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Serata di chiusura.
Premiazione delle Compagnie partecipanti. Consegna
Premio Città di Lugo 2009. Consegna Premio Lilia
Flamigni 2009
ISABELLA
tre atti in dialetto romagnolo di Lilia Flamigni e
Francesco Pirazzoli
Personaggi e interpreti
Checco Ricci, vètèrinèri - Checco Pirazzoli
Cecilia Ricci, sù sùrèla - Cecilia Montanari
Isabella, la fiòla d’Checco - Isabella Berardi
Massimo, u j fà e’ fil… - Massimo Pezzi
Gianni, l’è un artèsta - Gianni Tozzola
Roberto, dètt Pastròch - Roberto Geminiani
Alla Consolle Oriano Betti
Scenografia Rosario Cataudo
Costumi Cecilia Montanari
Trucchi ed acconciature Angela – Ibiscus Massalombarda
Regia di Checco Pirazzoli
Note di regia
Versione
teatrale tratta dal celebre romanzo “Washington Square”
di Henry James, pubblicato nel 1880 e trasposto in
versione cinematografica prima da William Wyler nel 1949
e, di recente, nel 1997, da Agnieszka Holland.
L’ambientazione del romanzo è quella della New York del
1880, mentre la commedia si svolge in Romagna, negli
anni ’50.
La storia è quella di un veterinario di Lugo, Checco
Ricci, che rimane vedovo con un'unica figlia,
l'ubbidiente e poco vivace Isabella che é da sempre
vittima delle critiche del padre che le rimprovera di
non avere alcuna delle doti della defunta madre:
bellezza, charme, raffinatezza. Isabella è goffa e
timida, destinata forse a rimanere nubile.
Un bellimbusto egoista e nullafacente, Massimo cerca di
circuire la ragazza, abbagliato dalla ricca dote. E' il
primo uomo a corteggiarla, e lei lo ricambia con
assoluta fiducia. Il giovane trova alleata in queste sue
mire, l'inconsapevole e romantica Cecilia, che di Checco
è sorella.
Fra Checco e Massimo è subito aperto antagonismo e la
vicenda li vede agire nel tentativo di influenzare il
comportamento e le scelte di Isabella. Quando il ragazzo
chiede la mano di lei, Checco fa l'ultimo tentativo per
convincere la figlia che solo l'interesse per il suo
denaro sta inducendo Massimo a quel passo.
Massimo, infastidito dalle continue dilazioni di
Isabella ed incollerito dall'ostilità del potenziale
suocero, abbandona momentaneamente il campo.
Il matrimonio non si fa. Isabella rimane sola.
Dopo la morte del padre, Isabella eredita tutto. Massimo
ricompare tre anni dopo, quando Checco è già morto,
torna in città, va a trovarla, ed Isabella….
Vittima rassegnata, Isabella è al tempo stesso la
vincitrice morale della partita con i due uomini tanto
amati, il padre intransigente e il pretendente
interessato, cui ha sacrificato la sua felicità.
Attorno a questi quattro personaggi centrali, ruotano
pure altri due personaggi. Gianni, un futurista
convinto, figlio del tempo, e Roberto, figlio di un
contadino di Checco. Questi personaggi, presentati con
taglio brillante, sono espressione tipica dei nostri
personaggi degli anni ’50.
Forse lo spettatore troverà strano che in una commedia
ambientata negli anni ’50, facciano da sfondo e da
corollario anche musiche di datazione successiva.
E’ stata una precisa scelta registica, dettata dalla
convinzione che, siccome, il tema dominante di questo
lavoro è l’amore, e non potendolo collocare in un
preciso spazio temporale (L’essere umano parlava d’amore
ieri, ne parla oggi e ne parlerà anche domani!), si è
pensato di avallare la Sua universalità utilizzando
musiche, anche loro, universali.
Alla serata di chiusura presenzierà il Sindaco
di Lugo, Raffaele Cortesi, che riceverà il premio Lilia
Flamini 2009, assegnato al Comune di Lugo.
Checco Pirazzoli
Foto: la mitica Cecilia Montanari ed
Isabella Berardi |