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30 aprile: San Pio V Papa
Bosco Marengo, Alessandria, 27 gennaio 1504 - Roma, 1 maggio 1572
(Papa dal 17/01/1566 al 01/05/1572)
Antonio Michele Ghislieri, religioso domenicano, creato vescovo e
cardinale, svolse compiti di alta responsabilità nella Chiesa. Divenuto
papa col nome di Pio V, operò per la riforma della Chiesa in ogni
settore, sulle linee tracciate dal Concilio tridentino. Pubblicò i nuovi
testi del Messale (1570), del Breviario (1568) e del catechismo romano.
(Mess. Rom.)
29 aprile: Santa Caterina da Siena
Vergine e dottore della Chiesa, patrona d'Italia
Siena, 25 marzo 1347 - Roma, 29 aprile 1380
«Niuno Stato si può conservare nella legge civile in stato di grazia
senza la santa giustizia»: queste alcune delle parole che hanno reso
questa santa, patrona d'Italia, celebre. Nata nel 1347 Caterina non va a
scuola, non ha maestri. I suoi avviano discorsi di maritaggio quando lei
è sui 12 anni. E lei dice di no, sempre. E la spunta. Del resto chiede
solo una stanzetta che sarà la sua ""cella"" di terziaria domenicana (o
Mantellata, per l'abito bianco e il mantello nero). La stanzetta si fa
cenacolo di artisti e di dotti, di religiosi, di processionisti, tutti
più istruiti di lei. Li chiameranno ""Caterinati"". Lei impara a leggere
e a scrivere, ma la maggior parte dei suoi messaggi è dettata. Con essi
lei parla a papi e re, a donne di casa e a regine, e pure ai detenuti.
Va ad Avignone, ambasciatrice dei fiorentini per una non riuscita
missione di pace presso papa Gregorio XI. Ma dà al Pontefice la spinta
per il ritorno a Roma, nel 1377. Deve poi recarsi a Roma, chiamata da
papa Urbano VI dopo la ribellione di una parte dei cardinali che dà
inizio allo scisma di Occidente. Ma qui si ammala e muore, a soli 33
anni. Sarà canonizzata nel 1461 dal papa senese Pio II. Nel 1939 Pio XII
la dichiarerà patrona d'Italia con Francesco d'Assisi. (Avvenire)
28 aprile: San Pietro Chanel
Cuet, Francia, 12 luglio 1803 - Isole
Figi, 28 aprile 1841

È
il primo martire dell’Oceania. Fu infatti ucciso il 28 aprile 1841
sull’isola di Futuna, una delle Fiji. Francese, era nato a Cuet il 12
luglio 1803 in una famiglia di contadini, a 21 anni entrò in Seminario a
Bourg, venendo ordinato sacerdote il 15 luglio 1827. Fu vicario ad
Amberieu e a Gex e per quattro anni parroco a Crozet. Sin dal Seminario
tuttavia sentì il richiamo della missione, alimentato dalla
frequentazione di una comunità di padri Maristi. Fu così che ebbe il
compito di guidare il primo gruppo di missionari in Oceania. Il 12
novembre 1837 la spedizione giunse a Futuna, isola divisa in due da una
montagna e da due tribù in guerra tra loro. Ben presto il Vangelo fece
presa soprattutto tra i giovani incontrando l’ostilità degli anziani. Il
Battesimo del figlio del capotribù che aveva accolto il missionario
segnò la condanna a morte di Pietro che fu ucciso per incarico del
capotribù Niuliki. Pietro Chanel, beatificato il 17 novembre 1889, fu
iscritto nell’albo dei santi il 12 giugno 1954 e dichiarato patrono
dell’Oceania. (Avvenire)
27 aprile: Santa Zita Vergine
Monsagrati, Lucca, 1218 - 27 aprile 1278
Nacque
da una famiglia molto umile. A 12 anni dovette andare come domestica
presso la nobile casa dei Fatinelli, a Lucca. Attenta e puntigliosa
nell'attività lavorativa, sopportava angherie e rimproveri dei padroni,
che la trattavano come una «serva». Inoltre, spesso doveva coprire con
il suo impegno le manchevolezze degli altri domestici. La sua gentilezza
d'animo finì per conquistare l'affetto della famiglia che le affidò la
direzione della casa. Ne approfittò per aiutare le persone più povere
senza mai sottrarre nulla agli altri. Metteva da parte quanto riusciva a
risparmiare per soccorrere le persone bisognose. Morì il 27 aprile 1272.
