![]() |
IL SANTO DEL GIORNO: MESE DI FEBBRAIO
|
Dopo una vocazione contrastata dalla famiglia, Auguste Chapdelaine - nato a La Rochelle nel 1814 - entrò nel seminario minore di Mortain. Aveva 20 anni e i ragazzi lo soprannominarono "papà Chapdelaine". Nel 1843 divenne prete ed entrò nell'Istituto per le missioni estere di Parigi. Nel 1851 partì per la Cina e arrivò nello Kwang-si tre anni dopo. Fu subito arrestato, ma riuscì ad annunciare e battezzare per due anni. Poi fu di nuovo imprigionato, torturato e ucciso. E' stato beatificato nel 1900 e canonizzato nel 2000 con altri 119 martiri cinesi dal Seicento al Novecento. (Avvenire)
28 febbraio: Sant'Osvaldo di Worcester Voscovo
Figlio di genitori danesi, divenne monaco benedettino a Fleury in
Francia e ritornò prete in Inghilterra nel 959. Su racco 27
febbraio: San
Gabriele dell'Addolorata Religioso Assisi, 10 marzo 1838 - Isola del Gran Sasso, 27 febbraio 1862 Francesco Possenti nacque ad Assisi nel 1838. Perse la madre a quattro anni. Seguì il padre, governatore dello Stato pontificio, e i fratelli nei frequenti spostamenti. Si stabilirono, poi, a Spoleto, dove Francesco frequentò i Fratelli delle scuole cristiane e i Gesuiti. A 18 anni entrò nel noviziato dei Passionisti a Morrovalle (Macerata), prendendo il nome di Gabriele dell'Addolorata. Morì nel 1862, 24enne, a Isola del Gran Sasso, avendo ricevuto solo gli ordini minori. È lì venerato, nel santuario che porta il suo nome, meta di pellegrinaggi, soprattutto giovanili. È santo dal 1920, copatrono dell'Azione cattolica e patrono dell'Abruzzo. (Avvenire)
26 febbraio: San Faustiniano Vescovo di Bologna Bologna, IV secolo
E' il fratello di San Gregorio Nazianzeno. Era medico alla corte imperiale di Bisanzio sotto Giuliano l’Apostata, che tentò inutilmente di riconvertirlo al paganesimo. San Cesario rimase per gran parte della sua vita un catecumeno. Si fece battezzare solo dopo essere sfuggito miracolosamente alla morte durante un terremoto avvenuto a Nicea. I particolari della Sua vita sono riportati nella commossa orazione funebre composta dal fratello Gregorio.
24 febbraio: Sant'Edilberto Re del Kent 552 circa – 24 febbraio 616
Fu poi certamente quest’ultimo ad influire sulla conversione del nuovo marito. Con la conversione del re Edilberto, tradizionalmente collocata alla vigilia di Pentecoste dell’anno 597 circa, aumentarono concessioni e favori di ogni genere nei confronti dei missionari. E’ comunque da specificare che il sovrano, pur lieto del numero sempre crescente di conversioni, preferì non imporre mai ai suoi sudditi l’adesione al cristianesimo. il re Edilberto morì il 24 febbraio 616, dopo un regno durato cinquantasei anni. Ricevette degna sepoltura accanto a sua moglie, anch’essa oggi venerata come santa, nella cappella di San Martino del monastero dei Santi Pietro e Paolo in Canterbury.
