginoso della domanda che investe tutti i settori e che, nel comparto delle tecnologie, risente anche di un perdurante blocco alla modernizzazione.
La crisi sta mettendo a nudo l'estrema debolezza dell'altalenante politica per IT: pochi incentivi per l'innovazione (fondamentale in questo settore) e i continui tagli alla spesa pubblica per IT. Il tutto renderà più difficile portare avanti il piano per l' e-Government e si rifletterà in termini negativi direttamente sui servizi ai cittadini e sulle imprese. Sostenere e rafforzare l'Information Technology e l’innovazione è un obiettivo strategico per il nostro Paese, perché un suo forte arretramento porta come inevitabile conseguenza un aumento delle difficoltà del sistema economico italiano a contrastare la crisi e tornare a competere. Al contrario dare il via oggi alla creazione di servizi e prodotti di nuova generazione e far maturare nuove professionalità, significa immettere nell'economia italiana strumenti efficaci per produrre crescita e nuove capacità competitive. Ultima soluzione, il solito problema di molti settori italiani, è quella di prendere la strada delle liberalizzazioni e del superamento dei monopoli anche per l’IT.
Matito

 


SAN CIRO

 

Ho già scritto una lettera al direttore non firmata avente per tema la Juventus. Non firmata, perchè un direttore può dire per che partito vota e sperare, come succede a me, che chi vota per altri partiti continui a leggerlo; ma nel momento in cui rendesse nota la squadra di calcio per la quale fa il tifo, la Juventus appunto (se non era chiaro!), perderebbe tutti i lettori non juventini; che comunque, i non juventini, “fortunatamente, nella Bassa Romagna, sono una minoranza. Ma pavaglionelugo.net vuole continuare ad essere il giornale di tutti!.
“Voi avete san siro, ma noi abbiamo san ciro” (ovviamente con le minuscole!), diceva un saggio striscione domenica scorsa, nello stadio di Siena. E particolare non insignificante, scritto prima dell’inizio della partita!
Si dice, e condivido, che il punto veramente più debole della squadra più titolata d’Italia, sia la sua attuale dirigenza. Questa volta però ha fatto gol, affidando la squadra al grande Ciro Ferrara: un grande, grandissimo calciatore, un grande uomo, un “uomo positivo”.
Nel calcio di oggi sono tre le componenti del successo. la tecnica, la tenuta atletico-fisica, il gruppo.
Quello della tecnica è l’unico dato non nuovo. E’ sempre stato e sempre sarà, che in qualsiasi settore della vita, compreso lo sport, occorre essere bravi a fare il proprio mestiere. Il livello tecnico di una squadra di calcio lo definisce il presidente con il suo portafoglio. Sul tema, nel calcio italiano, rimane storica la svolta operata da Berlusconi, quando, con finalità che esulavano dallo sport, “innovò”, portando in una squadra, per la prima volta nella storia, ventidue titolari, facendo così lievitare i costi del calcio, a livelli “insopportabili”.
Nessuna responsabilità, o quasi, ha l’allenatore sul livello tecnico di una squadra.
Il secondo, elemento del tutto nuovo del calcio moderno, è la preparazione atletica, la capacità di correre, la resistenza fisica, che è determinata dai preparatori atletici (o dai medici?). Anche qui, nessuna responsabilità dell’allenatore.
L’unico elemento che influisce sui risultati di cui abbia responsabilità l’allenatore, è il fare squadra, il fare gruppo, gestire la panchina, quasi che sia più importante occuparsi di chi non gioca, rispetto a chi gioca. Chi gioca va in campo, e in campo c’è lui, non l’allenatore! L’allenatore rimane con i panchinari e con chi ha mandato in trubuna o lasciato a casa. In campo, a giocarsi il risultato, ci vanno undici giocatori, spesso addirittura disorientati da scelte cervellotiche del mister, spesso fatti giocare fuori ruolo, spesso costretti a pagare le scelte di allenatori che cercano i riflettori. Per restare alla juve, il cambio di tre uomini quando ancora mancano 45 minuti con la possibilità di un infortunio, la sostituzione di un difensore con un attaccante quando si è in dieci, come fu capace di fare Ranieri.
Forse si è capito che sono del partito di quelli che pensano che gli allenatori, vergognosamente pagati, spesso diano più danno che vantaggi, proprio perchè alla ricerca del riflettore. così come del resto è per i calciatori, in anni in cui il valore primario è appunto il riflettore puntato su di sè.
Ecco perchè, come scrive Claudio Cesari nella sua lettera al direttore, “Il calcio, organizzazione, spettacolarità, business”, oggi l’arma in più per vincere nel calcio, è non perdere di vista che il calcio è uno “sport di squadra”, mandare in campo una squadra, non undici bravi giocatori, ma un “gruppo” che pratichi un gioco “collettivo”. Le partite oggi le vincono i giocatori senza la palla. E’ con un gruppo, sapendolo creare, che Lippi ci ha regalato il titolo mondiale.
Ciro Ferrara è l’uomo giusto per ridare alla Juventus una squadra. L’ha imparato e insegnato, già facendolo in campo.
Lettera firmata

 


L’ ITALIA E’ UN BRUTTO POSTO IN CUI VIVERE?

L'Italia sembra stia diventando un brutto posto per tutti. E' l'unico paese europeo in cui il Governo produce odio in quantità industriali contro tutti: contro i clandestini, contro i rom, contro gli statali definiti fannulloni. Un governo che predica la cattiveria,che decide di schedare i barboni, autorizza le ronde per legge magari pensando di darne il monopolio alla Lega, diffonde un clima di insicurezza, di odio profondo, di caccia al diverso. Questo comportamento irresponsabile e demagogico viene esaltato da una situazione di crisi economica e sociale che determina uno stato di disagio diffuso, spinge la gente a chiudersi, ad essere intollerante. Campagne periodiche di diffamazione e di odio vengono fatte dai giornali contro gli anziani che si fanno mantenere dai giovani (o viceversa), contro i lavoratori a tempo indeterminato che sono privilegiati rispetto i precari, contro i meridionali che vivono di espedienti e cosi via. I lavoratori Alitalia che sono stati dimezzati di diecimila persone ora in cassa integrazione sono stati lungamente e velenosamente attaccati per i "privilegi" della loro professione.
I licenziati oggi cassaintegrati vengono considerati con astio parassiti.
Quasi tutti i giornali si sono prestati a questa rappresentazione della realtà.
Gli stupri commessi in questi giorni e sui quali i mass media hanno organizzato una campagna assordante contro gli emigrati in Italia e contro i clandestini sono maturati in una realtà sempre più disgregata ed in un clima di crescente criminalizzazione dei poveri. C'è una scelta politica alla base dell'enorme risalto che è stato episodi certamente di intollerabile violenza, risalto che non è stato dato e non viene dato in casi altrettanto gravi di delitti compiuti da italiani.
La violenza nasce nel territorio incontrollato ed abbandonato. Non esiste una politica per il recupero delle periferie sempre più fatiscenti e non esiste una politica di buon rapporto e di responsabilizzazione delle comunità di immigrati. Quando il Governo incoraggia la formazione di ronde e l'uso dell'esercito innanzitutto dichiara di non essere in grado di usare il monopolio del potere repressivo, compie una scelta che fa regredire l'Italia ed ottiene il risultato di rinfocolare soltanto l'odio. L'odio sta diventando il tratto più significativo della politica del governo e della destra. C'è una deformazione della realtà per avallare la xenofobia. I dati testimoniano di una violenza contro le donne che è assai più grave e diffusa di quanto si creda.
"In particolare, nel 2007, sono state uccise 126 donne: 44 dai mariti, 11 dai fidanzati o dai conviventi, 9 dagli ex mariti e dagli ex fidanzati, 10 dai figli e 14 da sconosciuti. Dati che si aggiungono a quelli di un'indagine Istat dello scorso anno, secondo la quale quasi 7 milioni di donne sono state vittime di violenza. La maggior parte (oltre 6 milioni) sono state aggredite dal partner"
Gli stupri vengono strumentalizzati a favore di un governo sempre più autoritario, sempre meno soggetto al controllo del Parlamento, proteso ad eliminare l'autonomia della Magistratura. L'obiettivo potrebbe essere ricondurre i 3 poteri fondamentali legislativo, esecutivo e giudiziario in una mano sola: quella del Governo. L'obiettivo è anche una progressione erosione del potere attribuito alla Costituzione al Presidente della Repubblica e magari giungere ad una soppressione di una delle due figure di Capo dello Stato e Capo del Governo.
La democrazia ha una complessità che il Governo vuole così abolire a vantaggio di un regime in cui tutto sia sempre più nelle mani di poche (una?!) persone.
Alessandro Antonellini

 


Il direttore risponde

Per una strana coincidenza di quella cosa che si chiama “caso”, subito dopo aver letto questa lettera di mio figlio ed averla mandata in stampa, in video, mi capita di leggere sul periodico allegato a “Il sole 24 ORE”, un articolo che riguarda mio padre, “El Alamein, la memoria ritrovata nella sabbia”.
E’ già chiaro: risponderò al “lettore”, facendo retorica, demagogia.........
Il nonno del lettore, mio padre, Achille, è stato uno di quegli “eroi”, decorato perchè partecipe di quel massacro, di quella battaglia d’Africa, in Egitto, ad El Alamein, che segnò l’inizio della vittoria degli Allelati.
Ma prima di concludere con la “retorica” di quei giorni del ’42, di ciò che mio padre ha fatto, voglio dire che condivido ciò che sopra scrive mio figlio.
La battaglia di El Alamein: gli Alleati con 200mila uomini contro i 90mila dell’Asse, cui non arrivavano i rifornimenti di cibo, acqua e benzina per la distanza da Tripoli; 1.550 carri armati contro 510; 1.600 aerei contro 500, 3mila cannoni contro 400.
Dopo aver sostenuto l’onda d’urto alleata, che ha distrutto postazioni e armi, gli italiani tentano più volte il contrattacco. I parà della Folgore vanno contro i carri armati inglesi a mani nude, con bombe a mano e bottiglie molotov.
Quando l’11 novembre del ’42 la battaglia si conclude, il “media” dei vincitori, la Bbc, commenta: ”I resti della divisione Folgore hanno resistito OTRE OGNI LIMITE DELLE POSSIBILITA’ UMANE. Nessuno si è arreso, nessuno si è fatto disarmare”. I carri armati britannici avanzano muniti di altoparlanti che trasmettono messaggi di ammirazione per il coraggio degli italiani, completamente accerchiati, e offrono loro condizioni per la resa. I paracadusti gridano “Folgore” e aprono il fuoco. Gli inglesi si ritirano. Gli italiani vennero presi per sete e per fame”.
Il luogo dove oggi sorge il sacrario militare italiano El Alamein, con le sue cinquemila lapidi (solo di quelli che sono stati trovati e identificati”) - scrive il periodico - è il luogo dove ogni italiano potrebbe riconoscersi fratello all’altro, oltre i solchi della memoria divisa. Una storia italiana che è accaduta una volta ma che è fissata per sempre. e che vale per un Paese che memorie e fazioni diverse hanno sempre diviso.
“Si è fatto un gran discutere – scrive lo storico Gabriele De Rosa - su El Alamein tra fascisti e antifascisti. Due letture diverse che non ebbero a dire il vero senso per chi vi ha combattuto. Eravamo lì con il giuramento di fedeltà al re e alla bandiera”. Eravamo lì come italiani.
Ad El Alamein l’Italia cominciò a perdere la guerra (liberandosi del fascismo!?) ma è qui che gli italiani dimostrarono al mondo cosa fosse l’onore”.
Poco distante dal Sacrario c’è la base Quota 33, che è anche un monumento al 52° Gruppo Cannoni, quello degli artificieri sacrificatisi sul quell’altura senza cedere di un metro alle sovrastanti forze alleate. C’è una targa dove si legge: “Qui una voce ammonisce a non disperare mai nei destini dell’Italia”. Dovremmo ricordarcene ogni volta che siamo tentati dallo sconforto per il nostro Paese, conclude l’articolista.
Giuramento, bandiera, onore.....parole che non dicono molto a chi ha solo trent’anni, non più di tanto nemmeno a chi ne ha ormai sessanta ed appartiene alla prima generazione che ha evitato la guerra.
Ma dicevano molto a suo nonno, a mio padre, e questo, se è permettete, mi basta per battermi, “nonostante” tutto, perchè l’Italia sia la meno peggio possibile.
Con una novità che fortunatamente affascina sempre più i giovani di oggi: che non solo l’Italia sia la meno peggio possibile, ma tutti i luoghi della Terra dove c’è gente che vive insieme a loro, insieme a me. Persone, sei miliardi di PERSONE; i loro figli e i figli dei loro, e di nostri, figli........
Arrigo Antonellini

 


 

RIFORMA BRUNETTA - COMUNICATO STAMPA SEG. GEN. CISL, RAFFAELE BONANNI

 

Il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni invita il governo a ''tornare indietro'' sullo schema di decreto legislativo approvato dal Consiglio dei ministri sulla ottimizzazione della produttività nel pubblico impiego.
''Le riforme nel lavoro e nel pubblico impiego si fanno attraverso discussioni trasparenti tra governo e sindacato - ha detto Bonanni a margine di un convegno a Napoli. O Berlusconi torna indietro o noi protesteremo fortemente contro questa iniziativa arbitraria''. ''Siamo molto irritati per questa invasione di campo della politica, che, su una partita come quella del pubblico impiego se la canta e se la suona'' ha aggiunto il segretario della Cisl. ''Se il governo ha interesse a modificare l' andamento del pubblico impiego deve avviare una discussione trasparente, e non procedere con proclami e decreti''. Infine Bonanni ha anche bocciato l'ipotesi di un confronto al Cnel, avanzata dal ministro Renato Brunetta. ''Non e' il Cnel il luogo deputato per fare trattative con i sindacati sul pubblico impiego''.
Ieri infatti anche il segretario della Cisl Fp Giovanni Faverin aveva chiesto con forza l’apertura di un tavolo di confronto con le parti sociali “così come avvenuto per l’approvazione della legge delega”.
Dichiarando la disponibilità della federazione del pubblico impiego al cambiamento, Faverin si era richiamato ai contenuti e a criteri partecipativi sanciti dall’accordo del 30 aprile sulla riforma degli assetti contrattuali, dicendo no a qualsiasi finalità punitiva e intervento unilaterale sul pubblico impiego.
La Segreteria Cisl FP di Ravenna

 


LA NUOVA ITALIA DEI DIRITTI RAPITI

La domanda mi sorge spontanea: il nostro Ministro degli Interni, il leghista, Roberto Maroni, è il capo delle Forze dell'ordine o del disordine?
Persino due paladini dell'"amor patrio" come il Presidente della Camera, Gianfranco Fini e il "bellissimo" ministro della Difesa, Ignazio La Russa, lo hanno corretto schierandosi contro il suo nuovo tentativo di leggi razziali: questo genio padano voleva che presidi e medici denunciassero i figli degli immigrati clandestini.
La Costituzione riconosce che il diritto allo studio e alla salute è uguale per tutti: ciò è riconosciuto in tutta Europa, caro il mio Ministro!
I nuovi "barbari" della Lega rischiano di intraprendere, sul tema delle diversità razziali, un percorso che non troppi anni fa portò ai campi di sterminio.
"Hai serva Italia, di dolore ostello, non terra di prodigi ma bordello" (Dante Alighieri).
PS In cinque minuti di insonnia dalla sua tomba di Ravenna.
Claudio Cesari