La sua fama si diffuse in breve tempo, tanto che i cittadini di Lucca
chiesero che venisse sepolta nella Basilica di San Frediano dov'è
tuttora custodita. Il suo culto fu approvato nel 1696 da Papa Innocenzo
XII. Venne proclamata patrona delle domestiche da Pio XII. (Avvenire)
26 aprile: San Cleto (Anacleto)
Papa
Terzo papa dopo Pietro e Lino, Anacleto ebbe un singolare destino:
sdoppiato in due persone distinte, Cleto e Anacleto, aveva due feste
diverse nel Martirologio Romano, una quella odierna, l'altra il 13
luglio. L'errore sembra sia dovuto a un antico copista che stilando una
lista dei papi inserì entrambi i nomi. Cleto in realtà è solo un
abbreviativo. Studi moderni, poi, hanno chiarito l'equivoco. Sulla base
degli studi del Duchesne, infatti, l'orientamento attuale è che Anacleto
e Cleto siano una sola persona: perciò la Congregazione dei riti nel
1960 abolì la festa del 13 luglio, lasciando solo quella del 26 aprile.
Pochi i dati biografici di questo pontefice (ritratto qui a alto con il
Pallio nella forma antica, la stessa usata domenica da Benedetto XVI
durante la Messa di inizio pontificato). Di origine ateniese, fu papa
dal 79 al 90, e si rese benemerito per aver edificato una «memoria», un
sepolcro a san Pietro, presso il quale fu poi sepolto egli stesso. Altro
personaggio con cui in passato si è confuso Anacleto è anche Marcellino,
che però fu papa quasi due secoli più tardi e il cui martirio sembra fu
aggiunto per motivi apologetici. (Avvenire)
25 aprile: San Marco Evangelista
Ebreo di origine, nacque probabilmente fuori della Palestina, da
famiglia benestante. San P ietro, che lo chiama «figlio mio», lo ebbe
certamente con sè nei viaggi missionari in Oriente e a Roma, dove
avrebbe scritto il Vangelo. Oltre alla familiarità con san Pietro, Marco
può vantare una lunga comunità di vita con l'apostolo Paolo, che
incontrò nel 44, quando Paolo e Barnaba portarono a Gerusalemme la
colletta della comunità di Antiochia. Al ritorno, Barnaba portò con sè
il giovane nipote Marco, che più tardi si troverà al fianco di san Paolo
a Roma. Nel 66 san Paolo ci dà l'ultima informazione su Marco, scrivendo
dalla prigione romana a Timoteo: «Porta con te Marco. Posso bene aver
bisogno dei suoi servizi». L'evangelista probabilmente morì nel 68, di
morte naturale, secondo una relazione, o secondo un'altra come martire,
ad Alessandria d'Egitto. Gli Atti di Marco (IV secolo) riferiscono che
il 24 aprile venne trascinato dai pagani per le vie di Alessandria
legato con funi al collo. Gettato in carcere, il giorno dopo subì lo
stesso atroce tormento e soccombette. Il suo corpo, dato alle fiamme,
venne sottratto alla distruzione dai fedeli. Secondo una leggenda due
mercanti veneziani avrebbero portato il corpo nell'828 nella città della
Venezia. (Avvenire)

24 aprile: San Fedele da Sigmaringen
Sacerdote e martire
Sigmaringen, Germania, 1577/8 - Seewis, Svizzera, 24 aprile 1622
Marco Reyd - il futuro cappuccino fra Fedele - nato a Sigmaringen, in
Germania, nel 1578, si era laureato in filosofia e in diritto
all'università di Friburgo in Svizzera, e aveva intrapreso la carriera
forense a Colmar in Alsazia. Accolse con entusiasmo l'invito del conte
di Stotzingen, che gli affidava i figli e un gruppo di giovani perché li
avviasse agli studi. Soggiornando per ben sei anni nelle diverse città
dell'Italia, della Spagna e della Francia, impartì ai giovani e nobili
allievi ammaestramenti che lo fecero ribattezzare col nome di "filosofo
cristiano". Poi all'età di 34 anni, abbandonò ogni cosa e tornò a
Friburgo, stavolta al convento dei cappuccini. Fu guardiano al convento
di Weltkirchen. Dalla Congregazione di Propaganda Fide ebbe l'incarico
di recarsi poi nella Rezia, in piena crisi protestante. Le conversioni
furono numerose, ma attorno al santo predicatore si creò un'ondata di
ostilità. Nel 1622, a Séwis, durante la predica, si udì qualche sparo.
