NO ALLA CENTRALE BIOMASSE DI BAGNARA DI ROMAGNA
Buongiorno Sig. Sindaco di Bagnara , mi rincresce il fatto di aver
potuto partecipare all'incontro chiarificatore di giovedì scorso avente
ad oggetto questa famosa centrale a biomasse. Vorrei comunque, benché a
poco serva, esprimere il mio parere... forse uno su migliaia di poco
conto. Lavoro, e quando dico lavoro...lavoro sodo, in un ufficio ubicato
in un soppalco al centro di un magazzino, con luce neon dalle ore 8 alle
19, senza pausa pranzo..senza aria di finestra che ossigeni il
cervello... Ho comprato casa qui, dove vivo con la mia splendida
famiglia. La sera, soprattutto d'estate, non mi importa del caldo...
arrivo a casa, apro tutte le finestre, voglio respirare ... aria ...
aria sana , cosi come il mio bambino, che adora giocare fuori, come
credo tutte le altre centinaia di bambini che vivono nel nostro paese...
Tutto questo perche ho il diritto di vedere anche io il sole di
respirare non solo aria di chiuso.. che di certo non favorisce un buono
stato di salute.. Salute ? parliamo di salute: questo inverno è stato
piuttosto rigido, ha favorito davvero tanti malanni di stagione, che per
fortuna sono niente rispetto alle gravi malattie che ogni anno
colpiscono sempre piu il nostro comprensorio ! Per prevenire, che come
tutti sanno è meglio che curare... ogni anno facciamo i dovuti controlli
e fino ad ora, e vorrei anche nel futuro, sono risultati sempre ok.
ok per la mia famiglia.. ma purtroppo devastanti per altri nostri
concittadini, anche giovani, che abbiamo perso a causa di tumori, e che
tuttora ricordiamo e piangiamo sulle spalle di qualcuno che per fortuna
è ancora al nostro fianco. E ci auguriamo che ci rimanga ancora per
lunga vita.
Ma non credo.. non credo che tutto questo possa continuare a proseguire
qui..con quella maledetta centrale.. E allora si ! che non potremo più
aprire le finestre.. piu mangiare una mela senza lavarla.. piu far stare
i nostri bambini fuori.. perche non sapremo cosa ci sarà nell'aria che
respiriamo...L'aria è indispensabile per vivere, non per morire !
Capisco però che Viviamo in una società dove i soldi sono ancora troppo
prevaricanti sulla salute dell'uomo .. e dove, causa questi maledetti
soldi, non ci siamo ancora resi conto dei valori fondamentali della
vita. Confido nella sua GRANDISSIMA sensibilità di fronte a questi
ultimi eventi, e affido a Lei, primo cittadino, il compito di aiutare
tutti coloro, che come me ed i nostri bambini, hanno ancora voglia di
vivere, con la felicità nel cuore, con la salute.. ed anche con qualche
soldo di meno nel portafoglio.
Molto cordialmente
Silvia Fabbri
Il vero talebano
Il cavaliere, nonché amatissimo Presidente del Consiglio dei Ministri,
il uno dei suoi più arditi interventi ha dichiarato che i Giudici
italiani sono “talebani”. Solo due giorni prima il Presidente della
Corte Costituzionale aveva invitato al rispetto, di e tra tutti gli
organi istituzionali, affermando che i giudici non fanno politica ma
giurisprudenza. Era un invito per qualcuno ad abbassare i toni polemici.
Dal colle del Quirinale spesso il nostro presidente della Repubblica è
costretto ha invitare il mondo politico a maggiore pacatezza, rispetto
delle regole, educazione.
Il cavaliere, dall’alto del suo potere, ottenuto con i voti dei tanti
italiani, plagiati dal suo monopolio informativo e dal miraggio della
ricchezza facile e speculativa, non sente ragioni e spara sempre a zero
sui malcapitati del momento: sempre più spesso per costui sono i
giudici, colpevoli di lavorare contro il suo potere, inviolabile e
inattaccabile, perché lui è il padrone che ha sempre ragione. Il nostro
rispettabile Primo Ministro, nostro malgrado, dimentica spesso e
volentieri che il suo operato è molto più vicino ai talebani che non
quello dei giudici.
Previdi, Dell’Utri, Mills, lavoravano per lui e per i suoi grotteschi
traffici, corrompevano e compravano uomini e imprese. Il cavaliere mette
sempre le mani avanti, ma ormai sporco di marmellata sin sulla punta del
naso gli credono solo i vassalli più berlusconiani: medita Silvio
medita, lavora meno, fai meno l’amore e dormi bambino dormi, per la
speranza di un’Italia prodigiosa e non “Bordello”.
Claudio Cesari
Tre neri in maglia azzurra
Calcio: l’Under 21 italiana,
un felice esempio di integrazione e civiltà.
Con grande sorpresa e altrettanto piacere, martedi’ sera, 4 marzo ho
ammirato la formazione azzurra under 21 che ha affrontato l’Ungheria a
Rieti. Non più solo oriundi argentini o canadesi, ma giovani e bravi
atleti neri italianissimi:Ogbonna, Okaka e Balotelli. Il calcio, spesso
conservatore, altre volte di parte e corrotto, per una volta ha
anticipato la futura e inarrestabile realtà italiana, quella
dell’integrazione e della multietnicità. Da grande amante del gioco del
calcio ho sempre ammirato la grande nazionale brasiliana, che oltre alla
cultura del “bel gioco”ha da sempre annoverato nelle sue file atleti
neri, mulatti, meticci, bianchi e amerindi. Il verde oro delle maglie
carioca era arricchito dalle espressioni gioiose e colorite dei suoi
atleti.
Nell’epoca della globalizzazione la Francia e l’Inghilterra sono stati i
primi Paesi Europei ad avere calciatori di origine africana, nera o
araba. Oggi finalmente l’Italia si allinea, perlomeno nella nazionale
giovanile di calcio a queste nazioni all’avanguardia.
Questo piccolo passo è importante non solo per questi tre giovani
atleti, ma per tutti gli italiani, sempre più spesso plagiati dalla
politica xenofoba e razzista di certuni, tra l’altro perfettamente
identificabili.
Per la cronaca l’Italia ha vinto 2 a 0; Ogbonna si è dimostrato
insuperabile nel suo lavoro di difensore, Okaka e Balotelli sono stati
tra i migliori, con fraseggi nel reparto offensivo molto tecnici,
eleganti e potenti. Sembravano due “rockstar”alla fine di un concerto di
grande successo, che Okaka ha coronato anche con un bel goal.
Claudio Cesari
Due funerali
Ricordo ancora, la prima volta che “dovetti" partecipare ad un funerale.
Fu uno dei primi segnali, uno dei più chiari, che non ero più un
bambino. Più passano gli anni, più, “stranamente”, aumenta il numero dei
funerali cui partecipo.
Negli ultimi giorni sono stati due, in poche ore l’uno dall’altro: il
marito di mia cugnina Daniela dal Pozzo; il mio Assessore, il
Vicepresidente della Provincia, Bruno Baldini. Due uomini giovani,
distrutti entrambi dal Male.
Due funerali diversi, per uno stesso evento, la morte. Il primo
religioso; il secondo, come si usa dire, civile, pur con la Santa Messa.
Parlare di diversità di fronte alla morte, tra cattolici e non cattolici
come si fa da noi in politica o in altre occasioni (quando lo feci in
Brasile, parlare di differenza tra cattolici e non cattolici, nessuno mi
capiva!) è l’ultima delle cose che voglio fare.
Così come mi riesce difficile, com’è per tutti, parlare di morte. Non a
caso i sociologi parlano di una società che volutamente nasconde questo
tema: l’unico che è di tutti, visto che la nascita appartiene
all’inconscio. L’unico in assoluto, la morte, che è di tutta l’umanità.
Non fosse per altri motivi, la morte è la ragione che rende i cinesi
fratelli dei brasiliani, degli italiani, dei romandioli.
Non posso non dire però, da “cattolico incerto”, quanto sia diverso
affrontare la morte per un laico rispeto ad un cattolico. Una diversità
abissale, la più grande delle dversità possibili, molto più di quella
che c'è tra un ricco e un favelado, perchè tocca la cosa più drammatica
del vivere, il "sapere della morte".
Incredibile: il momento che ci rende più uguali e nello stesso rempo più
diversi.
La vera ragione di queste righe è però don Gigino Savorani, parroco di
San Giacomo, le cose che ha detto al funerale di Lino.
Non ci penso nemmeno, come qualcuno ha provato a proporrmi di fare, di
riportare anche solo parte delle sue "miracolose" parole, che hanno
colpito i tanti presenti.
Non posso che limitarmi ad andarlo a sentire, con un invito a cattolici
e ai non cattolici, per stare in tema.........Di più non so fare.
Arrigo Antonellini
Petizione al Parlamento Italiano: diritto ai sentimenti per i bambini in
affidamento
Gentili onorevoli, da anni siamo costretti a vedere, dall’osservatorio
delle associazioni che si occupano di affidamento, bambini amatissimi
costretti a cambiare famiglia, senza che essi possano capire perché ciò
avvenga, e famiglie distrutte dal dolore. Ci si riferisce qui alla
situazione per cui un bambino (talora neonato), posto in affidamento,
dopo anni, viene dichiarato adottabile e poi “dato” in adozione ad altri
genitori e fratelli. Ben si sa che, in alcuni casi, i tribunali e i
servizi potrebbero collocare fin da subito quel bambino in adozione a
rischio giuridico, evitandogli così il trauma di vedere spezzati i suoi
legami affettivi, ma non sempre ciò accade e non sempre si ha a che fare
con situazioni prevedibili.
Ci sono tribunali che, in questi casi, decretano l’adozione nei casi
particolari, ex art. 44 della legge 184/83, considerando il rapporto con
la famiglia affidataria tra i rapporti “stabili e duraturi” precedenti
l’abbandono dei genitori di cui si parla in tale articolo. Altri
Tribunali ancora, se i genitori affidatari hanno, come spesso succede, i
requisiti per l’idoneità all’adozione, suggeriscono loro di chiedere
un’adozione “mirata” e di fare il percorso per l’idoneità al fine di
applicare l’adozione legittimante a quei bambini che già sono
felicemente con loro.
Ma ce ne sono altri, forse la maggioranza, che non vogliono
assolutamente accettare che si possa passare dall’affidamento
all’adozione e considerano simile interpretazione della legge una forma
di tutela per i bambini. Essi infatti ritengono che, se si aprisse un
varco tra i due istituti, soprattutto nei casi dei bambini piccoli, si
permetterebbe di aggirare la legge sull’adozione, che prevede requisiti
diversi per adottare o prendere in affidamento. Essi sostengono che in
questo modo:
1) anche persone prive dei requisiti per l’adozione finirebbero per
poter adottare;
2) l’idea di adozione, che prevede l’allontanamento dalla famiglia
d’origine, finirebbe per essere snaturata.
A noi appare inimmaginabile che ci siano persone che si offrono per un
compito tanto pesante come quello dell’affido nella speranza di aggirare
la legge e appare invece non sempre necessario l’allontanamento dalla
famiglia d’origine.
Tutta la legge 184/83 si riferisce sempre al “superiore interesse del
minore” ed è evidente che, quando un bambino si è legato a dei genitori
e a dei fratelli, considerandoli la sua famiglia, è nel suo superiore
interesse crescere assieme a loro e non sentirsi da loro abbandonato,
dopo aver già subito la perdita della famiglia naturale.
Ci sono varie prassi e sentenze che vanno in questa direzione, da parte
sia di tribunali che di corti d’appello, ci sono dichiarazioni sui
diritti dei bambini ai legami affettivi, sancite perfino da convenzioni
internazionali, ma non bastano. Alcuni operatori sostengono che i
bambini, se seguiti, possono riprendersi dal trauma del distacco dalla
famiglia che consideravano la loro. E’ certo che la vita ha il
sopravvento e i bambini spesso si risollevano dalla depressione che
segue il cambiamento di famiglia, ma ciò non significa che questo
cambiamento non li danneggi in profondità e che tali traumi non possano
riemergere durante l’adolescenza e nella vita futura.
Per questo si propone di inserire il testo seguente in calce
all'articolo 4, comma 5, della legge 184/83 come riformata dalla legge
149/01:
"Qualora l'affidamento di un minore si risolva in un’adozione, a causa
del mancato recupero della famiglia d'origine, vanno protetti i rapporti
instauratisi nel frattempo tra affidati e membri della famiglia
affidataria. Va quindi favorita la permanenza del bambino nella famiglia
in cui egli già si trova; ove ciò non sia possibile, va comunque
tutelato il mantenimento di un rapporto affettivo con la famiglia
affidataria, nelle forme e nei modi ritenuti più opportuni dagli
operatori, dopo aver ascoltato la famiglia affidataria stessa e la
futura famiglia adottiva.”.
Carla Forcolin
Presidente dell’Associazione “La Gabbianella e altri animali”
NUOVI ORARI NELLA TRATTA FERROVIARIA RAVENNA FERRARA
Il nuovo orario riguardante la tratta ferroviaria Ravenna Ferrara
rappresenta un modesto, seppur apprezzabile, segnale di attenzione
rivolto alla nostra città da molto tempo isolata rispetto ad altre
località. Ravenna, infatti, è baricentrica rispetto a Rimini, Ferrara e
Bologna, ma le numerose critiche di inefficienza rivolte per anni in
modo unidirezionale alle Ferrovie dello Stato, oggi correttamente
dovrebbero essere girate ai due organismi creati appositamente per
migliorare il trasporto emiliano romagnolo: vale a dire Fer e Rfi.
Evidentemente anche l’organizzazione in capo alla regione, mi pare non
avere prodotto i risultati attesi, rispetto alla frequenza dei
collegamenti, ai ripetuti disservizi, ai lunghi tempi di percorrenza,
alla qualità e al comfort dei convogli. Basterebbe chiedere l’opinione
dei pendolari costretti a segnalare il non raro blocco delle motrici o
altri disservizi.
E’ fuori dubbio come si deve limitare il numero di auto in transito
sulle strade per contenere l’ inquinamento e per mettere in sicurezza il
transito nelle principali arterie, ma al contempo servono scelte
coerenti e coraggiose tese a rilanciare il sistema di trasporto su
rotaie, ancor oggi assolutamente inadeguato. Gli enti locali per troppo
tempo hanno ignorato questo tema o, in ogni modo, non lo hanno ritenuto
una priorità fondamentale per far fronte alle richieste provenienti da
molte direzioni, a cominciare dai settori del turismo e della cultura.
Per non dimenticare, poi, l’esigenza di consolidare il trasporto merci
su rotaie al fine di aderire alle naturali ed imprescindibili esigenze
dei comparti economici e di quelle legate alle attività del nostro
porto.
Ben venga, dunque il miglioramento degli orari per la tratta Ravenna –
Ferrara, peraltro segnalato più volte dal sottoscritto come un’assurda
situazione da dopoguerra, ma le questioni del trasporto ferroviario
richiedono investimenti e scelte ormai improrogabili.
Gianfranco Spadoni
LE COP ACLI IN EMILIA ROMAGNA
Sabato
20 marzo la conferenza organizzativa regionale
“Sentinelle del territorio, costruttori di solidarietà” questo è il
titolo delle Conferenze Organizzative e Programmatiche delle ACLI che si
sono aperte sabato 20 febbraio.
Si tratta di appuntamenti importanti che offrono un’occasione di
riflessione sul ruolo delle ACLI nell’attuale momento storico e sulle
prospettive della costruzione di una società più solidale al bene
comune.
Le COP provinciali eleggeranno 24 delegati che parteciperanno alla COP
Regionale e Nazionale in rappresentanza di. 30.000 iscritti ACLI in
Emilia Romagna.
La COP Regionale ha scelto come tema “Legalità nel lavoro, la tutela dei
diritti”.
L’attenzione delle ACLI a questo tema è da sempre presente nella vita
associativa e gli ultimi avvenimenti sul lavoro ci stimolano ad un
impegno sempre maggiore verso i temi della legalità, dell’integrazione
degli immigrati, della qualità e dignità nel lavoro, ricordando che “il
primo capitale da salvaguardare e valorizzare è l’uomo, la persone nella
sua integrità” (Papa Benedetto nell’Enciclica Caritas in Veritate).
Durante lo svolgimento delle COP, proseguirà la raccolta firme per lo
“Statuto dei Lavori- Più diritti e più tutele per tutti”.
Sabato 20 MARZO ALLE ORE 9.00 COP Emilia Romagna presso lo Starhotel
Excelsior di Viale Pietramellara n° 51 – BOLOGNA –
MILANO dall’8 al 10 aprile COP Nazionale.
Il Presidente Regionale
Walter Raspa
MOZIONE CONCLUSIVA
L’Assemblea
Organizzativa e Programmatica delle ACLI Provinciali di Ravenna, riunita
il 26 febbraio 2010 presso la sede del Circolo ACLI “San Martino” di
Villa San Martino di Lugo, udita la Relazione Introduttiva del
Presidente Provinciale, unitamente alle Comunicazioni dei Responsabili
dei Servizi, dei Settori e di alcuni Circoli, l’APPROVA.
Raccogliendo anche le espressioni ed i significati degli interventi che
si sono succeduti e che hanno riguardato i temi relativi alla Relazione,
la Conferenza
- prende atto del positivo evolversi della gestione dei servizi ed
auspica ulteriori sviluppi nel senso di una sempre maggiore adesione
alle attese dei soci e della cittadinanza;
- valuta positivamente lo sviluppo dell’attività in alcuni settori guida
(attività sportiva, turismo, servizio civile) ed auspica che vengano
presto considerati anche altri settori attualmente carenti,in
particolare quello della formazione professionale;
- chiede di dare maggiore incisività alla vita dei Circoli estendendo
quanto più possibile l’adesione, specialmente da parte dei giovani, ed
impegna la Presidenza Provinciale a svolgere un’azione di promozione in
zone del territorio provinciale in cui il Movimento risulta assente (in
particolare in località di passata tradizione Aclista);
- ritiene fondamentale il recupero di centralita del problema “lavoro”,
non solo per il fatto che ora si sta vivendo una situazione di grave
crisi economica e chiede che vengano organizzati momenti di formazione e
di approfondimento, anche in collaborazione con altri Enti, sulle
tematiche produttive ed occupazionali;
- impegna la Presidenza Provinciale ad attivare modalità di scambio e
sinergia fra tutte le componenti dell’Associazione, a vantaggio di tutte
le parti interessate;
- sollecita momenti di approfondimento dei temi della dottrina sociale
della Chiesa, con particolare riferimento ai temi della recente
enciclica “Charitas in veritate”.
PIU’ GLASNOST SUL FUTURO DI A.T.M.
Il Comune di Ravenna detiene la
maggioranza azionaria dell’azienda trasporti e mobilità ATM S.p.A. ma il
consiglio comunale è escluso dalle fasi d’avvio della nuova azienda
unica del trasporto della quale faranno parte oltre al nostro, i comuni
di Forlì, Rimini e Cesena, e le relative Province. Il nuovo soggetto del
trasporto pubblico con dimensione di area vasta romagnola, pare
rappresenti una tappa obbligata soprattutto per ottimizzare i costi,
pareggiare alcuni bilanci in sofferenza, creare nuove sinergie, ed
assicurare risultati certi a proposito dell’efficienza e dell’efficacia
dei servizi. Una sperimentazione impegnata sostanzialmente sul fronte
della razionalizzazione e del miglioramento dei servizi erogati, cui va
aggiunto l’obiettivo, non certamente secondario, di potenziare il
servizio pubblico, come risposta ineludibile per fronteggiare il
perdurante sforamento delle polveri sottili e dell’ inquinamento
atmosferico. L’azienda unica dei trasporti, dunque, si deve porre come
strumento innovativo per migliorare le situazioni locali che evidenziano
un servizio di trasporto pubblico lacunoso, non attrattivo, o, in ogni
modo, non idoneo a fronteggiare un potenziale aumento di utenti
costretti a rinunciare all’uso dell’auto. Un progetto ambizioso quello
dell’ azienda unica, ma forse essenziale se si vuole dare respiro ad un
obiettivo fondamentale per il futuro delle nostre città. Per fare questo
servono idee, un serio progetto industriale e una programmazione basata
sul rigore e sul dinamismo, evitando sterili campanilismi, pena la
realizzazione di un ennesimo carrozzone a maggioranza pubblica e, come
sempre, con una partecipazione ai privati sempre troppo limitata. Si
tende a dimenticare spesso, infatti, la sinergia con l’imprenditoria
privata, elemento vitale per il nuovo soggetto che già parte con lacci e
laccioli da parte delle pubbliche amministrazioni.
Sul piano strettamente locale, il consiglio comunale deve potere
conoscere meglio i disegni di ATM. Il consesso elettivo, infatti, non
può accontentarsi di voci ufficiose che annunciano la vendita della
storica sede di via delle Industrie, il trasferimento di buona parte
degli uffici presso i locali della stazione ferroviaria in piazzale
Farini, la ventilata ipotesi di realizzare un immobile ex novo a Ravenna
nonostante la costituzione dell’azienda unica della Romagna. Proprio su
questa il consiglio comunale deve ottenere ampie rassicurazioni sia sul
versante della riorganizzazione complessiva attraverso la delineazione
di un chiaro piano industriale, sia per quanto attiene il futuro del
personale dipendente, senza dimenticare, poi, l’esigenza imprescindibile
di semplificare e ridurre i livelli dirigenziali e gli organi di
amministrazione e di controllo.
Su queste riflessioni, e più in generale sul futuro del trasporto
pubblico, ritengo serva un ampio confronto aperto, come ho più volte
affermato, al Consiglio comunale.
Gianfranco Spadoni
PRECISAZIONI SUL BLOCCO DEL TRAFFICO DI DOMENICA 28 FEBBRAIO
Considero il blocco del traffico di
domenica prossima una grossa manifestazione finalizzata a sensibilizzare
i cittadini e gli amministratori sul tema dell’ inquinamento atmosferico
ed in particolare sulla necessità di tutelare la salute come bene
primario. In questo senso, saluto favorevolmente questa iniziativa
bipartisan d’area Padana, proprio per le finalità sociali e pedagogiche
sulle quali poggia la filosofia di fondo del blocco del traffico, dal
sapore, in ogni caso, meramente simbolico. Dopodichè, da questa premessa
teorica e squisitamente simbolica e di sensibilizzazione, occorre
passare ai fatti attraverso iniziative serie e credibili attuate su vari
fronti: dall’industria, al monitoraggio continuo del traffico urbano, al
controllo delle fonti inquinanti, alla verifica dei sistemi di
riscaldamento, sino ad arrivare agli investimenti strutturali, a sistemi
incentivanti per chi si dota di auto con alimentazione a metano e GPL, e
inserendo, soprattutto, maggiori risorse in favore del sistema di
trasporto pubblico. Quando si parla di inquinamento atmosferico si pensa
prevalentemente al traffico veicolare e al trasporto su strada,
dimenticando come i sindaci possiedano ogni facoltà di intervenire in
materia ambientale, a cominciare dal rilancio del settore della mobilità
pubblica, ancora molto carente. Non si può chiedere ai cittadini di
rinunciare all’uso della propria auto, quando non si offre loro una
valida alternativa attraverso sistemi di trasporto collettivo non
inquinante. Oggi, purtroppo, si chiedono sacrifici enormi ai cittadini
senza offrire una controparte in grado di stimolare il cambio delle
abitudini e favorire scelte più responsabili. In questa direzione gli
enti locali devono compiere scelte coraggiose.
Gianfranco Spadoni
Corruzione all’italiana
Notizia di questi giorni, oltre allo
scandalo Bertolaso, è che guarda a caso in Italia sono aumentate le
denunce per il reato di corruzionee che il governo è pronto a varare un
ddl anti-corruzione. Nonostante i decreti e Tangentopoli, la corruzione
italiana appare invincibile. Tutti lo sappiamo che esiste, come si
sapeva alla vigilia di Mani Pulite.
Come fu per Mani Pulite, anche oggi sul banco degli imputati non si
trovano soltanto nomi eccellenti e pezzi grossi, ma un intero sistema.
Sono gli italiani che purtroppo non sono più quelli di allora, oggi sono
assai più rassegnati e molto meno informati. I telegiornali dell'epoca
esaltavano i magistrati inquirenti come eroi, questi li perseguitano
come nemici del popolo.
Sono cambiati i protagonisti degli scandali e l’identikit dei nuovi
ladri. Quelli rubavano per far politica, questi fanno politica per poter
rubare o se hanno già rubato per non andare in galera.
Ma oggi come allora c’è la stanchezza e la sfiducia degli italiani in
una classe dirigente non solo corrotta, anche inconcludente e obsoleta,
che potrebbe come allora scatenare la tempesta finale sul sistema.
La corruzione italiana non è solo un problema politico, da ridurre a
destra e sinistra, ma affonda radici profondissime nello stato sociale
italiano (la politica è uno degli ambiti dove è più facile corrompere);
le tangenti continuano a girare anche nel privato: dappertutto qui da
noi, quando ci sono soldi in ballo, non si dà e non si fa niente per
niente.
Anche i concorsi più vari (non solo le gare d’appalto!) chi più chi meno
sono sempre manipolati, riservati agli amici, e il tutto naturalmente in
barba a ogni credo politico. E che colore politico ha la violazione dei
regolamenti urbanistici ed edilizi? o l’evasione fiscale dilagante?
La natura è nella nostra storia, nei tratti negativi dell’Italia e degli
italiani da sempre denunciati: poca legalità, assenza di Stato, molto
individualismo, troppo clientelismo.
Matito
Mourinho “in manette”, Leonardo “libero”
Sabato
sera in Inter-Sampdoria, l’arbitro Tagliavento si è trovato ad arbitrare
in una gabbia di matti ed è riuscito comunque a cavarsela benissimo.
Non ha sbagliato e non ha condizionato lui la partita.
L’ Inter è in silenzio stampa, ma il suo sito internet (e il suo
allenatore) definisce incredibili sia i cartellini rossi toccati a
Samuel e Cordoba sia l’ammonizione ad Eto’o; invece erano da regolamento
le espulsioni dei due difensori nerazzurri, ed evidente alla moviola la
simulazione. In più era da espellere Milito per quell'entrata coi
tacchetti in avanti su Palombo e lo stesso Eto'o, che abrracciava e
urlava in faccia ripetutamente all’arbitro quando lo ammoniva per
suddetta simulazione. L’Inter applaude l’arbitro solamente per
l’espulsione dell’attaccante della Sampdoria Pazzini.
Il campionato lo stanno riaprendo gli avversari, non gli arbitri come
Tagliavento che vedono benissimo.
Con lo show dell'indemoniato Mourinho “in manette” a bordo campo a
izziare i tifosi e giocatori, con quella tensione e nervosismo in tutto
lo stadio, dico da ex arbitro (sottolineo mai arbitrato a S.Siro) che
non si può giocare a pallone e non si può arbitrare serenamente, non è
accettabile intimorire e condizionare l’arbitro in ogni momento del
match. Alzare costantemente e artificialmente la temperatura del
campionato, aizzare giocatori e pubblico da bordo campo, come fa
Mourinho non si può fare. La Federcalcio deve dirlo forte e chiaro.
Le provocazioni del portoghese stanno infiammando, pericolosamente, il
campionato. Dicono che non faccia mai nulla per caso, che anche i suoi
comportamenti più estremi siano sempre frutto di un preciso disegno, di
uno studio. Eppure non capisco a cosa serva il Mourinho fuori di testa
che si è visto in Inter-Sampdoria. E' convinto che quelle sceneggiate e
gli attacchi ad arbitri e colleghi facciano bene all'Inter?
L’associazione arbitri ha già protestato ufficialmente minacciando uno
sciopero.
Sia chiaro: il tecnico portoghese è una miniera d’oro per tutti i mezzi
di comunicazione, è fonte inesauribile di titoli e di discussioni, tanto
che mi chiedo se non abbia alle spalle un autore in grado di scrivergli
sempre la battuta più appropriata. E se poi a colleghi o arbitri la
rabbia per le sue esternazioni non è ancora passata, pazienza, tanto con
i giornali del giorno prima si incartano pesce e verdure al mercato,
l’importante è quello di oggi e soprattutto quello che si scriverà
domani.
Leonardo invece, con personalità e con dignità incarna il ruolo
dell’anti Mourinho. Alla fine Leonardo non vincerà il campionato, però
riesce a essere competitivo inventando calcio e senza offendere colleghi
e avversari quando parla.
È poi il primo tecnico che rivendica la propria totale libertà dal
presidente esteta Berlusconi. E' l'unico dell' entourage del presidente
del consiglio, dalla politica allo sport, che ha avuto il coraggio di
rispondergli per le rime. Se non va bene come lavora toglie il disturbo.
Leonardo ha chiarito che la sua libertà, parola tanto sventolata dal PdL,
non è in vendita e non accetta compromessi.
Berlusconi però prima di lanciare accuse a Leonardo per la mancanza di
risultati del Milan, dovrebbe confrontare la sua campagna acquisti con
quella dell'Inter.
Ma forse come ha detto Zaccheroni, gli allenatori di buonsenso oggi non
vanno di moda.
Matito
UN “FINALMENTE” CONDIVISO
Forse
posso “persino” vantarmi di essere stato uno dei primi ad “osannare” la
partecipazione di Bersani al Festival di San Remo.
L’ho scritto subito dopo, nella lettera al direttore che trovate qui,
sotto all’allusivo testo della canzone di Simone Cristicchi (non a caso
quella, tra le canzoni di San Remo, che a Bersani è piaciuta di più).
Quel “finalmente” che mi è scappato a voce alta dopo aver visto il
servizio del Tg sulla presenza del segretario del Pd al Festival, ho
scoperto, con grande piacere, dai media nazionali, che è stato condiviso
da tanti altri elettori di sinistra! Vero, finalmente un dirigente di un
partito di sinistra che fa qualcosa di simpatico, che piace alla gente.
Già, perchè il tema è, e qui torno ad essere critico, non, esprimere
giudizi soggettivi sul fatto che il Festival di San Remo sia o no un
evento culturale,
ma il prendere atto che più di tre italiani su quattro che erano davanti
alla televisione, e sono tanti gli italiani che la sera, anzichè venire
al partito ad emendare un documento o un programma elettorale, stanno
davanti alla Tv, guardavano il Festival!
Arrigo Antonellini
Simone Cristicchi ”Meno male”
La gente non ha voglia di pensare cose negative
La gente vuol godersi in pace le vacanze estive
Ci siamo rotti il pacco di sentire che va tutto male
Della valanga di brutte notizie al telegiornale
C’è – l’Italia paese di Santi
Pochi idraulici e troppe badanti
C’è – l’Italia paese della Libertè
Egalitè e del Gioca Giuè!
C’è – l’Italia s’è desta ma
Dipende dai punti di vista
C’è la crisi mondiale che avanza
E i terremoti ancora in vacanza
Ma meno male che c’è Carla Bruni
Siamo fatti così – Sarkonò Sarkosì
Che bella Carla Bruni
Se si parla di te il problema non c’è
Io rido… io rido…
Ambarabaciccicoccò soldi e coca sul comò!
C’è l’Italia dei video ricatti
C’è la nonna coi seni rifatti
E vissero tutti felici e contenti
Ma disinformati sui fatti
Osama è ancora latitante
L’ho visto ieri al ristorante!
Lo so che voi non mi credete
Se sbaglio mi corigete
Ma meno male che c’è Carla Bruni
Siamo fatti così – Sarkonò Sarkosì
Che bella Carla Bruni
Se si parla di te il problema non c’è
Io rido… io rido…
La verità è come il vetro
Che è trasparente se non è appannato
Per nascondere quello che c’è dietro
Basta aprire bocca e dargli fiato!
…Carla Bruni… Carla Bruni…
Ma meno male che c’è Carla Bruni
Siamo fatti così – Sarkonò Sarkosì
Che bella Carla Bruni
Se si parla di te il problema non c’è
Io me la prendo con qualcuno
Tu te la prendi con qualcuno
Lui se la prendi con qualcuno
E sbatte la testa contro il muro
Io me la prendo con qualcuno
Tu te la prendi con qualcuno
Lui se la prendi con qualcuno
Noi ce la prendiamo…
BERSANI
HA CANTATO A SAN REMO
"Dì qualcosa di sinistra", implorava Nanni Moretti dopo la
prima delle tante vittorie di Sivio Berlusconi, l'imprenditore
imprestato alla politica, una vittoria che stupì tutte le democrazie
occidentali (e anche chi scrive!?).
I tempi da quando Moretti "implorava" così, sono cambiati, molto
cambiati, o ancora meglio, Moretti forse non aveva capito cosa stava
succedendo....
Sono tanto stupido da credere che il segretario del Pd, Bersani, andando
alla serata conclusiva del festival di San Remo, abbia portato voti al
suo partito!?.
Il servizio andato in onda sabato sera sul TG2, sulla sua presenza a San
Remo, è stato davvero delizioso, con un segretario dell'ex partito di
Garmsci e di Togliatti, davvero simpaticissimo nelle sue intelligenti
battute, più che mai, quando ha anche "canticchiato". Un Bersani
simpatissimo, un leader del Pd finalmente simpatico.
Già, finalmente, è il commento che mi è uscito ad alta voce.
Finalmente un segretario del Pd che ha capito in che tempi viviamo, che
prende atto di "come il regista ci ha fatti diventare". Il primo
indispensanbile passo per giocare una partita alla pari.
Arrigo Antonellini
IMPEGNO CONTRO
LO SGRETOLAMENTO DEL MATRIMONIO E DELLA FAMIGLIA
Occorre rafforzare i servizi integrando politiche più
adeguati a sostegno del nucleo familiare. L’elevato numero dei divorzi,
il ricorso a forme di convivenza, lo sfascio demografico, il crollo
delle unioni tradizionali, sono solo alcune cause ed esempi dei nuovi
modelli che hanno accantonato in buona parte la classica unione fra uomo
e donna basata sul matrimonio. E’ preoccupante vedere le statistiche dei
matrimoni celebrati in chiesa, rispetto a quelli con rito civile, per
non parlare della larga parte di convivenze di ogni tipo, spesso
artatamente non censite. Non sono in discussione il diritto e la libertà
di ogni singolo individuo, ma soprattutto si sta minando seriamente
l’attuale società proprio per l’evidente crollo valoriale a tutti i
livelli. Puntuale ed opportuna la nota dottrinale del cardinal Carlo
Cafarra di Bologna attraverso la quale, in modo chiaro ed
inequivocabile, richiama tutti i cattolici impegnati nella vita sociale
e politica ad attuare scelte coerenti sulla base delle indicazioni che
provengono dalla Chiesa. E’ impossibile conciliare la fede cattolica e
il sostegno, contro natura, dell’unione fra sessi uguali, assimilandoli
e dando loro un riconoscimento legale, così come si trattasse di nozze
ordinarie. Siamo di fronte ad una materia molto delicata sulla quale,
tuttavia, non servono fraintendimenti ma assoluto rispetto per i diritti
di tutte le persone ma altrettanto rigore, moralità e senso civico,
proprio per il ruolo insostituibile ed il valore sociale rappresentato
dalla famiglia tradizionalmente concepita.
L’ente pubblico è chiamato a favorire la formazione e lo sviluppo della
famiglia mediante la rimozione degli ostacoli che si presentano nelle
varie fasi della vita familiare, con particole riguardo a quelli di
carattere abitativo, lavorativo, scolastico ed economico in genere.
Gianfranco Spadoni Consigliere Comunale di Ravenna
L’ASP E LE
EMERGENZE SOCIO SANITARIE
Come si ricorderà, la nuova ASP, Azienda pubblica di servizi
alla persona, ebbe sin dall’inizio enormi difficoltà legate alle singole
realtà locali più interessate a mantenere il potere che non ad avviare
una sperimentazione integrata fra sociale e sanitario avvalendosi della
forte e radicata esperienza del Consorzio dei servizi sociali. Il
dibattito su questo tema, soprattutto inizialmente, è stato
caratterizzato esclusivamente dalla divisione dei ‘pesi’ delle cariche
in seno al consiglio d’amministrazione, e dalle discutibili nomine
politiche del presidente e del direttore, e poco più.
Oltre alla definizione dei ruoli e delle competenze, il contenitore va
poi riempito di contenuti veri. La base programmatica su cui si fonda
tale azienda, deve rappresentare l’oggetto centrale della discussione,
all’interno del quale il consiglio comunale ha pieno titolo di indicare
le linee progettuali e a conoscere la graduale evoluzione delle attività
intraprese. Serve un modello più idoneo in grado di passare dalla mera
assistenza ad un progetto più articolato incentrato sulla
individualizzazione dei bisogni riguardanti la persona attraverso
percorsi mirati di cura e di servizi. Il welfare locale, visto su un
piano di vera integrazione organizzata, va gestito con un’ ottica più
dinamica attraverso l’individuazione di nuovi modelli innovativi d’
intervento, alla luce di un panorama socio sanitario complesso e
particolarmente difficile. In un contesto sociale così composito, non
emergono strategie di armonizzazione e di razionalizzazione efficaci
delle vecchie Ipab, in risposta ad uno degli obiettivi alla base della
legge di trasformazione. Per questo occorre individuare un percorso dei
bisogni per la terza età in grado di affrontare l’emergenza dell’attuale
secolo; situazione emergenziale destinata ad aumentare sensibilmente con
un incremento annuo di circa 600 nuovi ultra settantenni. L’avvio
dell’Asp deve porre al centro un lavoro sinergico e continuato con
l’azienda Usl e con tutti i soggetti sociale e sanitaria pubblici e
privati, oltre a coinvolgere in modo continuo i consigli comunali al
fine di contribuire ad ottimizzare l’avvio ed il consolidamento della
nuova Azienda pubblica – ASP.
Gianfranco Spadoni
consigliere comunale di Ravenna
Il Progetto di
Solidarietà con Sao Bernardo
Intesa di collaborazione tra i Comuni di Lugo, Imola, Castel
Bolognese, Dozza, Castel del Rio e il Comune di São Bernardo do Campo
Fra i Comuni di Lugo, Imola, Castel Bolognese, Dozza e Castel del Rio
(Repubblica Italiana) – rappresentati dai rispettivi Sindaci o loro
delegati;
Il Comune di São Bernardo do Campo – rappresentato dal Sindaco;
Preso atto che la presente Intesa rappresenta un proseguimento dei
rapporti di collaborazione esistenti da anni tra i comuni stessi, anche
grazie al lavoro svolto dalle organizzazioni della società civile
brasiliana ed emiliano romagnola presenti nell'area, che dal 2000
promuovono progetti per la tutela dei diritti umani, la formazione e
inserimento professionale di giovani, promozione del cooperativismo.
Considerato che é stato rinnovato l’Accordo di collaborazione tra le
Regioni Italiane Emilia-Romagna, Marche, Toscana, Umbria e Liguria con
la Presidenza della Repubblica federativa del Brasile;
Ritenuto opportuno consolidare i rapporti di amicizia e collaborazione
tra le comunità delle Parti firmatarie per favorire lo sviluppo
economico, sociale e culturale;
Nel pieno rispetto degli ordinamenti e delle legislazioni vigenti nei
rispettivi paesi nonché degli obblighi internazionali e di quelli che
derivano all’Italia dall’appartenenza all’Unione Europea
si conviene quanto segue:
Articolo 1
Ambiti di Collaborazione:
Le Parti dichiarano di voler collaborare e di promuovere lo scambio di
esperienze e di informazioni nei seguenti settori:
1.Collaborazione Istituzionale:
Al fine di rafforzare il partenariato tra le istituzioni delle due Parti
e di favorire l’avvio di progetti comuni le Parti intraprenderanno
azioni congiunte per lo scambio reciproco di informazioni sui compiti e
le funzioni dei rispettivi organi istituzionali.
2.Promozione economica:
Le Parti svilupperanno attività di scambio e la diffusione di
informazioni per favorire la conoscenza delle reciproche realtà
territoriali, nei principali settori socio-economici, al fine di
realizzare le migliori condizioni a sostegno dello sviluppo dei rapporti
tra gli operatori economici e le aziende delle Parti, con particolare
riferimento al settore della industria, agricoltura, turismo, ricerca
scientifica e innovazione tecnologica, politiche sociali.
3. Cooperativismo, economia solidale:
le Parti favoriranno attività di economia solidale, il rafforzamento di
cooperative per favorire alternative di generazione di reddito e
facilitare l’accesso delle produzioni artigianali locali nell’ambito del
commercio equo, la promozione dell'inserimento lavorativo per giovani in
condizione di svantaggio socio-economico.
4. Università, Scuola, Formazione Professionale:
Le Parti incoraggeranno e promuoveranno i rapporti diretti tra le
strutture Universitarie, dell'istruzione e della Formazione
Professionale presenti nei rispettivi territori,
5. Altri ambiti di collaborazione:
Le Parti promuoveranno la collaborazione fra i soggetti presenti nel
territorio di São Bernardo do Campo, (con particolare riferimento alle
organizzazioni della società civile) per rafforzare ulteriormente lo
sviluppo, economico, culturale, sociale ed umano della collettività
interessata.
Nel perseguire le attività di cui ai precedenti punti le parti
intendono, per quanto possibile, utilizzare congiuntamente, anche con
altre istituzioni anche appartenenti ad altri Stati, le opportunità
offerte dall'Unione Europea ed da altre istituzioni internazionali atte
a favorire la collaborazione e lo scambio di esperienze fra istituzioni
dell'America Latina e dell'Europa.
Sulla base di questa intesa, le Parti potranno firmare nel rispetto
delle rispettive normative nazionali, accordi complementari per la messa
in opera di programmi in settori specifici di interesse comune.
Articolo 2
Verifiche:
Le Parti organizzeranno periodicamente incontri per verificare i
risultati della collaborazione concordando la composizione delle
delegazioni su base paritetica.
I costi di soggiorno ed alloggio saranno a carico della Parte invitante,
mentre le spese di viaggio saranno a carico di ciascuna delle Parti.
Le Parti nomineranno un coordinatore a cui fare riferimento per le
direttive comuni al fine di facilitare lo svolgimento di questa intesa
di collaborazione.
Articolo 3
Normativa di riferimento:
La collaborazione si svolgerà nel rispetto delle procedure vigenti in
ambedue i Paesi, nell’ambito delle competenze delle Parti ed in
collaborazione con le rispettive rappresentanze diplomatiche che saranno
tempestivamente informate delle iniziative svolte.
Articolo 4
Durata dell’Intesa:
La presente intesa di collaborazione ha durata triennale con inizio
dalla data della sottoscrizione e potrà essere rinnovata per accordo fra
le Parti.
La presente Intesa viene redatta in due esemplari identici in lingua
italiana e in lingua portoghese entrambi i testi facenti ugualmente
fede.
La presente Intesa entra in vigore il giorno in cui è sottoscritto dalle
Parti, o della ratifica se e in quanto prevista nell'ordinamento dei
sottoscrittori.
FILASTROCA: A
SILVIO
Ma dove vive oggi l’ardito popolano zazà,
trovatore trovatello.
Canta che la borsa crolla! Balla che il carburante impenna!
Suona perchè fuori piove, scaldati, tra poche ore, nevica.
Il gas sale, maledetto nucleare e il governo lo vuole,
caro il mio ecodistruttore.
Facciamo il ponte, l’opera più grande del sole,
per noi che abbiamo la Sicilia nel cuore.
Domani a piedi si potrà visitare
basta non soffrire il mal di mare,
tutta l’isola si può plagiare
e la mafia può ritornare,
così l’appalto può controllare
e quando il “picciotto” va a votare
Forza Sicilia potrà gridare.
La Calabria può governare lo stesso “fetente” che fa tremare
Noi vecchi compagni, anime rosse da eliminare.
E “l’andrangheta” continua a controllare, molto denaro da accumulare,
e tanto potere da gestire.
Silvio adora se stesso, mitomane-poplulista, ogni giorno rilascia
un’intervista,
così va alla conquista della femmina egocentrista.
Lascia questo paese, se sei avversario del piduista:
la vita è più dolce accanto al leghista-razzista.
Ciao zazà barbone oltransista, anarchico musicista,
filantropo terzomondista, fallito marxista;
lascia il tuo posto al leghista
e al potente liberista-monopolista.
Claudio Cesari
UNA SPLENDIDA
GIORNATA
Ti ho vista sabato alle 16,15, dalla mia macchina, mentre
passeggiavi, rigorosamente sulla pista pedonale, per il viale di Lugo,
davanti all'ingresso vecchio dell'ospedale. Eri sola, non più
giovanissima, visto che sei strafelicemente nonna ed eri alle prese con
un favoloso gelato.
Ti stavi godendo il sole della splendida giornata di sabato: mi hai
riconciliato con la bellezza della vita! Grazie.
Sabato, sotto l'aspetto climatico, è stata una splendida giornata per
tutti. Spero che ti abbiano vista in tanti!? Le giornate sono davvero
belle, non solo se sono per noi, ma per tutti, per tanti, anche per gli
altri...
Anonimo
DALL’ITALIA NOI
SIAMO PARTITI
Il libro “DALL’ITALIA NOI SIAMO PARTITI” , che prende il
titolo del primo verso del celebre canto popolare “Merica Merica “
racconta storie di varie famiglie di Emiliano-Romagnoli emigrati in
Brasile per “fare l’America”.
La Legge del 24 Aprile 2006 Nr.3 approvata dalla regione Emilia Romagna
prevede, infatti, la possibilità di promuovere azioni a favore degli
Emilian-Romagnoli nel Mondo, e le ACLI Regionali , per le proprie
sensibilità formative e per le risorse umane che possono attualmente
mettere in campo, privilegiano in questi anni iniziative tese a
diffondere la conoscenza della lingua italiana, nonché la conoscenza
delle storie e della cultura regionale per “non dimenticare il dovere
dell’accoglienza quando l’italia era paese di emigrazione e per chi sa
amare la terra dove vive, quella dove è nato e quella dove andrà “
Walter Raspa
La
Presidenza Regionale Acli è lieta di invitarla alla presentazione del
libro “DALL’ITALIA NOI SIAMO PARTITI”
storie e speranze di emigrati emiliano-romagnoli e dei loro discendenti
in Brasile che si terrà Martedì 16 febbraio 2010 ore 16.30 Sala Zodiaco
Provincia di Bologna Via Zamboni, 13 - Bologna
Interverranno:
Vasco Errani
Presidente Regione Emilia-Romagna
Beatrice Draghetti
Presidente Provincia Bologna
Silvia Bartolini
Presidente Consulta Regionale Emiliano-Romagnoli nel mondo
Piero Ragazzini
Segretario Nazionale Confederale CISL
Mons. Silvano Ridolfi
Responsabile stampa Migrantes
Michele Consiglio
Vice Presidente Nazionale Acli - Resp. Dipartimento Rete Mondiale Acli
Prof. Pierantonio Zavatti
Autore del libro - Consigliere Regionale Acli
Walter Raspa
Presidente Regionale ACLI
Donne e potere
Il potere trema sotto i colpi delle donne. E sono loro, le
donne, sulla spinta del desiderio di vendetta, dell’interesse personale
o pubblico, che creano imbarazzo nei governi, fanno cadere giunte
comunali, mandano in crisi amministrazioni regionali.
A suo tempo, già Bossi disse: «Ha paura soltanto della moglie», e
proprio Berlusconi ha avuto molti più problemi pubblici, oltre che
privati, dalle lettere di Veronica ai giornali e dalle sue polemiche
culminate con la separazione (oltre alla D’Addario, a Noemi, ecc)
piuttosto che a causa di qualsiasi grana interna al governo o nello
scontro con l’opposizione.
Quando il privato irrompe in pubblico, svelando le cattive abitudini dei
maschi di potere, c’è quasi sempre una donna alla base che diffonde i
segreti inconfessabili e dei vizi della ”casta”.
Già la Prima Repubblica cominciò a crollare quando l’ex moglie di Mario
Chiesa raccontò i traffici di tangenti del marito.
