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lunedì 2 agosto 2021

Caldo di stampa

Una superba presentazione dell'ultimo libro di Alfonso Nadiani

Giardino di casa Nadiani, Cassanigo, domenica 1 agosto, ore 18. Un'accoglienza splendida per un libro che è un'autobiografia di carattere universale , vissuta e narrata in un dialetto romagnolo fruibile e scorrevole.


 Si parcheggia fra le viti, e già questo è speciale, ci si incammina verso l'ex forno di Palì e furner.


 Debutta "Bò,...bò da gnit!", quello che mi manca e quello che ho, di Alfonso Nadiani, Alfonso d'Casanigh, Tempo al libro, Faenza


 Cibo per la mente e cibo per il corpo, rigorosamente in linea con la nostra terra. Anche questo rigorosamente rispettoso delle norme anti Covid. Bevande di ogni genere, affettati, squaquerone, marmellata di fichi, pizza fritta. Musica dal vivo, bravissime Valentina e Carlotte, Surprise.


 

Dopo un saluto dell'assessore Settembrini, l'editore interagisce con l'autore, e ricorda che la presentazione è stata curata dal padre, Mario Gurioli, che interviene subito dopo augurandosi che segua una terza opera, dopo questa e l'ottimo esordio di Un òman di serie B (sempre Tempo al libro).

Va salvato il patrimonio dialettale, sottolinea, un tesoro prezioso più che mai ora che le parole straniere sono aumentate a dismisura attorno a noi.


 


" L'acuntintes", ecco e' segret par e' mi avnì, suggerisce Alfonso Nadiani dopo aver ripercorso la sua vita e pensato a come vivere al meglio gli anni che lo attendono. Malinconia, ironia, saggezza si alternano in maniera scorrevole formando un quadro che per certi aspetti è di tutti noi.

L'autobiografia si allarga in un discorso universale, si apre a considerazioni generali per un futuro migliore e responsabile: "La terra, dono di Dio, bisognerebbe benedirla sempre e coltivarla consapevolmente senza egoismi e cattiverie. Tanto si sa che, alla fine della nostra storia, della terra ce ne basta giusto un pezzettino nel cimitero", riflessioni in stile verghiano di una mente bona da gnit, cioè buona da niente ma in realtà superiore in tutto, in quanto incapace di soffermarsi su poche e singole abilità.


Alfonso Nadiani scrive testi teatrali, dirige e recita per Gli Amici del teatro di Cassanigo, organizza eventi di carattere storico-culturale, è protagonista della serie Romagna Slang, su You Tube, vincitrice del premio Guidarello nel 2018, coordina un corso di dialetto a Faenza, è arrivato secondo al concorso nazionale Convivium in honorem, edizione 2021. Da seguire la sua pagina Fb, con spunti e riflessioni veramente notevoli, ovviamente in vernacolo.

Il dott. Mauro Gurioli, che da subito ha creduto nella validità delle poesie di Nadiani e dal 2006 si dedica in Faenza a progetti editoriali di qualità, con un occhio sempre attento alla valorizzazione della realtà locale, che se anche da fuori può apparire buona da niente, al suo interno nasconde messaggi inestimabili, come in questo caso, appunto.

Lucia  Baldini


 

 

Da TIZIANO CONTI


Gli atleti del Sud Sudan hanno aspettato le Olimpiadi un anno e mezzo, in Giappone