Fra Fedele portò ugualmente a termine la predica e poi si riavviò verso
casa. All'improvviso gli si fecero attorno una ventina di soldati. Gli
intimarono di rinnegare quanto aveva predicato poco prima e, al suo
rifiuto, lo uccisero con le spade. (Avvenire)
23 aprile: San Giorgio martire
Non ci sono notizie certe sulla vita e sulla stessa esistenza di San
Giorgio.
Le principali informazioni ci provengono dalla Passio Georgii che già
però il Decretum Gelasianum del 496 classificava tra le opere apocrife.
Secondo questa fonte agiografica Giorgio era originario della Cappadocia
(zona dell'odierna Turchia), figlio di Geronzio, persiano, e Policromia, cappadoce, nato verso l'anno 280. I genitori lo educarono alla religione
cristiana fino al momento in cui entrò nel servizio militare.
Trasferitosi in Palestina, si arruolò nell'esercito dell'imperatore
Diocleziano, comportandosi da valoroso soldato fino al punto di giungere
a far parte della guardia del corpo dello stesso Diocleziano, divenendo
ufficiale delle milizie.
Il martirio sarebbe avvenuto sotto Diocleziano stesso (che però in molte
versioni è sostituito da Daciano imperatore dei Persiani), il quale
convoca settantadue re per decidere che misure prendere contro i
cristiani.
Giorgio dona ai poveri tutti i suoi averi, e, davanti alla corte, si
confessa cristiano; all'invito dell'imperatore di sacrificare agli dei
si rifiuta ed iniziano le numerose scene di martirio.
Secondo la leggenda viene battuto, sospeso, lacerato e gettato in
carcere dove ha una visione di Dio che gli predice sette anni di
tormenti, tre volte la morte e tre la resurrezione.
Tagliato in due con una ruota piena di chiodi e spade, Giorgio risuscita
operando la conversione del magister militum Anatolio con tutti i suoi
soldati, che vengono uccisi a fil di spada; entra in un tempio pagano e
con un soffio abbatte gli idoli di pietra; converte l'imperatrice
Alessandra che viene martirizzata.
A richiesta del re Tranquillino, Giorgio risuscita diciassette persone
morte da quattrocentosessant'anni, le battezza e le fa sparire;
l'imperatore lo condanna nuovamente a morte, ed il santo prima di essere
decapitato, implora a Dio che l'imperatore ed i settantadue re siano
inceneriti; esaudita la sua preghiera Giorgio si lascia decapitare
promettendo protezione a chi onorerà le sue reliquie, le quali sono
conservate in una cripta sotto la chiesa cristiana (di rito
Greco-Ortodosso), presso Lod, in Israele.
22
aprile: San Caio Papa
(Papa dal 17/12/283 al 22/04/296)
Su Papa Caio (come su Papa Sotere che viene ricordato sempre oggi)
abbiamo poche notizie certe. Di lui si diceva che fosse parente di
Diocleziano e fosse altresì zio di una non meglio identificata santa
Susanna. A lui inoltre si faceva risalire la definitiva strutturazione
degli ordini inferiori all'episcopato. Ma sono notizie non verificabili,
mentre sembra da escludere il suo martirio, perché - sul soglio di
Pietro dal 283 al 296 - morì prima che Diocleziano scatenasse, nel 303,
la persecuzione. (Avvenire)
21 aprile: Sant'Anselmo
d'Aosta Vescovo e dottore della Chiesa
Aosta, 1033 - Canterbury, Inghilterra, 21
aprile 1109
Nasce
verso il 1033 ad Aosta da madre piemontese, entrambi nobili e ricchi.
Travagliato il rapporto con la famiglia che lo invia da un parente per
l'educazione. Sarà solo con i benedettini d'Aosta che Anselmo trova il
suo posto: a quindici anni sente il desiderio di farsi monaco.
Contrastato dai genitori decide di andarsene: dopo tre anni tra la
Borgogna e la Francia centrale, va ad Avranches, in Normandia, dove si
trova l'abbazia del Bec con la scuola, fondata nel 1034. Qui conosce il
priore Lanfranco di Pavia che ne cura il percorso di studio. Nel 1060
Anselmo entra nel seminario benedettino del Bec, di cui diventerà
priore. Qui avvierà la sua attività di ricerca teologica che lo porterà
ad essere annoverato tra i maggiori teologi dell'Occidente. Nel 1076
pubblica il «Monologion». Nel 1093 diventa arcivescovo di Canterbury. A
causa di dissapori con il potere politico è costretto all'esilio a Roma
due volte. Muore a Canterbury nel 1109. (Avvenire)
20 aprile: Santa
Sara di Antiochia Martire
Sara
era la moglie di un alto ufficiale dell’armata dell’imperatore
Diocleziano, di nome Socrate, allora residenti ad Antiochia e ambedue
cristiani, ma Socrate per timore, rinnegò la fede cristiana, mentre Sara
invece continuò fedelmente a professarla.