Nella Seconda Repubblica oltre ai soldi c’è di mezzo anche il sesso.
Ogni tanto spunta una donna, offesa e arrabbiata, che spiffera ai
governati il male nascosto dei governanti. Provocando un putiferio.
Viene quasi da pensare che la grande abbondanza di donne candidate in
queste elezioni regionali, possa anche derivare dal pensiero maschile
che le donne siano più morigerate, nei riguardi di sesso & soldi,
rispetto ai colleghi uomini. I quali, in effetti, non stanno dando una
prova virtuosa di sè…
Matito
APPROFONDIRE
SERIAMENTE LA PROPOSTA DEL SINDACO DI FORLI’
La proposta di Roberto Balzani sindaco di Forlì di unire le
province di Forlì-Cesena con Ravenna, devono portare i cittadini e chi
li rappresenta ad un ragionamento di riordino geografico ed
amministrativo complessivo. Da una parte vi è la sacrosanta richiesta di
rendere la Romagna autonoma e finalmente indipendente dall’Emilia: tema
sul quale tenere vivo l’interesse dei territori interessati sino ad
arrivare ad una positiva conclusione. Dall’altra sorge l’esigenza di
riordinare meglio il territorio in un’ottica di migliore distribuzione
delle risorse per ottimizzare le spese in generale, a cominciare da
quelle della politica. L’idea avanzata dal primo cittadino di Forlì,
dunque, dovrebbe essere esplorata al fine di avviare una coraggiosa
opera di razionalizzazione nelle province, su cui, peraltro, non si sono
mai registrati orientamenti e decisioni coerenti e conseguenti da parte
dei vari governi centrali. Tenuto conto, inoltre, come l’obiettivo
contemplato nei programmi elettorali di buona parte degli schieramenti
verta sempre nella direzione di abolire le province, ma questo,
evidentemente, è una scelta politica antipopolare e, di conseguenza, non
va toccata. Altra cosa, invece, è il tentativo di unificare province
omogenee e geograficamente confinanti, come primo risultato di una
pseudo rivoluzione in chiave organica ed organizzativa dei territori. La
proposta del sindaco forlivese, tuttavia, fa pensare alla scelta
adottata a suo tempo da molte aziende sanitarie locali, tra cui la
nostra, le quali, soprattutto per ragioni di contenimento delle spese,
portò all’ unificazione degli ospedali sparsi sul territorio,
concentrando le attività sanitarie nelle strutture ospedaliere di Lugo,
Faenza e Ravenna. Dopo anni da quella miniriforma, e alla luce dei
fatti, la spesa sanitaria ha dimostrato la stessa difficoltà di
contenimento, pertanto non si sono verificati i risultati sperati. Per
analogia, teoricamente potrebbe verificarsi cosa analoga nel
raggruppamento di una o più province, e per questa ragione, il problema
reale non è tanto la mera unione istituzionale e la creazione di un
nuovo contenitore dalle dimensioni più vaste, ma piuttosto quello di
riempirlo con contenuti nuovi. Tenendo presente, soprattutto, come nei
processi di decentramento e di federalismo i territori diventino sempre
più lo snodo per affrontare le sfide dei prossimi anni, le quali
richiedono non solo capacità di adattamento ma soprattutto innovazione e
una nuova progettualità.
I benefici potrebbero essere tanti, e basterebbe citare solo alcune
questioni a titolo di esempio: un unico riferimento aeroportuali, un
organico collegamento turistico fra mare ed entroterra, migliori
sinergie sul versante dell’agricoltura per far fronte al crollo dei
redditi nelle campagne, politiche d’integrazione più forti
nell’università e nella cultura, valorizzazione del porto di Ravenna
come scalo funzionale al bacino romagnolo, ed altri ancora.
Ben venga, dunque, un momento di confronto possibilmente privo dai
rigidi schematismi politici e partitici.
Gianfranco Spadoni
consigliere comunale di Ravenna
GIUDIZIO
POSITIVO DELLA COLDIRETTI
"La Regione Emilia Romagna ha sospeso il pagamento della
tassa sui controlli igienico sanitari a carico delle imprese
agroalimentari fissati dal decreto legislativo 194 del 2008". Lo
comunica con soddisfazione Coldiretti Emilia Romagna, che sin
dall'inizio della pubblicazione della normativa si è battuta per evitare
che il balzello pesasse su imprese agricole, senza avere in realtà
nessun reale effetto in termini di garanzie di sicurezza.
"Lo stop della Regione - commenta Coldiretti - è più che mai opportuno
per ridefinire l'applicazione della normativa in termini più adeguati a
contenere i costi delle imprese, come già avviene nella maggioranza dei
Paesi comunitari".
Fondamentali le
Primarie
La Bologna politica che si ritrova nel centro sinistra è nel
caos. Un dato che potrebbe avere effetti pesanti anche sulle prossime
regionali, a meno che il “solito” Prodi (mai dimenticare che fu l’unico
a battere Berlusconi due volte su due) non rinunci a quell’”Ho già dato”
con cui ha risposto alle prime, inevitabili, sollecitazioni.
E sempre per stare in ambiente universitario, il prof. Piergiorgio
Corbetta, docente di sociologia, alla domanda “E adesso?”, risponde:
“Ritornare a candidati di stretta osservanza politica?. Tre volte no.
Sono invece fondamentali le Primarie, a patto che si lasci veramente
l’ultima parola ai cittadini. E’ la sola possibilità per il Pd di
tornare a sintonizzarsi con l’elettorato”.
Un sostenitore delle Primarie da “qualche” anno.
No a nuovi tagli
indiscriminati al personale. A pagarne il prezzo saranno i cittadini
“Siamo assolutamente contrari ai nuovi e indiscriminati
tagli al personale che l’emendamento al Milleproroghe vorrebbe
disporre”. Così il segretario generale della Cisl Fp Giovanni Faverin
sulla modifica alla legge di conversione del decreto proposto dal
relatore al Senato, Lucio Malan. L’emendamento prevede infatti una
ridefinizione delle dotazioni organiche che porterebbe ad abbattere del
10% sia il numero dei dirigenti che quello dei dipendenti delle
amministrazioni pubbliche. Tagli che si aggiungerebbero a quelli
realizzati nel 2009 dalla legge 133.
“Non è riducendo il personale con provvedimenti generalizzati – ha
attaccato Faverin – che si rendono efficienti le amministrazioni. E il
risparmio di spesa sarebbe solo illusorio perché in questo modo i tagli
di organico si tradurrebbero in un indebolimento dei servizi ai
cittadini e alle imprese. Operazione molto rischiosa, soprattutto in un
momento difficile come questo per tanti lavoratori e tante famiglie”.
“Siamo i primi a dire che la spesa pubblica e i bilanci degli enti
vadano riqualificati – ha concluso il segretario della funzione pubblica
Cisl - Ma a partire dalla lotta agli sprechi, dai risparmi di gestione e
dalla fine delle logiche clientelari che fanno lievitare i costi. In
modo da far pesare meno i servizi e dare più valore ai soldi dei
contribuenti. Non con misure draconiane che non risolvono nulla e che al
contrario aprono nuovi problemi”.
Faccio
l'abbonamento TV?
Caro direttore,
non sopporto più la televisione, specie verso la fine di gennaio quando
si stringono i tempi per il pagamento del canone, che mi sembra una
tassa sulla demenza, dal momento che i programmi - senza differenza fra
Rai e Mediaset - sono funzionali alla pubblicità. Che ne dici, è grave?
Passo le serate a saltare da un canale all’altro senza trovare pace, ma
soprattutto senza scovare una trasmissione su cui valga la pena
soffermarsi. Adesso vanno di moda i “reality” da guardare dal buco della
serratura, oppure le inchieste su questioni decisive per le sorti del
mondo, con tanto di sondaggi d’opinione; ad esempio: sono più sexy gli
slip o i boxer? E ogni sera c’è almeno un dibattito politico, dove il
“gossip” e il vaniloquio prevalgono sulla crisi economica, in un
sovrapporsi di insulti e di urla da stadio. Pare che la cagnara faccia
"audience". Alcuni presentatori come Bonolis urlano così forte che si
potrebbe sentire anche senza antenna.
Dal canto loro i telegiornali ci aggiornano mettendo sullo stesso piano
il terremoto di Haiti, la guerra in Afganistan e le alterne vicende del
Grande Fratello. Poi ci sono le notizie privilegiate, gli eventi cioè di
cui si deve per forza parlare per settimane e mesi fino allo sfinimento
totale. Di colpo si cambia argomento lasciando tutti nell’angoscia di
non sapere com’è andata a finire. Cosa faranno, ad esempio, Amanda Nox e
Raffaele Sollecito? Interrogativi da non dormirci la notte.
E dove li mettiamo i filoni? C’è stato quello delle prostitute incarnato
da Cicciolina, poi è passato di moda e si è ripiegato sui gay, con
Grillini che tutte le sere dava lezione di etica in TV; infine si è
ripiegato sui trans ed è stato il momento d’oro di Luxuria. L’importante
è parlare di cose pruriginose. Le stesse malattie (come l’aids) e
perfino i reati(come la violenza sulle donne) hanno una corsia
preferenziale se sono a sfondo sessuale.
Infine ci sono gli allarmi e le catastrofi planetarie. Chi non ricorda
la mucca pazza, la pandemia aviaria, la peste suina e il flagello
dell’influenza A? Si è creata una psicosi di massa, con danni
commerciali incalcolabili; sono stati acquistati milioni di vaccini e
adesso i telegiornali ci fanno la morale dicendo che ci siamo
preoccupati per nulla. Quindi la colpa è nostra!
Infine ci sono gli esperti dello scibile umano: una ventina di
personaggi che passano da una trasmissione all’altra pontificando su
tutto e su tutti senza sapere nulla di nulla. Due soli esempi: Alba
Parietti che non si è mai potuto sapere che cosa sappia fare e quante
lauree abbia in tasca, e Alessandro Cecchi Paone che ha condotto una
vita stentata finché si è ostinato a fare divulgazione scientifica;
quando si è dichiarato omosessuale e nemico giurato della Chiesa gli si
sono spalancate le porte di tutte le televisioni. E non possiamo
dimenticare Malgioglio, Platinette e Pippo Baudo come profeti del terzo
millennio (quest'ultimo anche del secondo).
Da un po’ di tempo ho trovato un compromesso: accendo la televisione
senza audio, così vedo le persone (e già è dura!), ma non sento le
scemenze e il turpiloquio.
Cosa ne dici: lo faccio lo stesso l’abbonamento alla TV?
Giuseppe Gamberini
P.S. - C'è una sola trasmissione che mi piace, ma mi vergogno a dirlo: è
"Art Attack".
Dal momento che lei è uno dei proprietari di questo giornale
dato che lo legge avrà capito la mia totale condivisione su quanto
scrive. Per il rinnovo del canone bisognerebbe girare la richiesta al
presidente del consiglio dei ministri, al proprietario delle massime tv
private, al proprietario della Rai, al proprietario del Milan Calcio, al
proprietario.....che ha dichiarato di augurarsi un calo degli abbonati
Rai, ma non mi sento, per amicizia nei suoi confronti, di consigliarle
questa “impervia” strada. Ho faticato tre anni, dopo la sua morte, per
non far pagare il canone a mia madre..
Arrigo Antonellini
Tanti tituli…no
complotti
Dopo il derby Mourinho, Moratti e Paolillo parlano di
sospetti, di venti contrari, di complotti… Negli ultimi 5 anni, l’Inter
ha vinto 4 scudetti di fila di cui tre con largo margine, ora vola verso
il quinto titolo, e hanno la spudoratezza di parlare di complotti. Ma
quali? Ridicolo. Figurati se il derby lo perdevano…..
Una sparata contro tutti, Milan in testa. L’episodio scatenante in
settimana è stato il cambio, voluto dalla Lega su “richiesta” di
Galliani, della data del recupero Fiorentina-Milan.
Ma le stesse accuse l’Inter non le lanciava già prima di Calciopoli? Ora
che Moggi è fuori dal gioco, vorrà dire che colui che organizzava quelle
cose poco chiare, è rimasto dentro......
E c’è un preciso fatto che manda all’aria tutte le lamentele e i
sospetti di cui il vertice nerazzurro accusa i presunti e anonimi
nemici: l’Inter vince in Italia, dove è convinta di essere bersagliata
dai complotti, invece perde in Europa, dove tutto dovrebbe essere
regolare…
Matito
MATERAZZI E IL
"PRESIDENTE"
Che
sia vero che all'Inter vogliano fare perdere il campionato riguarda
"solo" il mondo del calcio, ma che il giocatore di nazionalità italiana,
Materazzi, che gioca nel'Internazionale goda di immunità nei confronti
delle leggi dello Stato Italiano, riguarda tutti.
Già dal momento che per principio costituzionale, la legge è uguale per
tutti.
Perchè Materazzi non è stato arrestato per il reato che credo si chiami
(scusate l'ignoranza giuridica) villipendio delle Istituzioni? Come si
può impunemente offendere la più "alta" carica dello Stato, in termini
sostanziali non formali, il Presidente del Consiglio dei Ministri?
Addirittura farlo davanti a milioni di spettatori televisivi,
prendendolo in giro con una maschera carnevalesca che offende le
Istituzioni e per di più, dopo che il Presidente aveva perso!
Deridere un presidente di una squadra di calcio viene punito dalla
Federazione gioco calcio, ma il Milan gode dell'immunità che il suo
Presidente non può essere deriso.
A questo punto mi si confondono le idee, però! Ci deve essere un pò di
confusione nel nostro "strano" Paese, un pò di casino, mi consenta il
termine “Magnifico” Direttore, tra i ruoli......forse sto giocando con
il termine presidente, proprietario, padrone.......calcio, Tv,
Istituzioni: certo un discreto intreccio per chi guardasse da fuori!
Materazzi l'ha fatta franca perchè il Presidente del Milan (scusate
anche questa di ignoranza calcistica: è ancora Berlusconi il presidente
del suo Milan? ma il dato non è sostanziale) non era presente, domenica
sera, allo stadio, a godersi lo spettacolo.
Arrigo Antonellini
Processo breve?
Addio a Calciopoli...
Un lavoro di anni, tantissimi soldi spesi fra
intercettazioni e pedinamenti: ma adesso c'è il rischio che, se passerà
la riforma della giustizia con il processo breve, Calciopoli finisca nel
nulla. Il processo napoletano riprende a febbraio, gli ultimi testi
dell'accusa poi la sfilata dei tanti testi della difesa. Ma a giugno
potrebbe finire tutto nel nulla. Luciano Moggi, il principale imputato,
ha già detto che lui vuole essere giudicato e vuole difendersi. Ma non
dipenderà da lui….
Matito
Poi dicono
che.....
Anche
questa è bella grossa !! Quanto ci vorrà per avere un partito senza
ombre e la funzione pubblica senza il controllo diretto dei partiti ??
Ne vogliamo parlare ??
Giacomo Casadio
Le intercettazioni
Marino e la nomina a Bologna saltata per le primarie
Al telefono due medici del Sant’Orsola raccontano: si è schierato da
un’altra parte e gli hanno fatto il voltafaccia
L’attività di chirurgo di Ignazio Marino sarebbe stata ostacolata quando
decise di candidarsi alla segreteria del Partito democratico in
concorrenza con Pierluigi Bersani e Dario Franceschini. È quanto emerge
da alcune intercettazioni telefoniche di un'inchiesta giudiziaria
calabrese su tutt'altri temi. Alcuni dirigenti del Servizio sanitario
regionale dell'Emilia Romagna avrebbero montato un’azione di
boicottaggio ai danni del senatore Pd, chirurgo notissimo, uno dei
maestri del trapianto di fegato. L'obiettivo (raggiunto) era sbarrargli
le porte del S.Orsola-Malpighi, policlinico universitario nel cuore di
Bologna con un reparto all’avanguardia nei trapianti di fegato. Con il
S.Orsola, struttura pubblica, il medico aveva già raggiunto un’intesa.
«Marino arriva al S.Orsola», titolavano i giornali bolognesi a fine
aprile 2009. E c’era l’ok dell’assessore regionale alla Sanità, Giovanni
Bissoni (Pd). Poi, a luglio, la candidatura alle primarie del Pd. A quel
punto che cosa succede?Lo raccontano le intercettazioni captate in
un’inchiesta mille chilometri più a sud. Il pm Pierpaolo Bruni della
Procura di Crotone indagando su presunti illeciti nella realizzazione di
due centrali termoelettriche incappa nelle conversazioni «bolognesi»,
ritenute potenzialmente «apprezzabili» sotto il profilo penale. Dunque
potrebbe essere aperta un’inchiesta specifica. «Le conversazioni mettono
in risalto — scrive la procura crotonese — le azioni ostruzionistiche
che alcuni dirigenti dell’Azienda sanitaria di Bologna avrebbero posto
in essere nei confronti del senatore Ignazio Marino, candidato alle
primarie del Pd. In particolare non gli sarebbero stati perfezionati i
contratti che lo avrebbero legato, quale chirurgo, al policlinico S.
Orsola di Bologna, per essersi contrapposto all’onorevole Luigi Bersani
nella corsa all’elezione di segretario del Pd». Il telefono intercettato
è quello di Giuseppe Carchivi, commercialista originario di Crotone ma
con studio in provincia di Siena. È un professionista molto quotato e
con relazioni politiche ad alto livello. Il 25 agosto lo chiama un
«professore » (omettiamo il nome) chirurgo al S.Orsola.GIUSEPPE CARCHIVI:
«Io penso che sia rimasto molto male (Marino, ndr) per la questione di
Bologna»
PROFESSORE: «Sì, bè, non è che poi han detto no ...L’han rimandata,
capito? Però sono quei rinvii ... Lui c’è poco da fare, s’è schierato da
un’altra parte di dove stanno questi». La mattina del 20 agosto 2009 e
in altre occasioni il commercialista riceve telefonate da un numero
interno del S. Orsola. È un altro medico amico (identificato negli
atti), sempre chirurgo del policlinico, a stretto contatto con l’équipe
del professor Antonio Daniele Pinna direttore della chirurgia dei
trapianti di fegato e multiorgano, quella dove Ignazio Marino avrebbe
dovuto operare.
CHIRURGO (C): «... Ti volevo raccontare una cosa, successa la settimana
scorsa ... dopo lo schieramento politico di Marino ».
GIUSEPPE (G): «Eh Eh». C: «Hanno fatto il volta faccia (...) in sostanza
i vertici regionali, che come tu sai si sono schierati con Bersani, e
quindi Marino non è più gradito qua ... il mio direttore generale Cavina
(Augusto Cavina dg del S.Orsola, ndr) lo ha chiamato dicendogli
"sa...abbiamo difficoltà di sala operatoria, problemi di consiglio di
facoltà, sa che c’è un centrodestra molto forte a Bologna", pensa che
cazzate che gli ha raccontato ... io l’ho ascoltata la telefonata:
insomma, conclusione, gli ha detto che al momento non se ne fa niente. E
lui (Marino, ndr) m’ha detto: "ma allora adesso come faccio, io ho i
miei pazienti da operare...". Insomma lui è rimasto a piedi, non ha una
sala operatoria, con i pazienti da operare. Allora mi ha detto: "Mi devi
aiutare a trovare un’altra soluzione". Io che cazzo di soluzione gli
trovo, Giuseppe? Dove lo faccio operare, a casa mia? Non so come
aiutarlo perché, capisci, ha fatto una scelta politica che lo ha messo
in una certa luce con l’entourage di questa zona».
G: «Che tristezza».
C: «Eh, che tristezza, lo so però così è andata la storia. Ti ripeto, in
realtà ufficialmente non è mai stato detto questo. Ufficialmente è stato
detto che abbiamo problemi di sala operatoria, che le sale operatorie
sono troppo piene che ... insomma tutte cazzate, ovviamente, tutte
minchiate ...».
G: «A Siena potrei aiutarlo, ma Siena è come Bologna ... E Pinna
(direttore reparto trapianti, ndr), che dice?».
C: «Pinna ha detto che (Marino, ndr) ha fatto una mossa che gli ha
tagliato le gambe, Bissoni (assessore regionale alla Sanità, ndr) era
favorevolissimo all’operazione ».
G: «Ma come si può nella sanità italiana andare avanti?»
C: «Però è così, Giuseppe ... questo è uno che, si potrà dire tutto, ma
sicuramente il fegato lo sa trattare. Oh, e questi lo tagliano perché,
capito?, per fare le vendette trasversali. (...) È un’assurdità che un
chirurgo di quella portata non abbia una sala operatoria ... che c’ha i
malati che aspettano... Marino aveva in mano un contratto che doveva
solo essere controfirmato. E si è fermato tutto».
G: «E se lo controfirmasse?»
C: «Marino me l’ha detto: se devo venire al S.Orsola che c’è una guerra
nei miei confronti ... io mi troverò un altro posto ...Tra l’altro non
chiedeva manco un cazzo di soldi: s’era fatto un contratto da 1.500
euro... tu calcola che ogni ritenzione epatica che faceva Marino, il S.
Orsola intascava 25.000 euro e gliene dava 1.500...» (...)
G: «Renditi conto che qui siamo al paradosso ... andare ad aiutare il
Presidente della commissione d’inchiesta (sulla sanità pubblica, ndr),
uno dei migliori chirurghi al mondo, a trovare una sala operatoria.
(...) Io ne parlo con Ignazio, sarei per fare una rivoluzione ... questo
è uno scandalo nazionale».
Mario Gerevini
Sono troppo
“basso”
Caro
Marcello (prof.Savini, n.d.r.) intanto ti ringrazio sentitamente per il
tempo che hai voluto dedicare al nostro giornale con le righe che ci hai
mandato.
Relativamente agli interrogativi che poni non posso che dirti che non
avrai risposte da un direttore che, nemmeno se sale su una scala dei
pompieri, è all’altezza di rispondere.
Un Dio che tace. Una terrificante sequela di massacri che si aggiungono
alle epidemie e ai terremoti nella storia dell’umanità. Un Dio che
taciuto ad Auschwitz (ha parlato con la voce di padre Kolbe, “uccidete
me”, con i rischi di tanti cattolici che si sono adoperati per salvare
vite?) ed è stato muto testimone della strage di Haiti...
E il disegno intelligente di Dio?
Non posso darti risposte perchè la mia Fede mi dice che quel disegno è
per me incomprensibile.....
Un disegno nel quale la vita umana ha un valore diverso, una scala
diversa, da quella che uso io con la mia mente di uomo. La morte non è
un atto drammatico ma il ritorno a Lui? La mia di mente, mi dice che
queste migliaia di morti (non drammatiche per Lui??) stanno seminando
nell’Umanità, specie in quella dei paesi “ricchi”, in Italia, che ne ha
un bisogno drammatico come mai, il valore della Mondialità, della
fratellanza in Cristo per noi cattolici, della Solidarietà Universale,
negli anni dell’ecceso della difesa del “particulare” a tutti i livelli
(dalla “difesa” dei confini della “propia” casa, del “proprio”
quartiere, della “propria” nazione, della”propria” razza) del proprio
possedere, di fronte a miliardi di persone come noi, che soffrono la
fame.
“Le immagini del dramma di Haiti – dice il nuovo presidente delle Acli
di Lugo, la giovanissima Elena Ghiselli – hanno il “merito” di farci
sentire come non esiste il “nostro territorio”, la “nostra Italia”, ma
un solo Mondo....”
La teologia, il pensiero di Vito Mancuso, di Enzo Bianchi, il peccato
originale, la teodicea: dovrei salire ulteriori gradini di quella scala
che non mi è data.
Non posso che dirti che condivido pienamente lo sforzo per stringerci in
una forte “social catena”.
Infine, che condivido anch’io il dubbio che i mercanti non siano fuori
dal tempio, ma condividerai con me che anch’essi sono uomini come noi,
non certo divinità da adorare.............
Arrigo Antonellini
Amico Direttore
Anche
questa mattina, domenica 17 gennaio, ho ascoltato la trasmissione
radiofonica di Gabriella Caramore dedicata al profetismo e alla lettura
della Bibbia. Non sono credente, ma leggo il Vecchio e il Nuovo
Testamento dai quali non si può prescindere se si vuole tentare di
capire la cultura europea, in primis la letteratura e l’arte. Ho sempre
immaginato che Dante, mentre componeva la Commedia avesse sul tavolo la
Bibbia e l’Eneide.
Mi rivolgo al Direttore del periodico telematico cattolico di Lugo per
chiedere a lui o a qualche lettore una risposta, che non sia banale e
convenzionale, alla domanda che mi balza alla mente ogni volta che leggo
la Bibbia. Questo Dio che interviene nella storia dell’uomo, che parla,
condanna, esalta, abbatte e distrugge, che nelle vesti di Cristo
promette salvezza, da secoli tace. La storia dell’Occidente è una
terrificante sequela di massacri che si aggiungono alle epidemie e ai
terremoti. Dio ha taciuto ad Auschwitz ed stato ora muto testimone
dell’orrenda strage di Haiti.
Sappiamo chi sono stati i feroci aguzzini dei campi di concentramento e
di sterminio creati negli anni ’30 e ’40 nel cuore dell’Europa
cristiana. Allora la malvagità degli uomini fece le sue prove più
orrende. Ma chi ha la responsabilità di un orrendo terremoto? Non gli
uomini né Dio, il quale, se esiste, mostra di essere ben distante. Resta
immobile. E il disegno intelligente?
Io giudico la teologia un atto di grande superbia in quanto pretende,
posta l’esistenza di un dio creatore del mondo, di capirne le finalità,
l’operatività, la veste di salvatore. Tempo fa il teologo Vito Mancuso
si è difeso dall’accusa mossagli da un altro teologo di fama, Enzo
Bianchi, di essere gnostico. Nella sua difesa finì col chiedersi se ci
si salva dentro o fuori della Chiesa. Ma di quale salvezza i due teologi
cattolici parlavano? Salvezza da che cosa? Da chi? Perché? Verso quale
orizzonte?
Ma Dio, secondo Mancuso, Bianchi e tutti i credenti, non è il creatore
onnipotente e, dunque, anche di una natura matrigna, del male, della
malattia e della morte? I due sostengono che Dio vuole salvarci dal
peccato. Quale peccato? Quello originale? E cosa sarebbe il peccato
originale che macchia tutti fin dalla nascita? Non siamo davanti a una
mitologia? Francamente le elaborazioni teologiche, compresa la teodicea,
mi paiono semplici patetici tentativi di esorcizzare un dato
inoppugnabile: la condizione umana, tanto tragica da indurre gli esseri
umani da sempre a creare una divinità nella speranza di vincere la
morte.
Noi tutti dovremmo cercare di rendere meno tragica la nostra condizione
di fragilità stringendoci leopardianamente, ogni giorno, in una forte
“social catena”. Il messaggio cristiano di soccorso agli ultimi deve
prescindere dagli apparati di potere, dalla pompa, dalle cure mondane,
dalle manovre politiche, dalle cointeressenze economiche, dagli
sgargianti vestimenti, dai paramenti obsoleti dei quali si ammanta la
religione. Siamo certi che i mercanti siano fuori dal tempio?
Grazie dell’ospitalità e un saluto fraterno
Marcello Savini
Qualche
riferimento storico?
Vorrei
attirare la vostra attenzione su questo documento storico. Ci vedete
qualche riferimento attuale o è soltanto la mia immaginazione ?
Ho
evidenziato le parti più intriganti.
Scusate
il disturbo.
Giacomo
Casadio
-------------------------------------------
3
gennaio 1925, Discorso di Mussolini sul delitto Matteotti.
.........
Fu alla fine di quel mese, di quel mese che è segnato profondamente
nella mia vita, che io dissi: "voglio che ci sia la pace per il popolo
italiano"; e volevo stabilire la normalità della vita politica.
Ma come
si è risposto a questo mio principio? Prima di tutto, con la secessione
dell'Aventino, secessione anticostituzionale, nettamente rivoluzionaria.
Poi con una campagna giornalistica durata
nei mesi di giugno, luglio, agosto, campagna immonda e miserabile che ci
ha disonorato per tre mesi. Le più fantastiche, le più raccapriccianti,
le più macabre menzogne sono state affermate diffusamente su tutti i
giornali! C'era veramente un accesso di necrofilia! Si facevano
inquisizioni anche di quel che succede sotto terra: si inventava, si
sapeva di mentire, ma si mentiva.
E io
sono stato tranquillo, calmo, in mezzo a questa bufera, che sarà
ricordata da coloro che verranno dopo di noi con un senso di intima
vergogna.
.........
Ma poi,
o signori, quali farfalle andiamo a cercare sotto l'arco di Tito?
Ebbene, dichiaro qui, al cospetto di
questa Assemblea e al cospetto di tutto il popolo italiano, che io
assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto
quanto è avvenuto. Se le frasi più o meno storpiate bastano per
impiccare un uomo, fuori il palo e fuori la corda! Se il fascismo non è
stato che olio di ricino e manganello, e non invece una passione superba
della migliore gioventù italiana, a me la colpa!
Se il fascismo è stato un'associazione a
delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere!
Se
tutte le violenze sono state il risultato di un determinato clima
storico, politico e morale, ebbene a me la responsabilità di questo,
perché questo clima storico, politico e morale io l'ho creato con una
propaganda che va dall'intervento ad oggi.
.........
Ho
saggiato me stesso, e guardate che io non avrei fatto ricorso a quelle
misure se non fossero andati in gioco gli interessi della nazione.
Ma un popolo non rispetta un Governo che
si lascia vilipendere! Il popolo vuole specchiata la sua dignità nella
dignità del Governo, e il popolo, prima ancora che lo dicessi io, ha
detto: Basta! La misura è colma!
............
Signori!
Vi
siete fatte delle illusioni! Voi avete creduto che il fascismo fosse
finito perché io lo comprimevo, che fosse morto perché io lo castigavo e
poi avevo anche la crudeltà di dirlo. Ma se io mettessi la centesima
parte dell'energia che ho messo a comprimerlo, a scatenarlo, voi
vedreste allora.
Non ci sarà bisogno di questo, perché il Governo è abbastanza forte per
stroncare in pieno definitivamente la sedizione dell'Aventino. L'Italia,
o signori, vuole la pace, vuole la tranquillità, vuole la calma
laboriosa.
Noi, questa tranquillità, questa calma laboriosa gliela daremo con
l'amore, se è possibile, e con la forza, se sarà necessario.
Voi
state certi che nelle quarantott'ore successive a questo mio discorso,
la situazione sarà chiarita su tutta l'area. Tutti sappiamo che ciò che
ho in animo non è capriccio di persona, non è libidine di Governo, non è
passione ignobile, ma è soltanto amore sconfinato e possente per la
patria.
-------------------------------------
Il
giorno dopo scattava la fase dittatoriale del fascismo.
Haiti: Acli
Aderiscono A Raccolta Straordinaria Cei
Roma, 15 gennaio 2010 – Le Associazioni cristiane dei
lavoratori italiani esprimono il proprio cordoglio e sgomento per le
migliaia di vittime del catastrofico terremoto che ha colpito Haiti, ed
invitano i propri iscritti ad aderire con generosità alla raccolta
straordinaria indetta dalla Conferenza episcopale italiana per il 24
gennaio.
«La sciagura immane che ha colpito la popolazione di Haiti ci chiama in
causa tutti come esseri umani» afferma il presidente delle Acli Andrea
Olivero. «Un Paese già afflitto da una drammatica situazione di povertà
e dimenticato fino ad oggi dalla Comunità internazionale chiama oggi
tutto il mondo ad una gara eccezionale di solidarietà». «Il nostro
essere cattolici – aggiunge Olivero - ci spinge a sentirci pienamente
parte di un’umanità che non ha confini. Per questo invitiamo tutti ad
aderire con grande generosità alla raccolta straordinaria di fondi
indetta dalla nostra Chiesa per domenica 24 gennaio in tutte le
parrocchie italiane».
LUGO CITTA' DEL
TRICOLORE
Mi sembra veramente inverosimile che oggi appaia su
PavaglioneLugo.net una nota a proposito del Tricolore a firma Oriano
Casadio e Francesco Morini.
Che Oriano Casadio non sappia è ammissibile, ma non posso accettare che
Francesco Morini faccia finta di non sapere (amnesia politica?).
Da molti anni l'Amministrazione Comunale, con Unione Nazionale Ufficiali
in Congedo e il Lions Club di Lugo organizza nel mese di gennaio la
Festa del Tricolore, solitamente il primo sabato dopo il 7. Infatti il 7
gennaio di ogni anno gli eredi di Giuseppe Compagnoni vengono invitati a
Reggio Emilia, così come il Sindaco di Lugo e il Presidente dell'Unuci.
Le manifestazioni vengono svolte sempre nell'aula magna dell'Istituto G.
Compagnoni, dove il Prof. Francesco Morini insegna (forse sarà un caso
di omonomia?) e qualche volta si è svolta al Teatro Rossini.
Abbiamo per due volte invitato il Presidente della Camera a partecipare
alla nostra celebrazione: nel primo caso l'On. Violante mandò un
messaggio, ma non potè partecipare per la caduta del Governo, nel
secondo caso l'invito era stato rivolto all'On. Casini, ufficialmente ed
anche tramite amici, ma non ci fu nè la presenza e neppure un rigo.
Abbiamo avuto chiarissimi professori a condurre memorabili celebrazioni
nel teatro Rossini imbandierato con centinaia di Tricolori. Abbiamo
organizzato concerti, ma soprattutto abbiamo rivolto il nostro sforso
organizzativo verso gli studenti a cui abbiamo distribuito migliaia di
bandiere, confezionate con un cartoncino sulla vita di Giuseppe
Compagnoni e la storia del Tricolore.
Da più di quindici anni ci impegnamo a far conoscere la vita e le opere
del nostro concittadino e soprattutto a condividere con i giovani il
valore dei simboli della Patria.
Anche quest'anno sabato 23 gennaio nell'aula magna dell'Istituto G.
Compagnoni (Ragioneria per il Prof. Morini) si svolgerà la Festa del
Tricolore e naturalmente invitiamo la cittadinanza a partecipare.
Durante la mattinata verrà proiettato un elaborato informatico,
preparato dagli studenti guidati dalla Prof. Isa Casale, sulla storia
del Tricolore e la vita e le opere di Giuseppe Compagnoni.
Ai politici voglio ricordare che sono questi comportamenti a far
allontanare i cittadini dalla politica.
Guido Neri
Ma fa davvero
caldo?
Il freddo e la neve di questi giorni, potrebbero essere
erroneamente portati a pretesto per contestare le preoccupazioni degli
esperti sul clima del pianeta, che sta registrando un progressivo
aumento.
L’errore starebbe infatti nel riportare un dato di un solo anno,
all’interno di un trend che è invece calcolato su decine e decine di
anni.
Potrebbe sorgere però un dubbio che usi lo stesso metro di misura.
Un anno o qualche anno, hanno un peso assolutamente irrilevante se il
campo di osservazione è, ad esempio 100, 100 anni. Ma con la stesso
logica, che peso ha il trend di “soli” cento anni su una realtà, quella
dell’esistenza del pianeta dove viviamo, che si dice essere di milioni o
miliardi di anni?
Non è che gli studiosi pecchino di superbia, quando “pretendono” di fare
previsioni, potendo utilizzare la miopia dei pochissimi anni per i quali
possono disporre di dati, rispetto alla “vera” storia del pianeta? Non è
che abbiamo la superbia di non ricordarci che nelle storia del mondo,
noi, gli anni in cui viviamo, sono meno di una goccia nell’oceano, di un
chicco di sabbia nel deserto?
E se nella storia del mondo, a cicli di aumento della temperatura, se ne
fossero alternati altri, al contrario, di progressiva diminuzione della
temperatura?.E se il secondo secolo dopo Cristo fosse stato più freddo
per primo secolo dopo Cristo? Duemila anni prima? E se fra venti o
trent’anni, le condizioni climatiche iniziassero una di queste
ipotetiche fasi di progressivo raffreddamento? E se fosse il 2010
l’inizio di questa fase in controtendenza rispetto agli ultimi cento
anni.............
Arrigo Antonellini
Fasce di
reperibilità
Carissime \ Carissimi,
anche al fine di rispondere alle numerose richieste
pervenute, segnaliamo che allo stato attuale le fasce di reperibilità in
caso di assenza per malattia non sono mutate e restano pertanto dale ore
10,00 alle ore 12,00 e dalle ore 17,00 alle ore 19,00.
Tali fasce sono peraltro oggetto di un recentissimo Decreto
Ministeriale, emanato secondo quanto previsto dall’articolo 69 del D.LGS
150 del 2009, che le modifica e le amplia dalle ore 9,00 alle ore 13,00
e dalle ore 15,00 alle ore 18,00.
Come si legge anche nel sito della Funzione Pubblica, queste nuove fasce
entreranno in vigore solo 15 giorni dopo la pubblicazione del decreto
sulla Gazzetta Ufficiale, che non è ancora avvenuta e che sarà nostra
cura comunicarvi non appena ne avremo notizia.
La CISL Funzione Pubblica ha più volte ribadito la mancanza di
opportunità nell’intervenire legislativamente su questa materia,
alterando peraltro l’uniformità della normativa tra settore pubblico e
settore privato. Anche in questa occasione non possiamo che ribadire il
nostro giudizio negativo.
Ciò detto, entrando nel merito del testo del decreto, che al di là di
ogni opinione troverà presto applicazione, rileviamo favorevolmente
l'introduzione esplicita di alcune esclusioni dall’obbligo della
reperibilità che fino ad oggi erano state lasciate solo ad una
"definizione giudiziaria":
patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
infortuni sul lavoro;
malattie per le quali è stata riconosciuta la causa di servizio;
stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità
riconosciuta;
dipendenti nei confronti dei quali è stata già effettuata la visita
fiscale per il periodo di prognosi indicato nel certificato.
In allegato il testo del decreto non ancora pubblicato ed una tavola
sinottica che riepiloga l'evoluzione della normativa sull'argomento.
Cordiali saluti
La Segretria CISL Funzione Pubblica di Ravenna
C’era UNA VOLTA
un re…
Recentemente sono scomparsi in contemporanea due principi
reali, da appassionato di storia che sono mi sono informato tramite il
web della loro vita e delle loro famiglie; ho scoperto così quanto il
tempo sia passato...
1)Alessandro del Belgio era il terzo figlio di re Leopoldo III dei Belgi
e della regina Astrid di Svezia. Dopo la morte della moglie Astrid in un
incidente stradale, Leopoldo chiamò a corte come bambinaia dei sui tre
figli una certa Liliane de Rethy. Il re e la baby sitter si sposarono
mentre Leopoldo era tenuto in ostaggio da Hitler che aveva invaso il
Belgio . Il fatto che Leopoldo si preoccupasse più di sposarsi che non
del suo popolo gli costò, a guerra finita, il trono. Valeva la pena:
Liliane de Rethy era bellissima, ma il trono traballava. La sorella di
Leopoldo, Maria José, ultima regina d’Italia, andò da Hitler a perorare
la causa del fratello: pare che il Fuhrer ci abbia provato... lei
rifiutò e la guerra continuò. Oggi non si perde il trono nemmeno per una
escort.
2)Ferial d’Egitto era figlia del Re Faruk I, il quale quando venne
spodestato dal trono del Cairo, scelse di vivere tra Roma e Capri.
Ripudiò la madre di Ferial perché partoriva solo femmine. Amava il poker
e spesso chiudeva la mano mischiando le carte sul tavolo e sostenendo di
avere un punto superiore a quello mostrato dall’avversario. E
aggiungeva: parola di re. Nessuno poteva discutere quella parola: era il
lodo Faruk. Oggi re e presidenti continuano a mischiare le carte:
fortunatamente e democraticamente la loro parola è discussa. Il peggio è
che spesso è la loro parola ad essere discutibile.
Matito
LASCIAMO CRAXI
AL GIUDIZIO DELLA STORIA
Mi è difficile capire il senso di importare a Ravenna un
problema che
non ci riguarda e di cui non se ne sentiva il bisogno.
Per questo trovo singolare la proposta di intitolare una strada
cittadina all'on Bettino Craxi, in nome di un rinnovato impegno ad
abbassare i toni e per dare un segnale concreto di distensione e di
dialogo, appellandosi al grande spirito di apertura e confronto che
caratterizza da sempre la nostra città. Sulla questione, già aperta
tra mille polemiche dal sindaco di Milano, la penso esattamente come
Massimo Gramellini.
Uno Stato che non sia una sit-com fininvestiana, non può smentire se
stesso, intitolando siti pubblici alla stessa persona che ha
condannato in via definitiva, emettendo sentenza in nome del popolo
italiano, cioè in none se medesimo.
Che il Craxi statista abbia avuto dei meriti indiscutibili credo che
nessuno lo disconosca.
Ma credo anche che questo non sia sufficiente per dare un'aura di
martirio alla sua figura, che in ogni caso giganteggia rispetto alla
miseria politica nazionale e ai tanti nani che la popolano.
Allora rivedere la storia di quel periodo, non in senso revisionista
ma in quello di approfondimento critico, attraverso un convegno
incentrato sulla figura di Craxi, potrebbe essere un atto sensato e di
grande significato politico.
Ma per favore, lasciamo strade e piazze ad altri, soprattutto
incensurati. E per Ravenna pensiamo ai tanti ravennati che si sono
distinti, magari nel campo della ricerca, molto spesso guardati con
sufficienza e derisione dal mondo medico, e nella più totale
indifferenza delle istituzioni locali.
Per questo credo che sarebbe un bellissimo gesto di riconoscimento,
ancorché postumo, intitolare una strada cittadina alla memoria del
dott. Silvio Buzzi e lasciare l'on Bettino Craxi al giudizio della
storia.
Eugenio Fusignani
DALL'ATTENTATO,
ALL’ABBRACCIO
Scusi direttore, ma voglio tornarci sopra, su questa cosa
dell’”attentato” al Papa, dei “martiri” di questi ultimi giorni..
Prima, l’attentato al Presidente del Consiglio, che con il suo amore per
il prossimo ha assolto lo squilibrato e redento il mondo o, per lo meno,
il Bel Paese.
Poi quello al Papa, cui Berlusconi ha immediatamente inviato la sua
solidarietà di fratello nel martirio.
Un attentato che in un paio di giorni si è trasformato nel gesto di
un’altra squilibrata protesa a volerlo toccare, il Papa; così come
miliardi di persone, sane di mente, hanno fatto e fanno, protendendosi
dalle transenne nel momento del suo passaggio. La trasformazione di una
verità che era ampiamente scontata, anche solo guardando con oggettività
le immagini. Ma una oggettività che è volutamente mancata a chi
preferiva fare notizia, con un.... “attentato al Papa”.
Un’ennesima, orribile, ricerca del fare notizia, che ha privato miliardi
di persone dell’attenzione e della “necessaria” riflessione, sulle
straordinarie parole del Papa sulla solidarietà e sull’accoglienza, da
lui pronunciate nel suo messaggio al Mondo del giorno di Natale.
Ma quando mai la solidarietà aumenta l’audience o fa vendere giornali?
Il direttore di un “altro” giornale.
IL MINISTRO
BRUNETTA RIMETTE MANO ALLE FASCE DI REPERIBILITA’ PER MALATTIA
Da gennaio
entreranno in vigore le nuove fasce di reperibilità per malattia dei
dipendenti pubblici
E’ stato firmato dal ministro Brunetta il decreto
interministeriale (di cui alleghiamo il testo) che estende a 7 ore la
fascia di reperibilità in caso di visita di controllo; il provvedimento
sarà pubblicato la prossima settimana nella Gazzetta Ufficiale.
Si torna, quindi, nuovamente indietro sulle consistenza delle fasce di
reperibilità, riportate, quest'estate, a 4 ore, a seguito della
mobilitazione dei lavoratori.
La visita fiscale potrà essere fatta, la mattina, dalle ore 9 alle ore
13 e nel pomeriggio, dalle ore 15 alle ore 18. La misura, però, non
interesserà tutti i dipendenti pubblici malati: saranno, infatti,
previste eccezioni nei casi di malattie più gravi.
Toccherà, poi, al dottore inviare online il certificato medico all'Inps,
che lo girerà, sempre in via telematica, all'amministrazione di
appartenenza del dipendente in malattia.
In questa prima fase attuativa, consigliamo comunque di seguire anche la
procedura ordinaria di inoltro del certificato cartaceo.
FP CGIL Ravenna
MARTIRI
Non sarebbe stato "utile", NECESSARIO, che il 25 dicembre, i
media nazionali, avessero rilanciato agli italiani la "sollecitazione"
all'Accoglienza, alla Solidarietà, inviato dal Papa nel messaggio di
Natale, come PRIMA notizia?
La cronaca del gesto di una ragazza più o meno psicolabile che, quasi
certamente si è buttata per abbracciare il Papa, lo ha fatto scivolare e
ha provocato l'infortunio di un cardinale, ha influenza sulla vita degli
italiani e dei milioni di affamati che bussano alle nostre porte?
L'"attentato" (attentato?) al Papa, affiancato all'"attentato" al
Presidente del Consiglio, entrambi martiri, e a quello a Giovanni Paolo
II (!), è notizia che coinvolge il ricordo della venuta nel Mondo del
Salvatore? Era Natale, il 25 dicembre, per i media?
Arrigo Antonellini
Un Natale più
vero

Fa sempre una certa impressione vedere la propria città
sotto la neve.
I romagnoli non sono abituati a vedere le loro città coperte dal soffice
manto bianco e ovviamente non sono pronti a far fronte ai disagi che la
neve comporta.
In questi giorni nei luoghi di lavoro, nelle scuole e nei negozi ci sono
sicuramente meno persone del solito, ma si respira un clima comunque
piacevole.
Al di là delle difficoltà negli spostamenti, la neve mette sempre
allegria, rende il Natale più simile a quelli delle favole che eravamo
abituati ad ascoltare da bambini.
Alla fine la neve rappresenta una nota romantica che rende più dolce
questo periodo dell'anno.
Alessandro Antonellini
Lamentele
Carissimo Direttore,
scrivo a Lei, sperando che la rigiri a chi di dovere.
Con questa bellissima nevicata il nostro Sindaco o chi per Lui, si è
comportato veramente bene!!!
Nonostante che fossero vari giorni che si prevedesse questa situazione,
non si è visto neanche l' ombra di uno spargisale, ne in centro ne tanto
meno nelle strade periferiche rendendo quindi la viabilità sia
automobilistica che pedonale un vero inferno.
Penso che invece di pensare a quale souvenir fare della nostra Città
sarebbe meglio far si di viverci meglio e senza tanti problemi che
potevano essere evitati.
Grazie per l'attenzione e spero che in futuro questo inconveniente non
si ripeta nuovamente.
Stefania Zaccarini
Non le rispondo sul tema della neve: non mi schiero in questa ennesimo
dualismo tra chi lamenta disagi perché, “sindaco ladro”, nevica di
brutto! E chi lamenta mancanza di risorse finanziarie e ringrazia i
tanti che hanno lavorato di notte, a “quattro” soldi al mese.
Non mi iscrivo ad uno dei due partititi, che persino un fenomeno
neutrale come la neve o un terremoto, spacca in due tra chi si lamenta
(i senza tetto) e chi loda……………..
Mi fermo sul souvenir solo per sottolineare come su di lui la neve non
possa fortunatamente creare alcun disagio, né essere causa di spreco
dell’introvabile sale, visto che è frutto solo del sale della testa
della redazione.
Il direttore
Cartoline di
Lugo
Fra le immagini da immortalare nelle cartoline di Lugo si
potrebbe aggiungere quella della bellissima vetrata della chiesa di san
Gabriele che raffigura l’annunciazione?
A me piace moltissimo e penso che molti cittadini non l’abbiano mai
vista.
