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IL SANTO DEL GIORNO: MESE DI AGOSTO
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Portell (Spagna), 1200 - Cardona (Spagna), 31 agosto 1240 Non si sa molto della sua vita. Il soprannome significa non partorito dalla madre viva, «non-nato», ossia estratto dal corpo senza vita di lei, morta prima di darlo alla luce. Forse di nobile famiglia, Raimondo verso il 1224 entrò nell'Ordine religioso della Mercede (detto anche dei Mercedari), fondato pochi anni prima con lo scopo di riscattare e di curare la formazione religiosa e morale degli schiavi nelle regioni spagnole ancora occupate dagli Arabi. Dopo che gli spagnoli liberarono gran parte del territorio, Raimondo partì per l'Algeria, dove venne fatto prigioniero. Per impedirgli di predicare, gli misero una sorta di morso. Tornato in Catalogna, diventato ormai famoso, venne chiamato a Roma da papa Gregorio IX che nel 1239 lo nominò cardinale. Ma durante il viaggio, morì assalito da violenti febbri. San Raimondo è considerato anche il patrono delle ostetriche. (Avvenire)
Bologna, X sec. - Bologna, 30 agosto 1026 Nasce a Bologna nella seconda metà del X secolo. Trascorre la giovinezza nella sua città e successivamente parte per l'oriente; decide di stabilirsi a Il Cairo per fare l'eremita. Qui Bononio si dedica a opere di carità a sostegno delle popolazione, con cui costruisce anche alcune chiese. Contribuisce alla liberazione del vescovo di Vercelli, Pietro, fatto prigioniero dagli arabi dopo la sconfitta subita da Ottone II a Stilo. Ritornato in patria il vescovo in segno di riconoscenza nomina Bononio - che nel frattempo si ritira sul Sinai - abate del monastero di Lucedio. Il santo risponde alla chiamata del vescovo e accetta il nuovo incarico. A Bononio si attribuiscono alcuni miracoli compiuti a Bologna, la sua città natale, dove fa tappa durante il viaggio verso Lucedio. Si ferma anche in Toscana, nel monastero di San Michele di Marturi nel territorio di Poggibonsi. A Lucedio, forte della sua profonda spiritualità, il santo ripristina la disciplina dei religiosi e si adopera per aiutare la popolazione locale. Bononio muore il 30 agosto del 1026; le sue reliquie si trovano nella chiesa di Fontanetto Po, in provincia di Vercelli. È canonizzato da papa Giovanni XIX. (Avvenire)
29 agosto: Santa Sabina Martire Sec. II
Tagaste (Numidia), 13 novembre 354 – Ippona (Africa), 28 agosto 430 Sant'Agostino nasce
in Africa a Tagaste, nella Numidia - attualmente Souk-Ahras in Algeria -
il 13 novembre 354 da una famiglia di piccoli proprietari terrieri.
Dalla madre riceve un'educazione cristiana, ma dopo aver letto
l'Ortensio di Cicerone abbraccia la filosofia aderendo al manicheismo.
Risale al 387 il viaggio a Milano, città in cui conosce sant'Ambrogio.