Avuti due figli, ella esitò a farli battezzare ad Antiochia, pertanto
decise di recarsi ad Alessandria per farlo lì, s’imbarcò con i due figli
con questo scopo, ma la traversata fu travagliata a causa del mare
agitato e ad un certo punto, infuriata ancora di più la tempesta, si
ebbe il timore di un naufragio.
In preda all’ansia per la salvezza dei suoi figli, sia corporale che
spirituale, Sara si fece con un coltello un’incisione sul petto e con il
sangue che scorreva, segnò con un segno di croce sulla fronte i due
bambini e poi li immerse per tre volte nell’acqua del mare, invocando
con una formula la SS. Trinità.
Passata la tempesta, il mare si calmò e il viaggio proseguì fino ad
Alessandria d’Egitto, giunta lì Sara si recò dal vescovo s. Pietro
(300-310) per fare battezzare i figli, non ritenendo sufficiente il
gesto fatto.
Il vescovo stava proprio amministrando il Battesimo a dei fedeli e lei
si mise in fila con i due figlioletti ad aspettare il loro turno;
avvicinatosi, l’acqua del catino improvvisamente si ghiacciò, a questo
punto Sara si mise da parte e per tre volte tentò di accostarsi e ogni
volta l’acqua si ghiacciava, allora il vescovo al termine della
cerimonia si avvicinò e le chiese spiegazioni, ascoltata la peripezia
del viaggio e il rito urgente fatto, rassicurò Sara sulla validità del
Battesimo, da lei somministrato nel momento del pericolo e che quindi
era inutile ripetere.
Allora Sara ripartì per Antiochia; giunta a casa raccontò l’episodio al
marito Socrate, il quale a sua volta lo raccontò a Diocleziano;
l’imperatore fece convocare Sara e l’interrogò in modo così brutale che
ella, dopo una sola risposta si chiuse in un mutismo completo.
Preso dall’ira Diocleziano la condannò ad essere arsa viva insieme ai
due figli.
19 aprile: Sant'Emma
di Sassonia Vedova
Nel monastero di S. Ludgero a Werden, nella Ruhr, presso Dusseldorf,
inspiegabilmente lontano dalla Sassonia, si conserva una reliquia della
santa: una mano prodigiosamente intatta.
Un cronista tedesco dello stesso secolo, Adamo di Brema, nella sua
Storia ecclesiastica, ci dà notizia di una "nobilissima senatrix Emma",
sorella di Meinwerk, vescovo di Paderborn (morto nel 1036) e moglie del
conte Ludgero di Sassonia. Rimasta vedova, ancor giovane e bella, ricca
e senza figli, non ambì a seconde nozze e si mantenne costante nel suo
nuovo programma di vita, fondato sulla totale dedizione alle opere di
carità.
Generosa nel donare e nel soccorrere, ma austera e intransigente con se
stessa, puntò alla perfezione nel difficile stato di vedovanza, una
condizione assai scomoda per una donna, rimasta sola ma non libera,
esposta a mille insidie perché priva di appoggio e fatta segno, se
ricca, dei calcoli interessati di parenti vicini e lontani.
Emma aveva scelto di tendere alla perfezione, la più difficile e rara.
La sua mano, giunta fino a noi intatta dopo nove secoli e mezzo dalla
morte di questa santa dal nome fresco e pieno, è un segno emblematico
della sua più cospicua virtù: la generosità. Anzitutto una generosità
fattiva, di opere più che di parole.
Vera ancella di Cristo, ella ha servito il suo celeste sposo con la
preghiera e la carità, meritando la devozione non di un marito ma di
milioni di cristiani che da oltre nove secoli la onorano di culto
pubblico. Il suo corpo, privo della mano di cui si è parlato, riposa
nella cattedrale di Brema.