Bruna Marini
Dittatori e
comunisti
Secondo me la ragione di tutti questi viaggi strani del
nostro Premier tipo Bulgaria, Russia, Emirati Arabi, etc etc e ora
Bielorussia, anche in località segrete, è sempre la stessa, avere un pò
di topa lontano da occhi indiscreti (ora che non e’ più facile nemmeno
per lui farsi portare le escort in casa, a villa Certosa o a palazzo
Grazioli) e poco importa se deve lodare comunisti veri (in Italia si
riempie la bocca di nemici comunisti) o dittatori per anni isolati dalla
comunità internazionale.
Un amico... che viaggerebbe volentieri col Premier
Condanna
aggressione a Silvio Berlusconi
A nome dell'intero Gruppo Consiliare PdL di Lugo, intendo
esprimere la più convinta solidarietà al Presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi, vittima di un gesto di inqualificabile violenza, frutto del
clima di tensione e di odio che, da qualche tempo, alimenta,
avvelenandolo, lo scenario politico del nostro paese.Stigmatizzando con
fermezza la vile aggresssione rivolta al Premier, auspico che, al più
presto, il clima politico torni alla connotazione che gli è propria,
riscoprendo il civile confronto ed il dibattito democratico, veri
baluardi contro ogni spirale di violenza e di intolleranza.
Laura Baldinini
(Capogruppo PdL- Consiglio Comunale di Lugo)
L'aggressione di
Bersani
"Frutto del clima di tensione e di odio che, da qualche
tempo, alimenta, avvelenandolo, lo scenario politico del nostro paese":
la unanime dichiarazione di tutti gli esponenti del centro destra dopo
l'aggressione al Presidente del Consiglio.
Vediamo di analizzare la parole dal momento che tutti sanno farlo e la
prima cosa da fare quando si chiede di "abbassare i toni" è, appunto, in
primo luogo, iniziare dal misurare la parole, dall'usare quelle giuste.
La causa VERA, il mandante di quanto è successo, dice tutto il centro
destra, non è una persona mentalmente instabile, ma il "clima di
tensione e di odio". Il colpo dato al Presidente è stato "sparato" dal
clima di tensione e di odio.
Chi deve svolgere indagini, chi deve capire e guai se non fosse chiaro,
guai se la politica fosse ancora non chiara nemmeno su episodi come
questi, una volta resa nota la causa, il movente, ha il dovere di
individuare il colpevole. La domanda che deve essere fatta a chi, senza
alcuna incertezza ha individuato la causa, allora è: "chi è il
responsabile del clima di tensione e di odio? Perchè nel momento in cui
si dice con tanta veemenza qual è la causa, non si ha la correttezza di
esplicitare anche il colpevole? E' stato commesso davvero un delitto
gravissimo, solo su questo siamo tutti d'accordo, naturalmente sinistra
compresa. Di fronte ad un delitto non ci si può fermare a metà nelle
dichiarazioni, si ha l'obbligo di andare sino in fondo.
Non c'è un solo italiano che non pensi che quando il centro destra parla
di clima di tensione e di odio non ne attribuisca la causa a Bersani,
anche, a Bersani. Non si tira il sasso tirando indietro la mano. A
colpire Berlusconi è stato Bersani, il vero mandante sono state le forze
antidemocratiche del centro sinistra.
Alla faccia della tensione.............
Arrigo Antonellini
Al nuovo
Segretario del P.D.
Caro Bersani,
le scrivo per segnalarle il disagio di una persona più o meno sua
coetanea, ma anche la voglia di rimettere un po’ di ordine nei valori di
riferimento.
Ho vissuto negli anni '70 insieme alla generazione che sognava di
cambiare il mondo, ho frequentato i banchi del Consiglio Comunale della
mia città per circa 15 anni: un punto così basso, nella condizione
generale del nostro paese, non l'avevo mai visto!
Il livello medio "etico-morale" italiano non è mai stato così basso: si
organizzano comportamenti illeciti e poi si approvano leggi per farli
diventare condotte da imitare, si raccontano bugie e si vuol fare
credere pazzo chi non se le fila, si vende l'anima del paese e si fa
pensare che stiamo facendo passi avanti.
Mi sento abbastanza stanco e disilluso: auguro il successo a Lei e a
tutti coloro che si prenderanno sulle spalle la responsabilità di
provare ad invertire la rotta.
Secondo la mia filosofia di vita, è importante essere dei bravi
“mediani” come diceva Ligabue; dare il proprio contributo, magari un po’
di seconda fila, ma contribuire a far vincere la propria squadra: il
nostro paese.
Per il nostro paese perché, in ogni caso, sappia avviare un percorso che
ci faccia sentire orgogliosi di essere italiani, indipendentemente da
chi ci governerà: che valori condivisi possano tornare ad essere un
terreno di riconoscimento per tutti!
I migliori auguri a Lei e al Partito Democratico.
(Tommaso Moro)
Una domanda al
nuovo pastore Calderoli
L'altro ieri Calderoli celebrava riti pagani al dio PO
e matrimoni celtici,
poi è passato a benedire terreni con urina di suino.
Dopo di che Calderoli ha dato lezioni di interpretazione del Vangelo
e di pastorale al card. Tettamanzi.
Ma quando Calderoli si è convertito al cristianesimo?
I leghisti hanno dichiarato
che con il tricolore ci si pulivano il c**o.
I leghisti oggi sul tricolore
ci vogliono mettere la Croce.
Nel frattempo hanno almeno lavato il tricolore?
Lettera firmata.............
Giornate
mobilitazione PD
Le giornate del 12/13 e 19/20 dicembre sono, come sapete,
dedicate a una mobilitazione straordinaria del Partito Democratico
dell'Emilia Romagna.
Siamo, dunque, tutti coinvolti per animare i banchetti che allestiremo
nelle piazze, per tenere aperti i circoli, per diffondere i materiali di
"propaganda"
In particolare, per quanto riguarda Lugo città, i banchetti saranno
fatti n largo della Repubblica:
sabato 12 - 15.00/18.00; domenica 13 - 10.00/12.00, sabato 19 -
15.00/18.00 e domenica 20 - 10.00/12.00.
Inoltre, quasi tutti i circoli di Lugo staranno aperti sabato 19 (dalle
15.00 alle 17.00) e domenica 20 (dalle 10.00 alle 12.00) per cominciare
la campagna di tesseramento. Tutti i votanti alle primarie riceveranno,
nei prossimi giorni, una lettera in cui li ringraziamo per la
partecipazione e li invitiamo a recarsi, in queste due giornate, al loro
circolo.
Infine, sono molto ben accette idee e proposte per dare vita a momenti
di sensibilizzazione sui temi che ci stanno a cuore (giustizia, crisi
economica, enti locali, etc etc).
Certi della vostra disponibilità a darci una mano, vi salutiamo
cordialmente.
Alessandra Fiorini e Giacomo Baldini
Il tempo è
scaduto!
Sciopero generale dei comparti pubblici
Il perdurare di un atteggiamento di totale chiusura da parte del
Governo, il mancato finanziamento dei contratti in finanziaria, la
volontà del Governo di perseguire una linea che esclude il dialogo ed
impone le scelte, richiedono uno slancio nella lotta dei dipendenti
pubblici in difesa dei loro diritti, diritti messi in discussione dalla
legge 15 del Ministro Brunetta e dalla totale umiliazione della
democrazia sindacale.
L'11 dicembre 2009 la Funzione Pubblica Cgil effettuerà lo sciopero
generale di tutti i comparti pubblici!
La costante ricerca della sintesi unitaria con Cisl e Uil, ricerca
continuata anche in queste settimane, non ha dato ancora i suoi frutti.
In una tale situazione, una grande organizzazione come la Cgil, pur
continuando a perseguire il percorso unitario, non può sottrarsi alla
sua missione sindacale.
È per questo che l'11 Dicembre effettueremo uno sciopero generale di 8
ore di tutti i comparti pubblici, che culminerà in 3 manifestazioni
interregionali. La nostra manifestazione interregionale si terrà a
Milano da Porta venezia a Piazza Duomo.
-Per contrastare una legge finanziaria che non prevede i rinnovi dei
contratti pubblici.
-Contro il tagli del salario accessorio e le decurtazioni per assenza
per malattia.
-Per combattere la controriforma Brunetta che elimina i contratti
nazionali e mortifica il lavoro, per chiedere la sua abrogazione.
-Per il diritto al contratto nazionale e la stabilizzazione delle
lavoratrici e dei lavoratori precari in tutti i comparti pubblici.
-Per un incremento tabellare di 150 euro nel prossimo triennio.
-Per sostenere il ruolo delle Rsu e rivendicarne la convocazione delle
elezioni, per difendere la democrazia.
Partecipa allo Sciopero e alla manifestazione!!
comunica l’adesione Cgil di Ravenna 0544/244211-237-249
Cgil di Faenza 0546/699611
Cgil di Lugo 0545/913011
Cgil di Cervia 0544/973350
oppure invia una e-mail ra.fp@er.cgil.it
o fax 0544/34192
Partenze pullman
Ravenna ore 5.00 - Piazzale L. Vacchi
Cervia ore 4.40 - Via Ospedale (piazzale)
Lugo ore 5.00 - Piazza Garibaldi
Faenza ore 5.20 - Piazzale Pancrazi
FPCGIL Ravenna
Il Segretario Generale
Marinella Melandri
Cara
democratica, caro democratico,
vogliamo ringraziarti personalmente per aver partecipato il
25 ottobre alle elezioni primarie del PD. Una giornata straordinaria
nella quale oltre tre milioni di italiani si sono recati ai seggi per
sostenere, ancor prima dei singoli candidati, il progetto politico del
Partito Democratico.
Rinnovati gli organismi dirigenti, il PD è di nuovo in campo, con
concretezza e con tutti gli strumenti della buona politica, per
combattere al fianco dei cittadini e per costruire un’alternativa di
governo credibile e capace di rappresentare le tante energie positive
del Paese.
Come indicato dal segretario Pierluigi Bersani, il Partito Democratico è
un partito “dove c’è bisogno di tutti”.
In questa sfida difficile ma appassionante saremmo felici di poter
ancora contare sul tuo prezioso contributo.
Convinti che gli ingredienti della “buona politica” siano il confronto
costruttivo, il fare assieme e la partecipazione attiva dei cittadini,
ci preme informarti che il PD di Lugo sta per inaugurare la nuova
stagione di adesioni e il rinnovo del tesseramento.
Vorremmo poterci confrontare con te sugli argomenti che più ti stanno a
cuore e per questo abbiamo il piacere di invitarti presso le sedi del PD:
potremo così incontrarci e valutare come continuare assieme questa
nostra straordinaria avventura.
Puoi trovarci, sabato 19 (dalle 15.00 alle 17.00) e domenica 20 dicembre
(dalle 10.00 alle 12.00), nelle nostre sedi di:
Lugo Città - banchetto in largo della Repubblica e sede PD in corso
Matteotti 25
Belricetto – sede PD presso Casa del Popolo
Bizzuno (solo domenica mattina) – Casa del Popolo
S.Bernardino – presso centro civico
S.Lorenzo – sede PD presso Casa del Popolo
Voltana – sede PD presso Casa del Popolo
Aderisci al Partito Democratico… continuiamo insieme a costruire il
nostro futuro!
A presto
Alessandra Fiorini
Segretario Unione comunale Lugo
ALTRO CHE FUORI
ONDA...
Altro che fuori onda, c’è un’altra sparata di Fini ancora
più grossa: “In Italia c’è un bipolarismo al viagra”. Non poteva dire
cosa più cattiva, nei confronti del povero Silvio. Sarebbe stato meglio,
per il Cavaliere, che il suo amico-nemico gli avesse dato del mafioso, o
del ladro, o del comunista.
Ma dargli dell’utente di viagra: no, questo è troppo alle orecchie del
super-potente di Palazzo Grazioli, che si vanta di essere ancora «un
focoso ventenne».
Neppure Patrizia D’Addario s’era spinta a tanto. Anzi la escort narra di
un Cavaliere amatore instancabile al naturale e non chimico e grande
faticatore da letto che non ha bisogno di aiutini farmacologici. Anche
se ... racconta ancora Patrizia... «Ogni tanto, durante quella lunga
notte, il Presidente se ne andava in bagno e poi tornava nel letto. Più
aitante di prima e non si fermava un attimo».
E allora, forse, ha ragione Fini: «Bipolarismo al viagra»?
Un amico… che non fa uso
IL REATO DI
CLANDESTINITÀ
Caro direttore, fra gli innumerevoli lettori del tuo
interessante giornale c’è qualcuno che mi sa spiegare come funziona in
Italia l’espulsione per il reato di clandestinità?
Il mio interesse è dovuto ad un episodio che mi è capitato due anni fa e
che ora collego all’attualità.
Mi spiego: una mia zia novantenne aveva una “badante” moldava, giunta in
Italia clandestinamente (con un viaggio avventuroso e doloroso a bordo
di un tir). Si sono cercate tutte le vie possibili per regolarizzarla,
ma non ci siamo riusciti. La cosiddetta “sanatoria per le badanti” non
era ancora in vigore.
La signora era brava, buona, onesta e benvoluta da tutti coloro che
avevano occasione di avvicinarla,
Un giorno si sono presentate a casa di mia zia le forze dell’ordine che
hanno constatato e contestato alla moldava il reato di clandestinità; il
giorno dopo è stata rimpatriata e chi l’aveva ospitata ha subito una
denuncia alla quale ha fatto seguito, secondo le leggi vigenti, una
sanzione pecuniaria notevole, e, quel che è più grave, mia zia inferma e
bisognosa di assistenza continua è rimasta sola.
Ed ora vengo all’attualità: ieri sera dal programma televisivo “porta a
porta” sono venuta a sapere che l’ormai nota trans Natalie, che guadagna
dai 12 ai 15.000 euro esentasse (non 750 come la badante), era in Italia
clandestinamente da circa sette anni, aveva un contratto d’affitto, e
come lei/lui anche le altre/altri che si prostituiscono nelle nostre
città per il diletto dei nostri pagatissimi politici/amministratori.
Concludendo: forse le badanti sono troppo visibili, danno troppo
scandalo o sono troppo pagate?
E’ per questo che occorre rimpatriarle immediatamente?.
Ringrazio chi mi saprà rispondere.
PILLOLA RU486
VA APPLICATO ANCHE SUL NOSTRO TERRITORIO L’OBBLIGO DI RICOVERO
La delibera dell’Agenzia italiana del farmaco - Aifa - va
riformulata alla luce dei necessari orientamenti del ministro del
Welfare Maurizio Sacconi. Il ricovero ospedaliero con il diretto
controllo medico, unito ad una puntuale osservanza dei protocolli
clinici, devono rappresentare il percorso naturale per fornire la
massima sicurezza alla donna. Il delicato tema dell’aborto non può
essere ricondotto ad una mera prassi di taglio amministrativo; occorre
puntare, invece, sulla tutela e sulla promozione della cultura di
accoglienza della vita garantendo alla donna un’adeguata assistenza.
Sulla questione si sta facendo molta confusione arrivando addirittura ad
insistere come la pillola del giorno dopo non sia da considerare
abortiva e che tale “modalità chimica” sia diversa e preferibile a
quella chirurgica, invece di affermare con chiarezza che il tipo di
aborto resta in ogni caso un metodo di eliminazione di un essere umano.
Numerosi sono i motivi per evitare l’uso della pillola Ru486, perché ad
ogni modo si tratta di un metodo abortivo molto pericoloso che non
consente una riflessione adeguata alla donna dovendo assumere il farmaco
in modo semplice e rapido entro le prime settimane. In altri termini si
correva il rischio che tale metodo potesse rappresentare un sistema
routinario deresponsabilizzante, che mortifica la donna rendendola
particolarmente sola nella gestione dell’aborto. Di qui l’opportuno
intervento teso a rendere obbligatorio il regime di ricovero in ospedale
sotto il diretto controllo medico.
Su questo tema servono riflessioni approfondite volte ad aumentare
l’informazione e la prevenzione senza perdere di mira la tutela della
salute della donna ed il diritto alla vita del feto.
Gianfranco Spadoni
consigliere comunale di Ravenna
IL PENTITO:
INFAME OD EROE?
Strana condizione quella del pentito di mafia, altrimenti
detto collaboratore di giustizia. Quando permette con le sue indicazioni
di arrestare l’ennesimo latitante viene salutato come un prezioso
strumento di lotta al crimine organizzato che dimostra la mirabile
efficacia del governo. Quando denuncia qualche personaggio della
politica e del potere, come per esempio un Dell’Utri o un Cosentino, è
uno infame in combutta con le toghe rosse. Aiuto, a quale versione devo
credere?
Un amico
IL PRESIDENTE
DELLE ACLI SUL PROCESSO BREVE
"Questa legge
danneggia i piu' poveri. Più fondi per la giustizia"
Il presidente delle, Acli, Andrea Olivero, si schiera
"Processo breve, un passo indietro
tutti i cittadini sono uguali" di Vladimiro Polchi
ROMA - "Sarà nostro compito vigilare affinché tutti i
cittadini si rendano conto della posta in gioco e del rischio che
vengano di fatto condonati reati lesivi dei diritti di tutti". Andrea
Olivero, presidente nazionale delle Acli (Associazioni cristiane dei
lavoratori italiani: oltre 980mila iscritti, 4.500 circoli) è un
moderato per eccellenza. Ma sulla riforma del processo breve il suo
giudizio è radicale: "E' un grave passo indietro nel rispetto del
principio di eguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge".
L'intento, dichiarato, del disegno di legge è però solo quello
d'accorciare i tempi dei processi.
"Sull'intento siamo tutti d'accordo. I guai della giustizia italiana li
conosciamo bene e siamo i primi a voler tempi brevi e giusti. Ma qui si
fa ben altro".
Cosa?
"Accelerare in corsa i tempi della prescrizione è pericolosissimo per la
giustizia. Perché questo progetto va a colpire solo i cittadini più
poveri che non hanno mezzi adeguati, mentre da sempre i potenti e la
malavita organizzata hanno fatto dell'allungamento dei tempi dei
processi e dell'utilizzo sofisticato delle tecniche processuali, il
perno della loro strategia ai fini del raggiungimento della
prescrizione. Insomma, siamo dinnanzi a un passo indietro
nell'eguaglianza di tutti cittadini".
Le nuove norme varranno solo per alcuni reati. Vede in questo
un'ulteriore discriminazione?
"Certo, si accelera la prescrizione per reati molto rilevanti come la
corruzione, in un Paese come il nostro caratterizzato da un sistema di
corruttela molto diffuso nella pubblica amministrazione: non è
accettabile garantire ora una sorta di impunità. D'altro canto,
attualmente si esclude dalla riforma il reato d'immigrazione
clandestina, cadendo così nel ridicolo.
Ma bisogna stare molto attenti: l'opinione pubblica vede la
problematicità dell'immigrazione, ma non dimentica certo la corruzione,
la truffa-Parmalat, la tragedia della Thyssen. Anche per questo, le Acli
sono preoccupate dello stato di salute della legalità in Italia".
Ci spieghi meglio.
"Non possiamo dimenticare lo scudo fiscale, con capitali consistenti che
stanno rientrando dall'estero e con i loro titolari che mantengono
l'anonimato. Proprio da noi, che siamo il Paese dei grandi capitali in
mano alle mafie. La nostra preoccupazione cresce: ci vuole una riforma
della giustizia, ma senza condoni di fatto".
Che tipo di riforma, allora?
"Più mezzi, più organici e più risorse. Chiediamo uno sforzo
straordinario per la giustizia. Noi vogliamo avere più giustizia. Il
governo invece fa il contrario: una riforma svincolata dagli
investimenti significa infatti meno giustizia".
Andrea Olivero
PDL
I lanci di agenzia dal conclave del Pdl riportano il diktat
del Premier: «Chi non è d’accordo sulle decisioni prese a
maggioranza è fuori dal partito».
Ma non è il Popolo della libertà?
Un amico
LETTERA AL
DIRETTORE
Caro Direttore,
ho appreso dal telegiornale regionale che a Medicina
domenica 22 sotto il Voltone del Comune sono state
distribuite gratuitamente dai volontari di Legambiente
tantissime piantine per siepi e per alberature, con il
patrocinio e il contributo del Comune. Sarebbe bella
un'analoga iniziativa per Lugo, che diventerebbe ancora più
vivibile e più vicina al motto: più clorofilla e meno
effetto serra. Ci posso sperare?
Confidando nella certezza che l'Amministrazione legga questo
giornale, saluto assieme a Lei tutti i Lughesi
Lucia Baldini
IL DUCA DI LUGO
Da
qualche giorno su tutti i giornali del mondo si parla del
Duca di Lugo.
No, non siamo tornati ai tempi antichi.
E Lugo, dove signoreggiarono i Conti di Cunio prima e gli
Estensi poi, non è
stata retrocessa , come potrebbe sembrare, da libero Comune,
fiorente centro di attrazione economico e commerciale della
Bassa Romagna, a livello di feudo.
La Lugo, di cui in questi giorni si stanno largamente
occupando le cronache giornalistiche, non è la nostra,
quella del Pavaglione, bensi’ una città un po’ piu’ popolata
(sfiora gli 85 mila abitanti) della Galizia, una regione
della Spagna.
Da tempo non è più moda consultare il Gotha, il secolare
annuario della nobiltà europea.
Forse non si pubblica nemmeno più.
Ma forse basta Internet.
Dove si può trovare conferma del fatto che la Lugo spagnola
sarebbe diventata ducato una quindicina di anni or sono
quando Elena di Borbone, primogenita del re di Spagna,
decise di convolare a nozze con Jaime de Marichalar.
Un affascinante aristocratico basco cui il futuro suocero
volle conferire subito un più altisonante titolo nobiliare:
duca di Lugo.
Il matrimonio è ora entrato in crisi, si va rapidamente
verso la separazione.
Ma anche, a quanto pare, verso la revocazione della relativa
nomina.
Poco male.
Ormai cosi’ va il mondo.
Viene spontanea, comunque una domanda.
I due (il duca e la duchessa di Lugo) hanno avuto due figli
: Felipe Juan che ora ha 11 anni e Victoria Federica di 9.
Se il titolo viene revocato al padre che cosa accadrà ?
I due nipoti del re di Spagna saranno degradati al rango di
“non nobili” ?
Oppure, visto che la loro madre, l’ Infanta Elena ,
continuerà, malgrado tutto, ad occupare uno dei primi posti
nella graduatoria per la successione al trono Spagna (tra
l’altro anche il fratello Filippo, principe ereditario, si è
sposato , un po’ morganaticamente con Letizia Ortiz, ormai
ex conduttrice televisiva) verranno rinobilitati con altri
adeguati riconoscimenti di portata araldica?
Nel nostro continente l’istituto monarchico pare avviato da
tempo verso il viale del tramonto.
Trascinando con se istituzioni ancora più antiche.
La nostra Costituzione ha da tempo abolito i titoli
nobiliari.
Tuttavia un emendamento ha consentito, e probabilmente
consente ancora, la possibilità di integrare nei cognomi
anche i predicati nobiliari.
I titoli feudali, i più antichi, i più aristocratici, i più
duri, i più militareschi.
E penalizzando, invece, quelle che furono a suo tempo le
ascrizioni ai vari patriziati cittadini che premiavano,
molto spesso, coloro che avevano operato al servizio della
comunità.
Ne fu un esempio la Repubblica Romana.
D’altronde è abbastanza evidente come anche nella Lugo dei
nostri tempi, quella di Romagna, dove peraltro forse non si
sa più chi fosse Uguccione della Fagiuola, cui sarebbe
dovuta la Rocca che protegge il Pavaglione, non si è spenta
del tutto la memoria dei Biancoli, degli Emaldi, dei
Manzoni, dei Marescotti, dei Ricci Curbastro.
Il patriziato di una comunità nella quale è sempre stato
vivo il culto di un Impegno civile.
Costantino Cavallini
LA
RISTRUTTURAZIONE DI VILLA MALERBI
’Pubblichiamo anche se con “grave” ritardo per motivi
tecnici di cui ci scusiamo, le informazioni fornite dal
Sindaco di Lugo al sig. Giorgio Fugattini, relative alla
ristrutturazione di Villa Malerbi.
Il direttore
Lugo, 4 novembre 2009
Al Sig. Fugattini Giorgio
Via Wagner, 1
Lugo
Egregio sig. Fugattini,
desidero risponderLe in merito alla questione posta nella
lettera che ha inviato al direttore di PavaglioneLugo.net e
riguardante la situazione della ristrutturazione di Villa
Malerbi.
Premetto che l’Amministrazione Comunale di Lugo tiene
particolarmente al recupero del complesso monumentale di
Villa Malerbi che da oltre due secoli è considerata una
istituzione culturale di rilievo ed un’eccellenza
architettonica della Città per il peso culturale
dell’Istituto e la didattica insegnata, per la sua storia,
per il prestigio delle personalità artistiche che ne hanno
fatto parte in qualità di docenti e per i numerosi musicisti
che qui hanno intrapreso la loro formazione musicale. Allo
scopo di una maggiore chiarezza ritengo opportuno
illustrarLe sinteticamente, di seguito, lo stato dell’arte
della progettazione e dei lavori già realizzati, e
puntualizzare che la suddivisione del cantiere in più
stralci esecutivi con importi relativamente contenuti, ha
determinato e determina l’inevitabile dilatazione dei tempi
complessivi dell’intervento generale legati alla
progettazione, appalto, esecuzione e collaudo delle opere
rientranti nei singoli lotti.
Convengo con Lei che i tempi di recupero vanno oltre la
programmazione iniziale. Tale situazione è determinata dalle
risapute problematiche economico/finanziarie che in questi
ultimi anni hanno penalizzato enormemente gli investimenti
degli Enti Locali ed all’obbligatorio rispetto del patto di
stabilità, ovviamente con ricadute negative sui progetti
delle Aministrazioni.
Il progetto complessivo di restauro e riuso del complesso
monumentale “Villa Malerbi” mira a raggiungere due
obiettivi: da un lato assicurare la conservazione
dell’edificio principale “Villa”, della sua dependance
“Studio d’Artista” e del giardino di pertinenza, dall’altro
il riuso integrale dell’immobile mantenendo la destinazione
a Centro Musica con particolare attenzione al miglioramento
acustico di ogni corpo di fabbrica e di ogni singolo
ambiente interno. Al piano terra troveranno ubicazione
diversi ambienti dedicati alle ricerche musicali alla
biblioteca, ad un ampio spazio polivalente per incontri,
saggi musicali etc.; al piano primo la parte amministrativa
e le aule didattico/musicali al secondo altre aule e la
“sala teatro” con il soffitto decorato. L’intervento
generale comprende più approfondimenti progettuali nonché
diversi stralci esecutivi di opere, il primo già ultimato e
collaudato ha comportato il consolidamento complessivo della
Villa migliorandone il comportamento antisismico con opere
di rinforzo delle fondazioni, dei solai e delle murature
portanti nonché realizzando lavorazioni puntuali di
consolidamento quali il rinforzo di archi e volte in
muratura con impiego di componenti in fibre di carbonio.
Inoltre nell’ambito dei lavori del I° lotto si è provveduto
alla completa ristrutturazione del sistema della copertura
della Villa, articolato in più corpi di fabbrica collegati
fra loro nonchè all’intonacatura e dipintura quasi completa
delle facciate esterne della Villa stessa. Il II° lotto, in
corso di collaudo, ha interessato il consolidamento
strutturale, fondazioni, solai e murature portanti con il
completo ripristino del tetto del corpo di fabbrica annesso,
dependance, nonchè la messa in opera di ulteriori opere
edili all’interno del corpo principale della Villa. Il primo
lotto ha comportato un impegno finanziario di 516.000,00
Euro, il secondo di 405.000,00 Euro, costi comprensivi di
IVA e spese generali. Attualmente è in corso la
progettazione esecutiva di un terzo lotto dell’importo
complessivo di €. 1.000.000,00 di cui €. 350.000,00 concessi
dalla regione Emilia Romagna.
Il progetto relativo al terzo stralcio, i cui lavori
inizieranno nel primo semestre 2010, prevede la
realizzazione di ulteriori opere di consolidamento
strutturale, la realizzazione di lavorazioni impiantistiche,
l’abbattimento delle barriere architettoniche mediante
l’istallazione dell’impianto ascensore, la realizzazione di
alcune opere di restauro relative alle aggettivazioni
decorative nelle zone in maggior stato d’avanzamento dei
lavori, ad esempio il recupero del soffitto dello spazio al
secondo piano “sala - teatro”, la cui spazialità è stata
integralmente ripristinata in occasione delle opere
realizzate nell’ambito dei lotti precedenti, ambiente che si
affaccia verso sud mediante l’apertura tripartita presente
nella parte centrale della facciata che qualifica e
caratterizza il prospetto principale della Villa. I lavori
del terzo lotto, escludendo eventuali imprevisti comunque da
ritenersi realisticamente fisiologici per interventi di
ristrutturazione come quello in esame, hanno come obiettivo
l’ultimazione del recupero dell’intero piano primo.
Credo di aver esposto con chiarezza la situazione e con ciò
di aver risposto alla Sua domanda. L’Amministrazione ha
fatto in questi anni ciò che sta nelle sue possibilità. Per
il resto si deve prendere atto che tira aria non favorevole
alle Autonomie Locali. Lo si evince dalla vicenda Malerbi e
da tanti altri progetti ritardati o rinviati per effetto di
scelte non dipendenti dalla nostra volontà. Ma questo, come
si dice, è un’altra storia….
Con cordialità.
Il Sindaco
Raffaele Cortesi
Sorridere,
sempre!
E’ stato il rappresentante del popolo italiano, il suo
Presidente Silvio Berlusconi, a presiedere, a Roma, il
vertice nazionale della FAO, l’organizzazione che si occupa
della fame del Mondo. Un Berlusconi in gran forma, come
sempre, con il sorriso sulle labbra.
Avete mai confrontato il suo modo di presentarsi agli
elettori, rispetto a quello dei leaders della sinistra,
serio, “composto”, impegnati al cellulare o a prendere
appunti?
Ai membri della FAO Berlusconi ha regalato una battuta su
Carlo Marx (“Lavoratori di tutto il mondo, scusatemi”) ed
altre amenità, nel dare la parola agli ospiti.
Una parola avente per tema la morte di un bimbo, per fame,
ogni cinque secondi…..
Ma l’Italia, è il bel Paese!
Arrigo Antonellini
Un altro
partito???
Sembra davvero impazzita la politica del nostro "bel paese".
Con miloni di italiani che soffrono della "influenza B", la
malattia della terza settimana che sembra non avere vaccini
preventivi, il come fare nei dieci giorni che ancora mancano
allo stipendio per chi ce l'ha ancora, il Governo propone
ANCORA provvedimenti per liberare il presidente del
consiglio dai suoi problemi con la giustizia, dopo la
bocciatura del lodo Alfano, mentre qualche illuste esponente
della pazza politica italiana fonda un nuovo partito. E lo
fa chi di partiti ne ha già frequentato una decina.
Non basta dire, "chi se ne frega". E' infatti un segnale
troppo pesante di quanto si stia allargando il baratro tra
politici e cittadini.
Un partito in più è destinato a far aumentare il numero di
coloro che non vanno più a votare, più di un italiano su
quattro. Un'operazione, fondare un partito con schede
elettorali come lenzuoli con dozzine di simboli, dovrebbe
essere considearto un reato, visto che si vuole parlare di
giustizia..........
Arrigo Antonellini
I lavori di
ristrutturazione del Malerbi
Le scrivo per comunicarle che in seguito al mio quesito
sulla ristrutturazione del Malerbi (inviato a nuora perché
suocera intenda), ho ricevuto una lettera di risposta
inviatami dal Sindaco di Lugo. Nella lettera si riconosce
che i tempi si sono allungati, si fa un elenco dettagliato
dei lavori già fatti e degli importi dei lavori eseguiti e
si dice che entro il primo semestre 2010 ripartiranno i
lavori con l’obbiettivo di terminare il recupero del primo
piano. Non è chiaro, quindi, quando i nostri ragazzi
potranno ritornare a fare lezione nello storico stabile.
Mi sembrava doveroso informarvi di questo. Buon lavoro.
Giorgio Fugattini
“Suocera” intende, se “nuora” è un soggetto “autorevole”!!?
Ci piace essere utili: ci siamo solo per questo, leggeteci e
fateci leggere, lo saremo sempre di più.
Nel merito, con l’occasione, ringraziamo il Sindaco per
darci la possibilità di dare la notizia che i lavori
riprenderanno entro il primo semestre del prossimo anno.
Ma ripetiamo ancora una volta: sbagliato dare informazioni,
specie da parte degli organi politici e non di quelli
tecnici, sui tempi di consegna ai cittadini-proprietari di
opere pubbliche, se non relativi a tempi ASSOLUTAMENTE certi
e indipendenti da qualsiasi evento o situazione esterna, di
qualsiasi tipo. Necessario assumersi in toto la
responsabilità di tempi annunciati e non rispettati.
Il direttore
UNA PRESA IN
GIRO
lo so che il titolo della mia lettera non è affatto
originale, ma mi pare il più rispondente al vero.
I "nostri" parlamentari, scelti con una legge elettorale
"infame" grazie alla quale sono stati i segretari dei
partiti a mettere i candidati in un ordine che garantisse
l'elezione degli "amici", si sottopongono a un esame di
vetro, trasparente: hanno preso l'iniziativa di far sapere
al popolo, che, loro, non si drogano.
Peccato che qualsiasi medico condotto, con tutto rispetto,
sia in grado di dire che trattasi di una burla, dal momento
che basta un'astensione di pochi giorni, per risultare
puliti.
Solo due considerazioni.
La prima è che il vero esempio che i parlamentari danno al
popolo è quello che risulta utile "prendere per il cu...".
La seconda, la soddisfazione che per tre o quattro o giorni,
gli "interessati", ammesso che ce ne siano perchè non è
certo questo ciò che voglio "immaginare", dovranno
astenersi......
Arrigo Antonellini
UNA SQUADRA
SPECIALE
Alè alè forza Fusignanè!
Questa è la frase che pronunciamo a fine allenamento.
Voi penserete che la squadra di minibasket in cui mi alleno
sia come le altre, beh, si pensate questo vi sbagliate. C’è
qualcosa che la rende speciale, ogni allenamento lo
trasformiamo in gioco, secondo me questo accade grazie a
tutti i miei compagni ed ai miei allenatori, Gemi e Fede
Proprio perché siamo tutti diversi formiamo un magnifico
gruppo. Assieme, siamo come un puzzle e ognuno di noi è un
pezzo importante: c’è chi non sbaglia un canestro, chi sa
passare la palla attorno alle gambe velocissimo, chi riesce
a rubare sempre il pallone e fare bei passaggi.
Gemi e Fede ci insegnano la tecnica, le regole, ci
consigliano, correggono i nostri errori, scherzano, ci
strapazzano e fanno battute divertenti, però sempre meglio
non farli arrabbiare .
Continuerei a raccontarvi cosa sappiamo fare, ma fate prima
a venire alle nostre partite, tifando Alè Alè FORZA FUSG!!!
P.S.: Ci hanno insegnato che non importa vincere ma
divertirsi insieme!
Valeria Scuola Basket Fusignano
Allenamenti: Pulcini, nati nel 2003 – 2004 lunedì e giovedì
dalle 17,00 alle 18,00 palestrina delle Scuole Medie;
Scoiattoli, nati nel 2001 – 2002 lunedì e giovedì dalle
18,00 alle 19,00 palestrina delle Scuole Medie;
Aquilotti, nati nel 2000 lunedì e giovedì dalle 19,00 alle
20,00 palestrina delle Scuole Medie;
Esordienti, nati nel 1998 – 1999 martedì e venerdì dalle
18,30 alle 20,00 Palasport di Fusignano;
Under 14, nati nel 1996 – 1997 lunedì dalle 15,30 alle
16,30, martedì e venerdì dalle 17,00 alle 18,30 Palasport di
Fusignano.
Per informazioni: Andrea Geminiani 338 4546993.
RUTELLI? CHI ERA
COSTUI ?
Mettiamo
la foto così a qualche lettore potrebbe venire in mente chi
è!
Sì, perché una delle cose che ha avuto i titoli dei
giornali, riguarda questo signore, la sua decisione di
cambiare partito per la decima volta...
Ma il tema è: "Che me ne frega a me?"
Sembra, mi pare di aver sentito dire, che se ne parla perché
il tema sarebbe quanti voti perderà il PD, il mio partito,
con la sua dipartita.
Ho provato a fare un'indagine campionaria con i miei scarsi
mezzi. Ho chiesto a una ventina di votanti Pd se cambierà
voto a seguito di questo terremoto politico dell'undicesimo
cambio d partito di Rutelli. Non ne ho trovato uno che mi
abbia detto di sì, e dire che come è noto, il campione era
quello giusto, quello dei cattolici del Pd; non ne ho
trovato uno che mi abbia detto che nel PD si sentirà nudo,
dopo la dipartita di Rutelli.
Parlo di questo non perché mi interessi Rutelli (forse si
sarà capito) ma perché mi interessa quella cronaca politica,
quei commentatori politici, che ancora pensano che, come
succedeva negli anno Novanta, ci siano persone in grado di
spostare, con le loro scelte, migliaia di voti. Una cronaca
politica che ancora pensa che ci sia chi vota PD, perché
Rutelli vota PD!? Dico Rutelli ma potrei dire Fassino o
Franceschini o chiunque altro.
Il mondo cambia velocemente, velocemente cambiano usi e
costumi, ma i commentatori politici, come i politici, sono
ancora quelli di trent'anni fa.
Con l'uscita di Rutelli il Pd perderà 12 voti, amici,
parenti e il portaborse. Forse invece saranno tredici quelli
che non votavano Pd perchè c'era il NOSTRO candidato a
sindaco di Roma, e che ora voteranno PD. Ma soprattutto ci
saranno migliaia di persone che continueranno a votare Pd,
più convinti!
Bastava non intervistarlo, visto che la sua scelta interessa
dodici persone, bastava lasciarlo ad un suo comunicato
stampa. Quand'è che i media parleranno di ciò che interessa
davvero la gente; quand'è che il governo farà ciò che
interessa la gente, piuttosto che pensare solo al rischio
dei tribunali?.
Arrigo Antonellini
PRATICHIAMO
ANCORA LA GIOIA
“Eravano una , due , tre
persone in qualche comune , ed abbiamo fatto in realtà l'impossibile,
non solo per i mezzi a disposizione ma anche per il tempo! Eravamo da
soli, dobbiamo rendercene conto, e dall'altra parte una macchina
consolidata con i tanti volontari che ovviamente parlavano per espandere
il proprio pensiero. Tutti gli amministratori contro, la Tv inesistente
se non nell'ultima settimana per Marino, tutti i big a fare iniziative
A Cotignola sono andata in giro solo venerdì e sabato, fra lavoro ecc
ecc ecc, e fra i giovani che ho incontrato ed avuto occasione di parlare
, circa una decina , otto sono venuti, fra cui 3 sedicenni! Ho parlato
anche con gli immigrati che incontravo, sono venuti in 9!
Io credo che non dobbiamo disperderci, non per fare ovviamente corrente
alcuna, ma per lavorare sul pezzo, cioè sugli argomenti che ci
interessano ed espandere tali argomenti in modo che questo seme non vada
perso , fare iniziative, politica! Dedicare tempo ad intercettare i
tanti che vorrebbero il Pd che vogliamo noi, anzi farlo proprio
diventare come vogliamo, ma sopratutto ritrovare la gioia, si la gioia
di esserci e della speranza anche per una socialità diversa, come
abbiamo avuto in questo ultimo mese!
Pensa sono stata avvicinata da un babbo, mi ha detto mio figlio sta
dando la maturità, vorrebbe partecipare lo sento che gli interessa ma
non trova interlocutori, è più verso Grillo, magari se organizzate
qualcosa chiamatelo!
C'è tanta tanta tanta energia!
E’ stata una prova che la base può contare, che il pulito c'è, ed il
pulito ha vinto, anche rischiando, anche rischiando un insuccesso
elettorale che in realtà non c'è stato!!!!
Io penso ok riposiamoci ma poi ripartiamo, con calma , con ritmi "umani"
, ma pratichiamo ancora la gioia!
Un sostenitore della “novità Marino”
SERVIZI PUBBLICI
DI QUALITÀ
Un grande tavolo di confronto
con governo, regioni e autonomie locali per discutere di come
riorganizzare la macchina pubblica e offrire servizi pubblici più
efficienti ed avanzati ai cittadini e alle imprese. Questa la richiesta
di Carlo Podda (Fp Cgil), Giovanni Faverin (Cisl Fp), Giovanni Toluccio
(Uil Fpl) che si dicono convinti della necessità di puntare sulla
partecipazione dei lavoratori e sul coinvolgimento di tutti gli
stakeholder affinché ci sia rinnovamento vero. Un confronto sui modelli
organizzativi, sulle professionalità, sugli spazi di innovazione per una
risposta adeguata ai nuovi bisogni del Paese.
Per questo Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Fpl hanno inviato congiuntamente al
Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Silvio Berlusconi, al
Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, ed al
Presidente dell'Anci, Sergio Chiamparino, una lettera in cui chiedono
formalmente che l'apertura della tornata contrattuale coincida con la
convocazione del tavolo.
La crisi economica attraversata dal Paese evidenzia la necessità di un
sistema di servizi pubblici in grado di fornire un sostegno effettivo e
tempestivo ai bisogni di cittadini e imprese. Una crisi che ha reso
ancor più evidente la centralità della pubblica amministrazione
nell'affrontare congiunture economiche negative, fornendo servizi
indispensabili per la qualità della vita e la coesione sociale.
In questo contesto si inserisce la tornata di rinnovi contrattuali del
pubblico impiego, un contesto che richiederebbe uno sforzo di
innovazione che coinvolga tutti gli attori a vario titolo interessati al
funzionamento dei servizi pubblici: i lavoratori, le amministrazioni
locali e centrali, le imprese, i cittadini. Ma soprattutto l'avvio di un
processo democratico e contrattato di riforma che punti all'efficientamento
ed all'estensione dell'offerta di servizi, alla loro predisposizione in
base alle reali necessità del territorio e delle persone.
Un sistema pubblico costruito su processi democratici che tengano conto
dell'esperienza di chi i servizi li offre giorno per giorno, e delle
necessità di chi li utilizza. All'interno di questo quadro di confronto,
Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl predisporranno le piattaforme contrattuali,
ed i governi locali e nazionale dovranno stanziare le risorse
necessarie.
CGIL FP
CISL FP
UIL FPL
Carlo Podda
Giovanni Faverin
Giovanni Torluccio
PRIVATO DEL
DIRITTO DI VOTO
"Io oggi sono stato mandato a
casa senza poter votare...perchè sono stato in lista per le comunali per
conto di un partito differente dal PD...mi sono sentito privato del mio
diritto di voto e mi ha dato una bruttissima sensazione...secondo te che
senso ha tutto ciò? Che una realtà che sta cercando di darsi una
credibilità e che debba essere l'appoggio dei cittadini che si sentono
"all'opposizione" rifiuti l'aiuto di tutti coloro che vogliono
sostenerli?"
Lettera firmata da un ragazzo di vent’anni.
Ho tentato di esprimerti tutta la mia solidarietà “politica” nel mio
articolo di ieri, “Clamoroso autogol del PD”.
Arrigo Antonellini
L’ ASSENTEISMO SI
SCONFIGGE CON LA COLLABORAZIONE
Per
ridurre davvero l'assenteismo nella Pubblica
Amministrazione, il ministro Renato Brunetta deve dare vita
''ad una riforma gestita con sindacati, enti locali e
regioni. Perche' nessuno da solo fa nulla''. Lo ha detto il
segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, a margine
della conferenza stampa per presentare la manifestazione del
31 ottobre della Cisl Scuola. Commentando la marcia indietro
di Brunetta sui dati sull'assenteismo sulla P.A., Bonanni ha
spiegato: ''Brunetta non se la puo' cantare e suonare da
solo. Prima ci dice che e' sconfitto l'assenteismo e poi che
non ce l'ha fatta. Nessuno - ha spiegato il leader della
Cisl - puo' sconfiggere l'assenteismo senza rispettare i
lavoratori e senza criteri e dati statistici certificati. Ma
soprattutto - ha concluso Bonanni - senza dare vita ad una
riforma gestita con sindacati, regioni ed enti locali. Ci
vuole cooperazione tra i soggetti''.
''Nessuno puo' sconfiggere l'assenteismo senza rispettare i
lavoratori del pubblico impiego, senza il rispetto di
criteri e obiettivi e certificati, senza dare vita ad una
forma gestita con sindacati, Regione e Comune. Non esiste
cambiamento -ha evidenziato Bonanni - senza collaborazione
tra i soggetti. Nessuno da solo fa nulla -ha concluso-
ognuno da solo puo' fare confusione''.
SEMPRE PIU’ BRAVO
Ormai,
purtroppo, conosciamo da anni l’imprenditore Silvio
Berlusconi, ma va detto che la sua bravura, non finisce
ancora di stupire!
Le Primarie di domani 25 aprile daranno al Pd l’onore della
prima pagina dei media. Nell’eventualità che i votanti siano
molti, il Pd potrebbe raccogliere un 1 per cento in più
nell’audience di gradimento, o nella percentuale di voti
previsti dai sondaggi (due numeri, gradimento nell’audience
e voti, che nella politica di oggi sono esattamente la
stessa cosa) a scapito del centro destra.
Il Maestro, ormai da decenni, della programmazione delle sue
personali reti televisive, impostata perché “vinca”
l’audience con la Rai, non poteva non pensare a qualcosa che
attirasse su di sé l’attenzione generale, alla vigilia delle
Primarie dell’”avversario”.
Sfido chiunque a trovare qualcosa di maggior oggetto di
interesse, che non l’abolizione di una tassa!
Il Nobel Mondiale incontrastato da trent’anni, delle Scienze
della Comunicazione”, ha fatto il suo ennesimo centro, con
l’”idea” (già, l’idea!) dell’abolizione dell’Irap, a 48 ore
dalle Primarie del Pd, “rubando” le prime pagine dei
giornali e le notizie di apertura dei Tg e dei Gr.
Ho scritto ancora che nel lontanissimo ‘76, il mio docente
di Scienze della Comunicazione teneva il corso sul “Caso
Silvio Berlusconi”. Non conosco se il suo collega di
urbanistica faceva la stessa cosa con “Milano 2”, perché non
ho fatto architettura.
“Silvio Berlusconi” ce lo faceva studiare per capire come
oggi (allora), si deve puntare al potere, con quali nuove
strategie, piuttosto di come lo si era fatto in Germania e
in Italia nel primo dopoguerra, e lo si stava facendo in
America Latina, proprio in quegli anni della mia Università.
Peccato davvero che mie compagni di corso non siano stati
gli allora leader della Dc e del PCI, troppo impegnati, per
capire, mentre erano in sala trucco, nei camerini di Canale
5, per essere intervistati, in prima serata, da Silvio
Berlusconi.
Eterno potere dei riflettori! Piuttosto stupisce che noi si
consenta che sotto i riflettori, ci siano ancora quelli di
allora, persino nel Partito Nuovo. Mentre a noi rimane il
peso da pagare che a governare, “quelli” abbiano lasciato
che arrivasse LUI, con la sua straordinaria, ma neanche
troppo “nascosta”, strategia da Nobel!
Davvero una goduria, la mia, poco dopo Tangentopoli,
iniziare a vivere nei fatti, gli studi teorici di “tanti”
anni prima...
Arrigo Antonellini
BENE...SANITA’
Cronaca, solo
cronaca, senza commenti. Quelli li lascio ai media della
“malasanità”.
Dolore ad un occhio. Esco dall’ufficio, a Ravenna, alle 16.
Alle 18,15 il farmacista mi dava la cura.