L'incontro si rivela importante per il cammino di fede di Agostino: è da
Ambrogio che riceve il battesimo. Successivamente ritorna in Africa con
il desiderio di creare una comunità di monaci; dopo la morte della madre
si reca a Ippona, dove viene ordinato sacerdote e vescovo. Le sue opere
teologiche, mistiche, filosofiche e polemiche - quest'ultime riflettono
l'intensa lotta che Agostino intraprende contro le eresie, a cui dedica
parte della sua vita - sono tutt'ora studiate. Agostino per il suo
pensiero, racchiuso in testi come «Confessioni» o «Città
di Dio», ha meritato il titolo di Dottore della Chiesa. Mentre Ippona è
assediata dai Vandali, nel 429 il santo si ammala gravemente. Muore il
28 agosto del 430 all'età di 76 anni. (Avvenire)
27
agosto: Beato Domenico (Barbieri) della Madre di Dio Sacerdote
Passionista Viterbo, 22 giugno 1792 - Reading (Inghilterra), 27 agosto 1849 Nato a Viterbo nel 1792, Domenico Barbieri a 22 anni entrò nei Passionisti, prendendo come nome da religioso Domenico della Madre di Dio. Ordinato sacerdote, cominciò la sua opera di predicazione in Italia, ma soprattutto in Inghilterra, dove ricondusse alla fede cattolica moltissimi fedeli e ministri, tra i quali anche John Henry Newman. Fu apprezzato dai Papi Leone XIII, che lo conobbe di persona quando era nunzio a Bruxelles, e Pio X, che ne ricordò la figura in una lettera del 1911. Fu uomo di vasta erudizione, come dimostrano molte sue opere filosofiche, teologiche e ascetiche. Morì a Reading nel 1849. È sepolto a Sutton-Oak nel ritiro di Sant'Anna, presso Liverpool. (Avvenire)
Il sant'Oronzo venerato
nel Salento è da identificarsi col martire Arontius di Potenza,
ricordato dall'antico martirologio Geronimiano; si tratta di un martire
sicuramente esistito il cui corpo, insieme a quello di altri santi
appulo - lucani, venne traslato verso la metà del sec. VIII a Benevento.
In questo centro longobardo si venne a formare la leggenda secondo la
quale Aronzo e Fortunato - quest'ultimo non compare nel Geronimiano ma
risulta da un'altra antica fonte quale la passio di San Felice di
Thibiuca - farebbero parte del gruppo dei dodici fratelli africani
martirizzati nella persecuzione di Massimiano in varie città del
mezzogiorno d'Italia. La leggenda ha scarsissima attendibilità e di
certo ha solo il riferimento all'esistenza e al martirio dei santi
citati. Da Potenza e Benevento il culto di sant'Aronzo si diffuse in
molti centri meridionali come attesta una vasta documentazione
ascrivibile ai secoli XI-XIV. A Lecce il culto oronziano non ha
riscontri anteriormente al XII secolo e appare localizzato e riferibile
a una chiesa fuori le mura sull'attuale sito della cappella detta del
martirio di Sant'Oronzo. 25 agosto: San Giuseppe Calasanzio Sacerdote
Nato nel 1557 a Peralta de la Sal, in Spagna, Giuseppe diventa sacerdote a ventisei anni. Ricopre importanti mansioni in diverse diocesi spagnole. A Roma, colpito dalla miseria in cui vivevano i ragazzi abbandonati, fonda un nuovo ordine religioso con l'obiettivo di dare un'istruzione ai più poveri e combattere così l'analfabetismo, l'ignoranza e la criminalità. Nascono le «Scuole Pie» e i suoi religiosi vengono chiamati «scolopi». Scrive il santo: «È missione nobilissima e fonte di grandi meriti quella di dedicarsi all'educazione dei fanciulli, specialmente poveri, per aiutarli a conseguire la vita eterna. Chi si fa loro maestro e, attraverso la formazione intellettuale, s'impegna a educarli, soprattutto nella fede e nella pietà, compie in qualche modo verso i fanciulli l'ufficio stesso del loro angelo custode, ed è altamente benemerito del loro sviluppo umano e cristiano». Giuseppe muore il 25 agosto del 1648; è canonizzato nel 1767 e nel 1948 è dichiarato da papa Pio XII «patrono Universale di tutte le scuole popolari cristiane del mondo». Oggi l'ordine degli Scolopi è presente in 4 continenti e 32 paesi. (Avvenire)
Poznan, Polonia, 1 ottobre 1919 – Dresda, Germania, 24 agosto 1942 Edward Kazmierski, nato a
Poznan, proveniva da una famiglia povera. Suo padre era calzolaio.