 


UN "PICCOLO" GIRO DI ROMAGNA

Domenica si correva il 30° Giro cicloturistico della Romagna e contemporaneamente un gruppetto di noi, dotati di maggiore resistenza fisica, partecipava alla pedalata da Alfonsine a Comacchio. Consapevoli della maggiore importanza di questi due eventi, noi superstiti pedalatori della domenica siamo partiti un po’ in tono minore, forse osservando con una punta d’invidia benevola i ciclisti che sfrecciavano nelle strade adiacenti a Piazza Trisi nelle loro tute perfettamente aderenti ai corpi atletici. Il contrasto era evidente e al loro confronto sembravamo un’armata brancaleone in partenza per una biciclettata fantozziana con il nostro abbigliamento improvvisato e le bici non sempre all’ultimo grido. A rafforzare il senso d’inferiorità le battute scherzose pronunciate al nostro passaggio lungo via Madonna delle Stuoie da alcuni partecipanti al giro di Romagna, come “Moderate la velocità, c’è il limite!”. Abbiamo incassato con filosofia e ci siamo inoltrati nella campagna con meta Solarolo, percorrendo un tragitto privo delle difficoltà superate dai nostri “fratelli” maggiori, ma piuttosto articolato, toccando Budrio, Barbiano, per via Celletta e via Lunga, Bagnara, San Mauro. In più la nostra velocità moderata ci ha consentito di osservare tranquillamente il paesaggio circostante e di imparare qualcosa di nuovo: ad esempio, che il nome Solarolo deriverebbe dal latino” solarium”, luogo esposto al sole ed in effetti quando siamo arrivati nella piazza Garibaldi dopo aver superato l’antica Porta di ponente splendeva un caldo sole!
Altra piacevole scoperta è stata quella di essere accolta con cortesia, pur non essendo orario di ricevimento, da un impiegato (alla faccia di ci ritiene “fannulloni” i dipendenti pubblici) quando ho suonato all’ufficio dei Vigili per avere depliant turistici relativi alla cittadina. Dopo il caffè rituale e le battute di conversazione, le nuvole che si addensavano sulle nostre teste ci hanno indotto ad un rapido ritorno, con la speranza di evitare lo scroscio. Dopo aver superato il Santuario della Madonna della Salute abbiamo dovuto fermarci nella piazza di Barbiano per indossare kappaway o aprire ombrellini poco aerodinamici, ma provvidenziali, date le gocce di pioggia che iniziavano a cadere. Siamo arrivati sulla via Provinciale Felisio proprio mentre sfrecciava un gruppo di ciclisti partecipanti al Giro di Romagna e devo dire che anche noi ci siamo meritati il ristoro con pasta party allestito dalla Unione Cicloturistica Baracca nel piazzale del Pavaglione!
Ad intensificare questa nutrita domenica di eventi, parte dei nostri amici pedalatori hanno partecipato alla 5° Pedalata del Parco del Delta che da cinque anni le Ciclo Guide di Lugo portano a compimento con successo.
Sotto un cielo minaccioso la partenza è avvenuta da Alfonsine e dopo una breve sosta al ponte del Reno a Madonna del Bosco per attendere un altro gruppo di ciclisti provenienti da Sant’Alberto, questo drappello ha proseguito per Anita dove aspettavano altri ciclisti per visitare il nuovo Centro Civico Ca’ Anita. Terminata la sosta ed il breve ristoro il gruppo ricompattato ha proseguito in direzione di Comacchio. Suggestivo appariva il lungo serpentone di pedalatori che procedevano costeggiando da un lato la valle e dall’altro il canale creando un forte contrasto con il cielo ancora nuvoloso. Giunti alla Valle Zavelea la sosta è stata propizia per un ultimo abbondante ristoro, nonostante le zanzare, prima di raggiungere l’ormai vicino Comacchio. Nel frattempo il cielo si è schiarito ed il sole ha iniziato ad infondere il suo tanto atteso calore. Il cortile di Palazzo Bellini, a ridosso dei Trepponti, ha ospitato le biciclette, mentre il gruppo si è diviso per il paese alla ricerca di un luogo in cui consumare il pasto, visitare le varie mostre, il mercatino dell’artigianato e dei prodotti tipici e tante altre iniziative nel corso della rassegna “Primavera Slow del Parco del Delta”, oltre agli aspetti caratteristici di questa “Piccola Venezia“.
Il ritorno è avvenuto nel migliore dei modi in allegria consapevoli di aver trascorso una piacevolissima giornata all’insegna di un ciclo-turismo che si sta dimostrando benefico sotto tutti gli aspetti sia fisico che culturale.
Velia Ferrioli
Bruno Pasquali

 


ANCORA CALCIO...

L’ultima lettera arrivata in redazione (è della new entry in redazione, il nostro “esperto Claudio Cesari) parla di calcio e anch’io di calcio, ora, voglio parlare. Ma a ben guardare, a “ben leggere”, le cose che scrive Claudio si concludono con una valutazione di carattere “molto” generale, oggi estremamente di attualità e che travalica i pur debordanti confini dello sport più popolare.
Sarà così anche per le considerazioni che mi appresto a fare, nel senso che vanno oltre i confini della squadra più popolare, la Juventus ed anche dello stesso calcio.
Cosa succede oggi nella Juve?
La mia personale chiave di lettura è che una direzione societaria debole rispetto a quelle che hanno dato il maggior numero di scudetti, topo il terremoto della serie B, avrebbe dovuto elaborare un progetto di lungo periodo, di ricostruzione, come è ovviamente necessario dopo un terremoto.
Può essere che l’abbia fatto ma, o non l’ha sufficientemente chiarito all’allenatore cui ha deciso di affidarsi, o lui ha capito male.
La crisi attuale della Juve è, sempre a mio avviso, la diretta conseguenza di essere guidata da un allenatore che non lavora in una prospettiva di lungo periodo, ma che sin dall’inizio del campionato ha mostrato essenzialmente di voler... ”parare il culo” (con licenza parlando, come si usa dire). Ha capito male? Si è fatto prendere sin dall’inizio dalla paura, onorato di allenare la squadra più titolata d’Italia, terrorizzato dal pensiero di perdere il posto, ancora prima di iniziare?
Che così sia stato e che così sia, se ne hanno prove oggettive. Solo tre, di prove, ma l’elenco potrebbe essere lungo.
Già nella prima parte del campionato, dopo un’espulsione nel primo tempo, squadra in dieci, ha sostituito un centrocampista con un attaccante. Partita, come nelle regole elementari del calcio, persa.
Primo tempo chiuso in svantaggio, sostituzione nell’intervallo di tre giocatori. 45 minuti senza possibilità di cambi in caso di infortunio, non li gioca nemmeno l’allenatore di una squadra parrocchiale.
Domenica scorsa una formazione con cinque attaccanti.
Tutte scelte della serie: o vinco questa partita o mi cacciano!
E’ così che oggi si fallisce: con programmazioni di breve periodo, che non vanno al di là del proprio naso.
E’ così che il sistema è entrato in crisi, tutto il sistema, quello della nostra economia, del nostro modo di vivere. Da crisi strutturali (una retrocessione in B per la Juve, lo è) si esce con un progetto di lungo periodo, o si potranno avere avere solo successi parziali, temporanei, come pure la Juve quest’anno ha avuto, vedi la vittoria sul Milan a Torno od altre ancora. Parziali, appunto, ma prima o poi si cade, come sta inevitabilmente succedendo ora.
Pochi anni fa la Juve giocava in B. Ciò che andava fatto, che va fatto, è un progetto di lungo periodo. Ad alcuni tifosi non piacerà? Ranieri era ossessionato da questo!. Non a caso l’ha sempre ripetuto sino alla noia, sia dai primi giorni, che la Juve doveva accontentarsi, quasi fosse compito dell’allenatore indicare quali siano gli obiettivi della società. Evidentemente lo faceva perchè su questo tema era terrorizzato, ne aveva, come si usa dire, la “coda di paglia”. Un peso troppo grande per lui, essere l’allenatore della Juventus!
Ma Ranieri ora non rientra più nei programmi del futuro della Juve. Speriamo che questa volta si guardi lontano. Si è perso tempo, ma sbagliare è umano, mentre perseverare è...
Arrigo Antonellini

 


IL CALCIO: ORGANIZZAZIONE, SPETTACOLARITA', BUSINESS

Lionel Messi, attaccante del Barcellona e principale e meritato candidato al pallone d'oro, da bambino soffriva di una grave malattia: una brutta forma di nanismo-rachitismo. Le cure, carissime erano quasi impossibili in Argentina; il grande club catalano, che non a caso sponsorizza l'Unicef, lo ha curato sin dal dodicesimo anno d'età. Il Barcellona è stato ampiamente ricompensato e oggi i blugrana, hanno nelle loro file questa "pulce", il talento più cristallino del calcio mondiale.
Nella prima squadra del Barcellona giocano ben sei calciatori cresciuti nel vivaio: il mitico capitano Puyol, Pique, Xavi, Iniesta, Messi e Boyan Krchik, giovanissimo spagnolo di origine bosniaca; anche l'allenatore Pepe Guardiola è cresciuto nelle giovanili catalane: se è vero che il "Barga" gioca il calcio più spettacolare d'Europa non lo fa solo con il denaro, ma con l'oculata cura del settore giovanile, sia tecnica che organizzativa.
Altre società spagnole hanno numerosi ottimi giocatori provenienti dal settore giovanile: addirittura il Real Societad di Pamplona fa giocare solo calciatori baschi o di origine basca; questo forse non è una caratteristica imitabile, ma è indicativa di una filosofia di squadra che vuole dare una profonda impronta culturale e di attaccamento al proprio territorio.
Insieme al calcio iberico, quello inglese domina la scena europea. Manchester United, Chelsea e Liverpool, sono società miliardarie ma attentissime al settore giovanile, da anni ai vertici della scena europea.
Da indiscrezioni di bilancio gli ingaggi del Milan e dell'Inter sono sei volte superiori a quelli dell'Arsenal. Con stipendi equiparabili a quelli dell'Udinese la squadra dei portuali dell'Est-End londinese ha, negli ultimi quattro anni, un curriculum molto superiore all'Inter.
Arsen Wengher, allenatore dei "Gunners" è un vero e proprio manager aziendale alla scoperta di talentini adolescenti per tutto il mondo. Questi ragazzi sono protetti e coccolati nella grande metropoli inglese e ogni anno l'Arsenal fa esordire in prima squadra un paio di ragazzini di 16 o 17 anni: in genere talenti di assoluto valore.
Nel secondo quarto di finale di Champions League, ampiamente dominato per 3 a 0 su Villareal hanno giocato ben sette under 23. Questa invidiabile caratteristica è frutto di una filosofia aziendale che non ha esempi nel nostro calcio.
I giocatori delle blasonate squadre italiane assomigliano sempre di più ai "mercenari" delle guerre rinascimentali; sempre pronti a cambiare padrone, sempre attenti ai contratti da ritoccare: il valore principale non è lo spirito di squadra ma a che cifra si può arrivare giocando di qua invece che di là.
La miopia dei dirigenti del calcio italiano non favorisce il suo rilancio.
Forse non si sono accorti che anche nel calcio stanno avvenendo trasformazioni strutturali, nella direzione che il successo può essere raggiunto più facilmente facendo leva sui valori della squadra, del collettivo, del fare gruppo (come avvenuto per l'Italia agli ultimi mondiali), con motivazioni per tutto il team, dai giocatori ai tecnici, ai dirigenti, fino ai tifosi, che siano più quelli della bandiera, del territorio che rappresentano, e quindi beni emozionali, che non quelli del "vile" denaro.
Ma gli imperi che ai massimi delle loro ricchezze, si sono affidati ai mercenari, sono miseramente decaduti.
Claudio Claudio

 


SPORT E RAZZISMO: 10 COMANDAMENTI PER VINCERE LA MAL-EDUCAZIONE SPORTIVA

“Lo sport è rispetto. Rispetta lo sport!”. La campagna dell’Unione sportiva Acli, che apre venerdì a Roma il XII Congresso nazionale. Con il presidente del Coni Giovanni Petrucci.
22 aprile 2009 - “Fai della tua pratica sportiva uno strumento per combattere il razzismo”. Recita così l’ultimo punto del “decalogo” realizzato dall’Unione sportiva Acli per promuovere la Campagna “Lo sport è rispetto. Rispetta lo sport!”, per una nuova cultura e un nuovo protagonismo sportivo. “Dieci comandamenti” per sfidare e vincere la mal-educazione sportiva, rilanciati dall’associazione alla luce delle ultime tristi vicende di cronaca “sportiva”, alla vigilia del XIII Congresso nazionale che aprirà venerdì prossimo a Roma e avrà come ospite il presidente del Coni Giovanni Petrucci.
Punto uno del decalogo. Rifiuta i comportamenti aggressivi in campo e fuori: la tua gara è con avversari, non con nemici. Scegli di essere un fair player, un giocatore corretto.
Due. Riconosci e accetta le regole: la regola d’oro del gioco è…non giocare con le regole.
Tre. Rispetta le decisioni degli arbitri e dei giudici di gara: in camp difendi la tua dignità non le tue ragioni.
Quattro. Sostituisci all’illegalità del doping la lealtà sportiva: il doping spegne lo sport e attenta alla salute fisica e mentale
Cinque. Misurati con i tuoi limiti: volerli superare ad ogni costo ti renderà perdente, nello sport e nella vita
Sei. Allenati con impegno ma senza strafare: un corretto allenamento e un giusto riposo ti aiutano in campo e fuori
Sette. Sii solidale con i tuoi compagni: ricorda che non si vince mai da soli
Otto. Aiuta e rispetta chi è in difficoltà: anche tu potrai aver bisogno degli altri
Nove. Rispetta chi si misura con te e ha minori capacità qualunque sia la posta in gioco
Dieci. Fai della tua pratica sportiva uno strumento per combattere il razzismo ed ogni forma di discriminazione e di esclusione: attraverso il gioco allenati ad essere flessibile e tollerante.
Walter Raspa

 