Da più di un anno e mezzo quattro atleti del Sud Sudan - il più giovane stato al mondo, e uno dei più poveri - si allenano per le Olimpiadi e le Paralimpiadi a Maebashi, una città giapponese di 300mila abitanti, a circa due ore di macchina da Tokyo. I quattro erano arrivati nell’ottobre 2019 grazie a un programma di cooperazione tra il loro paese e il Giappone. Ci sono rimasti anche dopo che le Olimpiadi furono rinviate al 2021, grazie a una raccolta fondi che finanziò la loro permanenza. Maebashi iniziò a ospitare i quattro atleti grazie all’iniziativa di un ex membro dell’Agenzia di cooperazione internazionale del Giappone, che offre assistenza e supporto ai paesi in via di sviluppo. L’idea era di offrire stabilità e adeguate strutture di allenamento agli atleti e al loro allenatore e, al contempo, provare a sfruttare lo sport per contribuire ad allentare le tensioni in Sud Sudan, che nella sua breve storia ha già avuto una grave guerra civile in cui si stima siano morte almeno 400mila persone e che ha generato un numero di rifugiati che in Africa non si vedeva dai tempi del genocidio del Ruanda. I quattro atleti sarebbero dovuti restare dal novembre 2019 fino all’agosto 2020. Quando a marzo le Olimpiadi di Tokyo 2020 furono ufficialmente rinviate, alcuni abitanti di Maebashi si attivarono però per prolungare la loro permanenza fino a questa estate, tra le altre cose per evitare che dovessero viaggiare dal Giappone verso il Sud Sudan nel mezzo di una pandemia. Come ha scritto Bloomberg, per la permanenza degli atleti fino all’estate del 2020 era stato previsto e ottenuto un budget di 20 milioni di yen, circa 150mila euro. Un budget che dopo il rinvio è salito fino a circa 30 milioni di yen, con la differenza (pari a circa 75mila euro) che è stata raggiunta perlopiù grazie a una raccolta fondi associata all’acquisto di prodotti tipici dell’area di Maebashi. Ma anche grazie all’interessamento di diverse aziende giapponesi: i quattro atleti sono così potuti restare a Maebashi, ricevendo prima le attenzioni dei media giapponesi e poi di quelli internazionali. Grazie alla costanza dell’allenamento, in certi casi insieme ad atleti giapponesi, molti di loro hanno migliorato i rispettivi tempi, in più di un’occasione facendo segnare i nuovi record nazionali del loro giovane paese. “Prima che venissimo qui, la vita era molto dura. Il campo di allenamento distava 17 km da casa mia e recarmi lì era molto difficile. A volte mangiavo una volta al giorno o ogni due – ha raccontato uno di loro –. L’allenamento con gli studenti, invece, mi ha aiutato molto. Nelle lunghe distanze, tenere il passo da soli in allenamento non è semplice. Ma quando corri in gruppo è molto più facile”. E quando non si allenavano hanno partecipato in vari modi alla vita cittadina e, tra le altre cose, seguito lezioni di computer e di giapponese (queste ultime, ha scritto Bloomberg, sono però state ridotte dopo che gli atleti hanno fatto notare che non gli sarebbero servite granché in futuro). Alle Olimpiadi di Tokyo, oltre agli atleti sudanesi in gara con i colori del Sud Sudan ce ne saranno altri quattro che, in quanto rifugiati provenienti dal Sud Sudan, faranno parte della squadra olimpica dei rifugiati. E’ già previsto che dopo di loro arrivino a Maebashi, per sei mesi ciascuno, altri atleti sudsudanesi, in preparazione delle Olimpiadi del 2024 a Parigi.

Dopo il Kosovo, anche il Sud Sudan avrà strappato un applauso a Pierre De Coubertin.


 TIZIANO   CONTI

Voglia di vacanza


 RENZO  FAVALLI

Come è nato un golpe. Il caso Moro. Stasera a Massa Lombarda




MASSA LOMBARDA: ALL’ARENA IN MASSA

IL DOCUMENTARIO SUL SEQUESTRO DI ALDO MORO
Stasera, lunedì 2 agosto nel giardino del Museo della Frutticoltura viene proiettato

“Come è nato un golpe - Il Caso Moro”


Questa sera l’Arena in Massa ha in programma un appuntamento speciale. Alle 21.15 nel giardino del Museo della Frutticoltura “Adolfo Bonvicini” di Massa Lombarda sarà infatti proiettato, nell’ambito della rassegna cinematografica estiva, il documentario “Come è nato un golpe - Il Caso Moro” di Tommaso Cavallini. Alla proiezione saranno ospiti anche i produttori Paola Baiocchi e Andrea Montella e lo scrittore e giornalista Carlo D’Adamo.


“Il documentario ‘Come è nato un golpe’, uno dei più completi sul caso Moro, si apre con le importanti parole di Antonio Gramsci: ‘La verità è sempre rivoluzionaria’ – spiega l’assessore alla Cultura Elisa Fiori -. Sarà una serata dedicata alla ricerca della verità per indagare e scavare in uno dei periodi più bui della storia del nostro Paese, in una delle vicende che ha condizionato maggiormente la nostra democrazia. Tutto questo in una data, il 2 agosto, anniversario della strage di Bologna, non scelta a caso, a rappresentare quanti siano ancora oggi gli eventi non ancora del tutto chiari che hanno segnato la storia italiana”.