Appena terminata la scuola elementare, fu costretto a lavorare in un
negozio e poi in una azienda meccanica. Si inserì presto nell'oratorio
salesiano e in questo ambiente poté sviluppare insolite doti musicali.
S. Esteban de los Patos (Avila), 25 settembre 1891 – Valenza, 23 agosto 1936 Mariano Garcia Méndez, ordinato sacerdote nella diocesi di Avila nel 1916, entrò dieci anni dopo come religioso nella congregazione devoniana, che lo venera come protomartire, prendendo il nome di Giovanni Maria della Croce. Giovanni Paolo II lo ha beatificato l’ 11 marzo 2001 con altrie 232 vittime della guerra civile spagnola.
Nasce a Firenze nel 1233. Dopo aver studiato medicina e filosofia, nel 1254 si sente ispirato ad entrare nel piccolo ordine dei servi di santa Maria, allora nato da una decina d'anni. Diventa sacerdote e poi priore generale. Attirato dalla vita umile ed evangelica, nel servizio alla Madre di Dio, dei frati del Monte Senario, entra nel loro monastero. Prima di diventare Superiore generale si interessa di serbare memoria degli inizi dell'Istituto e dei suoi fondatori, per tramandarla ai posteri. Da priore generale la sua attività risulta notevolmente intensa, tanto in Italia come all'estero. Si impegna a difendere l'Ordine in momenti burrascosi, fino a ottenerne, nel 1287, una lettera di protezione apostolica da parte del papa Onorio IV. Quindi si ritira presso il convento di San Marco di Todi, senza avere la fortuna di vedere i favorevoli sviluppi del suo Istituto. Benizi muore a Todi, in uno dei conventi più poveri dell'Ordine, il 22 agosto 1285. Sarà canonizzato da Papa Clemente X nel 1671. (Avvenire)
Tananarive (Madagascar), 1848 - † 21 agosto 1894 Vittoria Rasoamanarivo, nacque nel 1848 a Tananarive in Madagascar, in una delle più potenti famiglie dell'isola. Seguì in gioventù la religione idolatrica dei suoi antenati. Ma quando nel Madagascar giunsero alcuni missionari gesuiti francesi, si iscrisse nella scuola della missione e si fece battezzare con il nome di Vittoria, nonostante le resistenze della famiglia. Divenuta principessa, fu data in sposa ad un alto ufficiale dell'esercito, schiavo dell'alcol e delle passioni, ma rifiutò il divorzio, conscia dell'indissolubilità e santità del matrimonio. Quando nel 1883 una persecuzione portò all'espulsione dei missionari e i fedeli cattolici vennero accusati come traditori, Vittoria continuò a professare la sua fede apertamente, si fece protettrice della Chiesa a corte, insistendo che le chiese e le scuole cattoliche rimanessero aperte e incoraggiando le comunità alla perseveranza. Donna di profonda preghiera, trascorreva ore in chiesa e si dedicò ad innumerevoli opere di carità in favore di poveri, prigionieri, abbandonati, lebbrosi. Morì il 21 agosto 1894 a 46 anni. È stata proclamata beata da Giovanni Paolo II il 29 aprile 1989. (Avvenire)
Filiberto, abate di Jumièges e di Noirmoutier, nacque in Guascogna verso il 616. Nel 636 entrò nel monastero di Rebais, presso Coulommiers (Seine-et-Marne), che il suo amico Audoeno aveva appena fondato. Verso il 650 Filiberto eletto abate. Da qui intraprese la visita ai principali monasteri dell'Ile-de-France, di Borgogna e d'Italia, in particolare a Luxeuil e Bobbio. Al termine di questo viaggio si diresse verso Rouen, di cui il suo amico Audoeno era arcivescovo dal 641, e fondò sulla riva della Senna il monastero di Jumièges. Nel 676 entrò in conflitto con il maestro di palazzo, Ebroino, e dopo un periodo di residenza sorvegliata andò a Poitiers, presso il vescovo Ansoaldo, che gli concesse un isola sulle coste della Vandea, dove fondò il monastero di Noirmoutier. Dopo la morte di Ebroino (683) e forse anche quella di Audoeno (684), Filiberto poté ritornare a Jumièges. Rientrato a Noirmoutier, vi morì forse nel 685 o più probabilmente in uno degli anni seguenti. (Avvenire)