LETTERA AL LETTORE

Non è una bella lettera quella che sto per scriverti. Anche per questo la metto qui, un pò “nascosta”, nelle lettere al direttore e non in home page, perchè siamo nati all’insegna del Penso Positivo” e vogliamo continuare a farlo, anche in questo tempo di crisi, senza ovviamente chiudere gli occhi alla realtà, per rifugiarci nei sogni.
Del resto che usciremo dalla crisi stando meglio di prima (attenzione, non avendo di più, ma “stando meglio”, il che è cosa diversa!) non lo sogniamo: abbiamo già scritto e scriveremo ancora, che abbiamo fondati motivi di esserne certi.
Ma venendo al contenuto di questa lettera ciò che devo dirti, che non posso non dirti, caro lettore, è che hai un debito di 33.260 euro...
Sì, purtroppo è proprio così, e se se un capofamiglia di una piccola famiglia di 4 persone, di cui tre non lavorino, una moglie casalinga, un figlio piccolo e un genitore in pensione, ovviamente il debito di 130mila, euro è tutto tuo!
O almeno così era l’anno scorso, secondo i dati ufficiali che prevedono per il 2009 un sensibile incremento. Già il debito più alto d’Europa, il nostro, non certo invidiabile, primato.
Il Governo Prodi (non per buttarla in politica visto che si tratta di numeri !), aveva ridotto il deficit rispetto al Pil all’1,5%, percentuale che nel 2008 si è quasi raddoppiato sino a raggiungere il 2,7, mentre 2009 l’aumento sarà ancora molto più rilevante.
Già, ma il Governo Prodi è stato “fortunatmente” cacciato perchè ci era andato in tasca, per invertire una tendenza che fa sì che il 50% delle entrate dello Stato debbano andare a pagare gli interessi del “nostro” debito. Già, con il 50% di ciò che dai allo Stato e agli Enti Locali, vengono pagati solo gli interessi dei 33.260€ del tuo debito, ma il debito ovviamente rimane e anzi cresce.
Lo pagheranno i nostri figli, che, ovviamente, facendo tesoro del nostro comportamento, faranno altrettanto con i loro. Ovvio che così, come ammoniva Prodi, le possibilità di sviluppo sono bloccate, sul nascere, di un 50%.
Sino a quando non rimpiangeremo qualcuno che ci vada in tasca. Peccato che avremo perso tempo...
Il direttore

 


LA COSTITUZIONE ITALIANA: UN'ARMA DECISIVA PER SALVARE LA DEMOCRAZIA

I padri della nostra Costituzione erano convinti di aver posto le basi per lo sviluppo di una solida e limpida democrazia: i principi di base della Costituzione italiana sono ritenuti universalmente dai maestri del diritto norme di grande valore democratico.
Se Pietro Calamandrei o Gaetano Salvemini dalla loro tomba avessero oggi, ancora, il dono dell'udito, sobbalzerebbero ascoltando le numerose affermazioni di "propaganda teocratica" dell'attuale leader italiano.
"Il mio Governo" - "Io prometto" - "Io farò" - "Il mio amico Vladimir" -"Il presidente abbronzato mi ha garantito amicizia e stima".
Quante volte fa dichiarazioni in prima persona! Almeno due o tre per settimana e sempre su temi nei quali l'educazione, il buon senso, l'uso corretto del diritto suggerirebbero un più civile NOI, nel senso di noi popolo democratico italiano.
Persino il padre del fascismo, settanta anni fa, non parlava così: l'impero era italiano e quando ha proclamato l'ingresso in guerra a fianco della Germania, dal balcone in Piazza Venezia, concluse con: vincere e vinceremo, non vincerò.
Il signor Berlusconi, da magnate della comunicazione ragiona sempre come un padrone di industria, dispotico, farebbe con i suoi dipendenti, all'inizio dell'era industriale.
"Il Governo è mio": come fosse un bene commerciale, tipo la sua villa di Arcore, o addirittura uno strumento per autostimarsi e mettersi in mostra, come gli spot pubblicitari delle sue televisioni.
Bisognerà davvero vigilare, togliersi i tappi dalle orecchie, leggere sempre più attentamente la nostra storia. In conclusione fare in modo che nessun leader politico infanghi il linguaggio e l'operato democratico che meritiamo.
Da elettore e cittadino moderato sono molto preoccupato e ho sempre più fame di democrazia.
Claudio Cesari

 


IN BICICLETTA A PASQUA E PASQUETTA!

Una rima facile, com’è stato facile trascorrere queste due giornate festive pedalando insieme agli amici di tante allegre domeniche alla riscoperta di aspetti del nostro territorio e della nostra cultura che potrebbero sembrare scontati e banali rispetto alle mete esotiche prospettate solitamente per le vacanze pasquali. Noi abbiamo scelto di restare qui e di essere fedeli all’appuntamento con le biciclettate organizzate dal Tondo e dagli Amici della bici. Domenica siamo stati a Traversara ; eravamo un gruppetto meno numeroso del solito, ma consapevoli di rinnovare questa abitudine e grati per la giornata abbastanza mite e soleggiata. Abbiamo animato con le nostre scampanellate una piazza Trisi ancora solitaria ed assonnata e ci siamo avviati verso San Potito, superando senza difficoltà il ponte sul Senio, per poi inoltrarci nella campagna lungo via Storta e via Bruciamolina. Abbiamo ammirato i colori primaverili riscoprendo ancora una volta l’affascinante spettacolo della natura che si rinnova sempre magico al succedersi delle stagioni: nuvole bianche e rosa di meli e di peschi in fiore sullo sfondo verde dei prati delimitati dall’azzurro del cielo. .Respirando la fresca aria del mattino siamo arrivati a Bagnacavallo come un piccolo drappello di avventurosi alla ricerca di un tesoro. Ci siamo lasciati alle spalle le vie silenziose e le antiche costruzioni ed abbiamo proseguito per una via Cogollo quasi deserta per arrivare facilmente a Traversara , dove si notava un po’ di animazione per il mercatino allestito in occasione della manifestazione “Traversara in fiore”. Curiosando tra vecchie cose, libri e oggetti vari ho potuto acquistare ad un prezzo irrisorio un’anfora pseudo-greca che mi servirà al travestimento per il prossimo saggio teatrale; in più ho avuto in omaggio un piccolo peluche di Snoopy di un color fucsia molto pasquale! Questo fortunato acquisto è bastato a comunicarmi un senso di festa che mi ha accompagnato per tutto il viaggio di ritorno e mi ha dato la carica per superare tutto d’un fiato l’attraversamento della San Vitale a ridosso della rampa di ponte Albergone. Ci siamo scambiati gli auguri di buona Pasqua con la promessa di ritrovarci il giorno dopo al parco Pertini di Cotignola, dove, grazie allo staff dei due centri sociali del Tondo e del Cotogno, era stata organizzata una merenda all’aria aperta, per rinnovare l’antica tradizione de” E Lon de Sat”. Per noi cicloturisti la consuetudine ha assunto un significato speciale, in quanto abbiamo festeggiato in questa occasione il compleanno della nostra” mascotte” Vincenzo Guerra, che ha toccato l’ambito traguardo dei 96 anni, in perfetta forma fisica e mentale. A rallegrare la merenda, oltre al succulento spuntino a base di pane, salsicce e cipolle, le squisite torte di compleanno confezionate dalla nostra Annamaria, la poesia di Giovanbattista Ansaloni dedicata al festeggiato e i giochi sull’erba animati da Pierino…Una vacanza davvero rilassante e alla portata di tutti!
Velia Ferrioli

 


L'AQUILA, E I SOLDI PER RICOSTRUIRE?

Prime stime dei costi della ricostruzione post-terremoto in Abruzzo: quattro-miliardi. E in quali tasche dovrebbero mai trovarsi in tempi brevi - anzi brevissimi, a sentire i proclami a reti unificate - questi soldi se si va a guardare l’attuale situazione delle esangui casse di questa Italia? Con la finanziaria si è tagliato il tagliabile e forse più. Non vorrei che ora ci si riempisse tanto la bocca con il sisma, e poi quando ci saranno le indagini, i processi e soprattutto il tempo della ricostruzione, tutto venisse relegato a uno spazio marginale. Non so quanti si ricordano di San Giuliano in Molise, dopo il crollo della scuola elementare con 27 bambini e 2 maestre morti. Ascoltatevi i proclami presidenziali (sembra un copia incolla per l’Abruzzo) e andate a controllare ciò che ne è seguito.
Finite l’emergenza, le lacrime più o meno sincere, i ministri elitrasportati, gli atti eroici del premier e le elezioni europee, i terremotati passeranno le vacanze in tenda e buon per loro che sta per venire l’estate!
Evitiamo poi di lamentarci se i palazzi vengono costruiti con la sabbia di mare, le norme antisismiche aggirate…sono altri esempi della consueta furbizia degli italiani che scoprono quanto sono “furbi” solo quando il tetto gli crolla in testa. Ma allora, spesso, è troppo tardi.
Ad Onno una casa costruita col rispetto rigoroso delle norme e regole NON è crollata, e gli unici danni riportati sono sulla cima del comignolo.
L’Ospedale Civile dell’Aquila, che è costato molto di più di quanto previsto e che non ha retto alle scosse (a differenza di vecchi palazzi in pietra antica!!), era addirittura sconosciuto al catasto, quindi per lo Stato non esisteva. Un ospedale che non esiste ufficialmente non può avere il certificato di agibilità (atto che attesta la sicurezza, l’igiene e la salubrità dell’edificio), ma nel 2000 ne è stata fatta ugualmente l’inaugurazione.
E l’informazione che fa? Da zerbino alle istituzioni che si affannano per apparire a fianco degli sciagurati guardando verso le telecamere. Dal consiglio d’amministrazione RAI dichiarano che «L’informazione del servizio pubblico è pluralista non perché ognuno dice ciò che gli pare ma perché complessivamente dà conto delle diverse posizioni».
L’informazione pubblica quindi non deve informare, possibilmente in modo obbiettivo, competente e puntuale, ossia riportare liberamente ciò che la deontologia dei giornalisti suggerisce loro di notare, bensì deve dare conto delle diverse posizioni; la verità e i fatti possono andare a farsi benedire, l’importante è dare conto delle posizioni (di chi? degli italiani? degli inserzionisti? dei partiti?). Il giornalismo dovrebbe avere come unica motivazione la verità.
Infine mi chiedo, se servizi di sicurezza pubblica come protezione civile e 118 invece di essere dati in gestione “al volontariato”, fossero un servizio fondamentale che lo stato assicuri alla gente che lo abita e lo paga, potrebbero funzionare ancora meglio?
Lo Stato si comporta come un privato cittadino che specula sulla vita della gente che meno si può difendere, e accarezza invece i suoi pochi cittadini facoltosi, che loro certo, la casa non se la farebbero mica costruire da costruttori senza scrupoli…
Almeno per il ponte sullo stretto, che tanto si farà comunque… non utilizzate la sabbia del mar Mediterraneo anche se ce né molta.
Matito

 


C’ERA UNA VOLTA, CE NE SARA’ UN’ALTRA

E’ sempre difficile fare riflessioni in situazioni come queste, di fronte a centinaia di morti, a case annientate, a vite distrutte, a città cancellate, con un colpo di spugna, dalla storia e dalla geografia. Non ci sarebbe nulla da dire. Ogni parola è di troppo, perché non varrebbe a riconsegnare ciò che la natura ha sradicato in maniera inesorabile e senza guardare in faccia a nessuno. Io cercherò pertanto di esprimere solo qualche timida e modesta riflessione, con l’intento di non cadere nella retorica quotidiana. In questi giorni non ho potuto fare a meno di leggere giornali, di seguire programmi televisivi e, inevitabilmente e giustamente, l’argomento principale era quello del sisma che ha colpito l’Abruzzo. Mi guarderò bene dall’addentrarmi nella questione relativa alle costruzioni antisismiche. Non ne ho la competenza e, anche se l’avessi, come ho detto sopra, non varrebbe a nulla. Toccherò solo alcuni aspetti che più di altri mi hanno colpito e indotto ad intromettermi nel vostro tempo libero, quello che solitamente dedicate alla lettura. Constatiamo, prima di tutto, che tale tragedia rappresenta un vero e proprio spartiacque nella vita di queste persone che sono state catapultate alla pagina “uno” di un libro del quale avevano già scritto molte pagine. A questa gente è stato tolto tutto in soli trenta interminabili secondi. Spiace leggere in alcuni editoriali, a firma di persone molto più dotte di me, che ci dovrebbe essere una reazione immediata da parte dei sopravvissuti e che è inutile piangersi addosso. Sì, reagiranno, lo faranno, ma non adesso, non ora. Vite distrutte con la stessa velocità con cui si cambia colore ad una tela con un pennello e noi lì ad esortare queste persone a reagire. Suvvia, esse hanno bisogno di noi, vanno incoraggiate e sostenute. Poi quando il cielo, che ora cupo e nero li avvolge di un manto che toglie il respiro, inizierà a schiarirsi, allora, sì, si rialzeranno. Lo faranno senza che qualcuno li pungoli, perché sono uomini fieri e con tanta dignità. Qualsiasi persona, se si rompe una gamba, il giorno dopo non è in grado di correre! Ho seguito le interviste effettuate poco dopo i funerali di Stato. Mi sono rimaste impresse le parole di un giovane che ha detto: “Sì, siamo distrutti, ma siamo anche gente tosta, ce la faremo”. Personalmente ho provato una grande ammirazione, unita ad una profonda commozione, per queste poche e pesanti parole che denotano una grande umiltà, dettata dalla situazione circostante, ma anche un notevole orgoglio che induce a pensare che la loro vita non sarà definita da questo evento e che un “domani”, per loro, ci sarà ancora. Ci sarà ancora, pur con questa terribile croce che ora li angoscia e che sono costretti a portare sulle loro spalle, una croce che li piega, ma che non li spezza. Sarà durissima, certo, inutile peccare d’ipocrisia, ma con l’aiuto di tutti noi, piccoli e grandi, questa ferita, questo cratere, questa voragine che si è aperta nel loro cuore sarà colmata. Sarà necessario attendere mesi, forse anche anni, ma un popolo unito ha il diritto e il dovere di sperare. A proposito, mi ha fatto enormemente piacere vedere quanti volontari della Croce Rossa e della Protezione Civile si sono mossi dai loro paesi d’origine per portare il loro appoggio concreto pur nella consapevolezza che avrebbero potuto mettere a rischio anche la loro vita. Un volontario, infatti, è notizia sempre di venerdì scorso, è morto di infarto mentre scavava fra le macerie. Ed è proprio vero che fa più rumore un albero che cade rispetto a cento che crescono. E’ commovente vedere quante persone hanno reso disponibili le loro residenze estive al mare per ospitare gli sfollati. L’Italia non è solo quella dei furti e delle rapine, della pedofilia e dello stalking, degli abusi famigliari e degli stupri. L’Italia è, per fortuna, anche tanta gente volenterosa che si adopera per il prossimo. Sempre in questi giorni, lo stesso Presidente Obama ha espresso il suo stupore e la sua più profonda ammirazione per la mobilitazione del popolo italiano. Sì, proprio lui, il Presidente della nazione più forte al mondo, quella nazione da noi sempre osannata, forse con un pizzico di esterofilia esagerata. Insomma, proprio lui, il neo Presidente a stelle e strisce ha dichiarato di non aver mai visto una mobilitazione così generale e spontanea. Avrete anche letto che la cantante Madonna ha donato 500 mila dollari, dato che la zona colpita dal sisma è quella che ha dato i natali ai suoi nonni. Subito si sono scatenati gli scontatissimi commenti: “Cosa vuoi che sia con tutti i soldi che ha?” Aliena vitia in oculis habemus, a tergo nostra sunt (vediamo i vizi degli altri, ma non i nostri). Benissimo. 500.000 dollari sono pochi per Madonna? Allora diamo anche noi questo “poco” in rapporto alle nostre tasche, donando qualche euro o un litro di latte. Non so la cifra che verrebbe fuori, ma sicuramente qualcosa di importante. Non cadiamo nel solito banale tranello. A nessuno di noi è stato chiesto di partire e andare a scavare fra le macerie, ad impossibilia nemo tenetur (Nessuno è tenuto a fare l'impossibile), ma potremmo essere ugualmente di grande aiuto inviando beni alimentari o anche semplicemente donando un euro come ho detto sopra. Ho notato con piacere che anche il Presidente del Consiglio Berlusconi si è più volte recato nei luoghi colpiti dal sisma, ha ripetutamente rassicurato che nessuno sarà lasciato solo e ha persino reso disponibili tre case di sua proprietà. Voglio credergli. Voglio credere all’uomo, non al politico. Ma sì, qualcuno mi potrà anche dire che lo fa per raccogliere voti, così prevengo anche qualche altro sfiduciato della politica. Va bene, poco importa. Il fine giustifica i mezzi. Non mi interessano, in questo caso, la politica, il colore, il rosso o il bianco. L’importante è che queste persone non siano lasciate sole, perché, ripeto, ognuno di noi nel suo piccolo può fare qualcosa: memento audere semper (ricordati di osare sempre). Non nascondiamoci nello stereotipo del “tanto io cosa posso fare?”. Lo dico anche per il sottoscritto che, con ogni probabilità, alla fine farà forse meno di tanti altri che magari si adopereranno dopo aver letto queste inutili righe. Ricordiamoci che un mosaico, che tutti ammiriamo, è l’insieme di tanti minuscoli tasselli che, presi singolarmente, sono poca cosa, ma che nel complesso formano una stupenda opera d’arte. Ed è bellissimo, ripeto, il mosaico che si sta componendo ora. E’ commovente vedere centinaia di volontari preparare il pranzo pasquale e altrettanti della Protezione Civile e del Corpo dei Vigili del Fuoco scavare, pur ridotti allo stremo, alla ricerca di un respiro soffocato dalle macerie. In mezzo a questa speranza che non muore, a questa fiamma che rimane accesa, devo constatare con tantissima amarezza l’attacco sferrato dal noto giornalista RAI Santoro, il quale si è scagliato pubblicamente contro la Protezione Civile rea, a suo avviso, di non aver saputo gestire la situazione in modo adeguato. Perdonatemi se ora finirò per trascendere, ma ho la modesta presunzione di interpretare il pensiero di qualche lettore. Mi chiedo con quale diritto e coscienza si possano avanzare critiche nei confronti di coloro, volontari e non, che hanno dato anima e corpo nel tentativo di estrarre dalle macerie vite umane miracolosamente sopravvissute. Ma la smetta, questo giornalista, di fare polemica gratuita e forzata. Se lui pensa di essere in grado di condurre in modo più opportuno le operazioni di soccorso, faccia pure; un altro giornalista del suo calibro lo si trova di certo. Smettiamo di perderci in questi crocicchi. Soprattutto voi, noti giornalisti a cui è stata data la dannata possibilità di fare audience e opinione. Date il buon esempio e rendete costruttivi i vostri dibattiti. Termino con una modesta osservazione rivolta ai nostri politici. I leader delle rispettive coalizioni hanno detto che, di fronte a tali situazioni, le divergenze devono essere accantonate. Voglio credere anche a questo. Non voglio neanche pensare, dato che fra poco saremo chiamati alle urne, che la politica possa sfruttare una tragedia del genere per fini elettorali. Penso che siamo al cospetto di una grande occasione, pur se tragica in tutti i suoi aspetti e che tutti avremmo voluto evitare. In questi ultimi anni c’è stata un’esasperata contrapposizione politica, a volte anche stucchevole e gratuita, che ha portato ad un’evidente disaffezione da parte della gente nei confronti delle istituzioni. I nostri rappresentanti hanno ora una grandissima opportunità da cogliere per riabilitarsi dopo anni di “teatrini politici”: possono scegliere se continuare le loro schermaglie, a volte inutili e irritanti, oppure presentarsi uniti per il paese e avviare una concertazione omogenea, mettendo da parte ogni campanilismo. Hanno la possibilità, forse per la prima volta in questi ultimi anni, di lanciare un messaggio al popolo italiano, di costruire veramente qualcosa di importante che riabiliti la politica nazionale agli occhi dei capi di governo esteri, agli occhi dei giovani sfiduciati dalla politica, agli occhi di noi comuni cittadini e, soprattutto, agli occhi di coloro che sono sopravvissuti al terremoto. E non voglia Dio che siano proprio gli occhi di questi ultimi a rimanere delusi.
Alberto Ghetti