Alle 16 ho usato, da buon pendolare, dal luogo di lavoro
(Ravenna, appunto), a casa (il Cuore della Romagna), i
“lentissimi” mezzi pubblici, quelli che dopo il Ventennio è
di uso corrente dire che non arrivano mai in orario; alle
16,45 sono entrato al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Lugo
facendo un pò di fila; alle 17,30 sono stato visitato
dall’oculista, dopo aver fatto fila; alle 18 sono tornato al
Pronto Soccorso come richiedono le norme burocratiche (le
odiatissime norme burocratiche); ho chiesto se dovevo pagare
subito e mi hanno risposto, “niente da pagare”; alle 18,15
il farmacista mi dava la cura...
Ovviamente non ero atteso, non c’era stata alcuna
prenotazione.
Se poi la cura mi farà guarire, direi che è un dettaglio.
Questo è tutto un altro discorso: oggi ciò che conta è la
forma, l’apparire, non la sostanza, il contenuto.
Un paziente
SINISTRA Democratica
dalla parte dei metalmeccanici, della Fiom e della CGIL
IL contratto dei
Metalmeccanici – Un passo indietro nella condizione dei
lavoratori.
La firma separata del contratto dei lavoratori
metalmeccanici segna un
passo indietro a danno dei lavoratori. Questo e' evidente
specie nel sistema delle relazioni sindacali e sociali per
il carattere escludente e discriminatorio, rispetto la
maggiore Organizzazione Sindacale dei lavoratori
metalmeccanici, la Fiom-CGIL. Nel “nuovo contratto” si
sanciscono principi di sostanziale limitazione delle
dinamiche salariali e normative. Inoltre, ai lavoratori
viene negato il diritto di esprimersi con un voto di
accoglimento o di rifiuto. Tutto questo si realizza con la
complicità del governo e il disimpegno dell'opposizione
Parlamentare.
Sinistra Democratica, senza perplessità e con chiarezza, e'
solidale con i lavoratori, la Fiom e la CGIL e chiede con
forza che i lavoratori interessati, siano lasciati liberi,
in piena autonomia e libertà di scegliere con un voto
democratico se la conclusione alla quale si è pervenuti, nel
contenuto e nel metodo, e' da approvare o no.
Sinistra Democratica sarà presente in ogni momento di lotta
per dare sostegno a quella giusta di una grande categoria di
lavoratori e per cambiare la condizione di vita dei
lavoratori italiani in generale.
IL LAVORO HA GIA' DATO
Gli sia riconosciuto con un buon contratto.
Sinistra Democratica
Coordinamento Provinciale di Ravenna
Le Primarie anche
nel calcio
E
così, leggendo i giornali, sembra abbiano deciso, “là dove
si puote”, di darmi Lippi! Ma non mi ricordo di averlo
chiesto!?
Io, sì, tifoso Juventino, che, ovviamente, com’è necessario
e quindi giusto, mi riconosco nelle “decisioni” (?) della
maggioranza dei tifosi.
Questa cosa della scelta dell’allenatore di una squadra di
calcio, mi fa pensare.....
Che cos’è una squadra di calcio? Qual è il soggetto la cui
mancanza, farebbe scomparire una squadra di calcio?
La prima cosa che viene in mente, è ovviamente il
presidente, il “padrone”. Ma le cronache sono piene di
presidenti che si sono dimessi, anche all’improvviso, ma le
squadre di cui erano padroni, ci sono ancora, hanno trovato
un altro padrone. Ovvio, una squadra di calcio è un “bene”
che ha un prezzo e quindi soggetta a trovare qualcuno, che
quel bene lo acquisti, magari anche in tribunale dopo un
fallimento.
Allora, chi dà il valore economico ad una squadra di calcio
che è la fonte della sua eistenza?. I giocatori, viene da
pensare. Ma Zanetti è andato via dalla Juve, e la Juve c’è
ancora.
Eppure c’è qualcosa, qualcuno, che se, se ne va, la Juve la
fa sparire davvero? Sono io, Arrigo Antonellini.
Io, inteso ovviamente come la comunità dei milioni di tifosi
della Juve. Andiamo via tutti e la Juve sparisce. Non può
più fare contratti pubblicitari, non ha più nessun valore
commerciale, non troverà un padrone!
Facevo la stessa considerazione quando facevo il Liceo e si
dicuteva, prima del’ 68, di chi fosse la scuola? Del
preside, degli insegnanti, dei genitori che pagano le tasse,
del Ministro? Quando facevamo sciopero la scuola era chiusa.
Fosse andato via il Preside o gli insegnanti, sarebbero
arrivati i supplenti. Fossimo andati via tutti noi studenti,
tutti a lavorare, il Liceo avrebbe chiuso. Sparito, come il
busto di Ricci Curbasto...
Arrivai alla “folle” conclusione che la scuola non era di
chi la pagava, i genitori (il presidente della squadra di
calcio); né di chi ci lavorava, gli insegnanti e l’altro
personale (i giocatori e l’apparto tecnico), ma degli
studenti (gli utenti della società, i tifosi).
E se io, i milioni di tifosi juventini, avessimo voce in
capitolo nel dire se vogliamo o no Lippi? Dov’è l’inghippo?
Nella possibilità che milioni di persone si organizzino,
chiedano, rivendichino un loro “diritto”. Non i 5mila che
fanno casino allo stadio, ma la maggioranza dei milioni di
tifosi.
Impossibile? Certo, ma attenzione: il mondo è in profonda
trasformazione, sarà bene che anche i padroni delle squadre
di calcio si aggiornino su ciò che sta succedendo. Ci sono
“cose” nuove, “strumenti” nuovi (Pavaglionelugo.net, nella
Bassa Romagna!), c’è la Rete. Si sta sviluppando uno
strumento nuovo di partecipazione, democrazia, dalle
potenzialità infinite. Se ne sono accorti persino i partiti
politici (ovviamente, per ora, solo, quello “migliore”) che
fa scegliere al popolo il nome dell’allenatore.
Può essere che tra qualche anno, caro presidente della Juve,
se fai una “cazzata”, ti trovi lo stadio vuoto, ma
soprattutto che chi ti paga la diretta delle partite si
accorga di non avere audience e non compri più le dirette
della tua squadra. Dopo, andrai a presiedere la bocciofila
del quartiere, con enorme rispetto per le bocciofile, che
del resto per tanti versi, sono assai “meglio” di una
società professionistica del calcio italiano!
Lettera del direttore del giornale, al presidente della
Juventus
E il Malerbi?
Sono un genitore di
ragazzi che frequentano la scuola di musica Malerbi. Non
ricordo neanche più se è stato quattro o cinque anni fa (di
tempo ne è passato davvero tanto), che la scuola è stata
trasferita nella sede “provvisoria” per permettere i lavori
di ristrutturazione della palazzina omonima. Quando i lavori
iniziarono, noi genitori fummo convocati e ci dissero che in
due, massimo tre anni i lavori sarebbero stati completati.
Era pronto uno stanziamento che sarebbe stato erogato in due
tempi successivi. In seguito ci fu comunicato che i due
stanziamenti erano stati accorpati e quindi si sarebbe
proceduto ancor più spediti nei lavori. A oggi lo stato di
“avanzamento” dei lavori è sotto gli occhi di tutti, basta
andare a misurare l’altezza delle piantagioni spontanee
(leggasi erbacce).
Dopo questa premessa le invio una brevissima lettera che
tramite lei spero possa arrivare a chi di competenza. Il
testo della lettera è molto breve:
E il Malerbi?
Grazie per l’attenzione.
Un genitore Fugattini Giorgio - Lugo
Tagliare le
consulenze per rinnovare i contratti dei dipendenti pubblici
“Tagliare le
consulenze nella Pa e con i risparmi rinnovare i contratti
del pubblico impiego”, il segretario della Cisl Fp Giovanni
Faverin rilancia l’idea all’indomani delle sollecitazioni
del presidente della Camera Gianfranco Fini.
“Solo in pochi casi – afferma Faverin – le consulenze e gli
incarichi fiduciari nelle amministrazioni pubbliche sono
giustificate al di là delle ragioni clientelari o di spoils
system. Noi riteniamo che sia giunto il momento di cambiare
strada e decidere finalmente di scommettere sulla
professionalità delle tante ottime risorse interne alle
amministrazioni”.
Dal sindacato, dunque un messaggio chiaro: “Chiediamo al
governo di tagliare l’80% dei 2,5 miliardi di euro in
consulenze e con quei soldi rinnovare i contratti dei
dipendenti pubblici. In una nuova prospettiva di efficienza
e qualità dei servizi pubblici è indispensabile pensare a
pagare bene i lavoratori che si impegnano utilizzando le
risorse risparmiate sulla spesa improduttiva. Risorse già
disponibili ma oggi male utilizzate che possono tornare alla
contrattazione”.
D’altra parte continua il segretario “è la logica del nuovo
modello contrattuale che abbiamo sottoscritto con il
governo. Ora chiediamo all’esecutivo di essere conseguente:
dia il buon esempio, tagli la spesa per incarichi ad
personam negli enti centralizzati e firmi un buon rinnovo di
contratto che incentivi la produttività e la
professionalizzazione dei dipendenti pubblici. Così facendo
si aiutano non solo i lavoratori bravi e meritevoli ma tutti
i cittadini. Visto che personale più motivato vuol dire
risposte più veloci gli utenti e miglior difesa delle fasce
deboli”.
Valorizzare le persone a partire dal reclutamento e
l’avanzamento di carriera: “Come ha ricordato il presidente
Fini il concorso deve rimanere lo strumento essenziale per
accedere e per crescere nella Pa, senza scorciatoie. Solo
così infatti si assicurano parità di condizioni di partenza,
selezioni meritocratiche, apertura delle amministrazioni ai
giovani qualificati e alle nuove professioni. E si tengono
lontane le ingerenze della politica che rallentano, quando
non impediscono, il buon funzionamento della macchina
pubblica” ha concluso il segretario.
Roma, 14 ottobre 2009
E SE VINCE MARINO?
Nel dibattito sulle
Primarie del Pd, del prossimo 25 ottobre, è entrato un
ragionamento sull’esito del voto, in particolare sulla norma
del regolamento che prevede che se nessuno dei tre candidati
arrivasse al 50 per cento dei voti, il segretario verrà
scelto dall’assemblee nazionale.
Bersani e Franceschi, sembra si sia accordati che
rispetteranno sino in fondo l’esito del voto degli elettori,
senza trasferire la decisione al partito. Chi avrà più voti,
qualsiasi percentuale abbia ottenuto sarà il nuovo
segretario.
Si legge che Marino non condivida questa cosa e si leggono
anche commenti che ne spiegano così la ragione: perderebbe
il “potere” di essere lui arbitro della scelta, schierando i
voti dei suoi delegati, in assemblea nazionale, o su Bersani
o su Franceschini, a seconda di cosa ne otterrebbe in cambio
dell’appoggio.
Righe che faccio fatica a scrivere, ma trattandosi di cose
lette, è doveroso fare cronaca.
Una sola considerazione. Sarebbe davvero bene che qualche
giornalista intelligente chiedesse a Marino come si
comporterà se risulterà lui, tra i tre, il più votato, ad
esempio con un 35 per cento dei voti. Chiederà comunque che
sia l’assemblea a decidere o proporrà a Bersani e a
Franceschini di prendere atto che è lui il preferito dagli
elettori.
Arrigo Antonellini
NO AL LODO ALFANO

Finalmente una proposta
concreta...
Finalmente una
proposta concreta per risolvere i problemi del Paese...con
poche integrazioni renderà radioso il nostro futuro: in
carcere le donne che indossano il burqa (*); in carcere i
frati che portano la barba e indossano il saio (**); in
carcere gli uomini che indossano la cravatta verde e mettono
il fazzoletto verde nel taschino(***). (*) - sono un
pericolo per la sicurezza - sotto il burqa portano le bombe
(**) - sono contrari al Gorverno perché predicano
l'accoglienza e la solidarietà (***) - sono pericolosi per
l'ordine pubblico in quanto facinorosi rondisti.
PD(L) ambigua sigla di Pier Domenico Laghi
FINALMENTE QUALCUNO
CHIARISCE UNA SENTENZA
Buon giornalismo è aiutare il
lettore a capire i meccanismi del potere.
Avete mai sentito dire che due terzi dei giudici erano
diversi nel 2004 ?
Avete mai sentito parlare di una postilla nella precedente
sentenza ?
Possibile che i giornalisti che fanno domande non conoscano
quasi mai bene il tema in questione ?
Giacomo Casadio
-----------------------
Il no dei cinque giudici nominati dal Quirinale
È arrivata la decisione che s’intravedeva già prima della
discussione e della camera di consiglio. Nelle ultime
settimane i giudici costituzionali avevano studiato e
cominciato ad affrontare tra loro il nodo del Lodo Alfano,
sciogliendolo (a maggioranza) con l’idea di rispedire al
mittente una legge illegittima.
L’altro ieri hanno ascoltato gli avvocati, tutti schierati a
difesa della norma blocca- processi per le più alte cariche
dello Stato, ma senza cambiare idea. Anzi. Qualche accenno
nelle arringhe ha convinto almeno un paio di indecisi a
dire che proprio no, un Lodo così fatto e così scritto non
andava bene.
Qualcuno nella minoranza di chi voleva salvare la norma,
almeno nella parte che sospendeva il processo milanese a
carico di Silvio Berlusconi per la presunta corruzione
dell’avvocato Mills, ha provato a proporre le cosiddette
«soluzioni intermedie»: sancire l’incostituzionalità ma
sanandola con una sentenza che lasciasse intatta la parte
che più interessava il governo e la maggioranza che lo
sostiene. Non ce l’ha fatta, e nemmeno ha insistito più di
tanto. Ha capito in fretta, dopo la decisa introduzione del
relatore Gallo, che le sue argomentazioni erano troppo
deboli rispetto al «macigno» già individuato dalla
maggioranza dei giudici: una legge illegittima due volte,
nella forma e nella sostanza. Perché doveva essere
costituzionale e non ordinaria; e perché il principio di
eguaglianza dei cittadini davanti alla legge è uno di quei
capisaldi che per essere intaccato ha bisogno di tali
giustificazioni, filtri e controfiltri (com’era ad esempio
la vecchia immunità parlamentare abrogata nel ’93) che
forse il Lodo Alfano non sarebbe andato bene nemmeno nella
veste di una riforma della Costituzione. Ovviamente
bisognerà attendere le motivazioni della sentenza, ma ieri
sera era questa la più accreditata interpretazione della
decisione della Corte. Le voci che filtrano dalla
riservatezza che avvolge il palazzo della Consulta parlano
di una votazione finita 9 a 6 in favore della bocciatura, ma
qualcuno ipotizza un scarto addirittura maggiore, 10 a 5 o
anche di più. Circolano liste di nomi coi voti espressi,
verosimili ma senza certezze. Nell’elenco di chi avrebbe
voluto mantenere in vita la legge ci sono i tre giudici
votati dal Parlamento e indicati dal centrodestra (Frigo,
Mazzella e Napolitano) più due o tre eletti dalle alte
magistrature. Tutti gli altri si sono detti contrari
(compresi i cinque nominati dal capo dello Stato e il
presidente della Corte Amirante, che nel 2004 aveva steso le
motivazioni della bocciatura del Lodo Schifani), al termine
di una camera di consiglio dai toni rimasti sempre pacati e
tutto sommato sereni. Anche da parte di chi vedeva
profilarsi la sconfitta e ha tentato di scongiurarla
confidando sui desideri istituzionali di una soluzione meno
traumatica.
Nemmeno l’argomento che ancora ieri sera veniva sbandierato
dai parlamentari del centrodestra (la sentenza sul Lodo
Schifani non aveva detto che serviva una legge
costituzionale) ha fatto breccia tra i giudici. Che in
grande maggioranza, 11 su 15, non facevano parte del
collegio del 2004. Però sanno leggere le motivazioni dei
giuristi; è vero che nel precedente verdetto è scritto che
il vecchio Lodo era illegittimo «in riferimento agli
articoli 3 e 24 della Costituzione», senza menzionare il
138 che regola le riforme della Carta, ma subito dopo c’era
un’aggiunta: «Resta assorbito ogni altro profilo di
illegittimità costituzionale ». Il che può significare che
una volta individuate le due violazioni citate potevano
essercene anche altre, ma si decise di non entrare nel
merito. Perché considerate «assorbite», appunto, dalla prima
bocciatura.
Questa dunque la sintesi della discussione di palazzo della
Consulta, per come s’è svolta sul piano tecnico e giuridico.
Però tutti i giudici erano consapevoli che la loro
decisione avrebbe avuto anche significati ed effetti
politici, e quindi può esserci una lettura anche «politica»
della sentenza. C’è chi pensa, ad esempio, che con questo
verdetto la maggioranza degli inquilini della Consulta ha
voluto rivendicare la propria autonomia rispetto a qualunque
pressione o tentativo di influenzare le proprie decisioni;
dai più felpati ai più espliciti, come la drammatizzazione
dell’attesa nei palazzi della politica, gonfiata dalle
dichiarazioni sempre più allarmate accavallatesi fino a
pochi minuti prima della sentenza.
La Corte ha fatto vedere di essere impermeabile a tutto
ciò, e ha fatto sapere che se si vogliono riformare la
Costituzione e i suoi principi fondamentali bisogna farlo
con chiarezza e con le procedure previste, non attraverso
qualche scorciatoia. È come se le argomentazioni usate
nell’udienza pubblica dai difensori di Berlusconi su una
Costituzione materiale ormai diversa da quella scritta —
quando l’avvocato Pecorella ha evocato un capo del governo
eletto direttamente dal popolo; o quando l’avvocato Ghedini
ha sostenuto che la legge è uguale per tutti ma la sua
applicazione no — avessero svelato un tentativo di cambiare
le regole (o darle per cambiate) senza rispettare le
procedure. Disegnando una situazione di fatto diversa da
quella scritta nelle leggi, e prima ancora nella
Costituzione. Così non è e non può essere, hanno stabilito
i giudici della Consulta. Certamente alcune immunità o
protezioni dai processi penali si possono prevedere e
stabilire, ma assumendosi la responsabilità di farlo con
gli strumenti adeguati. Che non a caso prevedono l’ipotesi
del referendum confermativo. Passando da quella porta la
riforma è praticabile, altrimenti no. Anche quando le
esigenze della politica fossero diverse.
Giovanni Bianconi
Il Corriere della Sera, 8 ottobre 2009
Le elezioni le fanno
vincere gli elettori
“Certo che, comunque vada a
finire, il mio impegno sarà sempre a servizio del Partito
democratico e non di una mozione»
Uno dei sei candidati: tre alla segreteria nazionale e tre a
quella regionale.
Il direttore risponde
Bene così.
Non facile, dalla “periferia”, poter valutare con
oggettività se la gara tra i sei si stia sviluppando con
serenità o se si stia trasformando in uno scontro, come si
legge sui giornali della destra.
Certo è che se qualcuno pensasse davvero che Franceschini
risulti delegittimato nel suo ruolo di guida del partito, ci
sarebbe da “inorridire”......e da fuggire dal partito!
In questi giorni i risultati del voto di una parte degli
iscritti sono cronaca. Il dato politico che farà la storia
del partito di questi anni, e ne condizionerà il futuro,
sarà la mobilitazione popolare del 25 ottobre. Il numero di
coloro che andranno a votare. Il vero impegno di tutti i
dirigenti e di tutti gli iscritti è quello di attivarsi il
più possibile perchè quel numero sia grande.
Le partite le vincono i giocatori, non i tecnici o i
dirigenti. Le elezioni le fanno vincere gli elettori, non
gli iscritti ai partiti.
Arrigo Antonellini
RECIPROCO RISPETTO
NELLA DIVERSITA’
Carissimo Direttore,
colgo l’occasione per ringraziarla della collaborazione che
il Pavaglione .net ha dato alla nostra conferenza stampa in
onore del 350 anni dalla morte di san Vincenzo de Paoli,
patrono della delle Conferenze di san Vincenzo, e della sua
collaboratrice santa Luisa di Marillac, fondatrice delle
Suore di Carità, presenti negli ospedali, anche a Lugo.
Durante la conferenza stampa, Lei ha illustrato il lavoro
compiuto dallo sportello delle ACLI, che danno
effettivamente un contributo importante alla rete di opere
cattoliche che si sta creando nel nostro territorio,
specialmente, come Lei ha fatto notare, per quanto riguarda
il lavoro con gli extracomunitari.
Ma all’inizio Lei ha fatto anche un interessante accenno sul
perché un giornale laico on-line come il Suo abbia
collaborato ad una iniziativa dichiaratamente cattolica.
Condivido la motivazione che Lei ha portato. Vorrei
ritornare sull’argomento perché il corretto rapporto fra
mondo laico e mondo cattolico mi ha appassionato e mi
appassiona tuttora.
Non mi preme tanto riaffermare che occorre un reciproco
rispetto delle diversità, perché mi sembra di insistere su
una cosa ovvia: entrambi fanno parte della realtà sociale e
senza libertà e “stima” nessun o scambio porta frutto. Mi
interessa capire invece in che modo i due mondi possano
confrontarsi in modo utile alla società. E vorrei analizzare
il rapporto dal punti di vista di quello che per semplicità
chiameremo il mondo cattolico, cioè le persone che si
riconoscono nella Chiesa cattolica.
Qundo la comintà ecclesiale vive un momento di maturità
consapevole di ciò che lei è per compito affidatole da CHI
La ha costituita, cioè sale, lievito, allora riesce ad
aprire un dialogo costruttivo con altre posizioni e lo fa
nel modo più semplice, cioè mostrando la verità umana del
proprio modo di vivere, come opportunità offerta alla
società. E questo sia quando è politicamnte debole, come
durante le invasioni barbariche, o nel periodo ottocentesco
del “non expedit”, sia quando è predominante, come nei
secoli XII e XIII, quando al prestigio anche pubblico
affiancò una azione di costruzione reale che giustificò tale
prestigio. Ma in entrambi i casi , fragile o potente , non
si affidò ad altri per essere sostenuta, ma propose se
stessa, come risorsa, in modo umilissimo nell’alto medio
evo, quando non aveva né influenza politica né potere
militare, in modo più imponente dopo l’anno mille, quando
aveva un potere reale, ma i Papi più significativi lottarono
sempre per tenerla lontana da un abbraccio coll’Impero che
la voleva come” istrumentum regni”.E fu la “lotta per le
investiture”, per non fare dei vescovi strumenti
dell’Impero, che pure si diceva cristiano.
Quando invece la coscienza della diversità ed originalità
del tipo di umanità che le deriva dalla fede che porta
(antropologia cristiana) viene meno, allora essa finisce
sempre con il rifugiarsi in una posizione di difesa, o
ponendosi in dialettica di recriminazione verso la società o
appoggiandosi ad un qualche potentato, pensando di potere
meglio sopravvivere. Ultimamente è sempre una mancanza di
credito alla presenza al suo interno del Mistero che la ha
generata e la genera che provoca il suo distacco dalla
società ed il venire meno della sua posizione di fascino.
A me piace lottare perché la Chiesa mostri umilmente la
risorsa umana che trasmette come ragione stessa del suo
esistere, senza illudersi troppo che questo avvenga per
altre vie che non siano la testimonianza e la educazione
(l’”emergenza educativa”, appunto..). Certamente il cercare
una legislazione che favorisca ciò che si ritiene buono per
l’uomo è doveroso, ma la schiavitù e l’infanticidio permesso
al padre, presenti nell’impero romano, scomparvero dalla
legislazione come esito non innanzitutto di una battaglia
politica, ma per un avvenuto cambiamento nel dare valore
alla persona condiviso nel popolo. La legge può correggere,
ma non cambiare le persone, come insegna San Paolo.
Cassiano Tabanelli
Le elezioni le fanno
vincere gli elettori
“Certo che, comunque vada a
finire, il mio impegno sarà sempre a servizio del Partito
democratico e non di una mozione»
Uno dei sei candidati: tre alla segreteria nazionale e tre a
quella regionale.
Il direttore risponde
Bene così.
Non facile, dalla “periferia”, poter valutare con
oggettività se la gara tra i sei si stia sviluppando con
serenità o se si stia trasformando in uno scontro, come si
legge sui giornali della destra.
Certo è che se qualcuno pensasse davvero che Franceschini
risulti delegittimato nel suo ruolo di guida del partito, ci
sarebbe da “inorridire”......e da fuggire dal partito!
In questi giorni i risultati del voto di una parte degli
iscritti sono cronaca. Il dato politico che farà la storia
del partito di questi anni, e ne condizionerà il futuro,
sarà la mobilitazione popolare del 25 ottobre. Il numero di
coloro che andranno a votare. Il vero impegno di tutti i
dirigenti e di tutti gli iscritti è quello di attivarsi il
più possibile perchè quel numero sia grande.
Le partite le vincono i giocatori, non i tecnici o i
dirigenti. Le elezioni le fanno vincere gli elettori, non
gli iscritti ai partiti.
Arrigo Antonellini
PRESTO SI VOTERA’ A
FAENZA
Già, le elezioni comunali di
Faenza si avvicinano, mancano appena sei mesi. Un tempo
breve per presentare i candidati a Sindaco e a Consigliere
Comunale, per costruire alleanze in un Comune dove le
maggioranze non sono mai state bulgare, figuriamoci ora con
i tempi che corrono, per costruire insieme e in maniera
largamente partecipata con i cittadini, un programma che dia
certezze all’azione di governo per cinque anni.
Dalla Bassa Romagna, l’elettore di centro sinistra guarda
alla via Emilia con sempre maggiore preoccupazione.
Tutt’altro che conosciuto, com’era ampiamente prevedibile
anche da chi abbia voluto, magari coscientemente, complicare
le cose, il nome del candidato unico del partito; si è ben
lontani ancora dall’aver definito le modalità di attuazione
delle Primarie, che facciano conoscere agli elettori, con il
necessario largo anticipo, il nome del candidato a Sindaco
del centro sinistra (e se le vincesse il candidato di un
altro partito?); tanto meno, ovvio, la lista dei candidati
al Consiglio Comunale, altro tema che non sarà di facile
soluzione.
Poi, il centro snitsra di un Comune tra i più importanti
della Regione, come Faenza, dovrà saper dare il proprio
forte e convergente contributo alla vittoria di Errani,
libero da divisioni interne. Ma quella che si chiama la
ciliegina sulla torta, è che ora si litiga persino con l’UDV.....
Speriamo bene!
Un iscritto al Pd della Bassa Romagna
Ignazio Marino
IGNAZIO MARINO
SEGRETARIO
Care iscritte, cari iscritti,
voglio innanzitutto ringraziare tutti coloro che hanno già
votato, consentendoci di raggiungere risultati che ci fanno
guardare con ottimismo alla sfida del 25 ottobre.
Una sfida che ci vedrà confrontare sul merito delle
proposte, su ciò che ci differenzia e su ciò che ci unisce,
finalmente anche con quel dibattito pubblico che
inizialmente Franceschini e Bersani avevano rifiutato.
Sarà una sfida, quella delle primarie, nella quale dovremo
far arrivare il messaggio del PD a quanti più italiani
possibile, per attivare concretamente l’apertura e il
rinnovamento del partito che tutti desideriamo.
Nel condurre tale sfida sapremo tutti essere sobri, come noi
della terza mozione abbiamo fatto fin dall’inizio. Non
faccio fatica, quindi, ad accettare l’invito che
Franceschini ha rivolto a me e Bersani a “non sprecare
soldi”. È un invito giusto, però, permettetemi, superfluo e
che rischia di aprire un inutile fronte polemico: c’è un
regolamento che impone limiti di spesa, lo rispetteremo
tutti, le commissioni incaricate verificheranno eventuali
violazioni.
La sobrietà non è una questione di sprechi, ma rispetto
delle regole, rispetto della democrazia e del pluralismo. È
utile allora che il partito, a partire dal segretario, si
impegni, al di là degli appelli, a garantire quella parità
di accesso media a tg e programmi tv che finora non c’è
stata, per avere una campagna appassionante, aperta e
corretta.
Ci aspetta un mese di grande impegno. Sul sito potete vedere
il mio ultimo video e la nostra campagna sui si e i no del
partito che vogliamo.
Vi aspetto in tanti negli ultimi congressi e nella sfida
delle primarie. È il tempo di vivere il PD e di lavorare
insieme per cambiare l’Italia.
Buon voto a tutti.
Ignazio Marino
E' NECESSARIO UN
SEGNALE CHIARO DI SVOLTA
Sono Teresa Vergalli e mi
trovo molto avanti nella mia storia di vita. Sono stata
partigiana combattente, attivista politica e insegnante. Ho
due figli due nuore e tre nipoti, tutti meravigliosi e
impegnati. Ora sono con te, per vederti segretario di quel
partito che è il seguito e l’evoluzione di tutti i miei
ideali e le mie appartenenze. Mi hai commossa e conquistata
con il tuo intervento al funerale di Welby a due passi dalla
mia scuola e dalle case dei miei tanti alunni. Mi hai
convinta coi vari interventi, con il programma e con la
lettera che proprio ieri mi è arrivata sulla posta
elettronica. So bene che Franceschini e Bersani sono persone
degnissime e capaci. Credo però che per il partito e per il
paese sia necessario un segnale chiaro di svolta, un
guardare avanti. Nel nostro passato ci sono stati troppi
errori e miopie e forse troppi egoismi che hanno fatto
perdere speranza e fiducia. Incontro moltissime ragazze
ragazzi e insegnanti, che si sentono inesistenti per la
politica e per la collettività ed aspettano soltanto un
richiamo valido, per entusiasmarsi e diventare cittadini
coinvolti nei destini di tutti. So che la tua persona è
quella giusta per ridare fiducia e speranza. Conosco la tua
capacità di ascoltare, di riconoscere competenze e qualità.
Penso che sarai il nostro Obama, che fa superare i distinguo
e sa avvalersi di tutte le potenzialità, non ultime quelle
delle donne, eterne emarginate, nonostante l’ovvietà di non
sempre sinceri riconoscimenti . Con tutto il mio impegno,
auguri !
Teresa Vergalli, autrice di "Storie di una staffetta
partigiana"
LE PRIMARIE CI HANNO
DATO UN OTTIMO GRUPPO CONSILARE FORTEMENTE RINNOVATO
Il PD si è presentato alle
elezioni del Consiglio Comunale con una lista di candidati
nata da un innovativo percorso di partecipazione: i trenta
nomi da sottoporre agli elettori sono stati selezionati con
Primarie aperte a tutti, che hanno registrato un’enorme
affluenza.
Anche per le elezioni comunali si è fatto dunque ricorso a
questo fondamentale strumento di demovrazia interna che
caratterizza il PD rispetto a tutti gli altri partiti: con
le Primarie abbiamo costruito una lista che ha saputo
coniugare le esigenze di rinnovamento, competenza e
rappresentatitività.
La nostra scelta è stata premiata dagli elettori, che hanno
eletto ben diciasette consilieri: il gruppo è composto da
undici uomini e ben sei donne (una gran bella novità), con
un’età media di appena trentasette anni. Nove consilieri
hanno addirittura meno di trentacinque anni e ben dodici, su
diciasette, sono nuovi.
Si tratta di dati che testimoniano la volontà di dare spazio
all’entusiasmo e alle energie che persone giovani, motivate
e preparate sono in grado di trasmettere alla vita
amministrativa della città.
Il “nuovo” gruppo consiliare del PD ha pertanto tutte le
potenzialità per offrire il proprio contributo vivace
al’azione del Sindaco e della Giunta, per far crescere e
progredire ancora la nostra comunità.
Questi i diciasette consilieri: Katia Amerighi, Annalisa
Antonellini, Marco Bacchilega, Giacomo Baldini, Tiziana
Bartolotti, Candia Bassi, Valentino Betti, Luigi Brini,
Giuseppe Camanzi, Antonio Campri, Raffaele Coletta, Antonio
Cortesi, Marco Maiani, Carlo Monti, Emilio Petrone, Alice
Poli, Elena Zannoni, eletta presidente del Consiglio.
Giacomo Baldini
Capogruoppo del Partito Democratico
FACCIAMOLE, LE PRIMARIE
Sarebbe semplice, quasi
banale, trasparente e coinvolgente: primarie con
qualche chiaro e condiviso criterio.
Ma vuoi che noi faentini siano così banali?
In primis, per logiche scritte nelle tavole della legge (da
qualche
parte dovranno pure esserci visto che questo è un assunto
assoluto) il
prossimo sindaco di Faenza deve essere un "cattolico" (a me
basterebbe
che fosse una persona seria, onesta e un po' competente: ma
questo non
si può dire), anche se non si sa bene per realizzare quale
programma.
Siccome deve essere un cattolico gli ex DS si affannano a
trovare loro un
"cattolico".
Intanto i proclamanti cattolici rivendicano un sindaco
cattolico e
minacciano una lista civica, magari contattando UDC e
qualche altro
esponente del PDL..... raccolgono un po' di firme,
poi prima di uscire completamente allo scoperto, negano
tutto con una
intervista su “Sette sere”.
Allora riparte la ricerca del cattolico che sia tale per gli
ex DS e per gli
ex Margherita.
Ma il cattolico dovrebbe essere giovane, ma i giovani hanno
poca
esperienza, allora potrebbe essere uno che per età dopo i
cinque anni non si ricandidi
(magari così possiamo avere 15 anni di sindaci cattolici -
uno di
transizione e uno per due legislature).
Ma forse questa soluzione è troppo macchinosa, allora
rifacciamo
consultazioni, verifiche, conte, firme, ecc.
Ma basta ciance, vediamo di costruire: il Vescovo è
cattolico abbastanza per tutti? Se si, proviamo a proporlo
come candidato sindaco e non se ne parli più.....
Esiste un candidato condiviso che se non è battezzato si
faccia
battezzare prima della candidatura e si professi cattolico
e/o riprenda
a praticare? Se si, avanti che inziamo con il catechismo.
O più semplicemente continuiamo così, che alle elezioni si
risolve il
problema con la vittoria del Centro destra, e per almeno 5
anni il
problema è risolto per la buona pace di tutti.
E se dessimo due settimane agli aspiranti per iscriversi,
come hanno fatto quindici comuni della provincia pochi mesi
fa, e il 24 ottobre andassimo a SCEGLERE?
In tredici di quei comuni, con ben oltre centomila elettori
abbiamo vinto e la somma dei due dove dove abbiamo perso non
raggiunge i tremila.
Lettera firmata
ISTRUZIONI PER LA
RACCOLTA DEI RIFIUTI
Rifiuti organici: (scarti di
cucina, lettiere di piccoli animali,
fiori recisi, ecc.) vanno inseriti negli appositi sacchi -
in distribuzione
al Servizio Clienti di Hera e nei negozi convenzionati
- e depositati nei contenitori marroni.
Nel centro storico di Bagnacavallo, i sacchetti vanno
inseriti
nell’apposita pattumiera e posti davanti alla propria
abitazione
nelle serate di domenica, martedì e giovedì.
Rifiuti indifferenziati: (gomma, stracci, carta sporca o
plastificata,
rifiuti indivisibili) vanno inseriti negli appositi sacchi
che si possono acquistare al supermercato e depositati nei
cassonetti con il coperchio viola.
Nel centro storico di Bagnacavallo i sacchi vanno posti
all’esterno
della propria abitazione nelle serate di lunedì e venerdì.
Carta e cartone: vanno inseriti negli appositi cassonetti di
colore blu.
I residenti nel centro storico possono depositarli
all’esterno
della propria abitazione nella serata di mercoledì, dopo
averli
imballati o legati con spago.
Rifiuti vegetali: (ramaglie, fogliame, erba, ecc.) possono
essere
depositati negli appositi cassonetti con il coperchio
marrone,
oppure conferiti alla Stazione ecologica di via Cogollo.
Per le grandi quantità può essere richiesto il servizio a
domicilio
tramite il numero verde di Hera.
Nel centro storico di Bagnacavallo, rifiuti vegetali, in
piccole
quantità (fino a 30 kg) raccolti in fascine o sacchi,
possono
essere depositati all’esterno della propria abitazione nella
sera
di martedì.
DOVE CONFERIRE GLI ALTRI MATERIALI
Vetro, lattine e plastica: vanno conferiti negli appositi
contenitori
posti negli ecopunti o alla Stazione ecologica.
Pile: vanno conferite nei contenitori di colore rosso presso
gli ecopunti o presso la Stazione ecologica.
Medicinali scaduti: vanno conferiti negli appositi
contenitori
collocati nelle farmacie o presso la Stazione ecologica.
Rifiuti ingombranti di uso domestico (materassi, mobili,
elettrodomestici, ecc.), RAEE (rifiuti da apparecchiature
elettriche
ed elettroniche), ramaglie ed erba, materiali inerti in
piccole quantità, batterie, contenitori con residui di
pesticidi o
di vernici e solventi, ecc., possono essere conferiti
direttamente
alla Stazione ecologica di via Cogollo.
Per facilitare lo smaltimento dei rifiuti ingombranti è
attivo
anche il servizio di ritiro gratuito a domicilio. Per
richiederlo
e prenotare la giornata del ritiro occorre chiamare il
numero
verde di Hera 800 999500 (199 199 500 da cellulare a
pagamento)
attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle 16 e il sabato
dalle 8 alle 13.
ORARI La Stazione ecologica di via Cogollo è aperta al
pubblico nei seguenti orari: lunedì, mercoledì, venerdì
dalle
11.30 alle 17.30 (da maggio a settembre dalle 13 alle 19);
martedì e giovedì dalle 8.30 alle 14.30; sabato dalle
8.30 alle 12 e dalle 15 alle 17.30.
Il Servizio Clienti di Hera, in via Farini 5 a Bagnacavallo,
è aperto il mercoledì dalle 14.30 alle 16.30 e il sabato
dalle 8.45 alle 12.45.
• GLI SCONTI SULLA TARIFFA
I conferimenti in stazione ecologica consentono agli utenti
domestici di beneficiare degli sconti previsti sulla Tariffa
di
Igiene Ambientale - pari a 15 centesimi di euro per kg per
alcune tipologie di rifiuti (carta e cartone, vetro,
imballaggi metallici,
imballaggi in plastica, batterie per auto e moto, oli
minerali e vegetali) - e di partecipare alla promozione
Riciclando.
Per le utenze non domestiche gli sconti sono previsti solo
per carta, cartone, vetro e plastica.
Ogni conferimento di oggetti ingombranti o RAEE voluminosi
(rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche)
permette
di ottenere uno sconto di quattro euro. I conferimenti
effettuati in un anno possono essere al massimo tre
indipendentemente
dal numero di pezzi consegnati: lo sconto complessivo può
quindi raggiungere i 12 euro/anno.
• IL CONCORSO RICICLANDO
La nuova edizione del concorso Riciclando, completamente
rinnovata nelle modalità, consente di ritirare premi a
scelta fra
un set di eco borse per la raccolta differenziata e una
tanica per la raccolta di oli minerali esausti, al
raggiungimento di un
numero minimo di conferimenti di almeno 4 kg di rifiuti, e
di partecipare all’estrazione finale che mette in palio le
Riciclette:
biciclette in alluminio riciclato.
• SMALTIMENTO ETERNIT: NUOVE MODALITÀ
Con l’entrata in vigore del DM 13/05/2009 il cemento
amianto, noto anche come “eternit”, non può essere più
conferito direttamente
in Stazione ecologica. Pertanto, per poterlo smaltire, è
necessario richiedere il servizio gratuito di ritiro a
domicilio
effettuato da Hera contattando il call center al numero
verde 800 999 500, anche se si tratta di quantità fino a 30
kg
che prima potevano essere portate in Stazione ecologica. Il
servizio di ritiro gratuito a domicilio è riservato
esclusivamente
alle utenze domestiche titolari di un contratto di Tariffa
di Igiene Ambientale. Prima di attivare il servizio,
l’utente
deve richiedere l’autorizzazione all’Azienda Usl,
contattando il Servizio di Prevenzione e Sicurezza Ambienti
di Lavoro
presso la sede di Bagnacavallo in via Veneto, tel. 0545
283041.
Il modulo, debitamente compilato per assunzione di
responsabilità relativamente alla correttezza del
trattamento, dovrà essere
consegnato all’operatore di Hera al momento del carico. Per
quantitativi superiori ai 250 kg l’utente deve rivolgersi a
ditte specializzate nello smaltimento di cemento-amianto.
• SANZIONI
È importante sapere che l’abbandono di rifiuti nelle aree
pubbliche, oltre ad essere un comportamento che va a
discapito
del decoro e dell’igiene, è punibile con le sanzioni
previste dalle leggi in materia.
CONGRESSO PD
Care Democratiche e cari
Democratici,
il congresso del PD, iniziato con la presentazione dei
candidati e delle mozioni, entra nella importante fase di
coinvolgimento dei circoli e, quindi, degli iscritti.
Al di là delle singole posizioni espresse dalle tre mozioni,
il partito ha bisogno della partecipazione degli iscritti.
Infatti, un congresso è tale solo se la partecipazione e la
discussione investe prima di tutto il corpo del partito.
In questo contesto crediamo utile, come Comitato Ravennate
per Marino, favorire la conoscenza tra gli iscritti delle
idee e delle proposte portate avanti da Ignazio Marino.
Ci permettiamo per questo , e nell’ambito di un corretto
dibattito, di segnalarti i riferimenti del Comitato
ravennate e dei contenuti della mozione. Sempre nell’ottica
di mettere in condizione gli iscritti di compiere una scelta
consapevole e meditata vorremmo mantenere aperto questo
canale di comunicazione/informazione per tutta la durata del
congresso, che terminerà con lo svolgimento delle primarie
il 25 ottobre e la successiva elezione del segretario
nazionale.
Lo faremo con l’invio agli iscritti che dispongono di e-mail
di materiale relativo al congresso. Ti invitiamo, nel
frattempo, a seguirci attraverso il nostro blog:
http://www.ravennapermarino.wordpress.com
e nel sito ufficiale di Ignazio Marino che trovi qui:
http://www.ignaziomarino.it/
Grazie per l’attenzione e buon congresso.
Comitato Provinciale per
Marino segretario
DA UN BLOG...I
TERREMOTATI HANNO GIA’ LA CASA ???
L’arrivo del presidente era
previsto ad Onna per le 15,30. Alle 14 ero già lì. Decisa ad
entrare fra e con i cittadini. Cittadini pochissimi,
spiegamento enorme di forze dell’ordine e protezione civile
e croce rossa e dame di carità e misericordia e tantissimi
giornalisti. Entro senza problema.
Una curva, si apre davanti a me lo scenario delle casette
mobili. Villaggetto colorato, fiori alle finestre. Il prato
solo davanti ad una casa, quella che servirà per il set. Le
altre hanno terra battuta coperta di paglia. Mi avvicino,
apro una porta e varco l’uscio. Vedo un’abitazione che mi fa
pensare ad una roulotte, ma decorosa e vivibilissima. Mi
guardo intorno in cerca di cittadini. Nulla.
I comitati avevano preparato degli striscioni e stavano
arrivando alle 14,30, come da appuntamento. Decido di
tornare all’ingresso del paese, dove si era stabilito di
incontrarci. Appena arrivano i ragazzi del 3e32, la polizia
si fa avanti. L’ordine è quello di non farli passare. E li
bloccano. Io sono dall’altra parte. Dentro.
Auto blu, sirene. Arriva Bruno Vespa. A seguire, il
presidente.
Mai avevo visto Berlusconi dal vivo. Fa impressione: una
statua di madame Tussauds è molto più espressiva e mobile.
Suda. Entra nell’unica casina col prato davanti. Mi rendo
conto di essere invisibile. Ma voglio parlargli.
Aggiro la casetta per raggiungere un’altra entrata.
Improvvisamente un gruppo di signore, mai viste alle
riunioni dei comitati, srotola uno lenzuolo, debitamente
conservato in borsa. A seguire un altro.
Il presidente esce dalla casina ed urlo con tutta la voce
che ho, lui è lì a due passi, “presidente, venga a parlare
con i cittadini”, “presidente venga a sentire le nostre
istanze”.
Subito un nugolo di poliziotti mi oscura, ma ora urlano
anche le altre, “presidente, esistiamo anche noi, non solo i
cittadini di Onna, questo non è un teatro, 5.000 sfollati
chiedono di rimanere sulla propria terra”. Lui suda e si
allontana verso l’asilo.
Sento degli applausi, voglio vedere chi applaude, se è
aquilano. Cerco mani che battono e non le trovo. Ma gli
applausi ci sono, escono da un altoparlante. Come in una sit
com.
Il nostro decide di abbreviare la cerimonia e, sotto i
fischi, si allontana. La festa è finita.
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
Anna Pacifica Colasacco - Miss Kappa - è arrivata a pochi
metri da Berlusconi durante lo show di Onna.
Tratto dal blog di Giglioli
http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/09/15/%c2%abgli-applausi-finti-dallaltoparlante%c2%bb/
PERCHÈ BERSANI,
FRANCESCHINI E MARINO SÌ E A FAENZA NO?
“Magnifico” direttore,
mi potrebbe spiegare perché Pier Luigi Bersani, Dario
Franceschini e Ignazio Marino, in tutta lealtà di amore per
il proprio partito, si sottopongono al giudizio e alla
scelta che centinaia di migliaia di italiani faranno e i
due, tre, o cinque o dieci, faentini che aspirano a
diventare Sindaco, non fanno altrettanto?
Perché tutti loro, qualcuno di loro, uno di loro, non chiede
che siano i cittadini a scegliere?
A quale norma statutaria risponde il “percorso”, cui tutti
questi aspiranti si adeguano, che il Pd di Faenza, a
differenza di quello nazionale, di quello di tutte le realtà
locali, debba avere un candidato unico di bulgara memoria?
Alla Craxiana memoria che, nel Partito NUOVO, il territorio
vada ancora spartito ta ex Pci ed ex DC?
Qual’è il significato politico di Primarie di coalizione
dove ogni partito della stessa coalizione abbia il SUO di
candidato, se non un’inutile pesatura dei voti dei vari
partiti, qualche giorno prima delle elezioni? Se non
un’invenzione per giustificare il rispetto formale di una
norma statutaria? Da qui a sostenere l’inutilità della
novità più “bella” che il Pd abbia offerto alla democrazia
del paese, le Primarie, il passo sarà breve.....
Il direttore risponde.
Gentile lettore, noi ci occupiamo di ciò che fanno e di ciò
che pensano i romandioli.
Arrigo Antonellini
IGNAZIO MARINO
W la
différence - Prima differenza: identità e radici del
partito.
Si
sente spesso, negli incontri di presentazione delle tre
mozioni congressuali del PD, l’obiezione secondo cui non ci
sono “evidenti” differenze fra le mozioni stesse
(sottinteso: una vale l’altra, un segretario vale l’altro,
che bisogno c’è di tutto questo scompiglio di primarie?).
Così ho deciso di cominciare a parlare non tanto “delle
differenze” sui temi specifici (che pure ci sono, basti
pensare ai temi del lavoro e della laicità), quanto della
“differenza” di cultura politica che caratterizza la mozione
Marino rispetto alle altre.Ricordiamo tutti le discussioni,
alla nascita del PD, sulle “radici” del nuovo partito:
discussioni che sempre puntavano sulla “somma”, e mai sul
superamento, di due culture politiche, che, nell’unirsi,
restavano distinte. Così nel “Pantheon” venivano racchiusi
insieme, uno accanto all’altro, Proudhon e Marx, Craxi e
Moro, Saint-Simon e Alexis de Tocqueville… infine un grande
guazzabuglio, e un esercizio sterile quando non pernicioso.
Marino riconduce l’identità del partito ai due concetti
fondamentali di “democrazia” e “libertà“, e quindi lo radica
al momento storico della lotta per la conquista della
democrazia e della libertà: la Resistenza. La Resistenza è
il momento nel quale, dall’azione comune della parte
migliore del popolo italiano, nasce un’Italia rinnovata,
libera e democratica che trova il suo momento fondante nella
Costituzione.
Marino mette quindi una parola definitiva alle discussioni
sull’identità del partito, rifiutandosi di collocarla dentro
questa o quella tradizione politica (o dentro questa “e”
quella), ma fondandola sulla storia del nostro paese e sui
concetti di democrazia e libertà: concetti che l’azione
politica è costantemente chiamata a curare e rafforzare, per
non smarrirne il senso e non dimenticarne la pratica.