Ri, Francia, 14 novembre 1601 - Caen, Francia, 19 agosto 1680 Nato in Normandia nel 1601, muore nel 1680. Divenuto un attivista e un devoto di Maria è ordinato sacerdote nel Collegio dei gesuiti di Caen. Da qui parte per assistere gli appestati nella regione di Argentan. In seguito si consacra alle missioni parrocchiali. Resosi conto di quanto sia importante la figura del sacerdote, riesce a far costruire un seminario, dando vita alla «Congregazione di Gesù e di Maria ». San Giovanni Eudes è il primo e più ardente apostolo del culto liturgico ai Sacri Cuori di Gesú e di Maria. Nel 1641 fonda due Congregazioni religiose, una maschile e una femminile, dedicate ai Sacri Cuori. Per lui, quindi, il culto del Sacro Cuore di Gesú è il culto della persona, in quanto esso è l'origine e la fonte della dignità e della santità della persona. Fonda poi rifugi per togliere le ragazze dalla strada e una Congregazione di Religiose per assisterle, l'ordine di «Nostra Signora della Carità del Rifugio». Scrive numerose opere, fra cui la più conosciuta e la più considerevole è «Il cuore ammirabile della Madre di Dio». (Avvenire)
Vina del Mar, Cile, 22 gennaio 1901 - Santiago del Cile, 18 agosto 1952 Sin da ragazzo aveva
dovuto subire sulla propria carne le difficili condizioni del povero
nella vita quotidiana. Rimasto giovanissimo orfano del padre, la madre
dovette inviare i figli presso parenti. Alberto, di pronta intelligenza
e forte volontà, lavorava al pomeriggio e spesso anche alla sera per
contribuire al mantenimento della famiglia. Rimandò l'entrata nella
Compagnia di Gesù, perché senti primario l'obbligo di offrire al suo più
vicino prossimo, i familiari, il pane quotidiano.
Saumur, Francia, 18 giugno 1666 - Saumur, Francia, 17 agosto 1736
Figlia di commercianti, Jeanne Delanoue
nacque a Saumur, nella valle della Loira, nel 1666. Perso il padre,
aiutò la madre nel negozio, vicino al santuario di Notre Dame des
Ardilliers. Morta anche la madre, un pellegrino al santuario invitò
Jeanne a consacrarsi ai poveri. Lei aprì le sue porte ad essi. Poi
arrivarono alcune giovani per aiutarla. Così nel 1704 nacque la
congregazione di Sant'Anna della Provvidenza. E nel 1715 sorse a Saumur
una casa per poveri. Jeanne morì nel 1736. È santa dal 1982. (Avvenire)
Esztergom (Ungheria), ca. 969 - Buda (attuale Budapest), 15 agosto 1038
Di nobilissima famiglia, e gli ricevette
da bambino una profonda educazione cristiana. Consacrato re d'Ungheria
nella notte di Natale dell'anno mille con il titolo di "re apostolico",
organizzò non solo la vita politica del suo popolo, riunendo le 39
contee in unico regno, ma anche quella religiosa gettando le fondamenta
di una solida cultura cristiana. Egli divise il territorio in diocesi,
eresse chiese monasteri, fra cui quello famoso di San Martino di
Pannonhalma, ed appoggiò il clero servendosi come collaboratori di
Benedettini di Cluny. Aveva sposato una principessa, Gisella di Baviera,
che lo sostenne nella sua opera e che alla sua morte si richiuse nel
monastero benedettino di Passau.