 


TERREMOTO: ACLI, ATTIVATI DUE CONTOCORRENTI

Per raccogliere fondi da destinare alle popolazioni vittime del terremoto in Abruzzo, le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani hanno attivato due conti correnti presso Poste Italiane e Banca Etica. Per gli iscritti delle sedi provinciali sparse in tutta Italia e per tutti i cittadini che intendono offrire un contributo economico.

I fondi raccolti saranno destinati alla realizzazione di progetti mirati da attuare nella fase di ricostruzione, in accordo con le Acli territoriali, che in Abruzzo contano 110 circoli per oltre 12mila soci, di cui circa la metà residenti nella provincia de L'Aquila.

Il presidente nazionale delle Acli Andrea Olivero esprime il cordoglio dell'associazione per le vittime, la vicinanza ai feriti, ai familiari, a tutte le persone coinvolte: «Gli abitanti de L'Aquila e dell'Abruzzo potranno contare sul sostegno, l'affetto e la solidarietà degli italiani, che nei momenti di difficoltà come questi sanno riconoscersi come un popolo unito e dare prova di grande generosità».

I contributi di solidarietà possono essere versati sul conto corrente bancario di Banca Etica (Iban - IT 06 M 05018 03200 000000129000) intestato a 'Acli - Un aiuto per L'Aquila'; oppure su conto corrente postale intestato alle Acli (Iban - IT68 D07601 03200 000030577001), indicando nella causale 'Acli - Un aiuto per L'Aquila').

ACLI Presidenza Regionale Emilia Romagna

 


40 ANNI DI LAVORO

Sono un dipendente pubblico e dal momento che il mio salario è pagato dalla collettività, è ovviamente giusto che siano i rappresentanti della collettività, le Istituzioni, a regolare, nel confronto con i miei sindacati, le “regole del gioco”.
A chi mi paga, i lettori, voglio proporre alcuni spunti.
Ho “programmato” la mia vita con un 50% per cento di tempo di lavoro e un 50% di tempo, di infanzia, di formazione e studio e di riposo.
Ci può stare?
Se sì, i numeri che ne vengono fuori, sono 5 anni di infanzia, 20 di studio, 40 di lavoro effettivo (e non di contributi versati e quindi compreso gli anni della laurea) e 15 (?) di riposo.
40 anni vissuti alle spalle degli “altri”, 40 vissuti a produrre per me e per gli altri, a creare reddito.
Ci può stare?
Se sì, ne “verrebbe” fuori che l’età “logica” per il pensionamento, uomo o donna che sia in una società ovviamente paritaria, è 65 anni.
Ci può stare??
Lettera firmata

 


UN ALTRO CLIMA

A proposito di quel “ragazzino abbronzato” che da qualche mese sta governando il Paese più “importante” del mondo non sarebbe forse il caso che i media italiani, a partire dalla Rai, evidenziassero che nella politica internazionale, nei rapporti tra Occidente e Mondo Islamico si sta respirando un’aria diversa, molto diversa, rispetto a quella del tempi dei “Paesi canaglia” e dell’elenco delle guerre (e dei morti) preannunciate?
Se non altro perché si parla di quei rapporti, come noto, che sono, nel mondo, da diversi anni, quelli a maggior rischio per la pace!
Del perché questo dato “strapositivo” non venga sottolineato, si possono dare diverse interpretazioni.
Da quello, arcinoto, ma sempre sottovalutato, che per i media le buone notizie non fanno cassetta; al fatto che, essendo Obama uomo di sinistra, non è proprio il massimo per i grossi media italiani come sempre “filogovernativi” (più che mai in tempi di nomine Rai), nonostante quanto lamenti il Capo del Governo.
Sorprende però, e non mi stancherò mai di dirlo, la scarsa attenzione del Partito DEMOCRATICO italiano, verso il leader del Partito DEMOCRATICO degli Stati Uniti. Come sempre, noi italiani, siamo ammalati di provincialismo e non diamo, ancora una volta, segni di guarigione, nonostante l’esplodere della globalizzazione.
Forse sorprende anche il silenzio dei cattolici, giustamente in prima linea (più o meno tutti?!), quando il precedente Presidente degli Sati Uniti preannunciò che avrebbe fatto bombardare le case degli iraqueni. Ma questa è un’altra storia....
Come tutta un’altra storia, anzi cronaca, è che la borsa statunitense abbia invertito la rotta negli ultimi dieci giorni. Anche perché un dato, questo, che, con l’aria che tira, è soggetto ad essere clamorosamente smentito nel giro di poche ore.
Rimane comunque il fatto che ciò che succede oltreoceano, meriterebbe ben maggiore attenzione. Pavaglionelugo.net, nel suo “piccolo”, con la sua redazione e i suoi intelligenti lettori, cittadini del mondo, come dicevamo nel nostro redazionale di apertura esattamente di due anni fa, continuerà a farlo...

Arrigo Antonellini

 


SALVATE LE LIQUIDAZIONI

"L'emendamento al maxiemendamento respinto dal presidente Fini che prevede per gli anni 2009-2010-2011 per tutti i dipendenti di strutture pubbliche, compresi quelli del comparto sicurezza (esclusi magistrati, docenti universitari, e dirigenti medici responsabili di strutture complesse) oltre al pensionamento sistematico alla maturazione dei 40 anni di anzianità massima contributiva, anche il congelamento delle rispettive liquidazioni fino al 1 gennaio del 2013, e' una misura inaccettabile''. Ad affermarlo in una nota è Gianni Baratta, il segretario confederale della Cisl. ''Ha fatto bene il Presidente della Camera, Gianfranco Fini - continua Baratta - a rigettarlo. Riteniamo che i risparmi sui diritti materiali dei lavoratori pubblici, come il Tfr, siano intangibili e non debbano essere toccati. Se si vuole risparmiare - conclude -, non lo si faccia con i soldi del lavoratori ma si controlli meglio la spesa centrale e periferica dove gli sprechi sono ancora tanti e provengono indistintamente da tutte le amministrazioni."
p. la Segreteria Cisl FP di Ravenna
Roberto Baroncelli

 


CHIESA "MATRIGNA"

Gentile Direttore,
acuti pensatori hanno nostalgia del cattolico adulto, quello che "la gerarchia ecclesiastica annuncia i dogmi, poi la vita è un'altra cosa".
Per il cattolico adulto il curato di campagna è poco più di una bella figura romantica, la fede è un affare privato, la gerarchia si impicci di affari vaticani ecc. Filosofi ferratissimi lamentano l'ingerenza della Chiesa italiana dei "no" e sentono soffocare il loro desiderio di libertà.
Vorrei correre in loro soccorso annunciando una speranza. Gli italiani hanno due possibilità di fronte alla gerarchia ecclesiastica: ritenerla espressione della Madre Chiesa o avvertirla voce di una chiesa matrigna. Chi considera la Chiesa come madre non ha alcun problema a ricevere dei no: chi di noi non si è beccato più di un "no" dalla propria madre? E resta comunque la mamma.
Chi, viceversa, non intende implicarsi con la chiesa-matrigna ha tutto il diritto di non ascoltare. Del resto perché preoccuparsi di questa bimillenaria filosofia sorta in Palestina tra una combriccola di pescatori?
La fede è un dono e non si può imporre per decreto (checché ne pensi il premier).
Giovanni Minguzzi
Lugo


Mi piace riportare queste "belle" righe con una firma senza qualfica partitica di chi ce le manda.
Belle è l'aggettivo più semplice che mi viene di esprimere, dentro al quale c'è ovviamente anche il dato che, per quanto possa contare, io le condivida totalmente. Solo perchè è prassi, doverosa cortesia, che il direttore che riceve lettere, si esprima in merito.
Il direttore

 


A PROPOSITO DELLA POLITICA DI QUEL RAGAZZINO ABBRONZATO

Egr. sig. Direttore,
invio una sintesi dei provvedimenti anti-vita attuate dal nuovo presidente americano, in meno di due mesi dal suo insediamento (e sì che ne avrebbe di altre cose a cui pensare...)
- Ha ribaltato la Mexico City Policy che dai tempi di Reagan (ma sospesa durante il governo Clinton) vietava di usare fondi USA per promuovere o fornire aborti oltremare.
- Ha nominato la governatrice del Kansas Kathleen Sebelius a capo del Dipartimento della Salute e dei Servizi umani. La Sebelius ha legami stretti con l'abortista George Tiller che è specializzato negli aborti nei casi di gravidanza in fase avanzata.
- Ha stanziato fondi statali per la ricerca sulle staminali embrionali.
- Sta lavorando per rescindere il diritto all'obiezione di coscienza per gli operatori della sanità, costringendoli a collaborare negli aborti, pena il licenziamento.
Ma il peggio potrebbe essere ancora in arrivo, perché in campagna elettorale, al pubblico radunato da "Planned Parenthood", la multinazionale dell'aborto, Obama aveva promesso di sostenere il "Freedom of Choice Act", ivi compreso il "Partial-Birth Abortion", l'aborto a nascita parziale.
Mi chiedo come faccia lei in prima persona, sig. Antonellini, cattolico dichiarato, ma anche tutti quelli che la pensano come lei, a continuare ad esaltare il presidente Obama e a vederlo come il nuovo Messia che sta risollevando l'America (ma finora poi cos'ha fatto?) quando la chiesa per prima condanna fortemente qualsiasi provvedimento che attenti a ciò che vi è di più sacro, cioè la vita umana? O forse, in quanto appartenente al Partito Democratico (quello americano, naturalmente), si può chiudere un occhio (facciamo pure anche tutti e due) pur di sostenere l'operato di questo giovane, "abbronzato", rampante presidente?
Distinti saluti
Giovanna Baldini

Non posso mandare una lettera da PavaglioneLugo.net ad Obama per dirgli che quando recita il Padre Nostro, si sta sbagliando (il nostro redazionale del 4 marzo, "la mia speranza la mia preghiera").
Arrigo Antonellini

 


L'ULTIMA VOLTA, DA BAMBINO!

Per carità, che ciò che fa Silvio Berlusconi nella sua vita privata, come qualsiasi altro amministratore pubblico, a qualsiasi livello, debba esser essere esempio da imitare nella mia, di vita privata, è davvero l’ultima delle mie tentazioni.
Ma quest’ultima affermazione del Presidente, di non aver mai viaggiato in treno, vale a dire con il più ecologico dei mezzi di trasporto, non mi pare debba essere lasciato sotto silenzio nel dibattito politico. Già, perchè non si può certo pensare che, al contrario, l’affermazione del Presidente del Consiglio possa essere letto come uno spot in favore del treno!
Treno di cui lo Stato, anche con soldi miei, dovrebbe invece fare Pubblicità Progresso, considerato che la mia quota di tasse spesa in questo modo, mi tornerebbe indietro con gli interessi, nel caso di un minor uso dell’auto, in termini di salute, mia e del mio prossimo.
Ma visti i contenuti (visti, sì, visti!) del Governo in materia edilizia e di governo del territorio, questi temi non sembrano proprio i più lungimiranti nel bagaglio culturale del Presidente del Consiglio, sicuramente nettamente contrapposti con la politica di quel ragazzino abbronzato che sta facendo rinascere gli Stati Uniti d’America...
Arrigo Antonellini

 


NON SOLO LA SQUADRA... ANCHE I TIFOSI!