23 febbraio: San Policarpo Vescovo e martire
Smirne (attuale Turchia), anno 69 - 23 febbraio 155 Nato a Smirne nell'anno 69 «fu dagli Apostoli stessi posto vescovo per l'Asia nella Chiesa di Smirne». Così scrive di lui Ireneo, suo discepolo e vescovo di Lione in Gallia. Policarpo viene messo a capo dei cristiani del luogo verso il 100. Nel 107 è testimone del passaggio per Smirne di Ignazio, vescovo di Antiochia, che va sotto scorta a Roma dove subirà il martirio. Policarpo lo ospita e più tardi Ignazio gli scriverà una lettera divenuta poi famosa. Nel 154 Policarpo va a Roma per discutere con papa Aniceto sulla data della Pasqua. Dopo il suo ritorno a Smirne scoppia una persecuzione. L'anziano vescovo (ha 86 anni) viene portato nello stadio, perché il governatore romano Quadrato lo condanni. Policarpo rifiuta di difendersi davanti al governatore, che vuole risparmiarlo, e alla folla, dichiarandosi cristiano. Verrà ucciso con la spada. Sono circa le due del pomeriggio del 23 febbraio 155. (Avvenire)
22 febbraio: Santa Margherita da Cortona Religiosa Laviano, Perugia, 1247 – Cortona, Arezzo, 22 febbraio 1297
21 febbraio: San Pier Damiani Vescovo e dottore della Chiesa Ravenna, 1007 – Faenza, 22 febbraio 1072
La data di nascita di Eleuterio è presumibilmente il 456 e quella della
morte il 531. È l'epoca in cui la Gallia, già meta di varie migrazioni
barbariche, come quella dei Burgundi e dei Visigoti, divenne terra di
conquista dei Franchi di re Clodoveo. Alla conversione di questi
contribuirono la moglie cristiana, Clotilde, venerata come santa, il
vescovo di Reims, san Remigio, e anche sant'Eleuterio, eletto vescovo di
Tournai nel 484, quando Clodoveo aveva fatto di questa città la capitale
del suo regno, prima di muovere alla conquista della regione parigina.
Benchè non possediamo alcun testo storicamente sicuro sull'attività di
questo santo vescovo e sulla sua opera missionaria, molti aneddoti sulla
sua vita e sui suoi contatti col re pagano Clodoveo ci sono riferiti in
una biografia attribuita a san Medardo. Al vescovo di Tournai toccò il
compito di gettare il seme della parola di Dio in mezzo a un popolo
idolatra, i Franchi, che nel 506 riceveranno in massa il battesimo
sull'esempio del loro re, dopo la vittoria sugli Alemanni a Tolbiac.
(Avvenire)
19 febbraio: San Mansueto di Milano Vescovo
Fra le tante delicate questioni cristologiche sulle quali dibatteva la
teologia dei primi secoli della Chiesa, si annovera anche quella
riguardante la presenza di una o due volontà in Cristo. Nel primo caso
si parlava di monotelismo, nel secondo caso di duotelismo.
18 febbraio: Santa Costanza di Vercelli
17 febbraio: Santi Sette Fondatori dell'Ordine dei Servi della Beata Vergine Maria sec. XIII-XIV
16 febbraio: Santa Giuliana di Nicomedia Martire
15 febbraio: San
Faustino Martire La loro vita viene ricostruita, con l'aggiunta di diversi elementi leggendari, dalla «Legenda maior». Di storico vi è l'esistenza dei due giovani cavalieri, convertiti al cristianesimo, tra i primi evangelizzatori del Bresciano e morti martiri tra il 120 e il 134 al tempo dell'imperatore Adriano. La tradizione arricchisce di particolari il loro martirio. La loro conversione viene attribuita al vescovo Apollonio, lo stesso che poi ordina Faustino presbitero e Giovita diacono. Il loro successo nella predicazione, però, li espone all'odio dei maggiorenti di Brescia che invitano il governatore della Rezia Italico a eliminare i due col pretesto del mantenimento dell'ordine pubblico. La morte di Traiano, promotore della persecuzione, ritarda però i piani del governatore, che approfittando della visita del nuovo imperatore Adriano a Milano denuncia i due predicatori come nemici della religione pagana. Diversi eventi miracolosi li risparmiano dalla morte e spingono numerosi pagani - tra cui anche la moglie di Italico, Afra - a convertirsi. Portati a Milano, Roma e Napoli verranno decapitati infine a Brescia. (Avvenire)