L'Immacolata Vergine, preservata immune da ogni colpa originale, finito il corso della sua vita, fu assunta alla celeste gloria in anima e corpo e dal Signore esaltata quale regina dell'universo, perché fosse più pienamente conforme al Figlio suo, Signore dei dominanti e vincitore del peccato e della morte'. (Conc. Vat. II, 'Lumen gentium', 59). L'Assunta è primizia della Chiesa celeste e segno di consolazione e di sicura speranza per la chiesa pellegrina. La 'dormitio Virginis' e l'assunzione, in Oriente e in Occidente, sono fra le più antiche feste mariane. Questa antica testimonianza liturgica fu esplicitata e solennemente proclamata con la definizione dommatica di Pio XII nel 1950. (Mess. Rom.
Saludecio, Rimini, 19 novembre 1786 -14 agosto 1859
Elisabetta Renzi nasce a Saludecio (RN) il
19 novembre 1786 da famiglia benestante: il padre Giambattista Renzi è
perito estimatore, la madre Vittoria Boni proviene da una famiglia
nobile di Urbino. Nel 179I la famiglia si trasferisce a Mondaino (RN).
Secondo l’usanza del tempo, fanciulla viene affidata alle monache
Clarisse perché riceva un’adeguata formazione umana e cristiana. All’età
di 21 anni chiede di entrare nel Monastero delle Agostiniane di
Pietrarubbia (PU). Nel 1810 Napoleone sopprime il Monastero, Elisabetta,
suo malgrado, deve tornare in famiglia. Trascorre quattordici anni di
ricerca, di travaglio interiore. Un giorno, mentre sta cavalcando viene
sbalzata via dal cavallo imbizzarrito. Si rialza incolume ed interpreta
questa caduta come il segno di una chiamata di Dio. Si consiglia con il
suo direttore spirituale don Vitale Corbucci che la rassicura
indicandole Coriano (RN) dove funziona un “Conservatorio”, una scuola
per le ragazze più povere. Elisabetta arriva a Coriano il 29 aprile 1824
e nel 1839 fonda la Congregazione delle Maestre Pie dell’Addolorata.
Morì il 14 agosto 1859. Fu beatificata da Papa Giovanni Paolo II nel
1989.
13 agosto: San Benildo Romancon
Religioso
Thuret, Alvernia, Francia, 14 giugno 1805 - Sangues, Alta Loira, 13 agosto 1862
Nato a Thuret il 14 giugno 1805 e
battezzato col nome di Pietro Romancon, dai lavori campestri il beato
passò alle scuole tenute dai Fratelli delle Scuole Cristiane a Riom.
Egli avrebbe voluto entrare in quella Congregazione, ma non poté essere
ammesso per la sua piccola statura. L'anno seguente, però, rinnovò la
domanda, che fu accolta, e poté passare al noviziato, durante il quale
la sua vocazione fu posta a dura prova dalle insistenze del padre che lo
rivoleva in casa. Il giovane resistette con tenacia, fu ammesso ai voti
e prese il nome di Benildo, ponendosi sotto la protezione di s. Benilde.
Per venti anni fu addetto a varie scuole (Riom, Moulins, Limoges,
Aurillac, Clermont, Billon), facendosi dovunque apprezzare dai
confratelli, per la sua dolcezza, e dagli alunni, per la sua sapienza
pedagogica. Durante questi anni, Benildo si occupò anche, per breve
periodo, della cucina, dell'orto, dimostrando in questi lavori una
serena umiltà e una grande cura. 12 agosto: Sant' Euplo (Euplio) di Catania Diacono e martire
Catania, sec. IV
La popolarità di sant' Agata a Catania ha
oscurato un altro martire, il concittadino sant' Euplo (o Euplio),
diacono, che subì il martirio «sotto il nono consolato di Diocleziano e
l'ottavo di Massimiano, la vigilia delle idi di agosto, a Catania», cioè
il 12 agosto 304. Questi dati provengono da un antico documento, «la
Passione di sant' Euplo», che racconta le ultime ore del diacono.