(segue)
W la différence - Seconda differenza: Il futuro del paese
Tiene banco il tema delle alleanze, perché tutti siamo
interessati a sapere come il PD intende vincere le prossime
elezioni – e, quindi, come intende governare il paese. Gli
esercizi di architettura politica riempiono le altre
mozioni, impegnate a fondo a tenere aperte tutte le
possibili strade e a non dire nulla di troppo impegnativo
per il futuro. Ma, comunque sia, quando si parla di
alleanze, che si pensi all’UDC o alla Sinistra Arcobaleno o
all’IDV, sono sempre i partiti gli interlocutori
privilegiati.
Per questo Marino è veramente “differente”: perché usa
questa frase nella sua mozione: “Il Pd… si rivolge a tutti i
cittadini con una sua proposta e una sua missione per
l’Italia… cercando con esse, di cambiare i rapporti di forza
nella società.”
Gli interlocutori, questa volta, non sono le diverse
formazioni politiche, con le quali contrattare accordi e
posti, ma sono direttamente i cittadini e gli elettori: che
devono essere guadagnati al PD, attraverso una proposta
politica più credibile di quella degli avversari. Una
battaglia, quindi, da portare dentro la società stessa, per
cambiarne, appunto, i rapporti di forza e non giocata nelle
segreterie dei partiti.
Nel momento in cui qualcuno del PD pensa di fare accordi in
Veneto con la PdL, la posizione di Marino appare, più che
innovativa, rivoluzionaria.
W la différence - Terza differenza: Chi dice che cosa
Poi è vero, molti contenuti sono gli stessi nelle tre
mozioni. Per esempio, tutte tre le mozioni affermano che il
conflitto di interesse va risolto. E come no… solo che
Franceschini e Bersani, negli ultimi 15 anni, hanno avuto
responsabilità sia di partito che di governo, e la questione
non solo non è stata risolta, ma non è stata nemmeno
affrontata (pateticamente ritardatario arriva adesso
Veltroni…). Non si può non denunciare, allora, la
responsabilità di una classe dirigente che, come dice Marino
all’Espresso: “Ha avuto la sua occasione e l’ha sprecata“.
E qui entra in gioco anche il concetto di responsabilità, la
grande assente della politica italiana: abbiamo bisogno di
una nuova classe dirigente, di “persone che possono cambiare
meccanismi sbagliati perché ne sono estranei e possono dare
all’Italia il partito riformista che non ha mai avuto”. E,
aggiungo io, capaci di assumersi responsabilità e di rendere
conto agli elettori delle proprie azioni. Per questo,
Franceschini e Bersani non sono proprio credibili…
VOTERO’ LA NOVITA’
MARINO
Due righe di presentazione per arrivare alle Primarie del
Pd.
Ho appoggiato la lista Gawronski alle Primarie del 14
ottobre 2007 perchè era composta da sette ragazzi “nuovi”,
mai iscritti nè ai Ds nè alla Margherita.
Al congresso cittadino e provinciale delle Acli ho sostenuto
l’elezione negli organi direttivi, di parecchi giovani.
Alle Primarie del 25 ottobre voterò per il chirurgo, Ignazio
Marino, non per la sua età, ma perchè è “nuovo”.
Franceschini è stato mio compagno (compagno? già, eravamo
cattocomunisti!) non nella Dc, ma nella sinistra Dc. Per chi
ha la fortuna di non averlo vissuto (fortuna solo perchè
significa che è giovane) la Dc non era un partito, erano
sette partiti con uno stesso simbolo. Noi “cattocomunisti”
eravamo politicamente molto più vicini al Pc che non ai
doroteri. Non a caso, con molti di loro, oggi ci siamo
ritrivati nel Pd.
Una parentesi, mi piace cattocomunista, termine che è oggi
oggetto di pubblico ludibrio: cattolicesimo e amore per la
comunità, la comunione tra le persone, dei beni immateriali,
mi piacciono. Poi, ovvio, e assolutamente giusto, che la
storia abbia finalmente bocciato il marxismo.
Per ragioni professionali ho conosciuto direttamente il
lavoro di Franceschini come amministratore pubblico, a
Ferrara: è bravissimo.
Sempre per ragioni professionali, ho lavorato con Bersani,
Assessore alla Programmazione Territoriale, prima,
Presidente poi, della Regione Emilia- Romagna. Sono convinto
che sarebbe il miglior Primo Ministro che l’Italia abbia mai
avuto. Lo ritengo il più bravo in assoluto.
Ma voterò per Marino perchè faccio da sempre politica con la
“soggettiva” (naturalmente) convinzione che le idee, i
valori in cui credo, siano quelli che possano portare il
maggior bene al Paese. Il partito che condivide le mie idee
e i miei valori, è il Pd. Faccio politica quindi, con
l’unico obiettivo che il Pd sia, in coalzione, al governo
del Paese.
Non farei più politica se il mio obiettivo fosse essere
membro di un partito forte con tanti voti e per godere così
di un’appartenenza ad una struttura forte: ho altri campi
del vivere dove trovare le mie rappresentanze.
Dunque, governare.
Dopo Tangentopoli hanno guidato i Governi del Paese, tre
volte, un imprenditore (Berlusconi) e due volte un
insegnannte (Prodi). Non ho nessun motivo per credere che la
sesta volta, farà eccezione: che sarà un politico di
professione a tornare a “vincere”, come accadeva nela Prima
Repubblica, che sotto la guida di un politico di professione
(Franceschini o Bersani) il Pd possa tornare al governo,
come c’è stato con in “Professor” Prodi. Mi si passi il
termine visto che tento di interpretare il pensiero della
gente, non dei pochissimi che frequentano le riunioni di
partito: non credo che, con le difficoltà crescenti del
Paese, non solo in termini economici, gli italiani abbiano
oggi voglia di una minestra riscaldata, anche se si tratta
della minestra più buona che si possa cucinare.
Sia con Bersani che con Franceschini, la mia personalissima
opinione, è che perderemo ancora, come stiamo facendo ormai
da troppo tempo!
Con il chirurgo Ignazio Marino, semplicemente perchè non è
un politico di professione, perchè è una persona che fa un
altro mestiere, proprio come gli altri due che hanno vinto
negli ultimi quindici anni, avremmo, invece, molte
possibilità di vittoria raccogliendo quei “nuovi” consensi
che ci servono per vincere. Inevitabile che, con molta
convinzione, voti per lui e ovviamente, che il mio invito
sia, proviamoci.
Il drammatico dalemiano,“è ora che la politica torni alla
politica”, con cui da segretario dei Ds, appunto, D’Alema,
liquidò il Professore, segnando storicamente l’inizio della
sconfitta della sinistra, fa ancora venire la pelle
d’oca....
E che sia Bersani che Franceschini, siano più “barvi” di
Marino, io me lo tengo per me, non lo dico a nessuno.......
Arrigo Antonellini
Diego, un grande?
Certo, ma anche Ciro!
Le
righe sono ovviamente indirizzate agli juventuni anche se
gli esempi positivi fanno bene a tutti!
Premetto di interessarmi di
calcio da 55 anni (sabato compio i 60) ma che, come tanti,
sono talmente disgustato dal vergognoso giro milardi (di
euro, non delle mie vecchie lire) che continuo a farlo solo
per seguire sino alla fine la carriera di Alex Del Piero.
Già, esempi positivi, come dicevo, e non sto a riprendere le
doti dell’uomo Del Piero, unite a quelle del fuoriclasse.
La premesa mi serve per
esaltare Ciro Ferrara, nel dopo trionfo di Roma, quando del
nuovo allenatore, a mio avviso, si è parlato troppo poco,
ammesso che nel calcio esista, il parlare troppo poco!?
L’esclusione di Alex fatta con
la testa mentre il cuore lo spingeva a farlo giocare, come
lo stesso Ferrara ha dichiarato, è un capolavoro di
professionalità. Due atleti come Iaquinta e Amauri se stanno
bene e sono in forma, si mandano sempre e comunque in campo,
nel calcio di oggi. Troppo fortunata (brava!) la squadra che
abbia due lottatori così, con un fisico come hanno, che
impegnano quattro difensori, che forzano la squadra
avversaria ad allungarsi. E oggi nel calcio si segna solo
quando la squadra avversaria non è corta.
Ferrara ha avuto la grande
intuizione tecnica di tenerli entrambi in campo anche quando
doveva difendersi. Lo ha fatto con cambi a centro campo,
inserendo Poulsen addirittura al posto di Diego, ma ha
lasciato sia Amauri che Iaquinta, quando tutti gli
allenatori, invece, rinunciano ad una punta. La Juve non ha
subìto il pareggio ma ha fatto il terzo gol.
Certo, la Juve quest’anno ha
indovinato gli acquisti e a partire dall’allenatore!
Un tifoso di Del Piero
Ci sono anch’io
Tra le tante foto che ci
arrivano per partecipare (e tentare di vincere i super
premi!) al concorso del mercoledì del vostro giornale,
“Un’estate da cani”, ce sono sono alcune che meritano
“gli onori della cronaca”, indipendentemente poi, da
quello che sarà il giudizio della giuria. Questo perchè,
oltre ad inviarci la foto, ci scrivono.......
“ ....ci sono anch'io....e
adoro fare il bagno! Carlotta” di Pierpaolo Fontana

Ma a noi chi ci difende?
La presente lettera vuole
esprimere comprensione e vicinanza a Nicolas Fini il ragazzo di 19
anni che ha ucciso il patrigno, il 28enne albanese Emilian Keci che
picchiava la madre. A fare queste cose i migliori sono i rumeni, poi
vengono gli albanesi. Non è un giudizio razzista, mi spiace, ma è
quello che ho sperimentato. Si incuneano nelle solitudini, nelle
difficoltà o peggio situazioni di vulnerabilità di malattia di tante
donne, all'inizio sono gentili, premurosi, poi si accasano e quando
ci riescono si sposano e pretendono la “comunione dei beni”,
asserendo che altrimenti "non è una famiglia vera". Poi, dopo poco
tempo, la musica cambia e sono botte, violenze, minacce, ricatti, e
le donne per vergogna portano nel silenzio i lividi di una truffa
che porta via loro non solo tutti i loro risparmi ma anche la
dignità, il rispetto della gente, dei famigliari. L'eccessivo
garantismo italiano ha portato ad una impunità “di fatto”. E sono
loro stessi i piu' abili conoscitori della legge, che sanno
abilmente usare a loro vantaggio. Sono ancora difficili da applicare
gli art. 572 e 570 del c.penale “maltrattamenti in famiglia”, la
stessa L. 612 bis è “nella prassi” in via di perfezionamento ma le
donne hanno ancora tanta paura perchè non c'è modo di fermare, di
mettere in carcere i loro persecutori, che rimangono così a piede
libero a minacciare ogni giorno, ogni minuto della vita delle loro
vittime, e te lo dicono in faccia “io non ho nulla da perdere… tu
non mi puoi fare nulla….”. Questi uomini si mimetizzano in mezzo a
noi, ben vestiti, vanno al bar, fanno sport, sono uomini che cercano
quella vita facile che per tanto tempo hanno ammirato dai paesi di
origine solo attraverso la televisione. E vogliono averla, la
pretendono, dicono “è un loro diritto!”. Basta ascoltare i loro
stessi racconti per capire che la vita non è stata facile a casa
loro, che la sopraffazione non è una modalità estranea ai rapporti
anzi ho sentito con le mie orecchie dire da un rumeno che lo stupro
da loro è “NORMALE” perché lo fanno tanti, dopo il lavoro, negli
spogliatoi, durante i turni di notte… per dimostrare che sono
“uomini veri” oppure “ti derubano” dicendoti “tu hai…. E quindi tu
mi devi dare….”. Così vengono in Italia, prima approcciano con
gentilezze e premure, e poi “giù botte” se non vengono soddisfatte
tutte le loro pretese. E se reagisci, se per una volta sei tu che
reagisci e magari gli dai un calcio, sono loro stessi sono i primi a
farsi refertare dal pronto soccorso e dallo psicologo, e ti
denunciano, chiedendo i danni fisici e morali, aggiungendo al danno
la beffa. Per le donne è più facile trovano approdo facile presso
qualche vecchietto solo che tengono buono a volte con generose dosi
di sonnifero. Mio figlio aveva solo 14 anni quando si è trovato
nelle situazioni vissute da Nicolas Fini. Mio figlio al tempo
subiva, piangeva, subiva come tutta la famiglia annichilita
dall’impossibilità di non potere fare nulla, solo subire. Mio figlio
oggi, dopo due anni di palestra e kickboxing saprebbe cosa fare per
difendere la madre ingannata, picchiata, derubata, minacciata.
Nicolas Fini ha difeso la madre, e non dalla minaccia immediata
rappresentata dallo stato di ubriachezza del patrigno, che tanto di
lì a poco sarebbe stato di nuovo in libertà, Nicolas Fini ha difeso
il diritto della madre e della sua famiglia a vivere sereni in pace.
Lettera firmata
Amico
del cane
Il migliore amico del cane è quello
che dorme sul divano con una coperta di cashemire, su cui LUI si può
mettere comodo.
Scusi, vorrei un gol, quanto
costa? 2.800.000
“Gli stipendi di divi e divetti,
soprattutto per le big, pesano come un macigno sui bilanci”, scrive
Matito nella sua, come sempre intelligente e simpatica, lettera al
direttore, di sabato scorso.
Gli risponde non l’”ignorante” direttore, ma “Il sole 24 Ore”.
Nel campionato 2007-2008, ogni gol dell’Inter è costato 2,763
milioni di Euro, Ogni gol del Milan, 2,674. A seguire, a prezzi
scontati rispetto alle milanesi, i gol della Juventus che, al
SUPERmercato del calcio, sono costati appena 1,679 milioni di euro.
Al mercato ambulante, i gol dell’Atalanta sono andati a prezzo
stracciato: 373mila euro.
Non è un calcolo che richiede i potenti mezzi de “Il sole 24 Ore” e
sono dati certi, certificati. Sufficente dividere il costo del
personale in carico all’Azienda Inter, un dato indicato nel suo
bilancio pubblico, per il numero dei gol segnati. Analogo calcolo,
potrebbe essere fatto per i punti ottenuti in classifica.
Commenti? A ognuno i suoi.
Io ne faccio uno ovviamente particolarmente amaro, come meritano
queste cifre.
L’attuale rivoluzione dell’economia mondiale si basa sul calo del
prezzo dei beni materiali, per i quali siamo disposti a spendere
sempre meno, e la crescita del prezzo dei beni immateriali,
relazionali, emozionali, per i quali siamo disposti a spendere
sempre di più.
Con un gol non si riempie lo stomaco, ma si scarica una forte dose
di adrenalina. Il calcio quindi, ha un futuro. Che sia una buona o
una cattiva notizia, fa parte dei giudizi del tutto personali.....
Il direttore
Serie A….usterità
L'ex
campionato più bello del mondo si apre domenica all'insegna
dell'usato sicuro. Una campagna senza squilli, con troppa gente che
vende e poca che acquista. Se le grandi cercano di fare cassa per
poter comprare, le piccole giocano alle figurine, sperando di
azzeccare lo scambio buono: io do un terzino a te e tu dai una punta
a me. I pochi che possono, scoprono i talenti dei loro vivai. Era
ora. Forse non sentiremo più dire che i buoni giocatori di 18-20
anni devono maturare. Forse.
Dopo anni di sperperi, di folli cifre per acquisti non sempre
indovinati, abbiamo dunque scoperto che non è il caso di proseguire
nell'eterno, perché ciò significa la bancarotta. Ora si versano
lacrime di coccodrillo. Il Milan, che inaugurò la grande corsa a
comprare tutti i migliori, dopo decenni trascorsi a sognare un super
campionato europeo che sostituisse i logori campionati nazionali,
predica l'autarchia. Nel frattempo Moratti fa cassa con Ibra, ma già
promette altri acquisti e tiene a libro paga non una squadra, ma
tre. Mister petrolio sta cominciando a capire che la sua Inter non è
come le pompe di benzina che rendono anche in tempi di vacche magre.
Gli stipendi di divi e divetti, soprattutto per le big, pesano come
un macigno su bilanci giocoforza sempre più spartani. C'è tuttavia
da dubitare che questa austerità possa avere livellato i valori del
campionato a tal punto da sovvertire i pronostici. I ricchi sono
sempre tali e gli altri possono solo godere di inciampi casuali.
La giustificazione di eventuali mancati successi è comunque bell'è
pronta. Ora infatti siamo diventati i Grandi Moralizzatori e dal
pulpito lanciamo strali contro le follie del Real Madrid, lamentando
che gli spagnoli e gli inglesi (aiutati anche da sceicchi in cerca
di nuove emozioni) per giunta pagano poche tasse. Tutto giusto se
non fosse che non è una campagna acquisti sparagnina ad aver messo
le cose a posto. Ci vuole ben altro. A partire dai bilanci in ordine
per finire all'organizzazione dei club e agli stadi e qui non è il
caso di fare paragoni. Le tv sono le vere e incontrastate padrone
delle società che accettano ogni condizione senza fiatare.
Viene meno lo spettacolo-calcio e la sua fruizione da parte di un
pubblico di sostenitori con il sorriso sulle labbra. Recarsi allo
stadio, è diventata un'impresa o meglio una corsa a ostacoli che
toglie a molte persone la voglia di comprare il biglietto.
Controlli, tornelli e varie barriere non hanno reso il calcio più
sicuro, ma solo blindato e cupo. Gli stadi restano in larghissima
parte scomodi, brutti, inospitali, pericolosi.
Il problema non è solo l'accesso o
quanto accade fuori gli stadi, ma ciò che si lascia fare dentro a
rendere la partita per nulla godibile.
Nonostante tutto, noi malati cronici
di pallone ci saremo, ai campi o a casa.
Continuando a sbeffeggiare gli avversari, non con insulti, ma con le
solite burle verbali che non debbono uscire della buona educazione.
Senza far del male, ma per riderci sopra, come dovremmo fare sempre
di noi stessi. C'è già troppa gente intorno al calcio che si prende
troppo sul serio e combina danni. Buon campionato a tutti.
Matito
Speriamo che quel 6 non esca
Dalle colonne (videate)
del suo giornale devo pubblicamente ringraziare chi ha deciso di non
dividere in due, l’osceno premio del superenalotto. Sicuramente non
una scelta, ma un obbligo di legge, un obbligo “contrattuale”, ma
non importa.
Ovviamente fosse dipeso
da me non l’avrei diviso un due, ma in centomila parti. A ben vedere
però, devo dire invece che questa cosa mi sta facendo due insperati,
regali. Beh diciamo regalini, ma, come si dice, meglio di un calcio
nel s.......
Mi sta regalando, con la
crescita esponenziale delle giocate dovute alla follia della
vincita, la riduzione della voragine del debito pubblico nazionale,
un sessantamilionesimo del quale, ovviamente, è a carico mio. Una
quota di debito pubblico che da qualche mese, volontariamente,
milioni di italiani stanno restituendo allo Stato, compreso
ovviamente, una parte del mio.
Mi sta regalando ancora,
che una parte del mio debito mi venga addirittura pagato da
cittadini stranieri, con un doppio beneficio. Denaro che lasciato, e
quindi fatto circolare in Italia, accresce il nostro reddito, o per
meglio dire, di questi tempi, ne “riduce la riduzione”. Riduce
quindi anche la riduzione del mio, di reddito.
Certo, regalini, ma devo
dire che con l’aria che tira, io prendo su tutto, come si dice da
noi, meglio averne di roba.
Incrocio le dita perchè
quel sei non esca!
Un
non giocatore
37enne romeno
“Conselice, picchia l’ex moglie e
aggredisce un militare: in manette 37enne romeno”. Ci ho sperato di non
trovare questa notizia nel “mio” giornale e ora posso constatare che la mia
speranza era ben riposta.
Perchè se a picchiare è un romeno, la sua nazionalità è esposta dai media al
pubblico ludibrio, se è un mio cannozianale no? 37enne italiano
picchia......37enne conselicese picchia.....perchè per noi no?
Gli Italiani non picchiano le mogli? I dati dicono che il 90% dei reati di
violenza contro le donne sono compiuti dai mariti, italiani!
La realtà che conosciamo (conosciamo?) è quella che i media ci presentano, a
parte la nostra strada e poco più. I romeni picchiano le moglie e
aggrediscono i militari, quindi sono d’accordo anch’io che vadano respinti,
così avremo risolto il problema della violenza alle donne.............
Lettere firmata ?
PERCHÈ GRILLO NO?
Premetto di essere tutt’altro che un sostenitore delle distruttive posizioni
di Beppe Grillo che considero persino pericolose, se dovessero divenire
maggioritarie, per la stessa democrazia.
Ma è proprio la democrazia l’oggetto della mia domanda.
Quando mai un partito democratico nega l’adesione a chi non la pensi come la
sua classe dirigente? Quando mai in un partito democratico non è lecito
dissentire?
Ho militato per anni nella DEMOCRAZIA Cristiana, per la precisione in una
cottente della DEMOCRAZIA Cristiana, che dissentiva dal suo gruppo dirigente
con margini ben più ampi di quanto non dissentissero tutti gli altri
partiti. Convenivo sulle posizioni di altri partiti molto di più di quanto
non convenissi con le posizioni del gruppo dirigente del MIO partito. Non a
caso il mio partito si chiamava DEMOCRAZIA.
Ma anche il partito nuovo si chiama Democratico?
Un democratico
PARISI: "Dagli Ulivisti una scelta
libera, personale e responsabile."
C"Se alla fine del percorso, quello che daremo e chiederemo potrà essere un
voto, cioè a dire un auspicio sul futuro del Pd, oggi qualsiasi scelta tra i
candidati in campo è una scommessa."
Lo afferma Arturo Parisi, leader degli Ulivisti nel PD in una nota diffusa
oggi pomeriggio.
"In questo momento possiamo solo dire che questa volta la competizione non è
ancora giusta, ma è tuttavia una competizione vera. Mi auguro che nel tempo
possa diventare una competizione giusta, grazie al compiuto chiarimento del
profilo politico delle diverse posizioni attraverso il confronto. Nelle
scorse settimane avevo proposto, con alcuni amici, alcune precondizioni che
facilitassero questo confronto. Allo stesso tempo avevamo riproposto la
domanda affinché il progetto che ebbe il nome di Ulivo fosse rinnovato nel
futuro a partire dal riconoscimento degli errori passati. Nessuno purtroppo
ha finora soddisfatto le precondizioni richieste, né ha dato risposta alla
nostra domanda.
Comprendo tuttavia chi, gettando il cuore oltre l'ostacolo, mette a rischio
il proprio passato scommettendo assieme ad altri sul futuro di tutti.
Quanti nel tempo si sono chiamati ulivisti hanno ogni volta scelto a
prescindere dal passato, mai per abitudine o convenienze, per appartenenze o
scambi. Se siamo arrivati fin qui è perché in ogni passaggio di questi
lunghi quindici anni, gli ulivisti, a differenza di altri, sono entrati ogni
volta nel futuro, ma non sono mai entrati tutti assieme. Sempre ci siamo
infatti mescolati con altri riscegliendo ogni volta di nuovo a partire dalle
nuove domande del momento, per fedeltà ai nostri principi e per aiutare
anche altri a liberarsi dal proprio passato. Anche in questo passaggio penso
perciò che ognuno debba sentirsi chiamato ad esercitare in libertà la
propria personale responsabilità. Pur collocati su posizioni diverse, chi
scommettendo dall'interno, chi dall'esterno, prenderemo sul serio proposte e
proponenti, incoraggiando ognuno a confrontarsi con gli altri sul piano
delle idee, e spingendo tutti a svolgerle nel rispetto della ispirazione che
ha guidato i nostri passi in questi quindici anni.
Eserciteremo il discernimento dentro le contraddizioni presenti in modo che
ad ognuno sia consentito di fare in libertà la propria scelta nel rispetto
delle distinte domande: a livello nazionale a partire dalle proposte
avanzate a livello nazionale, a livello regionale a partire dalle proposte
avanzate a livello regionale."
Democratici Dentro e Democratici Davvero, area politica del PD
Emilia-Romagna
LETTERA APERTA ALLE DONNE DI CISL E UIL
Care amiche,
ci rivolgiamo a voi perché pensiamo che il dibattito che si è riaperto in
materia pensionistica necessiti di un rinnovato protagonismo delle donne e
della riproposizione di elaborazioni comuni che anche recentemente abbiamo
condiviso in modo unitario.
L’obiettivo della parità, anche riguardo l’età pensionabile, è il nostro
terreno di azione principale, e per realizzarlo siamo noi ad incalzare le
istituzioni italiane ed europee, non certo il contrario.
Ma quell’obiettivo non può essere realizzato con atti coercitivi che creano
nuove e maggiori disparità non solo tra uomini e donne ma anche tra le
stesse donne, nonché tra le lavoratrici del settore pubblico e del settore
privato, dopo che per anni ci siamo battute per poter realizzare regole
omogenee per i diversi settori produttivi .
Allo stesso modo, è evidente che quanto proposto alle parti sociali non si
configura neppure come un nuovo patto solidale tra generazioni (ossia tra
gli attuali pensionandi e i giovani inseriti in un sistema pensionistico che
si prospetta molto avaro verso di loro) perché l’ulteriore irrigidimento
delle condizioni di uscita per tutti, uomini e donne, non comporta
assolutamente alcun beneficio sulle generazioni colpite da basse
retribuzioni, precarietà e discontinuità nel lavoro.
Pensiamo che il modo migliore per realizzare effettivamente la parità di
trattamento tra uomini e donne, tra i diversi settori e tra generazioni, sia
tornare alla flessibilità dell’età della pensione secondo lo spirito della
riforma Dini, oggi più attuale che mai, proprio in relazione all’evolvere
del mercato del lavoro, dei diversi settori produttivi e delle esigenze
individuali.
Ripristinare questa possibilità consentirebbe di realizzare anche spazi –per
uomini e donne- di responsabilità individuale e di libertà di decidere
rispetto alle proprie convenienze, necessità, possibilità e, perché no,
desideri e aspirazioni.
Allo stesso tempo, risulta indispensabile riproporre il senso e lo spirito
di quanto previsto dalla legge di recepimento del protocollo del 23 luglio
2007 in materia di riconoscimento dei lavori usuranti e di verifica del
sistema contributivo nel suo complesso.
Riteniamo, inoltre, che non sia corretto distrarre i risparmi previdenziali
realizzati in questi anni verso altri capitoli, fossero anche ascrivibili in
senso lato all’ambito del sociale, dal momento che sono ancora tanti gli
interventi che necessitano per realizzare la effettiva parità previdenziale
delle donne, dal riconoscimento del lavoro di cura, al riconoscimento pieno
del valore sociale della maternità, per non parlare della esigenza di
ridurre i danni pensionistici determinati dal lavoro part-time o da alcune
attività lavorative a prevalente occupazione femminile.
Pensiamo, infine, che sia fuorviante concentrare l’attenzione solo su quale
parità al momento del pensionamento se non si pone l’esigenza di realizzare,
prima e non dopo, vere politiche di pari opportunità nell’accesso al lavoro,
nella permanenza al lavoro, nello sviluppo della carriera, per non parlare
della gamma dei servizi sociali indispensabili per permettere ad ogni donna
e ad ogni uomo di poter condividere e conciliare i tempi di vita e i tempi
di lavoro.
Care amiche, abbiamo ricordato temi frutto di elaborazione comune perché per
noi sono ancora valori da riaffermare.
La nostra speranza è che possano essere riproposti anche in modo unitario
per rapportarci alle decisioni assunte dal governo, peraltro per decreto
legge, e assumere le iniziative opportune a tutti i livelli.
Susanna Camusso, Vera Lamonica, Morena Piccinini, Nicoletta Rocchi
COMPLIMENTI PER LA NUOVA SEZIONE SUI
CANI
Inizierà mercoledì 19 agosto
Caro Direttore,
Leggo con piacere che pavaglionelugo.net sta preparando uno spazio dedicato
ai cani.
E’
bello poter condividere i nostri cani, vedere le loro fotografie, raccontare
le loro storie e quanto riempiano le nostre vite con la loro presenza e il
loro affetto disinteressato e sincero.
Ci
accolgono esultanti al nostro ritorno, anche se siamo stati fuori per solo
mezz’ora, ci cercano con sguardi intensi e profondi, comunicano con noi in
mille modi, con l’ingenuità e la completezza del loro affetto, con le loro
piccole, buffe abitudini.
I
cani hanno grande sensibilità e intelligenza, ci amano sempre, anche se
siamo vecchi, o brutti o poveri o altro...
I
cani ci aiutano a diventare meno sedentari, a socializzare con altre
persone, a dare un giusto valore alle cose nel meccanismo della vita
quotidiana fatta di impegni e di lavoro.
…Piccole gioie, come fare una corsa in un bosco o passare tutto il loro
mantello con la spazzola o sedersi su una panchina, con loro al nostro
fianco….Gioie che non hanno prezzo!
Complimenti quindi a tutti voi per la nuova iniziativa, vi leggerò
ancora più volentieri.
Simona Dalla Benetta
A DESTRA O A SINISTRA?
Riceviamo e, come sempre, pubblichiamo.
“Caro Arrigo, sei
veramente un Grande e ti apprezzo molto...tranne che quando parli male del
centro destra.”
Lettera firmata
Sono poche parole, perché “tagliare” le prime?
Ci piace il pensiero della lettrice. Visto il contenuto delle prime parole,
meglio precisare che si tratta di una lettrice! Anche se ovviamente non possiamo
pubblicare il nome: ma non me la sono scritta da solo!!!
Mi piace, ovviamente, la sua prima osservazione, ma anche la seconda perché mi
permette di chiarire ancora una volta il tema.
La prima risposta da dare ai lettori riguarda la quantità. La quantità di spazio
del giornale occupato da notizie del centrosinistra e di quello occupato da
notizie del centrodestra: è l’esatta fotografia di ciò che arriva in redazione.
Tutto ciò che ci arriva, viene “tutto”, pubblicato! E’ così per tutto ciò che
arriva in qualsiasi settore, compreso la politica, ovviamente, senza eccezione!
La seconda riguarda i contenuti di ciò che scrivo io. La mia mission di
direttore, quella ricevuta dal presidente “formale” dell’associazione che
pubblica il giornale, e quella che suppongo sia voluta da voi lettori, è
dirigere un giornale di “successo”, letto dal maggior numero di persone
possibile. A chi scrive sul Pavaglione, voi e noi, “piace” che a leggere ciò che
scriviamo, sia il maggior numero di persone.
Da qualche giorno abbiamo un inimmaginabile, sino a poco tempo fa, numero di
contatti. Sino a un mese fa, avevamo superato i trecento una sola volta Da un
paio di settimane, non c’è stato un giorno che siamo andati sotto i trecento.
Trecento: siamo già il terzo quotidiano locale...e siamo in piena estate!
Il 50 % dei romandioli ha simpatia per il centro sinistra, “solo” il 30% per il
centrodestra: cerco di vendere dove la potenziale clientela è più ampia...
Il direttore
(o la motivazione non vi
convince??)
GRILLO SI’, GRILLO NO
Finirà che cambieremo al titolo
della sezione, non più lettere al direttore ma lettere del
direttore.......ma nessun problema, a differenza dei giornali cartacei,
noi non abbiamo problemi di spazio. L’ultima delle cose che potrei fare
è togliere spazio a voi! Del resto voi siete i proprietari e per
punizione mi caccereste. Con l’aria che tira, figurarsi se alla mia
veneranda età, potrei permettermi di mettere a rischio il posto di
“lavoro”.
Ma veniamo a ciò di cui si parla, la candidatura di Grillo alla
segreteria del Partito Nuovo.
Non mi esprimo in merito per non “influenzare l’opinione dei lettori” (figurrarsi
se vi fate influenzare da me!). mi limito a fare il mio mestiere di
cronista.
Riporto intanto una dichiarazione dello stesso Beppe Grillo.
“Perché candidarsi alla guida di un partito che fino a ieri era oggetto
dei suoi strali? Lo statuto del Pd è chiaro: per candidarsi occorre
riconoscersi nel Manifesto dei valori, nel Codice etico e nello Statuto
del partito. «Io sono pronto a riconoscermi in tutto - ribatte - ma non
è questo il punto. Se mi candido è per riempire un vuoto che, dalla
morte di Enrico Berlinguer (storico leader del Pci morto nel 1984, ndr)
non è mai stato colmato. Che avrebbe detto Berlinguer del lodo Alfano?»
si chiede. «Topo Gigio Veltroni, baffetto D'Alema. Avete mai sentito una
parola chiara da questa gente sul conflitto d'interessi?. No, loro sono
la polizza di assicurazione di Berlusconi. E finché ci saranno loro,
sarà rinnovata. E questo perché si chiudono nel loft e non si aprono ai
cittadini”.
Poi registro, nel partito dei contrari alla sua candidatura (al di là
delle assurde questioni burocratiche, chiaramente di trincea), Bersani e
Franceschini; tra i favorevoli il dott. Marino e il giornalista Adinolfi.
Mi limito al solo parere del prossimo segretario del Partito Nuovo che,
ovviamente, sarà uno dei quattro (per ora) candidati. Un quinto
possibile segretario del Pd, potrebbe essere lo stesso Grillo (!??) ma
il suo parere in merito è scontato.
Non credo sia rilevante il parere degli altri big perché dovrebbe
valere, una testa un voto, quanto quello del 26 per cento degli italiani
che votano PD, parere che, ovviamente, non ci è dato conoscere.
Una scelta discrezionale, soggettiva, però l’ho fatta. Nel citare i
quattro candidati, ho messo davanti agli ultimi due (Marino e Adinolfi)
il segno della loro professione, del loro mestiere: medico l’uno,
giornalista l’altro. Bersani e Franceschini di mestiere, da quando sono
diventati maggiorenni, di professione sono “politici”, "politici di
professione". La cronaca registra che i "rappresentanti della società
civile" tengono la porta aperta a Grillo; i secondi, i "politici", la
chiudono.
Arrigo Antonellini
LE RACCOMANDAZIONI DI MARINO
Direi che sembra un pochino scomposta la
reazione di tutto "l'apparato" del Pd alla sollecitazione del dott.
Marino, a fare attenzione su coloro che ricoprono cariche di
responsabilità nel Partito. Impossibile conoscere la doppia vita delle
persone, è stato detto, a proposito del "violentatore" segretario di un
circolo del partito e quindi "vergognose" le accuse di Marino.
Le cronache parlano però di un uomo già processato e assolto....
Forse, piuttosto che "stracciarsi le vesti", meglio accogliere, con
spirito costruttivo, i richiami a fare davvero attenzione, in un Partito
Nuovo con le stanze di vetro.
Arrigo Antonellini
PRIME RIFLESSIONI POST ELETTORALI
Quesiti posti al candidato
sindaco per la lista “il tuo Paese”, rag. Antonio Bassi.
- Per il centrosinistra pareva la volta buona e invece la lista “Insieme
per S.Agata” ha centrato la quarta vittoria consecutiva, terzo successo
personale di Amadei che è andato anche meglio di Franca Proni nel 2004:
i punti di vantaggio sul centrosinistra sono saliti al 3,5% (erano il
2,3%).
Se poi si sommano i 110 voti raccolti dalla lega Nord il divario diventa
ancora maggiore.
Come si spiega questo risultato? Di chi è il merito di questa vittoria?
- Nonostante la presenza della Lega Nord, che dovrebbe aver pescato voti
nell’elettorato di “Insieme per S. Agata”, la lista “Il tuo paese”
invece ha perso ben 4 punti percentuali.
Quale è stato il vostro tallone d’Achille?
- I “nuovi santagatesi” chi hanno votato e perché?
Risponde Antonio Bassi:
Sant’Agata, 27 giugno 2009
“Pareva la volta buona per il centrosinistra” E’ solo una sensazione
soggettiva in quanto la legislatura locale di Proni/Amadei si è conclusa
senza scosse ed addirittura il quadro nazionale era ed è cupo per il
centrosinistra. Nel 2004 il governo Berlusconi era in crisi ed il quadro
politico era più favorevole alla coalizione dell’Ulivo. Tuttavia, ad
onor del vero, alle europee il Partito Democratico, ha staccato di gran
lunga il Polo delle Libertà e si è confermato il più forte nel nostro
Comune.
Amadei è stato più bravo nel raccogliere 55 voti (seggio n.1 -28, seggio
n.2 +83) in più rispetto ai 37 (seggio n.1 -13, seggio n.2 -24) raccolti
dalla Proni nel 2004. Diciotto voti di scarto rappresentano una tendenza
di minima consistenza per una lettura politica. Tra l’altro, nel 2009
hanno votato 72 cittadini in più rispetto al 2004.
Nel corso della campagna elettorale, al sottoscritto è stata attribuita
la qualifica di forestiero, cioè colui che si trova lontano dai
santagatesi e dai loro problemi e si sono dette tante altre cose
inesatte che hanno fatto presa sulla gente.
Il 6 e 7 giugno 2009 non ha votato il 6,26% dell’elettorato pari a 133
santagatesi. ( Sono i nuovi santagatesi ? )
La Lega Nord, a livello nazionale e locale, ha registrato una notevole
affermazione. Non è semplice capire quale direzione avrebbero preso i
110 voti dati al Carroccio nelle comunali se la Lega non avesse
presentato una lista propria. Inoltre, le polemiche sorte tra Amadei,PDL
e Lega hanno creato a Sant’Agata un clima turbolento nell’ultimo mese di
campagna elettorale non facile da decifrare in termini di consenso. Però
bisogna aggiungere che, sicuramente i 32 voti di differenza fra europee
e comunali, sono andati a sostenere Amadei.
Storicamente, Amadei è apprezzato da un centinaio ed oltre di consensi
provenienti dal centrosinistra che alle Europee votano per il simbolo di
appartenenza ma alle comunali si affidano e
riposano sull’uomo che conoscono. Dispiace che non abbiano apprezzato
completamente, come meritava una squadra splendida di giovani preparati
e capaci che avrebbero formato una giunta certamente più dinamica di
quella di Amadei, senza alcun bisogno di assessori esterni.
Antonio Bassi
MICROFONI SPENTI
TEMPO RUBATO AI CONTENUTI
Nei giorni scorsi un giornalista della Rai ha avuto l’incarico di
relazionare agli italiani sul pensiero di Veltroni in merito alla liena
politica del PD e alle prossime Primarie.di Di un partito che ha avuto
il consenso di oltre un quarto degli italiani.
Come sempre, il direttore del TG1 avrà dato all’inviato, il tempo del
servizio, che è risulato essere 120 secondi. Un tempo che può apparire
equo ma che ovviamente obbliga l’inviato a sintetizzare un intervento di
120 minuti in 120 secondi. è il suo mestiere ed è abituato a farlo.
Il giornalista ha deciso di riservare 20, di quei 120, alla “notizia”
che durante l’intervento di Veltroni si è rotto il microfono.
Vi chiederei di fermarvi solo 5 secondi a riflettere. Tema:
l’importanza, l’interesse, oggi, degli italiani, del famoso “cittadino
medio”, per i contenuti della politica, magari confrontando questo
livello di interesse per la politica, per i contenuti della politica non
dei suoi gossip, con quello della “cronaca”, delle notizie di cronaca.
Approfondimento del tema: gli interessi del cittadino medio si creano,
si formano, si modificano, con ciò che gli viene dato.
Arrigo Antonellini
ABOLITI I TICKETS SULLA
SPECIALISTICA AMBULATORIALE
Con questi titoli i principali
giornali e tv hanno commentato una delle proposte presenti nel recente
Decreto legge “Provvedimenti anticrisi” varato venerdì dal Consiglio dei
ministri.
Non è vero!!!
L’ unica abolizione, se così si può chiamare, riguarda il "ticket che
non c’è" cioè quello da 10 euro che, a partire dal 2007, non è mai
entrato in vigore e che ogni anno, in occasione delle leggi finanziarie,
è oggetto di discussione fra il Governo e le Regioni. Pertanto l’unica
novità è che, a partire dal 2010, si riduce la distanza fra le risorse
necessarie e quelle previste per la sanità, che rimane comunque
superiore ai 3 miliardi di euro. Per i lavoratori e i pensionati non
cambia nulla, tanto si pagava di ticket e tanto si continua a
pagare…Cosa c’entri tutto ciò con il sostegno alle famiglie e come
provvedimento anticrisi rimane un mistero, in questo caso, facile da
svelare.
Assolutamente niente!!!
La Segreteria CGIL E.R., il Dipartimento
Paolo Lanna Fausto Viviani
RIPRISTINATE LE FASCE ORARIE PER
REPERIBILITA’ MALATTIA
Con il decreto anticrisi, è
passata l’equiparazione tra pubblico e privato delle fasce di
reperibilità per i lavoratori in malattia con l'abrogazione di una norma
gravemente vessatoria e il ritorno alle vecchie fasce 10,00 / 12,00 e
17,00 / 19,00, in virtù del principio di equiparazione tra lavoro
pubblico e privato.
Oltre alle fasce orarie, a partire da oggi, è prevista l’abrogazione dei
tagli al salario di produttività collegati a tutti i permessi.
Pur nella consapevolezza della bontà di questi risultati, non cessa
l’azione della CISL FUNZIONE PUBBLICA che chiede che venga rispettato
anche l’altro impegno preso dal Governo con il protocollo del 30 Ottobre
2008: il recupero di tutte le risorse tagliate alle leggi speciali per
la produttività dei lavoratori delle Amministrazioni Centrali.
BERSANI 70%,
FRANCESCHINI 30%
Ho già scritto sul suo giornale, gentile
direttore. che ascolto spesso, appena posso ovviamente in macchina,
Radio2.
Da lì ho avuto l'esito delle primarie, anzi le ultimarie, le hanno
chiamate, per il nuovo segretario del Pd.
Hanno fatto un sondaggio campionario (dieci interviste !! e colgo
l'occasione per segnalare l'intelligenza dei ravennati, perchè tra 10
italiani che ascoltavano Radio2, un intervistato era di Ravenna e uno di
Faenza).
Sette per Bersani e tre per Franceschini, ma soprattutto quasi tutti
volevano rifiutarsi di votare perchè hanno chiesto di poterlo fare per
un nome nuovo. Ben 4 di loro si sono augurati Debora Serracchiani.
Motivazione: due sei sette che hanno votato Bersani (a tutti veniva
chiesta la motivazione del foto) hanno risposto di non voler morire
democristiani...
Arrigo Antonellini
CHI HA VINTO?
Questa
cosa che dopo le elezioni in Italia, tutti hanno vinto e nessuno ha
perso, una vergogna che ci trasciniamo da mezzo secolo, deve finire!
Titoli come quello de “Il resto del carlino”, “Il Pd perde” sono
vergognosi. Ma ancora più vergognoso, perché è una televisione pubblica,
di tutti e il canone lo pagano non solo gli elettori centro destra ma
anche quelli di centro sinistra, è il modo come il TG1 ha relazionato
sui risultati, tenendo per ultimissimi i trionfi del centro sinistra (il
60%) a Bologna e a Firenze, due comunelli dove da TUTTI, il risultato
era dato per incerto. Per certo semmai si dava la vittoria del centro
destra alla Provincia di Milano, come è successo, non con il 60, ma con
il 50,2, qualche centinaia di voti
Molto meno “scorretta” la lettura dei dati fatta dal TG5, ma, normale:
lì i giornalisti giocano in casa, mentre a RAI1 sono in trasferta e il
posto devono guadagnarselo.
Me vediamoli, questi dati.
Si giocavano 16 partite nei Comuni capoluogo e 22 nelle Province.
Partite che iniziano dallo zero a zero. il primo risultato è la prima
scheda che entra nell’urna alle 7 del mattino.
Se un candidato al primo turno ha fatto il 49,9, significa che la
maggioranza, il 50,1 non lo voleva e la vittoria nel ballottaggio va
conquistata da zero.
Il centro sinistra ha vinto 11 partite e ne ha perse 5, nei Comuni
capoluogo; vinte 13 e perse 9, nelle Province.
Ma cinque anni fa...CINQUE anni fa???
Ve l’immaginate i tifosi della della Lazio che ha battuto la Fiorentina
1 a 0, leggere sui giornali che in realtà ha perso perché l’hanno prima
aveva vinto 2 a 0?
CINQUE anni fa! Alla mia età sto iniziando a perdere la memoria.
Qualcuno mi aiuti: c’era il Pci, o il Pds o i DS; c’era la Dc o i
Popolari o la Margherita? C’era l’Idv? Forse il Pd non c’era, ma mi
informerò...
Su 16 grossi Comuni, domenica, in 11 ha vinto il centro sinistra; su 22
province (un quinto di tutte) il centro sinistra ha vinto 13 volte o
davvero la matematica è un’opinione!
Non sarà che basta cambiare i giornalisti che ce li danno, i risultati?
Arrigo Antonellini
PRIMARIE E ALLEANZE
In
politica, la forma, i metodi, sono sostanza. E la politica è qualcosa
che oggi va fatta con semplicità e razionalità, eliminando
definitivamente quel termine "sottile" che l'ha caratterizzata per
troppi anni. Già, la "difficile arte" della politica non può più far
parte del ventunesimo secolo.
Oggi gli elettori, pretendono di capire, prima di votarti.
I risultati delle amministrative di domenica scorsa, accendono un faro
sul percorso da seguire per liberare il Paese, le Regioni, le Province,
i Comuni, dal governo del centro destra: elezioni Primarie e Alleanze.
Già, due metodi. Non un'articolata chilometrica relazione politica a un
congresso. Non trecento pagine di un programma elettorale.
Primarie. Alle comunali di Roma il centro sinistra, con il candidato
scelto dal Partito ha raccolto il 47%. A quelle di Bologna e di Firenze,
con il candidato scelto dagli elettori, il 60.
Alleanze. L'ottima legge elettorale per le comunali, che tutta Europa ci
invidia, che tutti i partiti (il centro destro solo prima della
sconfitta di domenica) osannavano, istituzionalizza, per sua natura, le
alleanze, attraverso il meccanismo del ballottaggio. Il Pd, "costretto"
a fare alleanze per i ballottaggi, li ha stravinti.
Ora ci si diverta pure a lacerarsi sui nomi, sulle candidature, sulla
Poltrona del segretario del Partito. Se questa guerra non schiferà
troppo gli elettori da far perdere gli ultimi entusiasmi, dopo gli
errori dei primi due anni per un partito che doveva essere nuovo e
invece si è presentato, da Roma sino ai Comuni, con ex PCI ed ex Dc,
chiunque la vincerà la guerra fratricida, non importa.
Con Primarie e Alleanze ora tocca a noi a vincere, come abbiamo iniziato
a fare domenica.
Arrigo Antonellini
MORTE IN DIRETTA NELLA TV
PUBBLICA?
Egregio
direttore, come si usa dire, quando ci si rivolge ad un direttore di
giornale. Un direttore però, io, che questa volta (solo questa!) non è
stato in grado di fare il suo "mestiere" e che si rivolge quindi a voi
per aiutarlo a rispondere alla domanda del lettore.
"E' vero che il telegiornale di Rai 1, il primo telegionarle della
televisione PUBBLICA, sabato scorso, alle 20,05, e quindi nel momento di
maggiore audience (l'audience dei telegiornali cala con il passare dei
minuti) ha mostrato in diretta l'uccisione di una Ragazza?".
Stavo guardando quel TG, come purtroppo faccio spesso. La televisione di
Stato ci stava relazionando sulla esplosiva situazione dell'Iran. La
conduttrice ha detto, più o meno:"vi mostriamo le immagini
dell'assassinio di una Ragazza".
Mi sono dimenticato di essere un giornalista, che il mio mestiere doveva
farmi guardare, per poi "informare" i lettori, spero milioni, milioni di
milioni, che in quel momento non stessero guardando la televisione di
Stato, su cosa avrebbero mostrato le immagini. Mi sono voltato.