Dopo mesi di ricerche i carabinieri di Palermo hanno arrestato i due rapinatori autori di numerosi furti ai danni di supermercati, tabaccherie e farmacie del capoluogo siciliano. A tradire i banditi la passione calcistica di uno dei due, che, durante alcuni colpi, come testimoniano le riprese delle videocamere a circuito chiuso dei negozi svaligiati, indossava una tuta… dell'Inter. La stessa che aveva mentre stava per derubare l'ultimo supermercato quando è stato colto in fallo.
Meglio i carabinieri degli arbitri…
Matito

 


DA LUGO EST

Solo tre giorni l'anno, vero, ma me li godo tutti, e oggi è solo il primo!
A.A.

 


A PROPOSITO DI "LENTAMENTE MUORE"

Salve Arrigo,
visto che ho ricevuto di nuovo una mail con la poesia "Lentamente muore" (pubblicata nelle nostre poesie a questo link, n.d.r.), che anche io ho creduto fosse di Pablo Neruda, ma poi scoprii che non era così quando, cercando il testo in lingua originale, mi imbattei in un blog dove si sosteneva essere di una giornalista brasiliana, dicevo, ricevendola di nuovo mi è venuto in mente il nostro scambio di mail di tempo fa proprio su questo soggetto, e cercando la fonte della mia notizia, mi sono imbattuta invece in "questa" che Le giro a seguire.
Purtroppo sempre per "miei problemi familiari" non vi leggo tutti i giorni, ma quando ho tempo diciamo che mi faccio una "scorpacciata" di notizie di Pavaglione Lugo.
A.M.

"Non è di Neruda quella poesia e lui non avrebbe gradito la citazione"
di FULVIO TOTARO

ROMA - Non è di Pablo Neruda la poesia che Clemente Mastella ha letto ieri al Senato. Stefano Passigli, presidente della Passigli editori, che pubblica in Italia le opere del Nobel cileno, ha dovuto fare un comunicato. "Chi conosce la sua poesia - spiega Passigli - si accorge all'istante che quei versi banali e vagamente new-age non possono certo essere opera di uno dei più grandi poeti del Novecento".
"Meglio così: non credo che Pablo Neruda, che ha speso la vita per grandi ideali politici, sarebbe stato lusingato dal sentir citare una poesia davvero sua dalla voce di Clemente Mastella".
Analoga smentita è arrivata dalla Fondazione Pablo Neruda: "Quella poesia non è sua".
"Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine", diceva ieri il senatore dell'Udeur, ma non sapeva di essere caduto in una bufala che gira da anni su internet. Il testo della poesia è di Martha Medeiros, giornalista e scrittrice brasiliana nata nel 1961. Da anni passa come una catena di sant'Antonio dalle caselle di posta elettronica ai blog: una ricerca su Google produce quasi cinquantamila risultati per le parole Neruda e "muore lentamente", ma solo pochissimi siti segnalano l'errore: il 10 gennaio 2007, più di un anno fa, Lorenzo Masetti lo scriveva sul suo blog; un altro blog sul sito internet del Pais lo ha scritto l'8 luglio 2007.
Poche segnalazioni rispetto ai tantissimi siti che avevano diffuso questa "ode alla vita", come una poesia di Neruda, ma la lettura di Mastella ha svelato l'errore.

 


PIANO CASA: COMUNICATO STAMPA DEL CONSIGLIERE MARIO MAZZOTTI (PD)

Il Piano Casa di Berlusconi è l’ennesima bufala. Ancora una volta si tenta con il “gioco delle tre carte” di confondere gli italiani.
Un conto, infatti, sono i 550 mln di euro già stanziati dal governo Prodi, poi sottratti dalla finanziaria di Tremonti, ed ora, forse, riapparsi grazie ad una trattativa serrata scelta dalle Regioni. Un conto è il famigerato “piano casa” che, a quanto è dato sapere, non aggiunge in alcun modo risorse.
Non c’è un piano di investimenti pubblici a favore dei più deboli, di chi non si può permettere l’acquisto di un’abitazione e per nuovi alloggi destinati all’affitto, né tanto meno risorse per l’edilizia residenziale pubblica bloccata da anni.
Anche il progetto di legge della giunta veneta, apripista della legge nazionale, consente semplicemente ai comuni, nel rispetto degli strumenti urbanistici, di autorizzare, laddove è possibile, incrementi di cubatura dei fabbricati residenziali a vantaggio di nuovi interventi di efficientamento energetico degli edifici. Possibilità già prevista da molti strumenti urbanistici in vigore nella nostra Regione.
Tanto rumore per nulla. Il pericolo vero della proposta del Governo, allora, non sta solo nella de-regolazione in campo edilizio che si introduce, o nell’interferenza legislativa su materie di competenze regionali, alla faccia ancora una volta del federalismo, o nell’idea di “cementificazione” del territorio che pur il provvedimento sottende.
Il pericolo vero sta nel combinato disposto di tre illusioni. Che sia sufficiente il richiamo alla mobilitazione delle risorse individuali delle famiglie e dei piccoli proprietari, quasi che la crisi dell’edilizia si possa superare con qualche stanza aggiuntiva, qualche sottotetto, o qualche balcone murato; che basti abolire i permessi di costruzione e le competenze comunali in materia edilizia affidandole a geometri, architetti e ingegneri per risolvere il problema vero della burocratizzazione; che basti il richiamo alla volontà dei singoli, anche in assenza di chiare politiche pubbliche e di investimenti adeguati, per avviare il necessario rinnovamento dello stock edilizio nazionale ormai vecchio e ambientalmente insostenibile.
Ora, alle illusioni propagandistiche, si risponde con i fatti. È quello che stiamo facendo e che continueremo a fare in Emilia Romagna. Lanciamo una sfida al Governo sul tema delle risorse pubbliche da destinare alle politiche abitative, forti del nostro piano già approvato che prevede il recupero di 1800 alloggi sfitti e la realizzazione, attraverso l’apposito programma di 3000 nuovi alloggi per l’affitto e la proprietà, e i 27 milioni di euro investiti per riqualificare i centri urbani realizzando alloggi di edilizia residenziale sociale e a canone sostenibile. Con le modifiche alla legge regionale n.20, dimostreremo come si possano tenere insieme semplificazione amministrativa, riduzione dei tempi per i procedimenti edilizi, responsabilizzazione dei professionisti e dei progettisti, con il rispetto pieno degli strumenti urbanistici.
Per noi il terreno sul quale lavorare prioritariamente è quello dell’edilizia sociale. È qui che vogliamo costruire il vero “scambio” virtuoso tra pubblico e privato.
Recupero del patrimonio edilizio esistente, riqualificazione urbana dei centri, migliore efficienza energetica degli edifici, partecipazione democratica alle scelte urbanistiche e territoriali, semplificazione burocratica: ecco le linee guida dell’idea di sostenibilità che perseguiamo, che se finanziata e attuata coerentemente, rappresenta un grande contributo contro la crisi economica e per un nuovo modello di società.

 


ALCUNE RIFLESSIONI PERSONALI

Leggendo la risposta dell'Avv. Baldini Giacomo all'intervento dell'Amico Giovanni Minguzzi confesso che ho avvertito un atteggiamento di incomunicabilità.
Esattamente la stessa "angolazione" dell'intervento del medesimo Baldini in occasione del dibattito sull'intitolazione della strada alla Contessa Manzoni: un atteggiamento che alla fine nasconde un rifiuto a dibattere i problemi ed ad ascoltare i timori e i punti di vista di altri, e, invece, denota una facilità a sposare le ragioni del più forte, di colui che ha il potere.
Per cui "benedetta" sia la democrazia!
Come Consigliere Provinciale di minoranza sperimento giornalmente l'importanza di essere presente laddove si affrontano i problemi della comunità, anche se valgo "poco anzi nulla"!!
L'Avv. Baldini accusa l'UDC di fare solo propaganda elettorale.
Ma è lo stesso Partito Democatico che fa campagna elettorale con questi atti programmatori di tremenda importanza, approvati agli sgoccioli della Consigliatura, quasi a voler dimostrare che ha fatto qualcosa. Si qualcosa il Partito Democratico ha fatto in questi mesi a Lugo : sta "imprigionando" il futuro della città in una prospettiva di sviluppo economico legato all'edilizia e all'immigrazione!
A chi serviranno tutte queste nuove case, tutti questi nuovi investimenti infrastrutturali? Prendiamo l'albero della composizione della popolazione di Lugo, togliamo le fasce più alte del grafico e vediamo cosa rimane... Una città con sempre più immigrati (destinati a diventare nel giro di pochi anni circa il 20 per cento della popolazione) che lavoreranno forse nell'edilizia (finchè durerà!) con servizi pubblici spostati su Ravenna e Faenza, con trentenni e quarantenni (laureati e diplomati) che lavoreranno fuori Lugo... Ci vorrebbe un atto di saggezza a 360 gradi. E Invece cosa fa la nostra Amministrazione? Ripropone il modello dello sviluppo a partire dal settore dell'edilizia anzichè scommettere su un nuovo sviluppo a 360 gradi, chiamando tutti a contribuire al rinascimento della nostra città!
L'UDC vorrebbe impegnarsi per queste cose.. e invece cosa trova: un muro di gomma.
Inaccettabile.
Francesco Morini
Consigliere Provinciale UDC

 


RICORDO AVVOCATO VITTORIA PEDONE

Desidero esprimere il mio più profondo dolore per la scomparsa di una persona molto vicina alla mia famiglia, la signora Vittoria Pedone, valente Avvocato del Foro di Reggio Emilia, patrocinante in Cassazione. Intendo inoltre rinnovare la mia sentita vicinanza a tutti i suoi congiunti, in particolar modo alla figlia Valentina, che ha dato un grande esempio di maturità di fronte alla sofferenza ed alla morte dimostrandosi talvolta “madre di sua madre” nei comportamenti e nelle tenerezze che le ha riservato sino all'ultimo.
Ho conosciuto la Vittoria nell'ottobre del 2007, quando la mia famiglia stava attraversando un momento di prova piuttosto duro dato che era stato diagnosticato un tumore maligno a mia madre ed i miei genitori si stavano accingendo a recarsi a New York (su suggerimento della stessa Vittoria) per effettuare un determinato tipo di cura. Da quel momento ho appreso la sua incredibile storia, storia di sofferenza ma anche di grandi soddisfazioni.
Nel 2001 le era stato diagnosticato un male incurabile: le avevano pronosticato 2 mesi di sopravvivenza ma lei non si è mai avvilita e con volontà e determinazione ha sopportato le forti sofferenze, avendo come proprio obiettivo quello di riuscire a vedere la propria figlia diventare maggiorenne, il suo più grande bene da quando il marito aveva deciso anni fa di cambiare vita e lasciarle al loro destino. Premurosa ed attenta nei riguardi di familiari ed amici, è stata un notevole punto di riferimento per tutti coloro che venivano colpiti da neoplasie; non mancava inoltre di dispensare consigli sapienti a tutti coloro che le chiedevano aiuto e se qualche suo conoscente aveva un problema cercava sempre di essere presente dando l'idea di non essere lei ad essere in uno stato di salute cagionevole. Dotata di profondo altruismo, quando sabato scorso la sono andata a trovare in ospedale, nonostante fosse lacerata dal suo male incurabile ed allo stremo delle forze, in un momento di lucidità non ha perso l'occasione per mandarmi il suo consueto bacio con la mano accompagnato dall'ormai solito “come sta tua madre?” Già, mia madre...che se dopo un anno e mezzo sopravvive a quel tumore per il quale le avevano dato pochi mesi di vita, lo deve in gran parte a lei... Sono state numerose le permanenze dell' “Avvocato Pedone” all’estero per cure, soprattutto in America, che, accompagnate sempre da risultati confortanti, avevano creato non poco stupore fra i vari medici e chirurghi che la assistevano, increduli di fronte alla personalità di questa donna che da sola affrontava lunghi viaggi allungando di anno in anno la sua sopravvivenza. Ho ancora vive dentro di me le immagini commuoventi di quando, durante la veglia di Pasqua dello scorso anno, prese il microfono per ringraziare il Signore se aveva l'opportunità di essere ancora al mondo; oppure quando, in una notte dello scorso ottobre, due pullman della Parrocchia della Collegiata si recavano per un pellegrinaggio a Lourdes con a bordo anche i miei genitori e la stessa Vittoria che, prima della partenza, non faceva altro che salutare con i suoi soliti bacini me, la figlia Valentina ed il suo fidanzato, Emanuele. Quasi come a dire...“andiamo dalla Madonna! Non abbiate paura! Cristo non permette un male se non per un maggior bene!”
Nonostante ci abbia lasciato temporaneamente alla prematura età di 52 anni, desidero ringraziare il Signore per avermi concesso la possibilità di conoscere una persona così credente, e quindi realista, che tanto ha insegnato a tanta gente che di sofferenze proprio non ne voleva sentir parlare, figuriamoci patirle...
Mi auguro per il resto della mia vita di poter mettere a frutto ciò che ho imparato da questo avvocato “di grido” che mi ha fatto sorridere con le sue battute fino alla fine, prendendo a calci la morte.
Michele Farina

 


COMPLIMENTI!

Davvero un bel modo di iniziare la settimana!
Sono stato tentato di non pubblicarla, pensando a quanti di voi avrebbero pensato ad una Rossella pseudonimo di Arrigo, ma poi ho pensato che non ci meritano lettori che sospettino si possa cadere tanto in basso!
Per la cronaca, le notizie nazionali, oltre ai nostri redazionali e alla rubrica delle lettere al direttore, le trovate nei link dei quotidiani nazionali.

Arrigo

Idea favolosa ..poter consultare online un quotidiano!!!
A tante persone pesa anche la spesa di un euro tutti i giorni!! Con la vostra iniziativa si ha la possibilità di tenersi informati su ciò che succede in tutta la nostra Italia!! Siete GRANDI!!!!