Davanti al tribunale che lo processava Euplo gridò ad alta voce: «Io
sono cristiano; desidero morire per il nome di Cristo». Non volendo per
nessuna ragione abiurare la sua fede, il governatore della città,
Calviniano, ordinò che fosse decapitato. Gli fu posto al collo il
Vangelo che portava al momento dell'arresto; davanti a lui un araldo
gridava: «Euplo, cristiano, nemico degli dèi e degli imperatori!». Euplo,
tutto contento, ripeteva senza posa: «Grazie a Cristo Dio». Affrettava
il passo come se andasse alla incoronazione. Arrivato sul luogo del
supplizio si mise in ginocchio e pregò a lungo. Poi presentò la testa e
fu decapitato. (Avvenire)
11 agosto: Santa Susanna di Roma Martire
Nel Martirologio geronimiano viene
commemorata l'11 agosto. Altri codici citano un cimitero di san Susanna
ma, a parte questo, si soltanto che a Roma, a partire dal 595, vi era
una chiesa a lei dedicata. La "Passio" della santa, forse non del tutto
attendibile, dice che era figlia del presbitero Gabinio, fratello del
vescovo Gaio e cugino dell'imperatore Diocleziano (fine III - inizio IV
sec.). Il suo destino era di diventare la sposa del figlio
dell'imperatore, Massimiano. Susanna si oppose ma il rifiuto le costò la
vita. Condannata a morte, venne decapitata nella sua stessa casa e
sepolta nella zona di Figlinas, l'odierna Coazzo sulla via Nomentana,
nel cimitero di sant'Alessandro. Nessuna altra fonte, in ogni caso,
fornisce elementi utili per identificare il sepolcro. (Avvenire)
+ Campiglia, Torino, fine III secolo
Secondo la tradizione, Besso era un soldato della legione Tebea
convertitosi al Cristianesimo. Intorno al 286 , l’imperatore romano
Massimiano si trovava con le sue truppe ad Agaunum (odierna
Saint-Maurice in Svizzera). I soldati cristiani della legione Tebea,
vennero massacrati per aver rifiutato di sacrificare agli dei pagani.
All'eccidio scamparono solo pochi legionari, che presero a vagare per i
monti, portando il messaggio della nuova fede. Questi soldati spesso
martirizzati, furono i primi evangelizzatori di molte vallate della Alpi
Occidentali. Anche Besso riuscì a convertire un gran numero di montanari
della Val Soana, finchè venne catturato e scaraventato giù dal Monte
Fautenio. Besso morì, ma lasciò miracolosamente la sua impronta sulla
roccia sottostante, dove ora sorge il santuario a lui dedicato.
Breslavia, 12 ottobre 1891 - Auschwitz, 9 agosto 1942
Edith Stein nasce a Breslavia, capitale
della Slesia prussiana, il 12 ottobre 1891, da una famiglia ebrea di
ceppo tedesco. Allevata nei valori della religione israelitica, a 14
anni abbandona la fede dei padri divenendo atea. Studia filosofia a
Gottinga, diventando discepola di Edmund Husserl, il fondatore della
scuola fenomenologica. Ha fama di brillante filosofa. Nel 1921 si
converte al cattolicesimo, ricevendo il Battesimo nel 1922. Insegna per
otto anni a Speyer (dal 1923 al 1931). Nel 1932 viene chiamata a
insegnare all’Istituto pedagogico di Münster, in Westfalia, ma la sua
attività viene sospesa dopo circa un anno a causa delle leggi razziali.