Quelli di voi che hanno visto rispondano al lettore. Anzi, NON lo
facciano, perchè non lo pubblico!
Mamma Rai, la mia, la tua, televisione, quella che ti regala tanta
pubblicità e per cui paghi il canone e di cui, essendo pubblica, siamo
proprietari.
Ore 20,05: adesso ti mostro come si uccide una Ragazza, una Persona, un
mio fratello in Cristo.
Hanno mostrato anche il viso? Quel viso che come giornalisti abbiamo
l'obbligo di oscurare quando pubblichiamo la foto di un italiano che è
al cinema o beve un caffè? Certo, italiano, ma quella persona era (già,
ERA!) mussulmana, iraniana.
Ho visto il resto del TG: 25 minuti di cronaca nera, in questo Paese che
ha bisogno di ordine, disciplina!
Il direttore
BRUNETTA APPLAUDITO QUANDO HA DETTO
COSE GIUSTE, ORA VOGLIAMO I FATTI
"Il ministro Brunetta dovrebbe fare più
attenzione quando si lancia in dichiarazioni ad effetto come quelle
rilasciate a margine dell’incontro con le imprenditrici romane e avere
più rispetto per le parti." ha dichiarato il Segretario Generele CISL FP,
Giovanni Faverin. "Il sindacato non solo è in piena salute, ma continua
a rappresentare la grande maggioranza delle competenze e delle
professionalità delle amministrazioni pubbliche, cioè dei “suoi”
dipendenti.
Per questo dovrebbe mostrarsi un datore di lavoro più illuminato." La
dichiarazione di Faverin prosegue - "E’ vero che al Congresso della Cisl
Fp Brunetta è stato applaudito, ma ciò è avvenuto perché ha fatto
proprie molte delle sollecitazioni che gli abbiamo fatto arrivare, come
per l’apertura del confronto sul decreto attuativo della legge 15, sulle
fasce e le quote per l’assegnazione del salario accessorio o
sull’impegno a equiparare la reperibilità di malattia tra pubblico e
privato. Oppure quando ha ricordato il protocollo del 30 ottobre e i
rinnovi firmati insieme. E personalità fondamentali come quelle di Ezio
Tarantelli e Marco Biagi. "
"Brunetta ha anche chiesto scusa ai tanti lavoratori pubblici onesti per
la campagna antifannulloni che ha finito per riguardarli: anche per
questo è stato applaudito. Adesso aspettiamo i soldi tagliati da
Tremonti e vogliamo vedere quanti ne stanzierà l'esecutivo nel Dpef per
il rinnovo del contratto che Brunetta e il governo hanno firmato con il
sindacato del pubblico impiego il 30 aprile."
"Servono più fatti e meno polemiche." - questo il monito conclusivo
della dichiarazione.
I CIMITERI CI PARLANO, CI
INSEGNANO, CI AIUTANO A CRESCERE...
Sono originario di Massa
Lombarda, dove il culto per i morti non ha paragone nella bassa Romagna.
E' l'unico cimitero con le massime scolpite nel marmo e con le panchine.
La famiglia Zini è stata custode del cimitero di Massa Lombarda dal 1811
al 1984 ininterrottamente ed è stato Biagio Zini, l'ultimo della
dinastia, a scolpire di suo pugno le frasi tratte da Leopardi o da
Foscolo.
Lo zio Biagio (era marito della sorella di mia mamma) fu anche il
creatore della frase "FUMMO COME VOI, SARETE COME NOI"; frase che poi è
stata ripresa in molti cimiteri italiani ed è diventato il motto dei
Pensionati d'Italia. Con grande ironia diceva anche: Gira quanto vuoi ma
qui t'aspetto!
Le panchine erano state volute proprio dalla zio Biagio perché diceva
che non poteva certo dispiacere al defunto se i parenti si sedevano a
fare due chiacchiere, anzi sarebbe stato felice di aver contribuito ad un
momento di amichevole contatto in più.
Ma torniamo alle lapidi. Biagio Zini forse non riteneva bastassero le
frasi sulle tombe e volle aggiungerne altre affinché la visita al
cimitero non si limitasse al cambio dei fiori davanti alla foto
dell'estinto, ma diventasse ancora di più, momento di intima
meditazione.
Ricordo una traduzione improvvisata che dovetti fare ad una vecchietta
della frase "Deorum Manium Iura Sancta Sunto" e del favore che suscitai
benché si trattasse di una scritta pagana e la vecchietta fosse invece
molto religiosa.
Beh, concludendo, quando è esplosa la polemica pre-elettorale sulle
croci al cimitero, sono andato a leggermi il carme "Dei Sepolcri" di Ugo
Foscolo; lettura che consiglio a tutti, prima di aprire bocca su questo
argomento, naturalmente lo consiglio anche alla Giunta Comunale.
La frase della Duodecim tabulae è scolpita proprio sulla tomba di mio
zio.
Guido Neri
TORO IN SERIE A?
Permettetemi, da esperto per "qualche"
anno di attività nel settore, di fare alcune considerazioni su quanto
leggo sui giornali ed in particolare sulla autorizzata fusione fra Toro
Assicurazioni e Alleanza, entrambe del gruppo Generali.
Negli anni 60 le Compagnie che guidavano il mercato erano Generali di
Venezia (fondata nel 1831), Riunione Adriatica di Sicurtà (fondata nel
1838), Compagnia di Milano (fondata nel 1825), Reale Mutua (fondata nel
1828) e Anonima Torino (fondata nel 1833). Tutte le altre erano di
secondo livello, comprese Sai, Unipol e Lloyd Adriatico che praticamente
erano appena nate.
Negli anni 60 quelle cinque Compagnie, erano tutte centenarie ed erano
guidate da assicuratori puri e non da finanzieri. Negli anni 60 gli
agenti di assicurazione dileggiavano i produttori liberi soprattutto di
Alleanza, ma anche di INA, che venivano reclutati fra i giovani
diplomati e senza nessuna formazione, venivano spremuti ad assicurare
parenti, amici e vicini di casa.
Adesso leggere che l’Anonima Torino, poi chiamata Toro Assicurazioni
diventerà Alleanza-Toro, per cui forse non potremo più distinguere fra
intermediari iscritti al registro unico sezione E) e gli intermediari
della sezione C) mi fa accapponare la pelle, con buona pace degli agenti
Toro.
Per chiarezza sarà bene precisare che gli intermediari iscritti alla
Sez. E) sono i sub-agenti che dipendono da una agenzia e quindi lavorano
in tutti i rami sotto il controllo diretto di un agente, mentre gli
intermediari della sezione C) dipendono dalla Direzione Generale e fino
ad ora hanno venduto solo polizze del ramo vita.
Questa fusione verrà presentata al grande pubblico come una favorevole
opportunità per il consumatore, ma si tratta solo del tentativo di
raggiungere economie di scala e non ingannerà di certo gli addetti ai
lavori.
Per finire la Riunione Adriatica di Sicurtà, poi chiamata RAS, dopo aver
rinunciato al logo del leone di San Marco, per troppa assomiglianza con
il leone delle Generali, è ora di proprietà della tedesca Allianz, così
come la triestina Lloyd Adriatico. La Milano Assicurazioni è passata di
mano diventando un feudo della SAI, che ha acquisito anche la Fondiaria
(fondata nel 1879).
Guido Neri
Consulente assicurativo
BEVETE PURE
Visto che ci è noto, ci è dato sapere solo ciò che chi ha il compito di
far sapere, i media, decidono di farci sapere, mi pare sia bene che si
sappia (!) che la maggioranza che attualmente governa il Paese ha
lanciato il messaggio: bevete pure, bevete quanto volete e quando
volete.
Già, il Pdl, il popolo delle Libertà! Compresa ovviamente quella di
bere: libertà di chi produce, vende, i locali pubblici, le discoteche,
di commerciare “liberamente” alcol.
In commissione alla Camera dei deputati, durante l’esame del disegno di
legge Comunitaria per il 2009, è stato approvato un emendamento della
maggioranza che elimina il divieto, oggi vigente, di vendere alcolici
dopo le due.
Arrigo Antonellini, modesto esponente della solita sinistra sempre
triste, oscurantista, proibizionista, non godereccia dei piaceri della
vita (alcol e ragazzine)
L’ITALIA DI BRUNO VESPA
La
sentenza del Tribunale di Milano del 17 febbraio 2009 ha condannato, in
primo grado, l’avvocato inglese David Milss alla pena di quattro anni e
mezzo di reclusione, per essersi fatto corrompere da Silvio Berlusconi,
affinchè rimanesse reticente nei due processi a carico del Cavaliere
stesso nel Novembre 1997 (tangenti alla Guardia di Finanza) e Gennaio
1998 ( Al Iberian).
Secondo la sentenza sopracitata, di cui ora è stata depositata la
motivazione , “ Milss ha agito certamente da falso testimone, da un lato
per consentire a Berlusconi e al Gruppo Fininvest l’impunità dalle
accuse o almeno il mantenimento degli ingenti profitti realizzati
attraverso le operazioni finanziarie illecite, compiute fino a quella
data ( Febbraio 2000 ) e dall’altro lato contemporaneamente perseguire
il proprio vantaggio economico”.
Il processo contro Berlusconi per aver corrotto Milss era
originariamente unito a quello di cui sopra, ma ha dovuto essere
stralciato a seguito della legge, denominata Lodo Alfano, dal nome
dell’attuale ministro della Giustizia del governo Berlusconi.
Tale legge ha concesso l’impunità alle prime quattro cariche dello stato
, fra cui l’attuale premier. Da notare che il Lodo Alfano, al di là
delle lamentele di Berlusconi sulle lungaggini del Parlamento, è stato
approvato in soli 25 giorni!
Questi fatti inoppugnabili, derivano non da articoli di giornali, ma da
una sentenza di un Tribunale della Repubblica Italiana, che trae la sua
legittimazione dalla stessa Carta Costituzionale (vedi Titolo IV).
Orbene, Vespa, nella trasmissione di “Porta a Porta” di mercoledì sera
20 Maggio 2009, ha titolato la trasmissione stessa: “ La nuova guerra
dei giudici contro il premier “, come se si fosse trattato di una nuova
iniziativa gratuita dei giudici di Milano contro Berlusconi e non invece
della motivazione di una sentenza di condanna del 17 Febbraio scorso
contro Milss, che i giudici erano obbligati a motivare in virtù di
un’elementare norma del codice di procedura penale.
Quale subdola distorsione della verità! E come facevano i giudici a
motivare che Milss era stato corrotto senza fare riferimento al
corruttore Silvio Berlusconi?
Del resto vi è agli atti la confessione dello stesso avv. Milss, che ha
detto: “ La mia testimonianza aveva tenuto mister B ( Berlusconi ) fuori
da un mare di guai nei quali l’avrei gettato, se solo avessi detto tutto
quello che sapevo. 600 mila dollari furono messi a mia disposizione”.
Ciro Benelli
NON SI VOLEVA OFFENDERE IL
SENTIMENTO RELIGIOSO
Caro Direttore,
Vivo con molto disagio questo passaggio della vita politica lughese. Ho
amici in entrambi i "fronti" (l'opposizione e la maggioranza): vedo che
molti sono in buona fede. Riconosco che le critiche di entrambi gli
schieramenti possono trovare una giustificazione logica e da rispettare.
Credo che sul piano delle motivazioni politiche la maggioranza non
voleva offendere il sentimento religioso: proprio l'amicizia e il
passato di comuni esperienze sociali e parrocchiali mi impediscono di
poter affermare il contrario.
Cosa è successo, allora?
Non conosco come è impostato il lavoro della Giunta. Proprio non sapendo
come è nei fatti organizzata la Giunta, mi è venuto spontaneo osservare
che questo episodio dimostra una prassi logora per cui si è persa la
cognizione di politica.
In questo vuoto politico i "tecnici" hanno proposto una visione della
sistemazione del cimitero basata "solamente" su elementi estetici (il
modello canadese) che poi la Giunta ha approvato con la delibera.
Questa visione ha innescato la polemica: alcuni cittadini accusano la
Giunta di aver rivelato la sua concezione atea, annullando la concezione
cristiana del cimitero come dormitorio e luogo visibile della comunione
fra i viventi e i defunti, speranza resa ragionevole dal fatto storico
dalla Resurrezione di Gesù Cristo.
La Giunta ribatte che è montata una vergognosa campagna pre-elettorale,
perchè mai e poi mai si è voluto offendere le persone.
Personalmente credo che si debba cercare una posizione costruttiva: la
vita non finisce il 7 giugno.
Non possiamo lavorare per crearci un clima di contrapposizione
esasperata.
Sarebbe auspicabile che nelle prossime ore quando le urne sono ancora da
aprire si arrivasse ad una rappacificazione, ad una riforma delle regole
della gestione del nostro Comune: quale è il ruolo della Giunta, quale
dinamica istituzionale si deve vivere in essa, quale è il ruolo della
Maggioranza e quello delle Minoranze, quali atti di indirizzi sono da
adottare in via preliminare a certe delibere di giunta, come fare per
controllarne la concreta attuazione, ecc.
Il Vangelo ci ricorda che non si può mettere vino nuovo in otri vecchi,
perchè la fermentazione in opera può spaccare tutto.
Pur sapendo questo, noi lughesi dovremmo trovare il coraggio per tentare
comunque di andare oltre quello che è successo in questi giorni. Esiste
un valore comune a tutti? Si. Sono i nostri figli.
La ricerca di questo nuovo equilibrio istituzionale viene complicato dai
nessi fra il nostro Comune e l'Unione dei Comuni della Bassa Romagna.
Ciò che ho descritto costituisce il sentiero ideale che vorrei veder
percorrere dalle varie forze politiche lughesi. Se ciò non dovesse
realizzarsi diventerebbe auspicabile un cambio dell'attuale maggioranza,
perchè costringerebbe ad un grande momento di verifica di tutto.
In questi giorni ho riletto la "fattoria degli animali" ed ho riscoperto
l'utilità di pensieri fatti anni fa: occorre promuovere una vera
democrazia, unica strada per evitare di commettere gravissimi errori.
Il discorso si fa lungo.. A presto
Francesco Morini
L'ETICA IN POLITICA: QUESTA
SCONOSCIUTA
Dopo
la squallida virata della campagna elettorale sul falso divieto di
mettere croci e altri simboli religiosi nel cimitero di Lugo, inventato
dalla coalizione di centrodestra per raccogliere i voti del famigerato
elettorato cattolico, ci sentiamo fare anche noi un commento.
Nulla da dire sulla delibera della Giunta del Comune di Lugo, che, pur
essendo stata votata nel maggio 2009 e riguardando solo un ampliamento
del cimitero, non fa altro che confermare una delibera già esistente da
tempo e che riguarda tutto il cimitero. Nessuno ha mai vietato di
mettere le croci e/o altri simboli religiosi sulle proprie tombe e,
infatti, basta fare una passeggiata presso il cimitero di Lugo, in una
qualsiasi area, e si vedrà che le croci non mancano.
Quello che ci ha colpito è come, da un fatto inesistente, alcuni gruppi
politici abbiano inventato un caso, fornendo informazioni che sono
sostanzialmente diverse dalla realtà. Viviamo in un periodo in cui la
serietà non è certo una delle doti necessarie per fare politica e, anzi,
spesso viene premiato dall'elettorato chi la spara più grossa. Questo
non toglie che ci sembra “normale” che l'etica debba fare parte della
politica. Noi così ci comportiamo.
Ci chiediamo come, questi personaggi del centrodestra che hanno
propagandato questa protesta che si basa su un fatto inesistente si
possano candidare a governare il Comune. Se sono così ben disposti a
dichiarare pubblicamente notizie costruite ad hoc come quella del
divieto di apporre croci sulle tombe, cosa faranno se e quando
governeranno il nostro Comune? Cosa dobbiamo aspettarci?
Ci chiediamo se ha partecipato a questa protesta basata su un caso
inventato anche il candidato sindaco del centrodestra, Laura Baldinini,
consigliera comunale da tanti anni, attualmente Capogruppo di Forza
Italia e insegnante. Non ci aspettiamo anche da lei un comportamento
come questo. Possibile che per strappare qualche voto in più si possa
fare qualsiasi cosa? Dichiarare qualsiasi cosa, senza preoccuparsi che
sia vera o falsa?
Non sappiamo come questa vicenda finirà, ma continuiamo a credere che
sia l'etica che deve guidare l'operato di chi fa politica.
Nella protesta contro questo falso divieto, di etica ne abbiamo vista
poca.
Gian Luca Baldrati
Capogruppo Verdi Lugo
FRIDAY CASUAL??
Questa va davvero oltre il limite!!
“Poi (dopo il poliziotto panzone, ma non è difficile stare a dieta a
1.200€ al mese) tocca ai dipendenti pubblici – scrive il Resto del
Carlino a proposto del Ministro Brunetta – che hanno la brutta abitudine
del “friday casual”, cioè di concedersi un abbigliamento comodo
nell’ultimo giorno della settimana. “Anche il venerdì – avverte il
Ministro “che Dio ci ha mandato”, che Berlusconi ci ha mandato – devono
vestire in giacca e cravatta”.
Arrigo Antonellini, dirigente apicale della Provincia di Ravenna, uno
dei pochi che non può certo lamentare che con ciò che mi date pagando le
tasse, non mi venga girato un salario che non mi possa permettere di
comprare una cravatta. Mai messa una cravatta in ufficio in oltre
trent’anni di “onorato” servizio.
O per lo meno, m’illudevo onorato, prima di sentire l’ordine del
Ministro. Migliaia di giorni di lavoro disonorati senza cravatta, i
miei!
Questa volta Brunetta ha davvero passato largamente il segno! Vero che
gettare odio sui dipendenti pubblici fannulloni, che in quanto
lavoratori dipendenti non godono di parte del salario perchè trattenuto
alla fonte, prima di poterlo godere; che “godono” di una dozzina di
centinaia di euro per campare e far campare una famiglia per trenta
giorni, è sicuramente vergognoso! Ma dirmi come IO mi devo mi deve
vestire, quando IO mi alzo da letto, e non dovendo portare una divisa (o
sì, o sbaglio? o entrando nella Pubblica Amministrazione sono stato
internato e non me l’avano ancora detto i mie Amministratori sinistrosi,
mangia-bambini!), entra nella sfera del mio privato, pur svolgendo una
funzione pubblica (e con grande passione e piacere nonostante tutto,
proprio perchè pubblica).
Il giorno che il Parroco mi dirà di mettere la cravatta per andare a
Messa, cambierò Parrocchia. Il giorno che mia figlia mi dirà di mettere
la cravatta per andare al suo matrimonio, andrò al matrimonao di mio
figlio. Cattolico sì, ma fatico a porgere l’altra guancia.
Ho fondato oggi il Comitato per il referendum che vieta di ricoprire
cariche pubbliche a chi non arriva all’1,68.
Arrigo Antonellini
OLTRE AL BARÇA VINCE PURE ROMA
Quattro
accoltellati, in maniera lieve, e 19 arresti: tutto sommato ha tenuto
abbastanza bene la macchina della sicurezza a Roma per la finale di
Champions League. Anzi, è andato tutto meglio del previsto.
Importantissimo è stato il lavoro di prevenzione: qualche malintenzionato
ha girato alla larga. Il Viminale ha impegnato in maniera massiccia
tutte le sue forze: l’ufficiale dedicato alla sicurezza per la finale ha
tenuto i contatti internazionali con Inghilterra e Spagna. Non si è
visto un hooligan, qualche ubriaco inglese e basta. A livello romano,
eccellente il lavoro della questura: il questore ha potuto contare oltre
che sul capo della Digos, anche su Marcello Cardona, suo vicario e
profondo conoscitore del mondo del calcio perché ex arbitro di serie A.
Sapere come si muovono i tifosi è spesso decisivo: ancor più lo è stato
in questa occasione. Insomma, Roma ha superato la prova-Champions, come
diceva e sperava Platini, non ha fatto la stupida e anche gli inglesi se
ne sono accorti…tanto che qualcuno oltre manica ha già proposto che la
finale si giochi sempre allo Stadio Olimpico.
Matito
SPERIAMO NON RISENTA ANCHE
PAVAGLIONELUGO.NET
Anche
il mercato dell’Information Technology (IT) in Italia, l'unico che
finora aveva sostanzialmente retto alla crisi economica mondiale, mostra
segni di pesantissimi cedimenti con un crollo vertiginoso della domanda
che investe tutti i settori e che, nel comparto delle tecnologie,
risente anche di un perdurante blocco alla modernizzazione.
La crisi sta mettendo a nudo l'estrema debolezza dell'altalenante
politica per IT: pochi incentivi per l'innovazione (fondamentale in
questo settore) e i continui tagli alla spesa pubblica per IT. Il tutto
renderà più difficile portare avanti il piano per l' e-Government e si
rifletterà in termini negativi direttamente sui servizi ai cittadini e
sulle imprese. Sostenere e rafforzare l'Information Technology e
l’innovazione è un obiettivo strategico per il nostro Paese, perché un
suo forte arretramento porta come inevitabile conseguenza un aumento
delle difficoltà del sistema economico italiano a contrastare la crisi e
tornare a competere. Al contrario dare il via oggi alla creazione di
servizi e prodotti di nuova generazione e far maturare nuove
professionalità, significa immettere nell'economia italiana strumenti
efficaci per produrre crescita e nuove capacità competitive. Ultima
soluzione, il solito problema di molti settori italiani, è quella di
prendere la strada delle liberalizzazioni e del superamento dei monopoli
anche per l’IT.
Matito
SAN CIRO
Ho già scritto una lettera al direttore
non firmata avente per tema la Juventus. Non firmata, perchè un
direttore può dire per che partito vota e sperare, come succede a me,
che chi vota per altri partiti continui a leggerlo; ma nel momento in
cui rendesse nota la squadra di calcio per la quale fa il tifo, la
Juventus appunto (se non era chiaro!), perderebbe tutti i lettori non
juventini; che comunque, i non juventini, “fortunatamente, nella Bassa
Romagna, sono una minoranza. Ma pavaglionelugo.net vuole continuare ad
essere il giornale di tutti!.
“Voi avete san siro, ma noi abbiamo san ciro” (ovviamente con le
minuscole!), diceva un saggio striscione domenica scorsa, nello stadio
di Siena. E particolare non insignificante, scritto prima dell’inizio
della partita!
Si dice, e condivido, che il punto veramente più debole della squadra
più titolata d’Italia, sia la sua attuale dirigenza. Questa volta però
ha fatto gol, affidando la squadra al grande Ciro Ferrara: un grande,
grandissimo calciatore, un grande uomo, un “uomo positivo”.
Nel calcio di oggi sono tre le componenti del successo. la tecnica, la
tenuta atletico-fisica, il gruppo.
Quello della tecnica è l’unico dato non nuovo. E’ sempre stato e sempre
sarà, che in qualsiasi settore della vita, compreso lo sport, occorre
essere bravi a fare il proprio mestiere. Il livello tecnico di una
squadra di calcio lo definisce il presidente con il suo portafoglio. Sul
tema, nel calcio italiano, rimane storica la svolta operata da
Berlusconi, quando, con finalità che esulavano dallo sport, “innovò”,
portando in una squadra, per la prima volta nella storia, ventidue
titolari, facendo così lievitare i costi del calcio, a livelli
“insopportabili”.
Nessuna responsabilità, o quasi, ha l’allenatore sul livello tecnico di
una squadra.
Il secondo, elemento del tutto nuovo del calcio moderno, è la
preparazione atletica, la capacità di correre, la resistenza fisica, che
è determinata dai preparatori atletici (o dai medici?). Anche qui,
nessuna responsabilità dell’allenatore.
L’unico elemento che influisce sui risultati di cui abbia responsabilità
l’allenatore, è il fare squadra, il fare gruppo, gestire la panchina,
quasi che sia più importante occuparsi di chi non gioca, rispetto a chi
gioca. Chi gioca va in campo, e in campo c’è lui, non l’allenatore!
L’allenatore rimane con i panchinari e con chi ha mandato in trubuna o
lasciato a casa. In campo, a giocarsi il risultato, ci vanno undici
giocatori, spesso addirittura disorientati da scelte cervellotiche del
mister, spesso fatti giocare fuori ruolo, spesso costretti a pagare le
scelte di allenatori che cercano i riflettori. Per restare alla juve, il
cambio di tre uomini quando ancora mancano 45 minuti con la possibilità
di un infortunio, la sostituzione di un difensore con un attaccante
quando si è in dieci, come fu capace di fare Ranieri.
Forse si è capito che sono del partito di quelli che pensano che gli
allenatori, vergognosamente pagati, spesso diano più danno che vantaggi,
proprio perchè alla ricerca del riflettore. così come del resto è per i
calciatori, in anni in cui il valore primario è appunto il riflettore
puntato su di sè.
Ecco perchè, come scrive Claudio Cesari nella sua lettera al direttore,
“Il calcio, organizzazione, spettacolarità, business”, oggi l’arma in
più per vincere nel calcio, è non perdere di vista che il calcio è uno
“sport di squadra”, mandare in campo una squadra, non undici bravi
giocatori, ma un “gruppo” che pratichi un gioco “collettivo”. Le partite
oggi le vincono i giocatori senza la palla. E’ con un gruppo, sapendolo
creare, che Lippi ci ha regalato il titolo mondiale.
Ciro Ferrara è l’uomo giusto per ridare alla Juventus una squadra. L’ha
imparato e insegnato, già facendolo in campo.
Lettera firmata
L’ ITALIA E’ UN BRUTTO POSTO IN CUI
VIVERE?
L'Italia sembra stia diventando un brutto posto per tutti. E' l'unico
paese europeo in cui il Governo produce odio in quantità industriali
contro tutti: contro i clandestini, contro i rom, contro gli statali
definiti fannulloni. Un governo che predica la cattiveria,che decide di
schedare i barboni, autorizza le ronde per legge magari pensando di
darne il monopolio alla Lega, diffonde un clima di insicurezza, di odio
profondo, di caccia al diverso. Questo comportamento irresponsabile e
demagogico viene esaltato da una situazione di crisi economica e sociale
che determina uno stato di disagio diffuso, spinge la gente a chiudersi,
ad essere intollerante. Campagne periodiche di diffamazione e di odio
vengono fatte dai giornali contro gli anziani che si fanno mantenere dai
giovani (o viceversa), contro i lavoratori a tempo indeterminato che
sono privilegiati rispetto i precari, contro i meridionali che vivono di
espedienti e cosi via. I lavoratori Alitalia che sono stati dimezzati di
diecimila persone ora in cassa integrazione sono stati lungamente e
velenosamente attaccati per i "privilegi" della loro professione.
I licenziati oggi cassaintegrati vengono considerati con astio
parassiti.
Quasi tutti i giornali si sono prestati a questa rappresentazione della
realtà.
Gli stupri commessi in questi giorni e sui quali i mass media hanno
organizzato una campagna assordante contro gli emigrati in Italia e
contro i clandestini sono maturati in una realtà sempre più disgregata
ed in un clima di crescente criminalizzazione dei poveri. C'è una scelta
politica alla base dell'enorme risalto che è stato episodi certamente di
intollerabile violenza, risalto che non è stato dato e non viene dato in
casi altrettanto gravi di delitti compiuti da italiani.
La violenza nasce nel territorio incontrollato ed abbandonato. Non
esiste una politica per il recupero delle periferie sempre più
fatiscenti e non esiste una politica di buon rapporto e di
responsabilizzazione delle comunità di immigrati. Quando il Governo
incoraggia la formazione di ronde e l'uso dell'esercito innanzitutto
dichiara di non essere in grado di usare il monopolio del potere
repressivo, compie una scelta che fa regredire l'Italia ed ottiene il
risultato di rinfocolare soltanto l'odio. L'odio sta diventando il
tratto più significativo della politica del governo e della destra. C'è
una deformazione della realtà per avallare la xenofobia. I dati
testimoniano di una violenza contro le donne che è assai più grave e
diffusa di quanto si creda.
"In particolare, nel 2007, sono state uccise 126 donne: 44 dai mariti,
11 dai fidanzati o dai conviventi, 9 dagli ex mariti e dagli ex
fidanzati, 10 dai figli e 14 da sconosciuti. Dati che si aggiungono a
quelli di un'indagine Istat dello scorso anno, secondo la quale quasi 7
milioni di donne sono state vittime di violenza. La maggior parte (oltre
6 milioni) sono state aggredite dal partner"
Gli stupri vengono strumentalizzati a favore di un governo sempre più
autoritario, sempre meno soggetto al controllo del Parlamento, proteso
ad eliminare l'autonomia della Magistratura. L'obiettivo potrebbe essere
ricondurre i 3 poteri fondamentali legislativo, esecutivo e giudiziario
in una mano sola: quella del Governo. L'obiettivo è anche una
progressione erosione del potere attribuito alla Costituzione al
Presidente della Repubblica e magari giungere ad una soppressione di una
delle due figure di Capo dello Stato e Capo del Governo.
La democrazia ha una complessità che il Governo vuole così abolire a
vantaggio di un regime in cui tutto sia sempre più nelle mani di poche
(una?!) persone.
Alessandro Antonellini
Il direttore risponde
Per una strana coincidenza di quella cosa che si chiama “caso”, subito
dopo aver letto questa lettera di mio figlio ed averla mandata in
stampa, in video, mi capita di leggere sul periodico allegato a “Il sole
24 ORE”, un articolo che riguarda mio padre, “El Alamein, la memoria
ritrovata nella sabbia”.
E’ già chiaro: risponderò al “lettore”, facendo retorica,
demagogia.........
Il nonno del lettore, mio padre, Achille, è stato uno di quegli “eroi”,
decorato perchè partecipe di quel massacro, di quella battaglia
d’Africa, in Egitto, ad El Alamein, che segnò l’inizio della vittoria
degli Allelati.
Ma prima di concludere con la “retorica” di quei giorni del ’42, di ciò
che mio padre ha fatto, voglio dire che condivido ciò che sopra scrive
mio figlio.
La battaglia di El Alamein: gli Alleati con 200mila uomini contro i
90mila dell’Asse, cui non arrivavano i rifornimenti di cibo, acqua e
benzina per la distanza da Tripoli; 1.550 carri armati contro 510; 1.600
aerei contro 500, 3mila cannoni contro 400.
Dopo aver sostenuto l’onda d’urto alleata, che ha distrutto postazioni e
armi, gli italiani tentano più volte il contrattacco. I parà della
Folgore vanno contro i carri armati inglesi a mani nude, con bombe a
mano e bottiglie molotov.
Quando l’11 novembre del ’42 la battaglia si conclude, il “media” dei
vincitori, la Bbc, commenta: ”I resti della divisione Folgore hanno
resistito OTRE OGNI LIMITE DELLE POSSIBILITA’ UMANE. Nessuno si è
arreso, nessuno si è fatto disarmare”. I carri armati britannici
avanzano muniti di altoparlanti che trasmettono messaggi di ammirazione
per il coraggio degli italiani, completamente accerchiati, e offrono
loro condizioni per la resa. I paracadusti gridano “Folgore” e aprono il
fuoco. Gli inglesi si ritirano. Gli italiani vennero presi per sete e
per fame”.
Il luogo dove oggi sorge il sacrario militare italiano El Alamein, con
le sue cinquemila lapidi (solo di quelli che sono stati trovati e
identificati”) - scrive il periodico - è il luogo dove ogni italiano
potrebbe riconoscersi fratello all’altro, oltre i solchi della memoria
divisa. Una storia italiana che è accaduta una volta ma che è fissata
per sempre. e che vale per un Paese che memorie e fazioni diverse hanno
sempre diviso.
“Si è fatto un gran discutere – scrive lo storico Gabriele De Rosa - su
El Alamein tra fascisti e antifascisti. Due letture diverse che non
ebbero a dire il vero senso per chi vi ha combattuto. Eravamo lì con il
giuramento di fedeltà al re e alla bandiera”. Eravamo lì come italiani.
Ad El Alamein l’Italia cominciò a perdere la guerra (liberandosi del
fascismo!?) ma è qui che gli italiani dimostrarono al mondo cosa fosse
l’onore”.
Poco distante dal Sacrario c’è la base Quota 33, che è anche un
monumento al 52° Gruppo Cannoni, quello degli artificieri sacrificatisi
sul quell’altura senza cedere di un metro alle sovrastanti forze
alleate. C’è una targa dove si legge: “Qui una voce ammonisce a non
disperare mai nei destini dell’Italia”. Dovremmo ricordarcene ogni volta
che siamo tentati dallo sconforto per il nostro Paese, conclude
l’articolista.
Giuramento, bandiera, onore.....parole che non dicono molto a chi ha
solo trent’anni, non più di tanto nemmeno a chi ne ha ormai sessanta ed
appartiene alla prima generazione che ha evitato la guerra.
Ma dicevano molto a suo nonno, a mio padre, e questo, se è permettete,
mi basta per battermi, “nonostante” tutto, perchè l’Italia sia la meno
peggio possibile.
Con una novità che fortunatamente affascina sempre più i giovani di
oggi: che non solo l’Italia sia la meno peggio possibile, ma tutti i
luoghi della Terra dove c’è gente che vive insieme a loro, insieme a me.
Persone, sei miliardi di PERSONE; i loro figli e i figli dei loro, e di
nostri, figli........
Arrigo Antonellini
RIFORMA BRUNETTA - COMUNICATO
STAMPA SEG. GEN. CISL, RAFFAELE BONANNI
Il
segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni invita il governo a
''tornare indietro'' sullo schema di decreto legislativo approvato dal
Consiglio dei ministri sulla ottimizzazione della produttività nel
pubblico impiego.
''Le riforme nel lavoro e nel pubblico impiego si fanno attraverso
discussioni trasparenti tra governo e sindacato - ha detto Bonanni a
margine di un convegno a Napoli. O Berlusconi torna indietro o noi
protesteremo fortemente contro questa iniziativa arbitraria''. ''Siamo
molto irritati per questa invasione di campo della politica, che, su una
partita come quella del pubblico impiego se la canta e se la suona'' ha
aggiunto il segretario della Cisl. ''Se il governo ha interesse a
modificare l' andamento del pubblico impiego deve avviare una
discussione trasparente, e non procedere con proclami e decreti''.
Infine Bonanni ha anche bocciato l'ipotesi di un confronto al Cnel,
avanzata dal ministro Renato Brunetta. ''Non e' il Cnel il luogo
deputato per fare trattative con i sindacati sul pubblico impiego''.
Ieri infatti anche il segretario della Cisl Fp Giovanni Faverin aveva
chiesto con forza l’apertura di un tavolo di confronto con le parti
sociali “così come avvenuto per l’approvazione della legge delega”.
Dichiarando la disponibilità della federazione del pubblico impiego al
cambiamento, Faverin si era richiamato ai contenuti e a criteri
partecipativi sanciti dall’accordo del 30 aprile sulla riforma degli
assetti contrattuali, dicendo no a qualsiasi finalità punitiva e
intervento unilaterale sul pubblico impiego.
La Segreteria Cisl FP di Ravenna
LA NUOVA ITALIA DEI DIRITTI RAPITI
La domanda mi sorge spontanea: il nostro Ministro degli Interni, il
leghista, Roberto Maroni, è il capo delle Forze dell'ordine o del disordine?
Persino due paladini dell'"amor patrio" come il Presidente della Camera,
Gianfranco Fini e il "bellissimo" ministro della Difesa, Ignazio La Russa,
lo hanno corretto schierandosi contro il suo nuovo tentativo di leggi
razziali: questo genio padano voleva che presidi e medici denunciassero i
figli degli immigrati clandestini.
La Costituzione riconosce che il diritto allo studio e alla salute è uguale
per tutti: ciò è riconosciuto in tutta Europa, caro il mio Ministro!
I nuovi "barbari" della Lega rischiano di intraprendere, sul tema delle
diversità razziali, un percorso che non troppi anni fa portò ai campi di
sterminio.
"Hai serva Italia, di dolore ostello, non terra di prodigi ma bordello"
(Dante Alighieri).
PS In cinque minuti di insonnia dalla sua tomba di Ravenna.
Claudio Cesari
UN "PICCOLO" GIRO DI ROMAGNA
Domenica
si correva il 30° Giro cicloturistico della Romagna e contemporaneamente un
gruppetto di noi, dotati di maggiore resistenza fisica, partecipava alla
pedalata da Alfonsine a Comacchio. Consapevoli della maggiore importanza di
questi due eventi, noi superstiti pedalatori della domenica siamo partiti un
po’ in tono minore, forse osservando con una punta d’invidia benevola i
ciclisti che sfrecciavano nelle strade adiacenti a Piazza Trisi nelle loro
tute perfettamente aderenti ai corpi atletici. Il contrasto era evidente e
al loro confronto sembravamo un’armata brancaleone in partenza per una
biciclettata fantozziana con il nostro abbigliamento improvvisato e le bici
non sempre all’ultimo grido. A rafforzare il senso d’inferiorità le battute
scherzose pronunciate al nostro passaggio lungo via Madonna delle Stuoie da
alcuni partecipanti al giro di Romagna, come “Moderate la velocità, c’è il
limite!”. Abbiamo incassato con filosofia e ci siamo inoltrati nella
campagna con meta Solarolo, percorrendo un tragitto privo delle difficoltà
superate dai nostri “fratelli” maggiori, ma piuttosto articolato, toccando
Budrio, Barbiano, per via Celletta e via Lunga, Bagnara, San Mauro. In più
la nostra velocità moderata ci ha consentito di osservare tranquillamente il
paesaggio circostante e di imparare qualcosa di nuovo: ad esempio, che il
nome Solarolo deriverebbe dal latino” solarium”, luogo esposto al sole ed in
effetti quando siamo arrivati nella piazza Garibaldi dopo aver superato
l’antica Porta di ponente splendeva un caldo sole!
Altra piacevole scoperta è stata quella di essere accolta con cortesia, pur
non essendo orario di ricevimento, da un impiegato (alla faccia di ci
ritiene “fannulloni” i dipendenti pubblici) quando ho suonato all’ufficio
dei Vigili per avere depliant turistici relativi alla cittadina. Dopo il
caffè rituale e le battute di conversazione, le nuvole che si addensavano
sulle nostre teste ci hanno indotto ad un rapido ritorno, con la speranza di
evitare lo scroscio. Dopo aver superato il Santuario della Madonna della
Salute abbiamo dovuto fermarci nella piazza di Barbiano per indossare
kappaway o aprire ombrellini poco aerodinamici, ma provvidenziali, date le
gocce di pioggia che iniziavano a cadere. Siamo arrivati sulla via
Provinciale Felisio proprio mentre sfrecciava un gruppo di ciclisti
partecipanti al Giro di Romagna e devo dire che anche noi ci siamo meritati
il ristoro con pasta party allestito dalla Unione Cicloturistica Baracca nel
piazzale del Pavaglione!
Ad intensificare questa nutrita domenica di eventi, parte dei nostri amici
pedalatori hanno partecipato alla 5° Pedalata del Parco del Delta che da
cinque anni le Ciclo Guide di Lugo portano a compimento con successo.
Sotto un cielo minaccioso la partenza è avvenuta da Alfonsine e dopo una
breve sosta al ponte del Reno a Madonna del Bosco per attendere un altro
gruppo di ciclisti provenienti da Sant’Alberto, questo drappello ha
proseguito per Anita dove aspettavano altri ciclisti per visitare il nuovo
Centro Civico Ca’ Anita. Terminata la sosta ed il breve ristoro il gruppo
ricompattato ha proseguito in direzione di Comacchio. Suggestivo appariva il
lungo serpentone di pedalatori che procedevano costeggiando da un lato la
valle e dall’altro il canale creando un forte contrasto con il cielo ancora
nuvoloso. Giunti alla Valle Zavelea la sosta è stata propizia per un ultimo
abbondante ristoro, nonostante le zanzare, prima di raggiungere l’ormai
vicino Comacchio. Nel frattempo il cielo si è schiarito ed il sole ha
iniziato ad infondere il suo tanto atteso calore. Il cortile di Palazzo
Bellini, a ridosso dei Trepponti, ha ospitato le biciclette, mentre il
gruppo si è diviso per il paese alla ricerca di un luogo in cui consumare il
pasto, visitare le varie mostre, il mercatino dell’artigianato e dei
prodotti tipici e tante altre iniziative nel corso della rassegna “Primavera
Slow del Parco del Delta”, oltre agli aspetti caratteristici di questa
“Piccola Venezia“.
Il ritorno è avvenuto nel migliore dei modi in allegria consapevoli di aver
trascorso una piacevolissima giornata all’insegna di un ciclo-turismo che si
sta dimostrando benefico sotto tutti gli aspetti sia fisico che culturale.
Velia Ferrioli
Bruno Pasquali
ANCORA CALCIO...
L’ultima lettera arrivata in redazione (è
della new entry in redazione, il nostro “esperto Claudio Cesari) parla di
calcio e anch’io di calcio, ora, voglio parlare. Ma a ben guardare, a “ben
leggere”, le cose che scrive Claudio si concludono con una valutazione di
carattere “molto” generale, oggi estremamente di attualità e che travalica i
pur debordanti confini dello sport più popolare.
Sarà così anche per le considerazioni che mi appresto a fare, nel senso che
vanno oltre i confini della squadra più popolare, la Juventus ed anche dello
stesso calcio.
Cosa succede oggi nella Juve?
La mia personale chiave di lettura è che una direzione societaria debole
rispetto a quelle che hanno dato il maggior numero di scudetti, topo il
terremoto della serie B, avrebbe dovuto elaborare un progetto di lungo
periodo, di ricostruzione, come è ovviamente necessario dopo un terremoto.
Può essere che l’abbia fatto ma, o non l’ha sufficientemente chiarito
all’allenatore cui ha deciso di affidarsi, o lui ha capito male.
La crisi attuale della Juve è, sempre a mio avviso, la diretta conseguenza
di essere guidata da un allenatore che non lavora in una prospettiva di
lungo periodo, ma che sin dall’inizio del campionato ha mostrato
essenzialmente di voler... ”parare il culo” (con licenza parlando, come si
usa dire). Ha capito male? Si è fatto prendere sin dall’inizio dalla paura,
onorato di allenare la squadra più titolata d’Italia, terrorizzato dal
pensiero di perdere il posto, ancora prima di iniziare?
Che così sia stato e che così sia, se ne hanno prove oggettive. Solo tre, di
prove, ma l’elenco potrebbe essere lungo.
Già nella prima parte del campionato, dopo un’espulsione nel primo tempo,
squadra in dieci, ha sostituito un centrocampista con un attaccante.
Partita, come nelle regole elementari del calcio, persa.
Primo tempo chiuso in svantaggio, sostituzione nell’intervallo di tre
giocatori. 45 minuti senza possibilità di cambi in caso di infortunio, non
li gioca nemmeno l’allenatore di una squadra parrocchiale.
Domenica scorsa una formazione con cinque attaccanti.
Tutte scelte della serie: o vinco questa partita o mi cacciano!
E’ così che oggi si fallisce: con programmazioni di breve periodo, che non
vanno al di là del proprio naso.
E’ così che il sistema è entrato in crisi, tutto il sistema, quello della
nostra economia, del nostro modo di vivere. Da crisi strutturali (una
retrocessione in B per la Juve, lo è) si esce con un progetto di lungo
periodo, o si potranno avere avere solo successi parziali, temporanei, come
pure la Juve quest’anno ha avuto, vedi la vittoria sul Milan a Torno od
altre ancora. Parziali, appunto, ma prima o poi si cade, come sta
inevitabilmente succedendo ora.
Pochi anni fa la Juve giocava in B. Ciò che andava fatto, che va fatto, è un
progetto di lungo periodo. Ad alcuni tifosi non piacerà? Ranieri era
ossessionato da questo!. Non a caso l’ha sempre ripetuto sino alla noia, sia
dai primi giorni, che la Juve doveva accontentarsi, quasi fosse compito
dell’allenatore indicare quali siano gli obiettivi della società.
Evidentemente lo faceva perchè su questo tema era terrorizzato, ne aveva,
come si usa dire, la “coda di paglia”. Un peso troppo grande per lui, essere
l’allenatore della Juventus!
Ma Ranieri ora non rientra più nei programmi del futuro della Juve. Speriamo
che questa volta si guardi lontano. Si è perso tempo, ma sbagliare è umano,
mentre perseverare è...
Arrigo Antonellini
IL CALCIO: ORGANIZZAZIONE,
SPETTACOLARITA', BUSINESS
Lionel Messi, attaccante del Barcellona e
principale e meritato candidato al pallone d'oro, da bambino soffriva di una
grave malattia: una brutta forma di nanismo-rachitismo. Le cure, carissime
erano quasi impossibili in Argentina; il grande club catalano, che non a
caso sponsorizza l'Unicef, lo ha curato sin dal dodicesimo anno d'età. Il
Barcellona è stato ampiamente ricompensato e oggi i blugrana, hanno nelle
loro file questa "pulce", il talento più cristallino del calcio mondiale.
Nella prima squadra del Barcellona giocano ben sei calciatori cresciuti nel
vivaio: il mitico capitano Puyol, Pique, Xavi, Iniesta, Messi e Boyan Krchik,
giovanissimo spagnolo di origine bosniaca; anche l'allenatore Pepe Guardiola
è cresciuto nelle giovanili catalane: se è vero che il "Barga" gioca il
calcio più spettacolare d'Europa non lo fa solo con il denaro, ma con
l'oculata cura del settore giovanile, sia tecnica che organizzativa.
Altre società spagnole hanno numerosi ottimi giocatori provenienti dal
settore giovanile: addirittura il Real Societad di Pamplona fa giocare solo
calciatori baschi o di origine basca; questo forse non è una caratteristica
imitabile, ma è indicativa di una filosofia di squadra che vuole dare una
profonda impronta culturale e di attaccamento al proprio territorio.
Insieme al calcio iberico, quello inglese domina la scena europea.
Manchester United, Chelsea e Liverpool, sono società miliardarie ma
attentissime al settore giovanile, da anni ai vertici della scena europea.
Da indiscrezioni di bilancio gli ingaggi del Milan e dell'Inter sono sei
volte superiori a quelli dell'Arsenal. Con stipendi equiparabili a quelli
dell'Udinese la squadra dei portuali dell'Est-End londinese ha, negli ultimi
quattro anni, un curriculum molto superiore all'Inter.
Arsen Wengher, allenatore dei "Gunners" è un vero e proprio manager
aziendale alla scoperta di talentini adolescenti per tutto il mondo. Questi
ragazzi sono protetti e coccolati nella grande metropoli inglese e ogni anno
l'Arsenal fa esordire in prima squadra un paio di ragazzini di 16 o 17 anni:
in genere talenti di assoluto valore.
Nel secondo quarto di finale di Champions League, ampiamente dominato per 3
a 0 su Villareal hanno giocato ben sette under 23. Questa invidiabile
caratteristica è frutto di una filosofia aziendale che non ha esempi nel
nostro calcio.
I giocatori delle blasonate squadre italiane assomigliano sempre di più ai
"mercenari" delle guerre rinascimentali; sempre pronti a cambiare padrone,
sempre attenti ai contratti da ritoccare: il valore principale non è lo
spirito di squadra ma a che cifra si può arrivare giocando di qua invece che
di là.
La miopia dei dirigenti del calcio italiano non favorisce il suo rilancio.
Forse non si sono accorti che anche nel calcio stanno avvenendo
trasformazioni strutturali, nella direzione che il successo può essere
raggiunto più facilmente facendo leva sui valori della squadra, del
collettivo, del fare gruppo (come avvenuto per l'Italia agli ultimi
mondiali), con motivazioni per tutto il team, dai giocatori ai tecnici, ai
dirigenti, fino ai tifosi, che siano più quelli della bandiera, del
territorio che rappresentano, e quindi beni emozionali, che non quelli del
"vile" denaro.
Ma gli imperi che ai massimi delle loro ricchezze, si sono affidati ai
mercenari, sono miseramente decaduti.