18 aprile: San
Galdino Vescovo
Milano, 1096 - 18 aprile 1176
Figlio di pi ccoli nobili, Galdino è nato a Milano, avviandosi poi alla
vita ecclesiastica. Nel 1160 è arcidiacono della cattedrale, e lo
troviamo con l'arcivescovo Oberto al campo dei milanesi. Nel 1162
assiste alla distruzione della città ordinata dall'imperatore, Federico
I Barbarossa. Lui e l'arcivescovo sono schierati con Alessandro III,
eletto papa nel 1159 da una parte dei cardinali, mentre altri eleggevano
il filo-tedesco, antipapa, Ottaviano de' Monticelli col nome di Vittore
VI. Scisma nella Chiesa, dunque. Nel 1165 Galdino viene nominato
cardinale e succede a Oberto sulla cattedra di Ambrogio. La città però è
in rovina. Nel 1167 incomincia la ricostruzione, e uno dei protagonisti
è lui. Riorganizza la Chiesa in Lombardia e pianifica il soccorso ai
molti poveri. Rimesse in piedi le strutture fondamentali per miserie
vecchie e nuove, dice agli amministratori e fa incidere sulla pietra:
«Voi siete qui solo per servire i poveri». Restaura la cattedrale,
aiutato da donne milanesi che donano i pochi gioielli salvati dai
saccheggi del Barbarossa. Morirà nel 1176 sul pulpito della chiesa di
Santa Tecla, dopo un sermone. (Avvenire)
17 aprile:
Beata Kateri (Caterina) Tedadwitha
Osserneon (Auriesville), New York, 1656 - Caughnawaga, Canada, 17 aprile
1680
Kateri (Caterina) Takakwitha è la prima pellerossa d'America beata
(1980). La sua breve vita (1656-1680) fu segnata dalla diversità. Era,
infatti, figlia di una coppia mista: padre irochese pagano e madre
algonchina cristiana. Poi venne sfigurata dal vaiolo. Battezzata ad
Albany da missionari francesi, scappò in Canada per sfuggire alle ire
dei parenti pagani. Qui visse nella preghiera. Santa giovane, è stata
protagonista alla GMG di Toronto (2002). (Avvenire)
16 aprile: Santa
Bernardetta Soubirous Vergine
Lourdes, 7 gennaio 1844 - Nevers, 16 aprile 1879
Quando, l'11 febbraio del 1858, la Vergine apparve per la prima volta a
Bernadette presso la rupe di Massabielle, sui Pirenei francesi, questa
aveva compiuto 14 anni da poco più di un mese. Era nata, infatti, il 7
gennaio 1844. A lei, povera e analfabeta, ma dedita con il cuore al
Rosario, appare più volte la «Signora». Nell'apparizione del 25 marzo
1858, la Signora rivela il suo nome: «Io sono l'Immacolata Concezione».
Quattro anni prima, Papa Pio IX aveva dichiarato l'Immacolata Concezione
di Maria un dogma, ma questo Bernadette non poteva saperlo. La lettera
pastorale firmata nel 1862 dal vescovo di Tarbes, dopo un'accurata
inchiesta, consacrava per sempre Lourdes alla sua vocazione di santuario
mariano internazionale. La sera del 7 Luglio 1866, Bernadette Soubirous
decide di rifugiarsi dalla fama a Saint-Gildard, casa madre della
Congregazione delle Suore della Carità di Nevers. Ci rimarrà 13 anni.
Costretta a letto da asma, tubercolosi, tumore osseo al ginocchio,
all'età di 35 anni, Bernadette si spegne il 16 aprile 1879, mercoledì di
Pasqua. (Avvenire)
15 aprile: Sante
Anastasia e Basilissa Martiri
Le sante Anastasia e Basilissa, nobili matrone romane, furono discepole
dei Santi apostoli Pietro e Paolo, dei quali ebbero il singolare
incarico e privilegio di seppellirne i corpi martoriati.
Persistettero costanti nella professione della loro fede e, dopo esser
stata loro tagliata la lingua ed essere state percosse con la spada,
conseguirono anch’esse la corona del martirio sotto l’imperatore Nerone,
attorno all’anno 68.
I resti delle due gloriose martiri, secondo il Diario Romano del 1926,
sarebbero ancora oggi custoditi in Santa Maria della Pace.
Il Martyrologium Romanum nelle passate edizioni ricordava le sante
Anastasia e Basilissa al 15 aprile, ma le ultime riforme in materia
hanno accomunato tutti i primi martiri cristiani di Roma in un’unica
commemorazione posta al 30 giugno.