Il documentario ricostruisce l’agguato di via Fani in cui morirono i cinque agenti della scorta del presidente della Dc Aldo Moro, che fu sequestrato. Il documentario ripercorre le ultime fasi della vita politica di Aldo Moro, dal viaggio negli States del 1974 per poi concentrarsi sul rapimento, le prigioni e l’uccisione del presidente della DC. Una narrazione condotta dal senatore Sergio Flamigni, dall’ex magistrato Carlo Palermo, da giornalisti e autori come Marcello Altamura, Rita Di Giovacchino e Carlo D’Adamo, che si contrappone con dati di fatto alla verità ufficiale del “Memoriale”: una nuova analisi balistica per fare luce sulla dinamica dell’agguato, un filmato inedito che svela la targa di un’auto di supporto in via Fani la mattina del 16 marzo 1978, di cui le indagini non hanno mai tenuto conto e la fonte “Beirut2”, intervistata da Carlo Palermo, che riferisce di una foto scattata ad Aldo Moro in un cortile durante la prigionia, di come la guerra fredda era fattivamente diretta da gruppi che controllavano sia Washington sia il Cremlino, a conferma del fatto che Aldo Moro doveva morire - e non per mano delle Brigate Rosse - al fine di attuare un golpe in Italia.


Il costo di ingresso è di 5 euro (4,50 ridotto e 4 euro per i soci della Banca di Credito Cooperativo ravennate, forlivese e imolese) e 14,50 euro l’abbinamento cena&cinema. I locali convenzionati sono: ristorante pizzeria “Ellepi” e Opera Sapori.

Per ulteriori informazioni, chiamare il numero 345 9520012, oppure consultare il sito www.cinemaincentro.com. L’iniziativa è realizzata dall’assessorato alla Cultura del Comune di Massa Lombarda con la collaborazione di Cinemaincentro, che fornisce il supporto tecnico, e di diversi ristoratori di Massa Lombarda.






Agosto al Chiostro del Carmine







LUGO: CINEMA ALL’APERTO, UN AGOSTO DI ANTEPRIME

NEL CHIOSTRO DEL CARMINE
La rassegna cinematografica propone un ricco programma con film pluripremiati


Sarà un agosto con celebri proiezioni e numerose anteprime all’interno dell’Arena del Carmine. La rassegna cinematografica è giunta alla seconda parte di programmazione nel chiostro del Carmine di Lugo (piazza Trisi). Da domenica 1 agosto le proiezioni inizieranno alle 21.15.


Primo film del mese di agosto sarà il vincitore di due statuette agli Oscar 2021 The Father di Florian Zeller che verrà riproposto il 16 e 28 agosto e il 5 settembre. I film continuano lunedì 2 e martedì 3 agosto, con Un altro giro di Thomas Vinterberg, vincitore dell’Oscar per il miglior film straniero nel 2021.


Per gli appuntamenti successivi, completano la programmazione Un divano a Tunisi di Manele Labidi Labbè (4 agosto e 4 settembre), Minari di Lee Isaac Chung (5 agosto), Le Sorelle Macaluso di Emma Dante (6 agosto), Nomadland di Chloè Zahao (7 e 19 agosto e 3 settembre), Il cattivo poeta di Gianluca Jodice (8 agosto), Il concorso di Philippa Lowthorpe (9 agosto), Cosa Sarà di Francesca Bruni (10 agosto), Crudelia di Graig Gillespie (12 agosto), I profumi di Madame Walberg di Gregory Magne (13 agosto), EST – Dittatura Last Minute di Antonio Pisu (14 agosto) The Specials di Oliver Nakache e Eric Toledano (15 agosto), Rafkin’s Festival di Woody Allen (17 e 18 agosto), Tenet di Christopher Nolan (29 agosto), Volevo Nascondermi di Giorgio Diritti (30 agosto), In the mood for love di Wong Kar Wei (31 agosto), La felicità degli altri di Daniel Cohen (1 settembre) e Lacci di Daniele Lucchetti (2 settembre).


Ben otto le anteprime in questa seconda parte della rassegna: il 20 agosto ci sarà Sybil – Labirinti di donna di Justine Triet, seguito da Nowhere special di Uberto Pasolini (21 agosto), Supernova di Harry Macqueen (22 agosto), Il matrimonio di Rosa di Iciar Ballain (23 agosto), After love di Aleem Khan (24 agosto), Falling di Viggo Mortensen (25 agosto), La ragazza con il braccialetto di Stèphane Demoustier (26 agosto), Quo Vadis Aida? di Jasmila Zbanic (27 agosto).


L’arena apre alle 20.30 con l’inizio delle proiezioni alle 21.15. I biglietti costano 6 euro intero; 5 euro ridotto (tessera web, under 25, over 65) e 4,50 euro per soci LaBcc. Per prenotazioni visitare il sito www.cinemaincentro.com.

Per ulteriori informazioni contattare i numeri 345 9520012 (dalle 10 alle 13) o 328 8633565 (dalle 20.30 alle 23) o la pagina Facebook “Cinemaincentro”. La rassegna è organizzata da Cinemaincentro e dal Comune di Lugo con il contributo di Bcc Credito Cooperativo ravennate, forlivese imolese e Confcommercio Ascom Lugo.