Nel 1933, assecondando un desiderio lungamente accarezzato, entra come
postulante al Carmelo di Colonia. Assume il nome di suor Teresa
Benedetta della Croce. Il 2 agosto 1942 viene prelevata dalla Gestapo e
deportata nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau dove il 9 agosto
muore nella camera a gas. Nel 1987 viene proclamata Beata, è canonizzata
da Giovanni Paolo II l’11 ottobre 1998. Nel 1999 viene dichiarata, con
S. Brigida di Svezia e S. Caterina da Siena, Compatrona dell’Europa. 8 agosto: San Domenico di Guzman Sacerdote e fondatore dei
Burgos, 1170? - Bologna, 6 agosto 1221
Nato nel 1170 a Caleruega, un villaggio montano della Vecchia Castiglia
(Spagna), si distinse fin da giovane per carità e povertà. Convinto che
bisognasse riportare il clero a quella austerità di vita che era alla
base dell'eresia degli Albigesi e dei Valdesi, fondò a Tolosa l'Ordine
dei Frati Predicatori che, nato sulla Regola agostiniana, divenne nella
sostanza qualcosa di totalmente nuovo, basato sulla predicazione
itinerante, la mendicità (per la prima volta legata ad un ordine
clericale), una serie di osservanze di tipo monastico e lo studio
approfondito. San Domenico si distinse per rettitudine, spirito di
sacrificio e zelo apostolico. Le Costituzioni dell'Ordine dei Frati
Predicatori attestano la chiarezza di pensiero, lo spirito costruttivo
ed equilibrato e il senso pratico che si rispecchiano nel suo Ordine,
uno dei più importanti della Chiesa. Sfinito dal lavoro apostolico ed
estenuato dalle grandi penitenze, il 6 agosto 1221 muore circondato dai
suoi frati, nel suo amatissimo convento di Bologna, in una cella non
sua, perché lui, il Fondatore, non l'aveva. Gregorio IX, a lui legato da
una profonda amicizia, lo canonizzerà il 3 luglio 1234. (Avvenire)
7 agosto: San Gaetano Thiene
Sacerdote
Vicenza, ottobre 1480 - Napoli, 7 agosto 1547 Nacque a Vicenza dalla nobile famiglia dei Thiene nel 1480, e fu battezzato con il nome di Gaetano, in ricordo di un suo celebre zio, il quale si chiamava così perché era nato a Gaeta. Protontario apostolico di Giulio II, lasciò sotto Leone X la corte pontificia maturando, specie nell'Oratorio del Divino Amore, l'esperienza congiunta di preghiera e di servizio ai poveri e agli esclusi. È restauratore della vita sacerdotale e religiosa, ispirata al discorso della montagna e al modello della Chiesa apostolica. Devoto del presepe e della passione del signore, fondò (1524) con Gian Pietro Carafa, vescovo di Chieti (Teate), poi Paolo IV (1555-1559), i Chierici Regolari Teatini. Per la sua illimitata fiducia in Dio è venerato come il santo della provvidenza. (Avvenire)
La liturgia romana leggeva il brano evangelico riferito all'episodio della trasfigurazione il sabato delle Quattro Tempora di Quaresima, mettendo così in relazione questo mistero con quello della passione. Lo stesso evangelista Matteo inizia il racconto con le parole: «Sei giorni dopo» (cioè dopo la solenne confessione di Pietro e il primo annuncio della passione), «Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni, suo fratello, e li condusse sopra un alto monte, in disparte. E si trasfigurò davanti a loro: il suo volto risplendette come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce». C'è in questo episodio una netta contrapposizione all'agonia dell'orto del Getsemani. La trasfigurazione, che fa parte del mistero della salvezza, è ben degna di una celebrazione liturgica che la Chiesa, sia in Occidente come in Oriente, ha comunque celebrato in vario modo e in date differenti, finché papa Callisto III elevò di grado la festa, estendendola alla Chiesa universale. (Avvenire)
5 agosto: Madonna della Neve
La Vergine Maria, oggetto di iperdulia, è
stata invocata in tutti i secoli cristiani, con tante denominazioni
legate alle sue virtù, al suo ruolo di corredentrice del genere umano e
come Madre di Gesù il Salvatore; inoltre alle sue innumerevoli
apparizioni, per i prodigi che si sono avverati con le sue immagini, per
il culto locale tributatole in tante comunità.