14 aprile: San Valeriano
Martire
Roma, 177 - Roma, 14 aprile 229
La
morte dei santi Valeriano, Tiburzio e Massimo, avvenuta nel 229, ci è
raccontata negli Atti del martirio di santa Cecilia, risalenti al V
secolo. Costei era la moglie di Valeriano, nobile patrizio nato a Roma
nel 177, e lo aveva convertito al cristianesimo. Valeriano a sua volta -
dopo essere stato battezzato da Papa Urbano - propiziò la conversione di
suo fratello Tiburzio. I due, scoperti, furono imprigionati e torturati.
Il loro esempio colpì il carceriere Massimo, che chiese di essere
battezzato. Tutti e tre furono decapitati. Li seppellì Cecilia, che subì
il martirio pochi mesi dopo. La loro tomba, sull'Appia, fu nel Medioevo
luogo molto frequentato dai pellegrini. (Avvenire)
13 aprile: Sant'
Ermenegildo Martire
m. 585
Vissuto
nel VI secolo, era figlio di Leovigildo, il primo re di Spagna visigoto
e, come tutti i visigoti, era seguace di Ario. Il suo matrimonio con una
cattolica provocò tensioni a corte e re esiliò Ermenegildo e sua moglie
a Siviglia.. Qui, il giovane si convertì la cattolicesimo e tentò di
sconfiggere il padre con l’aiuto dei Bizantini degli Svevi. Gettato in
carcere a Tarragona, rifiutò di ricevere la Comunione dalle mani di un
vescovo ariano e per questo fu giustiziato. Figura molto controversa, il
giudizio su di lui è stato volte severo, a volte più o meno comprensivo.
San Gregorio Magno, ad ogni modo, mette in rilievo il suo
incontrovertibile martirio. E’ patrono della Spagna
12 aprile: San
Zeno (Zenone) di Verona Vescovo
Mauritania, IV secolo – Verona, 12 aprile 372
Proveniente dall'Africa, forse dalla Mauritania, dal 362 alla morte fu
vescovo di Verona, dove fondò la prima chiesa. Dovette confrontarsi con
il paganesimo e l'arianesimo, che confutò nei suoi discorsi. I suoi
iscritti ricordano quelli di più affermati scrittori africani e ci danno
notizie importanti su di lui e sulla sua attività pastorale.
Preoccupazione primaria di Zeno fu quella di confermare e rinforzare
clero e popolo nella vita della fede, soprattutto con l'esempio della
sua carità, dell'umiltà, della povertà e della generosità verso i
bisognosi.
11 aprile:
Santo Stanislao Vescovo e martire
Szczepanowski, Polonia, c. 1030 - Cracovia, 11 aprile 1079
Vescovo di Cracovia, fu pastore sapiente e sollecito. Succedette al
vescovo Lamberto nel 1072. Intrepido sostenitore della libertà della
Chiesa e della dignità dell'uomo, difensore dei piccoli e dei poveri,
subì il martirio sotto il re Boleslao II? Canonizzato da Innocenzo IV ad
Assisi nel 1253, è patrono della Polonia. Le sue spoglie, custodite
nella cattedrale di Cracovia, sono mèta di pellegrinaggio attraverso i
secoli. (Mess. Rom.)
10
aprile: Beato Antonio
Neyrot da Rivoli Sacerdote domenicano, martire
Rivoli, Torino, 1423 c. - Tunisi, 1460 Nato a
Rivoli (Torino) intorno al 1423, Antonio Neyrot entrò tra i Domenicani,
ricevendo l'abito, nel convento di San Marco a Firenze, da sant'Antonino,
il futuro arcivescovo della città. Si imbarcò per un pericoloso viaggio
in Sicilia. La rotta era, infatti, battuta dai pirati: e se la prima
volta gli andò bene, di ritorno dalla Sicilia per Napoli il nostro fu
catturato. Era il 1458 e il religioso venne condotto come schiavo a
Tunisi. Qui, sotto le pressioni dei saraceni, abiurò la fede e si sposò.
