|
Sensibilità, disponibilità, equilibrio ed idee
molto chiare del parlamentare PD
E’
stato un evento più unico che raro, quanto
inatteso, a S.Agata. Un pubblico numeroso ed
attento ha accolto, presso la “Ca di Cuntadén”,
il senatore PD Marco Follini, parlamentare di
chiara fama e di indiscusse qualità umane e
politiche. E non si è risparmiato dimostrando
sensibilità, disponibilità, equilibrio, ma
soprattutto idee molto chiare. L’iniziativa
proposta dal coordinatore della rassegna“La Vos
de Spepal”, Candido Parrucci, ha avuto il
supporto del settimanale “Sette sere Bassa
Romagna” con l’intervista condotta dal
giornalista Samuele Staffa. Primo, inevitabile
argomento: la crisi in atto. Come affrontarla, a
pochi mesi dalle elezioni politiche ed europee?
L’ospite ha subito rivelato le sue impressioni.
Mentre in altri paesi ci si angoscia di più,
questo governo pur sapendo che la crisi è forte
e difficile da superare, non vuol darlo a vedere
“perché è evidente che, se vogliamo uscirne
vivi, si deve parlare di cose che all’elettorato
non piacciono”. Così si vive alla giornata, si
seminano illusioni, si invita la gente a
comprare, non si sa con quali soldi e fino a
quando. La crisi, purtroppo, c’è, colpisce
trasversalmente un po’ tutti, ed ha bisogno di
una svolta, ma il governo non gliela sta dando.
Cosa fare? Intervenire sui salari bassi ed a
sostegno di chi perde il lavoro, ma queste
operazioni costano, non facciamoci illusioni!
Snidare gli evasori fiscali? Sì, ma occorre
tempo! Meglio rivedere, al più presto, i due
pilastri fondamentali del Welfare nel nostro
paese: una valida riforma degli ammortizzatori
sociali e quella delle pensioni per creare un
buon sistema previdenziale, tenendo conto che la
nostra popolazione sta invecchiando. Quanto alla
presenza degli stranieri, si devono considerare
due aspetti: integrazione e fermezza. Una lunga
serie di lavori non potrebbe essere svolta senza
di loro: questo dato va vissuto come un valore;
naturalmente portano anche tanti problemi e la
convivenza non è sempre così semplice. Occorre,
dunque, non essere distratti, ma la peggior cosa
sono certe frasi roboanti che escono dalle parti
della Lega e da Destra, perché fanno parte di
quello che certe persone amano sentirsi dire.
Cosa ne pensa, poi, il senatore del nascente PDL?
Gli avversari, ha affermato, vanno sempre
rispettati; il discorso di Fini gli è sembrato
nobile e sincero, molto meno convincente quello
di Berlusconi: questa maggioranza che ha il
vento in poppa, lavora per dividere; il capo del
Governo dovrebbe lavorare per unire, ma per lui
tutti i nemici sono Comunisti con i quali si
sente costantemente in guerra. Dimentica che una
democrazia è una contesa civile, nella quale non
deve venire mai meno il rispetto per
l’avversario. “Noi”, però dobbiamo preservare il
partito Democratico. La maggioranza è una forza
unita intorno ad un leader che nessuno mette in
discussione, mai o quasi mai. Noi, invece
abbiamo una tradizione diversa,: una quantità di
personalità che ritengono di potersi esprimere,
che è anche difficile far convivere e,
naturalmente, in politica, portano dei
conflitti. “Loro” devono stare attenti a non
essere troppo ubbidienti, noi a non essere
troppo rissosi, ed evitare certi aspetti non
sempre edificanti, perché nasca una forza che un
compito fondamentale: trarre vantaggio dalla
disputa e dal confronto. La politica ha bisogno
delle persone, per coltivare lo spirito di
convivenza .E, riferendosi al suo ultimo libro
“La volpe e il leone” ha aggiunto una
considerazione: anche gli animali sanno che,
alle volte, è più conveniente convivere, perché
dagli altri c’è sempre da imparare…. Le parole
non sono mai sprecate se servono per misurarsi
gli uni con gli altri, ma la politica, quella
sì, deve essere meno animalesca! Sulla mafia, M.
Follini pensa che, negli ultimi anni, le forze
dell’ordine hanno colpito abbastanza duramente
alcuni santuari mafiosi e la lotta ha preso una
piega più risoluta, ma bisogna tener conto che
queste guerre non si vincono mai per sempre,
quindi non si deve abbassare, mai, la guardia.
Problemi come il decentramento, l’autonomia, il
federalismo fiscale, sono stati toccati al volo,
per mancanza di tempo, in un dialogo vivace fra
il relatore e il pubblico che ne ha apprezzato
l’affabilità ed il linguaggio chiaro e
comprensibile.
Armanda Capucci
|