14 febbraio: San Valentino Martire La più antica notizia di S.Valentino è in un documento ufficiale della Chiesa dei secc.V-VI dove compare il suo anniversario di morte. Ancora nel sec. VIII un altro documento ci narra alcuni particolari del martirio: la tortura, la decapitazione notturna, la sepoltura ad opera dei discepoli Proculo, Efebo e Apollonio, successivo martirio di questi e loro sepoltura. Altri testi del sec. VI, raccontano che S.Valentino, cittadino e vescovo di Terni dal 197, divenuto famoso per la santità della sua vita, per la carità ed umiltà, per lo zelante apostolato e per i miracoli che fece, venne invitato a Roma da un certo Cratone, oratore greco e latino, perché gli guarisse il figlio infermo da alcuni anni. Guarito il giovane, lo convertì al cristianesimo insieme alla famiglia ed ai greci studiosi di lettere latine Proculo, Efebo e Apollonio, insieme al figlio del Prefetto della città. Imprigionato sotto l’Imperatore Aureliano fu decollato a Roma. Era il 14 febbraio 273. Il suo corpo fu trasportato a Terni al LXIII miglio della Via Flaminia. Fu tra i primi vescovi di Terni, consacrato da S.Feliciano vescovo di Foligno nel 197. Preceduto da S.Pellegrino e S.Antimo, fratello dei SS.Cosma e Damiano.
La storia delle martiri Fosca e Maura, secondo gli agiografi, va collocata durante la persecuzione di Decio, nel III secolo. Secondo la narrazione di un'antica «passio», la giovane Fosca, figlia di genitori pagani di Ravenna, a quindici anni confidò alla nutrice Maura il desiderio di divenire cristiana. Insieme si recarono dal sacerdote Ermolao che le educò alla fede e le battezzò. A nulla valsero i tentativi del padre di far recedere la figlia da questo passo. Fosca fu denunciata al prefetto Quinziano, ma gli uomini inviati ad arrestarla la trovarono con un angelo e non riuscirono nel loro intento. Quindi Fosca e Maura, presentatesi spontaneamente a Quinziano, vennero processate, crudelmente torturate e infine decapitate il 13 febbraio. I loro corpi furono gettati in mare o, secondo altre versioni, rapiti da marinai e trasportati in Tripolitania dove ebbero sepoltura nelle grotte presso Sabratha (oggi Saqratha). Molti anni più tardi, occupata la regione dagli Arabi, un cristiano di nome Vitale per divina ispirazione riportò le reliquie in Italia, nell'isola di Torcello, nella laguna veneta, dove venne eretta una chiesa in onore delle due martiri. (Avv.)
sec. III-IV La tradizione identifica in Eulalia una martire bambina. La sua morte sarebbe infatti avvenuta all'età di soli dodici anni a Mérida, in Spagna, durante la persecuzione di Diocleziano, nell'inverno del 304. Di famiglia cristiana, Eulalia era stata nascosta dai parenti in una casa lontana dalla città e dalla persecuzione. Ma la fanciulla fuggì di casa, attraversò la campagna gelata a piedi scalzi, giunse in città e si presentò al tribunale, dove la sua unica parola fu: «Credo». Ai persecutori quella parola echeggiò come una bestemmia. Dopo essere stata torturata crudelmente fu posta sopra un braciere. La tradizione narra che sul luogo della sepoltura sbocciarono dei fiori bianchi, in pieno inverno. (Avvenire)
Apparizioni 1858 Questa memoria si collega alla vita e all’esperienza mistica di Maria Bernarda Soubirous (santa Bernadetta), conversa delle suore di Nevers, favorita dalle apparizioni della Vergine Maria (11 febbraio – 16 luglio 1858) alla grotta di Massabielle. Da allora Lourdes è diventata mèta di intenso pellegrinaggio. Il messaggio di Lourdes consiste nel richiamo alla conversione, alla preghiera, alla carità. (Mess. Rom.)