Ma gli apparve in sogno Antonino, nel frattempo morto, che lo invitò a
pentirsi. Nel Giovedì Santo del 1460 rimise l'abito e professò
pubblicamente la sua fede davanti al sultano. Un gesto che gli costò la
vita. In seguito il corpo fu acquistato da mercanti genovesi e, nel
1469, Amedeo di Savoia lo fece portare a Rivoli, dove riposa. (Avvenire)
9 aprile: Santa Casilda di Toledo
Vergine
Toledo-Briviesca (Spagna), secolo XI
Casilda
è una giovane musulmana, figlia del governatore di Toledo, l'allora
capitale religiosa della Spagna, che gli Arabi hanno conquistato nel
711, e che resterà in mano musulmana fino al 1085. (Secondo certi
racconti, suo padre sarebbe addirittura «re» di Toledo). In città tutti
conoscono la ragazza per la sua generosità, e soprattutto perché è
sempre pronta a soccorrere i cristiani prigionieri, porta soccorsi, e
insospettisce suo padre, che comincia a farla controllare. Un giorno la
sorprendono mentre porta del pane a quegli infelici; ma, al momento
della perquisizione, le pagnotte che porta con sé si trasformano in
rose. Accade poi che Casilda sia colpita da una malattia misteriosa, che
nemmeno i più famosi medici arabi del tempo riescono a curare.
Consigliata dai suoi amici cristiani, lei si fa portare nella zona di
Burgos, a Briviesca, per immergersi nell'acqua della fonte San Vincente.
Quell'acqua la guarisce, e Casilda decide di farsi cristiana. Ma senza
clamore: ricevuto il battesimo, abbandona la vita della città e dei
palazzi, scegliendo la condizione anacoretica. Si ritira cioè in un
eremo, come ha sentito raccontare che facessero gli antichi Padri del
deserto. E nel suo eremo rimane fino alla morte.
(Avvenire)
8
aprile: San
Dionigi di Corinto Vescovo
Corinto, sec. II
Venne nominato vescovo della sua città. Le poche notizie sicure che si
hanno di lui risalgono a S. Girolamo e soprattutto ad Eusebio di
Cesarea. Eusebio ci ha conservato frammenti interessanti di otto sue
lettere, inviate alla Chiesa di Atene, di Lacedemone, di Amastri nel
Ponto, di Cnosso in Creta. Tali frammenti, nonostante siano privi di
notizie su S. Dionigi sono comunque documenti importanti e unici. Da
essi si ricavano informazioni preziose sulla religiosità di alcune città
e regioni, durante il pontificato di S. Sotere. Dionigi viene ricordato
come martire nel Martirologio Romano ma anche sulla sua morte, non ci
sono informazioni certe.
7 aprile: San Giovanni Battista de La
Salle Sacerdote
Reims (Francia), 30 aprile 1651 -
Saint-Yon (presso Rouen), 7 aprile 1719
Nasce
a Reims il 30 aprile 1651 da genitori nobili, ma non ricchi, e con dieci
figli. Si laurea in lettere e filosofia; è sacerdote nel 1678, e a Reims
assume vari incarichi, collaborando anche all'attività delle scuole
fondate da Adriano Nyel, un laico votato all'istruzione popolare. Scuole
gestite però da maestri ignoranti e senza stimoli. E proprio dai maestri
parte la sua opera. Riunisce quelli di Nyel in una casa comune, vive con
loro, studia e li fa studiare, osserva metodi e organizzazione di altre
scuole. Insgna un metodo e abolisce le lezioni in latino, introducendo
in ogni disciplina la lingua francese. Nel 1680 nasce la comunità dei
«Fratelli delle Scuole Cristiane». In genere non sono preti, vestono una
tonaca nera con pettorina bianca, con un mantello contadino e gli
zoccoli, e sotto la guida del La Salle aprono altre scuole. Nel 1687
hanno già un loro noviziato. Nel 1688 sono chiamati a insegnare a Parigi
dove in un solo anno i loro allievi superano il migliaio. A causa di
critiche e ostacoli esterni da Parigi dovrà portare la sua comunità nel
paesino di Saint-Yon, presso Rouen, dove morirà il 7 aprile 1719.
(Avvenire)
6 aprile: San Celestino I Papa
sec. V
(Papa
dal 10/09/422 al 27/07/432)
Fu in relazione con Sant'Agostino fin dal 390. Fu eletto papa nel 422.
Il suo pontificato fu molto attivo. Oltre restaurare in numerose
basilica, tra cui Santa Maria in Trastevere, e costruire la basilica di
Santa Sabina, difese il diritto della Sede Apostolica di ricevere
appelli da parte di tutti fedeli. Prese ferma posizione in difesa della
purezza della fede contro gli errori di Pelagio e Nestorio. Contro
quest'ultimo agì con grande energia e determinazione. Nel Concilio di
Roma del 430 lo condannò imponendogli di sconfessare i suoi errori.
Mandò, un anno dopo, alcuni suoi legati al Concilio di Efeso, indetto
dall'imperatore per risolvere definitivamente la questione, con l'ordine
di salvaguardare i diritti della Sede Apostolica e di attenersi alle
decisioni di San Cirillo. Nell’817 il suo corpo fu collocato nella
basilica di Santa Prassede e parte di esso, pare, a Mantova.
