Continua lo smantellamento progressivo dell’Ospedale Umberto I di Lugo

Riceviamo da Roberto Drei e pubblichiamo

C’è un tema importante di cui la politica locale non si occupa quanto dovrebbe, ma che è nei pensieri di moltissimi lughesi, oltre che dei residenti negli altri Comuni che fanno parte della Unione dei Comuni della Bassa Romagna.
Questo tema riguarda il futuro dell’Ospedale civile Umberto I di Lugo, alla luce del lento ma inarrestabile depotenziamento del nosocomio lughese che, ogni giorno, perde qualche pezzo, funzione o servizio, portato in qualche altra struttura ospedaliera della nostra Provincia.

Lo dicevano, ieri, i Verdi su Pavaglione Lugo, denunciando la situazione di precarietà in cui si trova il nostro ospedale cittadino; un allarme che, ad onore del vero, i verdi avevano già lanciato durante la campagna elettorale per le comunali di Lugo.

Di fronte a questi ripetuti allarmi che, nel giro di qualche mese, hanno riguardato lo stato di funzionamento della cardiologia ed ora quello della pediatria, per non parlare della senologia e dell’oculistica, il Corriere di Romagna di ieri riportava un comunicato del sindaco Ranalli dal significativo titolo: “Stiamo studiando una riorganizzazione ospedaliera”.

Dice Ranalli, alla luce delle ultime non buone notizie che i lughesi hanno appreso sul reparto di pediatria lughese: “I Sindaci stanno valutando, di concerto con l’azienda, un piano di ristrutturazione ospedaliera che riguarda riflessioni ben più ampie ed inerenti tutte le discipline mediche.”

Una affermazione che di per sé non può che fare piacere, ma che serve a ben poco visto che le decisioni che riguardano la sanità lughese ed il futuro dell’Ospedale di Lugo, così come degli altri ospedali che fanno parte della Ausl Unica Romagnola sono già state prese e sono contenute nell’Atto di Indirizzo già votato nella Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria di cui fanno parte i 74 Sindaci dei 74 Comuni che hanno dato vita alla Ausl Unica Romagnola.

Erano presenti i nostri nove sindaci della Unione dei Comuni della Bassa Romagna, quando è stato presentato ed approvato l’Atto di Indirizzo della Ausl della Romagna? E così, giusto per farlo sapere ai cittadini, come hanno votato?

Hanno, per caso avanzato rilievi o dubbi?

Non abbiamo notizie in tal senso.

D’altra parte la legge regionale che ha istituito la Ausl Unica della Romagna, attribuisce alla Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria ( la CTSS) della Ausl Unica Romagnola, compiti ben precisi, stabilendo in capo ad essa: “il ruolo di indirizzo, di verifica e di controllo della qualità dei servizi sanitari e della loro equa distribuzione, su tutti i territori della Romagna”.

Più chiaro di così non potrebbe essere.

Di conseguenza cari Sindaci della Unione dei Comuni della Bassa Romagna se avevate delle cose da dire o dei dubbi da sollevare, dovevate farlo prima della approvazione dell’Atto di Indirizzo.

L’impressione è che sia difficile oggi, mettere in discussione decisioni già assunte, in materia di organizzazione della rete ospedaliera della Ausl Unica Romagnola, quando su quelle decisioni non ci siamo fatti sentire quando avremmo dovuto.

Roberto Drei
Consigliere Gruppo “per la Buona Politica”

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