NOTTE MAGICA

La notte pių lunga. Ora le giornate si accorciano...


Nel passato, qui in Romagna, la notte appena trascorsa era considerata un po' magica, in quanto segna il momento in cui le giornate smettono di allungarsi, e di conseguenza circondata da un alone di riti di passaggio, dove ancora una volta protagonista era l'acqua. I nostri vecchi ancora oggi raccolgono, ad esempio, aglio e lavanda solo dopo che "uič paseda sora la guaza d'Sa Zvan", la rugiada di San Giovanni Battista. Un tempo chi aveva malattie della pelle si alzava la mattina presto e si passava sulle zone interessate la mano sinistra passata sull'erba, oppure vi si rotolava. I frutti o gli ortaggi raccolti all'alba, secondo i nostri nonni, portavano bene, avevano tanti poteri, "la vartō", una potenza particolare e benefica. Nel forlivese, poi, si raccoglievano la sera del 23 alcuni grappolini di uva, per darli ai polli e in questo modo si pensava che non avrebbero beccato nella vigna man mano che la maturazione proseguiva. Di solito i pennuti, affamati come i loro padroni, durante la notte consumavano tutto questo misero pasto: la contadina usava dire che a mezzanotte erano passate le streghe e si erano portate via tutto; era rimasta solamente la certezza (o la speranza?) di un raccolto intatto.

Lucia Baldini

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