5
aprile: San Vincenzo Ferrer Sacerdote
Valencia (Spagna),
1350 - Vannes (Bretagna, Francia), 1419
Vide nella mistica
domenicana un ideale di perfezione che espresse nel trattato De vita
spirituali. Sentì la vocazione di apostolo pellegrinante e percorse
l’Europa occidentale evangelizzando, convertendo i catari e i valdesi, e
cercando di porre fine alla guerra dei Cento anni. Diede ai
“flagellanti” che lo seguivano regole di vita precise, per cui sorsero
alcune confraternite. Spiritualità eminentemente apostolica e cristocentrica, cercò la verità prima di tutto nello studio delle Sacre
Scritture, sempre assillato dal problema dell’unità della Chiesa.
4 aprile: Sant'Isidoro di Siviglia
Vescovo e dottore della Chiesa
560? - 4 aprile.636
Ultimo dei Padri
latini, Isidoro di Siviglia (560-636) fu molto letto nel Medioevo,
soprattutto per le sue «Etimologie», un'utile "somma" della scienza
antica. Fu però soprattutto un vescovo zelante preoccupato della
maturazione culturale e morale del clero spagnolo. Per questo motivo
fondò un collegio ecclesiastico, prototipo dei futuri seminari,
dedicando molto spazio della sua laboriosa giornata all'istruzione dei
candidati al sacerdozio. Dei suoi fratelli due furono vescovi e santi,
Fulgenzio e Leandro, che fece da tutore a Isidoro, e una sorella,
Fiorentina, fu religiosa e santa. Successe a Leandro nel governo
episcopale della diocesi di Siviglia. Presiedette l'importante quarto
concilio di Toledo (nel 633). Sapienza, mai disgiunta da profonda umiltà
e carità, gli hanno meritato il titolo di «doctor egregius» e l'aureola
di santo. (Avvenire)

3 aprile: San Riccardo di Chichester
Vescovo
Wych (Worcester), 1197 – Dover, 3 aprile 1253
Nacque da modesti proprietari terrieri. Fu un uomo di grande carità,
pieno di comprensione, e particolarmente sensibile per le sofferenze dei
malati e degli anziani. Si battè per il celibato del clero, per
l’amministrazione gratuita dei sacramenti e perché la messa fosse
celebrata in condizioni dignitose. Si ammalò gravemente a Dover, mentre
si adoperava per costruire una chiesa in questa città in onore del suo
vecchio maestro Edmondo Rich e poco dopo morì. S. Riccardo è
inaspettatamente venerato come patrono dei cocchieri, forse perché
quando lavorava nella fattoria paterna guidava carri e cavalli.
2 aprile: San
Francesco di Paola Eremita e fondatore
Paola, Cosenza, 27 marzo 1416 - Plessis-les-Tours, Francia, 2 aprile
1507
Già la sua nascita ebbe i colori del miracolo: i suoi genitori non si
aspettavano più un figlio. L’aveva tanto desiderato da chiedere
l’intervento del Santo d’Assisi, in onore del quale, quando
inaspettatamente arrivò, lo battezzarono con il nome di Francesco.. La
sua era una famiglia di poveri contadini. Allevato senza agi, Francesco
rimase fedele ad un suo ideale di vita austera e impose in seguito, un
esistenza dura anche ai suoi seguaci, tanto che la sua “regola” fu
criticata anche dagli ecclesiastici per la severità. Morì a novantuno
anni.
1 aprile:
Sant'Ugo di
Grenoble Vescovo
Châteauneuf-sur-Lers, Delfinato (Francia), 1053 - Grenoble, 1 aprile
1132
Sant'Ugo
di Grenoble venne alla luce nel 1053 a Châteauneuf-sur-Lers, nel
Delfinato, e morì a Grenoble il 1° aprile 1132 dopo 52 anni di
episcopato nella città francese. Nato da nobile famiglia, fu educato
dalla madre a una vita di elemosina, preghiera e digiuno. A soli 27 anni
era già vescovo di Grenoble. Da allora, per tutta la vita, conciliò con
abnegazione l'attrazione fortissima verso la vita eremitica e il cenobio
e la fedeltà al servizio episcopale, che svolse con grande ardore,
secondo lo spirito di riforma della Chiesa che caratterizzò il
pontificato di Gregorio VII. (Avvenire) |