Principali classificazione e sedi dell’ernie discali

La rubrica settimanale della Palextra


La definizione da dizionario di ernia è la seguente. “In patologia, fuoriuscita o dislocamento, congenito o acquisito, di un organo o sua parte, dalla propria cavità naturale o dal suo contesto anatomico”.


Svariati autori hanno proposto, diverse definizioni e classificazioni amnatomo-patologiche per definire i tipi di ernia del disco.

Bulging: il significato di questo termine è rigonfiamento. Si presenta come uno slargamento del disco, che si colloca oltre i confini dei corpi vertebrali che lo contengono. Lo slargamento dev’essere superiore al 50% della circonferenza del disco. Può presentarsi in maniera simmetrica o asimmetrica. Non è considerata un’ernia vera e propria.

Protrusione: a differenza del bulging, questa situazione discale è classificata come una forma di ernia. Se il disco protrude fra il 25% e il 50% si parla di protrusione a base ampia. In questo tipo di protrusione l’anulus fibroso è intatto e in caso di canale spinale non stenotico non crea compressione sulle strutture nervose. Se il disco protrude in maniera inferiore al 25% si parla di protrusione focale.

Ernia: situazione in cui il nucleo polposo o altre strutture del disco, si posizionano oltre la limitante somatica. Può essere contenuta dalle fibre dell’anulus, non contenuta e quindi espulsa, migrata a distanza dal disco di origine. Si caratterizza per una dimensione inferiore al 25% della circonferenza del disco.

Ernia contenuta: in questo tipo di ernia il materiale discale erniato non riesce a perforare le fibre esterne dell’anulus fibroso. Sia l’anello fibroso che il legamento longitudinale posteriore sono integri, ma questo non significa che la massa non possa protrudere nel canale spinale creando compressione e divenendo quindi sintomatologica.

Ernia espulsa: in questo tipo di ernia il materiale discale erniato riesce a perforare le fibre esterne dell’anulus fibroso. Una volta perforato l’anulus l’ernia si trova difronte il legamento longitudinale posteriore. Se l’ernia non riesce a perforare il legamento si parla di ernia migrata sottolegamentosa; Se l’ernia riesce a perforare il legamento longitudinale posteriore non riuscendo però a passare del tutto si parlerà di ernia translegamentosa; se l’ernia riesce a passare il legamento longitudinale posteriore, penetrando nel canale spinale senza migrare da nessuna parte si parlerà di ernia extralegamentosa o retrolegamentosa.

Ernia migrata: in questo tipo di ernia il materiale discale erniato perde il rapporto con il nucleo, divendo parte a se stante. La parte migrata potrà essere sottolegamentosa, oppure se l’ernia aveva perforato il legamento longitudinale posteriore il frammento potrà migrare all’interno del canale spinale. Il frammento migrato potrà dirigerisi: caudalmente, cranialmente o lateralmente, allo stesso tempo potrà essere intra o retrodurale.

I nervi lombari escono dal midollo ad angolo acuto decorrendo sotto il peduncolo per poi entrare nel forame laterale ed uscire dal rachide. L’ernia può comprire la radice in diveri punti, creando problematiche diverse in base al tipo di compressione. Anche in questo caso utilizzeremo la classificazione italiana per definire le diverse sedi dell’ernie discali.

Ernia mediana: viene anche definita come ernia centrale. In questo tipo di ernia il materiale erniato fuorisce centralmente andando ad incotrare il legamento longitudinale posteriore nel suo punto di massima resistenza, situazione tale per cui la maggioranza di queste ernie è sottolegamentosa. Nel caso in cui l’ernia riesca a perforare il legamento darà vita ad una compressione di ambedue le radici.

Ernia paramediana: in questo tipo di ernia il materiale erniato si dirige verso centro-desta o centro-sinistra. L’ernia si dirige verso l’espansione laterale del legamento longitudinale posteriore. Anche queste ernie sono di solito contenute. Nel caso in cui l’ernia riesca a perforare il legamento andrà a comprimere la radice di destra o sinistra. 


Difficilmente la sintomatologia di un’ernia paramediana sarà radicolare; potrebbe esserci irradiazione del dolore all’arto inferiore, quasi sempre prossimale, non fino al piede, non c’è sciatalgia vera e propria. Il paziente soffrirà di lombalgia, che si accentua con la flessione anteriore del rachide (per l’aumento di pressione); arrivato ad un certo punto si ferma oppure continua a flettersi con una scoliosi antalgica. Quando c’è un deficit di flessione anteriore della colonna c’è patologia discale.

Se l’ernia ha un po’ di spazio, magari perché il legamento longitudinale posteriore è un po’ scollato, oppure perché ancora non si sono formate aderenze, può accadere che durante la flessione l’ernia trovi un po’ di spazio per sistemarsi, e dunque non dà dolore.

Ernia posterolaterale: in questo tipo di ernia il materiale erniato si dirige fra l’espansione laterale del legamento longitudinale posteriore e l’ingresso del forame intervertebrale. In questa zona le fibre del legamento longitudinale posteriore aderiscono poco e in maniera poco importante al disco, fattore che crea i pressuposti per far si che quest’ernia diventi espulsa translegamentosa o retrolegamentosa. Infilandosi nel forame creano una compressione sulla radice in maniera elettiva dando a volte più sintomo radicolare che a livello rachideo.

Ernia intraforaminale: in questo tipo di ernia il materiale erniato si dirige dentro al forame intervertebrale.

Ernia extraforaminale: in questo tipo di ernia il materiale erniato si dirige fuori dal foramenintervertebrale

Ernie bialaterali: in questo tipo di ernia si trovano a livello dello stesso disco due ernie. Solitamente è un ernia mediana che si divide in due con direzione a sx e dx. In tale caso potrebbe esserci dolore irradiato ad entrambi gli arti inferiori; si valuta facilmente se il territorio di irradiazione è quello della stessa radice o di due radici diverse.

Ernia anteriore: in questo tipo di ernia il materiale erniato si dirige anteriormente. Sono molto rare a causa del notevole spessore del legamento longitudinale anteriore. Sono asintomatiche perchè non comprino tessuto nervoso. Possono creare una riduzione dello spesso fra le due vertebre creando altri fenomeni algici, come la compressione delle faccette articolari.

Ernia di Shmorl: in questo tipo di ernia, il nucleo polposo migra all’interno del corpo vertebrale, poiché la cartilagine del corpo vertebrale può essere danneggiata: condromalacia, sofferenza data dalla brusca crescita di statura, a causa di un trauma o spontaneamente. Non produce sintomi radicolari ed è di scarsa valenza clinica, spaventano solo il paziente! Sono solo indice di sofferenza condritica.


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