Rossella

 


SOLIDARIETA' AL DIRETTORE DELLA CARITAS DI NOVARA

Desidero esprimere piena solidarietà al Direttore della Caritas di Novara, don Dino Campiotti, che in questi giorni ha subito attacchi vergognosi da parte del Sindaco di Novara Massimo Giordano e dai Parlamentari Roberto Cota (Capogruppo della Lega Nord alla Camera dei Deputati) e Gaetano Nastri (segretario provinciale di Forza Italia).
La grave colpa di cui ‘si è macchiato’ don Dino, è solo quella di aver messo in pratica il precetto evangelico: dare da mangiare ai poveri, dissetarli e vestirli. Senza guardare la loro provenienza, la loro razza, il loro credo.
La soluzione del fenomeno della ‘clandestinità’ non spetta alla Caritas ma al Governo attraverso norme che dovrebbero essere dettate dal buon senso distinguendo fra gli immigrati onesti e i delinquenti.
Anziché pensare di risolvere il problema della sicurezza ricorrendo alle ‘ronde’, ieri ‘padane’ ed oggi ‘nazional-popolari’, sarebbe meglio che il Governo tornasse a investire sulle forze dell’ordine, rafforzandone il ruolo e l’operatività sul territorio e mettendole nelle condizioni, con risorse adeguate, di perseguire in modo efficace sia la delinquenza italiana sia quella straniera”.
Walter Raspa
Presidente Acli Emilia-Romagna

 


IL GOVERNO NON TOCCHI LE NOSTRE PENSIONI
Comunicato Stampa di Franca Peroni Segretario Nazionale FP CGIL Nazionale
Il Ministro Brunetta ha ribadito la volontà del Governo di innalzare l'età pensionabile per le donne del pubblico impiego. Ancora una volta, in piena crisi economica e con emergenze reali da affrontare, il Governo si occupa d'altro. Lo fa in controtendenza, proprio mentre tutti dibattono di sostegno alla famiglia, all'occupazione femminile, di libertà delle donne.
Riteniamo profondamente iniquo e controproducente innalzare l'età pensionabile per le donne che, lo ricordiamo per l'ennesima volta, ricoprono un ruolo sociale che va ben oltre l'essere lavoratrici. Infatti lo riteniamo sbagliato perché, attraverso l'intervento sulle lavoratrici pubbliche, si prefigura in maniera malcelata un successivo intervento sulla restante platea delle lavoratrici private.
È inoltre un provvedimento che non produce alcun beneficio per le casse dello stato, al contrario di quanto sostenuto, in quanto è evidente che il costo di una lavoratrice attiva è di gran lunga maggiore del costo della sua pensione (il provvedimento riguarda per di più una platea limitata, non oltre le 5000 unità). Sembra più che altro il tentativo di posticipare le liquidazioni di qualche anno in una fase di difficoltà. Sbagliato, inutile, iniquo.
Contro questo provvedimento, la Funzione Pubblica della Cgil, con le donne in prima linea, metterà in campo tutti gli strumenti di lotta a propria disposizione, nel difendere il diritto delle donne italiane a vedersi riconosciuto il loro ruolo sociale e la dignità del proprio lavoro.
Walter Raspa
Presidente Acli Emilia-Romagna

 


CASTING MODELLE
Volevo fare i complimenti al nostro presidente del consiglio per l’affarone fatto con il presidente francese Sarkozy. Una donna in cambio di molte centrali nucleari.
Si preparino ora le tante modelle e le altrettante aspiranti modelle italiane a maritarsi con un ragioniere irpino, con un pastore sardo, con un idraulico bellunese o con un piadinaro romagnolo in cambio del nulla osta a costruire una centrale nucleare vicino a casa…
Matito


INTERVISTA A VERONESI
Oggi (2 marzo 2009) verso le 13.00 ho seguito una parte del programma di Corrado Augias su Rai 3. Intervistava il famoso oncologo Veronesi, che è stato anche nostro ministro della sanità. L’intervistatore è tornato sulla vicenda tristemente famosa di Eluana Englaro. Veronesi ha detto che Eluana era rimasta solo un corpo senza coscienza, cieco, sordo ed incapace anche di provare dolore. In più le sue membra erano completamente anchilosate. Ora io mi chiedo: lui ha mai visto Eluana? Non credo proprio, anzi ha detto che anche lui, come tutti, conosce di lei solo le foto che sono state ampiamente diffuse e che la ritraggono prima dell’incidente.
Le dichiarazioni delle suore che l’hanno accudita per anni sono ben diverse: parlano di un corpo senza nemmeno l’ombra di piaghe da decubito, che veniva in continuazione mobilizzato con ginnastica passiva, di una donna che poteva stare seduta in carrozzina e che veniva accompagnata in giardino, di occhi che si aprivano e si chiudevano, di una persona a cui piaceva essere accarezzata. A chi dobbiamo credere? Al signor ex ministro che parla senza avere dati certi, o alle suore che ben l’hanno conosciuta, accudita e amata? Perché questi illustri signori si possono permettere di andare in tv a dire queste cose senza avere davanti nemmeno un contraddittorio ma solo un intervistatore come Augias (non allego aggettivi)?
Grazie per l’attenzione.
Giorgio Fugattini


SFOGO... PER QUEL CHE SERVE...
Caro Direttore,
eccomi qua...
Si manco da un po' ma questo non significa che non abbia continuato a leggere il vostro giornale... che apprezzo molto...
l'amico Guido Neri a suo tempo mi esortò nel continuare a scrivervi ma... come si dice... ecco si... a me le cose piace farle col cuore... almeno quelle dove sono libero di scegliere...
Stamane ho ascoltato la cronaca ed ho sentito che a Roma i miei colleghi hanno già individuato e arrestato i due rumeni autori dello stupro ai danni di una ragazzina (bambina!) di 14 anni...
Mentre ascoltavo il servizio mi sono commosso... e gli occhi mi diventavano umidi... e istintivamente ho detto a voce alta... " bravi colleghi... perchè ve lo diranno in pochi "
Poi sono uscito di casa... ho accompagnato mio figlio a scuola... si la scuola... questa istituzione a me tanto cara.... e che considero così importante in una società... e mentre ero in fila al semaforo pensavo a ieri mattina (coincidenza) quando sono andato a incontrare gli studenti delle prime medie alla scuola Baracca.. (in 1^ C come insegnante ho trovato l'amica Lucia Baldini... 2^ coincidenza!) per parlare del mio lavoro... per spiegare cosa facciamo... ma anche per dimostrare loro che siamo lavoratori come gli altri...
Si... adoro questi incontri.. ci credo molto... (se rinasco faccio l'insegnante) e do il massimo di me stesso per trasmettere loro ciò che di positivo c'è nella mia professione.. perchè non è facile trasmettere ciò...
Ho appena mezz'ora di tempo per ogni classe... e devo correre...
E' un mio cavallo di battaglia chiedere loro se almeno una volta nella vita hanno sentito dai loro genitori la frase infelice.. "Se non la smetti chiamo la Polizia... i Carabinieri!!" .. e c'è sempre qualche mano che si alza.. troppe... , poi continuo lavorando su questo.. perchè da una frase così... infelice.. ma detta certamente con ingenuità... un bambino ci costruisce tanto... e ci guarda con sospetto... così provo a spiegare loro che devono avere fiducia in noi... si .. fiducia.. e mentre parlo mi rendo conto che la realtà è un tantino diversa... perchè attorno alla mia professione ruotano troppi interessi politici... e non... e alla fine il bersaglio siamo sempre noi... e non parlo certo del bersaglio per i delinquenti... ma quello per i media...
Scusa il termine direttore ma noi... detto in due parole... "non ci prendiamo mai!"...
e alla fine chi paga son sempre gli operatori "su strada"... son loro che pagano lo scotto degli sbagli commessi da chi ci governa... da chi ci amministra.... da chi ci fa le leggi...
e questo si riflette veramente in termini di sicurezza!!
C'è chi si diverte a contare quanti poliziotti ci sono in Italia... e per alzare il tiro conta pure le guardie giurate(!)... e così salta fuori che c'è un poliziotto ogni 134 abitanti... e anche se non sono d'accordo con questi.. conteggi... (perchè non portano a nulla secondo me anzi... il cittadino leggendo ciò s'incarognisce ancora di più... si contro lo stato... ma poi scarica su chi lavora in divisa... è normale no? Così mi incontra per strada e mi dice... "OH!! Ma quat a siv' in tot? Un è ora chi teca a licenzien un quicad'o? Te par esempi.. i putreb lascet a ca' .. c'tan fe' un caz tot e de'!!!) .. mi trovo, come poliziotto, a dovergli dare ragione perchè la realtà è questa... siamo tanti... ma scoordinati... con uno sperpero veramente notevole di denaro pubblico...e un riflesso negativo in termini di sicurezza... ma nel mio lavoro non posso fare politica... devo ubbidire e basta.. e lavorare con i mezzi.. e gli uomini... che ho a disposizione.... "oso obbedir tacendo" (ma questo non è facile da spiegare agli studenti di prima media...)
Sabato mattina ne ho avuto la prova per l'ennesima volta quando a Bagnacavallo un cittadino ha inseguito i ladri in auto e contemporaneamente ha chiamato il 113... ero in sala operativa a coordinare l'inseguimento... polizia.. carabinieri.. vigili...l ugo... russi... poi rotonda san vitale... niente... sono scappati per i campi e non li abbiam presi... (anche se han le ore contate...ih ih ih..)...
E così tornando agli arresti di Roma... dopo un primo sincero apprezzamento per il lavoro dei colleghi... la mia mente continua a lavorare in fretta... e penso che li sicuramente non si è badato a spese e impiego di uomini... e mezzi... perchè si, anche nel mio lavoro, ora più che mai dobbiamo fare i conti con... i fondi a disposizione... e con la visibilità mediatica... perchè ora ci son gli stupri...e giù a far decreti legge urgenti... e giù ad autorizzare intercettazioni (qui non si intercettano i politici... ih ih ih...) ..
Comunque voglio chiudere, anche perchè rischio di essere pesante e ripetitivo...
e le dico solo che per fare sto lavoro... oh.. bisogna mandarne giù di magoni....ma del resto.. una volta che te ne innamori... tutto il resto non conta!
Ti saluto direttore... alla prossima... quando arresteremo i ladri di sabato... ih ih ih...
Giovanni Fontanieri


CHE TRISTEZZA DA SAN REMO
Speriamo davvero che San Remo abbia successo. 100 del milione di euro del salario di Bonolis sono i miei e mi piace spendere per cose di successo, non mi piace perdere. Quel Bonolis che è l'unico responsabile di aver voluto in gara la canzone che offende i gay per speculare sulle polemiche che ne sarebbero nate, per fare audience, ma le regole oggi sono queste e lui fa davvero bene il suo mestiere.
Ma speriamo abbia successo anche perchè si dice che se non l'avrà, San Remo verrà cancellato. Ma se succederà perderemmo uno strumento di conoscenza fortissimo. Poi dovremmo basarci solo sul rapporto dell'Istat per tentare di capire dove viviamo. San Remo ci dà molto, ci dà la possibilità di capire con cosa oggi si ha successo, cosa oggi piace, quali sono i nostri gusti, con cosa si vince la durissima qualifica per essere scelte tra le canzoni partecipanti.
La conoscenza di cui parlo non è riferita ovviamente alle musiche. Sono troppo ignorante in questo per farlo. Parlo dei testi, di quale cose oggi bisogna dire per essere ascoltati da tanti, per avere successo, per essere vincenti.
Sono personalmente depresso, molto depresso dopo aver sentito i testi. Sono del Pd. La sconfitta di martedì sera, riferita a quei testi, mi ha depresso molto di più della sconfitta che ho avuto lunedì in Sardegna. Sconfitta nel sentire cosa dice, cosa scrive, chi sa, che così dicendo, avrà successo.
Se sono queste le cose che piacciono, tanto si spiega di ciò che ci succede accanto. Troppo bravo Benigni nel farci "capire" il testo di una di queste canzoni. Avrebbe potuto farlo con tantissime altre delle canzoni vincenti la durissima selezione.
Una pillola contro la depressione che viene da San Remo? Lo stesso Benigni!
Siamo gli italiani di questi testi, ma italiano, come me, è anche Benigni...
Arrigo Antonellini


LA NOSTRA SPERANZA
Si dimentica forse una donna del suo bambino,
così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere?
Anche se queste donne si dimenticassero,
io invece non ti dimenticherò mai. (Isaia 49,15)


Ora che tutto è ormai compiuto (ma non le polemiche, purtroppo) la nostra speranza sta proprio in queste parole. Non giudico il padre di Eluana, anche se mi fa venire i brividi il pensare che proprio suo padre si è battuto con una caparbietà inverosimile per portarla alla morte. La nostra speranza però è questa: nonostante i nostri errori, le nostre stranezze, le nostre contraddizioni, Dio non si dimentica di noi e così possiamo pensare Eluana già inserita nella Pace del Signore.

Aggiungo che per un po' mi sento in colpa, perché se è possibile che si faccia strada questo modo di pensare e di valutare la vita, è anche un po' colpa mia e di tutti quelli che nella vita ci credono ma non riescono ad incidere nel pensare e nel sentimento comune.
Giorgio Fugattini


A PROPOSITO DI "LA VITA SEMPRE"

Riceviamo e pubblichiamo in riferimento alla lettera al direttore arrivata in redazione "La vita sempre"

Pubblichiamo perchè è un tema nel quale vogliamo che tra le tante, ci sia anche la nostra, di voce.
Arrigo Antonellini


Arrigo, ho gli occhi lucidi e non è solo il raffreddore.
Grazie
Lucia

 


LA VITA SEMPRE
Sono stato interrogato sul mio pensiero per la Signorina Englaro ed è giusto, come dice il Presidente del Consiglio, che anche un direttore di un giornale senta la responsabilità dell'omissione di soccorso. Ognuno con i suoi mezzi, sempre. Il presidente del consiglio con un decreto legge che ha nella salvezza di una vita i suoi ovvi motivi di urgenza; il direttore di un giornale, con righe che chiedano che la vita venga salvata, sempre!
Già, il valore della vita. La nostra vita per la quale nulla abbiamo fatto per avere e che nulla possiamo fare per togliere. Così, come, a maggior ragione, nessun altro ha alcun diritto di poterci togliere, mai, in qualsiasi circostanza.
Non ci può essere tolta da nessuno, se stupriamo un bambino; così come non ci può essere tolta se da anni ci devono alimentare. Toglierla dopo 17 anni, invece che dopo 16 o 18, attesta con troppa evidenza che c'è una volontà diretta di togliere la vita ad quella Persona. E la vita non è né del padre né della madre che l'hanno generata.
Non può essere tolta la vita a nessuno. Agli abitanti di Gaza, civili o militari che fossero; come non poteva essere tolta agli Iracheni, spingendo un bottone da cui scendevano bombe, come gocce di pioggia. La vita di una ragazza irachena di 37 anni, di cui non sappiamo il nome, morta sotto le bombe di Bush, con il consenso di Berlusconi, è la stessa identica vita della signorina Englaro. E il "decreto d'urgenza", anche se criminalmente preavvisato, allora fu, per sganciarle, quelle bombe, per toglierle, quelle vite.
Non sono il solito teatrino della politica, queste righe. Della serie, i due bambini che litigano e si rinfacciano a vicenda, "tu hai fatto questo" - "Si però, tu hai fatto questo" - "Ma tua prima avevi fatto questo", cui assistiamo da qualche anno nel nostro bipolarismo italiano.
Siamo in ben altro campo che non la politica e nemmeno in quello, più serio, o che più serio dovrebbe essere, del ruolo delle Istituzioni. Siamo nei primo dei Valori dell'uomo, il valore della vita, un valore su un tema, la nostra esistenza e quella del nostro prossimo, TUTTO il nostro prossimo, che non ci è stata data e nessuno può, mai, togliere: se uomini, e non bestie, vogliamo rimanere.
Arrigo Antonellini