Claudio Claudio
SPORT E RAZZISMO: 10 COMANDAMENTI
PER VINCERE LA MAL-EDUCAZIONE SPORTIVA
“Lo
sport è rispetto. Rispetta lo sport!”. La campagna dell’Unione sportiva
Acli, che apre venerdì a Roma il XII Congresso nazionale. Con il
presidente del Coni Giovanni Petrucci.
22 aprile 2009 - “Fai della tua pratica sportiva uno strumento per
combattere il razzismo”. Recita così l’ultimo punto del “decalogo”
realizzato dall’Unione sportiva Acli per promuovere la Campagna “Lo
sport è rispetto. Rispetta lo sport!”, per una nuova cultura e un nuovo
protagonismo sportivo. “Dieci comandamenti” per sfidare e vincere la
mal-educazione sportiva, rilanciati dall’associazione alla luce delle
ultime tristi vicende di cronaca “sportiva”, alla vigilia del XIII
Congresso nazionale che aprirà venerdì prossimo a Roma e avrà come
ospite il presidente del Coni Giovanni Petrucci.
Punto uno del decalogo. Rifiuta i comportamenti aggressivi in campo e
fuori: la tua gara è con avversari, non con nemici. Scegli di essere un
fair player, un giocatore corretto.
Due. Riconosci e accetta le regole: la regola d’oro del gioco è…non
giocare con le regole.
Tre. Rispetta le decisioni degli arbitri e dei giudici di gara: in camp
difendi la tua dignità non le tue ragioni.
Quattro. Sostituisci all’illegalità del doping la lealtà sportiva: il
doping spegne lo sport e attenta alla salute fisica e mentale
Cinque. Misurati con i tuoi limiti: volerli superare ad ogni costo ti
renderà perdente, nello sport e nella vita
Sei. Allenati con impegno ma senza strafare: un corretto allenamento e
un giusto riposo ti aiutano in campo e fuori
Sette. Sii solidale con i tuoi compagni: ricorda che non si vince mai da
soli
Otto. Aiuta e rispetta chi è in difficoltà: anche tu potrai aver bisogno
degli altri
Nove. Rispetta chi si misura con te e ha minori capacità qualunque sia
la posta in gioco
Dieci. Fai della tua pratica sportiva uno strumento per combattere il
razzismo ed ogni forma di discriminazione e di esclusione: attraverso il
gioco allenati ad essere flessibile e tollerante.
Walter Raspa
LETTERA AL LETTORE
Non
è una bella lettera quella che sto per scriverti. Anche per questo la
metto qui, un pò “nascosta”, nelle lettere al direttore e non in home
page, perchè siamo nati all’insegna del Penso Positivo” e vogliamo
continuare a farlo, anche in questo tempo di crisi, senza ovviamente
chiudere gli occhi alla realtà, per rifugiarci nei sogni.
Del resto che usciremo dalla crisi stando meglio di prima (attenzione,
non avendo di più, ma “stando meglio”, il che è cosa diversa!) non lo
sogniamo: abbiamo già scritto e scriveremo ancora, che abbiamo fondati
motivi di esserne certi.
Ma venendo al contenuto di questa lettera ciò che devo dirti, che non
posso non dirti, caro lettore, è che hai un debito di 33.260 euro...
Sì, purtroppo è proprio così, e se se un capofamiglia di una piccola
famiglia di 4 persone, di cui tre non lavorino, una moglie casalinga, un
figlio piccolo e un genitore in pensione, ovviamente il debito di
130mila, euro è tutto tuo!
O almeno così era l’anno scorso, secondo i dati ufficiali che prevedono
per il 2009 un sensibile incremento. Già il debito più alto d’Europa, il
nostro, non certo invidiabile, primato.
Il Governo Prodi (non per buttarla in politica visto che si tratta di
numeri !), aveva ridotto il deficit rispetto al Pil all’1,5%,
percentuale che nel 2008 si è quasi raddoppiato sino a raggiungere il
2,7, mentre 2009 l’aumento sarà ancora molto più rilevante.
Già, ma il Governo Prodi è stato “fortunatmente” cacciato perchè ci era
andato in tasca, per invertire una tendenza che fa sì che il 50% delle
entrate dello Stato debbano andare a pagare gli interessi del “nostro”
debito. Già, con il 50% di ciò che dai allo Stato e agli Enti Locali,
vengono pagati solo gli interessi dei 33.260€ del tuo debito, ma il
debito ovviamente rimane e anzi cresce.
Lo pagheranno i nostri figli, che, ovviamente, facendo tesoro del nostro
comportamento, faranno altrettanto con i loro. Ovvio che così, come
ammoniva Prodi, le possibilità di sviluppo sono bloccate, sul nascere,
di un 50%.
Sino a quando non rimpiangeremo qualcuno che ci vada in tasca. Peccato
che avremo perso tempo...
Il direttore
LA COSTITUZIONE ITALIANA: UN'ARMA
DECISIVA PER SALVARE LA DEMOCRAZIA
I padri della nostra Costituzione erano convinti di aver posto le basi
per lo sviluppo di una solida e limpida democrazia: i principi di base
della Costituzione italiana sono ritenuti universalmente dai maestri del
diritto norme di grande valore democratico.
Se Pietro Calamandrei o Gaetano Salvemini dalla loro tomba avessero
oggi, ancora, il dono dell'udito, sobbalzerebbero ascoltando le numerose
affermazioni di "propaganda teocratica" dell'attuale leader italiano.
"Il mio Governo" - "Io prometto" - "Io farò" - "Il mio amico Vladimir"
-"Il presidente abbronzato mi ha garantito amicizia e stima".
Quante volte fa dichiarazioni in prima persona! Almeno due o tre per
settimana e sempre su temi nei quali l'educazione, il buon senso, l'uso
corretto del diritto suggerirebbero un più civile NOI, nel senso di noi
popolo democratico italiano.
Persino il padre del fascismo, settanta anni fa, non parlava così:
l'impero era italiano e quando ha proclamato l'ingresso in guerra a
fianco della Germania, dal balcone in Piazza Venezia, concluse con:
vincere e vinceremo, non vincerò.
Il signor Berlusconi, da magnate della comunicazione ragiona sempre come
un padrone di industria, dispotico, farebbe con i suoi dipendenti,
all'inizio dell'era industriale.
"Il Governo è mio": come fosse un bene commerciale, tipo la sua villa di
Arcore, o addirittura uno strumento per autostimarsi e mettersi in
mostra, come gli spot pubblicitari delle sue televisioni.
Bisognerà davvero vigilare, togliersi i tappi dalle orecchie, leggere
sempre più attentamente la nostra storia. In conclusione fare in modo
che nessun leader politico infanghi il linguaggio e l'operato
democratico che meritiamo.
Da elettore e cittadino moderato sono molto preoccupato e ho sempre più
fame di democrazia.
Claudio Cesari
IN BICICLETTA A PASQUA E PASQUETTA!
Una
rima facile, com’è stato facile trascorrere queste due giornate festive
pedalando insieme agli amici di tante allegre domeniche alla riscoperta
di aspetti del nostro territorio e della nostra cultura che potrebbero
sembrare scontati e banali rispetto alle mete esotiche prospettate
solitamente per le vacanze pasquali. Noi abbiamo scelto di restare qui e
di essere fedeli all’appuntamento con le biciclettate organizzate dal
Tondo e dagli Amici della bici. Domenica siamo stati a Traversara ;
eravamo un gruppetto meno numeroso del solito, ma consapevoli di
rinnovare questa abitudine e grati per la giornata abbastanza mite e
soleggiata. Abbiamo animato con le nostre scampanellate una piazza Trisi
ancora solitaria ed assonnata e ci siamo avviati verso San Potito,
superando senza difficoltà il ponte sul Senio, per poi inoltrarci nella
campagna lungo via Storta e via Bruciamolina. Abbiamo ammirato i colori
primaverili riscoprendo ancora una volta l’affascinante spettacolo della
natura che si rinnova sempre magico al succedersi delle stagioni: nuvole
bianche e rosa di meli e di peschi in fiore sullo sfondo verde dei prati
delimitati dall’azzurro del cielo. .Respirando la fresca aria del
mattino siamo arrivati a Bagnacavallo come un piccolo drappello di
avventurosi alla ricerca di un tesoro. Ci siamo lasciati alle spalle le
vie silenziose e le antiche costruzioni ed abbiamo proseguito per una
via Cogollo quasi deserta per arrivare facilmente a Traversara , dove si
notava un po’ di animazione per il mercatino allestito in occasione
della manifestazione “Traversara in fiore”. Curiosando tra vecchie cose,
libri e oggetti vari ho potuto acquistare ad un prezzo irrisorio
un’anfora pseudo-greca che mi servirà al travestimento per il prossimo
saggio teatrale; in più ho avuto in omaggio un piccolo peluche di Snoopy
di un color fucsia molto pasquale! Questo fortunato acquisto è bastato a
comunicarmi un senso di festa che mi ha accompagnato per tutto il
viaggio di ritorno e mi ha dato la carica per superare tutto d’un fiato
l’attraversamento della San Vitale a ridosso della rampa di ponte
Albergone. Ci siamo scambiati gli auguri di buona Pasqua con la promessa
di ritrovarci il giorno dopo al parco Pertini di Cotignola, dove, grazie
allo staff dei due centri sociali del Tondo e del Cotogno, era stata
organizzata una merenda all’aria aperta, per rinnovare l’antica
tradizione de” E Lon de Sat”. Per noi cicloturisti la consuetudine ha
assunto un significato speciale, in quanto abbiamo festeggiato in questa
occasione il compleanno della nostra” mascotte” Vincenzo Guerra, che ha
toccato l’ambito traguardo dei 96 anni, in perfetta forma fisica e
mentale. A rallegrare la merenda, oltre al succulento spuntino a base di
pane, salsicce e cipolle, le squisite torte di compleanno confezionate
dalla nostra Annamaria, la poesia di Giovanbattista Ansaloni dedicata al
festeggiato e i giochi sull’erba animati da Pierino…Una vacanza davvero
rilassante e alla portata di tutti!
Velia Ferrioli
L'AQUILA, E I SOLDI PER
RICOSTRUIRE?
Prime
stime dei costi della ricostruzione post-terremoto in Abruzzo:
quattro-miliardi. E in quali tasche dovrebbero mai trovarsi in tempi
brevi - anzi brevissimi, a sentire i proclami a reti unificate - questi
soldi se si va a guardare l’attuale situazione delle esangui casse di
questa Italia? Con la finanziaria si è tagliato il tagliabile e forse
più. Non vorrei che ora ci si riempisse tanto la bocca con il sisma, e
poi quando ci saranno le indagini, i processi e soprattutto il tempo
della ricostruzione, tutto venisse relegato a uno spazio marginale. Non
so quanti si ricordano di San Giuliano in Molise, dopo il crollo della
scuola elementare con 27 bambini e 2 maestre morti. Ascoltatevi i
proclami presidenziali (sembra un copia incolla per l’Abruzzo) e andate
a controllare ciò che ne è seguito.
Finite l’emergenza, le lacrime più o meno sincere, i ministri
elitrasportati, gli atti eroici del premier e le elezioni europee, i
terremotati passeranno le vacanze in tenda e buon per loro che sta per
venire l’estate!
Evitiamo poi di lamentarci se i palazzi vengono costruiti con la sabbia
di mare, le norme antisismiche aggirate…sono altri esempi della consueta
furbizia degli italiani che scoprono quanto sono “furbi” solo quando il
tetto gli crolla in testa. Ma allora, spesso, è troppo tardi.
Ad Onno una casa costruita col rispetto rigoroso delle norme e regole
NON è crollata, e gli unici danni riportati sono sulla cima del
comignolo.
L’Ospedale Civile dell’Aquila, che è costato molto di più di quanto
previsto e che non ha retto alle scosse (a differenza di vecchi palazzi
in pietra antica!!), era addirittura sconosciuto al catasto, quindi per
lo Stato non esisteva. Un ospedale che non esiste ufficialmente non può
avere il certificato di agibilità (atto che attesta la sicurezza,
l’igiene e la salubrità dell’edificio), ma nel 2000 ne è stata fatta
ugualmente l’inaugurazione.
E l’informazione che fa? Da zerbino alle istituzioni che si affannano
per apparire a fianco degli sciagurati guardando verso le telecamere.
Dal consiglio d’amministrazione RAI dichiarano che «L’informazione del
servizio pubblico è pluralista non perché ognuno dice ciò che gli pare
ma perché complessivamente dà conto delle diverse posizioni».
L’informazione pubblica quindi non deve informare, possibilmente in modo
obbiettivo, competente e puntuale, ossia riportare liberamente ciò che
la deontologia dei giornalisti suggerisce loro di notare, bensì deve
dare conto delle diverse posizioni; la verità e i fatti possono andare a
farsi benedire, l’importante è dare conto delle posizioni (di chi? degli
italiani? degli inserzionisti? dei partiti?). Il giornalismo dovrebbe
avere come unica motivazione la verità.
Infine mi chiedo, se servizi di sicurezza pubblica come protezione
civile e 118 invece di essere dati in gestione “al volontariato”,
fossero un servizio fondamentale che lo stato assicuri alla gente che lo
abita e lo paga, potrebbero funzionare ancora meglio?
Lo Stato si comporta come un privato cittadino che specula sulla vita
della gente che meno si può difendere, e accarezza invece i suoi pochi
cittadini facoltosi, che loro certo, la casa non se la farebbero mica
costruire da costruttori senza scrupoli…
Almeno per il ponte sullo stretto, che tanto si farà comunque… non
utilizzate la sabbia del mar Mediterraneo anche se ce né molta.
Matito
C’ERA UNA VOLTA, CE NE SARA’
UN’ALTRA
E’ sempre difficile fare riflessioni in
situazioni come queste, di fronte a centinaia di morti, a case
annientate, a vite distrutte, a città cancellate, con un colpo di
spugna, dalla storia e dalla geografia. Non ci sarebbe nulla da dire.
Ogni parola è di troppo, perché non varrebbe a riconsegnare ciò che la
natura ha sradicato in maniera inesorabile e senza guardare in faccia a
nessuno. Io cercherò pertanto di esprimere solo qualche timida e modesta
riflessione, con l’intento di non cadere nella retorica quotidiana. In
questi giorni non ho potuto fare a meno di leggere giornali, di seguire
programmi televisivi e, inevitabilmente e giustamente, l’argomento
principale era quello del sisma che ha colpito l’Abruzzo. Mi guarderò
bene dall’addentrarmi nella questione relativa alle costruzioni
antisismiche. Non ne ho la competenza e, anche se l’avessi, come ho
detto sopra, non varrebbe a nulla. Toccherò solo alcuni aspetti che più
di altri mi hanno colpito e indotto ad intromettermi nel vostro tempo
libero, quello che solitamente dedicate alla lettura. Constatiamo, prima
di tutto, che tale tragedia rappresenta un vero e proprio spartiacque
nella vita di queste persone che sono state catapultate alla pagina
“uno” di un libro del quale avevano già scritto molte pagine. A questa
gente è stato tolto tutto in soli trenta interminabili secondi. Spiace
leggere in alcuni editoriali, a firma di persone molto più dotte di me,
che ci dovrebbe essere una reazione immediata da parte dei sopravvissuti
e che è inutile piangersi addosso. Sì, reagiranno, lo faranno, ma non
adesso, non ora. Vite distrutte con la stessa velocità con cui si cambia
colore ad una tela con un pennello e noi lì ad esortare queste persone a
reagire. Suvvia, esse hanno bisogno di noi, vanno incoraggiate e
sostenute. Poi quando il cielo, che ora cupo e nero li avvolge di un
manto che toglie il respiro, inizierà a schiarirsi, allora, sì, si
rialzeranno. Lo faranno senza che qualcuno li pungoli, perché sono
uomini fieri e con tanta dignità. Qualsiasi persona, se si rompe una
gamba, il giorno dopo non è in grado di correre! Ho seguito le
interviste effettuate poco dopo i funerali di Stato. Mi sono rimaste
impresse le parole di un giovane che ha detto: “Sì, siamo distrutti, ma
siamo anche gente tosta, ce la faremo”. Personalmente ho provato una
grande ammirazione, unita ad una profonda commozione, per queste poche e
pesanti parole che denotano una grande umiltà, dettata dalla situazione
circostante, ma anche un notevole orgoglio che induce a pensare che la
loro vita non sarà definita da questo evento e che un “domani”, per
loro, ci sarà ancora. Ci sarà ancora, pur con questa terribile croce che
ora li angoscia e che sono costretti a portare sulle loro spalle, una
croce che li piega, ma che non li spezza. Sarà durissima, certo, inutile
peccare d’ipocrisia, ma con l’aiuto di tutti noi, piccoli e grandi,
questa ferita, questo cratere, questa voragine che si è aperta nel loro
cuore sarà colmata. Sarà necessario attendere mesi, forse anche anni, ma
un popolo unito ha il diritto e il dovere di sperare. A proposito, mi ha
fatto enormemente piacere vedere quanti volontari della Croce Rossa e
della Protezione Civile si sono mossi dai loro paesi d’origine per
portare il loro appoggio concreto pur nella consapevolezza che avrebbero
potuto mettere a rischio anche la loro vita. Un volontario, infatti, è
notizia sempre di venerdì scorso, è morto di infarto mentre scavava fra
le macerie. Ed è proprio vero che fa più rumore un albero che cade
rispetto a cento che crescono. E’ commovente vedere quante persone hanno
reso disponibili le loro residenze estive al mare per ospitare gli
sfollati. L’Italia non è solo quella dei furti e delle rapine, della
pedofilia e dello stalking, degli abusi famigliari e degli stupri.
L’Italia è, per fortuna, anche tanta gente volenterosa che si adopera
per il prossimo. Sempre in questi giorni, lo stesso Presidente Obama ha
espresso il suo stupore e la sua più profonda ammirazione per la
mobilitazione del popolo italiano. Sì, proprio lui, il Presidente della
nazione più forte al mondo, quella nazione da noi sempre osannata, forse
con un pizzico di esterofilia esagerata. Insomma, proprio lui, il neo
Presidente a stelle e strisce ha dichiarato di non aver mai visto una
mobilitazione così generale e spontanea. Avrete anche letto che la
cantante Madonna ha donato 500 mila dollari, dato che la zona colpita
dal sisma è quella che ha dato i natali ai suoi nonni. Subito si sono
scatenati gli scontatissimi commenti: “Cosa vuoi che sia con tutti i
soldi che ha?” Aliena vitia in oculis habemus, a tergo nostra sunt
(vediamo i vizi degli altri, ma non i nostri). Benissimo. 500.000
dollari sono pochi per Madonna? Allora diamo anche noi questo “poco” in
rapporto alle nostre tasche, donando qualche euro o un litro di latte.
Non so la cifra che verrebbe fuori, ma sicuramente qualcosa di
importante. Non cadiamo nel solito banale tranello. A nessuno di noi è
stato chiesto di partire e andare a scavare fra le macerie, ad
impossibilia nemo tenetur (Nessuno è tenuto a fare l'impossibile), ma
potremmo essere ugualmente di grande aiuto inviando beni alimentari o
anche semplicemente donando un euro come ho detto sopra. Ho notato con
piacere che anche il Presidente del Consiglio Berlusconi si è più volte
recato nei luoghi colpiti dal sisma, ha ripetutamente rassicurato che
nessuno sarà lasciato solo e ha persino reso disponibili tre case di sua
proprietà. Voglio credergli. Voglio credere all’uomo, non al politico.
Ma sì, qualcuno mi potrà anche dire che lo fa per raccogliere voti, così
prevengo anche qualche altro sfiduciato della politica. Va bene, poco
importa. Il fine giustifica i mezzi. Non mi interessano, in questo caso,
la politica, il colore, il rosso o il bianco. L’importante è che queste
persone non siano lasciate sole, perché, ripeto, ognuno di noi nel suo
piccolo può fare qualcosa: memento audere semper (ricordati di osare
sempre). Non nascondiamoci nello stereotipo del “tanto io cosa posso
fare?”. Lo dico anche per il sottoscritto che, con ogni probabilità,
alla fine farà forse meno di tanti altri che magari si adopereranno dopo
aver letto queste inutili righe. Ricordiamoci che un mosaico, che tutti
ammiriamo, è l’insieme di tanti minuscoli tasselli che, presi
singolarmente, sono poca cosa, ma che nel complesso formano una stupenda
opera d’arte. Ed è bellissimo, ripeto, il mosaico che si sta componendo
ora. E’ commovente vedere centinaia di volontari preparare il pranzo
pasquale e altrettanti della Protezione Civile e del Corpo dei Vigili
del Fuoco scavare, pur ridotti allo stremo, alla ricerca di un respiro
soffocato dalle macerie. In mezzo a questa speranza che non muore, a
questa fiamma che rimane accesa, devo constatare con tantissima amarezza
l’attacco sferrato dal noto giornalista RAI Santoro, il quale si è
scagliato pubblicamente contro la Protezione Civile rea, a suo avviso,
di non aver saputo gestire la situazione in modo adeguato. Perdonatemi
se ora finirò per trascendere, ma ho la modesta presunzione di
interpretare il pensiero di qualche lettore. Mi chiedo con quale diritto
e coscienza si possano avanzare critiche nei confronti di coloro,
volontari e non, che hanno dato anima e corpo nel tentativo di estrarre
dalle macerie vite umane miracolosamente sopravvissute. Ma la smetta,
questo giornalista, di fare polemica gratuita e forzata. Se lui pensa di
essere in grado di condurre in modo più opportuno le operazioni di
soccorso, faccia pure; un altro giornalista del suo calibro lo si trova
di certo. Smettiamo di perderci in questi crocicchi. Soprattutto voi,
noti giornalisti a cui è stata data la dannata possibilità di fare
audience e opinione. Date il buon esempio e rendete costruttivi i vostri
dibattiti. Termino con una modesta osservazione rivolta ai nostri
politici. I leader delle rispettive coalizioni hanno detto che, di
fronte a tali situazioni, le divergenze devono essere accantonate.
Voglio credere anche a questo. Non voglio neanche pensare, dato che fra
poco saremo chiamati alle urne, che la politica possa sfruttare una
tragedia del genere per fini elettorali. Penso che siamo al cospetto di
una grande occasione, pur se tragica in tutti i suoi aspetti e che tutti
avremmo voluto evitare. In questi ultimi anni c’è stata un’esasperata
contrapposizione politica, a volte anche stucchevole e gratuita, che ha
portato ad un’evidente disaffezione da parte della gente nei confronti
delle istituzioni. I nostri rappresentanti hanno ora una grandissima
opportunità da cogliere per riabilitarsi dopo anni di “teatrini
politici”: possono scegliere se continuare le loro schermaglie, a volte
inutili e irritanti, oppure presentarsi uniti per il paese e avviare una
concertazione omogenea, mettendo da parte ogni campanilismo. Hanno la
possibilità, forse per la prima volta in questi ultimi anni, di lanciare
un messaggio al popolo italiano, di costruire veramente qualcosa di
importante che riabiliti la politica nazionale agli occhi dei capi di
governo esteri, agli occhi dei giovani sfiduciati dalla politica, agli
occhi di noi comuni cittadini e, soprattutto, agli occhi di coloro che
sono sopravvissuti al terremoto. E non voglia Dio che siano proprio gli
occhi di questi ultimi a rimanere delusi.
Alberto Ghetti
TERREMOTO: ACLI, ATTIVATI DUE
CONTOCORRENTI
Per raccogliere fondi da destinare alle
popolazioni vittime del terremoto in Abruzzo, le Associazioni cristiane
dei lavoratori italiani hanno attivato due conti correnti presso Poste
Italiane e Banca Etica. Per gli iscritti delle sedi provinciali sparse
in tutta Italia e per tutti i cittadini che intendono offrire un
contributo economico.
I fondi raccolti saranno destinati alla realizzazione di progetti mirati
da attuare nella fase di ricostruzione, in accordo con le Acli
territoriali, che in Abruzzo contano 110 circoli per oltre 12mila soci,
di cui circa la metà residenti nella provincia de L'Aquila.
Il presidente nazionale delle Acli Andrea Olivero esprime il cordoglio
dell'associazione per le vittime, la vicinanza ai feriti, ai familiari,
a tutte le persone coinvolte: «Gli abitanti de L'Aquila e dell'Abruzzo
potranno contare sul sostegno, l'affetto e la solidarietà degli
italiani, che nei momenti di difficoltà come questi sanno riconoscersi
come un popolo unito e dare prova di grande generosità».
I contributi di solidarietà possono essere versati sul conto corrente
bancario di Banca Etica (Iban - IT 06 M 05018 03200 000000129000)
intestato a 'Acli - Un aiuto per L'Aquila'; oppure su conto corrente
postale intestato alle Acli (Iban - IT68 D07601 03200 000030577001),
indicando nella causale 'Acli - Un aiuto per L'Aquila').
ACLI Presidenza Regionale Emilia
Romagna
40 ANNI DI LAVORO
Sono un dipendente pubblico e dal momento
che il mio salario è pagato dalla collettività, è ovviamente giusto che
siano i rappresentanti della collettività, le Istituzioni, a regolare,
nel confronto con i miei sindacati, le “regole del gioco”.
A chi mi paga, i lettori, voglio proporre alcuni spunti.
Ho “programmato” la mia vita con un 50% per cento di tempo di lavoro e
un 50% di tempo, di infanzia, di formazione e studio e di riposo.
Ci può stare?
Se sì, i numeri che ne vengono fuori, sono 5 anni di infanzia, 20 di
studio, 40 di lavoro effettivo (e non di contributi versati e quindi
compreso gli anni della laurea) e 15 (?) di riposo.
40 anni vissuti alle spalle degli “altri”, 40 vissuti a produrre per me
e per gli altri, a creare reddito.
Ci può stare?
Se sì, ne “verrebbe” fuori che l’età “logica” per il pensionamento, uomo
o donna che sia in una società ovviamente paritaria, è 65 anni.
Ci può stare??
Lettera firmata
UN ALTRO CLIMA
A proposito di quel “ragazzino abbronzato”
che da qualche mese sta governando il Paese più “importante” del mondo
non sarebbe forse il caso che i media italiani, a partire dalla Rai,
evidenziassero che nella politica internazionale, nei rapporti tra
Occidente e Mondo Islamico si sta respirando un’aria diversa, molto
diversa, rispetto a quella del tempi dei “Paesi canaglia” e dell’elenco
delle guerre (e dei morti) preannunciate?
Se non altro perché si parla di quei rapporti, come noto, che sono, nel
mondo, da diversi anni, quelli a maggior rischio per la pace!
Del perché questo dato “strapositivo” non venga sottolineato, si possono
dare diverse interpretazioni.
Da quello, arcinoto, ma sempre sottovalutato, che per i media le buone
notizie non fanno cassetta; al fatto che, essendo Obama uomo di
sinistra, non è proprio il massimo per i grossi media italiani come
sempre “filogovernativi” (più che mai in tempi di nomine Rai),
nonostante quanto lamenti il Capo del Governo.
Sorprende però, e non mi stancherò mai di dirlo, la scarsa attenzione
del Partito DEMOCRATICO italiano, verso il leader del Partito
DEMOCRATICO degli Stati Uniti. Come sempre, noi italiani, siamo ammalati
di provincialismo e non diamo, ancora una volta, segni di guarigione,
nonostante l’esplodere della globalizzazione.
Forse sorprende anche il silenzio dei cattolici, giustamente in prima
linea (più o meno tutti?!), quando il precedente Presidente degli Sati
Uniti preannunciò che avrebbe fatto bombardare le case degli iraqueni.
Ma questa è un’altra storia....
Come tutta un’altra storia, anzi cronaca, è che la borsa statunitense
abbia invertito la rotta negli ultimi dieci giorni. Anche perché un
dato, questo, che, con l’aria che tira, è soggetto ad essere
clamorosamente smentito nel giro di poche ore.
Rimane comunque il fatto che ciò che succede oltreoceano, meriterebbe
ben maggiore attenzione. Pavaglionelugo.net, nel suo “piccolo”, con la
sua redazione e i suoi intelligenti lettori, cittadini del mondo, come
dicevamo nel nostro redazionale di apertura esattamente di due anni fa,
continuerà a farlo...
Arrigo Antonellini
SALVATE LE LIQUIDAZIONI
"L'emendamento al maxiemendamento respinto
dal presidente Fini che prevede per gli anni 2009-2010-2011 per tutti i
dipendenti di strutture pubbliche, compresi quelli del comparto
sicurezza (esclusi magistrati, docenti universitari, e dirigenti medici
responsabili di strutture complesse) oltre al pensionamento sistematico
alla maturazione dei 40 anni di anzianità massima contributiva, anche il
congelamento delle rispettive liquidazioni fino al 1 gennaio del 2013,
e' una misura inaccettabile''. Ad affermarlo in una nota è Gianni
Baratta, il segretario confederale della Cisl. ''Ha fatto bene il
Presidente della Camera, Gianfranco Fini - continua Baratta - a
rigettarlo. Riteniamo che i risparmi sui diritti materiali dei
lavoratori pubblici, come il Tfr, siano intangibili e non debbano essere
toccati. Se si vuole risparmiare - conclude -, non lo si faccia con i
soldi del lavoratori ma si controlli meglio la spesa centrale e
periferica dove gli sprechi sono ancora tanti e provengono
indistintamente da tutte le amministrazioni."
p. la Segreteria Cisl FP di Ravenna
Roberto Baroncelli
CHIESA "MATRIGNA"
Gentile Direttore,
acuti pensatori hanno nostalgia del cattolico adulto, quello che "la
gerarchia ecclesiastica annuncia i dogmi, poi la vita è un'altra cosa".
Per il cattolico adulto il curato di campagna è poco più di una bella
figura romantica, la fede è un affare privato, la gerarchia si impicci
di affari vaticani ecc. Filosofi ferratissimi lamentano l'ingerenza
della Chiesa italiana dei "no" e sentono soffocare il loro desiderio di
libertà.
Vorrei correre in loro soccorso annunciando una speranza. Gli italiani
hanno due possibilità di fronte alla gerarchia ecclesiastica: ritenerla
espressione della Madre Chiesa o avvertirla voce di una chiesa matrigna.
Chi considera la Chiesa come madre non ha alcun problema a ricevere dei
no: chi di noi non si è beccato più di un "no" dalla propria madre? E
resta comunque la mamma.
Chi, viceversa, non intende implicarsi con la chiesa-matrigna ha tutto
il diritto di non ascoltare. Del resto perché preoccuparsi di questa
bimillenaria filosofia sorta in Palestina tra una combriccola di
pescatori?
La fede è un dono e non si può imporre per decreto (checché ne pensi il
premier).
Giovanni Minguzzi
Lugo
Mi piace riportare queste "belle" righe con una firma senza qualfica
partitica di chi ce le manda.
Belle è l'aggettivo più semplice che mi viene di esprimere, dentro al
quale c'è ovviamente anche il dato che, per quanto possa contare, io le
condivida totalmente. Solo perchè è prassi, doverosa cortesia, che il
direttore che riceve lettere, si esprima in merito.
Il direttore
A PROPOSITO DELLA POLITICA DI QUEL
RAGAZZINO ABBRONZATO
Egr. sig. Direttore,
invio una sintesi dei provvedimenti anti-vita attuate dal nuovo
presidente americano, in meno di due mesi dal suo insediamento (e sì che
ne avrebbe di altre cose a cui pensare...)
- Ha ribaltato la Mexico City Policy che dai tempi di Reagan (ma sospesa
durante il governo Clinton) vietava di usare fondi USA per promuovere o
fornire aborti oltremare.
- Ha nominato la governatrice del Kansas Kathleen Sebelius a capo del
Dipartimento della Salute e dei Servizi umani. La Sebelius ha legami
stretti con l'abortista George Tiller che è specializzato negli aborti
nei casi di gravidanza in fase avanzata.
- Ha stanziato fondi statali per la ricerca sulle staminali embrionali.
- Sta lavorando per rescindere il diritto all'obiezione di coscienza per
gli operatori della sanità, costringendoli a collaborare negli aborti,
pena il licenziamento.
Ma il peggio potrebbe essere ancora in arrivo, perché in campagna
elettorale, al pubblico radunato da "Planned Parenthood", la
multinazionale dell'aborto, Obama aveva promesso di sostenere il "Freedom
of Choice Act", ivi compreso il "Partial-Birth Abortion", l'aborto a
nascita parziale.
Mi chiedo come faccia lei in prima persona, sig. Antonellini, cattolico
dichiarato, ma anche tutti quelli che la pensano come lei, a continuare
ad esaltare il presidente Obama e a vederlo come il nuovo Messia che sta
risollevando l'America (ma finora poi cos'ha fatto?) quando la chiesa
per prima condanna fortemente qualsiasi provvedimento che attenti a ciò
che vi è di più sacro, cioè la vita umana? O forse, in quanto
appartenente al Partito Democratico (quello americano, naturalmente), si
può chiudere un occhio (facciamo pure anche tutti e due) pur di
sostenere l'operato di questo giovane, "abbronzato", rampante
presidente?
Distinti saluti
Giovanna Baldini
Non posso mandare una lettera da PavaglioneLugo.net ad Obama per dirgli
che quando recita il Padre Nostro, si sta sbagliando (il nostro
redazionale del 4 marzo, "la mia speranza la mia preghiera").
Arrigo Antonellini
L'ULTIMA VOLTA, DA BAMBINO!
Per carità, che ciò che fa Silvio Berlusconi nella sua vita privata,
come qualsiasi altro amministratore pubblico, a qualsiasi livello, debba
esser essere esempio da imitare nella mia, di vita privata, è davvero
l’ultima delle mie tentazioni.
Ma quest’ultima affermazione del Presidente, di non aver mai viaggiato
in treno, vale a dire con il più ecologico dei mezzi di trasporto, non
mi pare debba essere lasciato sotto silenzio nel dibattito politico.
Già, perchè non si può certo pensare che, al contrario, l’affermazione
del Presidente del Consiglio possa essere letto come uno spot in favore
del treno!
Treno di cui lo Stato, anche con soldi miei, dovrebbe invece fare
Pubblicità Progresso, considerato che la mia quota di tasse spesa in
questo modo, mi tornerebbe indietro con gli interessi, nel caso di un
minor uso dell’auto, in termini di salute, mia e del mio prossimo.
Ma visti i contenuti (visti, sì, visti!) del Governo in materia edilizia
e di governo del territorio, questi temi non sembrano proprio i più
lungimiranti nel bagaglio culturale del Presidente del Consiglio,
sicuramente nettamente contrapposti con la politica di quel ragazzino
abbronzato che sta facendo rinascere gli Stati Uniti d’America...
Arrigo Antonellini
NON SOLO LA SQUADRA... ANCHE I
TIFOSI!
Dopo
mesi di ricerche i carabinieri di Palermo hanno arrestato i due
rapinatori autori di numerosi furti ai danni di supermercati,
tabaccherie e farmacie del capoluogo siciliano. A tradire i banditi la
passione calcistica di uno dei due, che, durante alcuni colpi, come
testimoniano le riprese delle videocamere a circuito chiuso dei negozi
svaligiati, indossava una tuta… dell'Inter. La stessa che aveva mentre
stava per derubare l'ultimo supermercato quando è stato colto in fallo.
Meglio i carabinieri degli arbitri…
Matito
DA LUGO EST

Solo tre giorni l'anno, vero, ma me li godo tutti, e oggi è solo il
primo!
A.A.
A PROPOSITO DI "LENTAMENTE MUORE"
Salve Arrigo,
visto che ho ricevuto di nuovo una mail con la poesia "Lentamente muore"
(pubblicata nelle nostre poesie a questo
link, n.d.r.), che anche io ho creduto fosse
di Pablo Neruda, ma poi scoprii che non era così quando, cercando il
testo in lingua originale, mi imbattei in un blog dove si sosteneva
essere di una giornalista brasiliana, dicevo, ricevendola di nuovo mi è
venuto in mente il nostro scambio di mail di tempo fa proprio su questo
soggetto, e cercando la fonte della mia notizia, mi sono imbattuta
invece in "questa" che Le giro a seguire.
Purtroppo sempre per "miei problemi familiari" non vi leggo tutti i
giorni, ma quando ho tempo diciamo che mi faccio una "scorpacciata" di
notizie di Pavaglione Lugo.
A.M.
"Non è di Neruda quella poesia e lui non avrebbe gradito la citazione"
di FULVIO TOTARO
ROMA - Non è di Pablo Neruda la poesia che Clemente Mastella ha letto
ieri al Senato. Stefano Passigli, presidente della Passigli editori, che
pubblica in Italia le opere del Nobel cileno, ha dovuto fare un
comunicato. "Chi conosce la sua poesia - spiega Passigli - si accorge
all'istante che quei versi banali e vagamente new-age non possono certo
essere opera di uno dei più grandi poeti del Novecento".
"Meglio così: non credo che Pablo Neruda, che ha speso la vita per
grandi ideali politici, sarebbe stato lusingato dal sentir citare una
poesia davvero sua dalla voce di Clemente Mastella".
Analoga smentita è arrivata dalla Fondazione Pablo Neruda: "Quella
poesia non è sua".
"Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine", diceva ieri il
senatore dell'Udeur, ma non sapeva di essere caduto in una bufala che
gira da anni su internet. Il testo della poesia è di Martha Medeiros,
giornalista e scrittrice brasiliana nata nel 1961. Da anni passa come
una catena di sant'Antonio dalle caselle di posta elettronica ai blog:
una ricerca su Google produce quasi cinquantamila risultati per le
parole Neruda e "muore lentamente", ma solo pochissimi siti segnalano
l'errore: il 10 gennaio 2007, più di un anno fa, Lorenzo Masetti lo
scriveva sul suo blog; un altro blog sul sito internet del Pais lo ha
scritto l'8 luglio 2007.
Poche segnalazioni rispetto ai tantissimi siti che avevano diffuso
questa "ode alla vita", come una poesia di Neruda, ma la lettura di
Mastella ha svelato l'errore.
PIANO CASA: COMUNICATO STAMPA DEL
CONSIGLIERE MARIO MAZZOTTI (PD)
Il Piano Casa di Berlusconi è l’ennesima
bufala. Ancora una volta si tenta con il “gioco delle tre carte” di
confondere gli italiani.
Un conto, infatti, sono i 550 mln di euro già stanziati dal governo
Prodi, poi sottratti dalla finanziaria di Tremonti, ed ora, forse,
riapparsi grazie ad una trattativa serrata scelta dalle Regioni. Un
conto è il famigerato “piano casa” che, a quanto è dato sapere, non
aggiunge in alcun modo risorse.
Non c’è un piano di investimenti pubblici a favore dei più deboli, di
chi non si può permettere l’acquisto di un’abitazione e per nuovi
alloggi destinati all’affitto, né tanto meno risorse per l’edilizia
residenziale pubblica bloccata da anni.
Anche il progetto di legge della giunta veneta, apripista della legge
nazionale, consente semplicemente ai comuni, nel rispetto degli
strumenti urbanistici, di autorizzare, laddove è possibile, incrementi
di cubatura dei fabbricati residenziali a vantaggio di nuovi interventi
di efficientamento energetico degli edifici. Possibilità già prevista da
molti strumenti urbanistici in vigore nella nostra Regione.
Tanto rumore per nulla. Il pericolo vero della proposta del Governo,
allora, non sta solo nella de-regolazione in campo edilizio che si
introduce, o nell’interferenza legislativa su materie di competenze
regionali, alla faccia ancora una volta del federalismo, o nell’idea di
“cementificazione” del territorio che pur il provvedimento sottende.
Il pericolo vero sta nel combinato disposto di tre illusioni. Che sia
sufficiente il richiamo alla mobilitazione delle risorse individuali
delle famiglie e dei piccoli proprietari, quasi che la crisi
dell’edilizia si possa superare con qualche stanza aggiuntiva, qualche
sottotetto, o qualche balcone murato; che basti abolire i permessi di
costruzione e le competenze comunali in materia edilizia affidandole a
geometri, architetti e ingegneri per risolvere il problema vero della
burocratizzazione; che basti il richiamo alla volontà dei singoli, anche
in assenza di chiare politiche pubbliche e di investimenti adeguati, per
avviare il necessario rinnovamento dello stock edilizio nazionale ormai
vecchio e ambientalmente insostenibile.
Ora, alle illusioni propagandistiche, si risponde con i fatti. È quello
che stiamo facendo e che continueremo a fare in Emilia Romagna. Lanciamo
una sfida al Governo sul tema delle risorse pubbliche da destinare alle
politiche abitative, forti del nostro piano già approvato che prevede il
recupero di 1800 alloggi sfitti e la realizzazione, attraverso
l’apposito programma di 3000 nuovi alloggi per l’affitto e la proprietà,
e i 27 milioni di euro investiti per riqualificare i centri urbani
realizzando alloggi di edilizia residenziale sociale e a canone
sostenibile. Con le modifiche alla legge regionale n.20, dimostreremo
come si possano tenere insieme semplificazione amministrativa, riduzione
dei tempi per i procedimenti edilizi, responsabilizzazione dei
professionisti e dei progettisti, con il rispetto pieno degli strumenti
urbanistici.
Per noi il terreno sul quale lavorare prioritariamente è quello
dell’edilizia sociale. È qui che vogliamo costruire il vero “scambio”
virtuoso tra pubblico e privato.
Recupero del patrimonio edilizio esistente, riqualificazione urbana dei
centri, migliore efficienza energetica degli edifici, partecipazione
democratica alle scelte urbanistiche e territoriali, semplificazione
burocratica: ecco le linee guida dell’idea di sostenibilità che
perseguiamo, che se finanziata e attuata coerentemente, rappresenta un
grande contributo contro la crisi economica e per un nuovo modello di
società.
ALCUNE RIFLESSIONI PERSONALI
Leggendo la risposta dell'Avv. Baldini
Giacomo all'intervento dell'Amico Giovanni Minguzzi confesso che ho
avvertito un atteggiamento di incomunicabilità.
Esattamente la stessa "angolazione" dell'intervento del medesimo Baldini
in occasione del dibattito sull'intitolazione della strada alla Contessa
Manzoni: un atteggiamento che alla fine nasconde un rifiuto a dibattere
i problemi ed ad ascoltare i timori e i punti di vista di altri, e,
invece, denota una facilità a sposare le ragioni del più forte, di colui
che ha il potere.
Per cui "benedetta" sia la democrazia!
Come Consigliere Provinciale di minoranza sperimento giornalmente
l'importanza di essere presente laddove si affrontano i problemi della
comunità, anche se valgo "poco anzi nulla"!!
L'Avv. Baldini accusa l'UDC di fare solo propaganda elettorale.
Ma è lo stesso Partito Democatico che fa campagna elettorale con questi
atti programmatori di tremenda importanza, approvati agli sgoccioli
della Consigliatura, quasi a voler dimostrare che ha fatto qualcosa. Si
qualcosa il Partito Democratico ha fatto in questi mesi a Lugo : sta
"imprigionando" il futuro della città in una prospettiva di sviluppo
economico legato all'edilizia e all'immigrazione!
A chi serviranno tutte queste nuove case, tutti questi nuovi
investimenti infrastrutturali? Prendiamo l'albero della composizione
della popolazione di Lugo, togliamo le fasce più alte del grafico e
vediamo cosa rimane... Una città con sempre più immigrati (destinati a
diventare nel giro di pochi anni circa il 20 per cento della
popolazione) che lavoreranno forse nell'edilizia (finchè durerà!) con
servizi pubblici spostati su Ravenna e Faenza, con trentenni e
quarantenni (laureati e diplomati) che lavoreranno fuori Lugo... Ci
vorrebbe un atto di saggezza a 360 gradi. E Invece cosa fa la nostra
Amministrazione? Ripropone il modello dello sviluppo a partire dal
settore dell'edilizia anzichè scommettere su un nuovo sviluppo a 360
gradi, chiamando tutti a contribuire al rinascimento della nostra città!
L'UDC vorrebbe impegnarsi per queste cose.. e invece cosa trova: un muro
di gomma.
Inaccettabile.
Francesco Morini
Consigliere Provinciale UDC
RICORDO AVVOCATO VITTORIA PEDONE
Desidero esprimere il mio più profondo
dolore per la scomparsa di una persona molto vicina alla mia famiglia,
la signora Vittoria Pedone, valente Avvocato del Foro di Reggio Emilia,
patrocinante in Cassazione. Intendo inoltre rinnovare la mia sentita
vicinanza a tutti i suoi congiunti, in particolar modo alla figlia
Valentina, che ha dato un grande esempio di maturità di fronte alla
sofferenza ed alla morte dimostrandosi talvolta “madre di sua madre” nei
comportamenti e nelle tenerezze che le ha riservato sino all'ultimo.
Ho conosciuto la Vittoria nell'ottobre del 2007, quando la mia famiglia
stava attraversando un momento di prova piuttosto duro dato che era
stato diagnosticato un tumore maligno a mia madre ed i miei genitori si
stavano accingendo a recarsi a New York (su suggerimento della stessa
Vittoria) per effettuare un determinato tipo di cura. Da quel momento ho
appreso la sua incredibile storia, storia di sofferenza ma anche di
grandi soddisfazioni.
Nel 2001 le era stato diagnosticato un male incurabile: le avevano
pronosticato 2 mesi di sopravvivenza ma lei non si è mai avvilita e con
volontà e determinazione ha sopportato le forti sofferenze, avendo come
proprio obiettivo quello di riuscire a vedere la propria figlia
diventare maggiorenne, il suo più grande bene da quando il marito aveva
deciso anni fa di cambiare vita e lasciarle al loro destino. Premurosa
ed attenta nei riguardi di familiari ed amici, è stata un notevole punto
di riferimento per tutti coloro che venivano colpiti da neoplasie; non
mancava inoltre di dispensare consigli sapienti a tutti coloro che le
chiedevano aiuto e se qualche suo conoscente aveva un problema cercava
sempre di essere presente dando l'idea di non essere lei ad essere in
uno stato di salute cagionevole. Dotata di profondo altruismo, quando
sabato scorso la sono andata a trovare in ospedale, nonostante fosse
lacerata dal suo male incurabile ed allo stremo delle forze, in un
momento di lucidità non ha perso l'occasione per mandarmi il suo
consueto bacio con la mano accompagnato dall'ormai solito “come sta tua
madre?” Già, mia madre...che se dopo un anno e mezzo sopravvive a quel
tumore per il quale le avevano dato pochi mesi di vita, lo deve in gran
parte a lei... Sono state numerose le permanenze dell' “Avvocato Pedone”
all’estero per cure, soprattutto in America, che, accompagnate sempre da
risultati confortanti, avevano creato non poco stupore fra i vari medici
e chirurghi che la assistevano, increduli di fronte alla personalità di
questa donna che da sola affrontava lunghi viaggi allungando di anno in
anno la sua sopravvivenza. Ho ancora vive dentro di me le immagini
commuoventi di quando, durante la veglia di Pasqua dello scorso anno,
prese il microfono per ringraziare il Signore se aveva l'opportunità di
essere ancora al mondo; oppure quando, in una notte dello scorso
ottobre, due pullman della Parrocchia della Collegiata si recavano per
un pellegrinaggio a Lourdes con a bordo anche i miei genitori e la
stessa Vittoria che, prima della partenza, non faceva altro che salutare
con i suoi soliti bacini me, la figlia Valentina ed il suo fidanzato,
Emanuele. Quasi come a dire...“andiamo dalla Madonna! Non abbiate paura!
Cristo non permette un male se non per un maggior bene!”
Nonostante ci abbia lasciato temporaneamente alla prematura età di 52
anni, desidero ringraziare il Signore per avermi concesso la possibilità
di conoscere una persona così credente, e quindi realista, che tanto ha
insegnato a tanta gente che di sofferenze proprio non ne voleva sentir
parlare, figuriamoci patirle...
Mi auguro per il resto della mia vita di poter mettere a frutto ciò che
ho imparato da questo avvocato “di grido” che mi ha fatto sorridere con
le sue battute fino alla fine, prendendo a calci la morte.