Roma, 1200 circa - Bologna, 1260
Diana degli Andalò (Bologna, 1200 circa -
10 giugno 1236) e Cecilia Cesarini (Roma, 1200 circa - Bologna, 1260)
sono figure insigni di quella fioritura verginale che accompagnò la
presenza di san Domenico nella città di Bologna. Diana nelle mani del
Patriarca emise i voti di castità, povertà e obbedienza. Intorno a lei
si raccolsero altre religiose, fra cui la beata Cecilia.
Nell'epistolario di Diana con il beato Giordano di Sassonia, uno dei
primi compagni del Fondatore dell'Ordine dei Predicatori, è documentato
il fervore di questa prima comunità nel cuore di Bologna, mentre a
Cecilia è attribuita una mirabile descrizione di san Domenico. Il culto
delle due beate vergini domenicane è stato confermato da Leone XIII.
3 agosto: Sant' Aspreno di
Napoli Vescovo
Primo vescovo di Napoli, visse tra la fine
del I secolo e gli inizi del II, epoca a cui si fanno risalire gli inizi
della Chiesa partenopea. Vari antichi documenti, tra i quali il
Calendario marmoreo di Napoli, fissano la durata del suo episcopato in
23 anni. Secondo una leggenda si sarebbe convertito dopo essere stato
guarito da san Pietro, che lo consacrò poi vescovo. Fece costruire
l'oratorio di Santa Maria del Principio, su cui sarebbe poi sorta la
basilica di Santa Restituta e la chiesa di San Pietro ad aram. Dopo san
Gennaro è il secondo dei 47 protettori di Napoli i cui busti sono
custoditi nella Cappella del tesoro in Duomo, dove sarebbe anche
conservato il bastone con cui san Pietro lo guarì. Nella città, in
epoche diverse, furono elette due chiese in suo onore e una cappella gli
è dedicata nell'antichissima basilica di Santa Restituta. È invocato
contro l'emicrania e la sua festa liturgica viene ricordata nel
Martirologio romano e nel Calendario marmoreo al 3 agosto. (Avvenire)
2 agosto: Sant' Alfreda (Etelreda) di Crowland Monaca Benedettina VMercia (Gran Bretagna), VIII secolo - Crowland (Inghilterra), 833 ca. Alfreda è uno dei sei -sette nomi con cui è conosciuta santa Eteldreda, reclusa a Crowland in Inghilterra. Nacque nell'VIII secolo Dopo essere stata fidanzata di Etelberto, re dell'Anglia orientale, ucciso a causa di una congiura. Si ritirò successivamente nella badia di Crowland nello Yorkshire, dive occupò una cella da reclusa nella parte meridionale della chiesa vicino all'altare maggiore. Alfreda morì dopo l'833, le sue reliquie vennero distrutte quando nell'870, l'abbazia fu saccheggiata dai Danesi. La sua festa è celebrata il 2 agosto. (Avvenire)
Villaret, Savoia, 13 aprile 1506 - Roma, 1 agosto 1547
Il 22 luglio 1534 Pietro celebra la prima Messa, e il 15 agosto
successivo è ancora lui a salire l’altare, nella chiesa di Santa Maria a
Montmartre, quando sette giovani con alla testa Ignazio pronunciano i
voti di povertà, castità e obbedienza, finalizzati al totale impegno
missionario. Nasce in quel momento la Compagnia di Gesù, con cinque
spagnoli (Ignazio di Loyola, Francesco Saverio, Giovanni Laínez, Alfonso
Salmerón e Nicola Bobadilla), più il portoghese Simon Rodriguez de
Azevedo, e Pietro Favre della Savoia. |