Norcia, Perugia, ca. 480 - Montecassino, Frosinone, ca. 547 Scolastica ci è nota dai “Dialoghi” di san Gregorio Magno. Vergine Saggia, antepose la carità e la pura contemplazione alle semplici regole e istituzioni umane, come manifestò nell’ultimo colloquio con il suo fratello s. Benedetto, quando con la forza della preghiera “poté di più, perché amò di più”.
V1280 - 1326 Chiara Agolanti nacque a Rimini nel 1280 in una famiglia molto ricca. Dopo una giovinezza dissipata, segnata anche da molteplici scandali, Chiara si convertì ed intraprese una vita di carità e di penitenza. Alla morte del secondo marito intensificò le sue penitenze fino alla decisione di formare una comunità di vita claustrale secondo la regola di Chiara di Assisi, con alcune donne che nel frattempo si erano unite a lei. Durante questo ultimo periodo della sua vita il Signore le fece dono di elevatissime grazie spirituali. Chiara Agolanti morì il 10 febbraio 1326. Gode del culto di Beata per antica tradizione.
Venezia, 1486 – Somasca, Bergamo, 8 febbraio 1537 Fondatore della Società dei Servi dei poveri (Somaschi), Girolamo Emiliani si dedicò a malati, giovani abbandonati e al riscatto delle prostitute. Nato a Venezia nel 1486, intraprese la carriera militare. Nel 1511, in prigionia, maturò la vocazione, similmente a sant'Ignazio ferito a Pamplona. Consacratosi a Dio nel 1518, si prodigò in una carestia e in un'epidemia di peste a Verona, Brescia, Como e Bergamo. Qui, nel paesino di Somasca, nacque l'ordine di chierici regolari. Essi intuirono il ruolo di promozione sociale delle scuole e ne aprirono di gratuite con un metodo pedagogico innovativo. Il fondatore morì di peste nel 1537, mentre assisteva dei malati. Santo dal 1767, dal 1928 è patrono della gioventù abbandonata. (Avvenire)
m. a Lucca, 722 Visse nell’VIII secolo e fu il padre di tre importanti santi: Villibaldo, Vunibaldo e Valburga. La sua vita fu caratterizzata da una intensa preghiera e venerazione verso la Sacra Famiglia e gli altri santi: infatti insieme ai figli si recò a Roma con la speranza di trovarvi le reliquie dei SS. Pietro e Paolo. Morì a Lucca e venne seppellito nella basilica di S. Frediano.
6 febbraio: Mercoledi delle Ceneri
Catania, 235? - 5 febbraio 251 Nacque nei primi decenni del III secolo a Catania in una ricca e nobile famiglia di fede cristiana. Verso i 15 anni volle consacrarsi a Dio. Il vescovo di Catania accolse la sua richiesta e le impose il velo rosso portato dalle vergini consacrate. Il proconsole di Catania Quinziano, ebbe l'occasione di vederla, se ne invaghì, e in forza dell'editto di persecuzione dell'imperatore Decio, l'accusò di vilipendio della religione di Stato, quindi ordinò che la catturassero e la conducessero al Palazzo pretorio. I tentativi di seduzione da parte del proconsole non ebbero alcun risultato. Furioso, il proconsole imbastì un processo contro di lei. Interrogata e torturata Agata resisteva nella sua fede. Quinziano al colmo del furore le fece anche strappare o tagliare i seni con enormi tenaglie. Ma la giovane, dopo una visione fu guarita. Fu ordinato allora che venisse bruciata. Ma un forte terremoto scuote Catania, allora il proconsole fece togliere Agata dalla brace e la fece riportare agonizzante in cella, dove muore qualche ora dopo. È il 251. (Avvenire)