 


GRAZIE PER L'OSPITALITA'

Egregio Direttore, approfitto dell'ospitalità del vostro spazio, anche se intendo rivolgermi a una area politica diversa dalla vostra. Infatti sono un elettore della cosiddetta "sinistra radicale" e intendo chiedere a qualche rappresentante politico di quell'area quando finalmente possiamo essere consultati su quale candidato appoggiare per la prossime elezioni a Lugo.
Io personalmente se solo si profila una qualche alleanza con "Cetto la Cortese - più Stepra e cemento per tutti", starò felicemente a casa. Per fortuna che ieri ho saputo che dai comitati di cittadini di Lugo è partita una idea di candidatura alternativa, forse qualche speranza posso coltivarla.
Cordiali Saluti
Lettera firmata

 


PROVINCIA SI, PROVINCIA NO

Egregio direttore,
Sono anch'io un dipendente della Provincia e, nonostante ciò sono fra il 95% dei cittadini che, come lei afferma, è favorevole all'abolizione delle Provincie.
Dal punto di vista tecnico sarebbe la cosa più semplice da fare: mandiamo a casa 100 presidenti di provincia, oltre 1000 assessori e oltre 10.000 consiglieri provinciali, lasciamo un direttore generale (che c'e' già) di nomina regionale e dividiamo le competenze e il personale fra la Regione ed i Comuni. E le decisioni veramente importanti riservate alla Giunta provinciale (5 - 10 delibere in un anno) potrebbero benissimo essere assunte dalla giunta regionale, per lo stipendio che prendono gli assessori regionali potrebbero farsi carico anche di questa fatica. Così resterebbero da affidare agli ammortizzatori sociali solo le segreterie particolari, gli uffici stampa e i consulenti dei vari politici. Oltre i risparmi diretti degli emolumenti, vi sarebbe un grande vantaggio: diminuirebbero le persone che fanno la politica per mestiere e potrebbero contare di più nei partiti le libere opinioni.
Anzi, già che ci siamo, non sarebbe il caso di sciogliere e raggruppare i Comuni con meno di 10.000 abitanti, invece di inventarsi nuove aggregazioni. Purtroppo questi sono solo sogni... ora anche la Lega difende le Province, e addio promesse pre-elettorali.
Cordiali saluti
Andrea Marini - Lugo

 


UN DECRETO PER NON UCCIDERE?

Riceviamo e pubblichiamo
Cosa sta succedendo in Italia? C’è bisogno di un decreto legge per sancire che non è lecito smettere di dare da mangiare e da bere ad una persona ? Allora io chiedo al governo che emani un altro decreto per sancire che non è lecito piantare un coltello nella pancia di nessuno, e un altro per dire che non è lecito sparare in testa ad alcuno, un altro per dire che non si può strozzare nessuno, un altro per dire che...
Io non ho molta dimestichezza con leggi e sentenze, ma pensavo che la legislazione vigente che vieta di uccidere fosse sufficiente!
Che valore ha una sentenza o mille sentenze di tutte le corti del mondo di fronte alla testimonianza delle suore che da anni amorevolmente ne hanno cura e che ci dicono che Eluana è viva, ha i bisogni e i cicli fisiologici come tutti noi, che apre e chiude gli occhi e tutto questo autonomamente senza l’ausilio di alcuna macchina e solo chiede che qualcuno l’aiuti nel mangiare e nel bere?
Questo non è argomento di cronaca romagnola, ma penso, almeno lo spero, che tutti i romagnoli si interroghino su questi temi e nel sentire comune prevalgano quei valori ai quali tutti si richiamano, senza mai nominarli, e cioè i valori cristiani che sono alla base dei diritti umani e che hanno sempre sostenuto il vivere di tutti, anche di quelli che ufficialmente non si dichiarano cristiani.
Giorgio Fugattini

 


C’ E’ BISOGNO DI AUGURI

Ho compiuto 32 anni. Oggi ho 32 e qualche giorno, fa uno strano effetto, perché ho passato i trenta. 32 anni è un'età strana, ai tempi dell'Unità d'Italia rappresentava quasi la massima aspettativa di vita, oggi viene quasi considerata l'ultima parte dell'adolescenza. E' una strana generazione la nostra, condannata all'eterna giovinezza e non perché non invecchi, ma perché le generazioni precedenti preferiscono considerarci ragazzini piuttosto che ricordarsi che anche noi avremmo diritto alla sicurezza e alla stabilità. Così, spesso, si vedono ragazzini con troppe rughe e troppi capelli bianchi ed è inevitabile che a qualcuno appaiano come bamboccioni che non vanno mai via di casa. Ci si dimentica che per acquistare una casa in Italia, partendo da zero, bisogna lavorare per 250 mesi (più di venti anni) senza mangiare e senza bere, perché se si pretende anche di sopravvivere non si mette un centesimo da parte. E noi siamo una generazione troppo educata per prenderci ciò che ci spetta, lo chiediamo per favore, a voce bassa, e qualcuno lassù fa finta di non sentire e fa finta di non sentire ormai da troppo tempo. Intanto gli anni non aspettano nessuno e continuano inesorabili a passare e da lassù ci raccontano di un'altra crisi per dirci che il nostro turno non è arrivato ancora e che, forse, se non cambiamo modo di porci, non arriverà mai.
Lettere firmata

Il direttore risponde
Non ho parole...
Arrigo Antonellini

 


A PROPOSITO DELLO SCIOPERO

Egregio Direttore,
la CGIL scende in piazza da sola, oggi, senza la CISL e la UIL, che si sono dissociati. Sciopera "contro la crisi". E contro il freddo e il gelo no?

CASO ALITALIA
- la CGIL si schiera con i piloti che chiedono di mantenere i privilegi che hanno contribuito ad affondare la compagnia di bandiera, e non con i colleghi delle confederazioni CISL e UIL

IN PIAZZA
- organizza 150 manifestazioni contro tutta la politica del Governo: dai contratti, all'occupazione alla difesa dei ceti più deboli

CONTRATTI
- non firma il protocollo tra Governo e sindacati per il rinnovo dei contratti nel pubblico impiego per il biennio 2008-2009, siglato da Cisl, Uil, Ugl e Confasl - non firma nemmeno sul rinnovo dei contratti dei ministeri e dei lavoratori delle agenzie fiscali

SCIOPERO
- lo sciopero generale di oggi era stato preceduto a novembre da tre scioperi degli statali nel centro, nel nord e nel sud del paese

[dati presi da "QN" del 11 dicembre 2008 p.7]

Tutto il mondo è in recessione, e in tutto il mondo gli avversari politici rinserrano i ranghi per superare insieme la crisi. Solo l'Italia continua a dover far fronte, oltre che alla crisi, anche a un sindacato così...
Giovanna Baldini

 


SCIOPERO PER IL DECRETO ANTICRISI

La Cgil ritiene i provvedimenti "anti crisi" adottati dal Governo assolutamente inadeguati a far fronte alle difficoltà sempre più forti che incontrano lavoratori dipendenti e pensionati.
E' del tutto evidente che mancano risposte strutturali in grado di contrastare la pesante crisi in atto e di rilanciare i consumi e l'economia.
La situazione è sotto gli occhi di tutti e stupisce che qualcuno che si professa difensore dei diritti dei lavoratori si limiti a prendere atto della situazione, attaccando duramente le scelte della CGIL.
La CGIL come sempre avanza proposte e richieste, lo sciopero è lo strumento estremo per rivendicare la necessità di ascolto e di confronto su quelle proposte.
La proclamazione di uno sciopero non avviene mai a cuor leggero: rappresenta la massima espressione dei lavoratori che, non avendo altri strumenti a disposizione, rinunciano ad una parte della loro già povera retribuzione per rivendicare i loro diritti e la loro dignità, per vedere riconosciuti interventi equi e necessari.
A questo si aggiunga la vergognosa vicenda dei rinnovi contrattuali del pubblico impiego: con gli stipendi di dicembre sarà elargita la mancia di fine anno che rappresenta l'anticipazione del valore del rinnovo contrattuale per il 2008: si tratta di € 116 lordi (categoria C), che saranno ulteriormente ridotti dalle ritenute previdenziali e dal conguaglio fiscale di fine anno. Qualcuno può pensare che compensi la perdita del potere d'acquisto dei salari avvenuta nel 2008?
Aderite allo sciopero generale di domani 12 dicembre e partecipate alla manifestazione a Bologna, che sarà conclusa da Guglielmo Epifani.
p.FP CGIL
Marinella Melandri

 


 

UNA SCELTA NON FACILE

La gente diventa più buona con l'avvicinarsi del Natale?
Sembra proprio di no. Vedeste che lite tra due auto per prendersi il mio posteggio!!!!!
Due auto in lizza:
Veicolo A: Mercedes nuova sportiva con 40enne abbronzato ben vestito - veniva dal giusto senso di marcia

Veicolo b: Renault twingo con due ragazze 25 anni circa - manovra pirata per inserirsi in corsia Il mio ruolo è essenziale, in base a come esco posso far vincere l'uno o l'altro!
Sono un po 'indecisa; li sento rumoreggiare....
Un altro indizio:
Veicolo A: occhiali da sole, guarda fisso davanti a sè
Veicolo B: suona il clacson e strepita. Un "caz... ogni tre parole... che caz... vuole... che testa di caz....da dove caz... arriva???"
Cosa faccio???
Esco in retro puntando verso le ragazze Twingo, la Mercedes si infila, mi fa un cenno con la mano per ringraziamento.
Sorrido tra me e me, l'educazione prima di tutto , e il rispetto delle regole....
Peccato che però ora io sia girata nel verso sbagliato!! Devo ringraziare se qualcuno mi fa passare per immettermi in una coda per l'uscita che avrei evitato se fossi andata dall'altra parte!
Un quarto d'ora solo per uscire dal posteggio...
Paola

C'è sempre modo e modo di vedere le cose, di tirare conclusioni su ciò che accade. "Non è vero che la gente diventa più buona, per Natale", dici, Paola (nel nostro giornale ci diamo del tu).
E il ringraziamento del proprietario della Mercedes?
Ma soprattutto saresti ancora lì, ferma, da un lato, in quel parcheggio, senza quelli che ti hanno dato strada, che, sono certo, avrai "calorosamente" ringraziato...
Il direttore

 


BOLLINO FEDELTA'

In farmacia avevo una spesa da pagare di 6 euro e due centesimi. Davanti alla oggettiva difficoltà dei due centesima, ho mostrato alla farmacista i bollini premio del distributore di benzina che mi uscivano dal portamonete, offrendoli come merce di scambio e la simpatica dottoressa ha commentato dicendo che non c’è da stupirsi, visto che tutti siamo pieni di bollini premio.
Ci manca solo che ce li diate voi in farmacia, mi sono permesso.
E lei, non si stupisca quando presto lo faremo, avevamo già in passato una tesserina con timbri della serie “premio fedeltà”.
Speriamo di non averli presto anche in ospedale, mi sono permesso ancora, dalle cliniche private non ci sarebbe davvero da stupirsi...
Arrigo Antonellini


 

DISAGI A SAN GABRIELE

Da diversi giorni, aggravati dalle normali situazioni del tempo invernale, nel quartiere Lugo Est risulta particolarmente disagevole raggiungere la chiesa di San Gabriele in mezzo al fango. Possibile che Iter, responsabile del cantiere privato attivo davanti alla chiesa, non debba rendere la situazione meno disagiata per l’accesso al vicino di casa, appunto, la Parrocchia?
Lettera firmata

Gentile lettore, dalle informazioni da noi assunte, risulta infatti che addirittura il Comune, spinto dall’interesse collettivo che l’accesso ai servizi di interesse pubblico forniti dalla Parrocchia, non siano soggetti a tali disagi, si sia attivato per segnalare la cosa ai responsabili del cantiere privato.
Speriamo che gli stessi responsabili siano lettori del vostro giornale e a loro giriamo le giuste lamentele del lettore.
Il direttore


 

CANNABIS LEGALE: DOMENICA VOTO IN SVIZZERA

Domenica prossima 30 novembre in Svizzera si vota per legalizzare la cannabis, o meglio, «Per una politica della canapa che sia ragionevole e che protegga efficacemente i giovani».
Un referendum popolare sancirà se, nel Paese degli orologi e del cioccolato, anche la marijuana potrà essere liberamente acquistata, coltivata (per uso personale) e consumata. I promotori hanno raccolto centomila firme, i detrattori sono preoccupati dal rischio che nel Paese si riversi un'ondata di fumatori dai paesi vicini, Italia in primis.
Il risultato della consultazione non è scontato, anche perché per modificare la Costituzione elvetica, è necessario non soltanto il 51% dei consensi, ma anche il sì della maggior parte dei cantoni.
A favore dovrebbero essere le grandi città e la Svizzera tedesca, contrari si presuppongono essere le aree rurali e i cantoni più tradizionalisti , tra cui quello “italiano” il Ticino, dove si teme che si potrebbe riversare dall'Italia una massa di frontalieri della marijuana in cerca di "canne facili" oltreconfine.
È pur vero che un sì non equivarrà al rilascio di un assegno in bianco; lo Stato sarà chiamato a porre una serie di condizioni a livello legislativo. Il comitato promotore del referendum, ha già stilato una serie di proposte: non utilizzo sotto i 18 anni; l’istituzione di un marchio di qualità e l’obbligo di domicilio in Svizzera per l'acquirente. Calma quindi ad organizzare il viaggio in Svizzera : il voto potrebbe non bastare.
E voi lettori che ne pensate su questo argomento?
Partite già lunedì prossimo? Chiedete a vostro figlio dove sta andando?
E in un eventuale identico referendum in Italia, da che parte vi schierereste?
Scrivetelo al direttore: postmaster@pavaglionelugo.net.
Matito


 

40 EURO

“Uso” ancora la sezione delle lettere al direttore perchè ho bisogno di sfogarmi senza disturbare i lettori e in particolare per non urtare la sensibilità di quei lettori che dal regalo del Governo di 40 euro all’anno troveranno beneficio, se non altro per la serie, “meglio di un calcio nel...”.
Già, 40 euro! Non settimanali, ma mensili, non per le famiglie che non arrivano alla quarta settimana (il 26%) perchè se ce la fanno per tre hanno un reddito superiore ai limiti definiti per avere i 40 euro, ma per quelle che arrivano solo a metà mese (il 9%): 40 euro quindi, per le due settimane nelle quali non hanno i soldi per campare.
Non si poteva sperare che il Governo potesse risolvere il loro problema, ma nemmeno che i provvedimenti fossero tali da risolverlo per uno solo, dei quattordici giorni di astinenza.
40 euro frutto della decisione di persone, presidente del Consiglio, Ministri e Parlamentari sui quali, come persone che vivono in questo mondo, il senso di cosa siano 40 euro non dovrebbe mancare. Silvio Berlusconi: 40 euro, sa cosa sono? Sa cosa ci sta nel carrello della spesa con 40 euro?
I giornali hanno posto l’accento con forza alla spesa complessiva: 450 milioni di euro. Una cifra grossa, ma nessuna l’ha messa, volutamente, a confronto, in relazione, con altre cifre, come i costi per la collettività dell’operazione Alitalia, o del “sostegno dato alle imprese”.
E prendendo fiato, cercando di tornare con calma, per quanto possibile di fronte allo sdegno per la cifra, 40 euro, ai temi tecnici, tutti gli economisti del mondo dicono che dalla crisi si esce con una ripresa dei consumi. Già, quel tanto in più che gli italiani consumeranno con i 40 euro mensili dati ai “poveri”.
Arrigo Antonellini


 

CAVALIERI DI VITTORIO VENETO

Riceviamo e pubblichiamo

Caro Arrigo, approfitto dello spazio offerto dal tuo giornale per unirmi a coloro e, in particolare, al mio mito bianconero del “Tondo”, Renzo Preda, che in questi giorni a Lugo stanno commemorando i caduti della Grande Guerra. Mi piace quindi ricordare i miei nonni, entrambi “cavalieri di Vittorio Veneto”. Grazie per l’ospitalità

Guido Assirelli

I cavalir d’vittorio veneto
(in gita al sacrario di Redipuglia)

L’era ancora bur cla dmènga matèina,
parò, in tla piaza de marchè
i cavalir d’vittorio veneto j era za arivè
aspitènd la curira sòta la mantlèina.

