Infrastrutture, fra promesse e impegni

Riceviamo e pubblichiamo

Di Gianfranco Spadoni



I cittadini di Ravenna non possono contenere la loro gioia per i primi impegni assunti dal sindaco neoeletto in materia infrastrutturale, impegni peraltro avallati formalmente dal presidente della Regione Stefano Bonaccini. 


E l’elenco delle opere riferite grosso modo al periodo temporale del primo quinquennio di questa giunta, è davvero corposo soprattutto per l’importanza che tali opere rivestono per il territorio, ma al contempo è sotto gli occhi di tutti il grave ritardo dovuto alla mancata ’esecuzione di tali interventi. 


Basti pensare, solo a titolo di esempio, all’ annosa questione dell’approfondimento dei fondali del porto, al bypass e a tutto il tratto di strada di collegamento allo scalo ravennate ridotto ormai a un percorso del dopoguerra, oltre alla nota questione dell’isolamento ferroviario di Ravenna rispetto al quale si profila una semplice soluzione tampone. 

Va chiarito, in ogni modo, come non siano in discussione tali interventi largamente condivisi dalla collettività economica e dalle istituzioni locali, se non fosse per la singolare modalità con cui si arriva a riproporre queste scelte. Non credo, infatti, che al sindaco uscente al governo da dieci anni in questa città non stessero a cuore queste priorità sulle quali, molto probabilmente, avrà speso parte del suo impegno, né tantomeno ritengo che l’attuale primo cittadino, a soli pochi giorni dall’insediamento abbia una così ponderosa forza politica – amministrativa in grado di dare una rapida concretezza a numerosi anni di consolidata astrattezza. 

Le dichiarazioni di questi giorni appaiono come una pseudo magia e sullo stile del premier nazionale, si fanno annunci non di poco conto per infrastrutture, come si diceva, assolutamente fondamentali e strategiche per il territorio accompagnati da impegni formali di attuazione dei lavori compiuti nel periodo riferito al mandato elettivo appena iniziato. In questo contesto non sarebbe stato fuori luogo esprimere qualche apprezzamento per chi ha amministrato sino ad ora anche se in verità non rimane tracciaapprezzabile del proprio operato, se non un probabile impegno sulle singole questioni. 

In altro modo, sennò esisterebbero mille ragioni per rimarcare – un po’ come sta avvenendo da parte del primo cittadino – un’esigenza di discontinuità e d’inversione di tendenza rispetto al lavoro compiuto dal sindaco Fabrizio Matteucci ma anche dal presidente della Provincia Claudio Casadio, dal presidente dell’Autorità Portuale Galliano Di Marco, eccetera.

Ben venga, dunque, la realizzazione di queste infrastrutture perché la città obiettivamente è ferma ormai da decenni, ma si evitino grandi annunci specie quando le risorse economiche necessarie non dipendono dai conti del Comune ma di altre istituzioni i cui amministratori per molto tempo hanno lamentato i mancati trasferimenti da parte del governo centrale.

Gianfranco Spadoni

ex consigliere Provincia Ravenna

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