La Madonna del Fuoco è un' immagine della Beata Vergine con Bambino, venerata a Forlì e considerata la protettrice della città. L' immagine della Madonna, una xilografia su carta sostenuta da una tavoletta di legno, era esposta fin dal 1425 sul muro di una scuola di Forlì dove insegnava un tal Mastro Lombardino da Riopetroso. Durante l' inverno, all' interno della scuola veniva acceso un focolare in modo da poter riscaldare gli alunni. Probabilmente quella sera, al terminare delle lezioni, non ci si assicura che le ceneri siano ben spente. Durante la notte del mercoledì 4 febbraio 1428 si sviluppa perciò un incendio che avvolge la scuola, distruggendola. La popolazione accorre per circoscrivere il fuoco e salvare tutto ciò che è possibile. L' incendio però dura più giorni e della scuola rimangono solo le macerie annerite. Desta perciò grande stupore rinvenire l' immagine della Madonna praticamente intatta. A memoria di tale evento, dalle finestre delle abitazioni viene esposta una candela lasciata ardere durante la notte tra il 4 ed il 5 febbraio. Il Governatore della città, il Legato pontificio Monsignore Domenico Capranica, ordina di traslare l'immagine nel duomo della città con una solenne processione, tenuta 8 febbraio.
3 febbraio: San Biagio, Vescovo
e martire Morto a Sebaste (Armenia), ca. 316 Il martire Biagio è ritenuto dalla tradizione vescovo della comunità di Sebaste in Armenia al tempo della "pax" costantiniana. Il suo martirio, avvenuto intorno al 316, è perciò spiegato dagli storici con una persecuzione locale dovuta ai contrasti tra l'occidentale Costantino e l'orientale Licinio. Nell'VIII secolo alcuni armeni portarono le reliquie a Maratea (Potenza), di cui è patrono e dove è sorta una basilica sul Monte San Biagio. Il suo nome è frequente nella toponomastica italiana - in provincia di Latina, Imperia, Treviso, Agrigento, Frosinone e Chieti - e di molte nazioni, a conferma della diffusione del culto. Avendo guarito miracolosamente un bimbo cui si era conficcata una lisca in gola, è invocato come protettore per i mali di quella parte del corpo. A quell'atto risale il rito della "benedizione della gola", compiuto con due candele incrociate. (Avvenire)
2 febbraio: Presentazione del
Signore
Festa delle luci (cfr Lc 2,30-32), ebbe origine in Oriente con il nome
di ‘Ipapante’, cioè ‘Incontro’. Nel sec. VI si estese all’Occidente con
sviluppi originali: a Roma con carattere più penitenziale e in Gallia
con la solenne benedizione e processione delle candele popolarmente nota
come la ‘candelora’. La presentazione del Signore chiude le celebrazioni
natalizie e con l’offerta della Vergine Madre e la profezia di Simeone
apre il cammino verso la Pasqua. (Mess. Rom.)
1 febbraio: San Severo di Ravenna Vescovo Ravenna, † 1° febbraio 344 ca. Sul dodicesimo vescovo di Ravenna, Severo, sono scarse le notizie certe. Si sa che partecipò al Concilio di Sardica (l'odierna Sofia) nel 342-343. Fu sepolto nella zona di Classe. Testimonianze dell'antichità del suo culto sono le notizie di due traslazioni e i mosaici di Sant'Apollinare. Gli fu dedicata nel VI secolo una basilica, andata distrutta dopo il XV secolo. Per gli agiografi sarebbe stato un lanaiolo che, recatosi in chiesa dopo la morte del vescovo Marcellino, sarebbe stato eletto suo successore perché una colomba gli si posò sul capo. Secondo Liutolfo un monaco trafugò le reliquie per portarle in Germania. E' infatti venerato - oltre che in Emilia-Romagna, Toscana e Marche - a Magonza ed Erfurt. (Avvenire) |