In silènz, cun ch’i òc svèg
ui era nèca i mi dù vèc,
naturalmèint us fa par dì
parchè j era tòt ingarlì.

La mdaja da cavalir in se pèt
tèsta elta e pas da burdlèt
fir d’èsar ancora tòt insè
coma una vòlta in te regimènt de Rè.

Lò ja fat la guèra de ‘zdòt,
da e Piave a e Carso, dapartòt.

L’era e dè dla visita a e Redipuglia.
e sacrèri dla Venezia Giulia
i purèt, in avdeva l’ora d’avies da Lugh,
e pareva propri ch’i avès sòta i pi e fugh.

Che dè im purtè cun lò,
e viaz e fò tòta un’ emuziò.
I mi vèc i aveva ancora e cor zovan,
um pareva d’avè di suldè tòt atoran.

Pirì un aveva fàt fura dis o dog,
Mingou, un etar mòc,
Gigèt un s’arcòrda gnèca piò
ma l’à fàt la su pert nèca lò.

Et capì sti suldè.
Quand ca sé arivè a destinaziò
um è avnù da pinsè
che in Austria un gnera piò anciò.

Apèina avert e spurtèl jè vulè fura
cun una spèinta da fe paura.
I s’è infilè d’corsa sòra che monumeint
còma di sparvir drì e vèint.

Avivi d’avdè al rug dla faza spianès
‘dnèinz a i cadù de nostar paes,
al mè strati fra d’lò
coma un gavagn cun po’ slighè anciò.

In trinzèra pinsènd a la famèja,
a e dè dòp, spirènd cun vulès vèja,
e pù “avanti Savoia” e tòt i salteva fura
sminghènd al frì e la paura.

Chi suldè jè murt in te fior dla zuvintò
splì in cla tèra chi à difes
fèna a l’ultum, sèinza mai farmes.
I s’à dè la libartè, ma lò in è turnè piò.

I era tòt in sl’attenti, qualcadòu in znòc,
cun la cumuziò scrèta int’i òc.
Am so strèt avsè a i mi nunè
ringraziend e Signor ca simi tòt a què.

E cun che fardèl in te pèt,
cun i mi nunè a brazèt
in silenzi a sé turnè zò,
ma stavolta in curira un ciacareva piò anciò.


 

LETTERA AL DIRETTORE

Ci ho preso gusto a scrivermi da solo, ad usare la nostra nuova rubrica “Lettere al direttore”, che evidentemente risulta gradita, visto che siete in diversi ad usarla.
Allora, questa volta mi scrivo così, per fatti miei, di bottega (non poi tanto sconosciuti!).
“Caro direttore, mi rivolgo a Lei in quanto notoriamente conosciuto come amico di Walter Veltroni e quindi sicuramente in grado di darmi una risposta, magari informandosi un pò.
Quello che vorrei sapere, dopo avere assistito all’approvazione, se non addirittura alla promozione (magari me lo dica lei che è bene informato), della candidatura dell’ex Sindaco di Roma, alla carica di “Sindaco di Roma”, quali siano stati i criteri che lo stesso Veltroni ha applicato per l’inserimento in posti sicuri della lista del Pd per il Senato, che hanno portato alla nomina, appunto a Senatore, di Riccardo Villari?
In attesa di chiarimenti in merito, infinite congratulazioni per la qualità del giornale dei Romandioli".
Arrigo Antonellini


 

MAI DIRE MAI!

E parliamo di acqua, contando che quanto scrivo non sia “acqua fresca” e di converso spero di non aver scoperto “l’acqua calda”, come dire, la situazione pozzi, quelli di proprietà, i privati, sono veramente così “liberi” come si auspica nella “lettera al direttore” in cui si parla di privatizzazione?.
Ebbene, sembra che non sia poi così semplice la gestione degli esistenti e la perforazione di nuovi pozzi, infatti già in Toscana c’è una direttiva ragionale che obbliga i proprietari ad istallare un contatore per leggere il consumo d’acqua, che poi si deve pagare e, se non bastasse, qualora il proprietario sia collegato alla rete fognaria, è sottoposto ad una ulteriore “gabella” attinente la depurazione ecc.
“Purtroppo” anche in Emilia Romagna c’è già qualche comune che impone ai proprietari di pozzi di istallare un contatore che conteggia il consumo, quale consumo va poi comunicato annualmente, come dire, siamo anche noi sulla strada toscana, ed ho paura che non siamo noi proprietari (per chi lo possiede) di pozzi a metterlo nel “quando ce vò ce vò” ma, come spesso succede, credo sia proprio l’esatto contrario.
Che tutto questo sia giusto o meno beh, in effetti tutte le risorse sono di proprietà dello stato; come dimenticare poi quanto successo nel ferrarese a coloro che “estraevano” il gas dai propri terreni? Sembra proprio che nulla possa sfuggire alla regola che tutto si debba pagare, chissà se ci misureranno anche la superficie dei tetti per calcolarci di quanto Sole stiamo godendo, speriamo allora nella nebbia, oddio, forse la nebbia è anche lei una risorsa?
Grazie dell’ospitalità.
Vico Zauli


 

ACQUA PRIVATIZZATA?

Hanno detto che legiferando sotto l’ombrellone hanno privatizzato l’acqua e precisamente in un  decreto con articolo chiamato 23 bis ma io non ci credo , è impossibile che una cosa del genere non abbia fatto infuriare la rossa opposizione. Così, vado a guardarmi il decreto legge. E scopro con sollievo che all'art.23 si parla di contratti di apprendistato, e subito dopo c'è l'art.24. Andiamo, ragazzi! Che paranoia è mai questa! Il governo è innocente, almeno stavolta!
E invece no… Il decreto è del 25 giugno, quando il cittadino era ancora a casa a vigilare sui suoi rappresentanti. Viene trasformato in legge appunto il 5 agosto, e mentre tutti sono al mare tra l'art.23 e il 24 viene aggiunto l'infame 23 bis che titola "Servizi pubblici locali di rilevanza economica".

Il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali avviene, in via ordinaria, a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite.

Ferma restando la proprietà pubblica delle reti, la loro gestione può essere affidata a soggetti privati.

E questo per tutti i servizi pubblici locali di rilevanza economica in materia di rifiuti, trasporti, energia elettrica e gas, nonche' in materia di acqua.

E così via. Chi ha modo se lo legga. Si situa tra un articolo sui contratti di apprendistato e un altro che regolamenta l'uso della carta nei Ministeri.

Che dire allora se non che  diffondere questo tipo di notizie non dovrebbe essere compito del singolo cittadino ma di certe persone che occupano (lautamente ricompensati) certe cariche sia politiche (opposizione, sindacati) che giornalistiche a livello nazionale.

Il consiglio è quindi se ne avete la possibilità di farvi un pozzo, come fortunatamente hanno in molti, fatelo e metteteglielo in quel posto... e scusatemi il francesismo ma quando ce vò ce vò!

Saluti

Alessandro Antonellini


 

ME LE VADO A CERCARE?

“Propendo” per la seconda ipotesi del lettore, quella della provocazione...
Il direttore

Sì, me le vado a cercare, perché come qualche volta mi succede, agendo di primo acchito mi capita poi di dovermi ritirare in buon ordine con “la coda fra le gambe”.
La cosa nasce dopo aver letto sul giornale il termine “torto collo”, intendendo che con ciò si volesse esprimere lo stesso significato di “obtorto collo”.
Queste mie righe sono ovviamente un “pour parler” e intese a dare un seguito alle “bacchettate” che già qualche tempo fa comparvero su queste pagine.
A mio avviso la questione potrebbe stare in questi termini, o il direttore, visti i precedenti, prima di scrivere un “latinismo” si è ben documentato ed è sicuro di quello che ha scritto, oppure ha volutamente provocato i lettori scrivendo una “inesattezza”.
So bene che qualcuno potrebbe supporre che io non abbia altro da fare che perdermi in queste “idiozie”, mi consola però il pensare di essere in buona compagnia se quel qualcuno arriva a leggere fin qui, o no?
Bene, per concludere “l’interventino”, visto che il “torto collo” non mi “suonava” bene, ho fatto il “giro” dei miei vecchi vocabolari di italiano e di latino, anche quello dei sinonimi mi sono andato a guardare, e non ho trovato traccia di quel: controvoglia, malvolentieri forzatamente, forzosamente, a denti stretti, ecc ecc. che “obtorto collo” dovrebbe significare e che (forse) anche il “torto collo” del direttore voleva intendere.
Grazie per l’ospitalità.
Vico Zauli


 

LETTERA AL DIRETTORE

Prendo carta e penna (si fa per dire), chiudo, affranco e spedisco al direttore del vostro giornale.
Uso questo stratagemma (??) per poter portare una riflessione di carattere nazionale senza continuare ad occupare spazi nei redazionali. Come abbiamo scritto nel redazionale di lunedì scorso 17 novembre, proprio per questa ragione abbiamo aperta l’ennesima rubrica, quella delle “Lettere al direttore”.
A proposito quanto è comodo, con un giornale telematico, poter fare riferimento a qualcosa detta in passato, invitarvi ad andarla eventualmente a rivedere con un semplice clic, senza immaginare la follia che conserviate i quotidiani di settimane, mesi o anni fa!
Ma veniamo al tema.
Il segretario nazionale dell’Associazione dei funzionari di polizia, Enzo Maria Letizia, a proposito del pacchetto sicurezza di cui la Lega vuole l’approvazione in Parlamento, subito dopo la Finanziaria, ha sottolineato: “Il presidio del territorio da parte di associazioni private tra i cittadini in rapporto privilegiato con gli organi di polizia locale restituisce un quadro sconfortante, che fa arretrare la memoria all’Italia dei tempi della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale o, se si preferisce, a quella dei Bravi di manzoniana memoria”.
Pacchetto sicurezza che in particolare per quanto attiene i permessi di soggiorno a punti e la schedatura dei senza fissa dimora, Famiglia Cristiana definisce “misure indegne di uno stato di diritto”.
Arrigo Antonellini (direttore)


 

CAMBIAMENTO EPOCALE?

Il Ministro della Funzione Pubblica parla di cambiamento epocale nella Pubblica Amministrazione dopo il via libera del decreto delega in Commissione Affari Costituzionali in Senato.
Noi non riusciamo a capire cosa ci sia di innovativo nella rilegificazione e ripubblicizzazione del rapporto di lavoro, a noi pare solo un ritorno al tempo che fu, con la chicca di rendere, oltre alle leggi ed ai contratti, anche i regolamenti fonte a cui attingere.
Ci pare ci voglia una bella faccia tosta, il giorno dopo la firma del contratto dei ministeriali, che non mette un euro sulla tanto sbandierata produttività e sul merito, e che si connota con uno degli accordi più conservatori degli ultimi anni, a parlare di trasparenza, standard e premi che già dal 2009 saranno i punti qualificanti prodotti dalla nuova legge.
A questo proposito vorrei che i Segretari di categoria di CISL e UIL riflettessero sul significato di una scelta che li ha visti firmare un contratto che ha il valore che abbiamo detto, a fronte di un ministro che afferma che la vera innovazione la fa lui per legge.
Anche la pur positiva Authority, migliorata dopo il confronto con le organizzazioni sindacali già con il precedente Governo, viene svalorizzata nel momento in cui diventa una macchina mangiasoldi - nota bene: 1 milione e 200 mila euro per gli emolumenti di 4 persone – e che, non recando criteri per i requisiti e le incompatibilità di chi la andrà a comporre, rischia di essere uno dei tanti posti in cui collocare qualcuno.
Ci piacerebbe anche sapere chi valuterà e misurerà i risultati prodotti dall’Authority in termini di miglioramento dei servizi della Pubblica Amministrazione, a fronte di così ingenti risorse impiegate.
Infine sottolineiamo, a proposito di accordi bipartisan, che l’astensione al Senato è conteggiata come voto contrario.
Carlo Podda Segretario Generale FP CGIL


 

COME RICONOSCERE UN ATTACCO CARDIACO

Durante una grigliata Federica cade.
Qualcuno vuole chiamare l'ambulanza ma Federica rialzandosi dice di essere inciampata con le scarpe nuove.
Siccome era pallida e tremante la aiutammo a rialzarsi.
Federica trascorse il resto della serata serena ed in allegria.
Il marito di Federica mi telefonò la sera stessa dicendomi che aveva sua moglie in ospedale.
Verso le 23.00 mi richiama e mi dice che Federica è deceduta.
Federica ha avuto un attacco cardiaco durante la grigliata.
Se gli amici avessero saputo riconoscere i segni di un attacco cardiaco, Federica sarebbe ancora viva.
La maggior parte delle persone non muoiono immediatamente.
Basta 1 minuto per leggere il seguito:
Un neurologo sostiene che se si riesce ad intervenire entro tre ore dall'attacco si può facilmente porvi rimedio.
Il trucco è riconoscere per tempo l'attacco cardiaco!!!
Riuscire a diagnosticarlo e portare il paziente entro tre ore in terapia.
Cosa che non è facile.
Nei prossimi 4 punti vi è il segreto per riconoscere se qualcuno ha avuto un attacco di cuore:
* Chiedete alla persona di sorridere (non ce la farà);
* Chiedete alla persona di pronunciare una frase completa (esempio: oggi è una bella giornata) e non ce la farà;
* Chiedete alla persona di alzare le braccia (non ce la farà o ci riuscirà solo parzialmente);
* Chiedete alla persona di mostrarvi la lingua (se la lingua è gonfia o la muove solo lateralmente è un segno di allarme).
Nel caso si verifichino uno o più dei sovra citati punti chiamate immediatamente il pronto soccorso.
Descrivete i sintomi della persona per telefono.
Un cardiologo sostiene che se mandate questa è-mail ad almeno 10 persone, si può essere certi che avremmo salvato la vita di Federica, ed eventualmente anche la nostra.
Quotidianamente mandiamo tanta spazzatura per il Globo, usiamo i collegamenti per essere d'aiuto a noi ed agli altri.
Sei d'accordo? Io si.
Guido Neri