Il parere della psicologa

Quando si può parlare di disturbi del sonno?

Tante volte sentiamo parlare di disturbi del sonno, e subito ci viene da pensare all’insonnia o al dormire poco… In realtà i disturbi del sonno sono di vario tipo.
INSONNIA. La prima categoria riguarda la difficoltà ad addormentarsi, il soffrire di risvegli notturni o lo svegliarsi troppo presto la mattina. Porta con sé la sensazione di non aver riposato sufficientemente bene per almeno un mese. Esistono persone predisposte ad un sonno frammentato, o altre che iniziano ad avere questo tipo di problemi in seguito ad un periodo di forte stress. A volte, oltre alla stanchezza, si può avere stanchezza cronica, dolori muscolari e disturbi dell’umore. Fondamentale è la ricerca di quelle abitudini e quei comportamenti che possono interferire con il sonno, per far sì che si possano cambiare delle variabili importanti e favorire così un sonno più equilibrato. Ad esempio è opportuno evitare alcool o alimenti contenenti la caffeina, fare esercizio fisico e abituarsi a tecniche di rilassamento da fare prima di dormire.

IPERSONNIE. Per quanto riguarda la seconda categoria, le ipersonnie, si riscontrano casi di persone con eccessiva sonnolenza diurna. Si è come presi da un immediato bisogno di dormire, anche in momenti inappropriati, come al lavoro, a scuola, durante una passeggiata etc. Di solito è dovuta ad una più o meno intenzionale privazione di sonno. Nella narcolessia per esempio, si ha un’eccessiva sonnolenza diurna, con attacchi improvvisi di sonno, anche di 15 minuti, che possono essere anche molto ricorrenti, anche 10 episodi al giorno. Si tratta di un disturbo complesso, a livello non farmacologico si consiglia di adottare delle abitudini che possano contrastare la sonnolenza.

DISTURBI DEL RITMO SONNO-VEGLIA. I disturbi del ritmo sonno – veglia possono essere transitori o persistenti. In generale, tutte le attività biologiche presentano periodiche variazioni circadiane: il sonno e la veglia, la temperatura corporea, la frequenza cardiaca, alcuni ormoni, la pressione arteriosa… si tratta di funzioni biologiche che si modificano ciclicamente ogni giorno. Nei disturbi veglia – sonno ci possono essere cambiamenti dei ritmi circadiani che dipendono da fattori esterni, come può essere il caso del fuso orario o turni di lavoro notturno a rotazione, o da componenti endogene. Si arriva quindi ad uno sfasamento dei ritmi abituali che può portare poi ad una modificazione più o meno persistente del ritmo sonno – veglia.

APNEE NOTTURNE. Nella sindrome delle apnee notturne si hanno delle interruzioni del respiro durante il sonno, questo può portare a risvegli ripetuti durante il sonno, anche senza ricordo, ma che compromette la qualità del sonno arrivando a sentirsi poco riposati. Anche se a volte possono provocare insonnia, le apnee notturne sono un disturbo che si riconosce poco che provoca sonnolenza diurna, difficoltà di concentrazione e problemi intellettivi di vario tipo.

PARASONNIE. Un’ultima classe di disturbi del sonno è rappresentata dalle parasonnie: si tratta di manifestazioni di tipo motorio estremamente complesse che si verificano durante il sonno profondo. Spesso esiste una familiarità per tali episodi, e possono essere scatenate da alcuni fattori quali la deprivazione di sonno, cicli sonno – veglia irregolari, febbre, farmaci o da altri disturbi quali le apnee notturne. Spesso la persona interessata non si ricorda nulla, possono essere di tre tipi: 

1) Risvegli confusionali: sono episodi di risveglio parziale non associati a deambulazione, la persona interessata sembra sveglia ma è confusa, disorientata, a volte aggressiva, non risponde adeguatamente agli ordini e può parlare ma in modo incoerente. 
2) Sonnambulismo: è caratterizzato da episodi nei quali si hanno comportamenti automatici più o meno complessi, senza un preciso scopo o a volte anche con scopo come camminare, mangiare, bere o uscire di casa. 
3) Terrori notturni: si tratta di episodi di risveglio parziale, spesso ad esordio improvviso, con espressione di terrore, intensa agitazione, sudorazione, pallore, respiro affannoso e tachicardia.

Curarsi del sonno è fondamentale per tantissimi motivi, con un sonno poco ristoratore possono venire compromessi tanti ambiti come il lavoro, i rapporti sociali, l’umore, le varie funzioni cognitive… Le abitudini di vita, soprattutto quelle legate alle ore prima di addormentarsi si considerano importantissime, e con pochi e costanti accorgimenti è possibile davvero migliorare considerevolmente la propria salute!

Serena Bagli, Psicologa e Psicoterapeuta

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