Michele Farina
COMPLIMENTI!
Davvero
un bel modo di iniziare la settimana!
Sono stato tentato di non pubblicarla, pensando a quanti di voi
avrebbero pensato ad una Rossella pseudonimo di Arrigo, ma poi ho
pensato che non ci meritano lettori che sospettino si possa cadere tanto
in basso!
Per la cronaca, le notizie nazionali, oltre ai nostri redazionali e alla
rubrica delle lettere al direttore, le trovate nei link dei quotidiani
nazionali.
Arrigo
Idea favolosa ..poter consultare online un quotidiano!!!
A tante persone pesa anche la spesa di un euro tutti i giorni!! Con la
vostra iniziativa si ha la possibilità di tenersi informati su ciò che
succede in tutta la nostra Italia!! Siete GRANDI!!!!
Rossella
SOLIDARIETA' AL DIRETTORE DELLA CARITAS DI NOVARA
Desidero esprimere piena solidarietà al
Direttore della Caritas di Novara, don Dino Campiotti, che in questi
giorni ha subito attacchi vergognosi da parte del Sindaco di Novara
Massimo Giordano e dai Parlamentari Roberto Cota (Capogruppo della Lega
Nord alla Camera dei Deputati) e Gaetano Nastri (segretario provinciale
di Forza Italia).
La grave colpa di cui ‘si è macchiato’ don Dino, è solo quella di aver
messo in pratica il precetto evangelico: dare da mangiare ai poveri,
dissetarli e vestirli. Senza guardare la loro provenienza, la loro
razza, il loro credo.
La soluzione del fenomeno della ‘clandestinità’ non spetta alla Caritas
ma al Governo attraverso norme che dovrebbero essere dettate dal buon
senso distinguendo fra gli immigrati onesti e i delinquenti.
Anziché pensare di risolvere il problema della sicurezza ricorrendo alle
‘ronde’, ieri ‘padane’ ed oggi ‘nazional-popolari’, sarebbe meglio che
il Governo tornasse a investire sulle forze dell’ordine, rafforzandone
il ruolo e l’operatività sul territorio e mettendole nelle condizioni,
con risorse adeguate, di perseguire in modo efficace sia la delinquenza
italiana sia quella straniera”.
Walter Raspa
Presidente Acli Emilia-Romagna
IL GOVERNO NON TOCCHI LE NOSTRE PENSIONI
Comunicato Stampa di Franca Peroni Segretario Nazionale FP CGIL
Nazionale
Il Ministro Brunetta ha ribadito la volontà del Governo di innalzare
l'età pensionabile per le donne del pubblico impiego. Ancora una volta,
in piena crisi economica e con emergenze reali da affrontare, il Governo
si occupa d'altro. Lo fa in controtendenza, proprio mentre tutti
dibattono di sostegno alla famiglia, all'occupazione femminile, di
libertà delle donne.
Riteniamo profondamente iniquo e controproducente innalzare l'età
pensionabile per le donne che, lo ricordiamo per l'ennesima volta,
ricoprono un ruolo sociale che va ben oltre l'essere lavoratrici.
Infatti lo riteniamo sbagliato perché, attraverso l'intervento sulle
lavoratrici pubbliche, si prefigura in maniera malcelata un successivo
intervento sulla restante platea delle lavoratrici private.
È inoltre un provvedimento che non produce alcun beneficio per le casse
dello stato, al contrario di quanto sostenuto, in quanto è evidente che
il costo di una lavoratrice attiva è di gran lunga maggiore del costo
della sua pensione (il provvedimento riguarda per di più una platea
limitata, non oltre le 5000 unità). Sembra più che altro il tentativo di
posticipare le liquidazioni di qualche anno in una fase di difficoltà.
Sbagliato, inutile, iniquo.
Contro questo provvedimento, la Funzione Pubblica della Cgil, con le
donne in prima linea, metterà in campo tutti gli strumenti di lotta a
propria disposizione, nel difendere il diritto delle donne italiane a
vedersi riconosciuto il loro ruolo sociale e la dignità del proprio
lavoro.
Walter Raspa
Presidente Acli Emilia-Romagna
CASTING
MODELLE
Volevo fare i complimenti al
nostro presidente del consiglio per l’affarone fatto con il presidente
francese Sarkozy. Una donna in cambio di molte centrali nucleari.
Si preparino ora le tante modelle e le altrettante aspiranti modelle
italiane a maritarsi con un ragioniere irpino, con un pastore sardo, con
un idraulico bellunese o con un piadinaro romagnolo in cambio del nulla
osta a costruire una centrale nucleare vicino a casa…
Matito
INTERVISTA A
VERONESI
Oggi (2 marzo 2009) verso le
13.00 ho seguito una parte del programma di Corrado Augias su Rai 3.
Intervistava il famoso oncologo Veronesi, che è stato anche nostro
ministro della sanità. L’intervistatore è tornato sulla vicenda
tristemente famosa di Eluana Englaro. Veronesi ha detto che Eluana era
rimasta solo un corpo senza coscienza, cieco, sordo ed incapace anche di
provare dolore. In più le sue membra erano completamente anchilosate.
Ora io mi chiedo: lui ha mai visto Eluana? Non credo proprio, anzi ha
detto che anche lui, come tutti, conosce di lei solo le foto che sono
state ampiamente diffuse e che la ritraggono prima dell’incidente.
Le dichiarazioni delle suore che l’hanno accudita per anni sono ben
diverse: parlano di un corpo senza nemmeno l’ombra di piaghe da
decubito, che veniva in continuazione mobilizzato con ginnastica
passiva, di una donna che poteva stare seduta in carrozzina e che veniva
accompagnata in giardino, di occhi che si aprivano e si chiudevano, di
una persona a cui piaceva essere accarezzata. A chi dobbiamo credere? Al
signor ex ministro che parla senza avere dati certi, o alle suore che
ben l’hanno conosciuta, accudita e amata? Perché questi illustri signori
si possono permettere di andare in tv a dire queste cose senza avere
davanti nemmeno un contraddittorio ma solo un intervistatore come Augias
(non allego aggettivi)?
Grazie per l’attenzione.
Giorgio Fugattini
SFOGO... PER
QUEL CHE SERVE...
Caro Direttore,
eccomi qua...
Si manco da un po' ma questo non significa che non abbia continuato a
leggere il vostro giornale... che apprezzo molto...
l'amico Guido Neri a suo tempo mi esortò nel continuare a scrivervi
ma... come si dice... ecco si... a me le cose piace farle col cuore...
almeno quelle dove sono libero di scegliere...
Stamane ho ascoltato la cronaca ed ho sentito che a Roma i miei colleghi
hanno già individuato e arrestato i due rumeni autori dello stupro ai
danni di una ragazzina (bambina!) di 14 anni...
Mentre ascoltavo il servizio mi sono commosso... e gli occhi mi
diventavano umidi... e istintivamente ho detto a voce alta... " bravi
colleghi... perchè ve lo diranno in pochi "
Poi sono uscito di casa... ho accompagnato mio figlio a scuola... si la
scuola... questa istituzione a me tanto cara.... e che considero così
importante in una società... e mentre ero in fila al semaforo pensavo a
ieri mattina (coincidenza) quando sono andato a incontrare gli studenti
delle prime medie alla scuola Baracca.. (in 1^ C come insegnante ho
trovato l'amica Lucia Baldini... 2^ coincidenza!) per parlare del mio
lavoro... per spiegare cosa facciamo... ma anche per dimostrare loro che
siamo lavoratori come gli altri...
Si... adoro questi incontri.. ci credo molto... (se rinasco faccio
l'insegnante) e do il massimo di me stesso per trasmettere loro ciò che
di positivo c'è nella mia professione.. perchè non è facile trasmettere
ciò...
Ho appena mezz'ora di tempo per ogni classe... e devo correre...
E' un mio cavallo di battaglia chiedere loro se almeno una volta nella
vita hanno sentito dai loro genitori la frase infelice.. "Se non la
smetti chiamo la Polizia... i Carabinieri!!" .. e c'è sempre qualche
mano che si alza.. troppe... , poi continuo lavorando su questo.. perchè
da una frase così... infelice.. ma detta certamente con ingenuità... un
bambino ci costruisce tanto... e ci guarda con sospetto... così provo a
spiegare loro che devono avere fiducia in noi... si .. fiducia.. e
mentre parlo mi rendo conto che la realtà è un tantino diversa... perchè
attorno alla mia professione ruotano troppi interessi politici... e
non... e alla fine il bersaglio siamo sempre noi... e non parlo certo
del bersaglio per i delinquenti... ma quello per i media...
Scusa il termine direttore ma noi... detto in due parole... "non ci
prendiamo mai!"...
e alla fine chi paga son sempre gli operatori "su strada"... son loro
che pagano lo scotto degli sbagli commessi da chi ci governa... da chi
ci amministra.... da chi ci fa le leggi...
e questo si riflette veramente in termini di sicurezza!!
C'è chi si diverte a contare quanti poliziotti ci sono in Italia... e
per alzare il tiro conta pure le guardie giurate(!)... e così salta
fuori che c'è un poliziotto ogni 134 abitanti... e anche se non sono
d'accordo con questi.. conteggi... (perchè non portano a nulla secondo
me anzi... il cittadino leggendo ciò s'incarognisce ancora di più... si
contro lo stato... ma poi scarica su chi lavora in divisa... è normale
no? Così mi incontra per strada e mi dice... "OH!! Ma quat a siv' in
tot? Un è ora chi teca a licenzien un quicad'o? Te par esempi.. i putreb
lascet a ca' .. c'tan fe' un caz tot e de'!!!) .. mi trovo, come
poliziotto, a dovergli dare ragione perchè la realtà è questa... siamo
tanti... ma scoordinati... con uno sperpero veramente notevole di denaro
pubblico...e un riflesso negativo in termini di sicurezza... ma nel mio
lavoro non posso fare politica... devo ubbidire e basta.. e lavorare con
i mezzi.. e gli uomini... che ho a disposizione.... "oso obbedir
tacendo" (ma questo non è facile da spiegare agli studenti di prima
media...)
Sabato mattina ne ho avuto la prova per l'ennesima volta quando a
Bagnacavallo un cittadino ha inseguito i ladri in auto e
contemporaneamente ha chiamato il 113... ero in sala operativa a
coordinare l'inseguimento... polizia.. carabinieri.. vigili...l ugo...
russi... poi rotonda san vitale... niente... sono scappati per i campi e
non li abbiam presi... (anche se han le ore contate...ih ih ih..)...
E così tornando agli arresti di Roma... dopo un primo sincero
apprezzamento per il lavoro dei colleghi... la mia mente continua a
lavorare in fretta... e penso che li sicuramente non si è badato a spese
e impiego di uomini... e mezzi... perchè si, anche nel mio lavoro, ora
più che mai dobbiamo fare i conti con... i fondi a disposizione... e con
la visibilità mediatica... perchè ora ci son gli stupri...e giù a far
decreti legge urgenti... e giù ad autorizzare intercettazioni (qui non
si intercettano i politici... ih ih ih...) ..
Comunque voglio chiudere, anche perchè rischio di essere pesante e
ripetitivo...
e le dico solo che per fare sto lavoro... oh.. bisogna mandarne giù di
magoni....ma del resto.. una volta che te ne innamori... tutto il resto
non conta!
Ti saluto direttore... alla prossima... quando arresteremo i ladri di
sabato... ih ih ih...
Giovanni Fontanieri
CHE TRISTEZZA DA
SAN REMO
Speriamo davvero che San Remo
abbia successo. 100 del milione di euro del salario di Bonolis sono i
miei e mi piace spendere per cose di successo, non mi piace perdere.
Quel Bonolis che è l'unico responsabile di aver voluto in gara la
canzone che offende i gay per speculare sulle polemiche che ne sarebbero
nate, per fare audience, ma le regole oggi sono queste e lui fa davvero
bene il suo mestiere.
Ma speriamo abbia successo anche perchè si dice che se non l'avrà, San
Remo verrà cancellato. Ma se succederà perderemmo uno strumento di
conoscenza fortissimo. Poi dovremmo basarci solo sul rapporto dell'Istat
per tentare di capire dove viviamo. San Remo ci dà molto, ci dà la
possibilità di capire con cosa oggi si ha successo, cosa oggi piace,
quali sono i nostri gusti, con cosa si vince la durissima qualifica per
essere scelte tra le canzoni partecipanti.
La conoscenza di cui parlo non è riferita ovviamente alle musiche. Sono
troppo ignorante in questo per farlo. Parlo dei testi, di quale cose
oggi bisogna dire per essere ascoltati da tanti, per avere successo, per
essere vincenti.
Sono personalmente depresso, molto depresso dopo aver sentito i testi.
Sono del Pd. La sconfitta di martedì sera, riferita a quei testi, mi ha
depresso molto di più della sconfitta che ho avuto lunedì in Sardegna.
Sconfitta nel sentire cosa dice, cosa scrive, chi sa, che così dicendo,
avrà successo.
Se sono queste le cose che piacciono, tanto si spiega di ciò che ci
succede accanto. Troppo bravo Benigni nel farci "capire" il testo di una
di queste canzoni. Avrebbe potuto farlo con tantissime altre delle
canzoni vincenti la durissima selezione.
Una pillola contro la depressione che viene da San Remo? Lo stesso
Benigni!
Siamo gli italiani di questi testi, ma italiano, come me, è anche
Benigni...
Arrigo Antonellini
LA NOSTRA SPERANZA
Si dimentica forse una donna
del suo bambino,
così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere?
Anche se queste donne si dimenticassero,
io invece non ti dimenticherò mai. (Isaia 49,15)
Ora che tutto è ormai compiuto (ma non le polemiche, purtroppo) la
nostra speranza sta proprio in queste parole. Non giudico il padre di
Eluana, anche se mi fa venire i brividi il pensare che proprio suo padre
si è battuto con una caparbietà inverosimile per portarla alla morte. La
nostra speranza però è questa: nonostante i nostri errori, le nostre
stranezze, le nostre contraddizioni, Dio non si dimentica di noi e così
possiamo pensare Eluana già inserita nella Pace del Signore.
Aggiungo che per un po' mi sento in colpa, perché se è possibile che si
faccia strada questo modo di pensare e di valutare la vita, è anche un
po' colpa mia e di tutti quelli che nella vita ci credono ma non
riescono ad incidere nel pensare e nel sentimento comune.
Giorgio Fugattini
A
PROPOSITO DI "LA VITA SEMPRE"
Riceviamo e pubblichiamo in riferimento
alla lettera al direttore arrivata in redazione "La vita
sempre"
Pubblichiamo
perchè è un tema nel quale vogliamo che tra le tante, ci
sia anche la nostra, di voce.
Arrigo Antonellini
Arrigo, ho gli occhi lucidi e non è solo il raffreddore.
Grazie
Lucia
LA
VITA SEMPRE
Sono stato interrogato sul mio
pensiero per la Signorina Englaro ed è giusto, come dice il Presidente
del Consiglio, che anche un direttore di un giornale senta la
responsabilità dell'omissione di soccorso. Ognuno con i suoi mezzi,
sempre. Il presidente del consiglio con un decreto legge che ha nella
salvezza di una vita i suoi ovvi motivi di urgenza; il direttore di un
giornale, con righe che chiedano che la vita venga salvata, sempre!
Già, il valore della vita. La nostra vita per la quale nulla abbiamo
fatto per avere e che nulla possiamo fare per togliere. Così, come, a
maggior ragione, nessun altro ha alcun diritto di poterci togliere, mai,
in qualsiasi circostanza.
Non ci può essere tolta da nessuno, se stupriamo un bambino; così come
non ci può essere tolta se da anni ci devono alimentare. Toglierla dopo
17 anni, invece che dopo 16 o 18, attesta con troppa evidenza che c'è
una volontà diretta di togliere la vita ad quella Persona. E la vita non
è né del padre né della madre che l'hanno generata.
Non può essere tolta la vita a nessuno. Agli abitanti di Gaza, civili o
militari che fossero; come non poteva essere tolta agli Iracheni,
spingendo un bottone da cui scendevano bombe, come gocce di pioggia. La
vita di una ragazza irachena di 37 anni, di cui non sappiamo il nome,
morta sotto le bombe di Bush, con il consenso di Berlusconi, è la stessa
identica vita della signorina Englaro. E il "decreto d'urgenza", anche
se criminalmente preavvisato, allora fu, per sganciarle, quelle bombe,
per toglierle, quelle vite.
Non sono il solito teatrino della politica, queste righe. Della serie, i
due bambini che litigano e si rinfacciano a vicenda, "tu hai fatto
questo" - "Si però, tu hai fatto questo" - "Ma tua prima avevi fatto
questo", cui assistiamo da qualche anno nel nostro bipolarismo italiano.
Siamo in ben altro campo che non la politica e nemmeno in quello, più
serio, o che più serio dovrebbe essere, del ruolo delle Istituzioni.
Siamo nei primo dei Valori dell'uomo, il valore della vita, un valore su
un tema, la nostra esistenza e quella del nostro prossimo, TUTTO il
nostro prossimo, che non ci è stata data e nessuno può, mai, togliere:
se uomini, e non bestie, vogliamo rimanere.
Arrigo Antonellini
GRAZIE PER L'OSPITALITA'
Egregio Direttore, approfitto
dell'ospitalità del vostro spazio, anche se intendo rivolgermi a una
area politica diversa dalla vostra. Infatti sono un elettore della
cosiddetta "sinistra radicale" e intendo chiedere a qualche
rappresentante politico di quell'area quando finalmente possiamo essere
consultati su quale candidato appoggiare per la prossime elezioni a
Lugo.
Io personalmente se solo si profila una qualche alleanza con "Cetto la
Cortese - più Stepra e cemento per tutti", starò felicemente a casa. Per
fortuna che ieri ho saputo che dai comitati di cittadini di Lugo è
partita una idea di candidatura alternativa, forse qualche speranza
posso coltivarla.
Cordiali Saluti
Lettera firmata
PROVINCIA SI, PROVINCIA NO
Egregio direttore,
Sono anch'io un dipendente della Provincia e, nonostante ciò sono fra il
95% dei cittadini che, come lei afferma, è favorevole all'abolizione
delle Provincie.
Dal punto di vista tecnico sarebbe la cosa più semplice da fare:
mandiamo a casa 100 presidenti di provincia, oltre 1000 assessori e
oltre 10.000 consiglieri provinciali, lasciamo un direttore generale
(che c'e' già) di nomina regionale e dividiamo le competenze e il
personale fra la Regione ed i Comuni. E le decisioni veramente
importanti riservate alla Giunta provinciale (5 - 10 delibere in un
anno) potrebbero benissimo essere assunte dalla giunta regionale, per lo
stipendio che prendono gli assessori regionali potrebbero farsi carico
anche di questa fatica. Così resterebbero da affidare agli
ammortizzatori sociali solo le segreterie particolari, gli uffici stampa
e i consulenti dei vari politici. Oltre i risparmi diretti degli
emolumenti, vi sarebbe un grande vantaggio: diminuirebbero le persone
che fanno la politica per mestiere e potrebbero contare di più nei
partiti le libere opinioni.
Anzi, già che ci siamo, non sarebbe il caso di sciogliere e raggruppare
i Comuni con meno di 10.000 abitanti, invece di inventarsi nuove
aggregazioni. Purtroppo questi sono solo sogni... ora anche la Lega
difende le Province, e addio promesse pre-elettorali.
Cordiali saluti
Andrea Marini - Lugo
UN DECRETO PER NON UCCIDERE?
Riceviamo e pubblichiamo
Cosa sta succedendo in Italia? C’è bisogno di un decreto
legge per sancire che non è lecito smettere di dare da
mangiare e da bere ad una persona ? Allora io chiedo al
governo che emani un altro decreto per sancire che non è
lecito piantare un coltello nella pancia di nessuno, e
un altro per dire che non è lecito sparare in testa ad
alcuno, un altro per dire che non si può strozzare
nessuno, un altro per dire che...
Io non ho molta dimestichezza con leggi e sentenze, ma
pensavo che la legislazione vigente che vieta di
uccidere fosse sufficiente!
Che valore ha una sentenza o mille sentenze di tutte le
corti del mondo di fronte alla testimonianza delle suore
che da anni amorevolmente ne hanno cura e che ci dicono
che Eluana è viva, ha i bisogni e i cicli fisiologici
come tutti noi, che apre e chiude gli occhi e tutto
questo autonomamente senza l’ausilio di alcuna macchina
e solo chiede che qualcuno l’aiuti nel mangiare e nel
bere?
Questo non è argomento di cronaca romagnola, ma penso,
almeno lo spero, che tutti i romagnoli si interroghino
su questi temi e nel sentire comune prevalgano quei
valori ai quali tutti si richiamano, senza mai
nominarli, e cioè i valori cristiani che sono alla base
dei diritti umani e che hanno sempre sostenuto il vivere
di tutti, anche di quelli che ufficialmente non si
dichiarano cristiani.
Giorgio Fugattini
C’ E’ BISOGNO DI AUGURI
Ho compiuto 32 anni. Oggi ho 32 e qualche
giorno, fa uno strano effetto, perché ho passato i trenta. 32 anni è
un'età strana, ai tempi dell'Unità d'Italia rappresentava quasi la
massima aspettativa di vita, oggi viene quasi considerata l'ultima parte
dell'adolescenza. E' una strana generazione la nostra, condannata
all'eterna giovinezza e non perché non invecchi, ma perché le
generazioni precedenti preferiscono considerarci ragazzini piuttosto che
ricordarsi che anche noi avremmo diritto alla sicurezza e alla
stabilità. Così, spesso, si vedono ragazzini con troppe rughe e troppi
capelli bianchi ed è inevitabile che a qualcuno appaiano come
bamboccioni che non vanno mai via di casa. Ci si dimentica che per
acquistare una casa in Italia, partendo da zero, bisogna lavorare per
250 mesi (più di venti anni) senza mangiare e senza bere, perché se si
pretende anche di sopravvivere non si mette un centesimo da parte. E noi
siamo una generazione troppo educata per prenderci ciò che ci spetta, lo
chiediamo per favore, a voce bassa, e qualcuno lassù fa finta di non
sentire e fa finta di non sentire ormai da troppo tempo. Intanto gli
anni non aspettano nessuno e continuano inesorabili a passare e da lassù
ci raccontano di un'altra crisi per dirci che il nostro turno non è
arrivato ancora e che, forse, se non cambiamo modo di porci, non
arriverà mai.
Lettere firmata
Il direttore risponde
Non ho parole...
Arrigo Antonellini
A PROPOSITO DELLO
SCIOPERO
Egregio Direttore,
la CGIL scende in piazza da sola, oggi, senza la CISL e la UIL, che si
sono dissociati. Sciopera "contro la crisi". E contro il freddo e il
gelo no?
CASO ALITALIA
- la CGIL si schiera con i piloti che chiedono di mantenere i privilegi
che hanno contribuito ad affondare la compagnia di bandiera, e non con i
colleghi delle confederazioni CISL e UIL
IN PIAZZA
- organizza 150 manifestazioni contro tutta la politica del Governo: dai
contratti, all'occupazione alla difesa dei ceti più deboli
CONTRATTI
- non firma il protocollo tra Governo e sindacati per il rinnovo dei
contratti nel pubblico impiego per il biennio 2008-2009, siglato da
Cisl, Uil, Ugl e Confasl - non firma nemmeno sul rinnovo dei contratti
dei ministeri e dei lavoratori delle agenzie fiscali
SCIOPERO
- lo sciopero generale di oggi era stato preceduto a novembre da tre
scioperi degli statali nel centro, nel nord e nel sud del paese
[dati presi da "QN" del 11 dicembre 2008 p.7]
Tutto il mondo è in recessione, e in tutto il mondo gli avversari
politici rinserrano i ranghi per superare insieme la crisi. Solo
l'Italia continua a dover far fronte, oltre che alla crisi, anche a un
sindacato così...
Giovanna Baldini
SCIOPERO PER IL DECRETO ANTICRISI
La Cgil ritiene i provvedimenti "anti
crisi" adottati dal Governo assolutamente inadeguati a far fronte alle
difficoltà sempre più forti che incontrano lavoratori dipendenti e
pensionati.
E' del tutto evidente che mancano risposte strutturali in grado di
contrastare la pesante crisi in atto e di rilanciare i consumi e
l'economia.
La situazione è sotto gli occhi di tutti e stupisce che qualcuno che si
professa difensore dei diritti dei lavoratori si limiti a prendere atto
della situazione, attaccando duramente le scelte della CGIL.
La CGIL come sempre avanza proposte e richieste, lo sciopero è lo
strumento estremo per rivendicare la necessità di ascolto e di confronto
su quelle proposte.
La proclamazione di uno sciopero non avviene mai a cuor leggero:
rappresenta la massima espressione dei lavoratori che, non avendo altri
strumenti a disposizione, rinunciano ad una parte della loro già povera
retribuzione per rivendicare i loro diritti e la loro dignità, per
vedere riconosciuti interventi equi e necessari.
A questo si aggiunga la vergognosa vicenda dei rinnovi contrattuali del
pubblico impiego: con gli stipendi di dicembre sarà elargita la mancia
di fine anno che rappresenta l'anticipazione del valore del rinnovo
contrattuale per il 2008: si tratta di € 116 lordi (categoria C), che
saranno ulteriormente ridotti dalle ritenute previdenziali e dal
conguaglio fiscale di fine anno. Qualcuno può pensare che compensi la
perdita del potere d'acquisto dei salari avvenuta nel 2008?
Aderite allo sciopero generale di domani 12 dicembre e partecipate alla
manifestazione a Bologna, che sarà conclusa da Guglielmo Epifani.
p.FP CGIL
Marinella Melandri
UNA SCELTA NON FACILE
La gente diventa più buona con
l'avvicinarsi del Natale?
Sembra proprio di no. Vedeste che lite tra due auto per prendersi il mio
posteggio!!!!!
Due auto in lizza:
Veicolo A: Mercedes nuova sportiva con 40enne abbronzato ben vestito -
veniva dal giusto senso di marcia
Veicolo b: Renault twingo con due ragazze 25 anni circa - manovra pirata
per inserirsi in corsia
Il mio ruolo è essenziale, in base a come esco posso far vincere l'uno o
l'altro!
Sono un po 'indecisa; li sento rumoreggiare....
Un altro indizio:
Veicolo A: occhiali da sole, guarda fisso davanti a sè
Veicolo B: suona il clacson e strepita. Un "caz... ogni tre parole...
che caz... vuole... che testa di caz....da dove caz... arriva???"
Cosa faccio???
Esco in retro puntando verso le ragazze Twingo, la Mercedes si infila,
mi fa un cenno con la mano per ringraziamento.
Sorrido tra me e me, l'educazione prima di tutto , e il rispetto delle
regole....
Peccato che però ora io sia girata nel verso sbagliato!! Devo
ringraziare se qualcuno mi fa passare per immettermi in una coda per
l'uscita che avrei evitato se fossi andata dall'altra parte!
Un quarto d'ora solo per uscire dal posteggio...
Paola
C'è sempre modo e modo di vedere le cose, di tirare conclusioni su ciò
che accade. "Non è vero che la gente diventa più buona, per Natale",
dici, Paola (nel nostro giornale ci diamo del tu).
E il ringraziamento del proprietario della Mercedes?
Ma soprattutto saresti ancora lì, ferma, da un lato, in quel parcheggio,
senza quelli che ti hanno dato strada, che, sono certo, avrai
"calorosamente" ringraziato...
Il direttore
BOLLINO FEDELTA'
In farmacia avevo una spesa da pagare di 6
euro e due centesimi. Davanti alla oggettiva difficoltà dei due
centesima, ho mostrato alla farmacista i bollini premio del distributore
di benzina che mi uscivano dal portamonete, offrendoli come merce di
scambio e la simpatica dottoressa ha commentato dicendo che non c’è da
stupirsi, visto che tutti siamo pieni di bollini premio.
Ci manca solo che ce li diate voi in farmacia, mi sono permesso.
E lei, non si stupisca quando presto lo faremo, avevamo già in passato
una tesserina con timbri della serie “premio fedeltà”.
Speriamo di non averli presto anche in ospedale, mi sono permesso
ancora, dalle cliniche private non ci sarebbe davvero da stupirsi...
Arrigo Antonellini
DISAGI A SAN GABRIELE
Da
diversi giorni, aggravati dalle normali situazioni del tempo invernale,
nel quartiere Lugo Est risulta particolarmente disagevole raggiungere la
chiesa di San Gabriele in mezzo al fango. Possibile che Iter,
responsabile del cantiere privato attivo davanti alla chiesa, non debba
rendere la situazione meno disagiata per l’accesso al vicino di casa,
appunto, la Parrocchia?
Lettera firmata
Gentile lettore, dalle informazioni da noi assunte, risulta infatti che
addirittura il Comune, spinto dall’interesse collettivo che l’accesso ai
servizi di interesse pubblico forniti dalla Parrocchia, non siano
soggetti a tali disagi, si sia attivato per segnalare la cosa ai
responsabili del cantiere privato.
Speriamo che gli stessi responsabili siano lettori del vostro giornale e
a loro giriamo le giuste lamentele del lettore.
Il direttore
CANNABIS
LEGALE: DOMENICA VOTO IN SVIZZERA
Domenica prossima 30
novembre in Svizzera si vota per legalizzare la cannabis,
o meglio, «Per una politica della canapa che sia
ragionevole e che protegga efficacemente i giovani».
Un referendum popolare sancirà se, nel Paese degli
orologi e del cioccolato, anche la marijuana potrà
essere liberamente acquistata, coltivata (per uso
personale) e consumata. I promotori hanno raccolto
centomila firme, i detrattori sono preoccupati dal
rischio che nel Paese si riversi un'ondata di fumatori
dai paesi vicini, Italia in primis.
Il risultato della consultazione non è scontato, anche
perché per modificare la Costituzione elvetica, è
necessario non soltanto il 51% dei consensi, ma anche il
sì della maggior parte dei cantoni.
A favore dovrebbero essere le grandi città e la Svizzera
tedesca, contrari si presuppongono essere le aree rurali
e i cantoni più tradizionalisti , tra cui quello
“italiano” il Ticino, dove si teme che si potrebbe
riversare dall'Italia una massa di frontalieri della
marijuana in cerca di "canne facili" oltreconfine.
È pur vero che un sì non equivarrà al rilascio di un
assegno in bianco; lo Stato sarà chiamato a porre una
serie di condizioni a livello legislativo. Il comitato
promotore del referendum, ha già stilato una serie di
proposte: non utilizzo sotto i 18 anni; l’istituzione di
un marchio di qualità e l’obbligo di domicilio in
Svizzera per l'acquirente. Calma quindi ad organizzare
il viaggio in Svizzera : il voto potrebbe non bastare.
E voi lettori che ne pensate su questo argomento?
Partite già lunedì prossimo? Chiedete a vostro figlio
dove sta andando?
E in un eventuale identico referendum in Italia, da che
parte vi schierereste?
Scrivetelo al direttore:
postmaster@pavaglionelugo.net.
Matito
40
EURO
“Uso” ancora la sezione
delle lettere al direttore perchè ho bisogno di sfogarmi
senza disturbare i lettori e in particolare per non
urtare la sensibilità di quei lettori che dal regalo del
Governo di 40 euro all’anno troveranno beneficio, se non
altro per la serie, “meglio di un calcio nel...”.
Già, 40 euro! Non settimanali, ma mensili, non per le
famiglie che non arrivano alla quarta settimana (il 26%)
perchè se ce la fanno per tre hanno un reddito superiore
ai limiti definiti per avere i 40 euro, ma per quelle
che arrivano solo a metà mese (il 9%): 40 euro quindi,
per le due settimane nelle quali non hanno i soldi per
campare.
Non si poteva sperare che il Governo potesse risolvere
il loro problema, ma nemmeno che i provvedimenti fossero
tali da risolverlo per uno solo, dei quattordici giorni
di astinenza.
40 euro frutto della decisione di persone, presidente
del Consiglio, Ministri e Parlamentari sui quali, come
persone che vivono in questo mondo, il senso di cosa
siano 40 euro non dovrebbe mancare. Silvio Berlusconi:
40 euro, sa cosa sono? Sa cosa ci sta nel carrello della
spesa con 40 euro?
I giornali hanno posto l’accento con forza alla spesa
complessiva: 450 milioni di euro. Una cifra grossa, ma
nessuna l’ha messa, volutamente, a confronto, in
relazione, con altre cifre, come i costi per la
collettività dell’operazione Alitalia, o del “sostegno
dato alle imprese”.
E prendendo fiato, cercando di tornare con calma, per
quanto possibile di fronte allo sdegno per la cifra, 40
euro, ai temi tecnici, tutti gli economisti del mondo
dicono che dalla crisi si esce con una ripresa dei
consumi. Già, quel tanto in più che gli italiani
consumeranno con i 40 euro mensili dati ai “poveri”.
Arrigo Antonellini
CAVALIERI DI VITTORIO VENETO
Riceviamo e pubblichiamo
Caro Arrigo, approfitto dello
spazio offerto dal tuo giornale per unirmi a coloro e,
in particolare, al mio mito bianconero del “Tondo”,
Renzo Preda, che in questi giorni a Lugo stanno
commemorando i caduti della Grande Guerra. Mi piace
quindi ricordare i miei nonni, entrambi “cavalieri di
Vittorio Veneto”. Grazie per l’ospitalità
Guido Assirelli
I cavalir d’vittorio veneto
(in gita al sacrario di Redipuglia)
L’era ancora bur cla dmènga matèina,
parò, in tla piaza de marchè
i cavalir d’vittorio veneto j era za arivè
aspitènd la curira sòta la mantlèina.
In silènz, cun ch’i òc svèg
ui era nèca i mi dù vèc,
naturalmèint us fa par dì
parchè j era tòt ingarlì.
La mdaja da cavalir in se pèt
tèsta elta e pas da burdlèt
fir d’èsar ancora tòt insè
coma una vòlta in te regimènt de Rè.
Lò ja fat la guèra de ‘zdòt,
da e Piave a e Carso, dapartòt.
L’era e dè dla visita a e Redipuglia.
e sacrèri dla Venezia Giulia
i purèt, in avdeva l’ora d’avies da Lugh,
e pareva propri ch’i avès sòta i pi e fugh.
Che dè im purtè cun lò,
e viaz e fò tòta un’ emuziò.
I mi vèc i aveva ancora e cor zovan,
um pareva d’avè di suldè tòt atoran.
Pirì un aveva fàt fura dis o dog,
Mingou, un etar mòc,
Gigèt un s’arcòrda gnèca piò
ma l’à fàt la su pert nèca lò.
Et capì sti suldè.
Quand ca sé arivè a destinaziò
um è avnù da pinsè
che in Austria un gnera piò anciò.
Apèina avert e spurtèl jè vulè fura
cun una spèinta da fe paura.
I s’è infilè d’corsa sòra che monumeint
còma di sparvir drì e vèint.
Avivi d’avdè al rug dla faza spianès
‘dnèinz a i cadù de nostar paes,
al mè strati fra d’lò
coma un gavagn cun po’ slighè anciò.
In trinzèra pinsènd a la famèja,
a e dè dòp, spirènd cun vulès vèja,
e pù “avanti Savoia” e tòt i salteva fura
sminghènd al frì e la paura.
Chi suldè jè murt in te fior dla zuvintò
splì in cla tèra chi à difes
fèna a l’ultum, sèinza mai farmes.
I s’à dè la libartè, ma lò in è turnè piò.
I era tòt in sl’attenti, qualcadòu in znòc,
cun la cumuziò scrèta int’i òc.
Am so strèt avsè a i mi nunè
ringraziend e Signor ca simi tòt a què.
E cun che fardèl in te pèt,
cun i mi nunè a brazèt
in silenzi a sé turnè zò,
ma stavolta in curira un ciacareva piò anciò.
LETTERA AL DIRETTORE
Ci ho preso gusto a scrivermi da
solo, ad usare la nostra nuova rubrica “Lettere al
direttore”, che evidentemente risulta gradita, visto che
siete in diversi ad usarla.
Allora, questa volta mi scrivo così, per fatti miei, di
bottega (non poi tanto sconosciuti!).
“Caro direttore, mi rivolgo a Lei in quanto notoriamente
conosciuto come amico di Walter Veltroni e quindi
sicuramente in grado di darmi una risposta, magari
informandosi un pò.
Quello che vorrei sapere, dopo avere assistito
all’approvazione, se non addirittura alla promozione
(magari me lo dica lei che è bene informato), della
candidatura dell’ex Sindaco di Roma, alla carica di
“Sindaco di Roma”, quali siano stati i criteri che lo
stesso Veltroni ha applicato per l’inserimento in posti
sicuri della lista del Pd per il Senato, che hanno
portato alla nomina, appunto a Senatore, di Riccardo
Villari?
In attesa di chiarimenti in merito, infinite
congratulazioni per la qualità del giornale dei
Romandioli".
Arrigo Antonellini
MAI
DIRE MAI!
E parliamo di acqua,
contando che quanto scrivo non sia “acqua fresca” e di converso spero di
non aver scoperto “l’acqua calda”, come dire, la situazione pozzi,
quelli di proprietà, i privati, sono veramente così “liberi” come si
auspica nella “lettera al direttore” in cui si parla di
privatizzazione?.
Ebbene, sembra che non sia poi così semplice la gestione degli esistenti
e la perforazione di nuovi pozzi, infatti già in Toscana c’è una
direttiva ragionale che obbliga i proprietari ad istallare un contatore
per leggere il consumo d’acqua, che poi si deve pagare e, se non
bastasse, qualora il proprietario sia collegato alla rete fognaria, è
sottoposto ad una ulteriore “gabella” attinente la depurazione ecc.
“Purtroppo” anche in Emilia Romagna c’è già qualche comune che impone ai
proprietari di pozzi di istallare un contatore che conteggia il consumo,
quale consumo va poi comunicato annualmente, come dire, siamo anche noi
sulla strada toscana, ed ho paura che non siamo noi proprietari (per chi
lo possiede) di pozzi a metterlo nel “quando ce vò ce vò” ma, come
spesso succede, credo sia proprio l’esatto contrario.
Che tutto questo sia giusto o meno beh, in effetti tutte le risorse sono
di proprietà dello stato; come dimenticare poi quanto successo nel
ferrarese a coloro che “estraevano” il gas dai propri terreni? Sembra
proprio che nulla possa sfuggire alla regola che tutto si debba pagare,
chissà se ci misureranno anche la superficie dei tetti per calcolarci di
quanto Sole stiamo godendo, speriamo allora nella nebbia, oddio, forse
la nebbia è anche lei una risorsa?
Grazie dell’ospitalità.
Vico Zauli
ACQUA
PRIVATIZZATA?
Hanno detto che legiferando sotto l’ombrellone
hanno privatizzato l’acqua e precisamente in un decreto con articolo
chiamato 23 bis ma io non ci credo , è impossibile che una cosa del
genere non abbia fatto infuriare la rossa opposizione. Così, vado a
guardarmi il decreto legge. E scopro con sollievo che all'art.23 si
parla di contratti di apprendistato, e subito dopo c'è l'art.24.
Andiamo, ragazzi! Che paranoia è mai questa! Il governo è innocente,
almeno stavolta!
E invece no… Il decreto è del 25 giugno, quando il cittadino era ancora
a casa a vigilare sui suoi rappresentanti. Viene trasformato in legge
appunto il 5 agosto, e mentre tutti sono al mare tra l'art.23 e il 24
viene aggiunto l'infame 23 bis che titola "Servizi pubblici locali di
rilevanza economica".
Il conferimento della gestione dei servizi
pubblici locali avviene, in via ordinaria, a favore di imprenditori o di
società in qualunque forma costituite.
Ferma restando la proprietà pubblica delle
reti, la loro gestione può essere affidata a soggetti privati.
E questo per tutti i servizi pubblici locali di
rilevanza economica in materia di rifiuti, trasporti, energia elettrica
e gas, nonche' in materia di acqua.
E così via. Chi ha modo se lo legga. Si situa
tra un articolo sui contratti di apprendistato e un altro che
regolamenta l'uso della carta nei Ministeri.
Che dire allora se non che diffondere questo
tipo di notizie non dovrebbe essere compito del singolo cittadino ma di
certe persone che occupano (lautamente ricompensati) certe cariche sia
politiche (opposizione, sindacati) che giornalistiche a livello
nazionale.
Il consiglio è quindi se ne avete la
possibilità di farvi un pozzo, come fortunatamente hanno in molti,
fatelo e metteteglielo in quel posto... e scusatemi il francesismo ma
quando ce vò ce vò!
Saluti
Alessandro Antonellini
ME LE VADO
A CERCARE?
“Propendo” per la
seconda ipotesi del lettore, quella della
provocazione...
Il direttore
Sì, me le vado a cercare, perché come qualche
volta mi succede, agendo di primo acchito mi
capita poi di dovermi ritirare in buon ordine
con “la coda fra le gambe”.
La cosa nasce dopo aver letto sul giornale il
termine “torto collo”, intendendo che con ciò si
volesse esprimere lo stesso significato di
“obtorto collo”.
Queste mie righe sono ovviamente un “pour
parler” e intese a dare un seguito alle
“bacchettate” che già qualche tempo fa
comparvero su queste pagine.
A mio avviso la questione potrebbe stare in
questi termini, o il direttore, visti i
precedenti, prima di scrivere un “latinismo” si
è ben documentato ed è sicuro di quello che ha
scritto, oppure ha volutamente provocato i
lettori scrivendo una “inesattezza”.
So bene che qualcuno potrebbe supporre che io
non abbia altro da fare che perdermi in queste
“idiozie”, mi consola però il pensare di essere
in buona compagnia se quel qualcuno arriva a
leggere fin qui, o no?
Bene, per concludere “l’interventino”, visto che
il “torto collo” non mi “suonava” bene, ho fatto
il “giro” dei miei vecchi vocabolari di italiano
e di latino, anche quello dei sinonimi mi sono
andato a guardare, e non ho trovato traccia di
quel: controvoglia, malvolentieri forzatamente,
forzosamente, a denti stretti, ecc ecc. che
“obtorto collo” dovrebbe significare e che
(forse) anche il “torto collo” del direttore
voleva intendere.
Grazie per l’ospitalità.
Vico Zauli
LETTERA AL
DIRETTORE
Prendo carta e penna (si fa per dire), chiudo,
affranco e spedisco al direttore del vostro
giornale.
Uso questo stratagemma (??) per poter portare
una riflessione di carattere nazionale senza
continuare ad occupare spazi nei redazionali.
Come abbiamo scritto nel redazionale di lunedì
scorso 17 novembre, proprio per questa ragione
abbiamo aperta l’ennesima rubrica, quella delle
“Lettere al direttore”.
A proposito quanto è comodo, con un giornale
telematico, poter fare riferimento a qualcosa
detta in passato, invitarvi ad andarla
eventualmente a rivedere con un semplice clic,
senza immaginare la follia che conserviate i
quotidiani di settimane, mesi o anni fa!
Ma veniamo al tema.
Il segretario nazionale dell’Associazione dei
funzionari di polizia, Enzo Maria Letizia, a
proposito del pacchetto sicurezza di cui la Lega
vuole l’approvazione in Parlamento, subito dopo
la Finanziaria, ha sottolineato: “Il presidio
del territorio da parte di associazioni private
tra i cittadini in rapporto privilegiato con gli
organi di polizia locale restituisce un quadro
sconfortante, che fa arretrare la memoria
all’Italia dei tempi della Milizia Volontaria
per la Sicurezza Nazionale o, se si preferisce,
a quella dei Bravi di manzoniana memoria”.
Pacchetto sicurezza che in particolare per
quanto attiene i permessi di soggiorno a punti e
la schedatura dei senza fissa dimora, Famiglia
Cristiana definisce “misure indegne di uno stato
di diritto”.
Arrigo Antonellini (direttore)
CAMBIAMENTO
EPOCALE?
Il Ministro della
Funzione Pubblica parla di cambiamento epocale
nella Pubblica Amministrazione dopo il via
libera del decreto delega in Commissione Affari
Costituzionali in Senato.
Noi non riusciamo a capire cosa ci sia di
innovativo nella rilegificazione e
ripubblicizzazione del rapporto di lavoro, a noi
pare solo un ritorno al tempo che fu, con la
chicca di rendere, oltre alle leggi ed ai
contratti, anche i regolamenti fonte a cui
attingere.
Ci pare ci voglia una bella faccia tosta, il
giorno dopo la firma del contratto dei
ministeriali, che non mette un euro sulla tanto
sbandierata produttività e sul merito, e che si
connota con uno degli accordi più conservatori
degli ultimi anni, a parlare di trasparenza,
standard e premi che già dal 2009 saranno i
punti qualificanti prodotti dalla nuova legge.
A questo proposito vorrei che i Segretari di
categoria di CISL e UIL riflettessero sul
significato di una scelta che li ha visti
firmare un contratto che ha il valore che
abbiamo detto, a fronte di un ministro che
afferma che la vera innovazione la fa lui per
legge.
Anche la pur positiva Authority, migliorata dopo
il confronto con le organizzazioni sindacali già
con il precedente Governo, viene svalorizzata
nel momento in cui diventa una macchina
mangiasoldi - nota bene: 1 milione e 200 mila
euro per gli emolumenti di 4 persone – e che,
non recando criteri per i requisiti e le
incompatibilità di chi la andrà a comporre,
rischia di essere uno dei tanti posti in cui
collocare qualcuno.
Ci piacerebbe anche sapere chi valuterà e
misurerà i risultati prodotti dall’Authority in
termini di miglioramento dei servizi della
Pubblica Amministrazione, a fronte di così
ingenti risorse impiegate.
Infine sottolineiamo, a proposito di accordi
bipartisan, che l’astensione al Senato è
conteggiata come voto contrario.
Carlo Podda Segretario Generale FP CGIL
COME
RICONOSCERE UN ATTACCO CARDIACO
Durante una grigliata Federica cade.
Qualcuno vuole chiamare l'ambulanza ma Federica rialzandosi dice di essere
inciampata con le scarpe nuove.
Siccome era pallida e tremante la aiutammo a rialzarsi.
Federica trascorse il resto della serata serena ed in allegria.
Il marito di Federica mi telefonò la sera stessa dicendomi che aveva sua
moglie in ospedale.
Verso le 23.00 mi richiama e mi dice che Federica è deceduta.
Federica ha avuto un attacco cardiaco durante la grigliata.
Se gli amici avessero saputo riconoscere i segni di un attacco cardiaco,
Federica sarebbe ancora viva.
La maggior parte delle persone non muoiono immediatamente.
Basta 1 minuto per leggere il seguito:
Un neurologo sostiene che se si riesce ad intervenire entro tre ore
dall'attacco si può facilmente porvi rimedio.
Il trucco è riconoscere per tempo l'attacco cardiaco!!!
Riuscire a diagnosticarlo e portare il paziente entro tre ore in terapia.
Cosa che non è facile.
Nei prossimi 4 punti vi è il segreto per riconoscere se qualcuno ha avuto un
attacco di cuore:
* Chiedete alla persona di sorridere (non ce la farà);
* Chiedete alla persona di pronunciare una frase completa (esempio: oggi è
una bella giornata) e non ce la farà;
* Chiedete alla persona di alzare le braccia (non ce la farà o ci riuscirà
solo parzialmente);
* Chiedete alla persona di mostrarvi la lingua (se la lingua è gonfia o la
muove solo lateralmente è un segno di allarme).
Nel caso si verifichino uno o più dei sovra citati punti chiamate
immediatamente il pronto soccorso.
Descrivete i sintomi della persona per telefono.
Un cardiologo sostiene che se mandate questa è-mail ad almeno 10 persone, si
può essere certi che avremmo salvato la vita di Federica, ed eventualmente
anche la nostra.
Quotidianamente mandiamo tanta spazzatura per il Globo, usiamo i
collegamenti per essere d'aiuto a noi ed agli altri.
Sei d'accordo? Io si.
Guido Neri
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